LA PIANIFICAZIONE AGGREGATA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA PIANIFICAZIONE AGGREGATA"

Transcript

1 LA PIANIFICAZIONE AGGREGATA (a cura di E. Padoano) [Bozza 2010] Indice 1 Aspetti generali 1 2 Il piano aggregato di produzione Generalità Modelli semplificati Modelli di programmazione lineare Riferimenti bibliografici 7

2 1 Aspetti generali L intero processo di elaborazione della strategia di produzione, come visto, richiede un integrazione tra le diverse funzioni aziendali. A livello di pianificazione aggregata della produzione un maggiore coordinamento tra i piani attribuibili alle diverse funzioni è raggiunto attraverso il coordinamento tra vendite e produzione (Sales and Operations Planning). Si delinea un processo dinamico in cui i piani, in particolare del marketing e della produzione, sono rivisti e aggiornati con regolarità, almeno mensilmente. In tale ambito la produzione rappresenta il fornitore e il marketing rappresenta il cliente. I benefici potenziali che possono derivare da un tale approccio pianificatorio sono di diversa natura. Si può ottenere un più efficace e rapido aggiornamento del piano strategico aziendale a livello business e quindi un attuazione più facile del cambiamento, reagendo prontamente ai mutamenti economici e di mercato. Si può stabilire un maggiore coordinamento e impegno delle varie funzioni nel perseguire gli obiettivi aziendali, concentrandosi, in particolare, su un piano realistico. A livello operativo si possono conseguire una migliore gestione di produzione, delle scorte e del portafoglio ordini. Ai fini di poter elaborare più efficacemente dei piani per l utilizzo delle risorse produttive dell azienda, grazie all introduzione di tecnologie informatiche in grado di elaborare elevate moli di dati, è stato sviluppato il Manufacturing Resource Planning (MRPII). Esso è un sistema di pianificazione e controllo completamente integrato che pur operando secondo una logica topdown, risulta maggiormente reattivo ai cambiamenti ambientali ricevendo dei feedback di tipo bottom-up (fig.1). La pianificazione si sviluppa a partire dal budget di produzione per giungere fino al controllo sull esecuzione del piano, ma ad ogni livello è prevista una verifica di fattibilità dei piani di livello superiore (possono, ad esempio, manifestarsi problemi di capacità) e quindi un feedback lungo tutto il sistema. Marketing, finanza e produzione devono, in primo luogo, concordare un piano fattibile che si concretizza nel budget di produzione. Sono poi necessarie verifiche e aggiornamenti settimanali o giornalieri per eventuali modifiche dei quantitativi degli ordini, eventuali cancellazioni di ordini e possibili cambiamenti delle date di consegna. Tali aggiornamenti sono attuati attraverso il Master Production Schedule(MPS). Qualora sia attuato con il supporto di un adeguato sistema informativo e la partecipazione attiva degli operatori dei diversi livelli del SisP, MRP II può diventare un metodo per pianificare efficacemente le risorse relative alla produzione. 2 Il piano aggregato di produzione 2.1 Generalità Il piano aggregato (o budget di produzione) integra le capacità e risorse del sistema produttivo con i piani finanziari e di marketing per perseguire gli obiettivi dell impresa. Lo scopo principale della pianificazione di questo livello è Gest. prod. ind. 1

3 Piano strategico Piano di marketing Budget di produzione Piano vendite Risorse OK? No Sì MPS Loop chiuso MRP MRP Risorse OK? No Acquisti Controllo attività produttiva Misure di prestazione Figura 1: Manufacturing Resource Planning valutare i fabbisogni di capacità produttiva richiesti dal mercato e confrontarli con la capacità disponibile, attuando possibili azioni per bilanciare tale capacità nei diversi periodi che compongono l orizzonte di pianificazione (ad esempio, mesi) e, laddove necessario, per adeguarla. L orizzonte temporale considerato è ampio e quindi vi è forte incertezza, soprattutto nella stima della domanda. Non è quindi accurato né utile a questo livello considerare i singoli prodotti (item), ma si considerano tipi o famiglie. I fabbisogni legati ad una particolare famiglia in un periodo vengono misurati in termini aggregati, ad esempio attraverso le ore standard di lavorazione necessarie per la produzione di un esemplare della famiglia o attraverso unità fittizie che non corrispondono necessariamente ad una reale unità di prodotto, ma a un suo multiplo o sottomultiplo. La domanda di famiglie di prodotti ha significato per la produzione in Gest. prod. ind. 2

4 quanto richiede capacità e risorse specifiche. Viene quindi verificato, nell orizzonte di pianificazione, se sono disponibili le risorse espresse in termini di tempo o in quantitativi aggregati o in misura monetaria. Le principali tipologie di risorse su cui si interviene per adeguare la capacità produttiva al fabbisogno sono: il personale, attraverso assunzioni o licenziamenti, ricorso a straordinari o a turni ridotti, rotazione o cambiamenti di turni ecc.; le scorte, che permettono di antipare o ritardare l impegno di risorse produttive; le subforniture, attraverso le quali è possibile acquisire capacità produttiva. Le strategie di base sono tre. La prima prevede di adattare la produzione alla domanda, producendo esattamente quanto richiesto in ogni intervallo di tempo considerato. In questo caso le scorte rimangono invariate, ma l adattamento della produzione può comportare azioni sul personale (mobilità del personale, modifica dei turni, cambiamento del numero di addetti. La seconda strategia prevede una produzione livellata secondo cui viene prodotto un quantitativo costante pari alla domanda media che si può manifestare, prevedibilmente, nell orizzonte di pianificazione considerato. Non c è, di conseguenza, necessità di aumentare o diminuire la capacità produttiva. Vi è però aumento delle giacenze nei periodi di domanda inferiore alla produzione e, in certi casi, situazioni di stockout nei periodi in cui la somma della produzione e della scorta non riesca a far fronte alla domanda. Si può infine far ricorso alla subfornitura producendo a livello della domanda minima e ricorrendo a subfornitori quando la domanda è più elevata. Anche in questo caso non ci sono costi per adattamento della capacità ed i costi legati alle scorte possono essere convenientemente ridotti. Possono però verificarsi casi in cui i costi dovuti alla subfornitura siano maggiori dei costi che sarebbero sostenuti qualora la produzione fosse fatta internamente all azienda. Le tre tipologie di strategia viste sono pure, ma molto spesso si seguono strategie ibride o miste. Per meglio comprendere i meccanismi operativi di elaborazione di un piano aggregato nel caso delle strategie di base si esamineranno ora separatamente il contesto make-to-stock e quello make-to-order. 2.2 Modelli semplificati Nel caso di un sistema di produzione MTS, le informazioni necessarie per la formulazione del budget di produzione comprendono: le previsioni per ogni periodo t (PV t ) nell orizzonte di pianificazione (t = 1,..., T); il valore delle scorte iniziali (INV 0 ); il valore desiderato (di progetto) delle scorte finali (INV T ); Gest. prod. ind. 3

5 le quantità relative agli ordini in ritardo (O 0 ). L obiettivo è quello di minimizzare i costi dovuti alle scorte, ai cambiamenti dei livelli di produzione e agli stockout. Nel caso più generale (strategie miste) compariranno diverse tipologie di costo i cui valori saranno differenti per piani diversi. Nel caso di strategia con produzione livellata si tratta, in primo luogo, di quantificare la previsione totale nell orizzonte T: PV T = T PV t Dopo avere determinato i valori di INV 0 e INV T si possono calcolare la produzione totale P T e la produzione per periodo P t : t=1 P T = PV T + O 0 + INV T INV 0 P t = P T T Si determinano infine i valori della scorta nei diversi periodi t = 1,..., T: INV t = INV t 1 + P t PV t Nel caso di strategia con produzione adattata alla domanda è necessario adattare la produzione di ogni periodo alla domanda; se non ci sono ordini in ritardo ciò significa che la produzione in ogni periodo dovrà essere pari a: P t = INV t + PV t INV t 1 Se il sistema produttivo è del tipo MTO, le informazioni necessarie per la formulazione del budget di produzione comprendono le previsioni per periodo (PV t ) nell orizzonte di pianificazione T, il valore della coda di ordini da parte dei clienti (backlog) iniziale (BL 0 ) e il backlog finale pianificato (BL T ). L obiettivo è, in questo caso, il livello di servizio al cliente (puntualità e rapidità soprattutto) contenendo il più possibile i cambiamenti dei livelli di produzione. In tal senso appare evidente che le date di consegna pattuite dovranno tenere conto della coda di ordini già presente e della reale capacità produttiva del sistema. Nel caso di produzione livellata, si tratta in primo luogo di quantificare la previsione totale per l intero periodo T (similmente a quanto già fatto nel caso MTS). Una volta determinati BL 0 e BL T, la produzione totale sarà: P T = PV T + BL 0 BL T La produzione per periodo risulterà ancora pari a P t = P T T, mentre i quantitativi in backlog in ogni periodo saranno calcolabili come: BL t = BL t 1 + PV t P t Gest. prod. ind. 4

6 I metodi che sono stati ora presentati considerano un controllo attuato sulla produzione per periodo P t. I modelli più generali pongono al centro delle elaborazioni le risorse su cui si può intervenire con diverse strategie; in particolare considerano la manodopera disponibile in un certo periodo e attraverso di essa operano una qualche forma di controllo sulle quantità prodotte (ad esempio, ipotizzando una riduzione o un aumento - quando possibile - dei turni). In questi modelli si opera quindi a manodopera costante o variabile invece che a produzione costante o produzione variabile. 2.3 Modelli di programmazione lineare I metodi visti nel paragrafo precedente, possono essere implementati su foglio elettronico. Intervenenendo su alcuni elementi (manodopera, scorte ecc.) si possono ottenere delle soluzioni buone e rispettose dei vincoli del problema. Non è però semplice ricavare una soluzione ottima, cioè la soluzione che minimizzi la somma di tutti i costi relativi ad un piano. Il problema di realizzare un piano aggregato fattibile e ottimo può essere affrontato con la programmazione lineare. Si può ad esempio considerare il caso MTS. Siano: T, il numero di periodi dell orizzonte di pianificazione; t, l indice del singolo periodo (t = 1,..., T); PV t, la previsione di vendita in t; n t, il numero di giorni operativi nel periodo t; n g, il numero di unità producibili da un operatore in un giorno nell orario normale; CP t, il costo di produzione di un unità in t; CW t, il costo di un operatore in t; CA t, il costo per l assunzione di un operatore in t; CL t, il costo legato al licenziamento di un operatore in t; CI t, il costo per il mantenimento a scorta di un unità in t; CB t, il costo per ritardare un unità per il periodo t. Le variabili decisionali saranno: P t, il numero di unità prodotte in t; W t, il numero di operatori disponibili in t;; A t, il numero di operatori assunti in t; L t, il numero di operatori licenziati in t; Gest. prod. ind. 5

7 INV t, il numero di unità che costituisce la scorta alla fine di t; B t, il numero di unità ritardate alla fine di t. I vincoli del problema sono di tre tipi. Gli operatori disponibili in un periodo t limitano la quantità producibile nel periodo: P t n g n t W t t = 1,..., T Il numero di operatori in un periodo è poi dato da: W t = W t 1 + A t L t t = 1,..., T Le unità prodotte in t, quelle impiegate per soddisfare la domanda e la scorta netta costituiscono l equazione di bilancio per t: più formalmente: [scorta netta] t = [scorta netta] t 1 + P t PV t INV t B t = INV t 1 B t 1 + P t PV t t = 1,..., T in cui INV t 0 o Bt 0, ma almeno uno dei due è nullo. L obiettivo è quello di minimizzare la somma dei costi relativi ai diversi periodi: T (CP t P t + CW t W t + CA t A t + CL t L t + CI t INV t + CB t B t ) t=1 Infine, si deve imporre la non negatività a tutte le variabili. La soluzione del programma lineare consente di ricavare una soluzione ottima (qualora essa esista e sia unica), ma si possono anche trovare dei valori delle variabili non interi. Spesso, sfruttando la soluzione ottima, è comunque possibile trovare una soluzione con valori interi che offra un valore della funzione obiettivo molto vicino a quello ottimo e sufficiente per il livello aggregato della pianificazione. Se si definiscono: CC t, il costo di acquisto di un unità in t; SF t, le unità acquistate in sub-fornitura in t; nos, le unità producibili in un ora di straordinario; O t, le ore di straordinario complessivamente fatte in t; Gest. prod. ind. 6

8 OL t, il limite imposto sulle ore di straordinario per operatore nel periodo t; si può introdurre come vincolo alle unità producibili nel periodo: P t n g n t W t + nos O t Si deve poi imporre il limite sulle ore di straordinario: O t OL t W t Nella funzione obiettivo si dovrà tenere conto delle unità prodotte in subfornitura e degli straordinari: T (CP t P t + CW t W t + CA t A t + CL t L t + CI t INV t + CB t B t + CC t SF t ) t=1 Riferimenti bibliografici Arnold J. R. T.; Chapman S. N. (2001). Introduction to Materials Management. Prentice Hall International, London, 4th edizione. Brandolese A.; Pozzetti A.; Sianesi A. (1991). industriale. Hoepli, Milano. Gestione della produzione Chase R. B.; Aquilano N. J.; Jacobs F. R. (1998). Production and operations management: manufacturing and services. Irwin, Boston, 8th edizione. D. Sipper R. L. B. (1997). Production: planning, control and integration. McGraw- Hill, New York. Krajewski L. J.; Ritzman L. P. (1999). Operations Management: strategy and analysis. Addison Wesley, Reading, 5th edizione. Slack N.; Chambers S.; Johnston R. (2001). Operations Management. Financial Times - Prentice Hall, Harlow, 3rd edizione. Gest. prod. ind. 7

IL PIANO PRINCIPALE DI PRODUZIONE

IL PIANO PRINCIPALE DI PRODUZIONE IL PIANO PRINCIPALE DI PRODUZIONE (a cura di E. Padoano) [Bozza 2010] Indice 1 Generalità 1 2 Elaborazione del piano principale per produzione MTS 2 2.1 MPS per produzione MTS...................... 2 2.2

Dettagli

Pianificazione e controllo delle risorse

Pianificazione e controllo delle risorse Capitolo 10 Pianificazione e controllo delle risorse 1 Che cosa si intende per pianificazione e controllo delle risorse? La pianificazione e controllo delle risorse si occupa di gestire l allocazione delle

Dettagli

ERP. Logistica. Produzione. Acquisti. Vendite. Amministrazione. Archivio 2

ERP. Logistica. Produzione. Acquisti. Vendite. Amministrazione. Archivio 2 Filippo Geraci 1 ERP Logistica Produzione Vendite Acquisti Amministrazione Archivio 2 Trattamento dei processi di definizione del prodotto Pianificazione della produzione, sia da un punto vista strategico

Dettagli

GESTIONE DEI MATERIALI CONTROLLO DELLA PRODUZIONE

GESTIONE DEI MATERIALI CONTROLLO DELLA PRODUZIONE GESTIONE DEI MATERIALI CONTROLLO DELLA PRODUZIONE Corso di TECNOLOGIA, INNOVAZIONE, QUALITÀ Prof. Alessandro Ruggieri Prof. Enrico Mosconi A.A. 2012-2013 Oggetto della lezione Gestione dei materiali Controllo

Dettagli

Gestione della Produzione Industriale

Gestione della Produzione Industriale Gestione della Produzione Industriale Introduzione al corso Paolo Gaiardelli, Giuditta Pezzotta Il corso - generalità OBIETTIVI: L'obiettivo del corso è fornire le competenze di base relative alle metodologie

Dettagli

Introduzione al corso

Introduzione al corso Introduzione al corso Sergio Terzi [email protected] Gestione della Produzione Industriale 5 CFU Obiettivi del corso Il corso ha l'obiettivo di fornire agli allievi del CS Ingegneria Tessile, Meccanica

Dettagli

INVENTORY CONTROL. Ing. Lorenzo Tiacci

INVENTORY CONTROL. Ing. Lorenzo Tiacci INVENTORY CONTROL Ing. Lorenzo Tiacci Testo di riferimento: Inventory Management and Production Planning and Control - Third Ed. E.A. Silver, D.F. Pyke, R. Peterson Wiley, 1998 Indice 1. IL LOTTO ECONOMICO

Dettagli

Lezione 6 Manufacturing Resource Planning MRP II

Lezione 6 Manufacturing Resource Planning MRP II Lezione 6 Manufacturing Resource Planning MRP II Obiettivo: tramite MRP, si usano dati su domanda indipendente (ordini) e dipendente (interna) & su struttura del prodotto (albero) per calcolare gli ordini

Dettagli

PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI

PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI PIANO DI GESTIONE DEI FABBISOGNI DI CAPACITÀ (a cura di E. Padoano) [Bozza 2010] Indice 1 Introduzione 1 2 Capacity Requirements Planning (CRP) 2 3 Dati di input di CRP 2 4 La capacità disponibile 4 5

Dettagli

La programmazione della produzione

La programmazione della produzione Corso di (modulo B) Lezione 6 La programmazione della produzione I piani della programmazione della produzione 2 La programmazione della produzione Consta di tre momenti fondamentali: elaborazione del

Dettagli

Capitolo 10 & 11 (par. 11.3) La pianificazione strategica e il budget: aspetti metodologici e organizzativi

Capitolo 10 & 11 (par. 11.3) La pianificazione strategica e il budget: aspetti metodologici e organizzativi Capitolo 10 & 11 (par. 11.3) La pianificazione strategica e il budget: aspetti metodologici e organizzativi La pianificazione strategica e il budget: aspetti metodologici OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Comprendere

Dettagli

Riprogettazione del processo di pianificazione della produzione per Yves Saint Laurent Pelletteria

Riprogettazione del processo di pianificazione della produzione per Yves Saint Laurent Pelletteria Riprogettazione del processo di pianificazione della produzione per Yves Saint Laurent Pelletteria Questa tesi nasce all interno dello stage presso l azienda Gucci Logistica SPA, dove è stato conseguito

Dettagli

Il controllo economico e il ruolo del budget: aspetti organizzativi

Il controllo economico e il ruolo del budget: aspetti organizzativi Capitolo 11 Il controllo economico e il ruolo del budget: aspetti organizzativi di Laura Zoni Il controllo economico e il ruolo del budget: aspetti organizzativi (Cap. 11) OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Comprendere

Dettagli

MBM Italia S.r.l. Via Pellizzo 14/a Padova Tel. Fax

MBM Italia S.r.l. Via Pellizzo 14/a Padova Tel. Fax ARCHITETTURA APPLICATIVA XML IL PROCESSO ELABORATIVO SI SVILUPPA IN QUATTRO PASSI: ERP PLANNING SERVER 1 2 Estrazione dei dati dai data base in cui sono gestiti e creazione di file XML che vengono trasferiti

Dettagli

La programmazione e il controllo della produzione. Tecnica Industriale e Commerciale 2008/2009

La programmazione e il controllo della produzione. Tecnica Industriale e Commerciale 2008/2009 La programmazione e il controllo della produzione La programmazione e il controllo della produzione Il tema centrale dell attività di programmazione risiede nell esigenza di armonizzare le richieste del

Dettagli

PIANIFICAZIONE E BUDGET

PIANIFICAZIONE E BUDGET PIANIFICAZIONE E BUDGET Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale Economia aziendale, bilancio, business plan Anno accademico 2016/2017 Prof. Antonio Staffa Prof. Mario Venezia Analisi della Gestione

Dettagli

ERP, ENTERPRISE RESOURCE PLANNING

ERP, ENTERPRISE RESOURCE PLANNING ERP, ENTERPRISE RESOURCE PLANNING SISTEMA INFORMATIVO Def. Sistema Informativo - Il sistema informativo è l insieme di persone, apparecchiature, applicazioni e procedure che permettono all azienda di disporre

Dettagli

Managerial Accounting e Contabilità per le decisioni aziendali. Informazioni e strumenti per il controllo di gestione

Managerial Accounting e Contabilità per le decisioni aziendali. Informazioni e strumenti per il controllo di gestione Managerial Accounting e Contabilità per le decisioni aziendali A.A. 2018/2019 Informazioni e strumenti per il controllo di gestione Prof. Antonio Chirico PROGRAMMAZIONE & CONTROLLO MANAGEMENT ACCOUNTING

Dettagli

Corso di Analisi e Contabilità dei Costi

Corso di Analisi e Contabilità dei Costi Corso di Analisi e Contabilità dei Costi Paola Demartini I costi e il sistema di controllo Perché analizzare i costi aziendali? La CONOSCENZA DEI COSTI (formazione, composizione, comportamento) utile EFFETTUARE

Dettagli

FONDAMENTI di GESTIONE delle SCORTE

FONDAMENTI di GESTIONE delle SCORTE FONDAMENTI di GESTIONE delle SCORTE Importanza di avere una buona gestione delle scorte sono sono spesso una una parte essenziale dei dei beni beni di di un azienda ridurre un inventario significa convertirlo

Dettagli

Comunicazione economico-finanziaria

Comunicazione economico-finanziaria Pagina 1 di 6 Comunicazione economico-finanziaria Bilanci aziendali Il bilancio d esercizio - Il sistema informativo di bilancio - La normativa sul bilancio Le componenti del bilancio civilistico: Stato

Dettagli

La pianificazione, la programmazione aziendale e il controllo budgetario

La pianificazione, la programmazione aziendale e il controllo budgetario Nome e cognome.. Classe Data La pianificazione, la programmazione aziendale e il controllo budgetario Esercitazione di discipline turistiche e aziendali Classe V ITE Indirizzo Turismo VERO O FALSO Ogni

Dettagli

26. Le aree funzionali

26. Le aree funzionali 26. Le aree funzionali Le funzioni aziendali sono composte da gruppi di operazioni omogenee attraverso le quali il sistema-azienda attua il proprio oggetto e persegue specifici obiettivi. Le aree funzionali

Dettagli

Metodi e Modelli per il Supporto alle Decisioni 1

Metodi e Modelli per il Supporto alle Decisioni 1 Metodi e Modelli per il Supporto alle Decisioni 1 Massimo Paolucci ([email protected]) 010-353 2996 DIST Università di Genova Obiettivi del corso 2 Fornire capacità analitiche per affrontare problemi

Dettagli

SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI

SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI Domande chiave Cosa sono i sistemi informativi direzionali (SID)? Che differenza con i sistemi di supporto alle attività operative? Qual è il punto di partenza per capire

Dettagli

Pianificazione aggregata

Pianificazione aggregata Pianificazione aggregata Pianificazione aggregata 1 Programmazione della produzione: fasi La programmazione della produzione, tenuto conto degli obiettivi strategici, a partire da ordini e/o previsioni

Dettagli

PREFAZIONE INTRODUZIONE PARTE I - STRATEGIE DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT, PROCESSI E PRESTAZIONI 1

PREFAZIONE INTRODUZIONE PARTE I - STRATEGIE DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT, PROCESSI E PRESTAZIONI 1 Indice PREFAZIONE PREMESSA INTRODUZIONE XI XIII XV PARTE I - STRATEGIE DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT, PROCESSI E PRESTAZIONI 1 CAPITOLO 1 - SUPPLY CHAIN MANAGEMENT: DEFINIZIONI E CONCETTI INTRODUTTIVI 3 1.1

Dettagli

Economia e Gestione delle Imprese Parte IV Il processo logistico

Economia e Gestione delle Imprese Parte IV Il processo logistico Economia e Gestione delle Imprese Parte IV Il processo logistico A.A. 2015-2016 Prof.ssa Laura Michelini Laurea Triennale in Economia aziendale e bancaria Una definizione La logistica è il sistema di connessione

Dettagli

1.1. Sistema MPC: Manufacturing Planning & Control

1.1. Sistema MPC: Manufacturing Planning & Control 1. 1.1. Sistema MPC: Manufacturing Planning & Control Il sistema di controllo e pianificazione della produzione (MPC system: Manufacturing Planning and Control) permette di ottenere informazioni e gestire

Dettagli

SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI BUSINESS INTELLIGENCE

SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI BUSINESS INTELLIGENCE SISTEMI INFORMATIVI DIREZIONALI BUSINESS INTELLIGENCE Punti chiave Cosa sono i sistemi informativi direzionali (SID)? Che differenza con i sistemi di supporto alle attività operative? Qual è il punto di

Dettagli

Programmazione della produzione nei sistemi automatizzati

Programmazione della produzione nei sistemi automatizzati Programmazione della produzione nei sistemi automatizzati 1 Programmazione della produzione Pianificazione di lungo periodo: quali prodotti collocare sul mercato (livello strategico) Pianificazione aggregata

Dettagli

FITNESS. Costi fissi di commercializzazione e vendita ( ) Ore MOD disponibili in un trimestre

FITNESS. Costi fissi di commercializzazione e vendita ( ) Ore MOD disponibili in un trimestre FITNESS Fitness S.p.A. è un azienda produttrice di abbigliamento per il fitness operante sul mercato europeo. Nel maggio del 2008, il controller stava raccogliendo le informazioni necessarie per elaborare

Dettagli

Economia Aziendale 1

Economia Aziendale 1 Economia Aziendale 1 Sistema aziendale e sottosistemi Aree funzionali caratteristiche Marketing (marketing mix politiche di prezzo, distribuzione, prodotto, promozione) Produzione Ricerca e sviluppo (innovazione

Dettagli

Ricerca Operativa A.A. 2007/ Analisi di sensitività

Ricerca Operativa A.A. 2007/ Analisi di sensitività Ricerca Operativa A.A. 7/8. Analisi di sensitività Luigi De Giovanni - Ricerca Operativa -. Analisi di sensitività. Analisi di Sensitività: motivazioni I parametri (A, b e c) di un problema di programmazione

Dettagli

Modello di Pianificazione e Ottimizzazione. Valido per la produzione su linea e per l impiego di famiglie produttive

Modello di Pianificazione e Ottimizzazione. Valido per la produzione su linea e per l impiego di famiglie produttive Modello di Pianificazione e Ottimizzazione Valido per la produzione su linea e per l impiego di famiglie produttive Descrizione Modello E un modello che: Integra fortemente la funzione delle vendite con

Dettagli

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE

TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE PER LE AZIENDE Materiale di supporto alla didattica Tecnologie dell informazione e della comunicazione per le aziende CAPITOLO 5: La gestione delle informazioni

Dettagli

Fondamenti di Impianti e Logistica: Generalità

Fondamenti di Impianti e Logistica: Generalità Fondamenti di Impianti e Logistica: Generalità Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Generalità di fondamenti di impianti e logistica 1 IL CONTESTO PRODUTTIVO IL PRODOTTO Standardizzazione dei

Dettagli

Cos è strumento di controllo operativo Microsoft Dynamics 365 Business Central (BC) Microsoft Power BI data mart Rapid Start Wizard

Cos è strumento di controllo operativo Microsoft Dynamics 365 Business Central (BC) Microsoft Power BI data mart Rapid Start Wizard EOS PowerSuite PowerSuite Cos è uno strumento di controllo operativo della gestione aziendale che integra le funzionalità di analisi e reporting di Microsoft Dynamics 365 Business Central (BC) con la flessibilità

Dettagli

Organizzazione aziendale Lezione 9 L organizzazione dell impresa Cap. 6. Ing. Marco Greco Tel

Organizzazione aziendale Lezione 9 L organizzazione dell impresa Cap. 6. Ing. Marco Greco Tel Organizzazione aziendale Lezione 9 L organizzazione dell impresa Cap. 6 Ing. [email protected] Tel.0776.299.3641 Stanza 1S-28 La produzione La produzione è la fase dove, dato un input I, una funzione di

Dettagli

I motori e gli ostacoli per la Supply Chain. I fattori di sviluppo della supply chain 1

I motori e gli ostacoli per la Supply Chain. I fattori di sviluppo della supply chain 1 I motori e gli ostacoli per la Supply Chain I fattori di sviluppo della supply chain 1 Linea guida I motori delle prestazioni della supply chain Un quadro di riferimento per lo sviluppo dei fattori di

Dettagli

Capitolo Il Budget della Produzione. Programmazione e Controllo Prof. Federico Verrucchi

Capitolo Il Budget della Produzione. Programmazione e Controllo Prof. Federico Verrucchi Capitolo 3 35 Il Budget della Produzione Programmazione e Controllo Prof Federico Verrucchi Il Budget dei Volumi di Produzione Il Budget dei volumi di produzione segue logicamente quello delle vendite

Dettagli

Progettazione e gestione dei sistemi produttivi- Esercitazione n. 1. La pianificazione del fabbisogno di materiali

Progettazione e gestione dei sistemi produttivi- Esercitazione n. 1. La pianificazione del fabbisogno di materiali Progettazione e gestione dei sistemi produttivi- Esercitazione n. 1 La pianificazione del fabbisogno di materiali L ALFA BETA S.r.l. è un impresa operante nel settore dei mobili di arredamento. In particolare,

Dettagli

Corso di Analisi e Contabilità dei Costi

Corso di Analisi e Contabilità dei Costi Corso di Analisi e Contabilità dei Costi Paola Demartini Activity Based Management Il passaggio dall ABC all ABM L ABC è un sistema di calcolo dei costi L ABM è un sistema di controllo direzionale ATTIVITA

Dettagli

CORSO DI ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE AZIENDALE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE

CORSO DI ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE AZIENDALE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE CORSO DI ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE AZIENDALE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE 1 a) L organizzazione: concetti generali b) La struttura organizzativa c) I principali modelli di struttura organizzativa a) La

Dettagli

MAPPA DEL PROCESSO BUDGET PIANIFICAZIONE FATTURE ACQUISTO E VENDITA DATI SUI PROCESSI PRODUTTIVI DATI DELLA COSTI STANDARD PROGRAMMAZIONE

MAPPA DEL PROCESSO BUDGET PIANIFICAZIONE FATTURE ACQUISTO E VENDITA DATI SUI PROCESSI PRODUTTIVI DATI DELLA COSTI STANDARD PROGRAMMAZIONE IL BUDGET MAPPA DEL PROCESSO FATTURE ACQUISTO E VENDITA SISTEMA DI CONTABILITÀ GENERALE DATI SUI PROCESSI PRODUTTIVI SISTEMA DI CONTABILITÀ ANALITICA DECISIONI COSTI STANDARD COSTI CONSUNTIVI DATI DELLA

Dettagli

Dal controllo delle scorte alla gestione dei materiali. Capitolo 4

Dal controllo delle scorte alla gestione dei materiali. Capitolo 4 Dal controllo delle scorte alla gestione dei materiali Capitolo 4 Il sistema logistico Aspetti introduttivi _ 1 Definizione di supply chain managment e differenze con la logistica (:flusso dei materiali).

Dettagli

Economia e microeconomia

Economia e microeconomia Economia e microeconomia L'economia si occupa delle relazioni tra gli operatori economici (produttore, lavoratore, consumatore) e i fattori produttivi (capitale, lavoro, terra). I fattori produttivi forniscono

Dettagli

DISTINTA BASE. A Ladder-back chair. Seat-frame boards. Leg supports. Front legs. Back legs. Sedia con. schienale D (2) C (1) Sedile.

DISTINTA BASE. A Ladder-back chair. Seat-frame boards. Leg supports. Front legs. Back legs. Sedia con. schienale D (2) C (1) Sedile. DISTINTA BASE Sedia con schienale Back slats Seat cushion B () Schienale C () Sedile D () Gambe anteriori E () Pioli di sostegno g. Leg supports Seat-frame boards F () Gambe posteriori Back legs G () Costole

Dettagli

Business Analytics and Decisions Science. Modelli di Programmazione Lineare A.A

Business Analytics and Decisions Science. Modelli di Programmazione Lineare A.A Business Analytics and Decisions Science Modelli di Programmazione Lineare A.A. 2018-2019 1 Principali classi di modelli di PL Modelli di pianificazione della produzione Modelli di miscelazione Modelli

Dettagli

Il Business plan. Cos è e come si costruisce

Il Business plan. Cos è e come si costruisce Centro di studi aziendali e amministrativi I.T.C. «E. Beltrami» Cremona Il Business plan. Cos è e come si costruisce Cremona, 2 marzo 2018 Prof. Pier Luigi Marchini [email protected] Sistemi

Dettagli

Laboratorio di Ricerca Operativa Cad Ingegneria Gestionale (BGER3 - I semestre) a.a Homework n 26. Docente: Laura Palagi

Laboratorio di Ricerca Operativa Cad Ingegneria Gestionale (BGER3 - I semestre) a.a Homework n 26. Docente: Laura Palagi Laboratorio di Ricerca Operativa Cad Ingegneria Gestionale (BGER3 - I semestre) a.a. 2012-13 Homework n 26 Docente: Laura Palagi Modello di distribuzione Cardillo Raffaele Di Paola Catherine Trano Marco

Dettagli

TECNICHE DI PRODUZIONE

TECNICHE DI PRODUZIONE TECNICHE DI PRODUZIONE Confindustria Servizi Srl Ente di formazione accreditato dalla Regione Marche legale: Corso Mazzini 151, Ascoli Piceno operativa: C.da S. Giovanni Scafa, San Benedetto del Tronto

Dettagli

Gestione della Produzione Industriale

Gestione della Produzione Industriale Gestione della Produzione Industriale Introduzione al Corso Prof. Sergio Cavalieri, Ing. Giuditta Pezzotta, Ing. Fabiana Pirola (Materiale a cura di: Paolo Gaiardelli, Sergio Cavalieri e Giuditta Pezzotta)

Dettagli

IL BILANCIO D ESERCIZIO

IL BILANCIO D ESERCIZIO IL BILANCIO D ESERCIZIO funzione,analisi equilibri e attestazioni 1 L AZIENDA COME SISTEMA DI RISCHI LA GESTIONE AZIENDALE: - si svolge in un contesto di incessante cambiamento in presenza di RISCHI (esterni

Dettagli

LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Augusto Bianchini

LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Augusto Bianchini Corso di LOGISTICA INDUSTRIALE L Prof. Ing. Cesare Saccani Dott. Ing. Augusto Bianchini PRESENTAZIONE CORSO DIEM Facoltà di Ingegneria - Università di Bologna AGENDA Conoscenze e abilità da conseguire

Dettagli

Contingentismo: i principi generali

Contingentismo: i principi generali Contingentismo 1 Contingentismo: i principi generali L impresa deve adattare la propria configurazione organizzativa a fattori / condizioni di contesto la contingenza è il fattore (i fattori) di contesto

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Facoltà di Ingegneria. Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Casi Aziendali GIA-E01

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Facoltà di Ingegneria. Corso di Gestione dell Informazione Aziendale. Casi Aziendali GIA-E01 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Gestione dell Informazione Aziendale prof. Paolo Aymon Casi Aziendali (esercitazione n. 1 sistema di controllo manageriale - struttura funzionale e indicatori)

Dettagli

MISURA delle PRESTAZIONI

MISURA delle PRESTAZIONI MISURA delle PRESTAZIONI 1 Le misure di prestazione di un sistema logistico-produttivo Perché controllare Cosa sono e cosa non sono i controlli I requisiti fondamentali dei controlli e dei dati La frequenza

Dettagli

Introduzione (di Nadia Di Paola e Roberto Vona)...

Introduzione (di Nadia Di Paola e Roberto Vona)... Prefazione (di Andrea Piccaluga)... Introduzione ( e Roberto Vona)... V XIII I. Le tipologie di processo produttivo 1. Evoluzione dei sistemi di gestione della produzione... 1 2. Complessità della domanda

Dettagli

Verso l industria 4.0: il sistema avanzato di Planning &

Verso l industria 4.0: il sistema avanzato di Planning & Verso l industria 4.0: il sistema avanzato di Planning & Scheduling a capacità finita di FLORIM CERAMICHE S.p.a. Case history relativa all implementazione in FLORIM del sistema avanzato COMPASS 10 di PLANNET

Dettagli

BREVE INTRODUZIONE ALLA P. P. C. A

BREVE INTRODUZIONE ALLA P. P. C. A BREVE INTRODUZIONE ALLA P. P. C. A (pianificazione, programmazione e controllo aziendale) I Sistemi di Pianificazione e Controllo permettono ai manager, ai vari livelli, di accertarsi che la gestione si

Dettagli