DIALETTICA TRASCENDENTALE

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1 Critica della ragione che cerca di essere pura La ragione crea i sillogismi ed è l organo della totalità L idea è la totalità delle condizioni dell esperienza DIALETTICA TRASCENDENTALE La Dialettica trascendentale è una componente della Logica trascendentale insieme all Analitica trascendentale. Essa è la parte in cui Kant critica la ragione che cerca di essere pura, ovvero la facoltà del pensiero che si rivolge alla conoscenza di ciò che sta al di là dell esperienza. In altre parole la ragione prova a costruire degli oggetti senza utilizzare i dati forniti dalla sensibilità 1, ma così facendo sono nati alcuni errori strutturali che devono essere smascherati dalla dialettica 2 trascendentale. Dunque, in questo capitolo Kant esamina i fondamenti della metafisica e del suo diritto a porsi come sapere scientifico. Sappiamo già che per poter costruire gli oggetti è necessario che questi entrino nella nostra esperienza tramite la conoscenza sensibile, la quale è dotata di intuizioni pure. In seguito, la sensibilità che si rivolge alla razionalità funziona come intelletto, il quale a sua volta unifica le rappresentazioni nei giudizi. Il passaggio successivo della ragione è quello di unire i giudizi creando i sillogismi 3, ovvero catene di enunciati. Kant concorda con Aristotele nell affermare che, per formare un sillogismo, sono necessari tre tipi di giudizi: premessa maggiore, premessa minore e conclusione. Inoltre, secondo il sillogismo kantiano, ciascuna premessa può diventare a sua volta la conclusione di un altro sillogismo. Tuttavia a questo punto sorge un dubbio: Quando posso dire di conoscere veramente la conclusione 4?. Per Kant 5 è necessario conoscere la totalità delle premesse. Come conseguenza possiamo dedurre che la ragione è dinamica poiché è costitutivamente 6 spinta, attraverso i sillogismi, alla ricerca della totalità 7, ovvero l insieme delle condizioni che è necessario ammettere per giustificare la conclusione. Questa posizione può essere descritta anche dicendo che la ragion pura è l organo 8 della totalità. 9 La dialettica trascendentale opera con le idee, pertanto le idee sono le forme pure della ragion pura, dove per idea 10 s intende la totalità delle condizioni dell esperienza, il concetto necessario della ragione. Nell Estetica trascendentale vengono distinti due tipi di esperienza: interna, che corrisponde al tempo e esterna, che coincide con lo spazio. Ciò significa che dovrebbero esistere altrettanti tipi di idee, ma Kant a queste due ne aggiunge una terza: la totalità delle esperienze esterne è rappresentata dall idea di mondo. la totalità delle esperienze interne è rappresentata dall idea di anima. la totalità della totalità è rappresentata dall idea di Dio. 1 Si dice che la metafisica fa un uso costruttivo delle idee. 2 Fino ad ora abbiamo visto diverse concezioni di dialettica. La dialettica, infatti, è stata trattata da Zenone, i sofisti, Socrate e altri filosofi fino a Kant. 3 Il sillogismo aristotelico è costituito da tre enunciati: i primi due sono le premesse maggiore e minore, il terzo è la conclusione. Nella conclusione manca il termine medio presente nelle due premesse. Un esempio può essere tutti gli uomini sono mortali, Socrate è uomo, Socrate è mortale. Secondo Kant il sillogismo è un argomento ormai completo e perfetto, proprio perché è già stato trattato da Aristotele, non ha dunque intenzione di metterlo in discussione. 4 Quella che non è allo stesso tempo una premessa in un altro sillogismo. 5 Una possibile risposta, non kantiana, poteva essere: Mai, perché ogni sillogismo rimanda ad altri all infinito. 6 Significa che per essenza è costituita dall esigenza di andare a cercare le premesse. 7 Io non so se le premesse che devo conoscere sono finite o infinite, ma rappresentano comunque un tutto. 8 Il termine Organo è inteso in senso etimologico aristotelico e deriva dal greco Organon, che significa strumento. 9 La ragione, secondo il romanticismo, sarà un evoluzione di questa intuizione. Infatti, secondo la concezione romantica, la ragione è l organo dell assoluto. 10 Termine che Kant assume esplicitamente da Platone.

2 Errore della metafisica tradizionale Le idee non sono degli oggetti Il paralogismo Il problema delle antinomie Antinomie matematiche Kant, in questo discorso riguardo alle idee, critica la metafisica tradizionale che ha commesso un errore fondamentale: considerare l idea, ovvero la funzione che spinge la ragione a oltrepassare i propri limiti, come un oggetto 11. Kant contesta fortemente la pretesa di questi filosofi di conoscere la totalità e sostiene che non sia assolutamente possibile conoscere la totalità dell esperienza. La metafisica tradizionale, infatti, ha fatto un uso costituivo delle idee, e le ha utilizzate per costituire oggetti senza usare i dati della sensibilità. Le idee non possono essere considerate oggetti poiché non le conosciamo. L idea di mondo è un idea di totalità che non può essere esaurita dall esperienza esterna che ciascun soggetto sta vivendo 12. Noi, infatti, conosciamo il mondo, ma non come totalità, poiché in realtà siamo a conoscenza solo di un frammento di esso. Lo stesso vale per l idea di anima, di cui non possiamo conoscere la totalità, poiché non possiamo sapere come potremmo reagire di fronte ad ogni situazione che si presenterà nel corso della nostra vita. Quindi la nostra anima resterà sempre aperta a completamenti diversi di cui non verremo a conoscenza finché non si verificheranno. I filosofi tradizionali, nel tentativo di spiegare cosa sia il mondo, hanno commesso un errore strutturale, impostando così il problema in modo sbagliato, ma Cartesio ha fatto l errore peggiore. Con Cartesio si ha il paralogismo: errore di ragionamento in cui viene usato il termine medio del sillogismo dando due significati diversi alla stessa parola. Nel Cogito, infatti, Cartesio parte da un dubbio metodico e scopre che c è una certezza: cogito ergo sum. Egli, quindi, parte da un intuizione giusta, indicando l anima come un attività del pensare, però, poi, sbaglia indicando l anima come Res Cogitans, perché così la trasforma in un oggetto e, in questo caso, in una cosa che pensa. 13 La cosmologia razionale si fonda sull idea di mondo inteso come totalità delle condizioni dei fenomeni. L illusorietà del tentativo della ragione di conoscere il mondo come totalità è dimostrata dal fatto che esso conduce ad antinomie. Le antinomie sono coppie di proposizioni contrapposte che partono dalla stessa premessa, si sviluppano in modo corretto, ma giungono a conclusioni opposte. Quindi se da una parte l idea di anima subisce il paralogismo, dall altra l idea di mondo subisce le antinomie. Un esempio di filosofi che hanno idee opposte del mondo sono i razionalisti e gli empiristi. Esistono quattro antinomie: le prime due matematiche e le altre dinamiche. Antinomie matematiche Considerazioni sulle dimensioni dell universo: I razionalisti sostengono che l universo abbia un limite nello spazio e nel tempo, mentre gli empiristi sostengono il contrario. Di fatto ci sono degli argomenti a favore dell una e dell altra posizione. Seguendo la prima tesi è spontaneo chiedersi cosa ci sia al di là di questo limite e si può pensare di giungere al limite e di guardar al di fuori di esso. 11 Così è avvenuto quello che Kant definisce un nido di pretese dialettiche. 12 Ad esempio se guardiamo al di là della siepe che stiamo osservando ci sarà sicuramente qualcosa d altro, che però in questo momento non è visibile ai nostri occhi. 13 L attività del dubbio è giusta, poiché il pensare è un attività del dubbio, ma per Cartesio l anima non è l attività del dubitare, bensì qualcosa che pensa, ovvero un oggetto. Però, il fatto che ci sia un oggetto che non è materiale è una contraddizione, quindi l anima, secondo la riflessione di Cartesio, è una contraddizione.

3 È un Illustrazione rinascimentale realizzata per il libro di Alexandre Koyrè, intitolato Dal mondo chiuso all universo infinito. L immagine mostra un uomo che guarda al di là del limite del mondo. Discussione sull elemento semplice: i razionalisti sostengono che esista un elemento semplice che funge da base del mondo 14, mentre secondo gli empiristi non esiste. Quindi, da un lato si è portati a pensare che esista un elemento base, dall altra questo elemento solo per il fatto di essere materiale può essere scisso 15. Questi due modi di approcciarsi al mondo sono entrambi corretti ma non possono essere entrambi veri. Antinomie dinamiche Antinomie dinamiche Problema della libertà: per i razionalisti esiste una causa libera, perché ciascun uomo possiede la capacità di decidere liberamente, mentre per gli empirici la libertà non esiste poiché tutto in noi è determinato, quindi la libertà è solo un illusione. Entrambe le posizioni possono essere sostenute con argomentazioni appropriate. Discussione sull ente necessario: per i razionalisti esiste un ente necessario che coincide con Dio, mentre per gli empiristi non esiste un ente necessario. I razionalisti da Cartesio in poi hanno un impegno ontologico, ovvero cercano di dimostrare l esistenza di Dio, cosa che al contrario non viene fatta dagli empiristi, che nei loro ragionamenti partono solo da ciò che hanno intorno a loro. ANTINOMIE RAZIONALISTI EMPIRISTI Dimensione L universo ha dei limiti L universo è infinito Matematiche Elemento semplice Esiste Non esiste Dinamiche Libertà Ente Necessario Esiste perché ciascuno ha la libertà di decidere. Esiste e coincide con Dio Non esiste perché tutto in noi è determinato. Non esiste 14 I razionalisti pensavano alla monade come elemento semplice. 15 Infatti, se si ipotizza l atomo come elemento semplice, quest ultimo al suo interno è diviso in protoni ed elettroni, che a loro volta possono essere scissi.

4 Tesi kantiana sulle antinomie Anche Kant esprime un opinione sulle antinomie matematiche: esse sono entrambe false poiché si basano sull errore di considerare il mondo come un oggetto e perché riguardano la quantità. Le antinomie dinamiche invece per il filosofo sono vere ma su due piani diversi: quello del fenomeno e quello del noumeno. Per quanto riguarda quest ultime antinomie, Kant sostiene che sul piano del fenomeno sia giusto dire che nel mondo dell esperienza gli uomini sono necessitati, ovvero tutto quello che fanno ha una causa. D altra parte se tutto è causato, significa che niente è libero, pertanto la libertà va cercata su un altro piano, nel mondo dei noumeni. L idea di Dio non può produrre un oggetto Tre prove dell esistenza di Dio Deduzione dell esistenza di Dio a partire da un concetto Il concetto di Dio può contenere solo il concetto di esistenza DISCUSSIONE SULL IDEA DI DIO Nell ultimo tratto della Dialettica trascendentale, Kant si confronta con il punto più forte di ogni metafisica: la dimostrazione dell esistenza di Dio. Anche l idea di Dio, così come l idea di anima e di mondo, è un idea che ha un uso regolativo e non costitutivo, cioè non può produrre un oggetto, ma deve indicare la direzione nella quale deve procedere la nostra coscienza nello sviluppo dell esperienza. Tuttavia, quando la ragione è pura, compie degli errori strutturali: scambia un idea che dovrebbe servire solo ad invitarci a espandere sempre e ulteriormente l unificazione della nostra esperienza con un oggetto dell esperienza. La colpa della metafisica è quella di aver trasformato Dio in un oggetto cercando di dimostrare che Dio esiste così come esistono gli oggetti. Kant comprende che non si può dare una conoscenza teorica di Dio, però riporta tre prove tradizionali dell esistenza di Dio per poi confutarle: prova ontologica o a priori prova a posteriori prova teleologica Prova Ontologica Kant pensa che la prova ontologica sia simile alla terza prova di Cartesio 16, secondo cui: Dio è perfetto, l esistenza è una perfezione, se Dio non esistesse non avrebbe la perfezione dell esistenza e il suo concetto sarebbe contraddittorio. Quindi chi difende il punto ontologico sostiene che sia possibile dedurre l esistenza a partire da un concetto, in altre parole avviene un passaggio dal livello concettuale al livello dell esistenza, senza il quale lo stesso concetto sarebbe contradditorio. Per Kant l esistenza è la semplice posizione di una cosa, ovvero il manifestarsi 17 di essa. Quindi, è impossibile passare dalla sfera del concetto o della razionalità alla sfera dell esistenza. Infatti, se deduco l esistenza di Dio, in realtà deduco il concetto di esistenza di Dio e non l esistere. Pertanto l argomento ontologico può al massimo dimostrare che il concetto di Dio può contenere il concetto della sua esistenza, senza però uscire al di fuori della dimensione concettuale. Si può dedurre che con il sistema ontologico non è dimostrabile l esistenza di Dio. 16 Anche Anselmo aveva usato una prova simile ma Kant non può saperlo perché non conosce tutta la filosofia medievale. 17 Dal tedesco Es gibt che letteralmente significa c è, ma si traduce anche come si dà.

5 La causa è una categoria e non coincide con Dio Prova a posteriori Kant la identifica con la seconda prova riportata da Cartesio: Esiste il mondo ma il mondo non può essersi creato da solo, così come io non posso essermi creato da solo, quindi bisogna ammettere l esistenza di un altro ente trascendente come causa del mondo. La prova dimostra che Dio è la causa dell esperienza, tesi che Kant considera sbagliata. La causa, infatti, è una categoria che serve a unificare le rappresentazioni all interno dell esperienza, quindi non può uscire dall esperienza e coincidere con Dio. Esiste un Dio ordinatore Prova teleologica Questa è una prova tratta dall ordine, dall armonia e dalla bellezza presenti nella natura: Il mondo è ordinato ma non è possibile che le cose, lasciate a se stesse, siano ordinate, quindi bisogna ammetter un intervento esterno 18. Per Kant la prova teleologica dimostra solo l esistenza di un Dio ordinatore, di un architetto del mondo, ma non prova che sia stato questo stesso Dio ad aver prodotto il mondo. In conclusione secondo Kant non è possibile dimostrare l esistenza di Dio. 18 In questo caso Kant sta pensando a Newton che allude all ordine dell universo.

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