Corso formativo permanente di tanatologia:
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- Valentino Carella
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1 Carpi, 16 Settembre 2009 Corso formativo permanente di tanatologia: Assistere nel morire e nella morte il malato oncologico e la famiglia I gruppi di lavoro come valore aggiunto del corso Dr.ssa Nora Marzi, Responsabile Psicologia Clinica Area Nord
2 Composizione dei gruppi Multiprofessionalità Continuità ospedale-territorio Terzo settore
3 Qualche dato numerico i primi 10 mesi Totale iscritti al corso: 140 Numero di gruppi di lavoro che hanno lavorato attivamente: 7 (media 17 inscritti) Incontri complessivi realizzati dai gruppi: 24 Partecipazione complessiva delle figure sanitarie agli incontri dei gruppi: 92 Percentuale media di partecipazione agli incontri dei gruppi: 80% Gruppo 8 dirigenza: 17 sanitari (gruppo ascolto)
4 Partecipazione ai lavori di gruppo Numero incontri Media partecipanti Gruppo Gruppo Gruppo Gruppo Gruppo Gruppo Gruppo Gruppo 8
5 Figure professionali Operatori ospedalieri (medici internisti, infermieri di reparto, medici oncologi, infermieri DHO); operatori domiciliari (medici di famiglia, infermieri domiciliari); psicologi (Psiconcologia Psicologia Clinica NPIA); Volontari. Dall analisi è emerso che in alcuni gruppi è mancata la figura ospedaliera, in particolare medica Impasse culturale di attenzione agli aspetti affrontati nel corso? Riflessione sulla metodologia proposta?
6 Analisi dello storico Non esistono in letteratura modelli formativi per la valutazione, l analisi e l apprendimento del lavoro in equipe integrate ospedale/territorio; non sono riportati in letteratura modelli strutturati di continuità assistenziale ospedale/territorio. Corso formativo permanente in tanatologia come prima e possibile sperimentazione
7 Coordinate: Territorio\ospedale Diverse professionalità
8 Da un modello semistrutturato All inizio ogni gruppo si è confrontato su un argomento specifico, scaturito da un confronto tra supervisore ed i coordinatori
9 Temi dei Gruppi Temi dei gruppi Fattori culturali della buona morte e della consapevolezza di morte in occidente; il fattore fragilità dell operatore sanitario nella concezione della buona morte e nella comunicazione col morente;. i fattori culturali e istituzionali condizionati la concezione della buona morte e la comunicazione di prognosi; i fattori culturali e istituzionali condizionati la concezione della buona morte e la comunicazione di prognosi;. i significati: fattori culturali della buona morte e della consapevolezza di morte nel confronto con le altre culture; l empatia come fattore della buona morte e consapevolezza di morte.
10 ..Alla ricerca di un percorso personale Nella seconda fase i gruppi si sono confrontati in modo autonomo ed originale sviluppando un unico tema, emerso come filo conduttore presente nelle riflessioni dei diversi gruppi: La fragilità e vulnerabilità dell operatore
11 Ricerca che significa: Ricerca che significa Come sto io col morente Come sto io con i familiari Come sto io col gruppo di lavoro Come sto io come conduttore
12 Passaggi Da.. Un gruppo strutturato guidato da una idea forte e aggregante Ad un gruppo che valorizza la propria parte personale : forte motivazione ad apprendere come io funziono Al bisogno di trovare un Modello strutturato: integrazione della parte personale (soggettivitàmotivazione) e professionale (competenza)
13 Condizioni per creare un nuovo modello d intervento col paziente, anche nel gruppo di operatori: ESSERE DIVERSI PROFESSIONISTI CONFRONTARSI COME PERSONE
14 Esempio costruzione di una mappa di lettura Alcuni gruppi hanno provato a rileggere le esperienze raccontate utilizzando le variabili: biologico; personale/simbolico; umano.
15 Proposte Continuare i lavori di gruppo (integrazione ospedale/territorio); metodologia: griglia per l analisi di casi clinici.
16 Proposte Tavolo permanente ospedale/territorio per la costruzione del modello e dei protocolli (Dirigenza, gruppo 8); garanzie e sostegno da parte della dirigenza nel proseguimento del progetto.
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