SCHEDA COLTURALE DEL CASTAGNO
|
|
|
- Luciana Napoli
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 SCHEDA COLTURALE DEL CASTAGNO Esigenze ecologiche del castagno Il castagno è una specie originaria del bacino mediterraneo: per questa ragione la sua coltivazione è favorita in zone con temperature medie annue comprese tra 8 e 15 C ( il suo areale di diffusione si sovrappone a quello della vite). La pianta subisce gravi danni con temperature invernali inferiori ai -15 /-17 C ed è molto sensibile ai ritorni di freddo primaverili soprattutto nella fase giovanile dell impianto (i danni da gelate tardive sono molto frequenti). Per contro, è possibile abbassare la quota di coltivazione del castagno a zone non necessariamente collinari o montuose come da tradizione secolare: la pianta può essere coltivata con successo anche in zone altimetricamente più basse (fino ai 50 metri sul livello del mare) a patto che siano salvaguardate le esigenze ecologiche della specie. La sua coltivazione senza il ricorso all irrigazione richiede il sostegno di precipitazioni piovose medie non inferiori ai 700 mm/anno con una distribuzione delle piogge ripartita su più mesi e non concentrata in una sola stagione. Laddove una o più d una di queste condizioni non sia soddisfatta è necessario intervenire tempestivamente con irrigazioni di soccorso per garantire il successo della coltura. Il castagno è specie acidofila, cioè può essere coltivato esclusivamente nei terreni con reazione sub acida o acida: questo fattore costituisce il limite più grosso alla sua ulteriore diffusione. I terreni con reazione sub acida o acida sono contraddistinti da un valore di ph ( valore standard che misura il grado di acidità o alcalinità del terreno) inferiore a 6,8, in assenza di calcare attivo (frazione altamente solubile del bicarbonato di calcio contenuto nel terreno). Per valutare la corretta rispondenza di questo parametro si rende necessaria l esecuzione dell analisi chimica del terreno o, semplicemente, la determinazione del valore relativo di ph del suolo a mezzo di strumenti digitali di precisione. Secondo costume, il castagno viene confinato nei terreni poveri, declivi e di difficile accesso, ma la specie predilige terreni fertili, freschi, profondi, permeabili, possibilmente a giacitura piana per facilitare la meccanizzazione delle operazioni colturali. SCELTA DEL TERRENO D IMPIANTO L appezzamento scelto per la costituzione del frutteto di castagno deve possedere alcuni requisiti necessari per la buona riuscita della coltura: Il terreno deve presentare reazione acida o sub-acida; Il suolo necessita di buona dotazione di sostanza organica, elevata permeabilità ed essere privo di ristagni persistenti d acqua negli strati superficiali; Si deve predisporre dall inizio della coltura la disponibilità di irrigazione di soccorso; Si deve provvedere alla corretta esposizione dell appezzamento in funzione dell altitudine; Si devono escludere i terreni o le porzioni dell appezzamento soggetti a rischio di gelate precoci autunnali o gelate tardive primaverili. SCELTA DELLA MIGLIORE ESPOSIZIONE DELL IMPIANTO L esposizione del castagneto è correlata con la latitudine e l altitudine dell impianto. Nel nord Italia il castagno può essere coltivato con successo da altezze di pochi metri fino agli 800 metri sul livello del mare. Nel caso di altitudini limitate è opportuno evitare esposizioni Sud-Ovest o Ovest perché possono favorire l insorgenza di problematiche legate al colpo di sole, cioè alla rapida ed ampia alternanza di fasi di gelo e innalzamento delle temperature. Sono preferibili esposizioni Nord-Est e Sud-Est. Nel caso di altitudini superiori ai 400 metri è consigliabile dare al castagneto orientamento Sud, Sud-Est che, però, coi mutamenti climatici in atto impone il ricorso costante all irrigazione di soccorso. Nel centro e sud Italia la coltivazione del castagno è concentrata in aree a quota altitudinale superiore ai 300 metri fino ai 1200 metri e sono in genere preferibili esposizioni Nord- Est o Sud Est.
2 PREPARAZIONE DEL TERRENO ALL IMPIANTO DEL CASTAGNETO E sempre consigliabile far precedere le operazioni di trapianto delle giovani piante di castagno all aratura del terreno e alle successive lavorazioni di affinamento del suolo (erpicatura o fresatura) sull intera superficie interessata al frutteto perché la pratica permette un migliore sviluppo dell apparato radicale ed una rapida crescita delle piante. La profondità delle operazioni di aratura va dai cm. nei terreni sciolti ai cm. nei terreni di medio impasto e compatti. I lavori possono essere eseguiti all inizio dell autunno (settembre ottobre) nel caso di trapianto autunnale degli astoni di castagno, oppure nei mesi di febbraio marzo nel caso di trapianto primaverile. Nei casi in cui non sia possibile procedere alla lavorazione totale del terreno si possono effettuare l aratura e la fresatura della sola striscia che ospita il filare di piante e, nei casi estremi o con terreni a forte pendenza, il solo scavo della buca su terreno non dissodato. In questo caso si procede alla scavo di una fossa le cui dimensioni devono essere di 80 cm x 80 cm (lunghezza X larghezza) e 60 cm di profondità in terreni sciolti, 75 cm di profondità nei terreni argillosi e compatti. E importante, in ognuno dei precedenti casi, provvedere alla concimazione di fondo o di arricchimento, da eseguirsi prima delle lavorazioni del terreno o del trapianto delle piante di castagno. Se si operano l aratura e la fresatura di tutta la superficie destinata all impianto o della sola striscia interessata dal trapianto del filare, prima dell aratura è necessario distribuire i seguenti fertilizzanti: LETAME BOVINO MATURO 4 / 5 Kg per metro quadrato PERFOSFATO MINERALE 60 / 70 gr. per metro quadro SOLFATO POTASSICO 50/52 40 / 50 gr. per metro quadrato Le piante di castagno vegetano e producono più adeguatamente in presenza di una buona disponibilità di Calcio, elemento che nei terreni acidi è generalmente poco disponibile: è sconsigliabile, però, fornire un integrazione minerale in forma di carbonato di calcio in quanto ciò può creare problemi di clorosi ferrica che causa ingiallimento delle foglie e stentata crescita della pianta. Allo scopo di aumentare la disponibilità di Calcio nel suolo si possono impiegare Litotamnio, prodotto biologico commercializzato in granuli e dotato di un elevato potere di scambio minerale, alla dose di 25 grammi/metro quadro di superficie, da distribuirsi prima delle lavorazioni del terreno. Se si procede allo scavo di una buca su terreno non dissodato si impiegano le seguenti dosi di fertilizzanti: LETAME BOVINO MATURO 10 / 15 kg per buca PERFOSFATO MINERALE 1 Kg per buca SOLFATO POTASSICO 50/52 1 Kg per buca I fertilizzanti vanno distribuiti sul fondo della buca precedentemente scavata e devono essere separati da uno strato di terra di almeno cm dall apparato radicale della pianta. Il trapianto va eseguito ponendo solo pochi centimetri (5-10) di terra fine e fresca sopra le radici superiori e comprimendola con i piedi. I TRAPIANTI A PROFONDITA ECCESSIVA E L EVENTUALE CONTATTO DIRETTO DELLE RADICI CON I FERTILIZZANTI SONO RESPONSABILI DI MANCATI ATTECCHIMENTI E MORTALITA DELLE PIANTE NEI PRIMI 2 ANNI. SISTEMAZIONI DEL TERRENO Queste operazioni servono a favorire la corretta gestione delle piante di castagno in funzione della giacitura del terreno e a prevenire l insorgenza di pericolose malattie radicali che pregiudicano il successo delle coltura. Esse devono essere eseguite prima della messa a dimora delle piante. Nei terreni a giacitura piana è utile creare una baulatura del terreno che ospiterà il filare di castagni riportando il terreno ad un altezza di cm superiore rispetto al piano del campo. Dopo avere eseguito l aratura e l affinamento del terreno si procede, mediante due passaggi contrapposti effettuati con un piccolo aratro, ad innalzare la striscia di terreno lungo la quale verranno poste a dimora le piante. Questa disposizione del terreno facilita lo sgrondo veloce delle acque superficiali in eccesso, garantisce l assenza di ristagno idrico al piede della pianta
3 e previene l insorgenza di malattie molto aggressive per la specie come il mal dell inchiostro (Phythophtora spp.). L utilizzo di telo pacciamante di polietilene a fibre intrecciate si rivela molto utile a prevenire la crescita delle erbe infestanti lungo il filare ed accelera la crescita vegetativa della pianta. Nel caso di terreni in pendenza, nei limiti concessi dalla particolare conformazione fisica del terreno e dagli ostacoli naturali, i filari di castagno devono seguire le curve dello stesso livello altitudinale (linee con la stessa pendenza). Le piante sono ospitate all interno di piazzole di 1,50-2,00 metri di larghezza preparate in precedenza riportando e accumulando a valle il terreno di scavo. Si crea così un gradone con una leggera contro pendenza rispetto al piano del terreno. Il trapianto dell astone non va effettuato alla base del gradone a ridosso del pendio perché in questo punto tendono a formarsi ristagni d acqua, ma in prossimità del margine esterno del gradone in modo che le radici della pianta di castagno possano espandersi nel terreno accumulato a valle e consolidare il gradone. IMPIEGO DI PIANTE IMPOLLINANTI Per poter raggiungere i migliori risultati produttivi in un nuovo frutteto di castagno si rende necessaria la presenza di almeno 2-3 varietà diverse con la possibilità di impollinarsi reciprocamente. Le varietà impiegate devono essere idonee alla produzione di polline in modo abbondante e contemporaneo alla fioritura dei fiori femminili della cultivar principale, ma sono a loro volta in grado di produrre frutti di qualità. In generale, alcune varietà di castagno europeo ( es. Belle Epine) e di ibrido euro-giapponese ( es. Precoce Migoule, Vignols, Bouche de Betizac) mostrano una spiccata attitudine alla produzione di polline fertile con buoni esiti produttivi. Particolare è il caso delle varietà di Marroni e di alcune castagne i cui fiori maschili non producono polline o ne producono in misura scarsissima. Nei frutteti in cui il Marrone è la varietà principale è necessario associare almeno altre due varietà con polline fertile e compatibile per ottenere una produzione costante e di qualità. Es. : impianto con Marrone di Chiusa di Pesio come varietà principale Marrone di Chiusa di Pesio 60/70 % sul totale delle piante Belle Epine 15/20 % sul totale delle piante Vignols 15/20 % sul totale delle piante Non è consigliabile affidare l impollinazione del frutteto alla presenza estemporanea di piante di castagno selvatico nei boschi confinanti. Una razionale distribuzione secondo criteri geometrici delle diverse varietà migliora sensibilmente i risultati produttivi (es. a file alterne). DISTANZE D IMPIANTO Si riportano le distanze minime da mantenere tra pianta a pianta in ragione delle dimensioni degli esemplari adulti in piena produzione: 7m. x 7m. per i castagni ibridi euro-giapponesi 8m. x 8m. per i marroni e le castagne europee La miglior sistemazione d impianto è quella a quinconce in cui le piante di due file adiacenti sono sfalsate per permettere la migliore distribuzione della luce all interno del frutteto: Fila 1 o..o..o... o o o Fila 2..o..o..o o o Fila 3 o..o..o o o o Nei primi anni di coltivazione del castagneto è possibile praticare colture diverse all interno dei filari delle giovani piante poste a dimora purché ciò non interferisca con il normale sviluppo dei castagni. A motivo dell ampia distanza tra i filari e del fatto che il castagno non richiede interventi fitosanitari è possibile coltivare alcune file di mais o di fagioli, colture ortive o altre specie annuali. Generalmente, dopo il 5-6 anno da l trapianto i castagni assumono dimensioni tali da sottrarre lo spazio ad altre coltivazioni.
4 CURE COLTURALI Prima dell apertura delle gemme in primavera è necessario provvedere ad accorciare l astone trapiantato al fine di garantirne la crescita equilibrata. Il taglio viene generalmente effettuato ad un altezza di 1 1,20 m. fuori terra. E molto utile la presenza di un palo tutore (non di legno di castagno!) dell altezza di 1,80-2,00 m. a cui assicurare la giovane pianta nei primi anni di crescita. Il castagno, come tutte le altre piante da frutto, necessita di irrigazione per ottenere buoni risultati produttivi ; occorrono almeno 4 5 anni prima che l apparato radicale della pianta sia in grado di soddisfare autonomamente le necessità idriche della crescita, secondo il terreno e le precipitazioni del luogo di coltivazione. E, quindi, opportuno provvedere nei primi anni almeno all irrigazione di soccorso a partire dal mese di maggio, seguendo come linea guida quella dei più interventi con volumi medi d acqua piuttosto che grossi corpi d acqua distribuiti in poche volte. Particolare attenzione va riservata al fatto di non usare acqua irrigua calcarea il cui uso può portare a fenomeni di clorosi ferrica con relativo disseccamento delle foglie e blocco di crescita. E molto importante fare in modo che la base della pianta non sia direttamente lambita (irrigazione a scorrimento) o irrorata (irrigazione localizzata per aspersione) durante la distribuzione dell acqua. Per quanto riguarda la potatura delle piante di castagno, i tagli si rendono necessari nei primi anni di coltivazione per garantire la corretta formazione della chioma. Si consiglia di mantenere le prime impalcature laterali ad un altezza minima di 2 / 2,5 metri dal suolo al fine di agevolare tutte le operazioni colturali, dallo sfalcio dell erba alla raccolta dei frutti. A tale scopo, nei primi anni d impianto, si rende necessario il taglio all inserzione sul fusto principale di tutti i rami laterali inseriti al di sotto dei 2/2,5 metri di altezza lasciando un solo ramo più vigoroso e diritto come nuova cima. Si ricorda che: i tagli di potatura si possono effettuare dall autunno (caduta foglie) all inizio della primavera (prima dell apertura delle gemme), non durante la fase vegetativa (estate) su piante giovani per non impoverire di foglie la pianta in crescita; i rami laterali vanno eliminati con taglio raso al tronco principale, senza lasciare monconi di ramo che,disseccando, potrebbero favorire l ingresso del cancro corticale della corteccia qualsiasi taglio derivato da potatura o eventuale lesione naturale presente sulla pianta va immediatamente medicato nel modo seguente: piccoli tagli dovuti alla potatura d allevamento ed eventuali lesioni corticali: i tagli possono essere disinfettati con spennellature di una miscela composta da Vinavil (1 Kg ) e rame ossicloruro al 20 % (100 gr.) Molto importante è il tempestivo controllo delle erbe infestanti attorno al tronco e sul filare. E da sconsigliarsi l uso del decespugliatore se la parte bassa del tronco non è adeguatamente protetta perché il suo uso porta a lacerazioni della corteccia che favoriscono il diffondersi del cancro corticale. Particolare attenzione va dedicata all impiego del disseccante GLYPHOSATE lungo la fila e nei solchetti irrigui. L operazione di distribuzione del Glyphosate va effettuata dopo l eliminazione di eventuali polloni dal ceppo. Nell interfilare si consiglia di ricorrere all inerbimento controllato (tramite semina di specie robuste) e relativa trinciatura o sfalciatura periodiche. Clorosi ferrica - Si ricorda che il castagno richiede terreni con un valore di ph inferiore al 6,80, cioè classificati come acidi. Nei terreni con un ph non ottimale (ph = misura la reazione acida o basica del terreno) è comunque possibile intervenire preventivamente con la somministrazione di Chelati di Ferro (Sequestrene) o Solfato ferroso. La dose è di circa 1 cucchiaio da cucina di prodotto secco per pianta da distribuire, sul terreno inumidito da pioggia o irrigazione, una volta al mese, in febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno. Il prodotto, come i concimi, non necessita di lavorazioni per interrarlo. CONCIMAZIONE La pratica della concimazione deve essere adottata annualmente se si vogliono ottenere buoni risultati produttivi nel frutteto di castagno. Della concimazione di fondo si già detto a proposito
5 della preparazione del terreno ; ecco alcuni suggerimenti su come affrontare la concimazione negli anni successivi al trapianto: Alla fine del 1 anno dall impianto (dose per pianta): da novembre a marzo Solfato ammonico gr. 150 Perfosfato minerale gr. 100 Solfato potassico gr. 50 Oppure, in alternativa alla precedente soluzione, da aprile a giugno Concime complesso (tipo MgO) gr Alla fine del anno (dose per pianta): da novembre a marzo Solfato ammonico gr. 200 Perfosfato minerale gr. 200 Solfato potassico gr. 100 Oppure, in alternativa alla precedente soluzione, da aprile a giugno Concime complesso (tipo MgO) gr Piante in piena produzione (dose per pianta): da novembre a marzo Solfato ammonico gr. 800 Perfosfato minerale gr. 500 Solfato potassico gr. 400 Oppure, in alternativa alla precedente soluzione, da aprile a giugno Concime complesso (tipo MgO) Kg. 2 3 I fertilizzanti vanno distribuiti sulla superficie del terreno partire da 50 cm. dal tronco della pianta per un raggio di 2-3 metri. Varietà La distinzione commerciale delle varietà di castagno in Marroni e Castagne comuni poggia le sue basi non tanto sulle dimensioni dei frutti quanto sulle caratteristiche tecnologiche e gustative dei frutti. La castagna di grosse dimensioni non è etichettabile come Marrone per effetto della sola grandezza dei frutti (di fatto, i marroni possono essere anche di piccola pezzatura), ma deve possedere i seguenti requisiti: Colore della buccia mogano chiaro con striature di colore scuro che corrispondono a rilievi della buccia avvertibili al tatto; Forma del frutto ovale-allargata o ovale-ellittica; Buccia sottile che ricopre una pellicola non penetrante nella polpa del seme e di facile asportazione; Polpa zuccherina e croccante che mantiene la consistenza in seguito ad una prolungata cottura; Bassa percentuale di semi divisi dalla pellicola interna in due o tre. I frutti che presentano le caratteristiche del Marrone denotano qualità gustative superiori e meglio si prestano ad essere sottoposti al processo di canditura e glassatura per la produzione dei Marron glacees. VARIETA DISPONIBILI BOUCHE DE BETIZAC (maturazione dei frutti 12 settembre) castagno ibrido euro-giapponese Castanea crenata X sativa Pianta: Vigore:medio-elevato Portamento: espanso Messa a frutto: molto rapida (2 anno) Produttività: abbondante e costante, poco esigente per quanto riguarda l impollinazione Resistenza alle avversità: varietà molto tollerante al cancro corticale e al Cinipide Galligeno Varietà brachistaminea, discreto impollinante. Frutto: Forma: ellittica corta, appiattita Colore: marrone rossastro che vira rapidamente al bruno scuro
6 Calibro: da grosso a molto grosso ( fino a 25 frutti/kg) Percentuale di settatura: dal 1 al 5% Epoca di maturazione: precoce (12 settembre) Conservazione dei frutti: buona Facilità alla pelatura: discreta Utilizzo: consumo fresco
SCHEDA COLTURALE DEL CASTAGNO
SCHEDA COLTURALE DEL CASTAGNO Esigenze ecologiche del castagno Il castagno è una specie originaria del bacino mediterraneo: per questa ragione la sua coltivazione è favorita in zone con temperature medie
Piano per vigneti in allevamento (nuovi impianti 1 e 2 anno)
GERMINA VITE Obiettivi colturali Di per sé la concimazione della vite non è complicata, ma diventa complessa nel momento in cui si desidera ottenere uve di qualità. In questo caso, allora, non é solo importante
SCHEDA COLTURALE DEL NOCE
SCHEDA COLTURALE DEL NOCE PREPARAZIONE DEL TERRENO SCASSO A BUCHE Quando si tratta di mettere a dimora poche piante su superfici modeste può essere effettuato lo scavo di buche di 60-70 cm. di profondità
Concimazione. Irrigazione
Lezione 3 Tecniche agronomiche Concimazione Irrigazione Concimazione La concimazione Qualsiasi organismo vegetale, per poter vivere, ha bisogno di elementi nutritivi, che trova nel terreno e che assorbe
OLTRE ALLA STAGIONALITA OCCORRE FARE UN'ALTRA DISTINZIONE TRA COLTURE COLTIVATE IN PIENO CAMPO
OLTRE ALLA STAGIONALITA OCCORRE FARE UN'ALTRA DISTINZIONE TRA COLTURE COLTIVATE IN PIENO CAMPO E COLTURE COLTIVATE IN SERRA MA COSA E UNA SERRA? ABBIAMO DETTO CHE NON IN TUTTI I PERIODI DELL ANNO IL CLIMA
RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE AGRONOMICA: FAVA, CIPOLLA, CAVOLFIORE
L.R. 37/99 D.GR. 1234/05 Titolo Progetto: RILANCIO DELL ORTICOLTURA ATTRAVERSO LA VALORIZZAZIONE DI BIODIVERSITA AUTOCTONE RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE AGRONOMICA: FAVA, CIPOLLA, CAVOLFIORE Dott.ssa
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL COLZA REGIONE UMBRIA COLZA - SCHEDA TECNICO-AGRONOMICA La scheda colturale deve essere integrata con le prescrizioni obbligatorie e i consigli enunciati nell Allegato
Noce. Non richiede una potatura regolare Non sopporta tagli di grandi dimensioni Potatura: eliminazione succhioni, rami secchi, mal posizionati
Forma: vaso libero Noce Non richiede una potatura regolare Non sopporta tagli di grandi dimensioni Potatura: eliminazione succhioni, rami secchi, mal posizionati Franquette allevata in asse verticale Impalcatura
IMPIANTO FRUTTETO AMMORTIZZARE IN BREVE TEMPO GLI INVESTIMENTI IMPEGNATI EFFETTUARE LA PIÙ IDONEA MECCANIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI COLTURALI
IMPIANTO FRUTTETO Per ritenersi economicamente valido deve: AMMORTIZZARE IN BREVE TEMPO GLI INVESTIMENTI IMPEGNATI EFFETTUARE LA PIÙ IDONEA MECCANIZZAZIONE DELLE OPERAZIONI COLTURALI CONTENERE NOTEVOLMENTE
La tecnica colturale per il ciliegio ad alta densità in Germania
La tecnica colturale per il ciliegio ad alta densità in Germania Martin Balmer DLR - Rheinpfalz Kompetenzzentrum Gartenbau Walporzheimer Str. 48 D-53474 Bad Neuenahr-Ahrweiler Mail: [email protected]
PROGRAMMA COLTIVAZIONE IBRIDI PRECOCISSIMI
PROGRAMMA COLTIVAZIONE IBRIDI PRECOCISSIMI E possibile coltivare mais nella stessa annata in cui si programma una «bonifica dalla presenza della diabrotica»? Proponiamo due programmi che rendono possibile
Operazioni della potatura
Operazioni della potatura Asportazione delle branche Raccorciamento delle branche (potatura di ritorno) Diradamento delle ramificazioni fruttifere NB Intensità di potatura: influenzata dalla vigoria Rispettare
AgrelanWeb uno strumento per definire la concimazione ottimale
AgrelanWeb uno strumento per definire la concimazione ottimale Paolo Giandon ARPAV - Servizio Osservatorio Suoli e Rifiuti AgrelanWeb: obiettivo La predisposizione di un piano di concimazione a partire
VALUTAZIONE DI TECNICHE DI COLTIVAZIONE CONSERVATIVE E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI CEREALI.
VALUTAZIONE DI TECNICHE DI COLTIVAZIONE CONSERVATIVE E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI CEREALI. A cura dell ufficio Agronomico Italpollina Spa OBIETTIVO DELLA PROVA L obiettivo della prova
Frutti Antichi. Tipologia: Nome del frutto: Pesco. Orion
Orion È una cultivar mediamente vigorosa e molto produttiva, interessante fra le Nettarine tardive per le caratteristiche organolettiche dei frutti. Epoca di fioritura: II decade di Marzo (Intermedia).
LE TECNICHE AGRONOMICHE
TECNICHE AGRONOMICHE LE TECNICHE AGRONOMICHE HANNO LO SCOPO DI MODIFICARE IL TERRENO AGRICOLO PER RENDERLO PIÙ ADATTO ALLE ESIGENZE DELLE PIANTE CHE SONO COLTIVATE. I PRINCIPALI INTERVENTI RIGUARDANO LA
IRRIGAZIONE: Somministrazione di acqua in modo artificiale. Vantaggi: 1 incremento delle rese
IRRIGAZIONE: Somministrazione di acqua in modo artificiale. Vantaggi: 1 incremento delle rese 2 consente di coltivare colture in zone in cui è impossibile coltivare Fonte di acqua: canali consortili, pozzi
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale Le Batteriosi dell Actinidia
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale Le Batteriosi dell Actinidia Il cancro batterico dell actinidia è stato segnalato per
La potatura degli agrumi
La potatura degli agrumi C. Mennone ALSIA Agenzia Lucana di di Sviluppo e Innovazione in in Agricoltura A.A.S.D. Pantanello Metaponto Le logiche e scuole di pensiero Casa con porte e finestre Agrumi come
Frutti Antichi. Tipologia: Nome del frutto: Susino. Angeleno
Frutti Antichi Angeleno Albero di elevata vigoria a portamento intermedio, produttività elevata. Frutto molto grosso, sferoidale - appiattito, con buccia di color viola - nero, pruinosa. Polpa giallo chiara,
Le piantine forestali
Le piantine forestali di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali Dott. Barbara Mariotti Le piantine forestali 1. Selvaggioni 2. Talee 3. Postime di vivaio Il postime di vivaio può essere commercializzato:
Nota tecnica N 1: La potatura del pero
Nota tecnica N 1: La potatura del pero PRATICHE COLTURALI PERO La potatura secca Questa pratica agronomica per il pero risulta fondamentale in quanto in grado di condizionare sia la qualità sia la quantità
HEXAGONAL GREENHOUSE
HEXAGONAL GREENHOUSE Inquadramento territoriale La serra in progetto è collocata in Via Ermoaldo, Leno (BS). area per attività pubbliche Estratto PGT Il lotto oggetto dell intervento è adiacente all area
P. Pasotti, M.Pelliconi ASTRA Faenza U.O. Mario Neri Imola Bologna 14 Novembre 2013
P. Pasotti, M.Pelliconi ASTRA Faenza U.O. Mario Neri Imola Bologna 14 Novembre 2013 Obiettivi Valutare su melone e pomodorino in pieno campo, nel biennio 2012-2013, l efficacia di due linee di concimazione
Piante da Frutto. Tipologia: Nome del frutto: Albicocco. Aurora
Aurora Presenta una elevata vigoria, portamento espanso, produttività elevata ma incostante. Frutto di pezzatura medio elevata, di forma tonda ellittica, di colore di fondo arancio e sovraccolore rosso
Produrre negli ultimi anni sta diventando sempre più difficile
Produrre negli ultimi anni sta diventando sempre più difficile a) Eventi climatici estremi b) Patogeni nuovi in diffusione c) Mezzi di difesa sempre più tecnici e specifici d) Apertura dei mercati e) Volatilità
Triticale. Triticum secalotriticum saratoviense meister
Triticale Triticum secalotriticum saratoviense meister Triticale (Triticum secalotriticum saratoviense meister) È un ibrido intergenerico ottenuto attraverso l ibridazione tra il frumento (Triticum) e
Il controllo degli insetti dannosi tramite il metodo della confusione sessuale
Il controllo degli insetti dannosi tramite il metodo della confusione sessuale Dr. Antonio Mastropirro Agriproject - Rutigliano Il metodo si basa sull interruzione della comunicazione chimica tra insetti
+39 349 2226026 [email protected]. www.noccioloservice.com SPECIALE IMPIANTO NOCCIOLETO
+39 349 2226026 SPECIALE IMPIANTO NOCCIOLETO NOCCIOLETI UNICA COLTURA A CONTRIBUTO SUL PSR ( Piano Sviluppo Rurale ) Il noccioleto è l unica coltivazione legnosa agraria finanziabile dalla misura 4.1.1
LA FERTIRRIGAZIONE DELLA FRAGOLA
FORUM NUTRIZIONE SULLA FRAGOLA LA FERTIRRIGAZIONE DELLA FRAGOLA 18 SETTEMBRE 2014 dott. agr. Marco Valerio DEL GROSSO Libero Professionista Battipaglia (SA) [email protected] Associazione Nazionale
MAIS DI ROCCACONTRADA CENNI STORICI ED AREA DI DIFFUSIONE
MAIS DI ROCCACONTRADA CENNI STORICI ED AREA DI DIFFUSIONE Il mais ottofile di Roccacontrada e una varieta locale di mais da polenta tipica delle Marche e reperita nei dintorni di Arcevia, da cui appunto
Schweizerische Brotinformation SBI Postfach Bern
Le specie di cereali Le principali specie di cereali coltivate in Svizzera sono otto: Frumento La più importante è il frumento, che è particolarmente idoneo alla cottura in forno ed è utilizzato soprattutto
POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015
C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2015 (14-01-2015) CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2015 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore
SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
CIPOLLA Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE Non
Il pero è una specie assurgente; produce molti succhioni e rami verticali. Le forme che meglio si addicono sono: 3 Palmetta 3 Fusetto 3 Doppio asse
PERO Il pero è una specie assurgente; produce molti succhioni e rami verticali. Le forme che meglio si addicono sono: 3 Palmetta 3 Fusetto 3 Doppio asse PALMETTA Nella forma moderna di palmetta (Fig.1),
SCHEDA DI COLTURA PER LA PRODUZIONE INTEGRATA
SCHEDA DI COLTURA PER LA PRODUZIONE INTEGRATA AZIENDA Tel. CODICE FISCALE INDIRIZZO (località, via, n.) COMUNE PROVINCIA RAPPRESENTANTE LEGALE CODICE FISCALE TECNICO DI ASSISTENZA Tel. COLTURA ANNO DI
IL FAGIOLO BIANCO DI BAGNASCO VALORIZZAZIONE DI UN PRODOTTO
IL FAGIOLO BIANCO DI BAGNASCO VALORIZZAZIONE DI UN PRODOTTO Caratteristiche del prodotto Fagiolo rampicante destinato quasi esclusivamente alla produzione di granella secca. Prodotto in quantità limitata,
SCHEDA TECNICA VASSOI PER IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE
SCHEDA TECNICA VASSOI PER IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE Materiale: vassoi in polietilene lineare ad alta densità (LLDPE) per impianto di fitodepurazione a flusso sommerso orizzontale con tubazione di collegamento
Nuovo che avanza. Tipologia: Nome del frutto: Ciliegio. Ferrovia (su G5)
Nuovo che avanza Ferrovia (su G5) È una cultivar di vigore medio - scarso, portamento assurgente - espanso, produttività media, distribuzione dei frutti sulla pianta uniforme. Epoca di fioritura: I decade
S HOHIN RINVASO DI SHOHIN. a cura di AURELIO DE CAPITANI - fotografie dell autore
S HOHIN a cura di AURELIO DE CAPITANI - fotografie dell autore RINVASO DI SHOHIN Gli SHOHIN, essendo bonsai coltivati in vasi molto piccoli, esigono più cure quando vengono rinvasati. Mentre nei bonsai
Cimatura dei germogli. Rimozione dell apice vegetativo e di una quota variabile delle foglie sottostanti Modalità e obiettivi differenti in :
Foto Spezia Foto Spezia Cimatura dei germogli Rimozione dell apice vegetativo e di una quota variabile delle foglie sottostanti Modalità e obiettivi differenti in : Fase di allevamento Promuove la crescita
SUSINO. CULTIVAR: Jannelli
Sinonimi: Di Sant Anna. Origine e Diffusione: Varietà molto antica. SUSINO CULTIVAR: Jannelli CARATTERI DISTINTIVI DELLA CULTIVAR Pianta: di vigore medio-elevato e habitus espanso. Fruttifica sui rami
COLTURA DOSAGGIO EPOCA D'IMPIEGO E CONSIGLI
NUTRISPORE è una linea di prodotti idrosolubili con microrganismi e titoli in Azoto, Fosforo, Potassio e Magnesio specificamente creati per fornire un duplice vantaggio alle colture. Il primo, è rappresentato
Viticoltura in alto Canavese:
Viticoltura in alto Canavese: gestione del vigneto e tecniche colturali a confronto Alberto Cugnetto Pergola Valdostana Areale di circa 100 ha, terrazzata. Suoli sciolti di riporto, poco fertili, con ph
Stanchezza del suolo: Problematiche e possibili soluzioni per il reimpianto
Stanchezza del suolo: Problematiche e possibili soluzioni per il reimpianto Graziano Vittone Luca Giordani Manta 26-11-2010 Stanchezza del suolo - Melo La Stanchezza del suolo: consiste nella difficoltà
Ilex, Agrifoglio (Aquifoliaceae)
Ilex Ilex, Agrifoglio (Aquifoliaceae) x altaclarensis Golden King (I. aquifolium Golden King ) Arbusto dalla chioma larga e densa. Le foglie sempreverdi sono ovali, verdi con margini gialli, di 4-6 cm.
La protezione delle drupacee
La protezione delle drupacee 31 Lepidotteri e afidi di pesco e albicocco AFFIRM e LUZINDO nella protezione dai lepidotteri di pesco e albicocco Lepidotteri: entrambi i prodotti sono adatti all integrazione
Gli elementi nutritivi necessari per una corretta fertilizzazione dell olivo e delle piante da orto
Gli elementi nutritivi necessari per una corretta fertilizzazione dell olivo e delle piante da orto Associazione IL GIARDINO Figline 6 marzo 2012 Dr. Simone Tofani Agronomo Gli elementi nutritivi Macro
- Possibile presenza di Fosfati - Presenza di zinco a causa dell'allevamento
Altri fertilizzanti biologici Fertilizzanti artificiali Concentrato 100% 20%-85% 100% organici 19.4% - 25,7% Flora microbica 23% min 40% Letame, Scarti di macellazione, Farina di ossa, Cenere organica
MELONI E IL LORO RETROGUSTO. 16 BOLOGNA ZSeeds Italia
E IL LORO RETROGUSTO 16 BOLOGNA PORTAINNESTI ZETASEEDS Le coltivazioni di ortaggi, sia in serra che in pieno campo, a volte trovano limitazioni al loro sviluppo dalle avverse condizioni dovute all insorgere
4.11 CONTROLLO DELLE APPARECCHIATURE
Unione Industriale 61 di 94 4.11 CONTROLLO DELLE APPARECCHIATURE PER PROVA, MISURAZIONE E COLLAUDO 4.11.1 Generalità Il capitolo indica le modalità con cui devono essere gestite le apparecchiature di controllo,
Rischio Chimico. Definizioni
Rischio Chimico Definizioni a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come
SEGA CIRCOLARE indicatori
coltello divisore montato - coltello divisore montato ad idonea distanza dalla lama - coltello divisore montato ad una altezza di 1-2 mm inferiore rispetto a quella della lama coltelli divisori (in dotazione)
Guida alla fresatura 1/8
LAVORAZIONE CON FRESE A DISCO Guida alla fresatura 1/8 SCELTA DEL TIPO DI FRESA Troncatura ad esecuzione di cave. Larghezza della fresa: Standard: 5, 6, 8 e 10 mm Speciale: 5,0 12,4 mm Questo tipo di fresa
Scheda. Descrizione della macchina. chiamato: fresa (figura 1).
Scheda 5 Lavorazione: Macchina: FRESATURA FRESATRICE Descrizione della macchina Le frese sono macchine utensili destinate alla lavorazione di superfici piane, di scanalature a profilo semplice o complesso,
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI (CEI 81-10) RELATORE: Dr. Nicola CARRIERO Dr. Carmineraffaele ROSELLI
PROTEZIONE CONTRO I FULMINI (CEI 81-10) RELATORE: Dr. Nicola CARRIERO Dr. Carmineraffaele ROSELLI LE MODIFICHE INTRODOTTE DALLA VARIANTE V1 ALLA NORMA CEI 8I-10 Come noto, 81-10 è la classificazione CEI
Prodotti a base di Microrganismi Effettivi per l Orticoltura
Prodotti a base di Microrganismi Effettivi per l Orticoltura Ritorno alla Natura per uno Sviluppo Sostenibile BIO-NRG S.R.L. 1 PRODOTTI A BASE DI MICRORGANISMI EFFETTIVI PER L ORTICOLTURA Numero di trattamenti
La condizionalità in Puglia
La condizionalità in Puglia Le norme per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche e ambientali Bari-Palazzo Agricoltura, 27 giugno 2006 REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALLE RISORSE AGROALIMENTARI
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA
Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > AVENA CAPITOLO DELLE NORME GENERALI Scelta dell'ambiente di coltivazione e vocazionalità
Regolamento Comunale del Verde 1
Regolamento Comunale del Verde 1 ALLEGATO A Metodo per la stima del valore ornamentale delle alberature secondo il metodo Svizzero riadattato dal Comune di Ravenna Il valore ornamentale di una alberatura
CORSO APICOLTURA 2015
PAOLO CHIUSOLE & GABRIELE DEIMICHEI CORSO APICOLTURA 2015 FLORA D INTERESSE APISTICO SECONDA LEZIONE ROVERETO - MERCOLEDÌ 18/03/2015 L apicoltore deve oltre che lavorare bene con le api, anche conoscere
Caratteristiche agronomiche dei substrati alla luce della nuova normativa UNI per l utilizzo nel verde pensile
Il verde pensile nel clima mediterraneo Genova, 25 maggio 2007 Caratteristiche agronomiche dei substrati alla luce della nuova normativa UNI per l utilizzo nel verde pensile dott. agr. Alessandro Pozzi
il sorgo da biomassa e la barbabietola metanigena: il loro impiego nella digestione anaerobica
il sorgo da biomassa e la barbabietola metanigena: il loro impiego nella digestione anaerobica Prof. R. Giovanardi Dott. M. Sandonà Conselve (PD) 9 ottobre 2012 PREMESSA La veloce evoluzione del comparto
Febbraio Classe terza A: L ARANCIA
Febbraio Classe terza A: L ARANCIA L arancia è il frutto dell albero dell arancio. Com'è la pianta L arancio è un albero sempreverde dalla bella chioma rotonda, che può arrivare fino a 10 metri. I rami
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 1 DEL 6.02.2015
BOLLETTINO DI PRODUZIONE BIOLOGICA ED INTEGRATA N 1 DEL 6.02.2015 Si fa presente che le informazioni di seguito riportate fanno riferimento alle disposizioni relative ai Regolamenti CE sull Agricoltura
Il TU 81/2008 con le modifiche del D.lgs 39/2016
Il TU 81/2008 con le modifiche del D.lgs 39/2016 Titolo IX Il D.lgs 39/2016 entrato in vigore il 29 marzo 2016, modifica così il Testo Unico Sicurezza Riferimento TU Testo ante modifiche Testo modificato
IL NOCCIOLO NELL ALESSANDRINO. Gianluca Griseri Responsabile Tecnico
IL NOCCIOLO NELL ALESSANDRINO Gianluca Griseri Responsabile Tecnico L Ascopiemonte, nata nel 1997, è una cooperativa che rappresenta 730 soci singoli e una cooperativa, l Agricor, con sede a Castelnuovo
MIRTILLO GIGANTE AMERICANO: APPUNTI PER LA COLTIVAZIONE
MIRTILLO GIGANTE AMERICANO: APPUNTI PER LA COLTIVAZIONE Delle numerose specie di mirtillo esistenti in natura, quella utilizzata nei nostri impianti è Vaccinium corymbosum, meglio conosciuto come mirtillo
In che stagione si raccoglie? Inverno, autunno. Di che colore é? Giallo-Arancio. Varietà: Avana, Paternò Satsuma, Com'è la pianta? Dove cresce?
Carta d identità del MANDARINO In che stagione si raccoglie? Inverno, autunno Di che colore é? Giallo-Arancio. Varietà: Avana, Paternò Satsuma, Com'è la pianta? E un arbusto, ha foglie molto profumate,
La vendemmia. in Trentino
La vendemmia 2015 in Trentino Consorzio Vini del Trentino Novembre 2015 LA VENDEMMIA 2015 IN TRENTINO Il Consorzio Vini del Trentino, come consueto, ha rilevato presso le Aziende proprie associate i dati
MISURA 214 Pagamenti agroambientali
MISURA 214 Pagamenti agroambientali PROPOSTA DI MODIFICA ALLEGATO AZIONE 214. 12 - Metodi e tecniche di coltivazione sostenibile del tabacco TABELLE BASELINE IMPEGNI AGGIUNTIVI Roma, 30 aprile 2010 Misura
DETERSIVO LAVATRICE. Ingredienti: Sapone in Scaglie, Acqua. 1 Kg. di sapone = 160 lavatrici. Dosi per 1 litro:
DETERSIVO LAVATRICE Ingredienti: Sapone in Scaglie, Acqua 1 Kg. di sapone = 160 lavatrici Dosi per 1 litro: - Fate bollire 1l. di acqua - Aggiungete 45gr. di sapone in scaglie e mescolate sino a scioglierlo
Ora prova a indagare!
Ora prova a indagare! Scienze della Terra Unità 3 Lezione 2 Indagine: la permeabilità del suolo. Obiettivo: verificare il diverso comportamento dell acqua a contatto con i differenti tipi di terreno, quali
Protocollo operativo per l applicazione del metodo SOS-PALM, finalizzato al controllo del punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus)
Protocollo operativo per l applicazione del metodo SOS-PALM, finalizzato al controllo del punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) Installazione della cannula SOS-PALM 1. Nel caso in cui
INQUINAMENTO DA NITRATI
INQUINAMENTO DA NITRATI 1 QUALITA DELLE ACQUE SOTTERRANEE Il sistema acquifero della Pianura Padana rappresenta la fonte principale sia per l approvvigionamento idropotabile (>90%), sia per l agricoltura
RELAZIONE SULLE INTERFERENZE
LAVORI DI COSTRUZIONE S.P. In Località Saletti di ATESSA PROGETTO ESECUTIVO RELAZIONE SULLE INTERFERENZE Premessa Le interferenze con servizi esistenti nel caso in oggetto sono rappresentate oltre dai
ALBICOCCO. CULTIVAR: Cibo del Paradiso
ALBICOCCO CULTIVAR: Cibo del Paradiso Sinonimi: Cibo. Origine e Diffusione: Varietà molto antica, un tempo molto diffusa, presente nel nord Barese. Georeferenziazioni: Bisceglie (Ba) Lorusso Long. 41 12.169'
Andamento meteorologico del mese
Bollettino agrometeorologico mensile settembre 2006 Temperatura Massima - Numero dei giorni superiori alla soglia di 25 C dal 01/09/2006 al 30/09/2006 Tempo prevalentemente stabile. 0 4 8 12 16 20 24 C
CIPOLLA DA SEME SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
CIPOLLA DA SEME Le indicazioni contenute nelle Norme Generali devono essere considerate preliminarmente alla lettura delle presenti Norme Tecniche di Coltura. SCELTA VARIETALE E MATERIALE DI MOLTIPLICAZIONE
POTATURA. Obiettivo principale:
POTATURA Obiettivo principale: REGOLARE L'ATTIVITÀ VEGETATIVA E DI FRUTTIFICAZIONE PER CONSEGUIRE IL PIÙ RAPIDAMENTE POSSIBILE UNA PRODUZIONE ELEVATA, COSTANTE E DELLA MIGLIORE QUALITÀ POTATURA fattori
DCO 14/11 Estensione del TrovaOfferte ai clienti finali non domestici di minori dimensioni. Osservazioni e proposte ANIGAS
DCO 14/11 Estensione del TrovaOfferte ai clienti finali non domestici di minori dimensioni Osservazioni e proposte ANIGAS Milano, 31 maggio 2011 1 PREMESSA Anigas presenta le proprie osservazioni al DCO
SFASAMENTO DELLE COPERTURE IN LEGNO E DI STRUTTURE LEGGERE. Ing. Michele Locatelli - Direttore Tecnico Esse Solai S.r.l.
SFASAMENTO DELLE COPERTURE IN LEGNO E DI STRUTTURE LEGGERE Ing. Michele Locatelli - Direttore Tecnico Esse Solai S.r.l. PECULIARITA DELLE STRUTTURE LEGGERE DI CHIUSURA DELL INVOLUCRO EDILIZIO Negli ultimi
ALBICOCCHE. Le varietà molto tardive (Bois IPS) Anno 2006
ALBICOCCHE Le varietà molto tardive (Bois IPS) Anno 2006 Le valutazioni descritte derivano solamente da osservazioni effettuate in Francia. Newplant ha inserito queste varietà e selezioni in diversi campi
Formato disponibile: Scatola da 1,5 kg
Lumaca Stop Previene in modo naturale la presenza di lumache e limacce nel giardino, nell orto e nelle piante. Il prodotto è un composto minerale naturale in granuli che non contiene sostanze chimiche
Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio
Convegno su: Cipolla di Treschietto: da risorsa ad opportunità per lo sviluppo del territorio Comune di Bagnone 22 novembre 2008 Presentazione del Progetto triennale di recupero, caratterizzazione, conservazione
TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA
CRITERI PROGETTUALI Scheda: CR003 Rev: 17/06/2009 20.28.00 Pagina 1/1 TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA a) ELIMINAZIONE E RIDUZIONE DEL RISCHIO Dispositivi permanenti Il Regolamento Regionale
DIMENSIONAMENTO CON LASTRE. SUPALUX-EA del rivestimento protettivo degli elementi strutturali in acciaio
DIMENSIONAMENTO CON LASTRE SUPALUX-EA del rivestimento protettivo degli elementi strutturali in acciaio Dimensionamento con lastre SUPALUX EA del rivestimento protettivo degli elementi strutturali in acciaio.
SOMMARIO SEZIONE IV. Cantiere: Completamento spartitraffico in Via Nazioni Unite Seregno (MB)
SOMMARIO SEZIONE IV 6 Prescrizioni operative, misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni (Allegato XV punto 2.1.2 lettera
Rivista di Agraria.org Rivista online di agricoltura, zootecnia, ambiente
Potatura dell'olivo Categories : Anno 2009, N. 79-15 aprile 2009 di Francesco Marino Molti tagliano pochi potano, questo detto descrive bene il fatto che la potatura è spesso fraintesa come sinonimo di
CETRIOLO SERRA 2013 INTRODUZIONE
CETRIOLO SERRA 2013 INTRODUZIONE La coltura del cetriolo in coltura protetta in Italia ha registrato, nel triennio 2010/2012 (dati ISTAT), un netto incremento, soprattutto in termini di superfici, attestandosi
FABBRICAZIONE DEL LIEVITO TRADILEVAIN
TRADILEVAIN VANTAGGI DI TRADILEVAIN JAC Regolarità della produzione dal momento che si lavora sempre con la stessa pasta madre. Ingombro ridotto nel laboratorio della panetteria. Potete utilizzare Tradilevain
FAGIOLO RAMPICANTE raccolta granella cerosa. Attività di ricerca 2012 Progetto Regione Piemonte
FAGIOLO RAMPICANTE raccolta granella cerosa Attività di ricerca 2012 Progetto Regione Piemonte Prova di I livello Cultivar Ditta Cultivar Ditta BINGO Olter BINGO S Olter BINGO V Olter DIPINTO Olter BRACE
La disposizione estetica della lettera commerciale
La disposizione estetica della lettera commerciale Gli elementi costitutivi della lettera commerciale vengono disposti sul foglio secondo stili diversi: ogni a- zienda, infatti, caratterizza la sua immagine
Agrital Ricerche Stefano Carrano marzo 2006
Impianto e cure colturali di Lampone e Rovo Agrital Ricerche Stefano Carrano marzo 2006 Propagazione Introduzione - lampone Questo lavoro è nato da una precedente raccolta di diapositive destinata ad un
