La Comunicazione Filosofica

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1 IL MANUALE con Laboratori di Verifica IL PENSARE CRITICO: i ragionamenti deduttivi Il pensiero moderno IL MANUALE con Laboratori di Verifica IL PENSARE CRITICO: i ragionamenti induttivi Il pensiero contemporaneo IL MANUALE con Laboratori di Verifica (tomi A e B) LEZIONI DI ETICA: temi, problemi e criteri della decisione morale IL MANUALE Quest opera, secondo le disposizioni di legge, ha forma mista cartacea e digitale, è parzialmente disponibile in Internet e rimarrà immutata, nella sua parte cartacea, per il periodo di tempo indicato dalle normative. Le parti dell opera disponibili on line sono costituite da: ulteriori schede La filosofia nel cinema ulteriori percorsi interdisciplinari Filosofia e arte esercizi aggiuntivi mirati all approfondimento, all attualizzazione e al confronto pluridisciplinare videolezioni tenute da Domenico Massaro su alcuni degli autori e dei temi filosofici più significativi delle tre annualità Per la durata dell edizione, saranno periodicamente resi disponibili, on line o in forma cartacea, materiali di aggiornamento. Per accedere ai materiali, collegarsi al sito e seguire le istruzioni NUOVA EDIZIONE IL MANUALE con Laboratori di Verifica 1 Il pensiero antico e medievale D. Massaro La comunicazione filosofica n.e. vol. 1 La Comunicazione Filosofica La Comunicazione Filosofica nuova edizione Il pensiero antico e medievale Domenico Massaro A La Comunicazione Filosofica Domenico Massaro Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2, L. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R , n. 633, art. 2, lett. d). 27,30 2 tomi indivisibili A_cop.indd :07:57

2 INDICE GENERALE Invito alla filosofia 1 Un sapere astruso? 2 L amore per il sapere 2 LESSICO filosofia 2 La vita sotto esame 3 L attualità della filosofia 4 L arte di ragionare 4 Mito e filosofia 5 LESSICO mito 5 SPAZIO AL DIBATTITO 7 1. Il mondo di Sofia 7 2. Il carattere ribelle della filosofia 9 VIDEOLEZIONE Perché la filosofia? on line UNITÀ 1 L inizio della filosofia. Gli ionici e i pitagorici 10 LE LINEE GENERALI 12 Le condizioni storiche per la nascita della filosofia 12 Il viaggio come simbolo della ricerca filosofica 12 Comunità e comunicazione filosofica nella Grecia prima di Socrate 13 Le scuole filosofiche 13 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 13 I TEMI E GLI ARGOMENTI Gli ionici e la ricerca del principio 15 I primi filosofi 15 LESSICO arché 16 L acqua come principio di tutte le cose: Talete 16 L ápeiron o senza-limite: Anassimandro 17 LESSICO ápeiron 17 Il soffio vitale: Anassimene 18 Una nuova mentalità 18 Mappa Visiva Gli ionici e la ricerca del principio I pitagorici 20 La scuola di Pitagora 20 La dottrina dell anima 21 La dottrina dei numeri 21 LESSICO numero 21 Mappa Visiva I pitagorici 23 SINTESI 24 VERIFICA 25 I PERCORSI TESTUALI 27 A. La ricerca dell arché in Talete e Anassimandro 27 L acqua come fondamento di tutte le cose 27 T 1 Talete, Frammento 12 Testo palestra per l analisi e il commento 27 L ápeiron come principio in-finito 29 T 2 Anassimandro, Frammento 9 29 B. La leggendaria figura di Pitagora 29 T 3 da Giamblico, Vita pitagorica 30 SPAZIO AL DIBATTITO È il mare la culla della vita? I primi filosofi greci e l Oriente 31 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 33 LA FILOSOFIA NEL CINEMA on line A beautiful mind ESERCIZI PassatoPresente on line Intersezioni: filosofia e psicologia UNITÀ 2 L esperienza del divenire e il pensiero dell essere. Eraclito e Parmenide 34 LE LINEE GENERALI 36 I sensi sono cattivi testimoni? 36 Affinità tra Eraclito e Parmenide 36 Significative differenze 37 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 37 V

3 I TEMI E GLI ARGOMENTI L universo mutevole di Eraclito 38 Un uomo schivo e solitario 38 Il flusso universale 38 Il lógos e la legge dei contrari 39 LESSICO lógos 39 PER SAPERNE DI PIÙ La critica all antropomorfismo religioso: Senofane 40 Mappa Visiva Eraclito L essere unico e immobile di Parmenide e della sua scuola 42 Parmenide, un pensatore aristocratico 42 Solo l essere esiste e può essere pensato 42 LESSICO essere - ontologia 42 La rigorosa deduzione degli attributi dell essere 43 I problemi logici della concezione parmenidea 44 La prima apparizione in filosofia dei paradossi logici: Zenone 45 L argomento di Achille e la tartaruga 45 LESSICO paradosso 45 Mappa Visiva Parmenide e Zenone 47 SINTESI 48 VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 52 A. Eraclito: l armonia come frutto della contesa 52 T 4 T 5 T 6 T 7 T 8 49 Eraclito, Frammenti 12, 49a, Eraclito, Frammenti 30, Eraclito, Frammento 1 53 Eraclito, Frammenti 2, 89, 113, Eraclito, Frammenti 50, 51, 53, 54, 60, 61, 88, 111, B. Parmenide: la verità come rivelazione divina 55 Il Proemio: in viaggio verso la verità 56 T 9 da Parmenide, Sulla natura 56 Le due vie della conoscenza 57 T 10 da Parmenide, Sulla natura 58 I caratteri dell essere 58 T 11 da Parmenide, Sulla natura Testo palestra per l analisi e il commento 58 SPAZIO AL DIBATTITO L eterna lotta dei contrari e la legge del lógos Ragione ed essere 62 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 63 ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 3 La riflessione sull uomo e sul mondo nell antica sapienza orientale 64 LE LINEE GENERALI 66 La più antica indagine sull esistenza 66 I rapporti tra Oriente e Occidente 66 Differenze e affinità tra la cultura occidentale e la cultura orientale 67 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 67 I TEMI E GLI ARGOMENTI L induismo 68 La religione vedica 68 La filosofia delle Upanishad 69 PER SAPERNE DI PIÙ Il jainismo 69 La ruota della vita 70 LESSICO samsára, kárman 70 Le vie della liberazione 71 LESSICO dhárma, Bráhman 71 LESSICO átman, maya 72 La liberazione attraverso lo yoga 73 LESSICO yoga 73 PER SAPERNE DI PIÙ La Bhagavadgita 73 Il cammino dello yoga classico 74 Mappa Visiva L induismo Il buddismo 76 Il buddismo come dottrina di liberazione e salvezza 76 Il riconoscimento del dolore dell esistenza 76 Le quattro nobili verità 77 PER SAPERNE DI PIÙ Il Buddha storico 77 Il nirvana 78 LESSICO nirvana 78 Mappa Visiva Il buddismo Il pensiero cinese 80 L antica saggezza cinese e il suo orientamento pratico 80 LESSICO yin e yang 80 Le due anime della Cina 81 Confucio: la personalità e l opera 81 Una filosofia umanistica 82 La missione pedagogica di Confucio 83 Saggezza di vita e amicizia 84 L etica rigorista di Mo Ti 85 PER SAPERNE DI PIÙ Confucio come inventore della logica cinese antica 85 Il taoismo: le origini 86 VI

4 Il significato del Tao 87 LESSICO Tao 87 La fisica e l etica taoista 88 La medicina e la cura del corpo 89 PER SAPERNE DI PIÙ Il buddismo zen 90 Mappa Visiva Il confucianesimo 91 Mappa Visiva Il taoismo 92 SINTESI 93 VERIFICA 95 I PERCORSI TESTUALI 99 A. Le vie della liberazione: l induismo 99 Come in un campo di battaglia 99 T 12 dalla Bhagavadgita 100 Lo yoga 101 T 13 dalle Upanishad 101 La liberazione nella metafora del carro e dell auriga 102 T 14 dalle Upanishad 102 B. Le vie dell illuminazione: il buddismo 102 Il discorso di Benares 103 T 15 dal Sutta della Ruota Testo palestra per l analisi e il commento 103 I dieci quadri sulla cattura del bue 104 T 16 I dieci quadri sulla cattura del bue 105 C. La filosofia morale e politica dell antica Cina 110 Il manifesto dell etica confuciana 110 T 17 da Aforismi attribuiti a Confucio 110 La prima formulazione del contratto sociale 111 T 18 da Mo Ti 111 SPAZIO AL DIBATTITO La via dello Zen Il buddismo come terapia dell anima 113 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 115 ESERCIZI PassatoPresente on line Intersezioni: filosofia e letteratura UNITÀ 4 Alle origini della scienza. I fisici pluralisti e la scuola medica di Ippocrate 116 LE LINEE GENERALI 118 Conoscenza e tecnica 118 LESSICO tecnica 118 Ciò che ci lega alla scienza dei Greci 118 Interpretare i fenomeni della natura alla luce della ragione 119 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 119 I TEMI E GLI ARGOMENTI I fisici pluralisti: Empedocle, Anassagora e Democrito 120 Empedocle e il grandioso spettacolo della natura 120 Le quattro radici 120 Amore e odio, le due forze cosmiche 120 Il simile conosce il simile 121 La finalità pratica del sapere di Empedocle 122 Anassagora, il primo scienziato 123 Una nuova mentalità scientifica 123 I semi come principi di tutte le cose 123 L intelligenza come principio ordinatore 124 LESSICO noús 124 La mano e l intelletto 125 Democrito: un interpretazione razionale della natura 126 Gli atomi e le loro caratteristiche 126 LESSICO atomo 126 Il movimento degli atomi nel vuoto 126 Il metodo scientifico 127 La storia naturale dell uomo e l etica 128 PER SAPERNE DI PIÙ L origine delle lingue e della cultura 128 Mappa Visiva I fisici pluralisti Ippocrate e la medicina scientifica 130 La medicina come modello della scienza 130 Il metodo scientifico della medicina 130 Una visione unitaria dell organismo da curare 131 LESSICO anamnesi, prognosi 131 PER SAPERNE DI PIÙ Il giuramento del medico 132 Mappa Visiva Ippocrate e la medicina scientifica 133 SINTESI 134 VERIFICA 135 I PERCORSI TESTUALI 138 A. L ordine del cosmo e dell agire umano 138 Empedocle: le radici di tutte le cose 138 T 19 da Empedocle, Sulla natura 138 Anassagora: l intelligenza ordinatrice 139 T 20 da Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei filosofi 139 T 21 da Anassagora, Frammento 12 Testo palestra per l analisi e il commento 140 Democrito: l origine della civiltà e del linguaggio141 T 22 da Ecateo, Piccola cosmologia 141 La ragione come guida dell esistenza 142 T 23 da Democrito, Massime morali 142 B. Il modello scientifico: la medicina 144 Il male sacro 144 T 24 da Ippocrate, Il male sacro 144 Ambiente e salute 146 VII

5 T 25 da Ippocrate, Arie acque e luoghi Testo palestra per l analisi e il commento 146 Storia di una vita dedicata alla ricerca Il metodo socratico: un invito a ragionare SPAZIO AL DIBATTITO LESSICO ironia, maieutica L origine della tecnica e i suoi effetti culturali 148 Una nuova concezione della virtù Nulla si crea e nulla si distrugge 150 La virtù è conoscenza 174 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 151 LESSICO intellettualismo etico 174 La cura dell anima: un idea chiave LA FILOSOFIA ESERCIZI NEL CINEMA on line PassatoPresente on line della tradizione filosofica europea 175 Sliding doors Socrate e la sofistica 176 Mappa Visiva Alle radici della nostra civiltà: Socrate 178 UNITÀ 5 L arte della comunicazione e del dialogo. I sofisti e Socrate 152 LE LINEE GENERALI 154 La svolta umanistica 154 Il relativismo culturale 154 I nuovi interrogativi della filosofia 155 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 155 I TEMI E GLI ARGOMENTI Lo scenario storico e culturale della democrazia antica 156 La crisi delle certezze tradizionali 156 La democrazia: una forma di governo che valorizza l individuo 156 PER SAPERNE DI PIÙ Il concetto di democrazia nell antica Grecia 157 Una forma di democrazia diretta 158 Democrazia e filosofia Il movimento della sofistica 159 Chi erano i sofisti? 159 LESSICO sofista 159 L insegnamento dei sofisti 160 Il mito del progresso 161 Rendere forte il discorso debole 162 LESSICO retorica 162 Protagora: l uomo è misura delle cose 163 LESSICO relativismo 163 Il potere della parola 164 Gorgia: la frattura tra il linguaggio e le cose 164 Una visione tragica dell esistenza 165 La seconda generazione dei sofisti 166 Mappa Visiva Il movimento della sofistica Alle radici della nostra civiltà: Socrate169 Il contesto in cui vive e opera Socrate 169 La straordinaria figura di Socrate 170 Perché Socrate fu condannato a morte? 170 PER SAPERNE DI PIÙ Socrate nella commedia di Aristofane 170 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 184 A. La virtù della città e la forza delle parole: i sofisti 184 Il mito di Prometeo 184 T 26 da Platone, Protagora Testo palestra per l analisi e il commento 185 L encomio di Elena 187 T 27 da Gorgia, Encomio di Elena 187 B. Socrate: la filosofia come cura dell anima 190 L autodifesa di Socrate al processo 190 T 28 da Platone, Apologia di Socrate Testo palestra per l analisi e il commento 190 La maieutica socratica 192 T 29 da Platone, Teeteto 192 La cura dell anima nel testamento spirituale di Socrate 193 T 30 da Platone, Fedone 193 SPAZIO AL DIBATTITO Attualità e limiti del movimento sofistico L inizio del razionalismo occidentale 197 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 199 VIDEOLEZIONE Socrate: la cura dell anima on line on line ESERCIZI PassatoPresente Intersezioni: filosofia e pedagogia UNITÀ 6 Platone 200 LE LINEE GENERALI 202 Un pensatore geniale 202 La delusione politica 203 L Accademia 203 La critica ai sofisti 204 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 204 Il manifesto della nuova filosofia 205 Le opere e le dottrine non scritte 205 La diffidenza platonica verso la scrittura 206 VIII

6 Le nuove forme della comunicazione filosofica 206 Il dialogo platonico e l influsso della tragedia 207 I TEMI E GLI ARGOMENTI La dottrina delle idee e il destino dell anima 208 Con Socrate e oltre 208 Che cosa sono le idee? 209 Il dualismo tra le idee e le cose 209 LESSICO idea, iperuranio, scienza, opinione 209 Un arduo e tormentoso problema 210 LESSICO mimesi, metessi, parusía 211 La classificazione delle idee 211 Come conosciamo? 213 LESSICO anamnesi 213 L immortalità dell anima 214 La complessa struttura dell anima 215 Mappa Visiva La dottrina delle idee e il destino dell anima L amore come ponte tra mondo sensibile e mondo intelligibile 218 Il discorso sull amore nel Fedro 218 L itinerario dell anima sospinta dall amore 218 La descrizione della natura di Eros nel Simposio 219 Mappa Visiva L amore come ponte tra mondo sensibile e mondo intelligibile L etica e la politica 222 Lo Stato come specchio dell uomo e della sua anima 222 Le virtù 222 La Repubblica 223 LESSICO politéia 223 Il modello dello Stato ideale 224 Il mito delle stirpi 224 L aristocrazia della ragione 225 I regimi corrotti 226 LESSICO democrazia 227 Il ruolo dei filosofi e gli stadi della conoscenza 227 Il mito della caverna 229 Il significato del mito 230 La filosofia nel cinema Matrix 230 Mappa Visiva L etica e la politica L educazione, l arte e la dialettica 233 Il processo educativo del filosofo 233 La funzione negativa dell arte 233 L arte come imitazione di imitazione 234 La divina ispirazione 235 La supremazia della ragione 235 Il metodo della ragione filosofica 236 LESSICO dialettica 236 Oltre Parmenide 238 LESSICO generi sommi 239 Mappa Visiva L educazione, l arte e la dialettica L origine del mondo naturale 241 L universo come cosmo 241 Il racconto verosimile del Timeo 241 LESSICO demiurgo 241 L origine del tempo e l influsso degli astri 242 Mappa Visiva L origine del mondo naturale L ultima riflessione di Platone: le Leggi 245 La funzione della legge nello Stato ordinato 245 Il filo d oro della ragione 245 La città fortezza 246 Mappa Visiva L ultima riflessione di Platone: le Leggi 248 SINTESI 249 VERIFICA 251 I PERCORSI TESTUALI 258 A. L anima 258 L anima, la memoria e l archivio: il mito di Theuth 258 T 31 dal Fedro 259 L immortalità dell anima nel Fedone 261 T 32 dal Fedone Testo palestra per l analisi e il commento 262 Libertà e destino nel mito di Er della Repubblica 265 T 33 dalla Repubblica 266 B. L amore 270 Il turbamento dell anima innamorata 271 T 34 dal Fedro Testo palestra per l analisi e il commento 271 L anima gemella 273 T 35 dal Simposio 274 Eros figlio dell intraprendenza e del bisogno 275 T 36 dal Simposio 276 C. La politica 277 La critica alla democrazia 277 T 37 dalla Repubblica 280 Il mito della caverna 280 T 38 dalla Repubblica 281 I valori che devono ispirare le leggi 283 T 39 dalle Leggi 284 Il bilancio etico e politico della Lettera VII 285 T 40 dalla Lettera VII 285 D. L universo e il mito di Atlantide 287 La fabbrica dell universo 287 IX

7 T 41 dal Timeo Testo palestra per l analisi e il commento La fisica e la psicologia I concetti fondamentali La concezione finalistica della natura Le quattro cause all origine di tutti i fenomeni 315 e del corpo umano 289 L universo teleologico di Aristotele 316 T 42 dal Timeo 289 LESSICO teleologia 316 Il mito di Atlantide 290 La teoria del movimento 317 T 43 dal Crizia 290 Un cosmo ordinato e compatto 317 SPAZIO AL DIBATTITO 293 LESSICO tempo La politica platonica come estensione dell insegnamento morale 293 Uno sguardo dall esterno Dio Attualità del messaggio della Repubblica L oggetto del desiderio 319 di Platone 294 L anima come forma del corpo 320 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 295 LESSICO anima 320 VIDEOLEZIONE ESERCIZI La teoria della conoscenza 321 on line Platone: PassatoPresente on line la ragione dialettica Intersezioni: filosofia e letteratura LESSICO intelletto passivo e intelletto attivo 321 Mappa Visiva La fisica e la psicologia 323 UNITÀ 7 Aristotele 296 LE LINEE GENERALI 298 Un filosofo della massima importanza 298 Il mutato clima politico e il nuovo compito della filosofia 298 La fondazione del Liceo 299 L attività didattica 300 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 300 Le opere giovanili 301 Le opere della maturità 301 La classificazione degli scritti aristotelici 302 I TEMI E GLI ARGOMENTI Il progetto filosofico 303 L organizzazione orizzontale del sapere 303 L enciclopedia delle conoscenze 304 Le scienze teoretiche 304 Le scienze produttive e pratiche 305 Mappa Visiva Il progetto filosofico La metafisica 308 Il distacco da Platone 308 La domanda fondamentale intorno all essere dell ente 309 LESSICO categorie 309 Che cos è la sostanza 310 LESSICO sostanza 310 LESSICO sinolo, forma, materia, accidente 311 Potenza e atto 311 LESSICO potenza, atto 312 La catena del divenire 312 LESSICO materia prima e materia seconda 313 Mappa Visiva La metafisica 314 X 4. L etica e la politica 324 L attualità della riflessione etica di Aristotele 324 La ricerca del «giusto mezzo» 325 Il fine dell etica: la felicità 326 LESSICO virtù, sapienza, saggezza 326 L amicizia 328 La famiglia come fondamento della vita politica 328 Le condizioni essenziali del buon governo 329 PER SAPERNE DI PIÙ La svalutazione della donna 329 LESSICO politéia 330 Mappa Visiva L etica e la politica L arte e la retorica 332 La Poetica: un testo fondamentale dell estetica occidentale 332 La naturale tendenza degli uomini alla rappresentazione 332 La trasfigurazione poetica dell esperienza e l universalità dell opera d arte 333 L arte come forma di conoscenza superiore alla storia 334 LESSICO verosimile 334 La funzione catartica della tragedia 335 LESSICO catarsi 335 La filosofia nel cinema Disturbia 336 La retorica 338 Mappa Visiva L arte e la retorica La logica 341 L arte di ragionare 341 LESSICO logica, analitica 341 Le opere logiche 341 Il realismo della logica 342 La logica dei concetti 342 LESSICO genere, specie 343

8 La logica delle proposizioni 343 Le proposizioni dichiarative 344 PER SAPERNE DI PIÙ Il verbo essere 344 Il quadrato logico 346 Il principio di non contraddizione 347 La logica dei ragionamenti 347 Il sillogismo 348 LESSICO deduzione e induzione, sillogismo 348 La coerenza formale 349 La dialettica 350 LESSICO dialettica 350 Mappa Visiva La logica 351 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 365 A. La conoscenza e la metafisica 365 La perfezione della vita contemplativa 365 T 44 dal Protrettico 365 La naturale aspirazione degli uomini alla conoscenza 366 T 45 dalla Metafisica 367 La meraviglia è all origine della conoscenza 369 T 46 dalla Metafisica Testo palestra per l analisi e il commento 369 La rivalutazione del mondo sensibile 370 T 47 da Sulle parti degli animali 370 L oggetto della metafisica 371 T 48 dalla Metafisica 372 Potenza e atto 373 T 49 dalla Metafisica 373 B. L amicizia 374 T 50 dall Etica nicomachea 375 T 51 dall Etica nicomachea Testo palestra per l analisi e il commento 376 T 52 dall Etica nicomachea 378 C. La famiglia, il villaggio, lo Stato 379 T 53 dalla Politica Testo palestra per l analisi e il commento 380 T 54 dalla Politica 382 T 55 dalla Politica 383 T 56 dalla Politica 383 D. La concezione dell arte 384 La funzione dell arte nel curricolo formativo dei giovani 384 T 57 dalla Poetica 385 T 58 dalla Poetica 386 T 59 dalla Politica 386 E. Il problema dei principi primi 386 L importanza dello studio degli assiomi 387 T 60 dalla Metafisica 387 La dimostrazione indiretta del principio di non contraddizione 388 T 61 dalla Metafisica 388 SPAZIO AL DIBATTITO L attualità dell etica di Aristotele Tra Platone e Aristotele 392 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 393 VIDEOLEZIONE on line Aristotele: un idea plurale di ragione ESERCIZI PassatoPresente on line Intersezioni: filosofia e letteratura UNITÀ 8 Filosofia del dubbio e ricerca della felicità. Lo scetticismo e l epicureismo 394 LE LINEE GENERALI 396 Dopo Aristotele. I nuovi interrogativi della filosofia 396 La crisi della pólis 396 La struttura della società ellenistica 397 PER SAPERNE DI PIÙ Da Atene ad Alessandria: nell arena del mondo 397 Le nuove istituzioni culturali e la diffusione del libro 398 Le scuole filosofiche 399 PER SAPERNE DI PIÙ Il cinismo 399 La ridefinizione del ruolo della filosofia 400 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 400 I TEMI E GLI ARGOMENTI Lo scetticismo 401 La figura e il pensiero di Pirrone 401 La sospensione del giudizio e l afasia 402 LESSICO epoché, afasia 402 Gli sviluppi dello scetticismo 403 Mappa Visiva Lo scetticismo L epicureismo 406 La prospettiva edonistica 406 LESSICO edonismo 406 La filosofia come terapia 407 LESSICO tetrafarmaco 407 La canonica 408 LESSICO canonica 408 La scienza come strumento di liberazione 409 La fisica 409 L etica 410 Mappa Visiva L epicureismo 412 SINTESI 413 VERIFICA 414 XI

9 I PERCORSI TESTUALI 417 A. L afasia scettica 417 T 62 da Eusebio, La preparazione del Vangelo 417 T 63 da Diogene Laerzio, Vite dei filosofi 418 T 64 da Sesto Empirico, Schizzi pirroniani 418 B. Che cos è la felicità? La risposta di Epicuro 419 T 65 da Epicuro, Lettera a Meneceo Testo palestra per l analisi e il commento 419 SPAZIO AL DIBATTITO 423 Un punto di vista critico sull edonismo etico 423 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 425 ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 9 L etica del dovere. Lo stoicismo 426 LE LINEE GENERALI 428 Lo stoicismo e i suoi protagonisti 428 La tripartizione della filosofia 428 La metafora del frutteto 429 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 429 I TEMI E GLI ARGOMENTI La logica nello stoicismo antico 430 Come conosciamo? La teoria della conoscenza 430 LESSICO catalessi 431 Il valore di verità della conoscenza 431 La dottrina del significato 432 LESSICO prólepsis, lektón 432 La scienza del ragionamento 433 Il sillogismo non dimostrativo 433 Concludenza e verità del ragionamento 434 Paradossi e antinomie 435 Mappa Visiva La logica nello stoicismo antico La fisica stoica 437 La visione materialistica 437 LESSICO panteismo, finalismo 437 Il ciclo cosmico e la concezione dell anima 437 Mappa Visiva La fisica stoica L etica degli stoici 439 La vita «secondo natura» 439 LESSICO oikéiosis 439 La virtù 440 LESSICO apatia 440 Cittadini del mondo 440 Mappa Visiva L etica degli stoici La filosofia romana 443 La diffusione della filosofia greca 443 I pensatori più significativi 443 Mappa Visiva La filosofia romana 445 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 452 A. L etica del dovere nello stoicismo greco 452 Il dovere, ovvero ciò che è conveniente fare 452 T 66 da Diogene Laerzio, Vite dei filosofi Testo palestra per l analisi e il commento 452 La gerarchia dei beni 454 T 67 da Diogene Laerzio, Vite dei filosofi 454 La figura del saggio stoico 455 T 68 da Diogene Laerzio, Vite dei filosofi 455 B. Lo stoicismo nel mondo romano 456 La filosofia come guida della vita 456 T 69 da Cicerone, Tusculane 456 Il diritto naturale 456 T 70 da Cicerone, Repubblica 456 L emergere di una nuova considerazione dell uomo 457 T 71 da Seneca, Lettere a Lucilio 457 L uomo oscilla sempre tra il bene e il male 458 T 72 da Seneca, La vita beata 458 La vita come un banchetto 459 T 73 da Epitteto, Il manuale 459 La cura di sé e la meditazione interiore 459 T 74 da Marco Aurelio, Ricordi 460 SPAZIO AL DIBATTITO 462 Due modelli etici a confronto 462 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 463 FILOSOFIA E ARTE La crisi di valori e il ripiegamento sull individuo nell epoca ellenistica on line UNITÀ 10 La nostalgia dell assoluto. Plotino e il neoplatonismo 464 LE LINEE GENERALI 466 L ultimo grande sistema della filosofia greca 466 Plotino, una complessa figura di filosofo 466 Le forme della comunicazione didattica 467 La teologia negativa 468 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 469 XII

10 I TEMI E GLI ARGOMENTI Il processo discendente: dall Uno al molteplice 470 Il punto di partenza della filosofia plotiniana 470 L Uno: un principio al di là dell essere e del pensabile 471 La sovrabbondanza d essere dell Uno 471 LESSICO Uno 471 PER SAPERNE DI PIÙ L Uno e la tradizione neopitagorica 471 Le tre ipostasi o realtà sostanziali 472 LESSICO emanazione, ipostasi 472 Mappa Visiva Il processo discendente: dall Uno al molteplice Il ritorno all unità 475 L anima e la sua nostalgia per l assoluto 475 Le tappe del ritorno all Uno 475 PER SAPERNE DI PIÙ Gli sviluppi del neoplatonismo 476 Mappa Visiva Il ritorno all unità 477 SINTESI 478 VERIFICA 479 I PERCORSI TESTUALI 481 La nostalgia dell anima 481 La caduta dell anima 481 T 75 dalle Enneadi Testo palestra per l analisi e il commento 481 Il ritorno all Uno 483 T 76 dalle Enneadi 483 SPAZIO AL DIBATTITO 485 L intonazione etica della ricerca di Plotino 485 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 485 LA FILOSOFIA NEL CINEMA on line Il cielo sopra Berlino ESERCIZI PassatoPresente on line UNITÀ 11 Agostino e il pensiero cristiano delle origini 486 LE LINEE GENERALI 488 L ebraismo 488 PER SAPERNE DI PIÙ La Bibbia dei Settanta 488 La storia di un patto 489 PER SAPERNE DI PIÙ Il Talmud 489 Il cristianesimo 490 PER SAPERNE DI PIÙ Il messia 490 I Vangeli 491 Il messaggio di Cristo 491 La figura e la predicazione di Paolo di Tarso 492 L esigenza di conciliare fede e ragione 492 Il Vangelo di Giovanni 493 PER SAPERNE DI PIÙ La patristica 493 Il mistero cristiano 494 I TEMI E GLI ARGOMENTI Due modelli a confronto: quello ebraico-cristiano e quello greco 495 Il primato della parola nella tradizione ebraica 495 Il valore della prassi 496 Il paradigma visivo dei Greci 497 Non ti farai immagine 498 Mappa Visiva Due modelli a confronto: quello ebraico-cristiano e quello greco La vicenda umana e intellettuale di Agostino fino alla conversione 500 Il Platone cristiano 500 Il concetto di persona e la narrazione autobiografica 500 Il significato delle Confessioni 502 Gli studi di retorica e l adesione al manicheismo 502 PER SAPERNE DI PIÙ La confessione 502 L incontro con il neoplatonismo a Milano 503 PER SAPERNE DI PIÙ Il manicheismo 503 Il problema del male 504 LESSICO male 504 La conversione 505 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 505 La difesa della verità cristiana 506 Mappa Visiva La vicenda umana e intellettuale di Agostino fino alla conversione Il problema della verità, la libertà, il tempo e la storia 508 Verità e dialogo interiore 508 Ragione e fede 509 PER SAPERNE DI PIÙ La teoria dei segni linguistici 509 La libertà dell uomo 510 LESSICO peccato 510 La creazione e il problema del tempo 511 PER SAPERNE DI PIÙ Il problema della grazia e della predestinazione 511 LESSICO tempo 512 La filosofia nel cinema Minority Report 512 La città di Dio e quella terrena 514 XIII

11 Mappa Visiva Il problema della verità, la libertà, il tempo e la storia 515 SINTESI 516 VERIFICA 518 I PERCORSI TESTUALI 521 Il percorso interiore di Agostino 521 L invocazione alla grandezza di Dio 521 T 77 dalle Confessioni 522 L adolescenza inquieta 524 T 78 dalle Confessioni 524 La critica del manicheismo 525 T 79 dalle Confessioni 525 Il problema del male 527 T 80 dalle Confessioni 527 La conversione 528 T 81 dalle Confessioni 529 La morte della madre Monica 533 T 82 dalle Confessioni 533 La verità abita nell interiorità dell uomo 535 T 83 dal De vera religione 535 Il problema del tempo 537 T 84 dalle Confessioni Testo palestra per l analisi e il commento 537 L alternativa tra la città di Dio e la città terrena 539 T 85 da La città di Dio Testo palestra per l analisi e il commento 539 SPAZIO AL DIBATTITO 541 Le Confessioni: un originalissima forma di narrazione etica 541 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 543 ESERCIZI Intersezioni: on line filosofia e letteratura UNITÀ 12 Tra Oriente e Occidente. La filosofia islamica e i suoi protagonisti 544 LE LINEE GENERALI 546 La figura di Maometto 546 L ègira 546 Il Corano e i testi della tradizione 547 PER SAPERNE DI PIÙ La Mecca 547 Il contenuto del Corano 548 La costituzione della prima comunità musulmana 548 Il conflitto tra Sciiti e Sunniti 548 I TEMI E GLI ARGOMENTI La filosofia islamica e i rapporti con la tradizione greca 550 Il tentativo di conciliare fede e ragione 550 Le traduzioni dei testi greci 550 PER SAPERNE DI PIÙ L espansione araba e il movimento delle traduzioni 551 Il dogma fondamentale dell Islam 552 I temi dominanti della filosofia islamica 552 PER SAPERNE DI PIÙ Il paradiso islamico 553 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 554 Mappa Visiva La filosofia islamica e i rapporti con la tradizione greca I principali esponenti della filosofia araba 556 Al-Kindi, il filosofo degli arabi 556 L armonia tra fede e ragione 556 Al-Kindi come pioniere della falsáfa 557 PER SAPERNE DI PIÙ Al-Farabi: il secondo maestro dei filosofi arabi 557 Avicenna: un originale progetto di sintesi tra fede e ragione 558 Il palinsesto di Aristotele 558 La teoria dell anima 559 La distinzione tra essenza ed esistenza 559 Al-Ghazali e la polemica contro la falsáfa 560 La libertà della creazione divina 560 La priorità della fede sulla ragione 561 Averroè e la nuova sintesi filosofica 562 La filosofia come chiarificazione della verità religiosa 562 La dimostrazione dell esistenza di Dio 563 Il problema dell eternità del mondo 564 Il problema dell immortalità dell anima 565 Mappa Visiva I principali esponenti della filosofia araba 566 SINTESI VERIFICA I PERCORSI TESTUALI 572 A. I fondamenti della religione islamica 572 La missione di Maometto 572 T 86 dal Corano 572 Il puro monoteismo del Corano 573 T 87 dal Corano 573 B. I protagonisti della falsáfa 574 Al-Kindi: la verità, innanzitutto 574 T 88 da al-kindi, Libro sulla filosofia prima 574 Avicenna: l esperimento mentale dell uomo sospeso 575 XIV

12 T 89 da Avicenna, De anima 576 Al-Ghazali: la critica alla filosofia in nome della verità 577 T 90 da al-ghazali, Colui che recede dall errore 577 Averroè: la necessità della filosofia 579 T 91 da Averroè, Il trattato decisivo sull accordo della religione con la filosofia 579 Averroè: l accordo tra filosofia e religione 580 T 92 da Averroè, L incoerenza dell incoerenza dei filosofi Testo palestra per l analisi e il commento 580 SPAZIO AL DIBATTITO 582 Il fascino della scienza degli Arabi 582 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 583 LA FILOSOFIA NEL CINEMA Persepolis on line UNITÀ 13 Il rapporto tra fede e ragione in Tommaso e nella scolastica 584 LE LINEE GENERALI 586 Dio esiste? 586 LESSICO teismo, ateismo, agnosticismo 586 Il problema del male 586 Il tema dominante della filosofia medievale 587 LESSICO teologia 587 I TEMI E GLI ARGOMENTI La scolastica e la domanda su Dio 589 Le origini e le finalità 589 LESSICO scolastica 589 Il metodo didattico 590 LO SPAZIO DEI FILOSOFI 590 Il rapporto tra fede e ragione 591 Anselmo d Aosta e la dimostrazione dell esistenza di Dio 592 La disputa medievale sull argomento di Anselmo 593 PER SAPERNE DI PIÙ Seguaci e oppositori di Aristotele. San Bonaventura 593 Il dibattito moderno sull argomento di Anselmo 594 Mappa Visiva La scolastica e la domanda su Dio Tommaso d Aquino 596 Il valore della ragione e la superiorità della fede 596 A partire dall esperienza: il metodo tomista 597 PER SAPERNE DI PIÙ La distinzione tra essenza ed esistenza 597 Le vie che conducono a Dio 598 LESSICO tomismo 598 Critiche all argomento teleologico 599 La natura di Dio e la felicità dell uomo 599 LESSICO teleologia 599 La natura socievole degli uomini e il linguaggio 600 Mappa Visiva Tommaso d Aquino La svalutazione della ragione e la mistica 602 Duns Scoto e la crisi dell equilibrio tra fede e ragione 602 Guglielmo di Ockham e l impotenza della ragione 603 La via mistica 604 PER SAPERNE DI PIÙ La disputa tra nominalisti e realisti e il rasoio di Ockham 604 La filosofia nel cinema Il settimo sigillo 606 Mappa Visiva La svalutazione della ragione e la mistica 608 SINTESI 609 VERIFICA 611 I PERCORSI TESTUALI 615 A. La conciliazione tra fede e ragione: Anselmo e Tommaso 615 Anselmo: preghiera a Dio 615 T 93 da Anselmo, Proslogion 615 Anselmo: la prova ontologica 617 T 94 da Anselmo, Proslogion 617 Tommaso: non può esserci contrasto tra rivelazione e ragione naturale 618 T 95 da Tommaso, Summa contra gentiles Testo palestra per l analisi e il commento 618 Tommaso: la distinzione tra teologia e filosofia 620 T 96 da Tommaso, Summa contra gentiles 620 Tommaso: le cinque vie 621 T 97 da Tommaso, Summa theologiae 622 B. I limiti della ragione umana: Scoto e Ockham 623 Duns Scoto: i confini della speculazione razionale 623 T 98 da Duns Scoto, Summula. Scelta di scritti coordinati in dottrina 624 Guglielmo di Ockham: l indimostrabilità dell esistenza di Dio 625 T 99 da Guglielmo di Ockham, Summa totius logicae 625 XV

13 C. L esperienza dell estasi mistica 625 Giovanni Eckhart: il giusto non ha bisogno di nulla 625 T 100 da Eckhart, Sermoni tedeschi 626 Riccardo di San Vittore: i segni violenti dell amore supremo 628 T 101 da Riccardo di San Vittore, I quattro gradi della violenta carità 628 SPAZIO AL DIBATTITO 631 Conoscenza, dimostrazione ed esistenza di Dio di fronte al problema del male 631 SUGGERIMENTI BIBLIOGRAFICI E MULTIMEDIALI 633 FILOSOFIA E ARTE L elevazione razionale a Dio nell architettura gotica on line LA COMPETENZA FILOSOFICA INTRODUZIONE 636 Sapere e saper fare 636 La competenza della filosofia 636 Tre ambiti per l argomentazione INDIVIDUARE E COMPRENDERE TERMINI E CONCETTI DEL TESTO FILOSOFICO 638 La lettura dei testi: un attività intellettuale complessa 638 La valutazione del tipo di testo e la sua contestualizzazione 638 Apprendere il lessico dei filosofi 639 Costruiamo il nostro glossario 639 Un esempio di scheda lessicale 640 SCHEDA LESSICALE 640 Esercizi 641 RICONOSCERE IL GENERE FILOSOFICO 642 La forma del testo 642 Il dialogo 642 Il trattato 645 Le meditazioni (o pensieri) 647 Esercizi COGLIERE STRUTTURA E FORMA DELL ARGOMENTAZIONE FILOSOFICA 650 Le buone ragioni 650 Un esempio di argomentazione quotidiana 650 Un argomentazione filosofica 651 I tratti salienti del discorso argomentativo 651 Esercizi 652 VAGLIARE CRITICAMENTE UN TESTO FILOSOFICO 653 Decifrare il linguaggio figurato e simbolico del testo 653 Interrogare il testo 653 Un esempio di lettura critica 654 Esercizi ANALIZZARE UN TESTO FILOSOFICO 656 SCHEDA DI ANALISI 656 Un esempio di analisi 656 Esercizi 658 INDICE DEI NOMI 659 INDICE LESSICO 662 INDICE Per saperne di più 663 INDICE DELLE ILLUSTRAZIONI 664 XVI

14 UNITÀ 6 Platone Questa unità è dedicata a Platone, uno dei massimi pensatori di tutti i tempi, a cui dobbiamo l elaborazione di gran parte dei temi, dei concetti e del lessico della filosofia. Si può dire che, nell ambito di questa disciplina, non ci sia autore che non si sia riferito a lui o che non abbia tratto ispirazione dalle sue opere, i dialoghi, immortali e mirabili dal punto di vista non solo concettuale e argomentativo, ma anche estetico e letterario. Platone fa parte delle nostre radici culturali. Quando ad esempio parliamo di amore, inteso come il desiderio imperioso di rapportarci all altro, quasi per riconquistare un unità e una completezza perdute, senza saperlo usiamo concetti platonici. Analogamente, quando intendiamo lo studio come ricerca e aspirazione alla verità o quando ci interroghiamo sul perché la vita sociale sia così frequentemente in conflitto con la giustizia, ci poniamo domande che Platone ha messo per la prima volta in modo coerente al centro della riflessione filosofica. Gli interrogativi all origine della filosofia platonica prendono spunto dalla crisi morale e politica che travagliava Atene nel IV secolo a.c. Proseguendo e approfondendo l indagine socratica, Platone si chiede per quali motivi accada talora che l uomo giusto e retto si trovi a soccombere dinanzi a chi è corrotto e ingiusto. Ecco il problema fondamentale del giovane Platone, che muove tutta la sua complessa ricerca e da cui derivano ulteriori domande: che cos è la giustizia? perché l ingiustizia trionfa così spesso nella società? le leggi assicurano il bene comune o servono solo a proteggere i più forti? che cos è il bene? che cos è la virtù? come conosciamo? qual è il contributo che la filosofia può dare alla soluzione degli interrogativi drammatici dell esistenza? 200

15 LE LINEE GENERALI I TEMI E GLI ARGOMENTI I PERCORSI TESTUALI Un pensatore geniale La delusione politica L Accademia La critica ai sofisti Il manifesto della nuova filosofia Le opere e le dottrine non scritte La diffidenza platonica verso la scrittura Le nuove forme della comunicazione filosofica Il dialogo platonico e l influsso della tragedia 1. La dottrina delle idee e il destino dell anima 2. L amore come ponte tra mondo sensibile e mondo intelligibile 3. L etica e la politica 4. L educazione, l arte e la dialettica 5. L origine del mondo naturale 6. L ultima riflessione di Platone: le Leggi A. L anima B. L amore C. La politica D. L universo e il mito di Atlantide SOMMARIO Platone, essendo un grande pensatore metafisico, va alla radice dei problemi e interpreta la crisi della pólis del IV secolo come l espressione di una crisi più profonda, che riguarda l intera esistenza umana. L ingiustizia non è che il sintomo della scissione tra politica e saggezza, tra attività di governo e filosofia, cioè tra coloro che detengono il potere e il filosofo, che ricerca la verità e il bene. Detto in altri termini, Platone ritiene che se l ingiustizia trionfa nella società ciò dipende dal fatto che il relativismo dei valori, introdotto dai sofisti, ha portato un vuoto spirituale e culturale profondo. L assenza di valori e di principi universali è tra le cause principali del grave disagio in cui versa la società. Di qui la necessità che la riforma muova innanzitutto dalla filosofia; è infatti soltanto da nuove certezze intellettuali che il rinnovamento esistenziale e politico può prendere l avvio. 201

16 LE LINEE LE LINEE GENERALI GENERALI UN PENSATORE GENIALE Platone è uno dei pensatori più interessanti e geniali che la storia abbia conosciuto. In lui troviamo magistralmente espressi alcuni dei tratti inconfondibili dell indagine filosofica di tutti i tempi, come l aspirazione alla verità, la fiducia nella ragione, l uso di un metodo che si affida al dialogo e alla conversazione. I suoi scritti, infatti, hanno la caratteristica forma del dialogo e tendono a presentare la verità come ricerca incessante, fatto che ci coinvolge ancora oggi come lettori, in quanto richiede un personale impegno di riflessione. L acume del suo metodo dialettico, le bellissime immagini proposte e la narrazione mitologica con cui egli spiega e illustra i temi filosofici l anima, la sua origine e la sua natura, la giustizia politica e quella morale, l ordine cosmico costituiscono un insegnamento di grande attualità. Platone si è interessato di quasi tutti i problemi di cui si occupa tradizionalmente la filosofia l etica, la politica, la fisica, la logica, l arte, la dottrina della conoscenza, ma lo ha fatto con spirito critico, in modo libero e non rigido, ritornando sino alla fine dei suoi giorni sulle soluzioni che aveva individuato per ripensarle e correggerle. Come vedremo in seguito, tutte queste tematiche troveranno una sintesi organica nel celebre mito della caverna, un racconto che ha ispirato poeti, filosofi e scrittori e che illustra il fondamento del pensiero di Platone, costituito dalla celebre teoria delle idee, secondo la quale esiste una frattura profonda tra l apparenza e la realtà. Nel mito viene mostrato come gli uomini, essendo prigionieri ieri come oggi delle cose sensibili e contingenti, non si rendano conto che la vera realtà è fuori dalla caverna in cui sono incatenati, IDATI Platone Platone nacque ad Atene nel 427 a.c. da una famiglia aristocratica, che vantava la discendenza dal leggendario re Codro. Sembra che il suo vero nome fosse Aristocle; il soprannome Platone alluderebbe alla robusta costituzione (in greco platýs significa ampio ). Nel 408 stando a quanto ci dice la tradizione conobbe Socrate, di cui divenne amico e discepolo. Compì molti viaggi, tra cui dobbiamo ricordare quelli in Sicilia, a Siracusa, nel tentativo di convincere i governanti della regione a orientare la propria condotta politica sulla base delle idee da lui professate, consapevole dell importanza strategica che i centri siciliani della Magna Grecia avevano come baluardo contro l espansionismo cartaginese. Il primo soggiorno a Siracusa presso Dionigi il Vecchio avvenne nel 388 a.c. In questa occasione il filosofo conobbe il giovane Dione, parente del tiranno, con cui stabilì un sincero rapporto di amicizia. Ma il viaggio non ebbe gli esiti desiderati: Platone fu osteggiato dal tiranno e soltanto dopo molte traversie riuscì a tornare ad Atene, dove fondò nel 387 un importante scuola filosofica, l Accademia. Nel 367, chiamato dall amico Dione, compì un secondo viaggio a Siracusa, dove tentò di convincere al suo progetto il nuovo sovrano Dionigi il Giovane, succeduto nel frattempo al Vecchio. Anche questa volta cercò di ispirare nel sovrano una condotta improntata alla temperanza e un programma di riforme da attuarsi senza ricorrere a stragi e assassini, ma nuovamente senza alcun successo. Spinto dalle richieste di Dione e dello stesso tiranno Dionigi, Platone si decise a compiere nel 361, ormai vecchio, un ultimo viaggio a Siracusa, che ancora una volta non ebbe l esito sperato. Per mettere alla prova le reali intenzioni del tiranno gli propose un rigoroso piano di studio, che avrebbe dovuto provocare in lui un cambiamento di condotta morale e intellettuale. Ma il tiranno si mostrò superbo e superficiale, fraintendendo il suo insegnamento. Platone morì ad Atene all età di ottant anni, nel 347 a.c., lasciandoci un vasto patrimonio di opere che, oltre a testimoniare la sua grandezza filosofica, sono il documento di un affascinante avventura umana, artistica e spirituale. 202 Unità 6 Platone

17 ossia fuori dall apparenza del mondo sensibile, e risiede nel mondo illuminato dal sole, il mondo delle idee, fonte della vita stessa. Nel racconto di Platone il sole rappresenta il culmine del mondo ideale, cioè l idea del Bene, l idea più alta e perfetta, e proprio il Bene sarà il filo di Arianna che ci guiderà nell esplorazione del pensiero del grande filosofo. Il Bene, infatti, costituisce l aspirazione dell anima retta nel cammino verso la verità, ma anche il modello a cui deve ispirarsi la politica nel governo della città e a cui fa riferimento il demiurgo divino nel plasmare la realtà del mondo fisico. Ogni dimensione etica, politica, fisica, gnoseologica (relativa alla conoscenza), ontologica (che riguarda l essere) mette capo all idea del Bene come sua guida, obiettivo e parametro fondamentale, e dunque tale idea costituisce il fondamento del pensiero e della vita, della filosofia e della politica. LA DELUSIONE POLITICA In questa tensione costante verso il Bene e nella ricerca incessante della verità non è difficile scorgere l influenza di Socrate, che ha impresso alla filosofia platonica un orientamento pratico, rivolto ai problemi dell uomo e dell esistenza concreta. Si può dire che l insegnamento di Socrate e il dramma della sua condanna a morte da parte del tribunale di Atene nel 399 a.c. costituiscano gli eventi privilegiati che muovono e giustificano tutta la complessa riflessione platonica. Dopo la morte del maestro, infatti, Platone si assunse il difficile compito di trasmettere alla città il testamento spirituale di Socrate, mostrando come questi fosse rimasto fedele alle leggi ateniesi, rifiutando la fuga e accettando volontariamente la morte, pur essendo consapevole di non aver commesso alcuna ingiustizia. Platone, nato ad Atene nel 427 a.c. da una nobile famiglia, aveva conosciuto Socrate all età di circa vent anni. Al pari di tutti i giovani aristocratici della sua generazione, aveva nutrito fin da piccolo aspirazioni politiche. Come riferisce in una lettera scritta nella vecchiaia (la Lettera VII), immaginava la carriera politica come un attività degna degli spiriti migliori: che cosa ci poteva essere di più bello e nobile egli pensava di una vita dedicata a far trionfare la giustizia nella propria città? Ma la politica del suo tempo lo deluse profondamente: prima il governo sanguinario dei Trenta tiranni ( a.c.), poi il governo democratico, che si macchiò dell ingiusta condanna a morte di Socrate, rappresentarono per lui i sintomi di una grave decadenza. Esaminando proprio i fatti che avevano portato alla morte di Socrate e la condotta degli uomini che si dedicavano alla politica, il giovane Platone giunse alla conclusione che fosse impossibile fare politica restando onesti. Di qui la decisione di tenersi lontano dalla carriera pubblica e, nello stesso tempo, di dedicarsi solo alla filosofia, elaborando un pensiero in grado di orientare la società verso il bene. T 40 L ACCADEMIA Per dare corpo a questo progetto di rigenerazione spirituale dell uomo, basato sul sapere filosofico, Platone fondò l Accademia, probabilmente la più grande istituzione culturale dell antichità greca. Il nome deriva dal luogo in cui sorse, ossia il parco dedicato all eroe greco Accademo situato fuori dalle mura di Atene. Qui sorgevano sia il santuario dedicato alle Muse, sia gli edifici in cui si radunavano insegnanti e allievi, facendo vita in comune. A partire dal 387 tutta l attività intellettuale e umana di Platone si concentrò all interno della sua scuola, la quale costituiva un centro di ricerca scientifica dai tratti molto originali, che non trova analogie in nessuna delle nostre istituzioni universitarie o liceali. L Accademia era, infatti, un associazione religiosa dedicata al culto delle Muse, ma soprattutto un importante luogo di studi, dotato di una biblioteca e di materiale didattico e scientifico, in cui si dedicavano Le linee generali L Accademia 203

18 alla ricerca tanti giovani aristocratici di Atene e dell intero mondo greco (tra i quali Aristotele), oltre che insigni filosofi, matematici, astronomi, scienziati. Si trattava, insomma, di un grande istituto di educazione superiore, in cui Platone teneva le sue lezioni, sviluppando un dibattito interno molto ampio e approfondito. Tra gli obiettivi dell Accademia dobbiamo sottolineare anche quello di istruire uomini capaci di orientare le scelte politiche. In contrasto con l immagine, che si consoliderà in seguito, del platonismo come contemplazione astratta e disinteressata del mondo delle idee, l ispirazione più profonda della scuola platonica è da ricercarsi nell educazione etica e politica dei giovani, in un epoca segnata dalla crisi dell ideale democratico e dalla decadenza delle virtù civiche tradizionali. Da notare la grande longevità dell Accademia platonica, che si manterrà attiva per più di novecento anni, fino al 529 d.c., quando l imperatore Giustiniano la soppresse. LA CRITICA AI SOFISTI Come abbiamo detto, per Platone la filosofia è lo strumento più efficace per sottoporre a esame critico l esistenza e avviare una radicale riforma dell etica e della politica. Questa riforma nasce sotto il segno di Socrate che sarà il personaggio centrale di quasi tutte le opere di Platone, ma si caratterizza anche per un secondo importante aspetto, la critica al relativismo etico e conoscitivo dei sofisti. Se Socrate rappresenta agli occhi di Platone l ideale dell uomo saggio che ha dedicato tutta la vita alla ricerca della verità, accettando addirittura la morte per rimanere coerente ai propri principi, la sofistica gli appare come l espressione più chiara della decadenza morale e LO SPAZIO DEI FILOSOFI Taranto MAGNA GRECIA Siracusa La carta mostra i principali luoghi che rivestirono un ruolo significativo nell esistenza di Platone: Atene, dove egli nacque, fu allievo di Socrate, ritornò dopo i numerosi viaggi compiuti, fondò l Accademia e morì; Megara, dove soggiornò per un periodo dopo la morte di Socrate; l Egitto, in cui approfondì le sue conoscenze matematiche; Taranto, dove conobbe il pitagorico Archita; Siracusa, dove compì almeno tre viaggi nel tentativo di realizzare il suo progetto politico. GRECIA Megara ATENE ASIA MINORE MAR MEDITERRANEO EGITTO 204 Unità 6 Platone

19 culturale della sua epoca. I sofisti si presentavano come i depositari di un sapere a cui tutti i cittadini potevano attingere (a pagamento), ma in realtà questa la tesi di Platone essi non erano competenti in nulla e il loro sapere era vano, inutile e inconsistente. Per Platone è pertanto necessario difendere la memoria di Socrate, negando con fermezza la sua identificazione con la sofistica, e gettare le basi per un sapere filosofico nuovo, in grado di discriminare il vero dal falso, la realtà dalle apparenze, e di guidare la stessa vita politica. Questo il progetto che il filosofo affida alle sue opere, concepite in forma di dialogo proprio per riprodurre il metodo prediletto da Socrate e differenziarlo chiaramente da quello sofistico dei discorsi lunghi ed elaborati. E tale è il proposito che Platone si prefigge fondando l Accademia, la prestigiosa istituzione in cui, attraverso l impegno convergente di studente e docente, si formavano i giovani nel rispetto della ragione e della verità. IL MANIFESTO DELLA NUOVA FILOSOFIA Quello che secondo Platone è il compito privilegiato della filosofia viene esplicitato nell Eutidemo, un dialogo giustamente considerato dagli studiosi come il manifesto dell Accademia e assunto, nell antichità, a modello di tutti i testi introduttivi alla filosofia. In tale scritto Platone tramite le parole del personaggio Socrate, con cui egli si identifica non perde l occasione per sferrare un durissimo attacco contro la sofistica, rappresentata come l arte degli incantesimi che, anziché ammaliare le vipere, le tarantole, gli scorpioni e gli altri animali velenosi, cerca di ammansire i giudici, le assemblee e le folle con lo strumento della parola. Quindi, si volge a definire la filosofia come l unica scienza capace di rendere l uomo felice. Questa tesi viene argomentata mediante i seguenti passaggi: 1) la scienza più elevata è quella che rende felici; 2) la felicità non consiste nel possesso di una tecnica (o professionalità) particolare, come ad esempio saper produrre uno strumento musicale, saper scavare la terra alla ricerca dell oro o, per assurdo, saper trasformare le pietre in oro...; 3) neppure l arte di elaborare discorsi rende felici, perché chi li produce li vende agli altri e non li adopera in sua difesa, proprio come i fabbricanti di liuti realizzano gli strumenti per la gioia dei musicisti; 4) solo la filosofia rende felici, perché conduce alla vera conoscenza e insegna a utilizzare il sapere conseguito per il vantaggio e il benessere dell uomo. Essa non dissocia la competenza tecnica dal suo impiego nella vita, ma, al contrario, riesce a congiungere efficacemente scienza e virtù, sapere teorico sull uomo e orientamento etico-politico. Quale bene potrebbe ricavare l uomo dalle ricchezze, dalle arti o da tutte le conoscenze del mondo se non sapesse qual è il modo migliore per utilizzarle e qual è il fine a cui orientare i propri sforzi e il proprio impegno conoscitivo? Senza saggezza e sapienza, insomma, l uomo non può godere né dei beni materiali né di quelli spirituali. LE OPERE E LE DOTTRINE NON SCRITTE Platone è il primo filosofo di cui ci siano pervenute tutte le opere, almeno quelle destinate alla pubblicazione. Nel complesso possediamo l Apologia di Socrate (in forma non dialogica), trentaquattro dialoghi e tredici lettere. Tali scritti vengono tradizionalmente suddivisi in tre periodi: il periodo giovanile o socratico (in cui Platone segue più da vicino l insegnamento di Socrate): Protagora, Ione, Apologia di Socrate, Critone, Eutifrone, Carmide, Lachete, Liside, il I libro della Repubblica, Ippia I e Ippia II; Le linee generali Le opere e le dottrine non scritte 205

20 il periodo della maturità (in cui Platone espone il proprio pensiero, andando oltre Socrate): Gorgia, Menesseno, Eutidemo, Cratilo, Menone, Fedone, Simposio, Fedro, Repubblica (dal II al X libro); il periodo della vecchiaia: Parmenide, Teeteto, Sofista, Politico, Filebo, Timeo, Crizia, Leggi. A tale periodo appartengono anche le Lettere VII e VIII. Qualche scarsa testimonianza ci è pervenuta sull insegnamento orale del filosofo all interno dell Accademia, ma non abbiamo motivi sufficienti per ritenere che il contenuto di tali lezioni differisse da quello affidato alle opere scritte, anche se i critici tendono a vederlo concentrato soprattutto sulla discussione intorno ai temi più alti (ad esempio il Bene). LA DIFFIDENZA PLATONICA VERSO LA SCRITTURA T 31 La critica si è anche interrogata sui motivi per cui Platone non avrebbe lasciato nulla di scritto a proposito dei suddetti argomenti. La risposta dovuta principalmente ai due studiosi tedeschi Hans Krämer e Konrad Gaiser della scuola di Tubinga, che hanno sollevato per - primi il problema nella seconda metà del Novecento si basa sull idea platonica secondo cui è bene non divulgare le conoscenze riguardanti i temi di maggior importanza (i sommi principi) al fine di evitare gli equivoci e i malintesi che possono sorgere dall interpretazione del testo scritto. In effetti, Platone non nasconde la sua diffidenza verso la scrittura, come è dimostrato dal racconto mitico che egli introduce nel dialogo Fedro in cui narra l invenzione dell alfabeto da parte del dio Theuth. Questi regala al re egizio Thamus la sua invenzione, presentandola come un incredibile vantaggio per gli uomini che, con essa, avrebbero potuto accrescere la loro sapienza rendendola stabile nel tempo. Il re, però, si mostra scettico: la scrittura avrebbe anche potuto sortire l effetto opposto a quello desiderato, producendo dimenticanza nell animo degli uomini i quali, affidandosi a segni esterni (le parole scritte sul papiro o sul foglio di carta), non si sarebbero più preoccupati di tenere in esercizio la memoria. Il mito esprime in modo efficace l opinione di Platone, il quale riteneva che i principi filosofici di più ardua comprensione potessero essere affrontati soltanto attraverso il dialogo, in cui è possibile porre domande e ricevere risposte e, dunque, pervenire alla verità grazie a un coinvolgimento personale, critico e graduale, continuamente supportato dalla voce viva del maestro. LE NUOVE FORME DELLA COMUNICAZIONE FILOSOFICA Per Platone l essenza della filosofia è rappresentata dal modello socratico, che si basava sull indagine condivisa, e non a caso la maggioranza delle sue opere è costituita da dialoghi, la forma letteraria che meglio si presta a esprimere l idea della verità come ricerca continua e interpersonale, che non può essere confinata in un sistema chiuso e definitivo. I dialoghi platonici, sublimi dal punto di vista letterario, sono popolati di personaggi che esprimono ognuno una propria opinione: essi conversano tra loro, fanno domande e danno risposte, manifestano, insomma, un differente punto di vista su un tema comune, ad esempio che cos è la giustizia?, l anima è immortale?, come conosciamo? e così via. Le varie prospettive sono quindi esaminate alla luce della ragione filosofica (quasi sempre impersonata da Socrate), in modo tale che alla fine siano confutate, se erronee, o accettate, se veritiere. A differenza dei lunghi discorsi dei sofisti che tendevano a colpire l ascoltatore con la forza delle parole, ma non miravano al conseguimento della verità i dialoghi platonici si propongono di raggiungere una conoscenza autentica. Per questo l uso del dialogo in Platone non è paragonabile alla semplice conversazione, alla chiacchiera spesso senza costrutto cui possiamo assistere quotidianamente. È importante non lasciarsi trarre in inganno su questo punto: i dialoghi platonici, infatti, sono sorretti da una struttura logica rigorosa e sono condotti, come vedremo, secondo il metodo razionale della dialettica. 206 Unità 6 Platone

21 In tale prospettiva i personaggi sono invitati costantemente da Socrate a non esprimere idee generiche, ma a definire con attenzione i propri concetti, chiarire il proprio linguaggio, argomentare il proprio punto di vista, far discendere correttamente una conclusione dalle premesse. Dunque, quella che troviamo nelle opere platoniche non è una conversazione superficiale lasciata al caso, ma la viva rappresentazione del giusto metodo per definire i concetti e articolare i pensieri correttamente. Il contesto comunicativo in cui avviene la ricerca della verità implica il confronto tra alcuni interlocutori legati da una comune aspirazione etica verso la giustizia. Le caratteristiche essenziali del loro scambio verbale, in un paragone ravvicinato con i discorsi dei sofisti a cui Platone si contrappone, possono essere così riassunte e schematizzate: gli interlocutori dei dialoghi sono, in genere, persone ben identificate, in numero definito e limitato, al contrario dei sofisti, che si rivolgevano alla folla anonima; la finalità dei dialoghi è la ricerca della verità perseguita con metodo e rigore razionale, a differenza dei discorsi sofistici, che tendevano a confutare le tesi avversarie e a convincere gli interlocutori della bontà della propria posizione mediante argomentazioni sottili e, a volte, cavillose; quanto alla procedura espositiva, i dialoghi (a eccezione di quelli della vecchiaia) privilegiano i discorsi brevi, con domande e risposte rapide e stringenti, in stridente contrasto con i lunghi ragionamenti dei sofisti. IL DIALOGO PLATONICO E L INFLUSSO DELLA TRAGEDIA È interessante osservare come il dialogo platonico si possa considerare l erede della tragedia classica. Al pari di questa, infatti assumendo però la città come teatro e la ragione come strumento della discussione filosofica, intende rappresentare la profonda aspirazione al bene e all ordine tipica della cultura greca. Della tragedia di Eschilo e di Sofocle i dialoghi platonici riprendono non solo alcune caratteristiche esteriori e formali, quali il ricorso al mito e la vivacità dei personaggi, ma anche il senso più profondo: il tentativo di offrire una risposta al perché del dolore e della falsità che nella vita spesso trionfano sulla felicità, sulla giustizia e sulla verità. La novità è che le soluzioni di carattere mitico e religioso non sono più soddisfacenti per la nuova mentalità degli Ateniesi e devono cedere il passo a strategie argomentative razionali: nel nuovo scenario la filosofia prende il posto della poesia e della religione, ma identica rimane l aspirazione a comprendere la realtà e l esistenza. La narrazione mitologica, tuttavia, conserva un ruolo privilegiato nei dialoghi platonici e contribuisce a farci scoprire in Platone, oltre all acume del pensiero, una grande - sensibilità letteraria. La lettura dei dialoghi, infatti, produce una profonda gratificazione estetica. Platone sa miscelare sapientemente le parti concettuali con quelle narrative, attingendo a piene mani all immenso serbatoio di immagini rappresentato dai miti, che egli rivede, trascrive o inventa. Il mito platonico ha una duplice funzione: innanzi tutto alleggerire il peso della discussione ragionata con l inserimento di racconti interessanti e piacevoli; in secondo luogo alludere a verità circa la natura e il destino dell anima o dell universo, a cui l autore crede fermamente, ma che pensa di non poter dimostrare in modo rigoroso attraverso la ragione filosofica. In altre parole, il mito in Platone gioca sia un ruolo didattico sia una funzione squisitamente filosofica. Quest ultima è di grande importanza, perché serve all autore per supportare la ragione nella trattazione dei grandi temi metafisici, come ad esempio l immortalità dell anima o la generazione dell universo da parte di una divina intelligenza. Narrazione mitologica e dialettica filosofica sono i due principali strumenti che Platone miscela sapientemente nelle sue opere, in termini non oppositivi né antagonistici, ma finalizzandoli a un unico scopo: esprimere a parole le sue profonde considerazioni sul mondo, sull anima e sull aldilà. Dove la riflessione razionale non può arrivare o giunge a fatica, ecco che il mito le viene in soccorso, con tutta la forza persuasiva della sapienza tradizionale. Le linee generali Il dialogo platonico e l influsso della tragedia 207

22 I TEMI TEMI E GLI ARGOMENTI E GLI ARGOMENTI Nei paragrafi che seguono affronteremo i temi principali della riflessione platonica, suddividendoli per motivi didattici nelle seguenti sei sezioni che, a nostro avviso, costituiscono la sintesi del progetto teorico e pratico del grande filosofo ateniese: 1. LA DOTTRINA DELLE IDEE E IL DESTINO DELL ANIMA 2. L AMORE COME PONTE TRA MONDO SENSIBILE E MONDO INTELLIGIBILE 3. L ETICA E LA POLITICA 4. L EDUCAZIONE, L ARTE E LA DIALETTICA 5. L ORIGINE DEL MONDO NATURALE 6. L ULTIMA RIFLESSIONE DI PLATONE: LE LEGGI 1. LA DOTTRINA DELLE IDEE E IL DESTINO DELL ANIMA L esperienza sensibile è relativa La ricerca di criteri di verità universali Con Socrate e oltre Platone inizia il suo percorso intellettuale proprio dal punto a cui si era spinto Socrate. Come è noto, quest ultimo aveva detto che l anima diventa buona e virtuosa attraverso la conoscenza: se essa conosce ciò che è bene ogni volta che deve agire, non commetterà il male. Il problema che si pone ora Platone è quello di stabilire che cosa sia il bene e in che modo l anima possa giungere a conoscerlo. È da questo interrogativo teorico e pratico che parte l indagine platonica. In primo luogo, Platone riconosce che i sensi non consentono di pervenire a un idea unica e oggettiva del bene. Infatti, c è chi ripone il bene nel piacere, chi nell assenza di sofferenza, chi nella buona salute, chi nel godersi una bella giornata di sole... Affidandoci ai sensi non raggiungeremo mai una conoscenza sicura e affidabile, perché l esperienza sensibile non è sorretta da un criterio univoco di verità: ciò che è valido per me, in una determinata circostanza e da un determinato punto di vista, può non essere valido per un altro; era ciò che pensavano i sofisti, i quali sostenevano una posizione relativista rifiutata da Platone. Ma come è possibile, allora, raggiungere un livello di conoscenza certo e oggettivo? Per Platone è indispensabile ammettere dei criteri di verità immutabili e universali, cioè validi per tutti, indipendenti dall esperienza sensibile e dalle circostanze in cui ci troviamo nel momento in cui esprimiamo un giudizio sulle cose. Il suo ragionamento è di questo tipo: quando affermiamo «Socrate è buono», «gli dei sono buoni», «l acqua che beviamo è buona», noi attribuiamo uno stesso predicato, buono, a differenti soggetti. Perché tutte queste affermazioni abbiano senso è necessario convenire che il predicato buono esprime qualcosa di permanente, pur nel variare dei soggetti, e che ha una sua realtà al di fuori degli ambiti in cui è stato usato. In altri termini, possiamo dire «Socrate è buono» e «gli dei sono buoni» in quanto abbiamo l idea universale e astratta della Bontà, che costituisce il criterio solido e incontrovertibile che ci consente di formulare tali giudizi. Se non ammettessimo l esistenza di criteri oggettivi cui fare riferimento nel giudicare le cose, non potremmo pronunciare nessuna affermazione avente un valore universale. 208 Unità 6 Platone

23 Che cosa sono le idee? Platone prosegue la sua ricerca e va oltre: dobbiamo ammettere non solo che ci sono idee universali a cui facciamo riferimento nel formulare i nostri giudizi, ma anche che esse hanno una propria esistenza, del tutto separata dal mondo sensibile e indipendente dalla nostra mente. Certo, per noi non è facile accettare una simile concezione, che peraltro Platone non espone mai in modo sistematico e organico. Infatti, quando parliamo di idea siamo soliti riferirci a un pensiero che abbiamo concepito nella mente: le idee sono sempre le mie, tue, nostre idee. Per Platone, invece, le idee hanno un esistenza autonoma rispetto al pensiero umano: sono entità immutabili e perfette, vere e proprie sostanze poste in un altro mondo, definito poeticamente iperuranio (che in greco significa letteralmente al di là del cielo e, quindi, al di là delle cose visibili ), e rappresentano il modello delle cose, dei giudizi e dei valori. Se, infatti, possiamo definire buono Socrate e giusti gli dei, lo dobbiamo alle idee della Bontà e della Giustizia cui facciamo riferimento come a forme o modelli universali della realtà (Platone parlerà, a questo proposito, di paradigmi delle cose e della conoscenza). Il dualismo tra le idee e le cose Da quanto abbiamo appena detto, emerge una netta frattura tra il mondo sensibile (mutevole e perituro) e il mondo delle idee (perfetto e immutabile). Tale scissione ha segnato gran parte della filosofia occidentale (ma anche del pensiero religioso), in quanto è proprio a partire da questa teoria che si è iniziato a parlare di contrapposizione tra i due mondi della terra e del cielo, dell aldiquà e dell aldilà. In termini filosofici questa demarcazione viene indicata come dualismo ontologico (cioè dell essere), a cui corrisponde un dualismo gnoseologico (o della conoscenza): il mondo perfetto ed eterno delle idee, infatti, rende possibile una conoscenza stabile e universale, che coincide con la scienza (dai Greci detta epistéme), mentre la dimensione imperfetta e mutevole delle cose sensibili è all origine della fallace conoscenza dell opinione (in greco dóxa). La scissione tra la terra e il cielo, l aldiquà e l aldilà idea Questo termine deriva dal greco éidos, che in italiano possiamo rendere con forma, figura, aspetto. Per Platone sta a indicare una realtà dotata di esistenza a sé stante, immutabile e perfetta, che rappresenta il modello unico delle cose molteplici e imperfette della realtà sensibile. Perciò l idea non è conosciuta attraverso i sensi, ma direttamente dall intelletto che, elevandosi al di sopra degli aspetti particolari degli oggetti, riesce a coglierne l essenza. Il termine oggi In epoca moderna il termine è venuto a designare un contenuto della mente, una nozione elaborata dall intelletto come rappresentazione di un ente reale o astratto. LESSICO iperuranio Il termine deriva dal greco hypér, oltre, e ouránios, celeste, relativo al cielo. In Platone designa la mitica regione posta al di sopra del cielo in cui sono collocate le idee eterne e perfette. scienza La scienza, per Platone, corrisponde all epistéme, cioè una conoscenza dotata dei caratteri della stabilità e immutabilità. L oggetto di una tale conoscenza non può essere il mutevole mondo dell esperienza sensibile, bensì il mondo iperuranico delle idee, perfette ed eterne. Per il filosofo, dunque, il ragionamento scientifico riguarda soltanto gli oggetti ideali, quali l anima, la divinità, le idee e i valori assoluti, mentre il mondo sensibile è oggetto dell opinione (dóxa). opinione L opinione (in greco dóxa) è la forma di conoscenza corrispondente al mondo sensibile, imperfetto e mutevole, ed è pertanto intermedia tra la scienza vera e propria (l epistéme) e l ignoranza. I temi e gli argomenti La dottrina delle idee e il destino dell anima 209

24 Il seguente schema potrà chiarire meglio questo aspetto molto importante del platonismo: DUALISMO GNOSEOLOGICO (piano del conoscere) DUALISMO ONTOLOGICO (piano dell essere) la scienza (epistéme) perfetta e immutabile rispecchia il mondo delle idee (perfette e immutabili) l opinione (dóxa) imperfetta e mutevole rispecchia il mondo delle cose (mutevoli e imperfette) Il problema del nulla Nella schematizzazione non compare il nulla, in quanto per Platone il mondo sensibile non va identificato con il non essere o l inesistente. La sua svalutazione della realtà fisica non si spinge fino a tal punto e la dóxa, o opinione, non equivale all ignoranza assoluta, ma rappresenta pur sempre una forma di conoscenza, benché imperfetta. Uno schema più completo in questo senso lo deriviamo dalla Repubblica: piano del CONOSCERE piano dell ESSERE scienza mondo delle idee opinione mondo sensibile ignoranza nulla (non essere) A commento di tale tripartizione, dobbiamo precisare che Platone, nel delineare la sua teoria della conoscenza, riprende e corregge la posizione di Parmenide. Da Parmenide deriva l idea dell essere come eterno e imperituro, fonte di conoscenza stabile e immutabile. Ma, a differenza di Parmenide, Platone ritiene che il mondo del divenire non vada rifiutato, in quanto ha una sua consistenza e costituisce il fondamento dell opinione, cioè di una forma di conoscenza intermedia tra la scienza e l ignoranza. Il nulla o l inesistente occupa invece una terza posizione ed è considerato inconoscibile. Si tratta di un rilievo importante, perché apre la strada alla mediazione, cioè alla possibilità di superare la frattura tra le idee e le cose, tra la scienza e le opinioni. Le tre modalità di relazione tra le idee e le cose Un arduo e tormentoso problema Il dualismo tra mondo ideale e mondo sensibile apre un insanabile frattura in seno al pensiero platonico, su cui l autore si interrogherà fino alla vecchiaia senza peraltro riuscire a superarla in modo definitivo. Le domande che si pongono sono: come colmare la scissione tra cose e idee?, quale rapporto esiste tra i due mondi?. La risposta elaborata nei dialoghi della maturità indica tre modalità di relazione. 210 Unità 6 Platone

25 Innanzitutto, Platone parla di una relazione di mimesi ( imitazione, dal greco mímesis), sostenendo che le cose imitano le idee; ad esempio, la sedia prodotta dall artigiano è fatta a imitazione dell idea di Sedia, la quale possiede i requisiti essenziali cui deve corrispondere la sedia per essere definita tale. Platone parla anche di una relazione di partecipazione o metessi (in greco méthexis), nel senso che le cose sensibili partecipano in qualche modo della perfezione delle corrispettive idee nel mondo ideale; ad esempio, le cose quadrate partecipano dell idea di Quadrato e le azioni giuste partecipano dell idea di Giustizia, anzi, sono quadrate o sono giuste proprio in quanto partecipano delle idee corrispondenti. In terzo luogo, Platone parla di presenza (in greco parusía) delle idee nelle cose, nel senso che il mondo sensibile non è che una rivelazione o espressione visibile di quello ideale; ad esempio nell azione giusta si rivela e prende corpo l idea di Giustizia, così come nel volto di una bella ragazza si realizza l eterna e perfetta idea della Bellezza. Al di là delle spiegazioni proposte, quello che è importante chiarire è lo sforzo platonico di ristabilire una continuità e un legame tra il mondo ideale e quello sensibile. Certo, il mondo ideale mantiene la priorità assoluta rispetto a quello sensibile, in quanto le idee rappresentano sia le cause, sia il metro di paragone delle cose: se noi consideriamo bella o buona una persona o un azione, ciò dipende dal fatto che esse ricevono queste qualità dalle rispettive idee della Bellezza e della Bontà; nello stesso tempo, possiamo dire giuste due azioni diverse ad esempio, è giusto morire in guerra per la propria patria ed è giusto che i cittadini siano uguali di fronte alla legge in quanto le raffrontiamo con una medesima idea di Giustizia. In tale prospettiva la misura delle cose non è più l uomo, secondo il principio relativistico della sofistica, bensì le idee, che rappresentano il parametro di riferimento per giudicare la realtà sensibile. Platone, identificando la verità con le idee, elimina così ogni forma di scetticismo e di relativismo e raggiunge un punto di vista assoluto e universale. La sua dottrina mette capo a una metafisica delle idee che fonda e giustifica i concetti e il linguaggio al di là di ogni possibile dubbio. Un risultato dalle conseguenze importanti: gli uomini, infatti, possono progredire nella vita sociale e politica solo nella misura in cui riescono a dialogare, a confrontarsi e, alla fine, a raggiungere un accordo sulla cui base costruire la vita civile; fatto che presuppone l esistenza di principi validi per tutti. La classificazione delle idee Una volta chiarita la consistenza ontologica delle idee, Platone si pone il problema di classificarle, raggruppandole in due grandi tipologie: a) le idee che si riferiscono ai valori dell etica, dell arte e della politica, come quelle del Bene, della Bellezza e della Giustizia; b) le idee che corrispondono agli enti matematici universali, come il numero, il cerchio, la linea, il triangolo, il quadrato, l uguaglianza... La priorità del mondo ideale rispetto a quello sensibile La sconfitta del relativismo Le tipologie di idee mimesi Il termine deriva dal greco mímesis, imitazione, e designa il concetto secondo cui le cose sono state prodotte a imitazione delle idee. metessi Il termine greco méthexis, partecipazione, indica il fatto che le cose sensibili partecipano in qualche modo della perfezione delle corrispettive idee nel mondo ideale. LESSICO parusía Il termine greco parusía, presenza, indica il fatto che nelle cose sono presenti le idee, ovvero che il mondo sensibile non è che una rivelazione o espressione visibile di quello ideale. I temi e gli argomenti La dottrina delle idee e il destino dell anima 211

26 Al vertice della gerarchia dei valori: il Bene Questa classificazione, per quanto sia chiara ed evidente, non esaurisce tutta la realtà delle cose pensabili. Per riuscire a cogliere il mutevole mondo dell esperienza quotidiana, fatto di oggetti molteplici e vari, occorrono altre classificazioni ideali, riguardanti ad esempio gli oggetti naturali (come le piante, gli esseri viventi, gli uomini o gli animali ) e gli oggetti artificiali o manufatti (il letto, il tavolo, la casa ). La soluzione cui Platone giunge nelle opere della maturità è che a ogni realtà sensibile deve corrispondere una forma ideale: come le qualità morali richiedono l esistenza dell idea del Bene e della Giustizia o il cerchio e il triangolo presuppongono le idee universali di Cerchio e di Triangolo (di cui sono imitazioni imperfette), così le cose bianche richiedono l esistenza dell idea di Bianchezza, le scarpe richiedono l idea di Scarpa, i vestiti che indossiamo richiedono l idea di Vestito Si tratta di una conclusione che va molto al di là del punto di arrivo dell indagine di Socrate, che riguardava unicamente la definizione dei concetti morali, come ad esempio che cosa è giusto fare?, che cos è il bene?, che cos è il coraggio? Dobbiamo aggiungere che Platone non guarda al mondo delle idee come a un disorganizzato e confuso arcipelago di forme universali. Egli, al contrario, ritiene che ci sia una gerarchia di valori alla base della variegata struttura ideale e che al vertice si collochi l idea del Bene, che è il valore supremo a cui tutti gli altri si ispirano. Platone insiste sul fatto che le idee costituiscono un mondo ordinato, a cui dobbiamo conformare il nostro pensiero, se vogliamo pensare in modo corretto e veritiero. Nella Repubblica aggiunge che la nostra mente può elevarsi dalle cose alle idee, e da queste fino a cogliere l idea del Bene, causa e principio primo di ogni altra realtà. Anche se il filosofo non ha chiarito bene questi concetti in nessuna altra opera scritta affidandone forse la spiegazione, come abbiamo accennato, alle lezioni orali che tenne presso l Accademia, possiamo dire che il Bene di cui egli parla non si identifica con un dio personale e creatore, come avviene nelle religioni monoteiste, in primo luogo nel cristianesimo. Il Bene di Platone rappresenta genericamente qualcosa di divino, come divini sono l anima, gli astri, le stelle, e soprattutto non crea le idee, che sono eterne, limitandosi a trasmettere loro la sua perfezione. Il Bene dunque è «la causa universale di tutto ciò che è buono e bello» (Repubblica, VII, 517c); esso è come il sole, la cui luce permette di vedere tutte le cose, che scompaiono dalla vista degli uomini non appena tramonta e sulla terra scende la notte. Il Bene costituisce l armonia e la ragion d essere del tutto, ciò che dà valore a tutte le altre idee che da esso traggono la loro perfezione. LE IDEE costituiscono si classificano in sono con le cose in rapporto di i modelli le cause i criteri di giudizio delle cose idee-valori (Bene, Giustizia ) idee matematiche (Cerchio, Linea ) idee di oggetti naturali o artificiali (Cavallo, Scarpa, Letto ) mimesi (imitazione) metessi (partecipazione) parusía (presenza) 212 Unità 6 Platone

27 Come conosciamo? Affermata la natura perfetta ed eterna delle idee, si pone il problema di come è possibile conoscerle. Per rispondere a questa domanda occorre esaminare la dottrina dell anima che, anche per Platone come per Socrate, è dotata di personalità intellettuale e morale ed è la parte più importante dell uomo; è grazie a essa, infatti, che possiamo pensare e conoscere. Ma come può l anima pervenire alla conoscenza delle idee eterne e immutabili? Per spiegare questo difficile passaggio del suo pensiero, Platone come spesso accade quando i concetti da esprimere sono particolarmente ardui ricorre a un racconto di carattere mitico, in cui riprende la dottrina della reincarnazione delle anime (comune all orfismo, alla cultura induista e ai pitagorici). Secondo il mito, prima che noi nascessimo la nostra anima esisteva nel mondo ideale, dove contemplava le idee perfette e immutabili e aveva piena conoscenza di tutto: era insomma sapiente. Poi, costretta a incarnarsi nel corpo e come stordita da questa violenza, è caduta nell oblio, dimenticando quanto aveva appreso. All anima è però possibile, se opportunamente guidata, ricordare e ritornare gradualmente allo stato di sapienza e intelligenza che possedeva quando risiedeva nel mondo ideale. Secondo Platone, dunque, l anima può conoscere le idee in quanto essendo a esse congenere, cioè dotata della loro medesima natura ha potuto contemplarle in una fase precedente all incarnazione. Quella che chiamiamo conoscenza, in realtà non è che reminiscenza o anamnesi, cioè ricordo (in greco anámnesis) da parte dell anima delle idee con cui era già stata in contatto. L esperienza sensibile non apporta nulla di nuovo: essa funge semplicemente da stimolo per far riaffiorare il ricordo di una conoscenza precedente. Ad esempio, la visione di un bel volto rappresenta la scintilla che accende nell anima il ricordo dell idea di Bellezza contemplata nell iperuranio, di cui la bellezza terrena è imitazione, e innesca il desiderio di ascendere a essa attraverso la conoscenza. Nel dialogo Menone questa medesima dottrina è dimostrata attraverso una sorta di esperimento didattico, in cui uno schiavo, completamente digiuno di conoscenze matematico-geometriche, viene guidato da Socrate con opportune domande finché riesce a pervenire, da solo, alla dimostrazione del teorema di Pitagora. La spiegazione dell esperimento è la seguente: lo schiavo riesce a dimostrare il teorema in quanto nella sua anima era già presente, seppure in modo sbiadito e inconsapevole, la nozione di esso, in virtù della contemplazione prenatale del mondo ideale (e dunque anche delle idee matematiche). Con questa dottrina, ancora una volta Platone prende posizione contro i sofisti, i quali negavano che ci fosse una verità oggettiva e universale. Con la teoria della conoscenza come reminiscenza, egli sostiene al contrario che l uomo ha in sé i presupposti della verità, svincolando quest ultima dalla precarietà dell esperienza sensibile. Si tratta di una posizione che può sorprendere il lettore moderno per la sua radicalità; dobbiamo dire, però, che essa ha avuto grande fortuna nella storia della filosofia (anche nell età moderna e contemporanea), essendo stata ripresa più volte da quei pensatori che hanno visto nella La conoscenza come reminiscenza L esempio del Menone Contro i sofisti anamnesi Termine derivante dal greco anámnesis, ricordo, reminiscenza, designa in Platone la dottrina, di derivazione orfico-pitagorica, secondo cui l anima prima della vita terrena ha vissuto nel mondo delle idee, conoscendo in tal modo tutte le forme eterne delle cose. Di esse ha conservato un ricordo affievolito quando si è incarnata. Tale ricordo viene risvegliato dal contatto con le cose del mondo, che imitano le forme ideali eterne. Deriva da questa concezione la dottrina platonica secondo cui conoscere è ricordare. Il termine oggi Il termine è utilizzato perlopiù in ambito medico, dove indica, nell esame clinico di un malato, la raccolta di notizie relative alle malattie di cui ha sofferto, alle abitudini di vita, al suo precedente stato di salute e a quello dei familiari. LESSICO I temi e gli argomenti La dottrina delle idee e il destino dell anima 213

28 dottrina dell innatismo (così definita perché sostiene l esistenza innata delle idee nell intelletto) l unico modo valido per spiegare il processo conoscitivo. Infatti, se gli uomini non fossero in qualche modo già predisposti alla conoscenza, come potrebbero desiderare di conoscere e intraprendere la via del sapere? Tirando le fila di quanto abbiamo esposto, per Platone conoscere è ricordare e la ricerca della verità consiste propriamente nel far riaffiorare alla coscienza le nozioni che la nostra anima già possiede in sé. Lo strumento più idoneo per ottenere questo risultato è costituito dal dialogo filosofico, ossia dal metodo praticato da Socrate di porre domande ai giovani allievi e con ciò stimolare risposte adeguate. Gli argomenti a sostegno dell immortalità dell anima T 32 Bisogna aver cura dell anima T 33 L immortalità dell anima Nel Fedone, uno dei dialoghi più intensi e belli di Platone, il filosofo affronta il tema dell immortalità dell anima, dimostrandola con vari argomenti. Il primo si basa proprio sulla reminiscenza, che implica la reincarnazione dell anima: se è vero che nell uomo esiste la possibilità di conoscere le idee immortali, e questa risiede nel ricordo, allora l anima deve aver conosciuto il mondo ideale prima della sua incarnazione e dunque deve essere immortale. Vi è poi il fatto che l anima, come abbiamo accennato, proprio perché conosce le idee deve avere una natura loro affine; pertanto, come queste ultime, deve essere anche immutabile ed eterna. L anima, inoltre, è connessa strutturalmente all idea di vita; essa, infatti, in greco si definisce psyché ed è «ciò che, quando è presente nel corpo, è causa per esso del vivere, dandogli la possibilità di respirare e di refrigerarsi, ma appena essa si allontana, il corpo vien meno e muore» (Cratilo, 399e). Così Platone chiarisce nel Cratilo, il dialogo dedicato allo studio dell etimologia delle parole, dove collega l idea di anima al respiro o soffio vitale, un soffio vitale da cui il corpo è abbandonato quando muore, esalando appunto l ultimo respiro. E nel Fedone il filosofo sottolinea: «Quando all uomo sopravviene la morte la parte dell uomo che è mortale, come è ovvio muore, ma l altra che è immortale, sana e salva e incorrotta se ne va via e si allontana, lasciando il posto alla morte» (Fedone, 106e). Dunque l anima, in quanto strutturalmente legata all idea di vita, non può accogliere la morte che rappresenta il suo contrario proprio come il caldo non può accogliere il freddo ed è pertanto immortale, incorruttibile ed eterna. Il risvolto etico di questo ragionamento è che, se l anima è immortale, bisogna aver cura di essa, non soltanto pensando al tempo di questa vita, ma anche a quello successivo. Nella parte conclusiva del Fedone Platone affida al racconto mitologico la descrizione del viaggio delle anime nell Ade (il regno dei morti), un viaggio che ha caratteri molto differenti a seconda che si tratti di anime buone o cattive. L anima che, nella sua vita terrena, si sia macchiata di impurità o di qualche colpa, contaminandosi con ingiuste uccisioni o con altre azioni malvagie, andrà vagando, da sola, travagliata e in uno stato di totale incertezza, fino a che non sia passato il tempo stabilito dalla legge della necessità, quando verrà portata nella prigione che le tocca (il Tartaro). L anima temperata e saggia, che ha vissuto la vita nella purezza e nella misura, sarà accolta nel luogo che le si addice, ossia nella parte più alta del cielo (l etere), che è la più bella e pura. Questo dice il mito antico. Certo, come lo stesso Platone sottolinea, «sostenere che le cose siano veramente così come io le ho esposte, non si conviene a un uomo che abbia buon senso; ma sostenere che o questo o qualcosa di simile a questo debba accadere delle nostre anime e delle loro dimore, dal momento che è risultato che l anima è immortale: ebbene, questo mi pare che si convenga, e che metta conto arrischiarsi a crederlo, perché il rischio è bello» (Fedone, 114d). In conclusione, l uomo è responsabile della propria sorte, in quanto la condiziona con le proprie scelte e la propria condotta morale. In questa prospettiva la filosofia rappresenta l unica disciplina che può salvare l uomo, perché gli insegna la verità e il Bene, permettendogli di condurre una vita saggia e felice e di ottenere il giusto riconoscimento ultraterreno. 214 Unità 6 Platone

29 La complessa struttura dell anima Dimostrata l immortalità dell anima, consideriamo ora più approfonditamente la sua natura e i vari aspetti che la caratterizzano. La complessa realtà dell anima, infatti, non si esaurisce nella sua parte razionale, a cui, come abbiamo visto, è affidato il compito supremo della conoscenza. Oltre all anima razionale, Platone ammette anche un anima irascibile, in cui risiedono le virtù del coraggio e dell eroismo, e un anima concupiscibile, sede degli istinti. Nel Timeo Platone assegna a ciascuna delle tre parti dell anima una propria sede nel corpo: la ragione viene collocata nel cervello, l eroismo nel petto e la concupiscenza nelle viscere. Ma analizziamo più da vicino queste ultime due componenti dell anima. La parte irascibile, che è sprezzante del pericolo e coraggiosa, è portata a cercare la vittoria e la gloria, ma è anche docile ai dettami della ragione (di cui costituisce il più valido supporto). La parte concupiscibile è passionale e ribelle: è caratterizzata da un insopprimibile desiderio di piacere e di gratificazioni materiali e soltanto a fatica può essere riportata sotto il controllo della ragione. In questa tripartizione dell anima è sottesa l allusione a tre tipi di comportamento umano, rappresentati rispettivamente dagli uomini saggi (in cui prevale l anima razionale), dai guerrieri (in cui prevale il coraggio e l amore per la fama, ma anche il sentimento dell ira e della vendetta, come in Achille) e dagli uomini comuni e volgari (dediti agli smodati piaceri dei sensi). Questa divisione psicologica e antropologica è alla base come vedremo meglio in seguito di un altra rigida divisione, questa volta di carattere politico e sociale, rappresentata dalle classi dei filosofi (a cui deve essere affidato il comando della città), dei soldati (a cui è demandata la difesa militare), dei lavoratori manuali (a cui è affidato il compito di provvedere ai bisogni materiali). A differenza dell intellettualismo socratico che non ammetteva tentazioni per l anima veramente sapiente e buona, l articolazione dell anima platonica rispecchia il dramma umano della faticosa conquista del giusto equilibrio. L uomo platonico avverte tutto il peso delle passioni, contro le quali deve ingaggiare una vera e propria battaglia per tenerle a freno e sottometterle. Per questo la narrazione platonica risulta vibrante e realistica, profondamente viva e attuale. Ne è un esempio il bellissimo dialogo della maturità intitolato Fedro, in cui Platone, in particolare nel mito del carro alato, ci ha lasciato un indimenticabile pagina di altissima poesia. Cerchiamo di capire che cosa significa questo mito. L auriga, cioè la ragione, aiutato dal cavallo buono (che rappresenta l anima irascibile e il coraggio), combatte una terribile battaglia per sottomettere il cavallo cattivo (che rappresenta la furia degli istinti carnali, l anima concupiscibile) e condurre in tal modo il carro (cioè l uomo) sulla giusta strada, cioè verso la meta sopraceleste dell iperuranio. Si tratta di una metafora che esprime bene la condizione umana, la quale si presenta agli occhi di Platone come caratterizzata dall incessante lotta tra pulsioni e desideri contrapposti: il desiderio carnale, le emozioni nobili, la ragione. La cosa da sottolineare è che tutti e tre i protagonisti di questo dramma sono importanti e necessari per l equilibrio dell anima. Dunque Platone non nega la forza delle passioni inferiori, ma ritiene che sia compito della ragione ricondurle nella giusta direzione. Ecco come, nel Fedro, il filosofo racconta il celebre mito: Le tre parti dell anima I tre tipi di comportamento corrispondenti La faticosa conquista del giusto equilibrio Si pensi, dunque, l anima come simile a una forza per sua natura composta di un carro e di due cavalli e di un auriga. I cavalli e gli aurighi degli dèi sono tutti buoni e derivati da buoni, invece quelli degli altri sono misti. In primo luogo, in noi l auriga guida un carro a due cavalli; inoltre, dei due cavalli, uno è bello e buono e derivante da belli e buoni; l altro, invece deriva da opposti ed è opposto. Difficile e disagevole, di necessità, per quel che ci riguarda è la guida del carro. [ ] I temi e gli argomenti La dottrina delle idee e il destino dell anima 215

30 Dei due cavalli diciamo che uno è buono, mentre l altro no. Non abbiamo detto, però, quale sia la virtù del buono e quale sia il vizio del cattivo, ma ora dobbiamo dirlo. Quello dei due cavalli che si trova nella posizione migliore di forma lineare e ben strutturato, dal collo retto con narici adunche, bianco a vedersi e con gli occhi neri, amante di gloria con temperanza e con pudore e amico di retta opinione, non richiede la frusta e lo si guida soltanto con il segnale di comando e con la parola. L altro cavallo è invece storto, grosso, mal formato, di dura cervice, di collo massiccio, di naso schiacciato, di pelo nero, di occhi grigi, iniettati di sangue, amico della protervia e dell impostura, villoso intorno alle orecchie, sordo, a stento ubbidisce a una frusta fornita di pungoli. Fedro, 246a-b; 253c-e, in Tutti gli scritti, a cura di G. Reale, Rusconi, Milano 1991, pp PARTI DELL ANIMA 1) razionale 2) irascibile 3) concupiscibile TIPO DI COMPORTAMENTO (distinzione psicologico-antropologica) uomini saggi (in cui prevale la ragione) uomini guerrieri (in cui prevale il coraggio) uomini comuni (in cui prevale il piacere dei sensi) CLASSI E FUNZIONI SOCIALI (distinzione politico-sociale) filosofi: funzione di governo soldati: funzione di difesa lavoratori manuali: funzione di provvedere ai bisogni materiali 216 Unità 6 Platone

31 Mappa Visiva La dottrina delle idee e il destino dell anima Platone intende ritiene che sostiene che superare il relativismo sofistico attraverso la fondazione di una conoscenza stabile e certa gli uomini possano l anima anima razionale disporre di valori comuni e condivisi formulare giudizi oggettivi e universali possa conoscere perché sia immortale e abbia una struttura tripartita anima eroica anima concupiscibile perché esistono le idee l esperienza sensibile sollecita il ricordo delle idee contemplate nell iperuranio entità immutabili e perfette conoscere è ricordare che hanno che sono oggetto di che costituiscono che sono con le cose in esistenza autonoma dal mondo sensibile imperfetto e mutevole dualismo ontologico conoscenza perfetta (epistéme) diversa dalla i modelli delle cose le cause delle cose rapporto di: mimesi (imitazione) metessi (partecipazione) parusía (presenza) conoscenza imperfetta (dóxa) del mondo sensibile i criteri delle cose dualismo gnoseologico I temi e gli argomenti La dottrina delle idee e il destino dell anima 217

32 Filosofia e Arte L ideale della bellezza come armonia nell antica Grecia IL CONCETTO DI BELLEZZA Il nostro modo di intendere il bello è molto diverso da quello degli antichi Greci; risente infatti di secoli di educazione estetica attraverso cui è stata introdotta una molteplicità ampia e diversificata di parametri cui fare riferimento nei giudizi di gusto. Si pensi ad esempio alla nostra naturale attitudine a considerare belli i prodotti della tecnica o le opere di ingegneria particolarmente ardite dal punto di vista architettonico o, ancora, oggetti dal design insolito e originale; in questi casi, ciò che riesce a toccare maggiormente la nostra sensibilità, ormai assuefatta alle forme tradizionali, inflazionate e riprodotte con estrema facilità grazie agli strumenti tecnici a disposizione, è il fatto che tali costruzioni o oggetti riescono a stupire, a provocare sorpresa. Una forma d arte contemporanea particolarmente significativa in questo senso è il cinema, che tanto più emoziona quanto più è capace di offrire angolature inaspettate, uno sguardo nuovo che dilata la prospettiva abituale sulle cose. Si tratta di concetti estetici complessi, strettamente connessi allo sviluppo tecnologico oltre che culturale della nostra società; concetti che, certo, non potevano appartenere a una comunità come quella dell antica Grecia, che si trovava in una relazione privilegiata con il mondo naturale, solo in minima parte modificato dalla mano e dal lavoro dell uomo. Ancora oggi, però, quando attribuiamo a un opera d arte un valore universale giudicandola bella, facciamo riferimento a quel particolare concetto di bellezza che è stato formulato nell antica Grecia, e quindi usiamo una categoria estetica che è diventata fondamentale nell indagine sull arte di tutte le epoche successive. Vediamo dunque di comprendere quali siano le radici di tale ideale di bellezza e quali ne siano le caratteristiche fondamentali. LA BELLEZZA COME KÓSMOS L armonia universale intuita dai poeti Innanzitutto possiamo osservare che l elaborazione dell ideale di bellezza dei Greci avviene a partire dall osservazione della natura, ed è testimoniata dall antica tradizione confluita nei poemi omerici: l Iliade e l Odissea. È in queste opere, infatti, che per la prima volta l universo viene colto come kósmos, ordine, una totalità dotata di bellezza proprio in quanto caratterizzata da una perfetta corrispondenza e proporzione di forze

33 Filosofia e Arte ed elementi. In tutta la storia della civiltà ellenica, a partire da queste prime arcaiche interpretazioni della realtà, proporzione e armonia verranno considerate come i parametri fondamentali non solo della dimensione estetica, ma di ogni aspetto della vita dell uomo: dalla sua forma esteriore alle sue azioni, dalla sfera intellettuale a quella morale. Certo, il pensiero greco conosce anche il dolore e la sofferenza, l odio e la contesa, ossia il disordine, il brutto, l imperfezione, ma questi aspetti sono superati e trascesi in una visione più ampia e completa, che attribuisce un senso e una finalità a ciascun fenomeno naturale, per far trionfare, infine, l aspirazione all armonia. La razionalità della natura colta dai filosofi Come abbiamo visto nello studio del pensiero greco, l ordine intuito dai poeti nella natura è oggetto anche della riflessione dei filosofi; pensiamo ad esempio agli ionici, che per primi sottopongono la natura a indagine razionale, ma anche ai pitagorici, a Eraclito, e poi a Platone, che immagina un demiurgo divino all origine dell armonia presente nella realtà, e ad La funzione pedagogica dell arte Aristotele, che indaga i confini dell universo riconoscendone la misura e la coerenza. Essi, intuendo la razionalità dell ordine cosmico, lo definiscono lógos, e lo fanno coincidere con la legge necessaria (anánke) che sovrintende a tutte le cose e le orienta verso il bene e la perfezione. Dalla vita degli organismi al movimento regolare e perfetto degli astri alla storia degli individui e dell umanità, è sempre il medesimo lógos che governa lo sviluppo e il succedersi ciclico degli eventi, ed è compito dell uomo, attraverso la ragione, esplicitarne le caratteristiche e le norme andando oltre le apparenze della realtà sensibile. Dopo averlo conosciuto e compreso, l uomo è tenuto a conformare a esso la propria vita, secondo un ideale di bellezza che non è, quindi, soltanto estetico, ma anche e soprattutto morale; la bellezza della figura umana diviene così indice dell equilibrio, della giustizia e dell accordo che regna tra tutte le componenti della personalità, accordo che si riverbera anche nell ambito sociale e politico. Alla luce di queste considerazioni possiamo comprendere la funzione dell arte, che si accompagna alla riflessione dei filosofi e al canto dei poeti nel portare alla luce la verità, quell essenza universale della natura che è al di là di ogni singola realtà accidentale e contingente. Gli artisti greci mostrano un attenzione quasi esclusiva per la figura umana proprio perché è la più perfetta di tutte le forme naturali e dunque la più vicina all ideale. Kalós kai agathós, bello e buono : l uomo teorizzato dai filosofi e rappresentato mirabilmente dagli artisti greci deve riflettere nell armonia e nella proporzione del suo aspetto fisico, segno di perfezione morale e di bellezza interiore, l infinita armonia del cosmo.

34 LA COMPETENZA FILOSOFICA Leggere la filosofia Individuare e comprendere termini e concetti del testo filosofico Riconoscere il genere filosofico Cogliere struttura e forma dell argomentazione filosofica Vagliare criticamente un testo filosofico Analizzare un testo filosofico

35 5 ANALIZZARE UN TESTO FILOSOFICO A questo punto tiriamo le fila del percorso fin qui condotto e, per consolidare l abilità di lettura del testo filosofico, procediamo a una sua analisi completa. Essa muove dalla scomposizione in piccole unità del brano in esame. Non tutte le operazioni ipotizzate nella scheda di analisi che segue sono possibili su ogni testo; si tratta di attuare le giuste selezioni. Bisogna poi ricordarsi che è sempre utile, dopo il lavoro analitico che tende a frantumare l unitarietà del testo, richiamare le idee in una sintesi schematica ed essenziale. DI ANALISI SCHEDA OPERAZIONI PRELIMINARI dare innanzitutto uno sguardo d insieme al brano, valutandone la lunghezza, l eventuale titolo o sottotitolo, l opera da cui è stato tratto e l autore; scorrere l intero testo con una lettura rapida, tesa a coglierne il significato generale e il tema centrale; utilizzare una matita per sottolineare, evidenziare e numerare frasi, parole chiave, concetti e argomenti. ATTIVITÀ ANALITICA VERA E PROPRIA riconoscere il genere della comunicazione filosofica: dialogo, trattato, meditazione ecc. (si può fare riferimento alle indicazioni fornite nella scheda 2); identificare il problema/la tesi generale; dividere il brano in paragrafi e dare un titolo a ogni paragrafo che sia indicativo del suo contenuto; sottolineare le parole chiave e fornire una loro definizione (queste potranno poi essere riportate in un glossario personale elaborato sulla base delle indicazioni nella scheda 1); cogliere gli elementi del contesto: a) eventuali riferimenti espliciti ad altri autori b) rimandi all epoca storica e alla società del tempo c) analogie e differenze con altri testi dell autore o di altri autori che hanno affrontato il medesimo tema; ricostruire la struttura argomentativa (si può fare riferimento alle indicazioni fornite nella scheda 3): a) la tesi centrale (ed eventuali tesi secondarie) b) l argomento principale c) l espansione dell argomento principale, le altre ragioni d) argomenti sottotraccia (non espliciti nel testo) e) le strategie argomentative utilizzate dall autore: ragionamenti deduttivi o induttivi, confutazioni di tesi opposte, analogie, metafore, esemplificazioni ecc.; valutare coerenza, fondatezza, validità degli argomenti e formulare un giudizio critico. SINTESI FINALE riassumere con parole proprie: a) la tesi principale/le altre tesi b) gli argomenti a sostegno della tesi. Un esempio di analisi Proponiamo un testo argomentativo, tratto dal I libro della Metafisica di Aristotele: Tutti gli uomini sono protesi per natura alla conoscenza: ne è un segno evidente la gioia che essi provano per le sensazioni, giacché, queste, anche se si metta da parte l utilità che ne deriva, sono amate di per sé, e più di tutte le altre è amata quella che si esercita mediante gli occhi. Infatti, noi preferiamo, per così dire, la vista a tutte le altre sensazioni, non solo quando miriamo a uno scopo 656 La competenza filosofica

36 pratico, ma anche quando non intendiamo compiere alcuna azione. E il motivo sta nel fatto che questa sensazione, più di ogni altra ci fa acquistare conoscenza e ci presenta con immediatezza una molteplicità di differenze. Metafisica, I, 980a Ecco un esempio di come si potrebbe sviluppare un analisi del testo, basandosi sulle indicazioni fornite nella scheda. Il genere della comunicazione filosofica è il trattato. La tesi generale è la naturale propensione degli uomini verso la conoscenza. Il brano si può suddividere in due paragrafi: 1 righe 1-3: «Tutti gli uomini [ ] occhi»; titolo: La naturale inclinazione degli uomini verso la conoscenza ; 2 righe 3-7: «Infatti [ ] differenze»; titolo: La predilezione degli uomini per la sensazione della vista. Le parole chiave sono: a conoscenza: l attività teoretica disinteressata o scienza, ossia per Aristotele la più alta forma di sapere a cui l uomo possa aspirare; b sensazioni: i sensi particolari o propri (specifici) come l udito, la vista, l olfatto, ecc.; c vista: il senso più elevato perché secondo Aristotele apre la strada alla conoscenza, permettendo di cogliere con immediatezza le differenze nel reale. A proposito del contesto, non si desumono riferimenti ad altri autori, se non genericamente per l idea della centralità della vista, che è comune ad esempio ai trattati scientifici dell epoca. La struttura argomentativa è articolata nel modo seguente: la tesi centrale è contenuta nella proposizione che apre il brano: «Tutti gli uomini sono protesi per natura alla conoscenza»; l argomento principale che supporta la tesi è desunto da quello che Aristotele considera un effetto o «segno evidente» per tutti (e dunque non bisognoso di ulteriore dimostrazione): gli uomini provano gioia per le sensazioni (in particolare per la vista); l espansione dell argomento principale è costituito dalle seguenti affermazioni: a le sensazioni sono amate di per sé; b più di tutte le altre è amata quella che si esercita con gli occhi. Ulteriori espansioni (di b): c «noi preferiamo la vista a tutte le altre sensazioni, non solo quando miriamo a uno scopo pratico, ma anche quando non intendiamo compiere alcuna azione»; d «e il motivo sta nel fatto che questa sensazione, più di ogni altra, ci fa acquistare conoscenza»; una sottotraccia può essere individuata nell ammirazione della cultura greca (e quindi anche di Aristotele) per la vista come organo per eccellenza della filosofia; la strategia argomentativa utilizzata dall autore è quella del ragionamento induttivo: da una constatazione empirica, qual è quella per cui gli uomini provano gioia per le sensazioni, si risale alla causa. Per quanto riguarda la valutazione, si tratta di un testo fortemente coeso e coerente, stringente dal punto di vista logico. La sintesi finale di quanto rilevato attraverso le operazioni propriamente analitiche sul testo è la seguente: Aristotele sostiene la tesi secondo cui la conoscenza è un desiderio naturale comune a tutti gli uomini in quanto uomini. La dimostra con il seguente ragionamento: gli uomini preferiscono, tra tutte le sensazioni, la vista, e ciò avviene non solo perché è utile nella vita di tutti i giorni, ma anche (e soprattutto) perché apre la strada verso la conoscenza con maggiore immediatezza rispetto agli altri sensi. Analizzare un testo filosofico 657

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