La Gestione della Temperatura
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- Camilla Mauro
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1 La Gestione della Temperatura Tommaso Pellis Anestesia, Terapia Intensiva e C.O. 118 AAS 5 Friuli Occidentale Ospedale Santa Maria degli Angeli Pordenone Direttore: F. Bassi [email protected]
2 COI: Relazioni per Bard Medica National Investigator for TTM-Trial
3 Gestione della temperatura target o controllo della temperatura viene oggi preferito rispetto al precedente termine ipotermia terapeutica.
4 Task Force sull ALS dell ILCOR Raccomandazioni al trattamento inerenti la gestione della temperatura target - Mantenere una temperatura target costante tra 32 C e 36 C in quei pazienti in cui si ricorre alla gestione della temperatura Raccomandazione forte, qualità dell evidenza moderata - Non è noto se alcune sottopopolazioni di pazienti con arresto cardiaco possano beneficiare di temperature più basse (32-34 C) o alte (36 C), ricerche future potrebbero chiarirlo.
5 Task Force sull ALS dell ILCOR E raccomandato il TTM per pazienti adulti dopo OHCA con ritmo iniziale defibrillabile che rimangono non responsivi dopo il ROSC - raccomandazione forte, qualità dell evidenza bassa. E suggerito il TTM per adulti dopo arresto cardiaco con ritmo iniziale non defibrillabile che rimangono non responsivi dopo ROSC - raccomandazione debole, qualità dell evidenza molto bassa.
6 Task Force sull ALS dell ILCOR E suggerito il TTM per adulti dopo arresto cardiaco in ospedale con qualsiasi ritmo iniziale che rimangano non responsivi dopo il ROSC - raccomandazione debole, qualità dell evidenza molto bassa. Se si ricorre al TTM, viene suggerita una durata di almeno 24 ore (come nei due più grandi studi randomizzati controllati precedenti) - raccomandazione debole, qualità dell evidenza molto bassa. E chiaro che la temperatura target ottimale dopo arresto cardiaco non è nota e che ulteriori studi di alta qualità sono necessari.
7 Quando?
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9 Quando controllare la temperatura? Quale che sia la temperatura target scelta, il controllo attivo della temperatura è necessario per raggiungere e mantenere la temperatura nel range voluto. Le precedenti raccomandazioni suggerivano di iniziare il raffreddamento il prima possibile dopo il ROSC, ma questa raccomandazione si fondava su studi pre-clinici e su deduzioni razionali.
10 Quando controllare la temperatura? Dati animali: - indicano che il raffreddamento precoce dopo ROSC determina outcome migliori. Studi osservazionali: - risentono dell effetto confondente dovuto al fatto che vi è una associazione tra pazienti che si raffreddano spontaneamente più velocemente e peggior outcome neurologico. Si è ipotizzato che chi ha un danno neurologico più severo è più incline a perdere la capacità di controllare la temperatura corporea.
11 Trial randomizzato, open label Numerosità del campione: 1200 pts Intervento: 2 L 4 C cristalloidi (+ sedazione & paralisi) vs. niente Criteri di inclusione: ROSC dopo OOH-CA, definito come polso aprezzabile Criteri di esclusione: arresto cardiaco da causa traumatica
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13 Raccomandazioni Non è raccomandato il raffreddamento preospedaliero - utilizzando l infusione rapida di grandi quantità di liquidi freddi Può essere ancora ragionevole infondere liquidi freddi ove i pazienti siano ben monitorizzati - e l obiettivo sia una temperatura target bassa (es. 33 C). Non sono state studiate adeguatamente: - strategie atte al raffreddamento precoce, - diverse dall infusione rapida di grandi quantità di liquidi freddi endovena, - il raffreddamento durante RCP in fase preospedaliera Rimane da determinare se alcune popolazioni (es. pazienti con tempi di trasporto lunghi) possano beneficiare di strategie di raffreddamento precoce.
14 Algoritmo postrianimazione 2015
15 Algoritmo post-rianimazione 2015 Componenti 1. Stabilizzazione immediata 2. Diagnosi e trattamento delle cause 3. Recupero funzionale e prognosi
16 1. Stabilizzazione immediata
17 A, B, C T
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19 Come?
20 Come controllare la temperatura? Per iniziare e mantenere il TTM possono essere utilizzate tecniche esterne e/o interne. Se viene scelto un target di temperatura di 36 C: - nei pazienti che giungo in ospedale con una temperatura inferiore a 36 C - lasciarli riscaldare spontaneamente e di attivare un device per il TTM solo quando hanno raggiunto i 36 C. La fase di mantenimento a 36 C è la stessa di altri target di temperatura - il brivido, per esempio, non differisce per incidenza tra pazienti trattati a 33 C e 36 C. Quando si ricorre ad un target di 36 C, la fase di riscaldamento sarà più breve. Se viene scelto un target di temperatura inferiore, es. 33 C: - un infusione di 30 ml/kg di SF o Ringer a 4 C abbassa la temperatura di 1,0-1,5 C. - tuttavia, ricordiamo i risultati dello studio di Kim
21 Metodi per l induzione e/o il mantenimento del TTM Semplici impacchi di ghiaccio e/o tessuti bagnati sono poco costosi, tuttavia possono: - impegnare per più tempo il personale infermieristico, - causare maggiori fluttuazioni della temperatura - e non consentono un riscaldamento controllato. Coperte o placche per raffreddamento. Coperte con acqua o aria circolante. Piastre con acqua circolante rivestite di gel. Sistemi per raffreddamento transnasale Scambiatori di calore intravascolari, introdotti generalmente in vena femorale o succlavia. Circolazione extracorporea (es. bypass cardiopolmonare, ECMO).
22 Induzione Nella maggior parte dei casi, è facile raffreddare i pazienti nella fase iniziale dopo il ROSC - perché la temperatura di solito diminuisce spontaneamente nella prima ora. La temperatura all ammissione dopo OHCA è di solito tra 35 C e 36 C, - la temperatura mediana in un grande studio recente era di 35.3 C.
23 Mantenimento Preferire un metodo di raffreddamento con un buon controllo termostatico che eviti fluttuazioni di temperatura. - Ciò si ottiene al meglio con dispositivi di raffreddamento esterno o interno dotati di feedback continuo La temperatura va controllata da un termistore posto nella vescica e/o in esofago Non ci sono dati che una determinata tecnica di raffreddamento aumenti la sopravvivenza rispetto a qualsiasi altra tecnica; - tuttavia i dispositivi interni consentono un controllo più preciso della temperatura rispetto alle tecniche esterne.
24 Riscaldamento L ipertermia di rimbalzo è associata ad un outcome neurologico peggiore. Perciò il riscaldamento va effettuato lentamente: - la velocità ottimale non è nota, - l attuale consenso è di circa 0,25-0,5 C di riscaldamento per ora. Scegliere una strategia a 36 C riduce tale rischio.
25 Attenzioni?
26 Effetti fisiologici e complicazioni dell ipotermia Il brivido - aumenta il metabolismo e la produzione di calore, riducendo la velocità di raffreddamento. - si associa ad un buon outcome neurologico; è segno di una normale risposta fisiologica. - il brivido si verifica in modo simile ad una temperatura target di 33 C e 36 C. - è necessario un protocollo per la sedazione.
27 Effetti fisiologici e complicazioni dell ipotermia L ipotermia lieve indotta aumenta le resistenze vascolari sistemiche e provoca aritmie: - solitamente bradicardia La bradicardia causata dall ipotermia lieve indotta può essere di beneficio - analogamente all effetto ottenuto dai beta-bloccanti - riduce la disfunzione diastolica - la sua presenza è associata ad un buon outcome neurologico.
28 Effetti fisiologici e complicazioni dell ipotermia L ipotermia lieve indotta stimola la diuresi e causa alterazioni elettrolitiche come: - ipofosfatemia, - ipokaliemia, - ipomagnesemia - ipocalcemia. Diminuisce la sensibilità all insulina e la secrezione insulinica, determinando iperglicemia - richiede un trattamento con insulina - evitare NPT, glucosata, ecc.
29 Effetti fisiologici e complicazioni dell ipotermia L ipotermia lieve indotta altera la coagulazione ed aumenta il rischio di sanguinamento: - l effetto sembra trascurabile - non è stato confermato da studi clinici. - in uno studio basato su un registro clinico: maggior incidenza di sanguinamenti minori con la combinazione di coronarografia e ipotermia lieve indotta ma la medesima combinazione è stata anche il miglior fattore predittivo di buon esito.
30 Effetti fisiologici e complicazioni dell ipotermia L amilasemia è generalmente aumentata durante ipotermia, ma il significato di questa alterazione non è chiaro. L'eliminazione dei sedativi e miorilassanti è ridotta fino al 30% ad una temperatura centrale di 34 C. L'eliminazione di sedativi e altri farmaci sarà prossima alla norma ad una temperatura più vicina ai 37 C.
31 Non farla se
32 Controindicazioni all ipotermia TTM a 33 C generalmente riconosciute, ma non applicate universalmente, comprendono: - grave infezione sistemica - coagulopatia medica pre-esistente la terapia fibrinolitica non è una controindicazione all ipotermia terapeutica. - shock cardiogeno ma nello studio TTM non vi era una differenza di mortalità nei pazienti con shock lieve all ammissione trattati con una temperatura target di 33 C rispetto a 36 C.
33 Conclusioni
34 Extra-Ospedale La gestione della temperatura non è prioritaria ABC ECG 12 deriv...t Non liquidi freddi in spremisacca La storia non è finita... Sfruttare assenza di termoregolazione per favorire la dispersione di calore
35 Task Force sull ALS dell ILCOR - Mantenere una temperatura target costante tra 32 C e 36 C - E raccomandato il TTM: dopo OHCA con ritmo iniziale defibrillabile - E suggerito il TTM: ritmo iniziale non defibrillabile arresto cardiaco in ospedale con qualsiasi ritmo iniziale - Durata del TTM di almeno 24 ore
36 Grazie per l attenzione! Ottobre 2015
Le Linee Guida ALS ERC del 2015 non contengono sostanziali cambiamenti rispetto alle precedenti linee guida ERC pubblicate nel 2010
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