BENESSERE SUINI CREMONA 07 FEBBRAIO 2017
|
|
|
- Camilla Ricciardi
- 8 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 BENESSERE SUINI CREMONA 07 FEBBRAIO 2017
2 MISURE DI PROTEZIONE DEI SUINI D.Lgs. 122/2011
3 Tutte le aziende che detengono suini confinati per l allevamento (riproduzione) e l ingrasso devono soddisfare i requisiti di cui tratteremo
4 PERSONALE Qualsiasi persona che assuma, o comunque impieghi, personale addetto ai suini deve garantire che gli addetti agli animali abbiano ricevuto istruzioni pratiche.
5 MISURE DI PROTEZIONE DEGLI ANIMALI - D.Lgs. 146/2001 REGISTRAZIONE DEI DATI Il proprietario o il custode ovvero il detentore degli animali registra : - i trattamenti terapeutici effettuati (registri trattamenti); - le mortalità (registro carico scarico).
6 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI ATTACCHI: È VIETATO costruire o convertire impianti in cui le scrofe e le scrofette sono tenute all'attacco, nonché il relativo utilizzo.
7 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Caratteristiche dei recinti multipli: Superfici libere a disposizione per gruppi di: Suinetti Suini all'ingrasso Peso vivo in Kg. Mq. Fino a Da 10 a Da 20 a Da 30 a Da 50 a Da 85 a Oltre
8 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Illuminazione: i suini devono essere tenuti luce di un intensità di almeno 40 lux (paragonabile alla minima luce necessaria a leggere un quotidiano senza fatica) per un periodo minimo di 8 ore al dì.
9 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Rumorosità: evitare, nel fabbricato dove sono stabulati i suini, rumori: - continui di intensità pari a 85 dba, - improvvisi. (Il limite di 85 dba è paragonabile al rumore emesso al passaggio di una vettura civile sull asfalto, un trattore in accelerazione può raggiungere i 95 dba, un mulino durante la macinazione raggiunge i 110 dba),
10 MISURE DI PROTEZIONE DEGLI ANIMALI - D.Lgs. 146/2001 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Ventilazione e temperatura: - la circolazione dell aria - la quantità di polvere - la temperatura - l umidità relativa dell aria - la concentrazione di gas devono essere mantenute entro limiti non dannosi per gli animali.
11
12 MISURE DI PROTEZIONE DEGLI ANIMALI - D.Lgs. 146/2001 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Ventilazione e temperatura: Ogni impianto automatico o meccanico indispensabile per la salute ed il benessere degli animali deve. essere ispezionato almeno una volta al giorno. Gli eventuali difetti riscontrati devono essere eliminati immediatamente; se ciò non è possibile, occorre prendere le misure adeguate per salvaguardare la salute ed il benessere degli animali.
13 MISURE DI PROTEZIONE DEGLI ANIMALI - D.Lgs. 146/2001 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Ventilazione e temperatura: Se la salute ed il benessere degli animali dipendono da un impianto di ventilazione artificiale, deve. essere previsto un adeguato impianto di riserva per garantire un ricambio di aria sufficiente a salvaguardare la salute e il benessere degli animali. In caso di guasto all'impianto e deve essere previsto un sistema di allarme che segnali il guasto. Detto sistema d'allarme deve essere sottoposto a controlli regolari
14 MISURE DI PROTEZIONE DEGLI ANIMALI - D.Lgs. 146/2001 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Locali di stabulazione: I materiali che devono essere utilizzati per la costruzione dei locali di stabulazione e, in particolare, dei recinti e delle attrezzature con i quali gli animali possono venire a contatto: - non devono essere nocivi per gli animali - devono poter essere accuratamente puliti e disinfettati.
15 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Locali di stabulazione: costruiti in modo da permettere agli animali di: - avere accesso ad una zona in cui coricarsi confortevole dal punto di vista fisico e termico e adeguatamente prosciugata e pulita, che consenta a tutti gli animali di stare distesi contemporaneamente, - riposare e alzarsi con movimenti normali, - vedere altri suini; tuttavia, nella settimana precedente al momento previsto del parto e nel corso del medesimo, scrofe e scrofette possono essere tenute fuori dalla vista degli animali della stessa specie.
16
17 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Locali di stabulazione: I pavimenti devono essere non sdrucciolevoli e senza asperità per evitare lesioni ai suini e progettati, costruiti e mantenuti in modo da non arrecare lesioni o sofferenze ai suini. Essi devono essere adeguati alle dimensioni e al peso dei suini e, se non è prevista una lettiera, costituire una superficie rigida, piana e stabile.
18
19 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Alimentazione: - i suini devono essere alimentati almeno una volta al dì, - se alimentati in gruppo e non ad libitum o mediante un sistema automatico di alimentazione individuale, ciascun suino deve avere accesso agli alimenti contemporaneamente agli altri suini del gruppo, -
20 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Alimentazione: - le scrofe e scrofette allevate in gruppo devono essere alimentate utilizzando un sistema idoneo a garantire che ciascun animale ottenga il mangime a sufficienza senza essere aggredito, anche in funzione della competitività. - per calmare la fame e tenuto conto del bisogno di masticare tutte le scrofe e le scrofette asciutte gravide devono ricevere mangime riempitivo o ricco di fibre in quantità sufficiente, così come alimenti ad alto tenore energetico,
21
22
23 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Alimentazione: a partire dalla seconda settimana di età, ogni suino deve poter disporre in permanenza di acqua fresca sufficiente
24 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Materiale manipolabile (paglia, fieno legno, segatura, composti di funghi, torba o altro miscuglio di questi): - accesso permanente a tutti i suini, per consentire l attività di esplorazione e manipolazione - salvo che l uso possa compromettere la salute o il benessere dei suini, - in caso di segni di lotta violenta, fornire ai suinetti ed ai suini all ingrasso abbondante paglia, se possibile, oppure altro materiale per esplorazione.
25 CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI Materiale manipolabile: - le catene costituiscono un arricchimento ambientale, ma non possono essere considerate materiale manipolabile è stato commissionato al CENTRO DI REFERENZA NAZIONALE SUL BENESSERE ANIMALE c/o IZSLER di Brescia la realizzazione di un progetto per la individuazione di materiale manipolabile compatibile con l allevamento suino su pavimentazione fessurata.
26 MUTILAZIONI sono CONSENTITI, se eseguiti da un veterinario o da persona appositamente formata: INTERVENTI - terapeutici o diagnostici, - di identificazione, - castrazione di suini di sesso maschile con mezzi diversi dalla lacerazione dei tessuti, (se dopo il VII giorno di vita in anestesia e con analgesici), - apposizione di un anello al naso è ammessa soltanto quando gli animali sono detenuti in allevamenti all'aperto e nel rispetto della normativa nazionale.
27 MUTILAZIONI sono CONSENTITI, se eseguiti da un veterinario o da persona appositamente formata: INTERVENTI se non routinari, ma ove è la comprovata la presenza di ferite ai capezzoli delle scrofe o agli orecchi o alle code, previa adozione di misure precauzionali (ambiente, densità, ecc.): di riduzione uniforme degli incisivi dei lattonzoli mediante levigatura o troncatura entro i primi sette giorni di vita, che lasci una superficie liscia intatta; delle zanne dei verri possono essere ridotte, se necessario, per evitare lesioni agli altri animali o per motivi di sicurezza, di mozzamento di una parte della coda, (se dopo il settimo giorno di vita eseguire con anestesia e analgesici)
28 MUTILAZIONI sono VIETATI INTERVENTI per scopi diversi da quelli precedentemente descritti che possono provocare un danno o la perdita di una parte sensibile del corpo o un'alterazione della struttura ossea,
29 VERRI I recinti devono essere sistemati e costruiti in modo da permettere all'animale di girarsi e di avere il contatto uditivo, olfattivo e visivo con gli altri suini ed essere liberi da ostacoli. Il verro adulto deve disporre di una superficie libera al suolo di almeno: - 6 mq. - mq. 10, se il box è utilizzato per l accoppiamento.
30
31 SCROFE E SCROFETTE Vanno adottate misure per ridurre al minimo le aggressioni nei gruppi Nella settimana precedente al parto, devono disporre di una lettiera adeguata in quantità sufficiente, a meno che ciò non sia tecnicamente realizzabile per il sistema di eliminazione dei liquami utilizzato nello stabilimento.
32 SCROFE E SCROFETTE Le scrofe gravide e le scrofette devono se necessario, essere sottoposte a trattamento contro i parassiti interni od esterni. essere pulite, se sono sistemate negli stalli da parto. Dietro alla scrofa o alla scrofetta deve essere prevista una zona libera che renda agevole il parto naturale o assistito. Gli stalli da parto in cui le scrofe possono muoversi liberamente devono essere provvisti di strutture, quali ad esempio apposite sbarre, destinate a proteggere i lattonzoli.
33 LATTONZOLI Una parte del pavimento, sufficientemente ampia per consentire ai lattonzoli di riposare insieme contemporaneamente, deve essere piena o ricoperta da un tappetino, da paglia o da altro materiale adeguato.
34 LATTONZOLI Nessun lattonzolo deve essere staccato dalla scrofa prima che abbia raggiunto un'età di 28 giorni, a meno che la permanenza presso la madre influenzi negativamente il benessere o la salute del lattonzolo o di quest'ultima.
35 LATTONZOLI Possono tuttavia essere svezzati fino a sette giorni prima dei 28 gg., qualora siano trasferiti in impianti specializzati, che vengano svuotati e accuratamente puliti e disinfettati prima dell'introduzione di un nuovo gruppo e che siano separati dagli impianti in cui sono tenute le scrofe,.
36
37 SUINETTI E SUINI ALL INGRASSO, occorre prendere misure per evitare lotte che vadano oltre il comportamento normale. Qualora si debbano mescolare suini che non si conoscono, occorre farlo il prima possibile, di preferenza prima dello svezzamento o entro una settimana dallo svezzamento. Quando i suini sono mescolati, devono disporre di spazi adeguati per allontanarsi e nascondersi dagli altri suini.
38 SUINETTI E SUINI ALL INGRASSO Qualora si manifestino segni di lotta violenta, occorre immediatamente indagare le cause adottare idonee misure, quali fornire abbondante paglia, se possibile, oppure altro materiale per esplorazione. Gli animali a rischio o particolarmente aggressivi vanno separati dal gruppo.
39 SUINETTI E SUINI ALL INGRASSO La somministrazione di tranquillanti per facilitare la commistione va limitata a condizioni eccezionali e solo dopo aver consultato un veterinario.
40 DISPOSIZIONI SONO DA APPLICARE A PARTIRE DAL in tutti gli allevamenti attivi prima del 2004
41 LE DISPOSIZIONI CHE SEGUONO DEVONO GIÀ ESSERE APPLICATE NEGLI ALLEVAMENTI NUOVI, RICOSTRUITI O ADIBITI A TALE USO PER LA PRIMA VOLTA DOPO IL FEBBRAIO 2004 (data di entrata in vigore del D.LGS. 53/2004)
42 da applicare entro il RECINTO MULTIPLO Le scrofe e le scrofette allevate in gruppo IV settimana dopo la fecondazione una settimana prima del parto
43 da applicare entro il RECINTO MULTIPLO Deroga: le scrofe e le scrofette allevate in aziende con meno di 10 scrofe possono essere allevate individualmente nel periodo sopra indicato, a condizione che gli animali possano girarsi facilmente nel recinto.
44 da applicare entro il RECINTO MULTIPLO SUPERFICI LIBERE A DISPOSIZIONE PER GRUPPI DI: Scrofette dopo la fecondazione Scrofe almeno 2,25 mq. almeno 1,64 mq. Per in gruppi di: 1) meno di sei animali, le superfici libere disponibili devono essere aumentate del 10%; 2) 40 o più animali, le superfici libere disponibili possono essere ridotte del 10 %;
45 da applicare entro il PAVIMENTAZIONI scrofette dopo la fecondazione scrofe gravide una parte della superficie libera pari ad almeno 0,95 mq per scrofetta e ad almeno 1,3 mq per scrofa, deve essere costituita da pavimento pieno continuo riservato per non oltre il 15% alle aperture di scarico.
46 da applicare entro il PAVIMENTAZIONI in CALCESTRUZZO: suini allevati in gruppo, qualora si utilizzano pavimenti fessurati l'ampiezza massima delle aperture deve essere di: - 11 mm per i lattonzoli; - 14 mm per i suinetti; - 18 mm per i suini all'ingrasso; - 20 mm per le scrofette dopo la fecondazione e le scrofe.
47 da applicare entro il PAVIMENTAZIONI in CALCESTRUZZO: suini allevati in gruppo, qualora si utilizzano pavimenti fessurati l'ampiezza minima dei travetti deve essere di: - 50 mm per i lattonzoli e i suinetti; - 80 mm per i suini all'ingrasso, le scrofette dopo la fecondazione e le scrofe.
48 da applicare entro il PAVIMENTAZIONI in CALCESTRUZZO: suini allevati in gruppo, qualora si utilizzano pavimenti fessurati è stato commissionato al CENTRO DI REFERENZA NAZIONALE SUL BENESSERE ANIMALE c/o IZSLER di Brescia la realizzazione di un progetto per la valutazione dello stato di benessere dei suini allevati su pavimento fessurato.
49 da applicare entro il MATERIALE MANIPOLABILE (paglia, fieno legno, segatura, composti di funghi, torba o altro miscuglio di questi): - accesso permanente a SCROFE e SCROFETTE, per consentire l attività di esplorazione e manipolazione salvo che l uso possa compromettere la salute o il benessere dei suini.
50 da applicare entro il MATERIALE MANIPOLABILE: - le catene costituiscono un arricchimento ambientale, ma non possono essere considerate materiale manipolabile
51 da applicare entro il RECINTO INDIVIDUALE: I suini, che sono: - particolarmente aggressivi, - stati attaccati da altri suini - malati o feriti, possono essere temporaneamente tenuti in recinto individuale a condizione che l animale possa potersi girare facilmente, se ciò non è in contraddizione con specifici pareri veterinari.
52 da applicare entro il NON E PREVISTA PROROGA PER L ADEGUAMENTO
53 BENESSERE SUINI
54 BENESSERE SUINI
55 BENESSERE SUINI
56 BENESSERE SUINI
57 BENESSERE SUINI
58 BENESSERE SUINI
59 BENESSERE SUINI
60 BENESSERE SUINI
61 BENESSERE SUINI
62 BENESSERE SUINI CONCLUSIONI DELL AUDIT
63 BENESSERE SUINI CONCLUSIONI DELL AUDIT
64 BENESSERE SUINI CONCLUSIONI DELL AUDIT
Principali norme che disciplinano le condizioni di allevamento dei suini in termini di benessere animale:
Il benessere animale negli allevamenti suini Principali norme che disciplinano le condizioni di allevamento dei suini in termini di benessere animale: D.lgs. N. 534/1992 in attuazione della Direttiva 91/630/CEE
Ministero della Salute
ALLEGATO 3 Ministero della Salute DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA ANIMALE E DEI FARMACI VETERINARI REGIONE.. ASL EXTRAPIANO SI NO PROTEZIONE DEGLI ANIMALI IN ALLEVAMENTO - DATI ANNUALI SUINI RISULTATI
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento
I principali aspetti legislativi del BA in allevamento Paolo Rossi, CRPA SpA di Reggio Emilia - SANA Salone Internazionale del Naturale EU Food-CT-2004-506508 BA, ambiente e strutture umidità velocità
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 534 Pubblicato nella Gazz. Uff. 11 gennaio 1993, n. 7, S.O Attuazione della direttiva 91/630/CEE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini. Visti gli articoli
Il benessere dei suini in allevamento: criticità e soluzioni possibili
Il benessere dei suini in allevamento: criticità e soluzioni possibili Mercoledì 25 settembre 2013 Sicura & QsA Giuseppe Diegoli Servizio Veterinario ed Igiene degli alimenti Regione Emilia Romagna 1 Normativa
Il benessere animale. Informazione&Zootecnia
UMBRIA INFORMAZIONE&ZOOTECNIA Il benessere animale nell allevamento del suino Il benessere animale nell allevamento del suino A.R.A. Associazione Regionale Allevatori dell SEDE LEGALE ED OPERATIVA di Perugia:
DIRETTIVA 2008/120/CE DEL CONSIGLIO
18.2.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 47/5 DIRETTIVE DIRETTIVA 2008/120/CE DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini (Versione codificata)
Condizionalità. Benessere degli animali. Atti C16 - C17 - C18 Igiene e benessere degli animali
Condizionalità Reg.(CE) 1782/03; DM 12541 del 21.12.06; DGRV n. 339 del 20.02.07 2007 Benessere degli animali Atti C16 - C17 - C18 Igiene e benessere degli animali Gli Atti inseriti nel campo di condizionalità
La presente direttiva stabilisce le norme minime per la protezione dei suini confinati per l'allevamento e l'ingrasso.
Direttiva 91/630/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1991, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica
Soluzioni progettuali e costi di ristrutturazione degli allevamenti suinicoli per l adeguamento alla direttiva 2008/120/CE
Soluzioni progettuali e costi di ristrutturazione degli allevamenti suinicoli per l adeguamento alla direttiva 2008/120/CE Paolo Rossi, CRPA spa Reggio Emilia OPAS-AMA San Giorgio di Mantova (MN), 27 febbraio
Checklist per il controllo integrato dell allevamento suino
Checklist per il controllo integrato dell allevamento suino Numero checklist. REGIONE ASL DISTRETTO RAGIONE SOCIALE CODICE AZIENDALE VIA COMUNE PROV CAP DETENTORE PROPRIETARIO TIPOLOGIA ALLEVAMENTO: CICLO
Potenzialità e presenza media in allevamenti suinicoli
Workshop 11-12-novembre 2015 Controlli su attività IPPC 6.6 Potenzialità e presenza media in allevamenti suinicoli Patrizia Turconi Città metropolitana di Milano 1 Ciclo d allevamento: ingrasso suino leggero,
Ministero della Salute
0013321-24/06/2014-DGSAF-COD_UO-P Ministero della Salute DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ ANIMALE E DEI FARMACI VETERINARI Ufficio II - VI Viale Giorgio Ribotta, 5-00144 Roma Registro classif: Allegati:
Circolare P-12/12/2012 sul benessere animale dei suini
Circolare 0022766-P-12/12/2012 sul benessere animale dei suini Finalmente dopo lunghi mesi di attesa è uscita il 12 Dicembre 2012 la circolare ministeriale sugli ambiti interpretativi della Direttiva 2008/120/CE
SSPV di RE CONTROLLO UFFICIALE IN ALLEVAMENTO DI OVINI E CAPRINI LISTA DI RISCONTRO/ CHECK LIST BENESSERE
del 229/0/203 Edizione n Rev. n. 0 Pag. di 9 CONTROLLO UFFICIALE IN ALLEVAMENTO DI OVINI E CAPRINI LISTA DI RISCONTRO/ Rev. N. MOTIVAZIONE DELLA REVISIONE DATA 0 Aggiornamento normativo e Formattazione
La normativa e gli sviluppi futuri in Europa
81 a Fiera Agricola Zootecnica Italiana BENESSERE ANIMALE: LA VACCA DA LATTE dalle parole ai fatti e gli sviluppi futuri Luigi Bertocchi Istituto Zooprofilattico Sperimantale della Lombardia ed Emilia-Romagna
BENESSERE DEI SUINI IN ALLEVAMENTO
BENESSERE DEI SUINI IN ALLEVAMENTO CRPA S.p.A. Centro Ricerche Produzioni Animali Reggio Emilia Laboratorio di Benessere animale, Etologia applicata e Produzioni sostenibili Dipartimento di Medicina Veterinaria
http://www.normativasanitaria.it/jsp/dettaglio.jsp?aggiornamenti=&attocompleto=si...
Page 1 of 8 Atto suddiviso in articoli Stampa Indietro DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n.122 Attuazione della direttiva 2008/120/CE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini. (11G0164)
Allevamento A Anamnesi generale di allevamento
Attività di Gruppo Stimare la prevalenza aziendale Analizzare le singole fasi di rischio Stendere un piano di gestione sanitaria in funzione del rischio evidenziato in ogni fase Allevamento A Anamnesi
Ordinanza del DFE concernente i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali
Ordinanza del DFE concernente i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali (Ordinanza SSRA) del 7 dicembre 1998 Il Dipartimento federale dell economia, visti gli articoli 59 capoverso
Attuazione della direttiva 91/630/CEE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini.
DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n.534 Attuazione della direttiva 91/630/CEE che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della
T B A. Tutela e Benessere Animale. A.A Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento. Dott. Alfredo Di Domenicantonio
Corso di Laurea in Tutela e Benessere Animale T B A A.A. 2015-2016 Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento Dott. Alfredo Di Domenicantonio Presentazione 2_A_2016 SVILUPPO CULTURA
Zootecnia Biologica in Italia, problematiche, trend e prospettive del mercato dal punto di vista della certificazione
Convegno Prospettive delle produzioni biologiche nelle diverse specie zootecniche Venerdì 10 ottobre 2014 Ore 9,30 Sala Bertonazzi - Palazzo dell'agricoltura Via Cristoforo Colombo, 35 Piacenza Zootecnia
Ordinanza del DFE concernente i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali
Ordinanza del DFE concernente i sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali (Ordinanza SSRA) 910.132.4 del 7 dicembre 1998 (Stato 6 febbraio 2001) Il Dipartimento federale dell economia,
BENESSERE ANIMALE Milano 11/11/2015
BENESSERE ANIMALE Milano 11/11/2015 BRAMBEL REPORT (1965) IL BENESSERE E UN TERMINE AMPIO CHE ABBRACCIA ENTRAMBI GLI STATI FISICO E PSICHICO DI BENE-STARE DI UN ANIMALE. I TENTATIVI DI VALUTARE IL BENESSERE
Il B.A. nel trasporto degli animali
Il B.A. nel trasporto degli animali Dr. Franco GUIZZARDI - SANA Salone Internazionale del Naturale EU Food-CT-2004-506508 CRITICITA DEL REGOLAMENTO 1/2005 Il significato della citura in relazione ad un
Categoria animale e tipologia di stabulazione (kg/capo) (m3/t p.v. / anno) (t/t p.v. / a ) (m3/t p.v. / a) (kg/t p.v. /giorno)
SUINI RIPRODUZIONE Scrofe (160-200 kg) in gestazione in box multiplo senza corsia di defecazione esterna: 180 pavimento pieno, lavaggio ad alta pavimento parzialmente fessurato (almeno 1,5 m di larghezza)
2. TECNOLOGIE PER IL RISPARMIO ENERGETICO
2. TECNOLOGIE PER IL RISPARMIO ENERGETICO L'Azione 3 del progetto, intitolata Analisi delle tecnologie per il risparmio energetico, si propone di analizzare i costi e i benefici dell'applicazione di alcune
CHECK-LIST per la verifica dei requisiti strutturali, gestionali e funzionali previsti dal regolamento (CE) N. 1255/97 e successive modifiche
CHECK-LIST per la verifica dei requisiti strutturali, gestionali e funzionali previsti dal regolamento (CE) N. 1255/97 e successive modifiche VERBALE DI SOPRALLUOGO ISPETTIVO PER L ASSEGNAZIONE DEL NUMERO
BREF: Migliori tecniche disponibili in allevamento
BREF: Migliori tecniche disponibili in allevamento ALESSANDRA PANTALEO ARPA Lombardia Settore Monitoraggi Ambientali Modellistica qualità dell'aria e inventari [email protected] Direttiva europea
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE
CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE TIPOLOGIA LATTE DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO DETENTORE. Indirizzo. Razza prevalente N capi presenti. Fascia 0-50 capi 50-150 capi
Esperienze di ricerca, dall'edilizia zootecnica vengono risposte
Esperienze di ricerca, dall'edilizia zootecnica vengono risposte BENESSERE ANIMALE Fin dove è sostenibile per la zootecnica emiliano-romagnola? Paolo Rossi Ufficio Edilizia del CRPA Regione Emilia-Romagna
SUINI SU PAGLIA E BIOGAS
Fondazione CRPA Studi Ricerche (FCSR) Viale Timavo 43/2 Reggio Emilia Sito internet. www.crpa.it SUINI SU PAGLIA E BIOGAS Caratteristiche degli allevamenti suinicoli nell area del sisma Alessandro Gastaldo
Dott. Silvio Zavattini, DMV SIPAS Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini Modena, 9 maggio 2014
Dott. Silvio Zavattini, DMV SIPAS Società Italiana di Patologia ed Allevamento dei Suini www.sipas.org Modena, 9 maggio 2014 Due prove recenti condotte in svezzamento e ingrasso utilizzando diversi arricchimenti
Ministero della Salute
Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA PREVENZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA SANITA VETERINARIA E DEGLI ALIMENTI UFFICIO X Roma, AGLI ASSESSORATI ALLA SANITA DELLLE REGIONI E PROVINCE
L ALLEVAMENTO DEL SUINO IN UMBRIA (Aggiornato al 31 dicembre 2015)
1 UMBRIA: ALLEVAMENTO SUINO L ALLEVAMENTO DEL SUINO IN UMBRIA (Aggiornato al 31 dicembre 2015) Premessa I dati relativi agli allevamenti umbri analizzati di seguito, sono stati estratti dalla Banca Dati
LA CONDIZIONALITA NELLE AZIENDE ZOOTECNICHE
Misura 215 - Annualità 2015/2016 Pagamenti per il benessere degli animali LA CONDIZIONALITA NELLE AZIENDE ZOOTECNICHE Agenzia Laore Sardegna Monni Narciso Area di supporto in materia di Condizionalità
T B A. Tutela e Benessere Animale. A.A Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento. Dott. Alfredo Di Domenicantonio
Corso di Laurea in Tutela e Benessere Animale T B A A.A. 2015-2016 Corso integrato Strutture ed impianti per animali e allevamento Dott. Alfredo Di Domenicantonio Segue da presentazione 2_A_2016 8. Mangimi,
Misura 14 Benessere degli animali
Misura 14 Benessere degli animali Programma didattico (1^ lezione) Agenzia Laore (2^ lezione) ARAS (3^ lezione) ASL - Presentazione Misura 14 PSR 2014-2020 - Resoconto annualità 2014 - Condizionalità -
Perchè una corretta area di svezzamento a tutto capannone è importante?
How To... Perchè una corretta area di è importante? Lo svezzamento sono I primi 7-10 giorni di vita dei pulcini, lo scopo durante questo periodo è quello di fornire ai pulcini condizioni ottimali per lo
Allegato A5. Tabella A
Tabella A Si riporta nella tabella che segue, in relazione alla specie allevata e alla tipologia di ed in conformità al DM del 7 aprile 2006 e alla DGR della Campania n. 583 del 2.08.2010 per l bufalino:
Bovini da latte e bufalini
PSR Lazio 2014/2020 - Misura 14 Benessere degli animali: possibili risposte alle criticità del settore zootecnico Impegni suddivisi per macroarea (Reg. 807/2014 art. 10) Gli impegni richiesti, in materia
Produzione e vendita di latte d asina: requisiti igienico-sanitari
5 Aprile 2013 Sala AUSER Puntone, Scarlino Produzione e vendita di latte d asina: requisiti igienico-sanitari Giovanni Brajon, Istituto Zooprofilattico Sperim. Lazio e Toscana Giuseppe Abbati, Azienda
STABULAZIONE LIBERA. Prof.ssa Marina Gentili
STABULAZIONE LIBERA Prof.ssa Marina Gentili Nella stabulazione libera gli animali possono muoversi liberamente nella stalla. Si distinguono quattro zone: ZONA DI ZONA DI ZONA DI SALA DI ALIMENTAZIONE RIPOSO
DIRETTIVE. DIRETTIVA 2008/119/CE DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli
15.1.2009 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 10/7 DIRETTIVE DIRETTIVA 2008/119/CE DEL CONSIGLIO del 18 dicembre 2008 che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli (Versione codificata)
Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte
SEMINARIO C.R.P.A. Stalle a cuccette per vacche da latte Reggio Emilia, 30 maggio 2007 Tipologie e parametri dimensionali di cuccette per bovini da latte Dott. Agr. Paolo Rossi Settore Edilizia Strutture
PROTEZIONE DEI BOVINI E DEI SUINI IN ALLEVAMENTO: criticità, esperienze e prospettive
PROTEZIONE DEI BOVINI E DEI SUINI IN ALLEVAMENTO: criticità, esperienze e prospettive Bertocchi Luigi ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA ED EMILIA ROMAGNA B.UBERTINI Centro di Referenza
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI
CHECK-LIST INTEGRATA OVI-CAPRINI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO.. DETENTORE. Indirizzo. Tipologia allevamento: carne latte misto N capi presenti tot. N ovini Fascia N caprini
4.37 Allevamenti di bestiame di cui alla parte II, dell allegato IV alla parte V, del DLgs 152/2006 e smi
4.37 Allevamenti di bestiame di cui alla parte II, dell allegato IV alla parte V, del DLgs 152/2006 e smi Campo di applicazione La presente autorizzazione di carattere generale ha per oggetto gli allevamenti
SCHEDA DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER PESTI SUINE
ALLEGATO 14: fac - simile scheda di indagine epidemiologica SCHEDA DI INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER PESTI SUINE sospetto n.: data codice allevamento conferma n.: data Pag. 66 di 75 L'INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA PER MALATTIA DI AUJESZKY DEL SUINO L INFEZIONE E STATA DIAGNOSTICATA/SOSPETTATA IN SEGUITO A: SIEROPOSITIVITA * CORRELAZIONE EPIDEMIOLOGICA SINTOMI CLINICI * controllo eseguito
DATI IN INTERNO IN ESTERNO
DATI IN INTERNO IN ESTERNO numero suinetti 40 40 peso totale e medio 279/6,97 241/6,0 età 21 20 scarti prodotti 1 di kg.5 1 di kg.5 morti prodotti 1 di kg.13 0 alimento kg. 677 630 età finale 59 58 peso
Benessere animale e bovini da ingrasso
Fondazione CRPA Studi Ricerche (FCSR) Viale Timavo 43/2 Reggio Emilia Sito internet. www.crpa.it CONVEGNO Benessere animale e bovini da ingrasso 11 maggio 2015 Eurocarni Fiera di Verona Benessere animale
I rischi riferibili all Organizzazione del Lavoro AMBIENTI DI LAVORO. Corso di Formazione per RLS Agenzia delle Dogane
I rischi riferibili all Organizzazione del Lavoro AMBIENTI DI LAVORO Agenzia delle Dogane Requisiti minimi dei locali e luoghi di lavoro Caratteristiche strutturali Stabilità e solidità rispetto al tipo
BENESSERE ANIMALE nel Veneto
Riunione con i Referenti delle Aziende ULSS BENESSERE ANIMALE nel Veneto durante il trasporto al macello in allevamento Venezia, 9 marzo 5 In ALLEVAMENTO: NORMA ORIZZONTALE D.Lgs. 46/ Attuazione della
Servizio Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE PESTE SUINA AFRICANA
CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE PESTE SUINA AFRICANA ERADICAZIONE DELLA PESTE SUINA AFRICANA L ANAGRAFE ZOOTECNICA E L IDENTIFICAZIONE DEGLI OVI-CAPRINI PATRIMONIO SUINICOLO ASL 6 SANLURI N. AZIENDE
Caratterizzazione degli effluenti zootecnici e dimensionamento dei contenitori di stoccaggio e trattamento
Allegato I Caratterizzazione degli effluenti zootecnici e dimensionamento dei contenitori di stoccaggio e trattamento Valutazione della quantità di effluente zootecnico prodotta I dati in Tabella 1 corrispondono
BENESSERE ANIMALE E CONDIZIONALITA
BENESSERE ANIMALE E CONDIZIONALITA Nicoletta Colombo Veterinario L.P. Servizio Tecnico SATA Lodi 1 marzo 2011 Pagamento unico per azienda (PUA) slegato dalla produzione (disaccoppiamento). L erogazione
La PSA si può Eradicare. regole, biosicurezza e benessere per una prospettiva di sviluppo dell allevamento suinicolo in Sardegna
La PSA si può Eradicare regole, biosicurezza e benessere per una prospettiva di sviluppo dell allevamento suinicolo in Sardegna Premialità Dall anno 2015 anche la specie suina entrerà a far parte a pieno
Classificazione degli allevamenti avicoli, suinicoli e bovini
Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva Allevamenti: Aspetti ambientali e zootecnici Classificazione degli allevamenti avicoli, suinicoli e bovini dott. Nicola Benini dott. Fabrizio Cestaro VERONA
INDAGINE EPIDEMIOLOGIA PER MALATTIA VESCICOLARE E PESTE SUINA CLASSICA DEL SUINO 1. ANAGRAFE DELL AZIENDA
INDAGINE EPIDEMIOLOGIA PER MALATTIA VESCICOLARE E PESTE SUINA CLASSICA DEL SUINO La malattia è stata diagnosticata/sospettata in seguito a: SOSPETTO CLINICO/ANATOMO-PATOLOGICO SIEROPOSITIVITA ISOLAMENTO
BENESSERE DEL BROILER IN ALLEVAMENTO
Dipartimento di Prevenzione Servizio di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche 36100 Vicenza V.le Camisano 61/69 Tel. 0444 202127 Fax. 0444 202111 BENESSERE DEL BROILER IN ALLEVAMENTO
CHECK-LIST INTEGRATA AVICOLI
CHECK-LIST INTEGRATA AVICOLI DATA / / Operatori. Tempistica. COD / / ASL PROPRIETARIO. DETENTORE Indirizzo.. Veterinario riconosciuto. Impresa di filiera d appartenenza........ N capi presenti (per specie)
