AL PAZIENTE NEOPLASTICO



Documenti analoghi
i principali markers tumorali

Marcatori tumorali. Marcatori tumorali - ver 1.0 Pagina 1 di 6

I MARCATORI TUMORALI CLASSICI

Cosa sono i Macatori Tumorali?

RUOLO DEI MARCATORI TUMORALI NELLA PRATICA CLINICA

In ambito clinico l'anatomia patologica svolge un ruolo fondamentale per la pianificazione di eventuali terapie mediche o chirurgiche fornendo

La stadiazione dei tumori

Indice analitico. A Ampolla di Vater, linfonodi regionali, 148, 149. linfonodi regionali (N)

Cancro del testicolo

coin lesion polmonare

Cap 2 - Principali tipi di cancro

CANCRO DELLO STOMACO. CANCRO DELLO STOMACO Fattori di rischio - I - CANCRO DELLO STOMACO

Biopsie prostatiche e vescicali. Dr. Gianesini Giuseppe SC Urologia, AO Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi - Varese

I Marcatori Tumorali

Corso per operatori dei Registri Tumori Reggio Emilia 3-6 dicembre Tumore del polmone. Adele Caldarella

Ovaio RIASSUNTO DELLE MODIFICHE

Innovazioni diagnostiche in oncologia: il ruolo del laboratorio

Risultati della chirurgia per cancro gastrico

Gli esami di diagnosi e stadiazione previsti dai PDTA per cui è applicabile l esenzione 048 temporanea. (Domenico Manachino Responsabile CAS ASLVC)

Marcatori classici. Colon. Mammella. Polmone. CEA Ca19-9. Ca15.3 CEA. CEA (adenocarcinoma) Cyfra (spinocellulare) NSE (microcitoma)

Le neoplasie dello stomaco Definizione anatomopatologica

METASTASI POLMONARI. Terapia Oncologica. Dott. Marcello Tiseo Unità Operativa di Oncologia Medica Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

Neoplasie della mammella - 1

CANCRO DEL PANCREAS Epidemiologia. quinta causa di morte per cancro tra i M nei paesi occidentali prevalenza M > F incidenza max: aa

ESOFAGO: RAPPORTI ANATOMICI

Le zone grigie della citologia tiroidea.

METASTASI UVEALI: ESPERIENZA DEGLI ULTIMI 10 ANNI

CAPITOLO 1 indice. Tumore della mammella pag. 27 Tumore della cervice uterina pag. 30 Melanoma pag. 31 Linfomi pag. 31. bibliografia pag.

Le neoplasie vescicali. fabrizio dal moro

PSA SCREENING NEL TUMORE DELLA PROSTATA

11 Incontro di Oncologia ed Ematologia


Lesioni epatiche maligne. Franco Brunello

Il Nodulo Tiroideo. "Diagnostica Citologica"

PROTOCOLLO PET/TC ONCOLOGICA

CARCINOMA COLON RETTO - EPIDEMIOLOGIA

PDTA - 04 Rev. 0 del 24/10/2013

Unità Operativa di Medicina Nucleare

Utilità della metodica ROSE (Rapid On Site Cytology Evaluation) nella citologia polmonare in differenti contesti clinici Giarnieri E*, Arduini R,

Le neoplasie dello stomaco Definizione etiopatogenetica

Corso per operatori dei Registri Tumori Reggio Emilia 3-6 dicembre Tumore dell ovaio. Adele Caldarella

TRATTAMENTO DELL ADENOCARCINOMA T1 (ADENOMA CANCERIZZATO) Il parere del chirurgo: Vincenzo Trapani

30/05/2011. Cancro del pancreas. Anatomia. scaricato da 1

I dati morfo-fenotipici, genotipici e clinici hanno permesso di suddividere il linfoma di Hodgkin in quattro gruppi istologici.

VALORE DIAGNOSTICO DEI MARCATORI TUMORALI.

MARCATORI TUMORALI CRITERI DI VALUTAZIONE

Marcatori tumorali. scaricato da sunhope.it

SERVIZIO DI SENOLOGIA E MAMMOGRAFIA

Le malattie della tiroide (dalla diagnosi alla terapia ) Focus sui percorsi aziendali A cura del Gruppo tiroide ASLAL Coordinatore: Dr.

NEI PAESI ASIATICI, IN AFRICA E NEL SUD AMERICA PRESENTA INCIDENZE NETTAMENTE SUPERIORI RAGGIUNGENDO IL 10-20% DI TUTTE LE FORME TUMORALI


LE NEOPLASIE DIFFERENZIATE DELLA TIROIDE Paolo Fracchia SOC ORL ASL AL Casale Monferrato

La diagnostica del carcinoma prostatico Girolamo Morelli

Tumori della vescica e della via urinaria.

Tumori di origine uroteliale

I MARCATORI TUMORALI: UTILIZZO PRATICO DA PARTE DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE

LEZIONI DI STATISTICA MEDICA

ALTRI TUMORI BRONCO-POLMONARI

Tumori Maligni Rari. Neoplasie dell Esofago. Fattori di Rischio. Carcinoma Esofageo. Scaricato da SunHope. carcinoma a piccole cellule

SLIDE SEMINAR CITOLOGIA DELLE VIE URINARIE

Marcatori tumorali. Diagnostica biochimico-clinica. clinica Lezione 15

I NETs: : A CHE PUNTO SIAMO?

AZIENDA SANITARIA OSPEDALIERA SAN GIOVANNI BATTISTA DI TORINO Corso Bramante, 88 LABORATORIO ANALISI SCREENING DIPARTIMENTO INTERAZIENDALE DI

ginecomastia aumento di volume della mammella maschile, mono o bilateralmente

Classificazione WHO 1999 neoplasie della vescica 1998 neoplasie della pelvi e dell uretere*

sintesi dei risultati

Sul piano istopatologico, i NET si suddividono in NET ben differenziati e scarsamente differenziati.

L IMPORTANZA DELLO SCREENING E L IMPATTO SULLE RISORSE

Domande relative alla specializzazione in: Medicina nucleare

FATTORI PROGNOSTICI. Dr.ssa Rossana Tiberio. Dr.ssa Benedetta Miglino

Generalità sugli standard di registrazione

ECOENDOSCOPIA ESOFAGO E MEDIASTINO

Indice. Prefazione alla prima edizione. Prefazione alla seconda edizione. Prefazione alla terza edizione

FOLLOW-UP DEL TUMORE POLMONARE

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI

Domande relative alla specializzazione in: Oncologia medica

Fondamenti di. ROMA marzo Ivan Rashid

All. 2. Scheda Rilevazione Dati. SORVEGLIANZA ENDOSCOPICA vs. CHIRURGIA DI RADICALIZZAZIONE DOPO POLIPECTOMIA COMPLETA DI UN POLIPO MALIGNO

INDICE. capitolo 3 Orientamento delle immagini Introduzione

Presentazione. Strategie europee contro il cancro 3

Scritto da Giovanni Creton Domenica 27 Febbraio :32 - Ultimo aggiornamento Domenica 27 Marzo :43

Una prospettiva storica

TUMORE PSEUDOPAPILLARE DEL PANCREAS IN

Maschio di 79 anni Ricovero per patologia polmonare sospetta TC Cerebrale senza e con MDC RMN Scintigrafia ossea

Carcinoma ovarico avanzato: caso clinico Alessandro Inno

Modulo 2. Diagnostica per immagini APPROFONDIMENTO

Utilizzo dei marcatori tumorali

I CARCINOMI DELLA MAMMELLA : CLASSIFICAZIONE T.N.M. CLASSIFICAZIONE CLINICA (prima del trattamento -preoperatoria)

PROGRAMMA REGIONALE DI SCREENING MAMMOGRAFICO PREVENZIONE SERENA Workshop Torino 7 novembre Anatomia Patologica. Isabella Castellano

della Richiesta dei Biomarcatori in Oncologia

Stomie urinarie ed intestinali: professionisti ed esperienze a confronto Cesena 16 Ottobre Osp. M. Bufalini

1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE

Citologia polmonare: quale aiuto per il clinico?? Ariana Rezzonico Locarno 22 novembre 2011

Dalla vescica le urine raggiungono l'esterno attraverso un condotto denominato uretra.

Fattori prognostici del carcinoma gastrico nell anziano

GASTROENTEROLOGIA ed EPATOLOGIA: Tumori della colecisti e delle vie biliari

Prevenzione diagnosi precoce come cambia la storia della malattia tumorale in italia. Sergio Fava Oncologia medica Legnano

Pezzi operatori. Immagini colonscopia

Transcript:

AL PAZIENTE NEOPLASTICO Storia clinica ed esame obiettivo completo Dimostrazione istologica della neoplasia (tipo e grading) Determinazione delle manifestazioni della neoplasia secondarie all invasione di organi secondarie all attivitàattività metabolica della neoplasia Determinazione di malattie pre / coesistenti alla neoplasia Determinazione dello stato immunologico del paziente Determinazione del Performance Status Determinazione dello stato psicologico del paziente (in rapporto sia alla diagnosi i che alla terapia) Pianificazione della terapia primaria (terapia integrata) specifica (multidisciplinare): secondaria (recidive e/o metastasi) di supporto

DIAGNOSI ISTOLOGICA poiché neoplasie possono simulare condizioni benigne od infiammatorie e vice versa, LA PROVA ISTOLOGICA DI MALIGNITÀ È LA PIETRA MILIARE DELLA DIAGNOSI E DELLA TERAPIA ATTENZIONE selezione Fonti di errore della prova istologica Interpretazione del campione prelievo processazione QUINDI.

QUINDI. Non considerare ultimativa la diagnosi istopatologica Non basarsi su diagnosi di altri ospedali o su diagnosi riferite verbalmente revisione del preparato Assicurarsi che il patologo abbia un campione sufficiente Se il dato istopatologico non è coerente con il comportamento clinico: assicurarsi che il campione appartenga al paziente rivedere nuovamente i vetrini con il patologo In caso di incertezza: rifare una nuova biopsia oppure riferire il caso ad un altro patologo

COME OTTENERE TESSUTO UTILE PER LA DIAGNOSI ( I ) METODOLOGIA PRO CONTRO AGOASPIRATO (FNAB - Fine Needle Aspiration Biopsy) anestesia non necessaria od anestesia locale tessuto non adeguato per esame istologico possibili errori anche da parte di citologi esperti non distingue fra t. non invasivi ed invasivi AGOBIOPSIA (Needle Core Biopsy) anestesia locale solitamente sufficiente campione adeguato per lo studio istologico possibili errori di campionamento

COME OTTENERE TESSUTO UTILE PER LA DIAGNOSI ( II ) METODOLOGIA PRO CONTRO BIOPSIA CHIRURGICA INCISIONALE (per tumori di grandi dimensioni e/o per i quali la terapia prevista non è chirurgica) anestesia locale solitamente sufficiente campione adeguato per lo studio istologico ed immunoistochimico possibili errori di campionamento rischio di diffusione del tumore (evidenze incerte) BIOPSIA CHIRURGICA ESCISSIONALE campione adeguato per lo studio istologico ed immunoistochimico anestesia generale talvolta necessaria limitata a tumori piccoli

V A L U T A Z I O N E P A T O L O G I C A DIAGNOSI ISTOLOGICA Agobiopsia transcutanea Biopsia endoscopica (Broncoscopia, Mediastinoscopia, Pleuroscopia, Esofascopia, Gastroscopia, Rettoscopia) Biopsia incisionale Biopsia escissionale Malignità Istogenesi Caratteristiche i classificative i Oi Origine i anatomica Grado di differenziazione (Grading 1/2/3) Scopi dell'esame bioptico Diagnosi di natura Controllo estensione della malattia Controllo radicalità chirurgica Controllo evoluzione nel tempo

R I S C H I D I U N E S A M E B I O P T I C O POSSIBILI COMPLICANZE Emorragia Perforazione di visceri cavi Infezioni Creazione di processi reattivi cicatriziali

R I S C H I D I U N E S A M E B I O P T I C O RISCHI ONCOLOGICI Possibilità di diffusione della neoplasia per via ematogena quale conseguenza del trauma e dell'apertura del letto sanguigno Possibilità di diffusione locale qualora la via di accesso passi attraverso tessuti ti sani Apertura di vie linfatiche con insemenzamento Apertura di vie linfatiche con insemenzamento (biopsie linfonodali)

STADIAZIONE A I Programmare il trattamento Formulare una prognosi Valutare i risultati del trattamento Confrontare i risultati e scambiare informazioni con altre istituzioni Impostare studi clinici controllati

Sistema Sste T N M Unione Internazionale Contro il Cancro (U.I.C.C.) American Joint Committee on Cancer (A.J.C.C.) T estensione del tumore primitivo (dimensioni, grado e/o sedi di infiltrazione) N presenza o assenza di metastasi ai linfonodi regionali e grado di interessamento M presenza o assenza di metastasi a distanza e sedi di metastasi

Indagini di stadiazione Biopsia Rx-grafia, Ecografia, TAC, RM Scintigrafia, PET Endoscopia Linfografia Laparotomia Marcatori tumorali Grading istopatologico

C L A S S I F I C A Z I O N E C L I N I C A D E L T N M T - Tumore primitivo i i TX T0 Tis Assenza dei requisiti minimi per definire il tumore primitivo Mancata evidenza del tumore primitivo Carcinoma in situ T1, T2, Gradi successivi delle dimensioni e/o T3, T4 dell'estensione locale del tumore primitivo

C L A S S I F I C A Z I O N E C L I N I C A D E L T N M N - Linfonodi regionali NX N0 Assenza dei requisiti minimi per definire i linfonodi regionali Assenza di metastasi nei linfonodi regionali N1, N2, Gradi successivi i di interessamento t dei N3 linfonodi regionali

C L A S S I F I C A Z I O N E C L I N I C A D E L T N M M - Metastasi a distanza MX M0 M1 Metastasi a distanza non accertata Assenza di metastasi a distanza Presenza di metastasi a distanza (definite secondo le sedi metastatiche)

P O S S I B I L I T A' D I S U D D I V I S I O N E I N S T A D I D I U N A N E O P L A S I A Stadio T N M Estensione della malattia 0 Tis NO MO in situ I T1 NO MO localizzatali II T2 N1 MO localmente l limitata it t III T1-T3T3 NO-N3N3 MO localmente l estesa IV T1-T4T4 NO-N3N3 M1 disseminatai

STADIAZIONE DI UNA NEOPLASIA STADIO 0 STADIO I STADIO II STADIO III STADIO IV Carcinoma in situ Malattia localizzata Invasione locale minima (T1) senza segni di metastasi linfonodali (NO) o a distanza (MO) Diffusione locoregionale limitata Estensione locale limitata (T2) e/o interessamento limitato dei linfonodi regionali (N1), senza segni di metastasi a distanza (MO) Diffusione locoregionale ampia Tumore localmente esteso (T3) e/o interessamento marcato dei linfonodi regionali (N2), senza segni di metastasi a distanza (MO) Metastasi a distanza Tumore giudicato inoperabile in base a: - estensione locale (T4) - interessamento linfonodale (N3) - presenza di metastasi a distanza (M1)

STADIAZIONE DI UNA NEOPLASIA Sulla base del coinvolgimento di sedi anatomiche diverse ADENOCARCINOMA COLON-RETTO

CARCINOMA COLO-RETTALE SOPRAVVIVENZA A 5 ANNI IN RELAZIONE ALLO STADIO 90% 70-85% 55-70% < 10%

STADIAZIONE DI UNA NEOPLASIA MODALITA' DI DEFINIZIONE DEL T1-T4 Sulla base di dimensioni ben definite Melanoma

GRADING G1 Carcinoma epidermoide ben differenziato perchè: 1. produce evidente cheratina (corpi psammomatosi); 2. le giunzioni i i intercellulari l i sono presenti (desmosomi e thight junctions); 3. l'aspetto delle cellule ricorda quello delle cellule dell'epitelio piatto di origine in (metaplasico se la metaplasia piatta è insorta su un epitelio cilindrico).

GRADING G2 Carcinoma epidermoide moderatamente differenziato perchè: 1. produce ancora cheratina (non corpi psammomatosi); 2. non si vedono bene le giunzioni intercellulari; 3. l'aspetto delle cellule ricorda solo vagamente quello delle cellule dell'epitelio epitelio piatto di origine.

GRADING G3 Carcinoma epidermoide scarsamente dff differenziato perchè: 1. la cheratina prodotta deve essere evidenziata con metodi immunocitochimici; 2. sono assenti le giunzioni intercellulari; 3. l'aspetto delle cellule non ricorda quello delle cellule dell'epitelio piatto di origine.

SEGNI E SINTOMI GENERALI Astenia Anoressia Calo Ponderale Cachessia Febbre Sudorazioni Notturne Anemia Prurito SEGNI E SINTOMI LOCALI (riferibili alla neoplasia primitiva e/o a metastasi; variabili in rapporto alla sede ed all estensione) C i /i filt i / tit i Compressione/infiltrazione/sostituzione Ostruzione Versamenti Emoftoe / melena - enterorragia Dolore

MARCATORI TUMORALI DEFINIZIONE I marcatori tumorali (o marcatori di malattia) sono sostanze che possono essere misurate quantitativamente nei tessuti o nei fluidi corporei atte 1. ad individuare un tumore e, se possibile, anche l organo nel quale sia localizzato 2. a misurare l estensione del tumore prima della terapia 3. monitorare la risposta alla terapia NON sarebbero da considerare marcatori procedure meramente qualitative: citometria a flusso, PAP test, sangue occulto fecale

MARCATORI TUMORALI USO CLINICO I marcatori possono essere utili: nello screening (popolazione generale e/o popolazione ad alto rischio) come supporto alla diagnosi istopatologica come fattori prognostici i (indirettamente) t nel monitoraggio della malattia e della eventuale recidiva

B I O M A R C A T O R I C I R C O L A N T I CARATTERISTICHE DEL MARCATORE IDEALE Estrema sensibilità per svelare un numero minimo di cellule tumorali I livelli sierici dovrebbero correlare con il numero di cellule tumorali presenti Specificità per una determinata neoplasia La tecnica deve essere semplice ed economica

B I O M A R C A T O R I C I R C O L A N T I ASPETTATIVE DEL CLINICO NELL'USO DEI BIOMARCATORI che sia utile per la diagnosi precoce di neoplasia, cioè prima della sua diffusione che abbia un valore prognostico, cioè che sia in grado di prevedere una recidiva in fase preclinica che sia utile nel monitorare le varie fasi del trattamentott t

CLASSIFICAZIONE DI ALCUNI MARCATORI TUMORALI ANTIGENI TUMORE ASSOCIATI CA 125 CA19.9 CA50 CEA: Antigene Carcino-Embrionario PSA: Antigene Prostatico ti Specifico TPA: Antigene Polipeptidico Tissutale ORMONI HCG: Gonadotropina Corionica Umana Catecolamine CT: Calcitonina ENZIMI PAP: Fosfatasi Acida Prostatica NSE: Enolasi Neurone Specifica Fosfatasi Alcalina (Leucinaminopeptidasi) Latticodeidrogenasi (isoenzimi) Lisozima ALTRI TG: Tireoglobulina Ferritina Beta2-Microglobulina

M A R C A T O R I S I E R I C I D I IMPIEGO I CLINICO I C CORRENTE R E N E L L E N E O P L A S I E Tumori della tiroide CT*, TG*, CEA, TPA, (NSE) Cancro dello stomaco CA 19.9, CEA, (CA 195) Cancro del colon-retto CEA, CA 19.9, TPA (CA 50) Pancreas Carcinomi delle vie biliari Epatocarcinoma CA 19.9, CA 50, CEA CA 50, CA 19.9, CEA AFP*, (Ferritina) Cr polmone Cr mammella microcitomi it i NSE*, (bombesina) b non-microcitomi CYFRA 21-1, (CEA, TPA) CA 15.3, TPA, CEA, MCA

M A R C A T O R I S I E R I C I DI IMPIEGO I CLINICO I C CORRENTE R E N E L L E N E O P L A S I E Cr utero epiteliali CEA, (CA 125) mola vescicolare HCG Ovaio AFP*, HCG*, CA 125 Tumori germinali del testicolo Cr prostata Cr renale AFP*, HCG*, LDH PSA*, PAP (CA 50, MCA) Cr vescica TPA, CA 50 Neuroblastoma Carcinoidi Feocromocitomi NSE* catecolamine (urinarie) VMA (urinario)

Aumenti della CT nelle seguenti neoplasie: Carcinoma midollare della tiroide Non sono note condizioni con aumento aspecifico della CT Aumenti di NSE nelle seguenti neoplasie: Neuroblastomi Neoplasie del sistema APUD Carcinomi polmonari a piccole cellule Non sono note condizioni con aumento aspecifico di NSE Aumenti del PSA nelle seguenti neoplasie: Carcinomi della prostata Aumento aspecifico del PSA: Ipertrofia prostatica, prostatiti

Aumenti dell'afp nelle seguenti neoplasie: Tumori epatici primitivi (80%) Tumori germinali del testicolo e dell'ovaio (70%) In modo erratico su: Tumori gastrici, pancreatici e polmonari Monitoraggio dei trattamenti Condizioni con aumento aspecifico dell'afp: Gravidanza Aumenti dell'hcg nelle seguenti neoplasie: Ovaio (Corioncarcinoma) Tumori germinali del testicolo Condizioni con aumento aspecifico dell' HCG: L'HCG è normalmente secreta dal sincizio trofoblastico placentare durante la gravidanza.

Aumenti del CEA nelle seguenti neoplasie: Stomaco (61%) Colonretto (78%) Pancreas (76) Ovaio (65%) Mammella (40%) Polmone (72%) Prostata (35%) Vescica (38%) Tiroide, Vie biliari, Utero Impiego nella diagnostica delle recidive (precede di 2-18 mesi) Condizioni con aumento aspecifico del CEA: Fumo Alcool Ittero Nefropatie ed epatopatie croniche Stati infiammatori

AFP: AlfaFetoproteina CA: Cancer antigen XX CEA: Antigene Carcino-Embrionario CT: Calcitonina CYFRA: Citocheratina HCG: Gonadotropina Corionica i Umana HVA: Acido Omovanilico MCA: Antigene Mucinosimile NSE: Enolasi Neurone Specifica PAP: Fosfatasi Acida Prostatica PSA: Antigene Prostatico Specifico TG: Tireoglobulina TPA: Antigene Polipeptidico Tissutale VIP: Peptide Intestinale Vasoattivo VMA: Acido Vanilmandelico