Progetto Parchi in qualità



Documenti analoghi
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI. Scheda tecnica triticale

Cereali: tecnica colturale del frumento

CEREALI (autunno-vernini) (frumento duro, frumento tenero, orzo, avena, farro e triticale)

Tecnica colturale della soia

Regione Emilia-Romagna - Disciplinari di produzione integrata 2016 Norme tecniche di coltura > Colture erbacee > FARRO

Numero nove 7 marzo 2014

ATTIVITA DIDATTICO - SPERIMENTALE NELLE CLASSI III B - IV B, SULLA CONCIMAZIONE AZOTATA DEI CEREALI AUTUNNO VERNINI.

Mais: impianto e tecnica colturale

SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE INTEGRATA DEL CECE

Piano Sementiero Nazionale per l Agricoltura Biologica

Ammendante Compostato Misto

Aspetti agronomici legati all'applicazione della Deroga

SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ

FORRICALE Varietà di origine spagnola

Materiali per la formazione della lettiera, con relative caratteristiche chimiche e stima del consumo giornaliero.

I Controlli in campo alle coltivazioni destinate alla produzione di sementi ibride di girasole

Cereali. Nome botanico. Famiglia. Origine e diffusione. Utilizzazioni. Esigenze climatiche. schede colturali. Mais. Graminacee.

Le indagini e i servizi di ARPA Veneto per la razionalizzazione della fertilizzazione

Guida alla concimazione

Il pirodiserbo in frutti-viticultura:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA Atti amministrativi

Regione Siciliana Assessorato Risorse Agricole e Alimentari Dipartimento Interventi Infrastrutturali per l Agricoltura

La coltura del mais in Italia: storia di un grande successo e di nuove sfide

Legenda Schede Orzo. Ritmo di sviluppo. Avversità colturali e climatiche. Patogeni

Il decalogo per la coltivazione sostenibile dell orzo distico da birra

GRAMINACEE FORAGGERE

Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO

Valutazioni economiche delle colture oleaginose per la filiera biodiesel

IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO DELLE COLTURE NELLA DIFESA INTEGRATA E I NUOVI ORIENTAMENTI DELLA NORMATIVA EUROPEA

ASPETTI TECNICI COLTURALI ED ECONOMICI DELL'IMPIANTO DI UNA TARTUFAIA DI TARTUFO NERO PREGIATO

FEASR - Programma di Sviluppo Rurale

LA SCELTA VARIETALE IN ASPARAGO È STRATEGICA. Agostino Falavigna Badoere di Morgano 20 settembre 2013

Utilizzo dei prodotti fitosanitari nella coltivazione del mais Annata agraria

La Septoriosi del frumento

GIARDINO. Seminare un. tappeto erboso

si comporta come perenne grazie alla sua propagazione attraverso i tuberi

I prodotti Ilsa aumentano la resa e il valore del tuo frumento

7.2 Controlli e prove

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

STATISTICHE AGRONOMICHE DI SUPERFICIE, RESA E PRODUZIONE

DISCIPLINARI COLTURE CEREALICOLE. FRUMENTO DURO (Triticum turgidum L.)

Indicatori aziendali: bilancio aziendale dell azoto

Superficie complessiva: ha , di cui in coltura pura ha e in coltura consociata ha

REGISTRO AZIENDALE DELLE OPERAZIONI COLTURALI

Obiettivi: agricoltura sostenibile. Economica

Aspetti riproduttivi e botanici

L acqua è sempre più preziosa. Utilizzala al meglio con il mais ARTESIAN. NOVITà

ESERCITAZIONE DI AGRONOMIA. Fertilizzazioni

Il verde pensile nel clima mediterraneo. Tecniche di irrigazione riuso e criticità. arch. Sonia Pecchioli

COSA SI PUO FARE PER LIMITARE I PROBLEMI CHE POSSONO SORGERE ALL ATTO DELLO SPANDIMENTO?

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere).

Soia. (Glicine max (L.) Merr.)

IL RISO n 1 del 19 giugno 2015 STRATEGIE DI LOTTA ALLE INFESTANTI RESISTENTI AGLI ERBICIDI NELLE RISAIE LOMBARDE

Disciplinari di Produzione per conseguire

Periodo di potature? Fate attenzione...

Fertilità del terreno il suolo ideale per il tecnico. La fertilità del terreno: una. Fertilità del suolo Il suolo ideale per l imprenditore agricolo

Scopo della concimazione è

1 SOLEHIO 2 BASMATI 3 CALISOL 4 TOSKANI

IRRIGAZIONE. Diffusione di portinnesti deboli, Infittimento sesti d impianto, Nuove tecniche irrigue

CALCIOCIANAMIDE. COMPOSIZIONE CONCIME CE AZOTO (N) totale 19,8% di cui nitrico 1,5% OSSIDO DI CALCIO (CaO) 50% CONFEZIONI:

Organismi Geneticamente. Vademecum sugli OGM Cosa sono e quali sono le loro caratteristiche ed effetti

Laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali

PRODUZIONE PRIMARIA E SISTEMA COMPLESSO

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE

PSR e agricoltura conservativa: quali opportunità per le aziende agricole?

ESPERIENZE SPERIMENTALI SULL INTERAZIONE DEI VARI FATTORI DELLA PRODUZIONE: VARIETÀ, NUTRIZIONE E DIFESA


1. PREMESSA 2. CALCOLI E VERIFICHE FOGNATURA ACQUE REFLUE

Parco Spina verde Corso Gev La flora alloctona Il caso Ambrosia Ambrosia artemisiifolia

Strumenti della nuova PAC per l attuazione del Piano nazionale sull uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

PROGETTO OBBLIG AZIONE

Arundo'Italia'' Offerta'Prodotti'e'Servizi' '''''' Chi'siamo' Main'Partner'Gruppo'Ricicla' Servizi' Arundo'donax' Perché'conviene'l Arundo?

TECNICA DELLE COSTRUZIONI: PROGETTO DI STRUTTURE LE FONDAZIONI

CASO-STUDIO 1 Coltivazione di mais NON-IRRIGUO su cover-crop di leguminosa (VECCIA)

Produzione agricola della canapa da fibra

Regole della mano destra.

Codice Ambientale. Scopo e campo di applicazione. Definizioni

La gestione della difesa in orticoltura biologica

Ecologia e conservazione della Lepre in Italia

PROTEZIONE DALLE ERBE INFESTANTI

DOCUMENTO TECNICO DTP 02 DISCIPLINARE PER LA PREVENZIONE DI MICOTOSSINE (AFLATOSSINA B1) SU MAIS

LA DISINFEZIONE CON IL CALORE: «Una tecnica che premia Produttori e Consumatori. Marco Mingozzi Giovanni Zambardi

FEASR - Programma di Sviluppo Rurale

ELENCO ED ISTRUZIONI OPERATIVE PER L UTILIZZO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI)

Allegato I. Parte A Obiettivi formativi

STRIP TILLAGE, ASPETTI AGRO-MECCANICI E OPERATIVI

DI COMO - LECCO - SONDRIO. Ufficio Tecnico

BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA

piante da coltivazione

La semina. Numero di piante per unità di superficie. Resa

Opportunità per la coltivazione italiana della camomilla

La Valutazione della Convenienza Economica della Filiera del biodiesel a Scala Regionale

LA TOLLERANZA DEGLI IBRIDI A PIRALIDE E MICOTOSSINE

Transcript:

APPLICAZIONE PILOTA DEI SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE NELLE AREE PROTETTE Progetto Parchi in qualità ovvero applicazione pilota del Sistema di Gestione Ambientale nelle aree naturali protette La coltivazione dell orzo. Gianna Betta accordo di programma Ministero dell Ambiente e del Territorio ed ENEA giugno 1999 - marzo 2003 ENEA, 28 marzo 2003 1 di 12 4

La coltivazione dell orzo. CARATTERISTICHE GENERALI CLIMA: coltura poco esigente. E adatta sia a climi freddo-umidi (varietà primaverili), sia a quello caldo-aridi (varietà autunnali). TERRENO: di medio impasto, non umidi o compatti. PREPARAZIONE DEL TERRENO, TECNICA COLTURALE, CONCIMAZIONE, ROTAZIONE sono analoghe a quelle del frumento tenero. RACCOLTA: 10-15 giorni prima della mietitura del frumento. PRODOTTO: 15-30 q.li/ha fino a 50-60 nelle varietà resistenti all allettamento. Paglia 1-1,25 volte il peso delle cariossidi per le cultivar primaverili, 2 volte per le altre. MANO D OPERA COMPLESSIVA: come per il frumento.. IMPIEGHI DELL ORZO L orzo zootecnico è utilizzato, insieme con il mais e altri cereali, per la preparazione di mangimi concentrati, sfarinati o fioccati. L alternativa è l utilizzo per la produzione di malto: da 100 Kg di orzo si ricavano da 76 a 80 Kg di malto secco e 4-6 Kg di radichette. TECNICA COLTURALE TIPO DI TERRENO Pur adattandosi alle più svariate condizioni, l orzo non ama i terreni acidi ed eccessivamente umidi; il ph deve essere almeno 6 (è il meno tollerante dei cereali), ma quello ideale varia tra 7 e 8. L orzo non sopporta invece l acidità, ma sopporta bene la salinità del suolo. I terreni ideali sono quelli di medio impasto, mentre non sono idonei quelli molto sabbiosi; in questi, infatti, si ottiene una crescita non uniforme e spesso la maturazione viene accelerata a causa della siccità. I terreni 2 di 12 4

per la coltura dell orzo è bene che siano ricchi in fosforo e potassio, mentre possono essere meno dotati di azoto. Per quanto riguarda l apporto idrico, l orzo ha ridotte esigenze; il periodo critico, soprattutto per il sud Italia va dallo stadio di fioritura alla maturazione. AVVICENDAMENTO L orzo ha, come caratteristiche adattative differenziali rispetto al frumento: Di essere di 8-10 giorni più precoce nella spigatura e maturazione Di avere minori esigenze nutritive Di avere minori esigenze idriche Di tollerare meglio le conseguenze negative, nutrizionali e/o fitopatologiche del ristoppio. Grazie a queste caratteristiche l orzo si adatta bene: A situazioni di sfavorevole bilancio idrico di origine climatica (piovosità scarsa e/o irregolare) o pedologica (terreni poco profondi, con limitata capacità di ritenzione idrica) A terreni di modesta fertilità chimica A seguire il frumento nella rotazione colturale L orzo risulta essere maggiormente resistente al mal del piede rispetto al frumento; per questo motivo è adatto a sostituire quest ultimo nei casi di ringrano. E invece categoricamente da evitare la successione dell orzo a se stesso: a questo cereale deve necessariamente seguire una coltura miglioratrice. Inoltre, è poco consigliabile seminare l orzo dopo una leguminosa per il pericolo di allettamento e, se da birra, per l eccesso di proteine nella granella. Le migliori produzioni si ottengono facendo succedere all orzo bietola, patata pomodoro e, in genere, ai classici rinnovi. In ambienti dotati di una certa fertilità ed umidità, l orzo può essere seguito da colture di maggior reddito come bietola e pomodoro o medica, mentre in zone carenti d acqua e con agricoltura estensiva, può essere alternato al maggese. Di norma l orzo non segue la rottura di un prato stabile. La Regione E.R. ammette la monosuccessione grano tenero-orzo esclusivamente per l area omogenea di collina, una sola volta nell arco del quinquennio di impegno e solo a seguito della rottura di prati di erba medica o altro prato poliennale. 3 di 12 4

PREPARAZIONE DEL LETTO DI SEMINA L orzo, come il frumento, non necessita di lavori preparatori particolarmente profondi: 25 cm è una profondità che è inutile superare. L orzo si presta ottimamente ad essere seminato su terreni preparati con la tecnica della lavorazione minima o addirittura della non lavorazione questo può avvenire quando l orzo segue colture che si prestano a questi sistemi di preparazione semplificata del terreno. Quando invece l orzo segue il frumento, un lavoro preparatorio che assicuri l interramento della paglia (aratura a non oltre 25 cm, è necessario per evitare la possibile insorgenza di massicci attacchi di mal del piede sul pur tollerante orzo. Condizione obbligatoria richiesta dalla Regione Friuli è, ove le condizioni lo richiedano, la sistemazione idraulico-agraria del terreno e la realizzazione di adeguati sistemi di smaltimento delle acque in eccesso. Il Friuli individua come lavorazione principale, da eseguire con il terreno in tempera, un aratura effettuata a circa 25-30 cm di profondità. Le lavorazioni secondarie vengono eseguite normalmente prima della semina in uno o due passaggi con vibrocultore o erpice rotante. La tecnica colturale dell orzo non differisce molto da quella del frumento. Un accurata preparazione del terreno è opportuna sia che l orzo segua un cereale, sia che segua una coltura sarchiata. Sono necessarie una o due arature, a seconda che la semina venga eseguita in autunno o in primavera; un buon sminuzzamento del terreno favorisce un emergenza uniforme. L Emilia Romagna propone anche la non lavorazione. SEMINA L orzo è una coltura meno resistente al freddo rispetto al frumento; nell Italia settentrionale la semina si può fare in autunno solo con varietà particolarmente resistenti al freddo. In caso contrario la semina va fatta all uscita dall inverno (marzo). La semina si attua con la stessa tecnica usata per il frumento, con pochi accorgimenti: Se si semina in autunno va anticipata di qualche giorno rispetto al frumento per permettere alle piantine di accestire prima dell arrivo del freddo Va diminuito il numero di cariossidi per mq, tranne nel caso di semine marzuole nelle quali, l assenza dell accestimento, richiede semine più fitte. 4 di 12 4

Di solito in coltura autunnale la semina dell orzo precede quella del frumento di circa una settimana o 10 giorni. Le semine primaverili sono da effettuarsi al più presto, appena le condizioni climatiche lo permettono: un ritardo può portare a produrre semi piccoli e striminziti. La semina viene effettuata su file distanti tra loro non più di 18 cm. La profondità di semina può variare da 3 a 6 cm a seconda dell umidità del suolo (profondità maggiore dove l umidità è più scarsa). Terreni soffici o molto zollosi richiedono, dopo la semina, una rullatura. SCELTA VARIETALE Gli orzi coltivati si distinguono in distici e polistici a seconda che le spighette siano disposte su due o più file; gli orzi distici producono granella di maggiori dimensioni. Gli orzi vengono inoltre distinti in nudi e vestiti in base alla maggiore o minore facilità con cui le cariossidi a maturità si staccano dalle glumette. Un altra distinzione si fa tra orzi mutici e aristati. Per l agricoltore, però, ha maggiore importanza la distinzione tra orzi vernini (o autunnali o invernenghi) e primaverili (o marzuoli o estivi), distinzione che tiene conto dell epoca di semina, nonchè la distinzione in precoci e tardivi sulla base della lunghezza del ciclo biologico. In seguito alla sperimentazione nazionale delle varietà di orzo avvenuta durante la campagna del 1995-1996 (pubblicata su terra e sole dell ottobre 1996), le varietà consigliate in quanto a rese produttive per il nord italia (in particolare per la pianura padana) sono: Abondant, Baraka, Express, Gotic, Kelibia, Samson, Solen, Sonora. Di queste, Gotic ed Express sono dotate di resistenza alla virosi del mosaico giallo dell orzo. Le polistiche Abondant, Express, Gotic, Samson, Sonora e le distiche Baraka e Kelibia mostrano un elevata adattabilità a tutte le condizioni pedoclimatiche italiane. Il disciplinare di produzione integrata proposto dalla Regione Umbria obbliga all impiego di semente certificata e vieta rigorosamente di effettuare mescolanze di orzo da birra con orzo zootecnico e di varietà tra loro diverse di orzo da birra. La scelta della varietà da coltivare è vincolata al rispetto di una serie di criteri che attengono: Al possesso di requisiti agronomici positivi verificato negli ambienti della regione (giusta precocità, resistenza al freddo, resistenza all allettamento, ) 5 di 12 4

Alla collaudata resistenza (o bassa suscettibilità) alle fitopatie ricorrenti negli ambienti di riferimento del disciplinare Alle caratteristiche qualitative della granella richieste dalla destinazione d uso Le norme umbre vietano di coltivare varietà provatamente suscettibili alle principali malattie fogliari. Scegliendo accuratamente la varietà da seminare, l agricoltore potrà fare a meno di ogni intervento chimico. CONCIA DELLA SEMENTE La concia dei semi assume maggiore importanza rispetto al frumento per il maggiore rischio di elmintosporiosi. La carbossina è l anticrittogamico migliore. CONCIMAZIONE Anche se è una specie rustica e adattabile, l orzo si avvantaggia di razionali concimazioni. Per K e P la concimazione è uguale a quella del frumento. E preferibile eseguire la concimazione prima dell aratura o della semina. E da ricordare che in generale le cultivar di orzo sono di taglia più alta di quelle del frumento tenero per cui l allettamento è più facile e di conseguenza è opportuno usare dosi di azoto inferiori. L azoto va somministrato con molta prudenza a seconda del clima e della fertilità del suolo per evitare i problemi di allettamento; per gli orzi da birra, per i quali si richiede un bassissimo contenuto di sostanza azotata, la concimazione azotata va limitata ed effettuata molto presto (semina e/o accestimento). Per gli orzi zootecnici, al contrario, è ben accetto un alto contenuto in sostanze azotate; per questo motivo è consigliabile spingere la concimazione con N ai limiti massimi tollerati dalla varietà e di prolungare le somministrazioni fino ad una fase avanzata del ciclo di sviluppo. CONCIMAZIONE FOSFO-POTASSICA Le norme tecniche per la fertilizzazione della Regione Piemonte non ammettono quantità di fosforo superiori a 100 Kg/ha di P2O5. Tutto il fosforo deve essere interrato alla preparazione del letto di 6 di 12 4

semina, mentre il potassio può essere distribuito anche in copertura. E però consentito distribuire liquame o altri fertilizzanti organici in copertura, se rasoterra, entro il 15 marzo. Comunque le quantità di fosforo e potassio presenti nel liquame sono da contabilizzare tra gli apporti totali. Anche il disciplinare friulano indica, come massimo apporto di P 2 O 5 e K 2 O, 100 Kg/ha. Il disciplinare ligure non ammette distribuzioni in copertura con concimi minerali che contengano fosforo o potassio. Le dosi per la concimazione sono calcolate sulla base delle asportazioni più le perdite dovute a lisciviazione e/o retrogradazione (apposite tabelle). CONCIMAZIONE AZOTATA La Regione Piemonte non ammette per l orzo quantità di azoto superiori a 100 Kg/ha. L azoto è distribuibile solo in copertura a partire dal mese di febbraio; se la quantità annua prevista è inferiore o uguale a 70 Kg/ha è possibile effettuare un unica somministrazione, altrimenti l N va comunque frazionato in almeno due passaggi. E ammessa un unica somministrazione alla semina o in epoca invernale se effettuata con concimi a lento effetto in cui non sia presente azoto nitrico. E ammessa la distribuzione di letame alla semina. Le norme emiliane propongono per la concimazione azotata dei cereali autunno-vernini: Per apporti <100Kg/ha: unica distribuzione nella fase di spiga a 1 cm Per apporti >100Kg/ha: una prima distribuzione pari al 70% del fabbisogno di N nella fase di spiga a 1 cm ed una seconda pari al 30% del fabbisogno di N nella fase di levata entro l emissione dell ultima foglia Dopo cereali (mais, ecc.) se sono stati interrati stocchi: è possibile anticipare una prima quota, pari al 30% del fabbisogno di N, all inizio di gennaio Epoca 1/10, 31/01, piovosità >250mm: a partire dall accestimento è possibile anticipare una quota di N pari all equivalente dell azoto pronto. In zone dove vi possono essere condizioni di difficile praticabilità dei terreni (argilla >40%): è possibile anticipare il 30% del fabbisogno di N a partire dalla fase 3 foglie vere, ed in ogni caso non prima della metà di dicembre, quindi somministrare il restante 70% nella fase di spiga a 1 cm Il disciplinare di produzione della Liguria indica come dose massima di azoto i 90 kg/ha e non ammette distribuzioni in presemina o in autunno. 7 di 12 4

AMMENDANTI ORGANICI L uso di fertilizzanti organici deve essere calibrato ponendo attenzione in via prioritaria, per gli aspetti nutrizionali, al loro contenuto in azoto. Vanno poi considerate attentamente le norme igienico sanitarie vigenti, in quanto l utilizzo di dei reflui zootecnici è regolato da norme specifiche di legge. Le norme emiliane ammettono la letamazione con i seguenti apporti massimi annui: Con bassa dotazione del terreno in sostanza organica: 5 t s.s./ha Con normale dotazione del terreno in sostanza organica: 4 t s.s./ha Con elevata dotazione del terreno in sostanza organica: 3 t s.s./ha E però preferibile realizzare questa pratica solo ogni 2-3 anni, collocandola opportunamente all interno della rotazione o successione colturale che vi si realizza. Nel caso di utilizzo dei reflui zootecnici, al fine di evitare inquinamenti da odori, eventuali effetti ustionanti per le piante e compattamento del terreno è opportuno (secondo la Regione Friuli): L interramento con dispositivi iniettori La distribuzione in superficie con dispositivi a bassa pressione L adozione di mezzi con pneumatici larghi ed a bassa pressione Il disciplinare ligure prevede la distribuzione di liquami solo in copertura, computando gli apporti di azoto in essi presenti nel totale dell azoto da distribuire. LOTTA ALLE INFESTANTI La lotta alle infestanti inizia con la preparazione del terreno: l eseguire un aratura profonda ed ulteriori lavori consecutivi hanno, tra l altro, lo scopo di prevenire l infestazione. L impiego di seme selezionato e quindi privo di malerbe è un altro accorgimento essenziale. Durante il ciclo colturale in generale, non vengono eseguiti altri interventi meccanici anche a causa della fittezza delle piante e della precocità della coltura. I principi del diserbo chimico del frumento si applicano anche all orzo tenendo però presente che quest ultimo è più sensibile a certi prodotti, ad esempio i fitormonici. Erpicature e sarchiature sono ormai state sostituite dal diserbo chimico selettivo. 8 di 12 4

I fenossierbicidi come 2,4-D, MCPA e fenoprop controllano, con trattamenti dall accestimento all inizio della botticella, molte dicotiledoni infestanti, mentre non sono efficaci contro specie come Cirsium, Rumex, Convolvulus, Euphorbia, Asclepias, Centaurea, Polygonum, Allium. Gli erbicidi citati sono fortemente selettivi e possono essere usati in combinazione con buone pratiche colturali, per controllare le graminacee, anche se queste ultime, in genere, arrecano all orzo un danno limitato. In particolare, per la lotta contro l avena selvatica è consigliabile eseguire la mietitrebbiatura con un certo anticipo (per evitare la caduta dei semi) ed è necessario arare profondamente e seminare superficialmente. Secondo Baldoni-Giardini (1989), l intervento con diserbanti chimici può essere effettuato in preemergenza con i principi attivi neburon e chlortoluron con preferenza o solo su tipi polistici, penoxalin e trifluralin + linuron anche su distici. In post-emergenza invernale metoxuron e isoproturon su tutti i tipi fino a fine accestimento. Tutti questi principi attivi agiscono sia su infestanti graminacee che sulle dicotiledoni. Fino a fine accestimento si può impiegare anche difenzoquat, specifico contro le avene. Dalla fine dell accestimento alla fine della levata si possono impiegare prodotti ormonosimili contro le malerbe a foglia larga; i p.a. più indicati sono MPCB e MCPP (da soli o in miscela con ioxinil). Le norme della Regione Emilia Romagna ammettono solo trattamenti di post-emergenza, salvo gli interventi di pulizia del letto di semina, con i principi attivi consentiti. Le strategie per il controllo delle infestanti dei cereali autunno-vernini proposte dalla Regione Umbria si basano sulle seguenti azioni: È vietato qualsiasi intervento diserbante di pre-emergenza Gli interventi di post-emergenza devono essere mirati a seconda della flora infestante prevalente Nel caso in cui si intervenga con miscele estemporanee applicare le dosi minime riportate in etichetta La Regione Friuli raccomanda che particolare cura vada posta nella manutenzione e nella gestione di attrezzature di distribuzione al fine di ottimizzare l efficacia dei trattamenti, salvaguardare la salute umana ed evitare sprechi di principio attivo ricorrendo, ove possibile, ai centri di taratura. DIFESA La Regione Liguria indica, nei suoi disciplinari di produzione, norme generali per la difesa fitosanitaria, valide per tutti i seminativi e le foraggere avvicendate: 9 di 12 4

Obbligo di escludere i formulati classificati molto tossici, tossici o nocivi qualora dello stesso prodotto fitosanitario siano disponibili anche formulati classificati irritanti o non classificati In ogni caso sono utilizzabili solo i prodotti previsti e riportati nel disciplinare I prodotti consentiti vanno comunque utilizzati alla dose minima indicata in etichetta I volumi di irrorazione massimi in piena vegetazione per trattamenti fitosanitari fungicidi, insetticidi o acaricidi consentiti dalle norme emiliane per i cereali autunno-vernini sono di 500 l/ha CRITTOGAME Oidio, Ruggine: l unico intervento chimico consentito dalla Reg. Piemonte è la concia della semente; per quanto riguarda le principali crittogame dell aparato epigeo, la loro pericolosità non giustifica il ricorso a fungicidi specifici. Per un controllo agronomico di queste malattie l Umbria consiglia le seguenti strategie: - impiegare varietà resistenti evitare semine fitte evitare il ristoppio effettuare concimazioni azotate equilibrate. Carbone: le norme piemontesi ammettono solo la concia della semente. Elmintosporiosi: Unico intervento chimico consentito dalle norme della Regione Piemonte è la concia del seme. Si consiglia di evitare i ristoppi. Maculatura reticolare: in Piemonte si ammette solo la concia e si propone di: - evitare i ristoppi scegliere varietà resistenti effettuare semine ritardate effettuare concimazioni azotate equilibrate. Septoria: si ammette in Piemonte solo la concia. Si propone di: - prevedere densità di semina regolari effettuare concimazioni azotate equilibrate. Striatura fogliare: si ammette solo la concia. E necessaria la scelta di varietà resistenti. In generale, per la lotta alle crittogame, il Friuli propone di: Evitare ristoppi Adottare equilibrate concimazioni azotate Prevedere densità di semina regolari Impiegare cultivar resistenti o poco recettive VIROSI Virosi dei cereali: evitare i ristoppi e scegliere varietà resistenti. 10 di 12 4

Virus del nanismo giallo: effettuare semine ritardate. Effettuare la lotta agli afidi, che sono vettori dell agente patogeno FITOFAGI Afidi: pur essendo molto diffusi nelle aree Piemontesi, non hanno mai rappresentato un reale problema: la Regione non propone alcuna lotta. Il disciplinare Umbro vieta qualunque intervento con prodotti insetticidi ed elenca i principi attivi consentiti per la concia delle sementi. Per la difesa integrata dai fitofagi la Regione propone di evitare semine fitte effettuare concimazioni azotate equilibrate. La lotta integrata a crittogame, virus e fitofagi proposta dalle norme tecniche della regione Lombardia sono identiche a quelle riportate dalla regione Piemonte nonché a quelle proposte dalla Liguria. RACCOLTA A parità di condizioni inizia 8-10 giorni prima del frumento tenero: questa caratteristica consente un più razionale uso delle macchine di raccolta nelle aziende che coltivano sia l uno che l altro cereale. A causa della particolare fragilità della spiga dell orzo, la raccolta deve essere tempestiva. Si esegue di norma con la mietitrebbiatrice; nei casi in cui si teme la caduta di un alta percentuale di granella, si possono falciare le piante nelle ore più umide della giornata, al mattino, e poi trebbiare il campo con la mietitrebbia. 11 di 12 4

BIBLIOGRAFIA Norme tecniche di coltura azione F1- Regione Piemonte (PSR 2000-2006) Norme tecniche di coltura 2001 Regione Emilia Romagna (PSR 2000-2006) Norme tecniche di coltura Regione Umbria (PSR 2000-2006) Norme tecniche di coltura Regione Lombardia (PSR 2000-2006) Usuale buona pratica agricola Regione Friuli Venezia Giulia (PSR 2000-2006) Disciplinare di produzione Regione Liguria (PSR 2000-2006) Stuani, Iurcotta, Genta 1991 - Manuale tecnico del Geometra e del Perito agrario- Signorelli Bonciarelli, 1991 Coltivazioni erbacee da pieno campo Edagricole, Baldoni, Giardini, 1989 Coltivazioni erbacee Pàtron Editore AAVV, 1972 - Enciclopedia Agraria Italiana Ramo editoriale degli agricoltori Terra e sole ottobre 1996 12 di 12 4