MAX SEVERI
2 INTRODUZIONE Dopo aver affrontato i primi basilari aspetti del mondo delle opzioni, iniziamo ad andare nel dettaglio con una prima struttura molto semplice, sia da capire che soprattutto da applicare. E' molto adatta anche per la caratteristica di avere un rischio già determinato al momento dell'apertura della posizione e che in ogni caso, qualsiasi cosa succeda al sottostante (future o azione che sia), non potrà mai variare. Stessa cosa anche per il massimo guadagno conseguibile, siamo di fronte quindi ad una operazione che una volta messa a mercato non presenta nessuna sorpresa e in genere nessun aggiustamento, tranne che in casi particolari che vedremo nelle prossime pagine. Bisogna sempre ricordare un elemento semplice ma che spesso genera confusione nei neofiti, per andare al rialzo si opera con opzioni Call per formare la butterfly e per andare al ribasso si usano le Put. Iniziamo quindi a vedere nel dettaglio questa ottima strategia.
3 Cosa sono le Butterfly
4 La Butterfly è una struttura (in quanto formata da più opzioni di strike diverso) composta da opzioni dello stesso tipo (tutte Call o tutte Put), con stessa scadenza e con strike equidistanti (ad esempio 40/50/60). Si usa prevalentemente in mercati in fase laterale o sui quali si prevede un periodo che non vada a superare forti supporti o resistenze identificate dallo studio del sottostante. La scadenza temporale non deve essere superiore al mese, dato che un'altra delle caratteristiche della Butterfly è che il massimo guadagno si ottiene quando le opzioni arrivano a scadenza. Il profilo di rischio è quello tipico a triangolo come vediamo nell'esempio qui sotto:
5 Passiamo a vedere subito un esempio reale sul Mib in modo da chiarire ogni dubbio sulle dinamiche (ma anche sulla meccanica) di questa strategia. Alla base di una buona operazione c'è sempre l'attento studio tecnico del grafico del sottostante. In base alle conclusioni tratte dallo studio si decide l'applicazione di una strategia idonea a massimizzare i risultati, riducendo nel contempo il rischio al minimo. Se abbiamo ragione di credere che un determinato titolo o future possa nei prossimi 15/20 giorni restare all'interno di un determinato range di prezzi, è l'occasione buona per fare una Butterfly. In questi giorni (ottobre 2011) il Mib sta facendo un trading range in zona 16.000 punti, dopo un forte rimbalzo dopo i minimi a 13.000. L'analisi tecnica suggerisce una possibile fase laterale/ribassista prima di un possibile nuovo allungo verso target superiori, quindi posso pensare di partecipare a questo possibile ribasso con una butterfly, riducendo al minimo il rischio visto che il mercato è comunque in un trend di breve rialzista. Cosa fare in pratica? Prima cosa aprire il fedele compagno di lavoro, il software FIUTO in modo da poter simulare l'operazione e analizzarne ogni dettaglio. E' importante dare sempre un'occhiata ai prezzi degli strike che ci interessano analizzando la volatilità implicita (necessaria a capire se le opzioni sono sopra o sottovalutate) e questo non solo per le Butterfly ma per ogni acquisto o vendita di opzioni in genere. Operazione che con il tempo diventa automatica e impegna pochi secondi dato che con l'esperienza, lavorando spesso su stessi titoli o indici, si riesce a capire dal prezzo stesso se è giustamente valutato dal mercato. Questo perché è meglio ovviamente andare a vendere, quando possibile, opzioni sopravvalutate e cercare di comprare opzioni sottovalutate.
6 Vediamo sotto la schermata di Fiuto con l'operazione che andremo a studiare: In base allo studio del grafico e con il Mib a 16.000 punti decido di impostare la Butterfly con gli strike 15.500, 14.500 e 13.500. La Butterfly si forma con una Put 15.500 comprata, due Put 14.500 vendute e infine una Put 13.500 comprata a chiudere la struttura. La sequenza con la quale passare l'ordine a mercato, una volta verificato che tutte è ok, è prima il long Put 15.500, poi lo short su una Put 14.500, quindi il long sulla Put 13.500 ed a chiudere il secondo short sempre sulla Put 14.500, questo per non aver mai problemi di margini che nascono vendendo opzioni prima di comprarle.
7 Naturalmente lo stesso accorgimento va adottato quando si andrà a chiudere l'operazione (se non si lascia andare a scadenza), conviene prima chiudere i due short 14.500, poi chiudere la Put 15.500 ed infine la Put 13.500, lo strike più lontano dal prezzo di mercato si chiude sempre per ultimo dato che è quello a Delta più basso, cioè il meno sensibile alla variazione di prezzo del sottostante (il Mib in questo caso). Torniamo alla nostra operazione; come si vede dal grafico del profilo di rischio, abbiamo una fascia di guadagno molto ampia e nella parte alta anche consistente, a fronte di un rischio basso e soprattutto definito. Ai prezzi reali di oggi questa operazione ha un costo (e massimo rischio) di 340, non richiede margini essendo una struttura chiusa, ed ha un massimo guadagno a scadenza di 2.160, nel caso il Mib chiudesse tra 29 giorni (la scadenza Novembre) a 14.500, lo strike delle Put vendute. Il rapporto rischio/rendimento è notevole, circa uno a sei, ma tenete presente che sulle strutture fatte con le Put è sempre maggiore di quello fatto con le Call, questo a causa della maggiore volatilità che hanno i mercati nelle discese e che viene prezzata nel costo delle opzioni. Quindi basso costo e basso rischio, niente margini e anche ottimi possibili guadagni. Sembra la strategia perfetta e per molti aspetti lo è, ma ha anche il suo punto debole; questa è una struttura che guadagna molto dal trascorrere del tempo, il famoso time decay, altro elemento che va a formare il prezzo delle opzioni, e da quindi il massimo guadagno a scadenza. A differenza di altre strategie tipo gli Spread, dove in caso di movimento repentino si ottiene un guadagno immediato, nelle Butterfly il massimo guadagno è sempre a scadenza, anche se non chiude nel punto di maggior guadagno chiaramente. Per capire meglio vediamo il secondo grafico che illustra il profilo di rischio applicato direttamente sul grafico, la linea blu marcata è il guadagno a scadenza mentre le altre tre linee fanno vedere i guadagni il giorno dell'apertura della posizione, a dieci giorni ed infine la linea verde
8 che illustra i possibili guadagni a venti giorni dall'apertura posizione. Si nota la grande differenza tra il guadagno a 14.500 dopo venti giorni e alla scadenza, quindi dieci giorni dopo. Come dicevo il massimo guadagno avviene il giorno della scadenza. Altro elemento caratteristico è quello che più ci si allontana dallo strike centrale, quello delle due Put vendute, e più il guadagno si assottiglia. Il range di prezzi dove si ottiene un guadagno è comunque ampio, in questo caso va da 15.350 a 13.650. Il massimo guadagno è molto allettante, ma anche un target nella parte bassa del
9 range, molto più probabile da un punto di vista statistico, farebbe raddoppiare il capitale investito, cosa non trascurabile per un investimento della durata di meno di trenta giorni. Ci sono quindi pro e contro, come in ogni strategia, ma direi che sono decisamente maggiori i pro, anche perché una volta maturata la giusta esperienza ci sono tanti piccoli accorgimenti che fanno delle Butterfly una delle armi vincenti del trader in opzioni. Riepilogo caratteristiche base Una volta identificato un titolo o future in trading range o comunque alle prese con supporti o resistenze importanti, si passa a cercare opzioni con scadenza inferiore ai 30 giorni e con la giusta volatilità implicita, per poter formare la Butterfly. Opzioni dello stesso tipo e con la stessa scadenza. Il trascorrere del tempo e una bassa volatilità sono elementi favorevoli alla struttura, che ha come handicap la necessità di far arrivare a scadenza le opzioni e possibilmente il più vicino possibile allo strike intermedio, quello venduto. Abbiamo visto anche la meccanica su come passare a mercato gli ordini una volta fissata la strategia su FIUTO. Ricordarsi che gli strike utilizzati devono essere equidistanti (ad esempio 10-15-20 oppure 50-60-70) e sempre nel rapporto di quantità 1-2-1, cioè una opzione comprata, due opzioni vendute nello strike centrale e una opzione comprata. Se si fanno quantità superiori deve essere tutto in rapporto, tipo 2-4-2 oppure 3-6-3.
10 Uso integrato delle Butterfly Naturalmente ci sono svariate applicazioni per le Butterfly, la mia preferita è quella Contrarian, soprattutto quando il segnale sul titolo in esame è long, questo perché preferisco fare Butterfly con le Put per il discorso legato alla maggior volatilità spiegato in precedenza. Se su un titolo ho un buon segnale long, ma per qualche motivo voglio tutelarmi anche dal lato ribassista, ecco che la Butterfly diventa formidabile abbinata ad una Call secca, non ad uno Spread perché altrimenti il potenziale guadagno limitato dello Spread viene troppo intaccato dalla Butterfly. Su una Call long secca, invece ho un potenziale guadagno maggiore se il trend parte con decisione e posso sacrificare parte del gain coprendomi anche dal lato ribassista. Chiaro che la Call deve essere sulla scadenza in corso o comunque non oltre i 30 giorni. Qui l'elemento che prima era un handicap diventa un piccolo vantaggio, se infatti il trade primario long con la Call va velocemente a target, potrò chiudere la butterfly con una perdita accettabile, dato che anche in questo caso la massima perdita avviene a scadenza. Se diventa molto out of the money perde quasi tutto il valore, ma a quel punto poco importa dato che la long Call farebbe un guadagno tale da far accettare volentieri il piccolo loss della Butterfly di copertura.
11 Le Butterfly stile Small Trading Il nuovo modo di fare trading con le opzioni affrontato su Small Trading cambia un po' l'approccio accademico della costruzione delle Butterfly. Lavorando molto anche con le opzioni settimanali su alcuni titoli U.S.A. ci sono buone opportunità su titoli molto volatili con scadenza opzioni di soli tre o quattro giorni. Non cambia assolutamente la dinamica di costruzione della struttura, cambia solo l'orizzonte temporale. Lavorando su titoli volatili, l'alta volatilità implicita delle opzioni consente di formare Butterfly profittevoli, con rapporto rischio/rendimento di uno a tre a soli tre o quattro sedute dalla scadenza. In questo modo l'alta volatilità viene compensata dal poco tempo mancate alla scadenza, che rende decisamente
12 più facile provare a tracciare un range di chiusura per la settimana in corso. Si riescono a mettere a mercato operazioni dal costo di 60/70 $ con massimo guadagno sui 200 $. Usando la Butterfly come integrazione di una Call o di una Put long si ottengono alte probabilità di successo. Non sono solo le Butterfly ad avere un trattamento non canonico all'interno del sistema di Small Trading, cosa che qualche volta fa arricciare il naso ai puristi dell'analisi, ma anche altre strutture e strumenti di analisi tecnica che utilizzo da tempo. I mercati sono cambiati tantissimo dai tempi in cui la maggior parte dei testi e dei sistemi sono stati scritti e creati, gli strumenti vanno gioco forza adattati alle sempre nuove situazioni e dinamiche del mercato. Sono poi i risultati alla fine a parlare e su Small Trading li potete seguire in tempo reale.
13 Gli aggiustamenti Come detto ad inizio dispensa, una volta acquisita la necessaria esperienza e sensibilità sugli strumenti, è possibile apportare anche alle Butterfly quegli aggiustamenti, che spesso sono la vera arma vincente del trader. La prima e più semplice modifica è quella di capire quando è il momento di ammettere che la propria analisi non ha più molte chance di successo, e ridurre il loss passando oltre. Questo avviene quando il mercato va a testare e superare i livelli da noi considerati supporto o resistenza, e dove presumibilmente abbiamo nei paraggi i punti di pareggio (a scadenza) della nostra strategia. Se ad esempio il Mib del nostro esempio dovesse riprendere la salita e andare a rompere con decisione al rialzo i 16.500, diventa inutile per la struttura studiata sperare poi in un crollo miracoloso che la riporti entro il nostro range profittevole sotto 15.500. I trades devono essere costruiti su probabilità statistiche profittevoli, non su speranze o fortuna. Nei casi in cui il mercato ci va contro è meglio incassare una perdita, nell'esempio un loss di 200/250 a fronte dei 340 spesi per aprire la posizioni e aspettare una situazione migliore. Più complessa, non nella dinamica ma nelle decisioni operative da prendere e per questo necessita di buona esperienza, la seconda opzione, quella che prevede di smontare la butterfly per trasformare in seguito le opzioni rimaste in un'altra struttura o anche andare poi a formare di nuovo la medesima butterfly la settimana successiva. Tornando all'esempio sopra esposto, se il Mib sale oltre 16.500 e su questo livello accumula senza riuscire ad andare oltre e gli indicatori mi danno ancora divergenze ribassiste, posso pensare che l'analisi iniziale sia ancora valida ma solo errata nei tempi. In questo caso posso, con il Mib a 16.500, andare a chiudere le due Put vendute con strike 14.500 (la parte centrale della Butterfly), che con la salita del mercato ed il passare dei
14 giorni avranno perso buona parte del loro valore, incassando così un guadagno e mantenendo aperte le altre due Put long 15.500 e 13.500. A quel punto se il mercato riprende la discesa posso considerare l'idea di riformare la butterfly originale o usare le opzioni in portafoglio per un'altra struttura tipo Condor, Spread o altro. Come detto queste modifiche necessitano di molta esperienza sia sul sottostante che sulle opzioni stesse. Su Small Trading abbiamo spesso avuto modo di vedere come operazioni partite male con una Call o Put long secca, si siano trasformate con il trascorrere dei giorni in butterfly capaci di far recuperare tutte le spese e in qualche caso dare anche un guadagno. La duttilità delle strutture in opzioni fa si che il trading si trasformi in vera e propria ingegneria finanziaria, con una varietà di situazioni possibili praticamente senza confini.
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