BIOSICUREZZE NEGLI ALLEVAMENTI



Documenti analoghi
BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINI

Requisiti sanitari e di bio-sicurezza delle aziende suine

INDAGINE EPIDEMIOLOGIA PER MALATTIE VESCICOLARI

LINEE GUIDA PIANO DI AUTOCONTROLLO

Ministero della Salute

LINEE GUIDA PIANO DI AUTOCONTROLLO

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

NORME PER LA VENDITA DI PRODOTTI ALIMENTARI GESTIONE DELL AUTOCONTROLLO NELLE BOTTEGHE

CHECK-LIST INTEGRATA BOVINI DA RIPRODUZIONE - TIPOLOGIA CARNE

Parte I (punti 3-9): Misure sanitarie obbligatorie per il controllo della Paratubercolosi bovina

Manuale di BUONE PRASSI in MATERIA Di BIOSICUREZZA per il controllo della diffusione delle malattie negli impianti d acquacoltura

Requisiti per i mezzi di trasporto degli alimenti

Schema funzionale del sistema di valutazione del rischio nei depositi frigoriferi

Obblighi ed Adempimenti dei Produttori Primari. Relatore: Dr. Pierluigi Conte

Allegato 1 alla deliberazione della Giunta regionale n. 15 in data 10/01/2014

Ministero della Salute

Alto livello igienico

Biosicurezza negli allevamenti suini

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) LOTTO.. A) ANAGRAFICA DELL APPALTO

Good Manufacturing Practice

AZIENDA USL ROMA H. Borgo Garibaldi, n 12 - Albano Laziale (Roma) 06 / fax

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

CONTROLLO UFFICIALE NEI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE

SEMINARIO FORMATIVO 2014

Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri

DETERMINA. Visto il D.Lgs. 3 Febbraio 1993 n. 29;

MINISTERO DELLA SALUTE

CONDIZIONALITA : È insieme delle norme e delle regole che le aziende agricole devono rispettare per poter accedere al regime del pagamento unico

Quando l abito fa la sicurezza. Gli indumenti e il nodo igiene

Estratto Disciplinare tecnico del Marchio collettivo 5 colori del benessere

MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO

B. Documentazione generale del sistema di autocontrollo e definizione delle responsabilità aziendale

PROCEDURA GENERALE PG 01 Rev. 0 APPROVVIGIONAMENTO Del.. Pagina 1 di 6. Azienda DESTINATARI. Data di emissione. Redazione..

CHECK LIST CONTROLLO UFFICIALE IN CENTRI DI MAGAZZINAGGIO SPERMA BOVINO

Azienda USL Bologna Ospedale Bellaria. Centro Risonanza Magnetica

IL CONTROLLO UFFICIALE: EVIDENZE DI DUE ANNI DI AUDIT. Roberto Moschi ASL1 imperiese S.C.Igiene Alimenti Origine Animale Bussana 12 giugno 2009

Lo Stoccaggio dei Prodotti Fitosanitari

I MANGIMI MEDICATI. Legislazione Prescrizione Produzione Commercializzazione Utilizzo. Dott. Silvio Zavattini, DMV, L.P.

I lavori elettrici dal D.Lgs 81/2008 alle Norme Tecniche

SCHEDA INFORMATIVA PER LABORATORI DI PRODUZIONE LATTIERO CASEARI

TTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/120/CE (Dlgs 122/2011) norme minime per la protezione dei suini

Saluti a tutti. Silvio Marelli.

Lista di controllo n. 1.1 STUDIO ODONTOIATRICO

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

COMUNE DI LONGARE. Provincia di Vicenza Area Lavori Pubblici Gestione e Manutenzione Patrimonio Ambiente

Alla ditta. Prot. n. e p.c. Alla REGIONE. Oggetto: Utilizzo farine di pesce per mangimi destinati ad avicoli e suini.

La sicurezza alimentare dai campi alla tavola: puntualizzazioni e riflessioni

CITTA DI PISTICCI COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PRIVATE CRITERI PER IL RILASCIO AUTORIZZAZIONI COMMERCIALI INERENTI MEDIE STRUTTURE DI VENDITA

IGIENE, SICUREZZA E NUTRIZIONE Diete speciali e celiachia nei nidi d infanzia di Modena

D.P.C.M. 14 novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore.

7.2 Controlli e prove

Aspetti di sicurezza alimentare: manuali nazionali di corretta prassi operativa e piani di autocontrollo Carlo Donati

CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN SICUREZZA AGROALIMENTARE ORGANIZZATO DALL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA

Ordinanza sulle epizoozie

ORDINANZA 3 dicembre 2010

Regolamento (CE) n. 1028/2006 del Consiglio del 19 giugno 2006 recante norme di commercializzazione applicabili alle uova.

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

Allegato A LINEE DI INDIRIZZO RELATIVE ALL ATTIVITA DI MACELLAZIONE DI ANIMALI EFFETTUATA PER IL CONSUMO DOMESTICO PRIVATO DELLE CARNI

Sicurezza microbiologica in impianti produttori di Prosciutto di Parma. Gestione del rischio

Luogo di nascita: Comune Provincia Stato

Misure gestionali per la prevenzione e la protezione contro le esplosioni da polveri

AUDIT AI SENSI DELL ARTICOLO 4, PARAGRAFO 6 DEL REGOLAMENTO CE 882/2004 PROCEDURA

Normativa in ambito acquacoltura

[notificata con il numero C(2015) 3745] (Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)

Valutazione della biosicurezza in suinicoltura

REGOLAMENTO PER L USO DEI PARCHEGGI PUBBLICI A PAGAMENTO NON CUSTODITI. Allegato alla deliberazione di Consiglio Comunale n.

PIANO REGIONALE DI SORVEGLIANZA E CONTROLLO DELLA MALATTIA VESCICOLARE DEL SUINO ANNI 2015/2018

REPERTORIO DELLE QUALIFICAZIONI PROFESSIONALI DELLA REGIONE CAMPANIA

2. Requisiti della formazione rivolta agli OSA e agli alimentaristi

PROGETTO DI ADEGUAMENTO E RIORGANIZZAZIONE DI ALLEVAMENTO SUINICOLO

COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO

RELAZIONE ANNUALE RIESAME ATTIVITÀ DI AUDIT INTERNI SGQ ANNO 2014

Allegato I. Parte A Obiettivi formativi

Comune di. Luogo di nascita: Comune Provincia Stato

(Atti non legislativi) DECISIONI

Ministero della Salute

RINTRACCIABILITA. nel SETTORE TACCHINI

MANGIMI & FITOFARMACI - AUTOCONTROLLO E CONTROLLO UFFICIALE INCONTRO FORMATIVO PER LE IMPRESE OPERANTI NELL AZIENDA ULSS 4 - THIENE 11 APRILE 2013

CAPITOLO 2 - NORMATIVA GENERALE DI RIFERIMENTO

La gestione sanitaria a garanzia della sicurezza del prodotto

Gazzetta ufficiale dell'unione europea

COMUNE DI TRISSINO Provincia di Vicenza

susanna neuhold responsabile area food - Firenze 30 marzo 2012

RELAZIONE TECNICA DI CONSULENZA

A.M.I.U. GENOVA s.p.a.

Il sottoscritto. Titolare della Ditta. Legale Rappresentante della Ditta con sede legale nel Comune di località Via...n... CAP.Prov...

Regolamento per l installazione e l utilizzo di impianti di videosorveglianza del territorio

L acqua rappresenta la base della vita.

Allegato II. La durata ed i contenuti della formazione sono da considerarsi minimi. 3. Soggetti formatori e sistema di accreditamento

REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI PER L ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Come Proteggere i tuoi Prodotti Seguendo Metodi Sicuri di Trattamento degli Alimenti

OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO VETERINARIO REGIONALE REGIONE LAZIO

CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie)

I regolamenti regionali sulle acque del 24 marzo 2006

1. Dati generali dell intervento

Il Regolamento CE 178/2002: La Rintracciabilità negli Alimenti degli Animali. Ragusa 28/01/2005

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PER SALA GIOCHI

Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica

CHECK LIST CONTROLLO UFFICIALE IMPIANTO DI FECONDAZIONE ARTIFICALE PER LA SPECIE SUINA IN AMBITO AZIENDALE

Transcript:

Società Italiana Medicina Veterinaria Preventiva Allevamenti: Aspetti ambientali e zootecnici 12-14 Marzo 2013 BIOSICUREZZE NEGLI ALLEVAMENTI Dott.ssa Fiorella Olivi

BIOSICUREZZA Insieme di misure igienicosanitarie che eseguite correttamente riducono il rischio di introdurre e diffondere agenti causali di malattia

BIOSICUREZZE ALLEVAMENTI AVICOLI

INFLUENZA AVIARIA Due malattie distinte sulla base della sintomatologia clinica indotta nei volatili e delle caratteristiche degli stipiti virali: Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI H5 e H7) Infezione sistemica provocata solo da alcuni virus appartenenti ai sottotipi H5 e H7 Malattia devastante in grado di determinare tassi di mortalità del 100% degli animali Influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI) Infezione localizzata, LPAI provocata da virus appartenenti a tutti i sottotipi H. Malattia ad andamento benigno

Epidemie di Influenza Aviaria in Italia 1999 2001 LPAI e HPAI (H7N1): 4 ondate epidemiche successive Mutazione da LPAI a HPAI 2002 2003 LPAI (H7N3) 2004 LPAI (H7N3) 2005 LPAI (H5N2) 2007 LPAI (H7N3) 2009 LPAI (H7N3 H5N7) 2010 LPAI (H7N3 H5) 2011 LPAI (H5 H7) 2012 LPAI (H5 N2)

HPAI 1999-2000 Tacchini, ovaiole e focolai

Costi epidemia HPAI 1999/00 in Veneto

luglio 2004-aprile 2005 VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE MANAGERIALI, STRUTTURALI E SANITARIE DEGLI ALLEVAMENTI DI TACCHINI NELLE AREE DENSAMENTE POPOLATE DI AVICOLI

Verbale di sopralluogo Periodo di riferimento: luglio 2004-aprile 2005 Verifica presenza requisiti strutturali e manageriali associati al rischio di diffusione 386 verbali raccolti in provincia di VR - PD - VI Solo in allevamenti di Tacchini da carne Questionario strutturato e standardizzato (check list) Presenza/assenza parametri strutturali/gestionali

Percentuale allevamenti Verbale di sopralluogo Risultati 70% 60% 50% Allevamenti in buone condizioni 58% Allevamenti in condizioni precarie 40% 35% 30% 20% 10% 0% 5% 2% elevata medio-alta medio-bassa scarsa Numero requisiti presenti

Analisi del rischio INFLUENZA AVIARIA Individuazione delle aree maggiormente a rischio di introduzione (flussi migratori, aree umide, aree densamente popolate) Attuazione di misure di biosicurezza

65% della produzione avicola nazionale

Norme Comunitarie DECISIONE 2005/734/CE del 19 ottobre 2005 che istituisce misure di biosicurezza per ridurre il rischio di trasmissione dell'influenza aviaria dai volatili che vivono allo stato selvatico al pollame e ad altri volatili in cattività, e che, prevede un sistema di individuazione precoce nelle zone particolarmente a rischio Modificata dalla Decisione 2006/574/CE

Ministero della Salute Ordinanza Ministeriale 26 agosto 2005: Misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili domestici modificata dall Ordinanza Ministeriale 03 dicembre 2010 Decreto Ministeriale 25 giugno 2010: Misure di prevenzione, controllo e sorveglianza del settore avicolo rurale Piano Nazionale Influenza Aviaria (annuale)

Regione Veneto Decreto Regione Veneto n. 032 del 23 febbraio 2008: Misure di Biosicurezza negli allevamenti avicoli, modifica del Decreto n. 451 del 22 luglio 2008, che modifica il Decreto n. 311 del 15 giugno 2005

A livello di allevamenti intensivi

Biosicurezza: obbiettivi sanitari 1. impedire l ingresso di agenti eziologici di malattie letali o molto contagiose (es.influenza Aviare) 2. ridurre la contaminazione da parte dei comuni agenti patogeni che penalizzano le produzioni zootecniche (es. E. coli, Staphylococcus spp) 3. ridurre o eliminare agenti patogeni ad azione immunodepressiva che fungono da fattori predisponenti (es.mycoplasma spp) 4. ridurre la contaminazione di agenti patogeni considerati a rischio per la salute pubblica (es. Salmonella spp, Campylobacter spp)

Criticità negli allevamenti Localizzazione a rischio Introduzione di animali,persone, attrezzature contaminate Scarso controllo di insetti e ratti Scarsa igiene Segnalazione tardiva Registrazione degli accessi carente

Norme di Biosicurezza requisiti strutturali Idoneità strutturale dell azienda (pareti, pavimenti, piazzole,..) Attrezzature facilmente pulibili e disinfettabili Reti antipassero a tutte le aperture Barriere fisiche all ingresso di animali selvatici Barriere per i visitatori Zona filtro all ingresso di ogni azienda Protezione dei materiali d uso Cella animali morti

Norme di Biosicurezza conduzione Divieto di ingresso Abbigliamento dedicato Controllo degli automezzi Registrazione delle movimentazioni Pulizia, ordine Corretta gestione delle lettiere Igiene e disinfezione. Tutto pieno tutto vuoto. Derattizzazione e lotta agli insetti nocivi

I SERVIZI VETERINARI EFFETTUANO LA VERIFICA DEI REQUISITI STRUTTURALI E GESTIONALI DELLE MISURE DI BIOSICUREZZA OGNI SEI MESI

BARRIERE

Le auto dei visitatori vanno parcheggiate fuori del recinto o comunque lontano dai capannoni

Area Parcheggio Automezzi

Igiene Perimetrale

Igiene Stanzini

Controllo dei visitatori e zone filtro (1) DOCCIA (RIPRODUTTORI) (2) RICAMBI PULITI o USA E GETTA (3) STIVALI (4) BACINELLE PER DISINFEZIONE

Aree disinfezione automezzi I veicoli che non possono essere parcheggiati fuori dall allevamento debbono essere disinfettati in entrata

REGOLARE MANUTENZIONE RETI ANTI-PASSERO

GESTIONE RISCHIO ANIMALI MORTI CASSONETTI FRIGORIFERI

COSTANTE IMPEGNO NELLA LOTTA A TOPI E RATTI. IMMEDIATA IDENTIFICAZIONE DEI PUNTI CRITICI

regolare pulizia e disinfezione tra i cicli Spostare al centro la lettiera Trasportarla coperta Rimuovere penne e lettiera sparse vicino al capannone Smontare l attrezzatura e spostarla all esterno Spazzare via i residui di lettiera Lavare con detergente e ad alta pressione in sequenza: soffitto-pareti-finestreattrezzatura- pavimento Lavare l esterno in sequenza : tetto-paretiscarichi- aree di servizio Lavare i silos

Pulizia del silos

Igiene ambientale

Biosicurezze negli allevamenti suinicoli

Distribuzione degli allevamenti suinicoli in Regione Veneto

O.M. 23 FEBBRAIO 2006 Nuove norme sanitarie per lo spostamento dei suidi.. Sul territorio nazionale sono in vigore piani di sorveglianza ed eradicazione di alcune malattie del suino che prevedono controlli sanitari nelle aziende suinicole e classificazione delle stesse in funzione dello status sanitario acquisito L esecuzione dei sopra citati Piani nazionali di eradicazione e sorveglianza prevede tra l'altro l'accreditamento sanitario delle singole aziende suinicole e successivamente, in funzione di determinati criteri, dell'intero territorio regionale;

TIPI DI ALLEVAMENTO CICLO CHIUSO CICLO APERTO MULTISITO RIPRODUTTORI SVEZZAMENTO INGRASSO RIPRODUTTORI SVEZZAMENTO INGRASSO RIPRODUTTORI SVEZZAMENTO INGRASSO

Norme MVS O.M. 26 luglio 2001 Piano nazionale di eradicazione e sorveglianza della malattia vescicolare e sorveglianza della peste suina classica. (GU n. 221 del 22-9-2001) Decisione della Commissione 2005/779/CE relativa a talune misure sanitarie di protezione contro la malattia vescicolare dei suini in Italia Decisione della Commissione 2007/9/CE che modifica la decisione 2005/779/CE relativa a talune misure sanitarie di protezione contro la malattia vescicolare dei suini in Italia O.M. 12 aprile 2008 (abroga la O.M.26/07/2001) Misure sanitarie di eradicazione della malattia vescicolare del suino e di sorveglianza della peste suina classica (allegato X parametri di biosicurezza) Decreto Regione Veneto n.50 del 09 aprile 2009 Misure di biosicurezza nell allevamento suino

Malattia di Aujeszky Piano Regionale di eradicazione della malattia di Aujeszky Deliberazione della Giunta Regionale n. 2061 del 11 ottobre 2012

Norme per il riconoscimento di aziende esenti da Trichine REGOLAMENTO (CE) N. 2075/2005 del 5 dicembre 2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni DELIBERAZIONE DI GIUNTA REGIONALE N. 2560 EL 16 SETTEMBRE 2008 Indicazioni sull applicazione del Regolamento

pacchetto accreditamento Biosicurezza Controlli: Sierologici Virologici Clinici Anagrafica Tracciabilità Rintracciabilità Autocontrolli Benessere animale Formazione del personale

FONTI DI RISCHIO Gli agenti patogeni possono entrare in un allevamento in diversi modi e si devono prendere misure per ridurre le possibili fonti di rischio Vie di entrata importanti sono: Aria Roditori, insetti, animali domestici e selvatici Allevatori e visitatori Suini Mezzi di trasporto Mangime Materiali usati in azienda

REQUISITI STRUTTURALI Recinzioni: gli insediamenti di nuova costruzione e le ristrutturazioni devono avere recinzioni in rete metallica (H1.80). Gli esistenti possono avere un idonea barriera fisica e/o naturale che garantisca la separazione della parte produttiva Idonee barriere: per evitare l ingresso non controllato di automezzi (cancelli o sbarre mobili), con apposti cartelli di divieto di accesso agli estranei. Nel caso in cui non fosse garantita la presenza continua di personale (custode) i capannoni dovranno essere provvisti di idonea chiusura (lucchetti). Parcheggi: area identificata per la sosta dei veicoli del personale o dei visitatori, da cui non si acceda all area animali. Zona filtro/spogliatoio: con lavandini, detergenti, abiti dedicati. Locali di allevamento: strutture idonee, intorno area di 1 mt tenuta libera e con erba sfalciata. Locali o contenitori deposito carcasse: zona lontana dall area di allevamento o con carico degli animali morti all esterno dell area di allevamento.

Piazzole per pulizia e disinfezione automezzi: dotata di attezzatura a pressione e disinfettanti Piazzole di carico e scarico: all ingresso dei capannoni, dotate di un solido fondo ben mantenuto, lavabile e disinfettabile, devono essere presenti per movimentare i materiali d uso e gli animali. Aree di stoccaggio dei materiali d uso: devono essere protette. Silos deposito mangimi: nelle nuove strutture vanno posti esternamente all area di governo o caricabili dall esterno, nelle strutture preesistenti lavaggio automezzi e limitazioni per autista. Carico e scarico suini vivi: deve essere eseguito all esterno dell area di pertinenza, o all interno se il veicolo trasporta solo animali per l azienda (mono carico). Quarantena (per all. da riproduzione): sito, nettamente separato fisicamente e funzionalmente dal resto dell allevamento, in cui vanno tenute in osservazione le rimonte per almeno 30 gg. Deve essere garantito il tutto pieno tutto vuoto ed un adeguato vuoto sanitario con pulizia e disinfezione dei locali

REQUISITI MANAGERIALI Controllo automezzi: disinfezione in entrata, controllo autista. Registrazione: di tutti i movimenti da e per l azienda di persone, animali, automezzi, attrezzature. Derattizzazioe e lotta agli insetti nocivi. Mangime: non accessibile ad animali selvatici, se sparso va immediatamente rimosso. Carico scarico animali: meglio all esterno dell allevamento, suinetti su automezzo vuoto, scrofe da riforma sempre fuori dall allevamento, scarico nella quarantena. Procedure di autocontrollo: controlli documentali, controlli gestionali, controlli sanitari

DISTANZE TRA ALLEVAMENTI 300 METRI TRA I DUE ALLEVAMENTI

RECINZIONI

RECINZIONI BARRIERE

Recinzioni Devono impedire l ingresso di veicoli e/o persone Possibilmente dovrebbero impedire l ingresso di animali domestici e/o selvatici Dovrebbero essere posizionate il più lontano possibile dai capannoni

Zona filtro All entrata di ogni azienda deve essere allestita una zona filtro dotata di spogliatoio, lavandini e detergenti. Deve essere prevista una dotazione di calzature e tute specifiche dedicate esclusivamente all attività di allevamento

Stoccaggio degli animali morti Devono essere installate idonee celle di congelazione collocate possibilmente all esterno del perimetro dell area di allevamento. Le celle possono essere collocate anche all'interno, a condizione che l'operazione di carico degli animali morti avvenga all'esterno dell'area di allevamento. La capienza delle celle deve essere determinata in funzione della superficie di allevamento. Gli animali morti devono essere inviati a stabilimenti autorizzati, ai sensi delle vigenti normative.

Ritiro morti

Cella morti Esterna al perimetro aziendale Periodicamente svuotata deve essere successivamente lavata e disinfettata Il personale di allevamento qualora aiuti nel ritiro delle carcasse deve successivamente adottare le più elementari misure d igiene: lavarsi le mani, lavare e disinfettare le calzature

nessun contatto ext.-int.

Biosicurezze dei trasporti Trasporto alimenti zootecnici Trasporto animali tra i siti Ritiro animali riformati Ritiro morti

Trasporto alimenti zootecnici GLI AUTOMEZZI DEVONO ESSERE LAVATI E DISINFETTATI E SE POSSIBILE LO SCARICO DEVE AVVENIRE ALL ESTERNO DEL PERIMETRO RECINTATO. L AUTISTA DEVE INDOSSARE ABITI E CALZARI PULITI E NON DEVE ACCEDERA ALL AREA DI ALLEVAMENTO ACCERTARE LA DISINFEZIONE DEL MEZZO PRESSO IL MANGIMIFICIO REGISTRARE LE ENTRATE E LE USCITE

Quarantena isolamento Negli allevamenti suinicoli di riproduttori deve essere previsto un sito di quarantena dove tenere in osservazione, per un periodo di tempo non inferiore ai trenta (30) giorni, la rimonta in entrata nell azienda. Durante la quarantena gli animali presenti devono essere sottoposti a controlli che permettano di rilevare sintomi riferibili a malattie prima che la rimonta venga a contatto con il resto dell effettivo aziendale.

Carico/scarico degli animali: è preferibile che il carico dei suini venga effettuato all esterno dell allevamento il carico dei suinetti deve essere effettuato su un automezzo vuoto per le scrofe da riforma, il carico deve essere obbligatoriamente effettuato all esterno dell allevamento per quanto riguarda lo scarico, è ammessa la presenza di più partite sullo stesso automezzo a condizione che gli animali vengano introdotti nei locali di quarantena al momento dello scarico.

Allevamenti da svezzamento e da ingrasso Per il ritiro dei suinetti nelle scrofaie dovrà essere autorizzato il carico di animali destinati a un unico allevamento/svezzamento (sito 2); Per gli allevamenti di svezzamento il carico dei suinetti destinati agli ingrassi (sito 3) deve essere effettuato su un automezzo vuoto. In deroga l automezzo con animali presenti potrà accedere all allevamento solo per effettuare l ultimo carico al fine di vuotare l allevamento.

Trasporto animali tra i siti

Ritiro animali riformati con carico dall esterno possibilmente con mezzi dedicati

Allevatori dunque Conoscenze specifiche: igiene zootecnica e prevenzione. Rispetto ambientale: conoscenza e rispetto delle normative. Benessere animale: conoscere l animale rispettandolo per migliorare le performance. Aggiornamento e sempre maggiore professionalità.

Biosicurezza obiettivi Sanitari: migliorare i procedimenti di gestione per prevenire l entrata di agenti patogeni che possono pregiudicare la sanità, il benessere degli animali e la qualità delle loro carni ma anche ambientali: qualsiasi allevamento applichi e rispetti le norme di biosicurezza, spontaneamente ridurrà la pressione sul territorio circostante, l impatto ambientale sarà più favorevole.

. e così tutti vivranno felici e c o n t e n t i...