Servizio Sociale e Prevenzione GAP



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Transcript:

28 ottobre 2014 L azzardo non e un gioco Servizio Sociale e Prevenzione GAP Dr.ssa Cristina Bassini Assistente Sociale Sert Cremona Dr.ssa Irene Ronchi - Psicologa Sert Cremona Dipartimento Dipendenze ASL Cremona, Direttore Annamaria Camisani

Programma incontro

Cos è il gioco d azzardo 1. Ci deve essere una posta in palio 2. La posta non è ritirabile 3. Il risultato è legato al CASO Tutti abbiamo giocato d azzardo una volta nella vita L azzardo ha una storia antica!!!

IL CASO: non prevedibile non influenzabile Le particolarità dei giochi d azzardo: 1. ogni puntata è indipendente 2. l esperienza non serve 3. il banco vince sempre

Quando si può dire che un giocatore è patologico? Quando gioca più denaro e più a lungo di quello che può permettersi e che aveva previsto

COMPORTAMENTO A RISCHIO che può portare alla dipendenza in modo subdolo e progressivo: - aumento posta -desiderio di rifarsi

Non si diventa dipendenti da un giorno all altro VINCITA: può esserci una vincita importante, aumento della frequenza e delle somme giocate, pensiero magico di vincita, eccitazione legata all attività di gioco PERDITA: il gioco si fa solitario e di perdita ( bisogno di rivalsa del giocatore),il pensiero e i comportamenti si polarizzano sul gioco,vi è negazione del problema e conseguenti menzogne circa l attività del gioco,i tentativi di autocontrollo sono fallimentari ed emergono problemi familiari con forti richieste di prestiti anche all esterno della famiglia; DISPERAZIONE: vi è un marcato aumento del tempo e del denaro dedicato al gioco, difficoltà o perdita del lavoro, allontanamento della famiglia e degli amici,situazioni di panico con possibili azioni illegali o pensieri di suicidio per le situazioni personologiche più gravi.

Dal gioco d azzardo ricreativo al gioco d azzardo problematico - Comparsa pensieri ricorrenti di gioco -Distorsioni cognitive e fantasie di supervincite -Intensificazione del tempo e denaro spesi nel gioco -Ricerca di ambienti di gioco specializzati

Dal gioco problematico al Disturbo da gioco d azzardo -Menzogne -Impoverimento conto corrente (debiti) -Modificazioni delle abitudini (alimentari, puntualita, sonno-veglia) e di vita (rinunce interessi) -Piccoli furti domestici (ferita alle relazioni) -Cambiamento d umore (sbalzi e aumento aggressivita ) -Cambiamento di amicizie e luoghi di frequentazione (isolamento sociale)

Cosa NON è il DISTURBO DA GIOCO D AZZARDO NON E UN VIZIO In quanto nel gioco problematico e nella dipendenza e compromessa la VOLONTA NON RIESCO A SMETTERE ANCHE SE VOGLIO della persona fino alla configurazione di un vero e proprio DISTURBO che richiede un TRATTAMENTO SPECIFICO

Cosa è il gioco d azzardo patologico Il gioco d azzardo patologico è un DISTURBO che coinvolge e può portare sofferenza anche al contesto familiare e sociale del giocatore, NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO - Partner - Figli - Genitori Spesso la vita quotidiana viene sconvolta sia a livello pratico e materiale che affettivo -relazionale

La scoperta dell azzardo La perdita economica muove la RICHIESTA DI AIUTO

Voglio farcela da solo Il problema è di tutti NEL GIOCO PERDE TUTTA LA FAMIGLIA L obiettivo cruciale per il giocatore e la famiglia è tornare a vivere relazionalmente.

Circolare regionale n 1 del 15/01/2014 Prevede la misura 5: «presa in carico ambulatoriale delle persone affette da GAP» azione 1: «sensibilizzazione ed informazione della popolazione» azione 2 : «accoglienza, presa in carico e cura dei soggetti affetti da GAP»

Azione 1 a) Interventi di prevenzione specifici, indirizzati in particolare a: mondo del lavoro mondo della scuola b) Interventi di sensibilizzazione rivolti alla generalità della popolazione c) Attività formative/informative rivolte ad esercenti, associazioni di consumatori e utenti, polizia locale, sportelli welfare, operatori sociali, sociosanitari e sanitari, Amministratori Locali. d) Iniziative di comunicazione e informazione rivolte a target selezionati di popolazione per la corretta informazione sui trattamenti di cura esistenti

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, oltre ai normali mezzi di informazione e comunicazione, l ASL di Cremona ha deciso di avvalersi di un nuovo approccio alla prevenzione attraverso l attivazione di un evento interattivo sul GAP. Si tratta di una modalità innovativa di campagna informativa già sperimentata anche in altre realtà locali che, coinvolgendo i partecipanti all evento, dimostra loro quanto la scommessa sia irreversibile, il risultato dipenda dal caso e perdere sia matematico. Il percorso all interno di un casinò, in cui vengono simulati i vari giochi, rappresenta lo stimolo per la riflessione che viene «accompagnata» da divulgatori adeguatamente formati. Grazie a tutti i collaboratori (volontari, studenti, operatori del privato sociale, colleghi del dipartimento dipendenze e del servizio famiglia) che ci hanno permesso di attivare questo evento e tutti gli EVENTI SATELLITE che si terranno a livello provinciale durante il periodo ottobre/novembre

Azione 2 Accoglienza, presa in carico e cura dei soggetti affetti da gioco d azzardo patologico: Si realizza nel territorio della provincia di Cremona grazie a: ASL-Dipartimento Dipendenze (presa in carico di giocatori/familiari nelle 3 sedi distrettuali). A.O Ospedale Maggiore di Crema (ricoveri presso il presidio ospedaliero S. Marta di Rivolta d Adda).

Presa in carico presso il Servizio Dipendenze Come previsto dalla circolare regionale n 1 del 15 gennaio 2014 viene effettuata: valutazione psicologica, sociale e medica finalizzata a valutare la gravità della situazione per poi individuare con la persona e la famiglia un percorso terapeutico individualizzato che può prevedere anche una consulenza legale e finanziaria o la collaborazione con altri Servizi per problematiche specifiche come ad esempio il CPS che può collaborare sia come fonte di invio che durante il trattamento.

IL PERCORSO TERAPEUTICO Incontri di gruppo «psicoeducativi» specifici per una presa di coscienza delle dinamiche relative al gioco (che cos è l azzardo, credenze erronee ed irrazionali, le ragioni che sottendono il gioco, la ricaduta, strategie di cambiamento); ad oggi sono stati attivati 12 percorsi, per un totale di 80 persone coinvolte Invio a gruppi di auto mutuo aiuto dove è possibile per far sperimentare a giocatori e familiari un sostegno alla propria autostima, riconoscersi nell esperienza altrui, rendere efficaci e accettabili posizioni diverse, smascherare i comportamenti disfunzionali Monitoraggio per una verifica costante dei risultati raggiunti, attraverso incontri periodici individuali e familiari e follow-up di gruppo Lavoro di rete con: C.P.S., Consultorio familiare, Ufficio Protezione Giuridica, Ospedale di Rivolta d Adda, Club Alcologici Territoriali, Servizi Sociali dei Comuni interessati, Caritas, ecc

Obiettivo Cambiamento stile di vita con ripristino salute familiare Ricostruzione di una qualità di vita personale e familiare

E le giocatrici? Maggior senso di vergogna e isolamento Minor sostegno famigliare Problemi depressivi Rapido sviluppo di dipendenza Minor richiesta di aiuto

Confronto Collaborazione Condivisione di progetti Iniziative di formazione per tutti gli operatori Distribuzione materiale informativo Incontri informativi sul territorio Gruppi auto mutuo - aiuto

Volontari per i gruppi Auto mutuo aiuto La formazione realizzata in questi anni dall ASL di Cremona ha permesso di individuare 12 volontari per l attivazione dei gruppi G.A.P. 2 gruppi sono stati attivati nel 2011 (giocatori e familiari in gruppi separati) Attualmente sono attivi, nel territorio provinciale, 4 gruppi di auto-mutuo-aiuto. Dal mese di settembre la partecipazione ai gruppi prevede la presenza di giocatori e familiari insieme. Le realtà che hanno collaborato nell individuazione di possibili volontari/facilitatori per l auto-mutuo-aiuto sono: Caritas, Centro accoglienza (comunità San Francesco), Cooperativa Fuxia, Di.Di.A.Psi, cittadini, ex giocatori che hanno completato il percorso riabilitativo.

Fonti e Adattamenti G. Bellio, 2012 D. Capitanucci, 2010 M. Croce, 2012 I. Stimamiglio, 2012 GRAZIE PER L ATTENZIONE!!! irene.ronchi@aslcremona.it