Dott.ssa Alessandra Palmieri



Documenti analoghi
STERILIZZAZIONE CON PLASMA

Gentile paziente, Il personale dello studio è a tua disposizione per ulteriori delucidazioni in merito all argomento.

DISINFEZIONE STERILIZZAZIONE

Ricondizionamento degli strumenti: Disinfezione di alto livello e Sterilizzazione

Procedure di disinfezione e sterilizzazione

Lista norme tecniche armonizzate nel campo della sterilizzazione pubblicate in supporto alla direttiva 93/42/CEE Dispositivi medici

Pulizia e disinfezione endoscopi flessibili

ALLEGATO 5) PIANO DI SANIFICAZIONE

NUOVE PROSPETTIVE GESTIONALI E TECNOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO STRUMENTALE IN ENDOSCOPIA DIGESTIVA

CARTA DEI SERVIZI. L Ambulatorio Monospecialistico è una struttura privata tesa all esercizio dell Odontoiatria.

STERILIZZAZIONE MEDIANTE CALORE CORSO DI IMPIANTI DELL INDUSTRIA FARMACEUTICA ANNO ACCADEMICO

STERILIZZANTI FISICI CHIMICI

L evoluzione della sterilizzazione chimica liquida

UNIVERSITY. Le caratteristiche peculiari del tessuto in polipropilene al 100%

Sepsi. Presenza di agenti patogeni sulla cute o su altri tessuti viventi.

LA DISINFEZIONE LA SCELTA DISINFEZIONE NON È SINONIMO DI STERILIZZAZIONE

Disinfezione con UV. Uccisione dei microrganismi. Luce ultravioletta

BI-O.K. STEAM INDICATORE BIOLOGICO per il controllo dei processi di sterilizzazione con vapore saturo

Pulizia, disinfezione e sterilizzazione degli strumenti

LE VALVOLE TERMOSTATICHE

ENOPIU S.R.L. Loc. Boglietto Via Canelli n Costigliole D Asti (AT) PIANO HACCP SEZIONE 1. Descrizione del processo produttivo

Consultare le avvertenze di rischio e i consigli per la sicurezza durante le operazioni di travaso.

MODALITA DI IMPIEGO E CONSERVAZIONE DEI DISINFETTANTI: PRINCIPI GENERALI

U.O.A. PREVENZIONE RISCHIO INFETTIVO SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL APPLICAZIONE DELLE PRINCIPALI MISURE PER IL CONTROLLO DELLE INFEZIONI OSPEDALIERE

Principi e comportamenti sui punti critici dell HACCP

L IMPORTANZA DELLE TEMPERATURE

LA SICUREZZA IN LABORATORIO. di F. Luca

STERILIZZAZIONE DECONTAMINAZIONE TERMICA E/O CHIMICA

KPC Le domande piùfrequenti. Cristina Disconzi Infermiera Controllo Infezioni Correlate Assistenza

Relatore: Lon Bruso Vice Presidente, Steritec Products

Consigli per la pulizia dei vostri tessuti per esterni. Bisogno di proteggere e restituire splendore ai vostri tessuti per esterni?

LE CAPPE CHIMICHE USO IN SICUREZZA, VERIFICHE E MANUTENZIONI PERIODICHE

Protocollo Pulizia Ambientale Gruppo Operatorio

ihp la TECNOLOGIA INNOVATIVA" per la STERILIZZAZIONE AMBIENTALE Relatori: L. Monaco, D. Lazzari

SCTA 00 PROCEDURA SCTA. DATA REDAZIONE FIRMA Nome e Cognome. DATA VERIFICA FIRMA Nome e Cognome. DATA APPROVAZIONE FIRMA Nome e Cognome

Aspetti igienici nella preparazione e presentazione degli alimenti nell ambito delle manifestazioni temporanee

IL RISCHIO BIOLOGICO

Dipartimento di Prevenzione U.O.C. HACCP- RSO

LEGNO IMPREGNATO IN AUTOCLAVE

LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA

Apparecchi Germicidi per Ambienti UV-REFLEX-SC

OBIETTIVO LEGIONELLA: PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI, STRATEGIE DI MANUTENZIONE, DI CONTROLLO E DI BONIFICA

Tricotomia pre-operatoria

Percorso n 3 Convalide e controlli sulle apparecchiature

Essiccatori ad adsorbimento rigenerati a caldo

La norma ISO 7218:2007

TITOLO SISTEMI DI BIODECONTAMINAZIONE. difendiamo la qualità

ISTITUTO ATERNO-MANTHONE'

STUDIO SPERIMENTALE DI VALIDAZIONE DELLE PROCEDURE DI DISINFEZIONE CON IL SISTEMA HYGIENIO NEGLI AMBULATORI DENTISTICI

Test di stabilità: applicazione della norma R. BRUSCHI M.C. ZANNI S. SAVINI A. DE NITTIS

GLI ASPETTI SANITARI DEL RISCHIO CHIMICO E BIOLOGICO BENEVENTO 30 NOVEMBRE 2010 DOTT. FRANCO PALLOTTA

Sala operatoria oggi

Modalità e mezzi per la sterilizzazione e la disinfezione

RISCHIO CHIMICO NELLE ATTIVITA DI PULIZIA

MANUALE D USO E MANUTENZIONE SERRAMENTI SERPLAST

Dalla Spesa alla Tavola

I collettori solari termici

VAPOR LINE. Indicatore integratore per il controllo dei processi di sterilizzazione con vapore saturo

Criteri di scelta: Tipo di inquinamento che si può sviluppare. Tipo di locale o ambiente in cui viene collocata la cappa

Controllo della crescita microbica

SCHEDA DI SICUREZZA 1 IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA PRODUTTRICE

Piano formativo AVT/129/11II Formare per crescere finanziato da. Presentazione. Avviso 5/2011 II scadenza

INTRODUZIONE: PERDITE IN FIBRA OTTICA

ASPP Modulo A6 RISCHI SPECIFICI : RISCHI DA AGENTI FISICI

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA

Produzione Farmaceutica e Alimentare UV-STYLO-F

D.Lgs. 81/08. Dispositivi di Protezione Individuale DPI. Tecnico della Prevenzione Dott. Sergio Biagini

Schema funzionale del sistema di valutazione del rischio nei depositi frigoriferi

Protocollo per la pulizia, il lavaggio e la disinfezione degli strumenti e degli accessori endoscopici

B2-2. Gestione delle sostanze pericolose a scuola. CORSO DI FORMAZIONE RESPONSABILI E ADDETTI SPP EX D.Lgs. 195/03. MODULO B Unità didattica

Genova TIPOLOGIE DI LAMPADE

ANCOR PRIMER. Scheda Tecnica

Installazione dei contatori a membrana per reti gas metano

NORMATIVA VIGENTE: INDICAZIONI OPERATIVE DI IGIENE AERAULICA

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

Corso di formazione: Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) D.Lgs:81/2008 s.m.i (D.Lgs: 106/09) Titolo III - Capo II / D.

ALLEGATO II - SCHEDA TECNICA LH SEPTACETIC II. Polvere idrosolubile per la preparazione di soluzioni

Organizzazione della radioprotezione Dott.ssa Alessandra Bernardini

PROCESSI DI STAMPA Aspetti legati alla salute dei lavoratori

PULIZIA E DISINFEZIONE

bicchieri di varia dimensione con un beccuccio per facilitare i travasi.

CONTROLLO DELLA CONTAMINAZIONE? NELLE STRUTTURE SANITARIE PERCHÉ CONTROLLARE LA L

Come si monta uno scambiatore di calore a piastre?

building applications TECNO Med

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

La valutazione del rischio chimico

DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

DISINFEZIONE E STERILIZZAZIONE

Fibra Ceramica. Catalogo generale

In accordo alla Direttiva ATEX, gli equipaggiamenti sono progettati in funzione del tipo d atmosfera nella quale possono essere utilizzati.

D.Lgs. 81/08 TITOLO III CAPO I USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E RISCHIO ELETTRICO

SICUREZZA DELLE VIE DI FUGA NEI PICCOLI LUOGHI DI LAVORO

AMBIENTE DI LAVORO SALDATURA FOCUS DAY REGIONALE SULLA SALUTE E SICUREZZA NEL MONDO DELLA SALDATURA. 24 maggio 2007, Vicenza

'RPDQGHFRQFHWWXDOL Alcuni interrogativi su fenomeni fisici e chimici

NORME DI PRONTO INTERVENTO IN CASO DI INCENDIO DPR 577/82

ATTREZZATURA DI LABORATORIO

Impianto di depurazione

SICUREZZA GUIDA PRATICA SULLE VERIFICHE PERIODICHE DELLE ATTREZZATURE DI SOLLEVAMENTO

Quando l abito fa la sicurezza. Gli indumenti e il nodo igiene

Linee Guida per l'igiene di Parrucchieri e Barbieri. 16/05/05 Luca Ricci - Az. USL 2 Lucca U.O. Igiene e Sanità Pubblica

Transcript:

Università degli Studi di Sassari Facoltà di Medicina e Chirurgia Dott.ssa Alessandra Palmieri Istituto di Igiene e Medicina Preventiva

PROFILASSI Tutte quelle attività che hanno l obiettivo di impedire l insorgenza delle malattie e cercare di eradicare le stesse INDIRETTA Ecologica Della persona DIRETTA Specifica Generica Interventi atti a neutralizzare le fonti di infezione (DENUNCIA, ISOLAMENTO, CONTUMACIA, INCHIESTA EPIDEMIOLOGICA, ACCERTAMENTO DIAGNOSTICO) e l ambiente inteso come mezzo di trasmissione di agenti (STERILIZZAZIONE, DISINFEZIONE, etc.)

STERILIZZAZIONE Misura di profilassi diretta generica delle malattie infettive intesa a distruggere tutti i microrganismi, in forma vegetativa o in stato di spore, presenti su un substrato condizione in cui la sopravvivenza di un microrganismo è altamente improbabile

STERILIZZAZIONE Disinfezione: Procedimento che comporta l uccisione di microrganismi patogeni su un substrato non vivente e nell ambiente, ad eccezione delle forme di resistenza Asepsi: Procedimento atto ad evitare l apporto di germi su un substrato Antisepsi: Procedimento atto a distruggere o ad inibire microrganismi che risiedono sui tessuti

STERILIZZAZIONE Norma U.N.I. EN 556 Sterilizzazione dei dispositivi medici il livello di assicurazione di sterilità (SAL: Sterility Assurance Level) deve corrispondere alla probabilità teorica inferiore o uguale a 1 su 1 milione (SAL 10-6 ) di trovare un microrganismo sopravvivente all'interno di un lotto di sterilizzazione

STERILIZZAZIONE Quando è necessario attuare una procedura di STERILIZZAZIONE? Dr Earl Spaulding (1968) I materiali utilizzati nella pratica sanitaria possono essere suddivisi in categorie a diverso rischio infettivo

STERILIZZAZIONE 1) Articoli CRITICI Oggetti il cui uso, se contaminati, comporta un elevato rischio di contrarre infezione. Si tratta di oggetti o strumenti che penetrano nei tessuti sterili (es.: strumenti chirurgici, protesi valvolari, aghi, cateteri vascolari)

STERILIZZAZIONE 2) Articoli SEMI-CRITICI Oggetti che vengono in contatto con mucose integre o cute non integra ma che non invadono i tessuti od il sistema vascolare (es.: endoscopi, cateteri urinari, etc.). Il rischio di infezione connesso con il loro uso è sempre alto

STERILIZZAZIONE 3) Articoli NON CRITICI Oggetti che non vengono a contatto diretto con il paziente o vengono a contatto solo con la cute integra, (es.: stetoscopi, manicotti per la misurazione della pressione, maschere facciali, biancheria, stoviglie, etc.)

STERILIZZAZIONE MEZZI FISICI MEZZI CHIMICI

STERILIZZAZIONE MEZZI FISICI Calore (secco od umido) Radiazioni γ Raggi U.V. Filtrazione

STERILIZZAZIONE MEZZI CHIMICI Ossido di etilene Gas plasma Glutaraldeide Acido peracetico

MEZZI FISICI CALORE SECCO 1) aria calda generata in stufe o forni di Pasteur Si tratta di armadi di metallo a doppia parete coibentata, all interno dei quali, mediante resistenze elettriche, l aria entra e viene mantenuta alla temperatura adatta a sterilizzare.

PRINCIPIO: aumento della temperatura degli oggetti che determina processi di OSSIDAZIONE FATTORI DETERMINANTI: Temperatura e durata. Norme U.N.I.: 170 C/2h dal raggiungimento della Temperatura (180 /30-60 ; 170 /60 ; 160 /120 ; 150 /150 ; 140 /180 ).

MEZZI FISICI CALORE SECCO 1) aria calda generata in stufe o forni di Pasteur MATERIALI: oggetti in vetro, metallo, sostanze oleose e polveri. Non indicato per soluzioni acquose, materiale tessile o termosensibile PRO: pratica, economica CONTRO: scarsa affidabilità dei controlli ed eccessiva durata del ciclo di sterilizzazione

MEZZI FISICI CALORE SECCO 2) Fiamma viva. PRINCIPIO: FLAMBAGGIO di superfici ed oggetti oppure INCENERIMENTO di materiale a fondo perso e rifiuti solidi

MEZZI FISICI CALORE UMIDO PRINCIPIO: il vapore d acqua saturo sotto pressione generato in autoclavi a vapore determina la COAGULAZIONE delle proteine FATTORI DETERMINANTI Pressione: necessaria per aumentare il punto di ebollizione dell acqua; Temperatura: valori sufficienti per garantire la distruzione dei MO; Tempo: inversamente proporzionale alla temperatura; Umidità: il vapore deve essere saturo (100% di umidità relativa)

Il vapore è prodotto in apposite apparecchiature, autoclavi a vapore, il cui elemento strutturale fondamentale è costituito da un contenitore in acciaio a chiusura ermetica, corredato di valvola di sicurezza e da un rubinetto per collegare l ambiente interno con l esterno, un manometro e un termometro. Il vapore si forma dall acqua immessa dentro l autoclave e riscaldata. Se riscaldiamo l acqua a livello del mare, alla T di 100 C, l acqua bolle: le bolle salgono in superficie e si disperdono nell aria. Se diamo ancora calore, le bolle aumentano, ma non aumenta la T. Se invece riscaldiamo l acqua in un recipiente chiuso (vapore sotto pressione), la P del recipiente aumenta creando un aumento del punto di ebollizione dell acqua.

MEZZI FISICI CALORE UMIDO STERILIZZAZIONE LENTA: 121 C per 15-30 min e 1 atm MATERIALI: strumenti in metallo, vetro, materiale tessile di medicazione e per campo sterile, materiale di gomma non termolabile. Non indicato per attrezzatura di endoscopia (eccetto le camicie degli endoscopi in acciaio), le sostanze non idrosolubili (sostanze oleose e polveri) e materiali termolabili

MEZZI FISICI STERILIZZAZIONE RAPIDA: 134 PER 4-7 MIN. A 2 ATMOSFERE. PRO: RAPIDITA CONTRO: SOLO PER STERILIZZARE IN EMERGENZA MATERIALI PULITI E NON CONFEZIONATI: LA RAPIDITA DEL PROCESSO RIDUCE I MARGINI DI SICUREZZA ED AUMENTA LA POSSIBILITA DI FORMAZIONE DI BOLLE D ARIA.

MEZZI FISICI RAGGI γ PRINCIPIO: radiazioni ionizzanti prodotte da radioisotopi ( 60 Co; 137 Cs). Provocano la DENATURAZIONE di proteine ed acidi nucleici FATTORI DETERMINANTI: l effetto sterilizzante è dose-dipendente: si raggiunge a dosi di 25 KGy

MEZZI FISICI RAGGI γ MATERIALI: prodotti monouso aghi, fili di sutura, lame, alcuni tipi di plastiche, etc. PRO: non inducono radioattività sui substrati trattati CONTRO: disponibilità di impianti adeguati i cui costi sono elevatissimi: impiego limitato a livello industriale

MEZZI FISICI RAGGI U.V. PRINCIPIO: radiazioni non ionizzanti prodotte da lampade a vapori di mercurio eccitati da una corrente elettrica. Svolgono la massima azione battericida a 254 nm provocando ALTERAZIONE degli acidi nucleici LIMITI: scarsa capacità di penetrazione. Azione lesiva sulla cute e sulle mucose (eritemi, congiuntiviti) USO: sterilizzazione di aria, acqua e piani di appoggio in ambienti protetti

MEZZI FISICI FILTRAZIONE PRINCIPIO: con tale metodo è possibile ottenere aria e liquidi sterili o, meglio, altamente decontaminati. Si adoperano filtri con maglie di dimensioni inferiori rispetto a quelle dei microrganismi LIMITI: i virus non vengono trattenuti

MEZZI CHIMICI OSSIDO DI ETILENE (EtO) PRINCIPIO: per molti anni la scelta predominante per la cosiddetta sterilizzazione a freddo ; agisce per ALCHILAZIONE dei gruppi sulfidrilici, amminici, carbossilici, fenolici ed idrossilici delle proteine strutturali ed enzimatiche

MEZZI CHIMICI OSSIDO DI ETILENE (EtO) FATTORI DETERMINANTI: concentrazione: 700-800 mg/l (< 400 mg/l sterilità non garantita ) umidità relativa (H2O sotto forma di vapore): 40-60% temperatura: 30 C (ciclo a freddo) o 60 C (ciclo a caldo); tempo di contatto: 1,5-12 h (di solito 4-5 h) pressione: variabile in base alla percentuale di EtO (difficilmente usato puro, più spesso miscelato con 90% di freon o 91,4% di CO2)

MEZZI CHIMICI OSSIDO DI ETILENE (EtO) PRO: grande capacità di penetrazione che ne consente l utilizzo a basse temperature CONTRO: gas inodore, infiammabile, esplosivo e tossico. Utilizzo, rigorosamente disciplinato dal R.D. 147/27 e dalle Circ. M. S. 47/81 e 56/83, in Centrali di Sterilizzazione. Gli oggetti sterilizzati con EtO (fanno eccezione vetro e metallo) devono essere sottoposti a DEGASIFICAZIONE e non utilizzati per almeno 48 h

MEZZI CHIMICI OSSIDO DI ETILENE (EtO) MATERIALI: endoscopi, materiali di plastica, gomma, PVC, protesi vascolari, fibre ottiche, libri. Non indicato per tutto ciò che possa essere sterilizzato a vapore o che sia stato precedentemente trattato con i raggi γ,in quanto si origina epicloridina

MEZZI CHIMICI GAS PLASMA DI H 2 O 2 PRINCIPIO: attualmente la tecnologia più innovativa nel campo della sterilizzazione a freddo. Scoperto nel 1879 4 stato della materia. Introdotta in Europa nel 1992: eccitamento del gas allo stato di plasma all interno di un apposita autoclave mediante la creazione di un campo elettromagnetico. I RADICALI LIBERI generati agiscono sugli acidi nucleici e sulle membrane

MEZZI CHIMICI GAS PLASMA DI H 2 O 2 FATTORI DETERMINANTI: nell autoclave il gas plasma viene mantenuto attivo alla temperatura di 50 C, per un periodo di 72 min (ciclo esteso) o di 54 min (ciclo breve), al termine del quale tutti gli ioni si ricombinano per dare composti stabili e non tossici (acqua e ossigeno)

MEZZI CHIMICI GAS PLASMA DI H 2 O 2 PRO: rispetto all EtO si hanno meno problemi di sicurezza ambientale e per il personale addetto. I materiali trattati sono privi di residui pericolosi, non devono essere degasificati e possono essere utilizzati prontamente MATERIALI: strumenti sensibili al calore ed all umidità. Non indicato per teleria, derivati della cellulosa, polveri e liquidi

MEZZI CHIMICI GLUTARALDEIDE PRINCIPIO: fa parte dei composti registrati dall EPA (Environmental Protection Agency) come sterilizzanti/disinfettanti. Viene utilizzata al 2% in soluzione acquosa sia acida che alcalina. Agisce mediante ALCHILAZIONE dei gruppi amminici, sulfidrilici, idrossilici, carbonilici delle proteine denaturandole

MEZZI CHIMICI GLUTARALDEIDE FATTORI DETERMINANTI: tempo di contatto di 30 min per una disinfezione di alto livello oppure superiore alle 3 h per esplicare un azione sterilizzante MATERIALI: trova applicazione per dispositivi termolabili (endoscopi, apparecchi per la respirazione controllata e per anestesia, dializzatori, tubi per spirometria) CONTRO: dopo il trattamento gli strumenti devono essere accuratamente lavati con acqua sterile. Impossibilità di confezionamento

MEZZI CHIMICI ACIDO PERACETICO PRINCIPIO: fa parte dei composti registrati dall EPA (Environmental Protection Agency). Presenta notevole attività germicida, anche contro le spore, già a basse concentrazioni (0,001-0,2%). Agisce mediante OSSIDAZIONE e DENATURAZIONE delle proteine, influendo sulla permeabilità cellulare

MEZZI CHIMICI ACIDO PERACETICO FATTORI DETERMINANTI: per la sterilizzazione viene utilizzata un apparecchiatura automatica all interno della quale circola il composto chimico alla concentrazione dello 0,2% e ph di 6,4. La temperatura è compresa tra 50-56 C ed il tempo richiesto è di 12 min. MATERIALI: tutti i dispositivi termolabili, a patto che siano completamente immersi nel composto, cosa che determina una impossibilità di confezionamento

FASI DEL PROCESSO Un corretto processo di sterilizzazione, oltre alla pratica vera e propria, comprende diverse operazioni: 1) Pulizia del materiale da sterilizzare 2) Confezionamento 3) Caricamento 4) Sterilizzazione 5) Conservazione

FASI DEL PROCESSO 1) Pulizia del materiale da sterilizzare Si esegue per ridurre la carica microbica ed allontanare lo sporco. La fase di pulizia prevede una prima decontaminazione in soluzione disinfettante, cui fanno seguito un lavaggio con detergente non abrasivo, il risciacquo e l asciugatura: quest ultima deve essere molto accurata per il materiale destinato alla sterilizzazione a secco o con EtO (glicole etilenico)

FASI DEL PROCESSO 2) Confezionamento Ha lo scopo di preservare la sterilità fino al momento dell uso. I materiali adoperati variano a seconda del mezzo di sterilizzazione. Le confezioni devono essere più piccole possibile, visto che una volta aperta deve essere o completamente utilizzata od indirizzata ad una nuova pratica di sterilizzazione

FASI DEL PROCESSO 3) Caricamento Deve essere effettuato in modo che l agente sterilizzante possa circolare liberamente e penetrare in ogni pacco 4) Sterilizzazione Si esegue con la metodica prescelta 5) Conservazione In armadi chiusi, ambienti asciutti, indispensabile per mantenere la sterilità per lungo tempo

CONTROLLI Per valutare l efficacia del processo di sterilizzazione vengono effettuati tre tipi di controlli: 1) Fisici 2) Chimici 3) Biologici

CONTROLLI 1) Fisici Vengono effettuati con strumenti fissi installati nelle apparecchiature di sterilizzazione. Possono essere avvisatori elettrici (suonerie o spie luminose), termometri, registratori su un diaframma

CONTROLLI 2) Chimici Si basano sull uso di indicatori chimici (inchiostri o cere) applicati su un supporto, generalmente di carta, capaci di reagire agli stimoli fisici o chimici cambiando di colore o consistenza. Si distinguono indicatori di processo ed indicatori di sterilizzazione: i primi sono esterni al pacco e non sensibili a tutti i parametri necessari per la sterilizzazione, i secondi sono interni e completamente sensibili

CONTROLLI 3) Biologici Spore di microrganismi altamente resistenti poste su un supporto inerte (quale una striscia di carta) o contenute in provetta. Per il controllo della sterilizzazione a vapore si utilizzano spore di Bacillus stearothermophilus, per la stufa a secco e l EtO si usano spore del Bacillus subtilis varietà niger