RUGOSITÀ DELLE SUPERFICI



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RUGOSITÀ DELLE SUPERFICI Gli errori microgeometrici determinano la rugosità superficiale, cioè la scabrosità di un pezzo meccanico. La rugosità è una proprietà della superficie di un corpo, costituita da microimperfezioni geometriche normalmente presenti sulla superficie o anche risultanti da lavorazioni meccaniche; tali imperfezioni si presentano generalmente in forma di solchi o scalfiture, di forma, profondità e direzione variabile. La finitura superficiale dei pezzi é molto importante, soprattutto nel caso di pezzi destinati al mutuo contatto, in quanto essa influenza sensibilmente la resistenza all usura, la resistenza a fatica, il coefficiente d attrito, la corrosione. Il complesso delle norme relative alla rugosità é contenuto nella tabella UNI 3963, sostituita nel 1991 dalle norme UNI ISO 468 e 4287. Tali norme definiscono varie tipologie di superfici. In particolare: 1) Superficie nominale (o ideale) é quella geometrica (o teorica) rappresentata dal disegno; 2) Superficie reale è quella effettivamente ottenuta con la lavorazione; 3) Superficie rilevata (o misurata) é quella rilevata con uno strumento provvisto di palpatore sferico; 4) Superficie media é quella che ha forma uguale alla superficie nominale e taglia la superficie reale in modo che i volumi delle parti esterne siano uguali ai volumi dei vuoti tra di essa e la superficie reale. Sezionando la superficie di un pezzo con un piano ortogonale alla superficie ideale, si ottengono rispettivamente i profili ideali e quelli reali. Non essendo in pratica possibile avere il profilo reale di un pezzo, si assimila il profilo reale a quello misurato. Il valore della rugosità é funzione del tipo di lavorazione effettuata. Per esempio, nelle lavorazioni di tornitura e fresatura, i valori più frequenti della rugosità sono compresi tra 1 e 4 [μm]. Nella trapanatura si hanno rugosità di 1 3 [μm]. Nella rettificatura si hanno rugosità di 0,2 0,8 [μm]). In un getto colato in sabbia la rugosità va oltre i 6 [μm]. La rugosità è migliore nel caso di getti colati in conchiglia metallica (0,4 3 [μm]). Nella laminazione a caldo la rugosità va oltre i 6 [μm]. Nella tabella seguente sono indicati i valori della rugosità per i vari tipi di lavorazione, evidenziando i valori più frequenti. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 1

Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 2

Il valore della rugosità dipende anche dalle dimensioni del pezzo e dalla qualità di lavorazione IT: all aumentare delle dimensioni dei pezzi e della qualità di lavorazione (per esempio da IT 6 a IT 12), la rugosità aumenta (peggiora), passando per esempio da 0,2 [μm] (dimensioni < di 3 mm e tolleranza IT 6) a 12 [μm] (dimensioni fino a 250 mm e tolleranza IT 12). Di seguito sono alcuni valori orientativi della rugosità: 0,025 0,05: piani di riscontro, facce dei calibri... 0,1 0,2: perni, cuscinetti, steli di valvole, guide di macchine utensili... 0,4 0,8: stantuffi e cilindri di motori, denti di ingranaggi, superfici di parti scorrevoli... 1,6 1,8: alberi e fori per ingranaggi, facce laterali di ingranaggi, teste di cilindri e stantuffi, superfici di tenuta con guarnizioni. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 3

Indicazione della rugosità nei disegni tecnici La rugosità massima ammessa deve essere indicata sui disegni utilizzando un apposita simbologia. Ai triangolini una volta utilizzati, la norma UNI 4600 ha sostituito il seguente segno grafico: Valori in micron [µm] Vecchia designazione (segni lavorazione) Valori in [µm] RELAZIONE TRA INDICAZIONI E TIPI DI LAVORAZIONE Ottenimento Caratteristiche Superficie dalla quale è vietata l'asportazione di truciolo. Si ottiene da un procedimento più accurato di produzione, come da fucinatura, stampaggio, taglio accurato al cannello, ecc.) Superficie ottenuta mediante una o più passate di sgrossatura con asportazione di truciolo da lavorazione al tornio, alla fresatrice, alla pialla, ecc. Superficie ottenuta con una o più passate di finitura con asportazione di truciolo al tornio, alla fresatrice, alla pialla, ecc. Superficie ottenuta con una o più passate di finitura con asportazione di truciolo per tornitura, rettifica, alesatura, brocciatura, ecc. Superfici che hanno esigenze grossolane in fatto di grado di uniformità e levigatezza. Superfici uniformi levigate, sulle quali le tracce di lavorazione sono percettibili al tatto e chiaramente visibili a occhio nudo. Superfici uniformi e levigate, sulle quali le tracce lasciate dall'utensile possono ancora essere visibili ad occhio nudo. Superfici uniformi e ben levigate, senza tracce visibili di lavorazioni. Superficie ottenuta mediante operazioni di finitura di grande accuratezza: lappatura, lucidatura a specchio, ecc. Superfici a finitura speculare. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 4

Controllo della rugosità Per il rilevamento della rugosità di una superficie si utilizzano speciali apparecchiature dette Rugosimetri. Essi sono essenzialmente costituiti da un tastatore, da un convertitore (o trasduttore), da un amplificatore e da un registratore. I tastatori (o palpatori), provvisti di punta a cono di diamante raccordata con raggio di 1 μ, esplorano la superficie del pezzo scorrendo in direzione perpendicolare all orientamento della rugosità. A seconda del genere di convertitore, i rugosimetri possono essere a cristallo, a variazione di induttanza ed a variazione di capacità. 1) Rugosimetro a cristallo Uno dei rugosimetri a cristallo é quello detto analizzatore di Brush, che sfrutta il fenomeno piezoelettrico. Le escursioni della punta tastatrice (2) sul profilo (1), fanno oscillare il cristallo di quarzo (3), che origina una tensione alternata (fenomeno piezoelettrico); Le tensioni prodotte, piccolissime, vengono amplificate dall amplificatore (4) e producono un campo magnetico alternato che fa vibrare l altro cristallo di quarzo (5); La punta scrivente (6), collegata al cristallo, traccia sul cilindro rotante (7) il grafico, ingrandito, della rugosità superficiale. 2) Rugosimetro a variazione di induttanza Il sistema é simile al precedente, solo che anziché sfruttare il fenomeno piezoelettrico si sfrutta la variazione di induttanza del circuito nel quale é inserito il tastatore. Quando la piastra di materiale ferroso (1), a causa delle oscillazioni del tastatore (3) dovute alla rugosità della superficie (4), si avvicina o si allontana dai poli di una calamita a ferro di cavallo (2), sulla quale é infilata una bobina, si formano delle correnti indotte proporzionali alla variazione della distanza d tra piastra e calamita. Ne consegue una variazione di induttanza del circuito e quindi una corrente circolante. Queste variazioni vengono amplificate e poi trasmesse all apparecchio indicatore. Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 5

3) Rugosimetro a variazione di capacità Il sistema é simile ai precedenti, solo che qui é sfruttata la variazione della capacità del circuito nel quale é inserito il tastatore. Gli spostamenti del tastatore (1), dovute alla rugosità della superficie, fanno variare la distanza d fra le armature del condensatore (2); di conseguenza varia la corrente circolante: l aumento di distanza fa diminuire la corrente e viceversa. Le variazioni di corrente vengono quindi amplificate e poi trasmesse all apparecchio indicatore. L immagine accanto mostra il rugosimetro della Hommelwerke, modello T 2000. Esso possiede le seguenti caratteristiche: - Principio di misura: induttivo - Precisione complessiva: classe 1 - Corse di esplorazione: 0,48 1,5 4,8 15 48 - Velocità di esplorazione: 0,5 0,15 mm/sec Tecnologie mecc. di proc. e prod. - Appunti dalle lezioni del prof. Di Cara Nicola - ITIS Galilei - Conegliano Pag. 6