Segni, codici e loro proprietà

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Segni, codici e loro proprietà

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà L arbitrarietà è forse la proprietà segnica più importante, ed è per questo che su di essa si dibatte sin dall antichità Platone, Cratilo Protagonisti: Cratilo, Ermogene e Socrate. Ermogene sostiene che i nomi rappresentano l oggetto solo per convenzione, e dunque sarebbero il frutto di un patto esplicito tra I parlanti; Cratilo, invece, seguace di Eraclito, sostiene che vi sia una rispondenza tra nome e cosa, e dunque che i nomi significhino per natura, imitando l essenza delle cose; Socrate prima prende le parti dell uno, poi quelle dell altro, poi critica sia l uno che l altro: il linguaggio non è convenzione, ma è arbitrio. Ciò non lo rende veicolo di conoscenza diretta, ma va sostituito da una diretta contemplazione intellettuale del vero

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà Aristotele, De Interpretatione Teoria dell enunciazione Alcuni passi di questa opera sono stati (erroneamente?) interpretati come fondanti per una teoria convenzionalista, secondo la quale il rapporto tra nomi e cose si va a stabilire per convenzione e non per natura, a differenza dei suoni emessi dagli animali

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà Nella concezione moderna (Saussure, Hjelsmev, De Mauro) si è arrivati a distinguere diversi tipi di arbitrarietà: 1. A. tra segno e referente 2. A. tra significato e significante 3. A. nella organizzazione interna del significato 4. A. nella organizzazione interna del significante

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 1. A. tra segno e referente il segno nella sua interezza (significante+significato) non è legato naturalmente al referente, ossia all elemento o evento reale presente nell esperienza esterna dei parlanti cui è associato, all oggetto, alla cosa che rappresenta.

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 1. A. tra segno e referente Tra #semaforo# e questo concreto non vi è un rapporto privilegiato Tra concreto e #gatto# non vi è somiglianza, non vi è un rapporto necessario, nessuno ci obbliga a chiamare quell animale in questo modo. Tra e #Ferdinand de Saussure#

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 2. A. tra significato e significante Non esiste un rapporto che lega necessariamente, in virtù di un motivo, in considerazione di una somiglianza, un dato significante ad un dato significato Il significante /3/ del sistema della cifrazione araba è legato in maniera immotivata al significato (concetto) tra volte l unità, tanto è vero che in altre lingue è indicato da diversi significanti: Numeri brahmitici indiani del I sec. d.c. Numeri Maya

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 2. A. tra significato e significante Il significante /cane/ è solo convenzionalmente e immotivatamente legato al significato (concetto) cane, tanto è vero che in altre lingue è indicato da diversi significanti: dog, chien, kalb. Quindi il significato (il concetto di cane come animale quadrupede, domestico, ecc. ) è legato in maniera immotivata a un particolare significante, ovvero a una particolare sequenza di fonemi, di suoni di una lingua.

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 3. A. nella organizzazione interna del significato (Hjelmslev, Saussure) tra forma (sistema di distinzioni) e sostanza (materia) del significato si istituiscono rapporti non determinati dalla natura, ma ritagliati secondo organizzazioni proprie di ciascuna lingua, dipendenti esclusivamente da ragioni storico-culturali Un esempio classico di come diverse lingue suddividono i segni: Italiano: bosco, legno, legna Francese: bois bosco-legno-legna Tedesco: Wald bosco ; Holz legno-legna

Dai segni alle loro proprietà: l arbitrarietà 4. A. nella organizzazione interna del significante (Hjelmslev, Saussure) parallelamente al caso precedente, anche per il significante le lingue organizzano liberamente, senza alcuna costrizione la scelta del materiale fonico (la strutturazione formale dei fonemi). In alcune lingue dunque un insieme di suoni sarà pertinente e cioè distinguerà parole diverse, mentre in altre lingue non avrà questo potere: ad esempio nel latino classico la quantità sillabica ha valore distintivo e consente di differenziare sensi (es. PŎPULUS popolo; PŌPULUS pioppo PĂLUS palude; PĀLUS palo LĔVIS leggero; LĒVIS liscio) mentre in italiano tale valore è stato perso e il fatto di pronunciare lunga o breve la o di /popolo/ non ha alcuna rilevanza semantica

Eccezioni e restrizioni all arbitrarietà 1. Le onomatopee: smack smack; gre gre 2. Il principio di iconismo: segni che somigliano all entità che rappresentano 3. Il fonosimbolismo: zig zag / graaaande

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Vocalità / uditività i segni linguistici sono trasmessi attraverso la voce, e dunque possono sfruttare la diversa modulazione che la voce stessa consente e sono recepiti, nella loro diversità di modulazione, tramite l udito Si tratta di proprietà presenti in altri codici? Sì, ad esempio nel linguaggio di certi mammiferi superiori, in quello degli uccelli Si tratta di proprietà presenti necessariamente nelle lingue? No, infatti la trasmissione e la ricezione dei segni linguistici può avvenire anche attraverso la scrittura e la lettura DUNQUE: vocalità ed uditività non possono dirsi proprietà specie-specifiche

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Indicatività / semanticità i segni linguistici mostrano, indicano una qualche realtà, un qualche stato di cose e nel loro indicare veicolano significato, offrono cioè senso a quel determinato stato di cose, a quella determinata realtà Si tratta di proprietà presenti in altri codici? Sì, ad esempio nei linguaggi fatti di gridi illetterati come quelli di belve (Arist., De int. 16 a 28-29) DUNQUE: indicatività e semanticità non possono dirsi proprietà specie-specifiche

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Articolatezza (segmentabilità, combinatorietà, sintatticità moltissimi segni linguistici sono segmentabili in parti minori, dotate di una forma significante e portatrici di significato (morfi). A sua volta i morfi si segmentano in unità più piccole (sillabe) e le sillabe in tipi fonici (fonemi). Tali segmenti possono combinarsi variamente tra loro, nel rispetto di determinate regole sintattiche. Questa proprietà è anche chiamata doppia articolazione

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Articolatezza (segmentabilità, combinatorietà, sintatticità Si tratta di una proprietà presente in altri codici? Sì, ad esempio nel linguaggio delle api, dei cetacei, come anche nei calcoli aritmetici, nelle algebre... Si tratta di una proprietà presente necessariamente nelle lingue? No, come dimostrano le interiezioni o il profilo prosodico degli enunciati DUNQUE: l articolatezza non può dirsi proprietà specie-specifica

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Articolatezza (segmentabilità, combinatorietà, sintatticità ESPRESSIONI POLIREMATICHE: significato articolato o globale? Testa rossa Testa calda Bestia nera

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Ridondanza si tratta di una sorta di sovrabbondanza che presiede alla formazione di molti segni linguistici come alla trasmissione del loro significato grammaticale e lessicale - r. fonologica; morfologica; sintattica; lessicale è una proprietà che facilita la comunicazione, evitando i rischi dell incomprensione è una proprietà che si regge e dunque si intreccia con la vocalità ed uditività, come anche con l articolatezza

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Ridondanza Si tratta di una proprietà presente in altri codici? Sì, ad esempio nel linguaggio dei gesti, nel linguaggio del corpo Si tratta di una proprietà necessariamente presente nelle lingue? No, perché esistono porzioni di lingua che presentano gradi di ridondanza molto ridotta, quasi nulla (es. segni che non ammettono sinonimia) DUNQUE: la ridondanza non può dirsi proprietà specie-specifica

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Creatività regolare in virtù di tale proprietà ogni lingua può generare infinite frasi nuove partendo da un numero limitato di parole più qualche regola. Si tratta di una proprietà presente in altri codici? Si tratta di una proprietà necessariamente presente nelle lingue? No, perché le lingue sono creative anche in un altro senso DUNQUE: la creatività regolare non può dirsi proprietà specie-specifica

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Creatività non regolare In virtù di questa proprietà - all interno di ciascuna lingua nuove regole, socialmente riconosciute come utili, possono sostituire le vecchie, fino a modificare la lingua stessa; - il nostro cervello è in grado di produrre in modo creativo migliaia di parole e migliaia di lingue. In relazione alle parole, il fenomeno è noto come «mutamento lessicale», e fu interpretato in questo senso già da Benedetto Croce (1866-1952): «Allorché noi produciamo una nuova parola, trasformiamo di solito le antiche variandone o allargandone il significato; ma questo procedere non è associativo sebbene creativo, quantunque la creazione abbia per materiale le impressioni non dell ipotetico uomo primitivo, ma dell uomo vivente da secoli in società e che ha immagazzinato nel suo organismo tante cose, e tra queste, tanto linguaggio» (1900, p. 103).

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Creatività non regolare In virtù di questa proprietà - non solo nel testo poetico, ma anche negli innumerevoli contesti e situazioni della quotidianità, il senso delle parole può essere creativamente alterato in modo radicale; - si chiarisce l esistenza di sinonimie né predicabili né calcolabili; - si rende indispensabile l imitazione per acquisire una lingua; La creatività non regolare rappresenta dunque la possibilità di far funzionare i meccanismi semiotici di costituzione del senso pur violando le regole normali del codice o cambiandole nel farsi stesso della comunicazione Si tratta di un tipo di creatività che permette di far rientrare nella normale attività semiotica i processi di scambio comunicativo, di produzione di senso, di comprensione in presenza di violazione delle regole normali. Tale creatività fa riferimento a fenomeni che certo suggeriscono, a partire dal piano delle relazioni tra i segni, instabilità; fenomeni resi in ultima istanza possibili proprio dal fatto che la lingua è un codice intrinsecamente vago.

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? Creatività non regolare La creatività non regolare rappresenta dunque la possibilità di far funzionare i meccanismi semiotici di costituzione del senso pur violando le regole normali del codice o cambiandole nel farsi stesso della comunicazione Si tratta di un tipo di creatività che permette di far rientrare nella normale attività semiotica i processi di scambio comunicativo, di produzione di senso, di comprensione in presenza di violazione delle regole normali. Tale creatività fa riferimento a fenomeni che certo suggeriscono, a partire dal piano delle relazioni tra i segni, instabilità; fenomeni resi in ultima istanza possibili proprio dal fatto che la lingua è un codice intrinsecamente vago.

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza Tale proprietà fa sì che significato e significante di ciascun segno linguistico siano degli insiemi aperti, continuamente ampliabili o restringibili, di sensi e di espressioni. Ciascun segno non circoscrive dunque con precisione una classe di espressioni indicanti i sensi di una classe circoscritta con altrettanta precisione, ma è lo strumento di un attività allusiva, di un gioco che conduce alla messa in relazione di espressioni tra loro assimilabili e un gruppo di sensi. (De Mauro 1982)

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza è sotto gli occhi o, meglio, nelle orecchie di tutti: che le realizzazioni parlate e grafiche effettive oscillano fortemente da una maggiore nettezza, propria del parlato formale o dello scritto a stampa e simili, verso una nettezza assai minore, in cui il rilassamento di articolazioni e grafie porta a fare delle emissioni foniche e delle tracce scritte poco più che indizi allusivi alle forme significanti. Ancora più marcatamente l analogo avviene sul versante del significato: di continuo allarghiamo i confini dei significati a nuovi sensi (id. 101).

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza Vaghezza del significato potenzialmente, un numero assai consistente di segni linguistici è dotato di significati vaghi, che possono e potranno in modo potenzialmente infinito allargarsi alla trasmissione di nuovi sensi - il cambiamento della semantica di molte parole nel tempo, il loro svuotamento di significato, la loro risemantizzazione sono tutti effetti dell azione della vaghezza

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza Vaghezza del significante uno stesso segno linguistico, una stessa espressione può essere trasmessa oralmente e per scritto in modo assai diverso Silenzio! Silenzio! Silenzio! SILENZIO!

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza Là dove c è vaghezza, dove c è permanente disponibilità all innovazione c è anche la necessità di un rinnovarsi continuo dell intesa tra gli utenti del codice, all atto della produzione e ricezione di ogni realizzazione segnica, con quell atteggiamento reciproco tra utenti produttori e ricettori che è stato detto opportunamente tolerance upon the field.

Le lingue storico-naturali: quali caratteristiche hanno i loro segni? La vaghezza Queste caratteristiche rendono la vaghezza condizione della creatività non regolare Si tratta di una proprietà presente in altri codici? Sì, nel linguaggio dei gesti, nelle lingue segnate Si tratta di una proprietà necessariamente presente nelle lingue? No, perché esistono porzioni di lingua che presentano gradi di vaghezza molto ridotta, quasi nulla (es. segni che non ammettono sinonimia)

Ancora sulla creatività linguistica Emittente e ricevente sono immersi entro le dinamiche comunicative regolate da questa proprietà, sia essa regolare sia essa non non-regolare

Dove e come agisce la creatività linguistica? Dall azione sinergica di creatività regolare e non non-creatività dipende: - l apprendimento e lo sviluppo di una L1 - l apprendimento e lo sviluppo di una o più L2 - i fenomeni di contatto linguistico, che in molti casi conducono allo sviluppo di nuove varietà linguistiche

Ma se vaghezza e creatività non regolare dominassero le lingue, tali codici che destino avrebbero? Il rischio sarebbe quello dell incomprensione!

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare La grammaticalità, ossia quell apparato che consente di ancorare i contenuti espressi da parole e frasi al qui ed ora, ma anche ad un altro tempo e ad un altro luogo; Si tratta di un argine che solo le lingue possiedono?

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare La grammaticalità # Domani qui si terrà una conferenza # domani orienta verso un futuro prossimo, qui orienta verso una dimensione vicina nello spazio Gli apparati grammaticali (come desinenze, pronomi, deissi, elementi cataforici e anaforici ecc.) aiutano ad orientare la comunicazione rendendo più esplicito il rapporto tra il segno e i contesti situazionali e il segno con le porzioni di testo che lo precedono o lo seguono (co-testo). Ex. pronome oggetto la Abbiamo solo una mela. Marco la mangerà a cena

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare La grammaticalità Pur nella loro estrema diversità da lingua a lingua gli elementi grammaticali offrono appigli per la comprensione, consentono di riconoscere già nella forma del segno alcuni benchmarks, cioè parametri di riferimento utili al processo di comprensione.

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare La grammaticalità è sufficiente per assicurare il buon esito della comunicazione? # Una vecchia legge la regola # Sequenze perfettamente grammaticali e tuttavia ampiamente ambigue Ma non ci sono solo queste frasi trabocchetto: la necessità di esplicitare o chiedere che sia reso più esplicito il contenuto si pone ad ogni passo della nostra vita linguistica (De Mauro, 2002)

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare L uso linguistico metariflessivo (epilinguistico) di parole e frasi, che permette di nominare appunto parole e frasi che proferiamo o ascoltiamo, di citarle e poterne discutere forma e senso, interrogandoci e facendoci interrogare, spiegandoci e chiedendo spiegazioni; # Può ripetere? # # Non ho capito, può spiegarmelo nuovamente? # Si tratta di un argine che solo le lingue possiedono?

Gli argini della vaghezza e della creatività non regolare La possibilità, a tale uso legata, di rideterminare e definire in modo univoco l area degli usi della parola. Contesto e cotesto Si tratta di un argine che solo le lingue possiedono?

Vaghezza e creatività non regolare Dove la creatività non regolare crea il rischio di opacità e di non comprensione la metalinguisticità riflessiva ci permette di dare e chiedere spiegazioni, di fare ed ottenere chiarezza, di ripristinare il processo di comprensione e dialogo (De Mauro, 2002) Si tratta di un argine che solo le lingue possiedono?