L APPROPIATEZZA DELLE INDAGINI AGLI ESAMI ENDOSCOPICI Dott. Andrea Prati Responsabile U.O. Semplice di Urodinamica U.O. di Urologia P.O.di Fidenza S.Secondo (Parma)
Un esame appropriato è l ESAME più indicato,possibilmente meno invasivo e che soddisfa il criterio dell APPROPRIATEZZA e cioè un concetto che si fonda sulla MEDICINA BASATA SULL EVIDENZA (Jama,1992). Infatti nel D.L sui L.E.A del 2001sono escluse dal SSN le tipologie di assistenza, i servizi e le prestazioni sanitarie che non soddisfano il principio dell EFFICACIA e dell APPROPRIATEZZA ovvero la cui efficacia non è dimostrabile in base alle evidenze Scientifiche
SE TROPPO.. L IRA FUNESTA..
Esistono metodi alternativi NON INVASIVI ad un esame ENDOSCOPICO
Ecografia vescicale: Sensibilita circa il 60 % Ecografia vescicale + Citologia urinaria : Sensibilità circa il 70% Cistoscopia virtuale : MdC diluito in Vescica + TC 3d 1. Tumori vescicali < 1 cm non visualizzati 2. Sensibilità circa 85% 3. No Falsi positivi ( Kishore J.Urol.2006)
La cistoscopia, o URETROCISTOSCOPIA, è una procedura diagnostica, effettuata da un urologo, che permette la visualizzazione della parte interna delle basse vie urinarie (uretra, prostata, collo della vescica e vescica). La cistoscopia è indicata per la diagnosi delle malattie delle basse vie urinarie e della prostata e per la diagnostica dell alta via. Durante questa procedura un cistoscopio (un sottile strumento a forma di tubo con al suo interno un ottica collegata ad una telecamera ed a una fonte luminosa) è inserito nella vescica tramite l uretra.
cistoscopio flessibile
LA DOTAZIONE BASE VIDEOENDOSCOPIO
La cistoscopia è usata per valutare e diagnosticare le seguenti patologie: 1. Neformazioni vescicali e dell alta via urinaria 2. Calcolosi della vescica 3. Malformazioni congenite 4. Infezioni vie urinarie 5. Incontinenza urinaria
La cistoscopia può essere effettuata in ambulatorio in anestesia locale o in una sala operatoria col paziente sedato, in anestesia generale. Prima di essere sottoposti ad una cistoscopia, i pazienti devono comunicare se assumono farmaci anticoagulanti. I pazienti devono digiunare a partire da almeno 4 ore prima della procedura se andranno sottoposti ad anestesia regionale o generale. Per l anestesia locale un comune gel lubrificante-anestetico viene iniettato nell uretra prima della procedura. Durante la cistoscopia, il cistoscopio, flessibile o rigido, è inserito lentamente nella vescica attraverso l uretra. Una telecamera può essere collegata al cistoscopio al fine di trasmettere le immagini su un monitor.
La cistoscopia ha solitamente una durata di alcuni secondi. Il tempo di esecuzione della metodica può prolungarsi se si eseguono altre procedure quali la rimozione di un calcolo o un prelievo bioptico. Dopo la procedura può essere posizionato un catetere vescicale. Gli effetti collaterali più comuni sono una sensazione di bruciore durante la minzione e il sangue nelle urine (ematuria) che possono durare da poche ore ad alcuni giorni. Se viene impiegata una anestesia locale i pazienti possono andare a casa subito dopo la procedura, in caso di anestesia regionale o generale è necessario un periodo di osservazione (solitamente 1-4 ore).
Le complicanze sono raramente serie e possono includere : Reazione avversa all anestesia Emorragia Formazione di stenosi cicatriziale Infezioni Rottura o perforazione dell uretra, della vescica o dell uretere Dolore o rigonfiamento testicolare (indice di infezione) Ritenzione urinaria
Fibroscopio possibilità di utilizzo delle fonti di luce e delle telecamere dei cistoscopi tradizionali migliore inserimento dello strumento perché dotato di una punta arrotondata Videoscopio necessaria la visione sul monitor possibilità di elaborazione delle immagini
Minor rischio di traumatismi iatrogeni Possibilità di effettuare l esame con il paziente in posizione supina Possibilità di valutare l uretra nel suo complesso Possibilità di osservare il meato uretrale interno con retroversione dello strumento. Possibilità di essere operativi anche in posizioni difficili con paziente sveglio.
Difficoltà di visione con mezzo torbido (sangue, pus, fibrina). Operatività inferiore rispetto allo strumento rigido per l assenza di una camicia. Maggiore fragilità dello strumento.
Pazienti allettati e con difficoltà di posizionamento Pz con sospetto di stenosi uretrali Pz con coagulopatie Pz che rifiutino la cistoscopia tradizionale
Macroematuria importante Vescica tamponata da coaguli
Fine 2002 inizio dell uso di endoscopi flessibili Inizio del TRAINING endoscopico con fibroscopio flessibile Progressivo cambiamento dell indicazione alla cistoscopia da endoscopio rigido a flessibile Attualmente circa il 90% degli esami endoscopici sono eseguiti con flessibile anche in situazioni particolari quali l ematuria, le stenosi insondabili dell uretra o la diagnostica operativa dell alta via escretrice.
34 pazienti su circa 6000 esami endoscopici con danni iatrogeni dal 2002 ad oggi da cistoscopia rigida 0 pazienti su circa 5000 esami endoscopici con danni iatrogeni dal 2002 ad oggi con fibroscopia
Grazie per l attenzione!