Nota su Crescita e Convergenza



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Nota su Crescita e Convergenza S. Modica 28 Ottobre 2007 Nella prima sezione si considerano crescita lineare ed esponenziale e le loro proprietà elementari. Nella seconda sezione si spiega la misura di velocità di convergenza d(ẏ t /y t )/d lny t che appare nel libro di Barro e Sala-i-Martin. 1 Crescita Lineare e Crescita Esponenziale I due tipi fondamentali di crescita sono quella lineare e quella esponenziale. La crescita lineare è tipo quel bambino cresce due centimetri l anno ; quella esponenziale: il valore di quell investimento cresce del due percento l anno. Se x è la quantità variabile e t è il tempo, stiamo dicendo, con λ = 2 e γ = 0.02: crescita lineare : x t+1 x t = λ crescita esponenziale : x t+1 x t = γ x t. Nota che λ = 2cm, mentre γ è un numero puro (moltiplicato x dà un valore nell unità di misura di x). Iterando le relazioni di sopra, per qualunque coppia di istanti t e t + s otteniamo lineare : x t+s = x t + λ s (1) esponenziale : x t+1 = x t (1 + γ) s. (2) Fin qui abbiamo implicitamente assunto tempo discreto t N anni, giorni, minuti... D altra parte, spesso (per es in molta teoria della crescita) si considera tempo continuo, t R. Per ottenere formule analoghe a quelle di sopra, nel caso della crescita lineare assumiamo che la crescita maturi linearmente nell arco del periodo. Ciò vuol dire assumere che per esempio il bambino in 6 mesi cresce 1cm, in generale che in m/n anni cresce (m/n) λ. In questo caso la relazione (1) resta immutata nel tempo continuo, cioè se s è un numero reale qualunque, definendo x t+s con un passaggio al limite ai razionali ai reali. Nel caso di crescita esponenziale l assunzione sarebbe che per esempio in 6 mesi il valore cresce dell 1 percento, in generale nella frazione 1/n di anno matura il (1/n) γ percento di crescita, cioè x t+1/n = x t (1 + γ/n). Ma a questo punto nel secondo n-esimo di anno la percentuale si calcola a partire da questo valore, e così via: cioè, se la crescita si computa ogni 1/n anni, avremo dopo un anno intero ( x t+1 = 1 + n) γ n xt. E a questo punto prendendo il limite per n, cioè con crescita computata in tempo reale, otteniamo (limite notevole nel libro di Matematica Generale) x t+1 = e γ x t, e più in generale x t+m/n = e (m/n)γ x t ; da qui passando come prima al limite dai razionali ai reali otteniamo la definizione della crescita esponenziale in tempo continuo x t+s = e γs x t. (3) 1

Nota che le (1) e (3) si possono esprimere in modo equivalente (verifica) esprimendo la crescita rispetto al valore assunto al tempo zero: x t = x 0 + λ t, x t = e γt x 0. (4) Per avere un idea della differenza numerica fra crescita lineare ed esponenziale, nella tabella qui sotto sono riportati alcuni valori di due sequenze x t che partono da x 0 = 1, possiamo pensare 1m, e crescono con λ = γ = 0.02 cioè, la prima di 2cm ogni periodo e la seconda di 2 percento ogni periodo. Si vede che le differenze cominciano ad essere apprezzabili dopo 15 periodi; dopo 60 la differenza è già enorme. x 0 x 1 x 2 x 3 x 4 x 5 x 10 x 15 x 20 x 30 x 60 Lineare 1.00 1.02 1.04 1.06 1.08 1.10 1.20 1.30 1.40 1.60 2.20 Esponenziale 1.00 1.02 1.04 1.06 1.08 1.11 1.22 1.35 1.49 1.82 3.32 La relazione fra crescita lineare e crescita esponenziale è la seguente (dim. ovvia): Proposizione 1. Assunto x 0 0, x cresce esponenzialmente al tasso γ sse ln x cresce linearmente allo stesso tasso. Cioè, x t = x 0 e γt se e solo se ln x t = ln x 0 + γt. Come è facile intuire, per paragonare la crescita di grandezze diverse è più naturale usare la crescita relativa, cioè percentuale. Perché il contenuto informativo di un affermazione tipo quest anno x è cresciuto di 100 ed y di 200 è nullo se non si ha idea dell ordine di grandezza dei valori iniziali. Invece, anche in assenza di questi dati, la notizia x è cresciuto del 2% ed y dello 0.4% trasmette informazione rilevante. Tornando alle (4), denotando con ẋ t la derivata di x rispetto a t, ẋ t dx t /dt, nota che implicano rispettivamente ẋ t = λ, ẋ t = γ x t. (5) In effetti, sono ad esse equivalenti. Verifichiamolo per la seconda: se ẋ t = γ x t, allora γ = d lnx t /dt, da cui ln x t = γt + c per qualche c (Mat Gen), cioè x t = e γt e c per qualche c; per t = 0 si ottiene c = x 0, cioè la tesi. Registriamo questo risultato: Proposizione 2. Le (4) e (5) sono equvalenti. In particolare la seconda delle (5), dato che ẋ t /x t = d lnx t /dt è per definizione il tasso di crescita (relativo) di x, dice che x cresce a tasso costante. E importante notare che anche se x non cresce ad un tasso costante, dal suo incremento relativo osservato fra t e t + s, x t+s /x t, un idea sulla sua crescita è data dal tasso medio nel periodo, definito come il ˆγ soluzione di x t+s = x t eˆγs, cioè il tasso che avrebbe prodotto l incremento osservato se la crescita fosse stata a tasso costante. In scala logaritmica, la differenza ln x t+s ln x t = ˆγs dà una misura della crescita totale nel periodo. Per es se è 0.7 vuol dire che x nel periodo è raddopiato, perché 0.7 ln 2; se il periodo in questione è s = 70, il tasso medio di crescita è stato di 0.7/70 = 0.01, cioè dell 1%. 2

A questo punto è naturale ricordare la regola del 70 della crescita esponenziale, di cui abbiamo appena visto un esempio: Proposizione 3 (Regola del 70). Se x cresce esponenzialmente al tasso γ, raddoppia (o dimezza, se γ < 0) in 70/100γ periodi approssimativamente. Anche qui la dimostrazione è immediata: vogliamo la soluzione s dell equazione x t+s = 2x t, cioè di e γs = 2, che è s = ln 2/γ 0.7/γ = 70/100γ. 2 Dinamica della Convergenza Le (5) sono casi particolari della equazione differenziale ẋ t = φ(x t ), (6) con φ funzione continua. La funzione φ esprime la velocità di x in funzione della sua posizione, cioè del suo valore. L andamento della velocità ẋ è appropriatamente descritto dal suo tasso di variazione relativa ẍ t /ẋ t, dove si è pòsto ẍ t = dẋ t /dt. E come è facile verificare, ẍ t /ẋ t = φ (x t ) = dẋ t /dx t. Per esempio, nella crescita lineare φ (x t ) = 0, la velocità è costante; nella esponenziale φ (x t ) = γ: in questo caso sia x che ẋ hanno tasso di variazione relativa costante uguale a γ (perché ẋ = γx implica ẍ = γẋ 1 ). 2.1 Convergenza a zero Consideriamo adesso il caso di convergenza x t 0 per t. Prendiamo per esempio la situazione in cui x sale a zero da valori negativi, per ragioni che saranno presto chiare. Tipicamente x rallenta, prima bruscamente poi più dolcemente, avvicinandosi a zero, come nella figura 1. Figura 1: x 0 per t ẋ t è la pendenza della curva disegnata, e diminuisce al crescere di x, sicché φ < 0. Per questo, nel caso in esame è naturale prendere come misura della velocità di convergenza β t l opposto di φ (per avere un numero positivo che è più comodo): 1 Viceversa, è facile dimostrare che ẍ = γẋ implica che x t + c/γ ha tasso di variazione relativa costante uguale a γ per un c R. 3

β t φ (x t ). Il caso di cui si parlava, di rallentamento brusco e poi più dolce, si traduce in β t decrescente. Quando x t 0 la decelerazione diventa approssimativamente costante, con β t φ (0) β. A quel punto, vicino allo stato stazionario, poiché φ(x) φ(0) + φ (0)x (Mat Gen) e φ(0) (perché nel punto di equilibrio ẋ = 0), abbiamo dunque ẋ t β x t, cioè x converge a zero esponenzialmente al tasso β (per es dimezza in valore assoluto in 70/100β periodi). 2.2 Approssimazione Logaritmica Supponi ora che lim t x t = x. Si vuole una misura della velocità di convergenza al valore di equilibrio. Per ragioni tecniche che vedremo subito, oltre che per considerazioni analoghe a quelle appena fatte sul contenuto informativo delle diverse misure, piuttosto che la differenza x t x si usa il rapporto x t /x, che tende ad 1 per t. Sicché si è interessati alla convergenza a zero x t /x 1 t 0. (7) Per far ciò si usa la conveniente approssimazione z 1 ln z (Mat Gen). La convenienza sta nel fatto che l approssimazione è buona già per valori relativamente lontani da 1, come si vede graficamente dalla figura e numericamente dalla tabella sotto riportate: Figura 2: z 1 e ln z z 0.75 0.80 0.85 0.90 0.95 0.98 0.99 z 1-0.2500-0.2000-0.1500-0.1000-0.0500-0.0200-0.0100 ln z -0.2877-0.2231-0.1625-0.1054-0.0513-0.0202-0.0101 Tieni presente che il Pil pro-capite al Sud Italia è circa 70% di quello del Nord, dunque anche 80 90% di x sono distanze considerevoli in valori assoluti: partendo da x t x non si potrebbe usare nessuna approssimazione, e questo è il lato tecnico della convenienza ad usare x t /x. Attraverso l approssimazione logaritmica, la convergenza (7) si studia attraverso la seguente: 4

ln x t 0. (8) x t In conclusione, la variabile la cui convergenza a zero approssima la convergenza ad 1 di x t /x è ln(x t /x ). Per esempio, se converge a zero esponenzialmente al tasso annuo del 3.5%, se oggi x t è all 80% di x fra 20 anni sarà al 90% (perché a questo tasso la distanza fra ln(x t /x ) e zero, cioè fra x t /x e 1, si dimezza in 20 anni). Poiché la nostra variabile converge a zero, come misura di velocità di convergenza prendiamo φ, dunque (uguaglianze da Mat Gen) β t = d(d ln(x t/x )/dt) d ln(x t /x ) 2.3 Applicazione a Solow Cobb-Douglas = d(d ln(x t/x )/dt) d ln x t = d(ẋ t/x t ) d lnx t. (9) Nel modello di Solow, con y, k reddito e capitale in unità di efficienza e funzione di produzione Cobb-Douglas f(k) = k α, abbiamo y = k α e k = sk α ck, con c = δ + n + g. Dunque k/k = sk α 1 c, ed ẏ/y = α k/k. Sappiamo che y t y (tipicamente dal basso), dunque la variabile che ci interessa è ξ t ln(y t /y ), con ξ t 0 per t, tipicamente per valori negativi (come nella figura 1). Consideriamo dunque la funzione ξ t = φ(ξ t ). Abbiamo ξ t = ẏ t /y t, sicché ξ t = α ( sk α 1 t c ) = α ( sy (α 1)/α t c ) = α ( sk (α 1) (y t /y ) (α 1)/α c ) = αc ( e 1 α α ξt 1 ) = φ(ξ t ), (10) dove si è usato il fatto che sk (α 1) = c. Dunque β t φ (ξ t ) = (1 α)c e 1 α α ξt. (11) Osserva che β t è decrescente in ξ t. Nel caso in cui ξ t sale verso 0 la convergenza è dunque rapida lontano da y (all inizio del processo di sviluppo), e rallenta man mano che ci si avvicna allo stato stazionario. Approssimiamo adesso φ intorno al punto ξ = ln(y /y ) = 0. Dalla (10) è φ(0) = 0, e dalla (11) β φ (0) = (1 α)c; dunque la ξ φ(0) + φ (0)ξ è nel nostro caso ξ t β ξ t. Conclusione: vicino allo stato stazionario dove vicino, grazie alla buona approssimazione del logaritmo, è anche abbastanza lontano, nel modello di Solow con produzione Cobb-Douglas, il reddito converge a tasso costante uguale a β = (1 α)(δ+n+g). Quindi per es se β = 0.02, in 70 anni riduce ad un quarto la distanza relativa originaria (tipo passando dall 80% al 95% di y ). 2 2 Nel modello con capitale umano β diventa (1 α η)(δ + n + g), con η elasticità rispetto al capitale umano. 5