www.informatoreagrario.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue successive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da quello personale e privato è tassativamente vietato. Edizioni L Informatore Agrario S.r.l. non potrà comunque essere ritenuta responsabile per eventuali malfunzionamenti e/o danni di qualsiasi natura connessi all uso dell opera.
UN OPERAZIONE SEMPRE PIÙ ADOTTATA SU SISTEMI CHE PREVEDONO IL CORDONE PERMANENTE Basata su principi differenti rispetto a quella tradizionale, la potatura meccanica consente capacità di lavoro di molto superiori e per questo è sempre più adottata nelle aziende di grandi dimensioni. La qualità dell uva prodotta non cala. Occorre però superare remore psicologiche legate all aspetto disordinato dei cordoni VITICOLTURA La potatura meccanica rivoluziona la gestione del vigneto di R. Castaldi, L. Bonato, S. Meglioraldi, G. Berto, A. Bottazzo, C. Barbetta, G. Baldessin La potatura meccanica si è diffusa negli ultimi anni come risposta alla necessità di razionalizzare la produzione viticola, consentendo di contenere i costi di produzione. Aspetto questo di importanza fondamentale sia per aumentare la competitività delle produzioni enologiche sul mercato internazionale sia per rendere economicamente sostenibile la viticoltura di svariate aree produttive. Si deve poi considerare come la meccanizzazione permetta di sopperire alla mancanza di manodopera a cui possono essere soggette le aziende di media e grande estensione le quali, per effetto delle trasformazioni che stanno investendo il settore viticolo, sono in progressivo aumento. Inoltre la potatura meccanica garantisce una indispensabile tempestività dell intervento. Sicuramente non trascurabili sono anche gli effetti positivi che la potatura meccanica ha dimostrato di avere sugli aspetti qualitativi della produzione, peraltro non ancora tenuti nella giusta considerazione, nonché sulla longevità del cordone permanente. Per convenzione si tende a considerare potatura meccanica l impiego della macchina operatrice per la potatura secca che consenta di contenere l impiego della manodopera al di sotto della soglia delle 22-24 ore/ha. Ovvero quando l intervento dell uomo è limitato alla conduzione del mezzo o all esecuzione di alcuni tagli di rifinitura, operati in contemporanea all avanza- contestuale su sistema a doppia cortina (GDC); in questo caso la rifinitura deve eliminare i tralci rivolti verso l interno, che ostacolano una corretta pettinatura. La pre-potatrice a lame controrotanti, impiegata nel cordone speronato, è importante che esegua il taglio sotto la prima coppia di fili per agevolare la caduta delle porzioni di tralcio recise prima della rifinitura manuale.
Pre-potatrice a lame controrotanti su Chardonnay allevato a cordone speronato in Romagna. Il suo passaggio agevola quello del cantiere di potatura meccanica che seguirà. Foto R. Castaldi mento della macchina. Nel primo caso, la potatura è effettuata esclusivamente dagli organi di taglio della macchina, in uno o più passaggi, con un impiego complessivo di manodopera di circa 2-6 ore/ha per la conduzione del mezzo. Nel secondo caso, la rifinitura prevede un cantiere formato da 3 operatori, di cui uno alla guida della trattrice sulla quale è montata la prepotatrice e 2 che eseguono la rifinitura su un carrello trainato dalla medesima trattrice e muniti di forbici pneumatiche o elettriche. In questo caso l operazione di rifinitura è estremamente snella e limitata a pochi tagli per ceppo, per lo più rivolti all eliminazione del legno dell anno precedente, e la capacità operativa supera spesso 1 ha al giorno. Diversa è invece la situazione in cui al passaggio della pre-potatrice faccia seguito La potatura meccanica è una innovazione della viticoltura degli ultimi anni una rifinitura non contemporanea eseguita da operatori appiedati, il cui ritmo di lavoro non è scandito dalla velocità di avanzamento della trattrice. In tal caso si tende infatti ad avere un risultato assimilabile a quello ottenibile con la potatura manuale, sia in termini di carico di gemme, numero e posizione degli speroni, sia di numero di ore di manodopera impiegato, fatto salvo il risparmio di tempo relativo alla stralciatura nei sistemi dotati di una struttura di fili per il contenimento della vegetazione. Diffusione La potatura meccanica è diffusa principalmente in Australia, California, Sudafrica e sta prendendo piede anche nei vigneti della Francia meridionale, grazie Cordone libero di Friulano potato a macchina con rifinitura manuale nel quale non è ancora stato eseguito il passaggio sul lato sinistro. Si noti come il cordone risulti perfettamente rivestito. Foto R. Castaldi a consulenze e tecnologie italiane. Nel nostro Paese viene praticata principalmente in Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche in Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Sicilia ed è stata adottata anche da aziende leader il cui livello qualitativo è internazionalmente riconosciuto. L ostacolo principale alla sua diffusione su larga scala è di ordine psicologico, dal momento che il viticoltore deve abituarsi a un diverso concetto di potatura e soprattutto a vedere una pianta che dopo la potatura invernale risulta essere meno rifinita e ordinata rispetto a quella potata convenzionalmente. Per questo motivo, in alcune zone, la potatura meccanica viene definita «potatura sporca», anche se di recente tecnici del settore l anno ribattezzata «potatura naturale», volendo rimarcare la tendenza della vite ad autoregolarsi sotto l aspetto sia vegetativo sia produttivo, assumendo caratteri meno dipendenti dall intervento dell uomo. Principi La potatura meccanica è applicabile ai sistemi che prevedono la presenza del cordone permanente, come cordone libero, doppia cortina (GDC), Casarsa, e cordone speronato, predisposti alla meccanizzazione della vendemmia. Non è invece applicabile ai sistemi a tralcio rinnovato, come Guyot e Sylvoz, la cui potatura resta strettamente legata all intervento manuale, a meno che non si preveda una loro conversione. La potatura meccanica è stata studiata a partire dagli anni 70 con le ricerche condotte da Cesare Intrieri dell Università di Bologna e da Giovanni Cargnello e Antonio Lavezzi del Campus Universitario di Conegliano (Treviso). La principale peculiarità della potatura meccanica è quella di lasciare un carico di gemme di molto superiore rispetto a quello previsto dalla potatura manuale che induce nella pianta una serie di modifiche fisiologiche e morfologiche: il diverso equilibrio vegetoproduttivo si concretizza con una minore schiusura delle gemme e riduzione della fertilità. Si ha inoltre un aumento del numero dei grappoli, i quali si presentano di dimensioni significati-
vamente più piccole rispetto alla media varietale, con meno acini e di dimensioni minori. I grappoli tendenzialmente più spargoli sono quindi meno soggetti all attacco da parte della Botrytis cinerea, con riflessi spesso positivi (o quantomeno nulli) sugli aspetti qualitativi. Siccome i grappoli sono più piccoli e distribuiti in un volume maggiore, la potatura meccanica è applicabile ove sia prevista la vendemmia meccanica, al fine di non avere un aggravio dei costi di raccolta. La potatura più ricca derivante dall impiego della potatrice, sia essa a barre o a lame controrotanti, che lascia un numero elevato di speroni e soprattutto non effettua tagli radenti alla superficie del cordone, evita la perdita dei centri vegetativi, non riducendo la produzione e favorendo una maggiore longevità. La sperimentazione e l esperienza pratica hanno finora dimostrato come i pochi tagli manuali per pianta, eseguiti con la rifinitura e rivolti soprattutto ai tralci di 2 anni, siano importanti per il mantenimento in efficienza del cordone, dal momento che stimolano l emissione di germogli inseriti direttamente su di esso e soprattutto aiutino a evitare alternanze produttive, mitigando l effetto naturale dell annata. Per assicurarsi un cordone adeguatamente rivestito di vegetazione è fondamentale mantenere pulita la curva, dal momento che i germogli vigorosi che si sviluppano su di essa sono in grado di contestuale su Cabernet Sauvignon allevato a cordone libero. L operazione si esegue con andata e ritorno su ciascun filare. Si noti nel filare centrale il solo passaggio di andata. deprimere il germogliamento dei centri vegetativi posti successivamente. Siccome la vigoria delle piante potate meccanicamente tende a ridursi a favore di una maggiore espressione vegetativa, è necessario prevedere apporti nutritivi adeguati e considerare la possibilità di irrigare, per lo meno nei terreni meno freschi e nelle annate più siccitose. contestuale su Glera, allevato a Casarsa, con molta vigoria. Questo tipo di potatura, inducendo una maggiore espressione vegetativa, tende a diminuire la vigoria, favorendo il raggiungimento dell equilibrio vegeto-produttivo. Fase di allevamento La fase di allevamento delle viti dei sistemi che saranno soggetti a potatura meccanica non si discosta da quella delle viti gestite manualmente, se non per alcuni accorgimenti. Dal momento che l applicazione della potatura meccanica non contempla il ricorso alla scacchiatura, per risolvere definitivamente la problematica relativa alla pulizia della curva è consigliabile effettuare la degemmazione, ovvero l eliminazione delle 3-4 gemme presenti su di essa, quando il tralcio che costituirà il cordone permanente viene portato al filo; infatti, per essere efficace, la degemmazione è da eseguirsi su legno di 1 anno, preferibilmente nell epoca da ingrossamento gemme a germogliamento (inizio marzo-metà aprile) con forbici a doppia lama piatta. Un altra regola da seguire nel corso della fase di allevamento è la speronatura a 1 gemma franca di tutti i tralci presenti sul cordone di 2 anni steso sul filo durante la potatura invernale dell anno precedente, in modo da favorire l allargamento dei centri vegetativi. Al fine di aumentare il numero di centri vegetativi, conferire una maggiore solidità alle piante ed evitare fenomeni di trascinamento durante la vendemmia meccanica, si uniscono i cordoni delle piante adiacenti, tramite singole legature, in modo da creare un unico cordone lungo tutto il filare. Per evitare invece la torsione a cui il cordone può andare incontro nei primi anni nei sistema a chioma libera sotto il peso della vegetazione e della produzione, è necessario avvolgerlo al filo e non affidare il suo sostegno alle sole legature. Per limitare le rotture è importante che le macchine possano operare rispettando l orientamento dei tralci, per cui è necessario che i filari presentino, alternativa- 3/2013 L Informatore Agrario 63
contestuale su cordone speronato, alla quale si è fatto precedere un passaggio con pre-potatrice a lame controrotanti. mente, piante con i cordoni orientati in direzione opposta. L impianto deve essere realizzato con pali e ancoraggi adeguatamente robusti e resistenti alle sollecitazioni, e fili che consentano un adeguato tensionamento della struttura. Nel cordone libero e nella doppia cortina, per limitare i fenomeni di torsione si ricorre sovente all impiego del filo spiralato. È inoltre importante evitare tutti i possibili ostacoli in grado di limitare l operatività della potatrice per cui, nel caso del cordone libero, il filo portante deve essere collocato in testa al palo e non legato a fianco, in modo da permettere alle potatrici di speronare i germogli presenti nella parte superiore del cordone a 1 o 2 gemme franche. Per lo stesso motivo i tutori impiegati per l allevamento verticale della giovane pianta devono sporgere il minimo indispensabile, ovvero 2-3 cm, oltre il filo portante al quale sono legati. Nelle forme di allevamento con struttura di sostegno per la vegetazione, il numero di fili collocati al di sopra del cordone non dovrebbe essere superiore a 2, il primo dei quali posto ad almeno 30 cm dal filo portante, 40 cm nel caso del Casarsa. Sono da evitare fili mobili di contenimento della vegetazione. Come criterio generale la meccanizzazione presuppone la gestione del suolo tramite l inerbimento, che consente il transito agevole delle macchine durante tutto l anno, nonché interfilari con superfici il più possibili regolari, in modo da evitare eccessive oscillazioni delle macchine operatrici. Fase produttiva Potatura secca. Siccome la gestione meccanica della potatura si basa sull autoregolazione da parte della vite, perde di significato parlare di carico di gemme. Nel caso del cordone libero, che rappresenta uno dei sistemi di allevamento che meglio si presta a essere meccanizzato, avendo una struttura che riduce al contestuale su un giovane impianto di Trebbiano romagnolo allevato a Casarsa. Foto R. Castaldi minimo gli ostacoli, la potatura meccanica richiede nel complesso dalle 12 alle 18 ore/ha, eseguita con il cantiere formato da 3 operatori e considerando una distanza tra le file di 2,5 m, corrispondente a uno sviluppo di 4.000 m/ha di filare. In genere si predilige eseguire un passaggio su entrambi i lati del filare, con il ritorno più veloce rispetto all andata per via del minor numero di tagli da eseguire (in genere il 20-30% del totale). Il doppio passaggio permette infatti di operare al meglio, rimediando a eventuali dimenticanze e perfezionando la potatura in relazione all aspetto vegetativo delle piante. Si esegue un solo passaggio quando la gestione agronomica contempla interfilari lavorati alternativamente. Gli organi di taglio della pre-potatrice, orizzontali e verticali, sono regolati in modo da operare una speronatura più o meno corta in funzione della fertilità dei vitigni e della produzione desiderata. Generalmente vengono lasciati speroni di 1-3 gemme franche nella parte superiore del cordone, per garantire maggiori punti di rinnovo, e leggermente più lunghi ai lati. Nel caso di vitigni con scarsa fertilità delle gemme basali, o qualora si intenda aumentare la produzione in quelli pur dotati di fertilità buona, vengono lasciate con la potatura le cosiddette ali, ovvero capi a frutto di 3-4 gemme, in funzione della lunghezza degli internodi, rivolte verso l interfila e con portamento orizzontale. 64 L Informatore Agrario 3/2013
La degemmazione della curva, che deve essere eseguita quando il tralcio di 1 anno viene portato al filo, è fondamentale per mantenerla pulita senza dover intervenire manualmente. Foto R. Castaldi Potatura verde. La potatura verde si esegue con una serie di cimature precoci di lieve entità, aventi lo scopo principale di mantenere i germogli in posizione eretta e favorire lo sviluppo di una chioma assurgente, in grado di consentire un adeguata penetrazione della luce e dell aria, importante sia per favorire la maturazione dell uva sia per evitare l insorgenza di condizioni microclimatiche favorevoli allo sviluppo delle malattie fungine. In estate, a differenza di quanto previsto dalla gestione tradizionale, non vengono eseguite scacchiatura e palizzatura, arrivando così alla meccanizzazione integrale. Le cimature iniziano 5-15 giorni prima della fioritura, quando i germogli hanno raggiunto una lunghezza media di 40-50 cm e sono ancora in posizione verticale. Il taglio deve riguardare gli apici vegetativi solo per pochi centimetri e ha come diretta conseguenza l irrobustimento della base del germoglio, che inizia a lignificare, favorendo il mantenimento della posizione assurgente. In funzione della tipologia di barra di taglio impiegata e del fatto che sulla trattrice ne possano essere montate 2, in modo da operare su 2 filari contemporaneamente, la cimatura richiede da 20 minuti a 2 ore/ha. Nel caso della potatura meccanica del cordone speronato e del Casarsa, in cui i tralci saldamente attaccati ai diversi fi- Al termine dell anno in cui il tralcio è stato portato al filo è consigliabile speronare tutti i tralci presenti a 1 gemma franca, al fine di favorire l allargamento dei centri vegetativi. Foto R. Castaldi li della struttura tendono a rallentare il cantiere e a limitare la visibilità e l operatività degli operatori deputati alla rifinitura, l ingresso del cantiere è preceduto da un passaggio con la pre-potatrice a lame controrotanti, che esegue un taglio 30-40 cm al di sopra del cordone, con un impiego di 1-2 ore/ha. Nel Casarsa il cantiere di potatura è munito di una macchina a 3 barre che tagliano sopra, di fianco e sotto il cordone, dal momento che sono presenti anche tralci rivolti versi il basso. Anche in questo caso si tende a potare più corto in «schiena» e a lasciare capi a frutto leggermente più lunghi verso l interfila. Il cantiere impiega in questo caso da 18 a 22 ore/ha, con filari a 2,8 m. Nel cordone speronato, che presenta tutti i tralci rivolti verso l alto, la macchina presenta in genere solo 2 barre di taglio. Per la potatura invernale il cantiere impiega in questo caso 15-20 ore/ha, con filari a 2,5 m. Sia per Casarsa sia per cordone speronato la gestione in verde prevede solamente il ricorso a cimature meccaniche che iniziano in pre-fioritura e che hanno lo scopo di favorire l ottenimento di una chioma assurgente e adeguatamente espansa, a forma di piramide o parallelepipedo. Anche nel caso della doppia cortina (GDC) il cantiere di potatura meccanica prevede l impiego di 3 barre, lasciando speroni di 1-3 gemme ed eventualmente ali di 3-4 gemme verso l interfila. In questo sistema la rifinitura manuale deve mirare all eliminazione anche dei germogli sviluppatisi nella porzione interna del cordone, ovvero non rivolti verso l interfilare, al fine di consentire la netta separazione delle due cortine, oltreché di quelli di 2 anni. Il tempo impiegato dal cantiere varia da 18 a 22 ore/ha in funzione delle condizioni operative. Una innovazione negli ultimi anni La potatura meccanica rappresenta indubbiamente una delle principali innovazioni che hanno interessato lo scenario viticolo negli ultimi anni. Basandosi su principi completamente differenti da quelli della potatura manuale, è necessario sia applicata seguendo una serie di semplici ma fondamentali regole, che vanno adattate ai diversi vitigni e alle diverse condizioni operative, evitando improvvisazioni in grado di compromettere sia i risultati produttivi ottenibili sia la funzionalità dell impianto. Per la riuscita di questa tecnica risultano estremamente importanti anche le scelte compiute a livello impiantistico e durante la fase di allevamento della pianta. Riccardo Castaldi Gruppo Cevico, Lugo (Ravenna) Luigi Bonato, Giuseppe Berto Adriano Bottazzo, Cristiano Barbetta Giuseppe Baldessin Evoluzione Ambiente studio associato Oderzo (Treviso) Stefano Meglioraldi Consorzio fitosanitario provinciale Reggio Emilia Per commenti all articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Per consultare gli approfondimenti e/o la bibliografi a: www.informatoreagrario.it/rdlia/ 13ia03_6789_web 3/2013 L Informatore Agrario 65
ARTICOLO PUBBLICATO SU L INFORMATORE AGRARIO N. 3/2013 A PAG. 61 La potatura meccanica rivoluziona la gestione del vigneto BIBLIOGRAFIA Baldini E., Intrieri C. (1984) Meccanizzazione della vendemmia e della potatura. Clueb, Bologna. Bonato L., Berto G., Bottazzo A. (2000) - Le forme di allevamento per la meccanizzazione del vigneto. Terra e Vita, 42 suppl.: 19-23. Biasi W., Bonato L., Teot G. (1990) - Vite, meccanica della potatura invernale. Terra e Vita, 50: 29-32. Castaldi R. (2011) - Vite, i sistemi di allevamento. Ed. L Informatore Agrario, 168 pp. Corazzina E. (2007) - La coltivazione della vite. Ed. L Informatore Agrario, 264 pp. Corradi C. (2002) - Meccanizzazione del vigneto dall impianto alla produzione. Terra e Vita, 45: 49-56. Fontana M., Venturi A. (2000) - Le forme di allevamento per la meccanizzazione del vigneto. Terra e Vita, 42 suppl.: 7-9. Gatti M., Civardi S., Poni S. (2010) - Potatura meccanica: l autoregolazione preserva la qualità. L Informatore Agrario, 38: 37-42. Intrieri C. (1999) - Nuovi sistemi di allevamento della vite in Italia: caratteristiche morfologiche e fisiologiche e loro controllo per la meccanizzazione integrale e la produzione di uve da vino di qualità. Atti 9 Congresso brasileiro de viticoltura ed enologia: 59-74. Intrieri C., Filippetti I., Allegro C., Valentini G., Pastore C., Colucci E. (2011) - Ottimi risultati con la vite a «Siepe» e potatura semiminima. L Informatore Agrario, 42: 46-50. Intrieri C., Filippetti I., Ramazzotti S. (2003) - Concetti di base sulle distanze di impianto in viticoltura. L Informatore Agrario, 48: 41 47. Intrieri C., Filippetti I., Allegro G., Valentini G. (2010) I sistemi di allevamento integralmente meccanizzabili proposti dall Università di Bologna. Vignevini, 1-2: 28-35. Intrieri C., Silvestroni O., Poni S., Filippetti I., Colucci I., Lia G. (1998) - Meccanizzazione integrale in viticoltura. Terra e Vita, 11 suppl. Meglioraldi S., Storchi M. (2010) - Potatura meccanica della vite, dalla sperimentazione alla pratica. L Informatore Agrario, 38: 44-47. Poni S. (2003) - La potatura verde del vigneto. L Informatore Agrario, 26: 37-49. Poni S., Bernizzoni F., Rebucci B. (2003) - La potatura invernale della vite. Principi fisiologici e criteri applicativi. L Informatore Agrario, 46: 59-71. Poni S., Zamboni M., Gasparinetti P. (2002) - Cimatura precoce dei germogli su Pinot nero a Cordone libero. L Informatore Agrario, 24: 57-63. Tomasi D., Gaiotti F., Sansone L., Vincenzi S., Matese A., Lovat L., Marcuzzo P., Belfiore N., Bonato L. (2012) - Mechanical pruning, no pruning and manual pruning: effects on grape composition and health status of Pinot g. and Cabernet s. varieties in the Piave AOC area of Veneto Region. 1 st International Workshop on Vineyard Mechanization and Grape and Wine Quality. Piacenza 27-29 giugno.