Fondamenti di Linguistica

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Transcript:

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MACERATA Facoltà di Lettere e Filosofia Lingue e culture straniere occidentali e orientali LINGUISTICA GENERALE Modulo A (9 CFU) Fondamenti di Linguistica PROF.SSA CLARA FERRANTI Clara Ferranti 2011 1

STRUTTURALISMO E FUNZIONE DELLA LINGUA AREE DI BROCA E DI WERNICKE V PARTE Clara Ferranti 2011 2

L ASSUNTO STRUTTURALISTA Sull assunto saussuriano della lingua come sistema di valori puri poggiano le tesi dello strutturalismo Nella concezione strutturalista la lingua è infatti autonoma rispetto alla realtà e anche rispetto al pensiero La realtà oggettiva non ha alcun ruolo nella formazione del pensiero e del significato Clara Ferranti 2011 3

Suono e pensiero pre-linguistici Il pensiero è in sé una massa amorfa, caotica e indefinita nella fase prelinguistica: non esistono nella mente idee o concetti prestabiliti e preesistenti alla lingua, distinti e delimitati, cui la lingua assegnerebbe etichette linguistiche La sostanza fonica è una materia altrettanto indeterminata, caotica, flessibile Clara Ferranti 2011 4

La realtà... senza la lingua Il mondo referenziale, che è alla base della formazione del significato, esiste indipendentemente dalla realtà linguistica dell uomo, è ontologicamente preesistente Gli organi fonatori, che sono alla base dell espressione linguistica, sono primariamente organi preposti ad altre funzioni (respirazione e digestione) non alla fonazione Clara Ferranti 2011 5

Due realtà indipendenti MONDO DEI REFERENTI ontologicamente preesistente PERCEZIONE MASSA AMORFA E NEBULOSA DEL PENSIERO MONDO DELLE IDEE caotico e confuso ORGANI FONATORI dell'apparato respiratorio e digerente USO INDOTTO MASSA AMORFA E INDISTINTA DEI SUONI MONDO DEI SUONI continuum non significativo Clara Ferranti 2011 6

Tre livelli linguistici LINGUAGGIO livello universale capacità di comunicare facoltà di parlare LINGUA livello storico norma storicamente e tradizionalmente ereditata, fruita dai singoli parlanti di una determinata comunità linguistica TESTO livello testuale atti linguistici, scritti e orali, realizzati da un parlante in una determinata situazione Clara Ferranti 2011 7

Origine della lingua nell uomo La lingua non è un fatto naturale o spontaneo nell uomo ma è un fatto culturale Solo la facoltà di linguaggio è naturale affinché l uomo possa parlare deve essere attivata, entro i 6-10 anni di età, l area di Broca Clara Ferranti 2011 8

PAUL PIERRE BROCA E CARL WERNICKE Broca Wernicke Clara Ferranti 2011 9

PAUL PIERRE BROCA In seguito ad un autopsia sul corpo di un paziente che aveva mostrato difficoltà espressive, nel 1861 il neurologo francese Broca scopre l area che presiede alla produzione motoria del linguaggio, nella terza circonvoluzione frontale sinistra, denominata pertanto Area di Broca (aree cerebrali 44 e 45) Clara Ferranti 2011 10

CARL WERNICKE Associando un disturbo linguistico ad una lesione cerebrale subita da un paziente, nel 1874 il neurologo tedesco Wernicke scopre l area che presiede alla comprensione del linguaggio nella parte posteriore del lobo temporale sinistro, dove questo si unisce al lobo parietale e a quello occipitale, denominata pertanto Area di Wernicke (area cerebrale 22) Clara Ferranti 2011 11

La localizzazione cerebrale del linguaggio Con gli studi di Broca e di Wernicke, che conducono a due diversi tipi di afasie dovute a lesioni di porzioni diverse dell emisfero sinistro della corteccia cerebrale, viene assodata la lateralizzazione degli emisferi cerebrali e la differenziazione funzionale delle aree corticali Il linguaggio viene così localizzato nell emisfero sinistro del cervello Clara Ferranti 2011 12

I CENTRI PREPOSTI ALL ELABORAZIONE LINGUISTICA LE AREE DI BROCA E DI WERNICKE (le immagini sono state ricavate da vari siti internet) Clara Ferranti 2011 13

Connessione tra le due aree preposte al linguaggio Le aree di Broca e di Wernicke sono connesse tra loro da un percorso neurale denominato fascicolo arcuato Clara Ferranti 2011 14

FUNZIONE DELLA LINGUA Tra le due masse amorfe e indipendenti del pensiero, che scaturisce dalla percezione del reale, e del suono linguistico, cui gli organi fonatori vengono preposti attraverso un uso indotto la lingua si frappone come intermediaria e suddivide pensiero e suono in delimitazioni reciproche di unità: l unità del pensiero l unità del valore fonico Clara Ferranti 2011 15

Lingua come intermediario tra il pensiero e il suono Il ruolo caratteristico della lingua di fronte al pensiero non è creare un mezzo fisico materiale per l espressione delle idee, ma servire da intermediario tra pensiero e suono, in condizioni tali che la loro unione sbocchi necessariamente in delimitazioni reciproche di unità (Corso, p. 137) Clara Ferranti 2011 16

Funzione chirurgica della lingua il «pensiero-suono» implica divisioni e [ ] la lingua elabora le sue unità costituendosi tra due masse amorfe (Corso, p. 137) Clara Ferranti 2011 17

La lingua e una forma e non una sostanza (Corso, pp. 147-148) La lingua è dunque una forma all interno della quale la sostanza significata e la sostanza fonica si costituiscono (= prendono forma), attraverso i suoi valori differenziali definiti in negativo (significato e significante), in unità inscindibili dal valore positivo (segno) Clara Ferranti 2011 18

PRINCIPIO ORGANIZZATORE La lingua è il principio organizzatore della realtà del pensiero del suono perché interpreta il reale e dà forma alla sostanza Clara Ferranti 2011 19

LA REALTÀ La lingua opera una segmentazione arbitraria della realtà, conosciuta dunque distintamente dall uomo solo tramite la lingua e nel modo in cui la lingua la organizza e categorizza Clara Ferranti 2011 20

IL PENSIERO E IL SUONO La lingua segmenta, dà forma e struttura il pensiero e il suono delimitandoli in unità discrete e reciproche, tale per cui una sequenza fonica delimitata corrisponde, arbitrariamente e diversamente nelle varie lingue, ad un concetto delimitato: un segmento fonico corrisponde ad un segmento del pensiero in maniera differenziata nelle lingue Clara Ferranti 2011 21

Le arbitrarie suddivisioni delle lingue: arbitrarietà semantica tanti concetti di neve in eschimese, quella che sta sul terreno, quella portata dal vento, quella che cade e come cade it. legna/legno/bosco fr. bois lat. niger/ater - candidus/albus (scuro brillante/scuro opaco - bianco brillante/bianco opaco) it. nero/bianco ing. meat/flesh o fr. viande/chair it. Carne ted. gehen/fahren (andare a piedi/con un mezzo) it. andare Clara Ferranti 2011 22

RECIPROCITÀVERSUS POLISEMIA L idea saussuriana della reciprocità tra significato e significante, che implica biunivocità tra il pensiero e la parola, deve tuttavia fare i conti con l imperante polisemia che caratterizza la maggior parte dei segni linguistici Clara Ferranti 2011 23

Natura elastica del significato La caratteristica più evidente delle parole è infatti quella di possedere più significati a motivo della loro natura elastica ed estendibile in rapporto all uso: al significato grammaticale si aggiungono quello contestuale, quello metaforico, quello specialistico, ecc. il significato è aperto, variabile, si modella e si riorganizza nel tempo e nello spazio in base alle esigenze espressive delle comunità parlanti Clara Ferranti 2011 24

LA VAGHEZZA SEMANTICA Tale fenomeno costituisce la caratteristica più marcata delle lingue naturali ed è chiamata vaghezza semantica Essa è il segno più visibile dell efficacia comunicativa del sistema linguistico ma, al tempo stesso, è ciò che rende estremamente complessa l analisi semantica Clara Ferranti 2011 25

L analisi semantica è complessa! L analisi non sarebbe complessa se nella lingua fosse veramente tutto reciprocamente delimitato e perfettamente ordinato, tale per cui ad una porzione del pensiero corrisponde biunivocamente una porzione del suono Clara Ferranti 2011 26

... ma la lingua è economica Tuttavia grazie alla polisemia il sistema risponde alle leggi di economia linguistica poiché sarebbe impossibile ricordare tante parole per quanti sono i significati contestuali che l uomo ha bisogno di esprimere nella comunicazione Clara Ferranti 2011 27

RECIPROCITÀ = BIUNIVOCITÀ? C è da chiedersi se nell idea di Saussure reciprocità voglia veramente significare biunivocità, come nel Cours si ribadisce Saussure sa benissimo infatti che nel sistema i segni biunivoci costituiscono un piccolo sottoinsieme (quelli inequivocabili, di primaria necessità, in cui il significato è obiettivo e unico) Clara Ferranti 2011 28