Metodo A.B.A./V.B. (Applied Behavior Analysis/Verbal Behavior)

Documenti analoghi
Early Intervention Program Metodologia ABA/VB Applied Behavior Analysis/ Verbal Behavior

E I P Early Intervention Program Metodologia ABA/VB Applied Behavior Analysis/ Verbal Behavior. Corso Applicato

E I P Early Intervention Program Metodologia ABA/VB Applied Behavior Analysis/ Verbal Behavior. Corso Applicato

Analisi del comportamento e autismo. Un trattamento basato sull evidenza


CORSO DI FORMAZIONE TEORICO-PRATICO: Autismo e ABA a scuola

L educazione personalizzata

Analisi del comportamento applicata al trattamento di bambini con autismo: esperienze e possibilità. Monica Mercatelli

STRATEGIE DI INTERVENTO PER LO SVILUPPO DELLE ABILITA COGNITIVE E SOCIALI. Dott.ssa Erika Belcastro 1

RELATORE. Daniela Dall Agata. Direttore Dipartimento Cure Primarie e Attività Distrettuali, ASL3 Genovese, Genova

PROGRAMMA TEACCH. Simonetta Panerai

Pedagogia e Didattica speciale (1) M-PED/03

Coordinamento pedagogico di adolescenti con disturbi dello spettro autistico. Elena Clò Analista del Comportamento, BCBA

PROGETTO ISTRUZIONE DOMICILIARE

Dott.ssa Simona Mencarini Psicologa IIT-CNR

Bagnasco, Barbagli, Cavalli, Corso di sociologia, Il Mulino, 2007 Capitolo VI. Identità e socializzazione. Identità e socializzazione

PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

Disabilità a scuola: buone prassi per un possibile intervento

LA SINDROME DELL X FRAGILE

Progetto Tartaruga. Servizio Scuola. Sara Rocco Gianluca Panella Magda Di Renzo

CORSO DI FORMAZIONE DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

Potenziamento Cognitivo e Prevenzione dell insuccesso

INNNOVAZIONE E SVILUPPO DEI PDTA NEL DISTRETTO PATIENT AND COMMUNITY ORIENTED TRIESTE 7 DICEMBRE 2012

Problemi di Comportamento & Strategie Educative. Antonella De Luca University of Rome La Sapienza

Gestire classi difficili

La formazione mentale del giovane calciatore

Dott. Marco de Caris

I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO IN ETÀ EVOLUTIVA

DIPARTIMENTO DISTRETTO Unità Operativa Tutela Età Evolutiva Adolescenti e Giovani APPUNTI DAL SERVIZIO INTEGRAZIONE SCOLASTICA E SOCIALE

Fondazione Scuola di Musica C. e G. Andreoli di Mirandola (Mo)

Il percorso riabilitativo educativo nella Regione Abruzzo Chieti, 12 Marzo 2016

Punto di partenza dell intervento educativo è l organizzazione di un ambiente scolastico che renda possibile l apprendimento in tutte le forme e le

Di Vince LaMarca, BCABA, Editor Lovaas Institute - Indianapolis

La rete dell autismo: dalla teoria alla pratica. Il «Progetto Cannocchiale» Serena Arturi Cooperativa P.G. Frassati

progetto per bambini con disturbo dello spettro autistico Finanziato da Otto per mille Chiesa Valdese

Istituto Comprensivo Completo «Silvio Pellico» Vedano Olona

Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati Dicembre 2014

Ottobre 2012

CORSO PAA PER ASSISTENTI DI VOLO SYLLABUS

L analisi del comportamento applicata alla riduzione dei comportamenti problema: l Analisi Funzionale

PROGETTO DI ISTRUZIONE DOMICILIARE

L AUTISMO. Dott.ssa Simona Mencarini

Bambini sordi e udenti a scuola La LIS come strumento di inclusione e di apprendimento

una prospettiva clinica

Psicoterapia cognitivo-comportamentale in età evolutiva. Dott.ssa Elena Luisetti

Dott.ssa Silvia Petza Psicologa. Esperienza lavorativa Date e tipo di attività

P&TT PARENT & TEACHER TRAINING

G. L. I. Gruppo di Lavoro per l Inclusione

L amicizia tra bambini. Floriana La Femina Lasino, 22 marzo 2010

PROGETTO DI IDENTIFICAZIONE PRECOCE DEL RISCHIO DIFFICOLTA DI LETTOSCRITTURA IN ETA PRESCOLARE

PROGETTO di INSERIMENTO e ACCOGLIENZA

CONQUISTARE ABILITA ATTRAVERSO LA MUSICA L esperienza del Children s Music Laboratory (CML) Marco Messina, Francesca Raimondi

PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

Istituto Comprensivo di Sissa Trecasali Allegato 2.E al Piano Triennale dell Offerta Formativa 2016/19 CURRICOLO DI SCIENZE SCUOLA DELL INFANZIA

IL GIOCO DI FINZIONE COME CONTESTO DI INTEGRAZIONE DANIELE FEDELI. Ricercatore di Pedagogia Speciale. Università degli Studi di Udine

PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO P.E.I. Scuola dell Infanzia

Servizio per gli Studenti Disabili. Archimede Pitagorico. e la disabilità. Dott.ssa Tatiana Vitali Dott.ssa Rita Mastellari Anno Accademico

CLASSE PRIMA COMPETENZA CHIAVE EUROPEA COMPETENZE DI BASE IN SCIENZE E TECNOLOGIA

PROTOCOLLO DI OSSERVAZIONE e DIAGNOSI IN ETA PRESCOLARE

Progetto IPDA per la Scuola d Infanziad

CONTESTI COOPERATIVI PER GENERARE OPPORTUNITÀ

Gruppi cooperativi che lavorano sulle emozioni

Regolamento dei Dipartimenti Disciplinari

SPORTELLO PROVINCIALE AUTISMO

A. Rilevazione dei BES presenti: n. minorati udito 1 DSA 4. Altro 5. Disagio comportamentale/relazionale 1. Linguistico culturale 19.

Fare rete: l alunno con AUTISMO a scuola

dalla teoria alla pratica

Linee guida SINPIA; ADHD: diagnosi e terapie farmacologiche. Approvazione CD: 24 Giugno 2002

Scienza e Tecniche Psicologiche Università del Salento

CARATTERISTICHE NEUROPSICOLOGICHE LA COMUNICAZIONE

LA DOCUMENTAZIONE COME BUONA PRATICA"

INTERVENTI NEL CONTESTO SCOLASTICO

Analisi del Comportamento Applicata ai disturbi dello Spettro Autistico

Scuola a.s. Piano Annuale per l Inclusione

Dr.ssa Simona Mencarini Psicologa - UNIPI

STRUTTURE POLIFUNZIONALI PER PERSONE CON DIVERSE TIPOLOGIE DI DISABILITÀ: L'ESPERIENZA DELLA COOPERATIVA LAMBERTO VALLI PER ADULTI CON DPS

Le scuole dell infanzia statali

PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA (art. 47, D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445) DICHIARA. Silvia Colombo P. I.V.A.

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA ALUNNI STRANIERI

La lingua dell autonomia e del successo

CENTRO SERVIZI per la famiglia e l età evolutiva Macerata, via Velini orizzonte@ilfarosociale.it SUMMER SCHOOL 2016

UDA: UNITA DI APPRENDIMENTO (ossia cosa può/deve aggiungere l insegnante al libro)

IL BISOGNO DI UNA SPECIALE NORMALITÀ PER L INTEGRAZIONE

La collaborazione genitori-professionisti nel processo di Cura della persona con DSA

Transcript:

Metodo A.B.A./V.B. (Applied Behavior Analysis/Verbal Behavior) 18 Maggio 2016 Dott.ssa Sara Bassani Psicologa BCBA (Board Certified Behavior Analyst) Supervisor EIP (Early Intervention Program)

INTERVENTO A.B.A. l obiettivo è insegnare al bambino autistico ad apprendere (Klevestrand, Isaksen, Gløersen & Gløersen, 1996) Come? Osservazioni Insegnare nuove abilità Portare nella quotidianità quanto appreso Nuove osservazioni

COME IMPARIAMO? I soggetti normotipici apprendono dall ambiente ogni giorno dal mattino alla sera, inclusi i weekend e i giorni di vacanza. I soggetti autistici imparano poco o niente dall ambiente naturale se non si agisce sul contesto, sulle modalità di interazione e sulla motivazione.

RICERCA LOVAAS Nel 1987 il Dott. Lovaas guidò la ricerca pilota in cui furono coinvolti tre gruppi di bambini che avevano meno di 4 anni quando hanno iniziato (diciannove variabili diverse sono state considerate per dichiarare i gruppi paragonabili) Un gruppo a trattamento intensivo (N=19) che ha ricevuto 40 ore settimanali di intervento uno a uno Un gruppo con trattamento minore (n=19) che ha ricevuto 10 o meno di 10 ore dello stesso trattamento Un gruppo che non ha ricevuto il trattamento (N=21).

RICERCA LOVAAS Dopo 2 anni di trattamento, il 47% dei bambini del gruppo sperimentale (9 bambini) vennero inseriti con successo nella prima classe elementare nella scuola pubblica ed hanno raggiunto livelli nella norma ai test di quoziente intellettivo, passando da un funzionamento ritardato a quello normale. Di contro, i due gruppi di controllo hanno mostrato che solo un bambino (2%) ha raggiunto un funzionamento nella norma, risultato che è coerente con quanto riportato da altri autori (Rutter, 1985).

RICERCA LOVAAS Quando i bambini raggiunsero l età di tredici anni venne condotta un ulteriore ricerca (McEachin et al., 1993) che dimostrò che coloro che avevano raggiunto un funzionamento nella norma mantenevano il livello acquisito. Otto tra i nove migliori risultati non si potevano distinguere dai coetanei normotipici, nei vari test e interviste psicologici.

ELEMENTI DI UN PROGRAMMA A.B.A. Un programma riabilitativo basato sul metodo A.B.A. ha come obiettivo il miglioramento dei comportamenti e delle capacità intellettive, accademiche, sociali ed emozionali dei soggetti, affinché i soggetti possano trarre beneficio dalle opportunità educative e sociali presenti nella comunità, e richiedano meno assistenza professionale durante la crescita e nella vita adulta

ELEMENTI DI UN PROGRAMMA A.B.A. Il programma copre tutte le aree dello sviluppo, incluso il linguaggio, il comportamento, le abilità nel gioco, gli aspetti sociali, l area cognitiva e l autonomia Le ricerche dimostrano i migliori risultati con un lavoro di 30-40 ore settimanali Il trattamento viene iniziato solitamente in situazione individuale, per essere esteso all ambito scolastico, alla comunità ed al contesto sociale non appena le prime abilità vengono acquisite (masterizzate)

ELEMENTI DI UN PROGRAMMA A.B.A. Strutturare una situazione di apprendimento che massimizzi i successi e minimizzi i fallimenti Suddivisione dei compiti da eseguire in piccoli steps Richieste semplici, aiutare a dare le risposte corrette e rinforzare i comportamenti appropriati Motivazione alta a partecipare al processo di apprendimento

CARATTERISTICHE DI UN PROGRAMMA A.B.A. Intervento precoce: la ricerca ha dimostrato con successo i risultati raggiunti dai bambini che iniziano il trattamento in età precoce Trattamento uno a uno: lo scopo è creare le condizioni ottimali per l apprendimento e lo sviluppo Integrazione: le nuove capacità acquisite devono essere il più presto possibile trasferite nel contesto sociale dei coetanei Previsione e sistematica: i comportamenti complessi vengono ridotti a singole componenti che sono misurabili e facili da acquisire da parte del bambino

CARATTERISTICHE DI UN PROGRAMMA A.B.A. Trattamento intensivo: la ricerca ha dimostrato quanto un trattamento di molte ore a settimana sia importante per il progresso costante dell intervento Differenze individuali: il livello delle capacità tra individui è molto differente. Il trattamento deve essere individualizzato ed adattato per ognuno. Ogni soggetto dimostra risultati differenti Coinvolgimento della famiglia: è indispensabile la partecipazione attiva della famiglia per assicurare che i genitori siano sempre al corrente dei progressi e si concentrino sull applicazione di quanto appreso nella quotidianità

CARATTERISTICHE DI UN PROGRAMMA A.B.A. Coinvolgimento della scuola: contesto di grande importanza nella vita del bambino/ragazzo. Luogo ideale per la generalizzazione e la socializzazione. Intervento non avversivo: un ambiente di apprendimento positivo e un elevato livello di risposte corrette sono condizione per un efficace progresso e l uso delle capacità apprese.

MOTIVAZIONE Usare premi che siano di particolare gradimento Partire da ciò che l individuo già sa fare Utilizzare giochi o strumenti di suo gradimento Cogliere le occasioni in cui è interessato a qualcosa (motivazione ed attenzione alta) Gestire la complessità degli esercizi in modo che si raggiunga un successo, per quanto piccolo possa essere

COME INSEGNARE? L intervento nelle prime fasi è basato sul modellare attraverso il rinforzo di successive approssimazioni alla risposta corretta. Si ricorre alla facilitazione e progressiva riduzione della facilitazione. Rinforzatori: tangibili, sensoriali, commestibili, sociali. Cibi e altri rinforzatori artificiali devono essere sostituiti con premi sociali non appena l intervento progredisce L intervento è strutturato in modo che i comportamenti positivi siano massimizzati attraverso la facilitazione ed il rinforzo Dai primi momenti dell intervento si lavora sempre sui comportamenti inadeguati, insegnando comportamenti alternativi adeguati.

PROCEDURA DI INSEGNAMENTO EFFICACE Uso di rinforzi positivi competitivi (pairing) Aumento progressivo del numero delle istruzioni Aumento progressivo dello sforzo e della complessità della risposta Mix tra compiti facili e difficili Mix tra i vari programmi Riduzione della probabilità di errore Estinzione delle risposte estranee al compito Rinforzo immediato delle risposte corrette

CLASSIFICAZIONE COMPORTAMENTALE DEL LINGUAGGIO In un ottica comportamentale la parola ha 5 elementi che vanno insegnati: Pennarello: Mand Tact Ecoico/Mimetico (LIS) Intraverbale Ascoltatore

CARATTERISTICHE DEL SOGGETTO CON AUTISMO IN CLASSE Assenza marcata di gioco in comune Mancanza di empatia Stereotipie Tendenza all isolamento

STEPS DELL INSERIMENTO IN CLASSE Nella fase iniziale si lavora possibilmente in un aula separata dalla classe oppure in una situazione individualizzata in classe Piccolo gruppo: in aula a parte/in classe Gruppo classe

OBIETTIVI PRINCIPALI Collaborazione Condivisione dello sguardo/attenzione congiunta Comunicazione Riduzione dei comportamenti inappropriati Svolgimento dei programmi didattici Gioco sociale e/o simbolico Livello individuale Con i compagni (gioco in parallelo e/o gioco a turni)

grazie Dott.ssa Sara Bassani saroppe@gmail.com