Comunicazione come azione In linea con la distinzione di Morris, con gli approcci pragmatici entriamo nel campo dell azione. Comunicare è sempre azione, è fare qualcosa nei confronti di qualcuno; l approccio pragmatico indaga ciò che succede quando, in situazioni reali due interlocutori utilizzano la comunicazione e fanno qualcosa. Detto in altri termini indaga il rapporto tra il testo ed il contesto. L attenzione si sposta dai sistemi di comunicazione analizzati attraverso l astrazione e le potenzialità dei sistemi linguistici all atto concreto e situato del comunicare. Austin (e Searle) La comunicazione è processo e dunque non può essere studiata solo attraverso l osservazione dei suoi prodotti cristallizzati (ad esempio il sistema linguistico). Per focalizzare l attenzione su questi aspetti Austin propone la teoria degli atti linguistici. Egli iniziò a riflettere su enunciati che definì performativi, frasi che per il fatto stesso di essere pronunciate determinano una realtà. Si pensi al sindaco o al sacerdote che pronunciano la frase vi dichiaro marito e moglie, l esatto istante in cui viene pronunciata la frase è quello in cui le due persone sono marito e moglie; ne sono altri esempi Ti battezzo Luigi dichiaro l imputato colpevole La proclamo Dottore in Psicologia ecc. A differenza dalle affermazioni vere e proprie (nel linguaggio di Austin gli enunciati Constativi) queste frasi (enunciati performativi) non hanno una condizione di verità, non sono vere o false, ma determinano una realtà per il fatto stesso di essere pronunciate. 16
Presto Austin abbandonerà questa netta distinzione per allargare ad ogni evento comunicativo l idea che gli enunciati realizzano una azione, determinano un effetto sulla realtà. Suggerisce che ogni volta che pronunciamo un enunciato compiamo contemporaneamente tre atti, un atto locutorio, un atto illocutorio ed un atto perlocutorio. Pronunciando una frase compio un atto locutorio, ad esempio che ore sono?, attraverso questo compio un atto illocutorio (chiederti l ora), attraverso questo compio un atto perlocutorio (ottenere una risposta che mi informi dell ora). La distinzione meno immediata è forse tra illocutori e perlocutori, si pensi che nel primo caso ci riferiamo all intenzione comunicativa, l efficacia illocutoria sta nel comportamento del comunicante, sono stato efficace nel momento in cui ti ho chiesto l ora. Nel caso del perlocutorio ci riferiamo all intenzione di produrre un cambiamento nella realtà, sono stato efficace quando ho ottenuto una risposta informativa dell ora. Un altro esempio: Atto locutorio: corri, corri! C è un incendio! Atto illocutorio: informarti del pericolo e spronarti a metterti in salvo Atto perlocutorio: che tu corra fuori dall edificio Lo stesso atto illocutorio (ad esempio chiederti di tacere) può essere prodotto da atti locatori diversi ( vuoi star zitto per favore! taci! posso chiederti, per cortesia, un momento di silenzio ). Produrrò enunciati che avranno diversa forza, in funzione del contesto diverse probabilità di realizzare l atto perlocutorio. Searle si preoccupò di produrre una tassonomia dei principali atti illocutori 17
Si noti che quelli che chiama esercitivi sono gli enunciati performativi da cui era partito Austin. Grice: il principio di cooperazione e le massime Il punto di partenza di Grice (filosofo del linguaggio) è di stampo semiotico, la distinzione tra significato naturale e significato convenzionale. Il segno con un significato naturale è simile ad un sintomo, qualcosa da cui io deduco qualcosa d altro. Come il fumo è indizio naturale del fuoco. Il significato convenzionale ha come elemento distintivo il voler dire. Se qualcuno lo usa implica la sua intenzione di agire sul ricevente, quantomeno causando in lui un pensiero. Questo sembra implicare nel processo comunicativo, da un lato una intenzione informativa (se dico sono le 4 la mia intenzione informativa è informarti che sono le 4), dall altro una intenzione comunicativa; nell esempio la mia intenzione comunicativa (la mia intenzione comunicativa è intendo parlare con te per avere la tua collaborazione in un gesto comunicativo in cui agirò la mia intenzione informativa ). Questo è già implicito nel fatto che sto usando un linguaggio non naturale, ma convenzionale. Se io arrossisco forse quello ha come significato naturale il fatto che io provi imbarazzo, ma non vi è alcuna intenzione comunicativa. Sulla base di questo Grice distingue informazione e comunicazione. 18
Il successo della comunicazione si baserebbe, allora, sul fatto che durante un evento in cui entrambi gli interlocutori hanno espresso intenzione comunicativa, questi si impegnano in un processo che, convenzionalmente, prevede l impegno reciproco alla comunicazione. Tale impegno viene chiamato da Grice principio di cooperazione ed espresso in questo modo: dai il tuo contributo al momento opportuno, così come è richiesto dagli scopi e dall orientamento della conversazione in cui sei impegnato. Le regole del gioco, a cui i comunicatori si impegnerebbero, vengono declinate da Grice in 4 massime: 19
Queste 4 massime, a volte utilizzate come prontuario di buona pratica della comunicazione (quasi le regole che ci insegnarono alle medie su come scrivere il tema), indicherebbero nell idea di Grice qualcosa di molto più forte di un suggerimento per l efficacia o per l estetica. Si propongono come ciò che determina significato. Il punto chiave è che l accordo implicito tra due interlocutori sarebbe rispettiamo entrambi le massime, e l applicazione delle massime al testo sarebbe l artefice della parte più importante della comunicazione: ricostruire la parte non detta. Immaginiamo questo piccolo evento comunicativo: Luigi: cercavo Gianni, ma vedo che non è alla scrivania. Sai se è già arrivato in ufficio? Mario: l Audi gialla è parcheggiata qua fuori Luigi (ma anche noi che leggiamo il testo) senza alcuna difficoltà capirà che la risposta di Mario è affermativa, o almeno che l informazione data da Mario serva ad avvalorare l ipotesi che Gianni sia già in ufficio. Ma perché è così evidente? Da una lettura semantica delle frasi non c è nulla che ce lo indichi. Il fatto è che Luigi supporrà che Mario abbia aderito alle massime dando una informazione adeguata, implicando che 1. L informazione che la frase l Audi gialla è parcheggiata qua fuori sia sufficientemente informativa (massima di quantità) 2. Che ciò che dice Mario sia vero o che, almeno, Mario lo creda vero (massima di qualità). Notate che il rispetto della massima di qualità è, forse il motivo principale per cui Mario ha preferito quella frase ad un diretto sì. Non era sicuro che Gianni fosse già in ufficio, ma aveva un indizio che ha condiviso con Luigi. 20