GIOVANNI FEDERICO HERBART

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Transcript:

MISCELLANEA POST-HEGELIANA I GIOVANNI FEDERICO HERBART http://biografieonline.it/img/bio/j/johann_friedrich_herbart.jpg Herbart inizia in nome del realismo la reazion contro l idealismo romantico. Di vita inizia il viaggio ad Oldenburgo il giorno quattro maggio Settantasei. Con Fichte studiò a Jena Ma se ne separò. Di Kant lo mena (Ma il ricordo di Fichte non s annulla: Senza di lui non sarei stato nulla )

A Konigsberg la cattedra. A Gottinga Insegna poi fin che morte lo stringa Nel Quarantuno, d agosto il quattordici. Opere fondamentali: nel Tredici L Introduzione alla Filosofia. Poi Come scienza la Psicologia Nel Ventiquattro-cinque. Tempo uguale Vuol la Metafisica Generale Nel Milleottocentoventotto-nove. Grande influsso ebber l idee sue nuove In Pedagogia e qui citar vorrei Pedagogia General del Sei. Del Trentacinque sono le Lezion Di Pedagogia, ultimo suo don. Pensiero filosofico Per l idealismo ogni realtà Posta è dall io. Ciò ad Herbart non va. Realtà è per lui posizione assoluta La qual dall io da cui è conosciuta È indipendente. Sua definizione: Filosofia è l elaborazione Dei concetti, che deve sceverare Distinguere e chiarir, riordinare, in tutti i campi della realtà e del sapere, ed essa questo fa in diritto e natura, in arte e spirito e certamente non si preoccupa né tutto all io di voler riportare né tutto nell io di rinserrare.

Per poter svolger questo vasto compito Deve filosofia usar la logica. Questo è l organo per riorganizzare I concetti, e lo strumento da usare. Ma per Herbart logica deve intendersi Quella tradizionale ed aristotelica. Di filosofia il punto di partenza esser non può altro che l esperienza: ma questa appar, come pure a Platon, formicolante di contraddizion e quindi tal che mai la si potrà considerare la vera realtà. Apparenza senza alcun dubbio ell è, ma apparenza di qualcosa che c è, perché possiam senz altro affermare Che qualcosa c è, se qualcosa appare. Quello che è di certo non avrà di quel che appare le qualità ma nella sua realtà ed esistenza è rivelato a noi dall apparenza. Della realtà non sappiamo i caratteri: e di filosofia è appunto il compito determinarli, e ciò che sia realtà in questo modo appieno si saprà, Ma certo l apparenza fenomenica È contradditoria. Qui manifestasi La contraddizione fondamentale: che l un sia molti. Come esempio vale L estension nello spazio, e l accadere

Nel tempo, e che si possano vedere Nella cosa le sue qualità, e poi Il rapporto causa-effetto, se vuoi; Infin l io stesso visto qual soggetto Delle rappresentazioni va detto. Ad esempio materia che estensione Riempie, pensiam che sia una a ragione, Ma in infinite parti divisibile; che qualità diverse abbia cosa unica ma sia sempre la stessa; e l io in realtà contenga in sé una molteplicità di rappresentazioni e sentimenti. Ma se ammetti ch esistan molti enti ovver reali e che di lor ciascuno semplice sia e connesso a nessuno degli altri - per quanto gli sia possibile entrar in rapporti casuali o estrinseci (diremo ch è posizione assoluta) Allor contraddizion è risoluta. Quando due o più reali s incontrano A quest incontro tutti reagiscono Con un atto di autoconservazione che ad una nostra rappresentazione corrisponde, e, del real, stato è interno. Ognun di questi apparirà all esterno Come forza a quelle che vediamo ugual Che agiscon sugli oggetti material. (Quindi i reali, di Leibniz le monadi Non son, ché finestre e porte posseggono)

Di queste forze la conoscenza Veduta accidentale è in sua essenza Che alcuna molteplicità non implica Del real, che all interno resta semplice. Nell anima ogni rappresentazione Quindi è un atto d autoconservazione, Atti che qual forze si manifestano All esterno e come tal si comportano. Psicologia. Psicologia divien così una fisica Delle rappresentazioni, che in prestito Da quella natural riprende il metodo Di misura e applica lo stesso calcolo Alle rappresentazion che lafisica A oggetti e forze naturali applica. Per tal concetto di psicologia Le facoltà dell anima van via: niente intelletto, niente volontà né sentimento, ché una facoltà altro non è che un gruppo o una classe di rappresentazion. Se non bastasse La volontà avrà risoluzion In forza delle rappresentazion. E di spirto le varie attività (quali esteticità e moralità) Solo dalla natura e dall azion Dipendon delle rappresentazion.

Conclusione. Herbart sul terreno del realismo L antitesi realizza all idealismo: Se idealismo dall attività Del soggetto tutto dipender fa, Tutto ei risolve nel real oggettivo Di fronte al qual il soggetto è passivo.