GLI INDICATORI DI RISCHIO LO SAPEVI CHE?

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RISCHIO COME INCERTEZZA RISCHIO COME PERDITA POTENZIALE Nel campo della gestione degli investimenti è molto importante il concetto di rischio finanziario, che esprime l incertezza relativa al valore che una attività finanziaria potrà avere nel futuro. Uno degli indicatori sintetici di rischio più utilizzati dagli operatori del settore è la volatilità, che esprime la variabilità dei rendimenti rispetto alla media (in statistica deviazione standard o scarto quadratico medio). La volatilità non è né buona né cattiva, ma più elevata la volatilità, più ampie le oscillazioni di prezzo, più incerto è l esito dell investimento. Infatti al crescere della volatilità, cresce la probabilità che il rendimento effettivo del portafoglio nel momento in cui si decide di vendere sia diverso da quello medio atteso. LO SAPEVI CHE? L indice VIX è un indicatore delle aspettative del mercato sulla volatilità a breve termine dell indice S&P500. È conosciuto come indicatore della paura degli investitori poiché riflette molto bene il consensus sulle aspettative future inerenti la volatilità del mercato azionario. La volatilità non distingue tra rendimenti effettivi inferiori o superiori all atteso, si limita solo a misurare la loro variabilità nel tempo, quindi la loro incertezza. Un investitore però tende a vedere come rischiose solo le situazioni in cui il rendimento è inferiore al livello atteso, cioè associa il concetto di rischio a quello di perdita. In quest ottica, un indicatore molto utilizzato e applicato è il VAR (Value at Risk). Rappresenta la massima perdita nella quale il portafoglio potrebbe incorrere su un determinato orizzonte temporale con un certo livello di confidenza. Dire che un portafoglio con un controvalore di 1000 euro ha un VAR mensile al 99% di confidenza di 100 euro vuol dire che nel 99% dei casi non si perderanno più di 100 euro o 10% nel mese. Esiste però una percentuale pari all 1% che questa perdita sia superiore, senza fornire altre indicazioni. Per dare maggiori indicazioni sulla perdita potenziale massima è utilizzato il VAR condizionato o Expected Shortfall, che descrive proprio l ampiezza della perdite che il portafoglio potrebbe subire negli scenari peggiori.

Ad esempio, se un investimento di 1000 euro ha VAR (99%) 100 euro e CVar (99%) 200 euro vuol dire che con probabilità del 99% la perdita potenziale del portafoglio sarà 100 euro (10%), qualora si verificasse quell 1% di probabilità di perdita superiore, questa potrà essere in media 200 euro o 20%. RISCHIO E RENDIMENTO A parità di rischio, l investimento migliore è quello che offre il rendimento più alto. Per poter confrontare investimenti con rischi e rendimenti eterogenei sono stati sviluppati indicatori sintetici che esprimono con un unico numero sia una misura della performance che una misura del rischio. Sono i cosiddetti indicatori di performance aggiustata per il rischio. Uno di questi è l indice di Sharpe (Sharpe ratio) che rapporta il maggior o minor rendimento di un portafoglio rispetto all investimento privo di rischio e permette di misurare l extra rendimento generato per unità di rischio assunto. Tanto più l indice di Sharpe è elevato, tanto più il rischio assunto è stato remunerato. Invece di usare come riferimento un attività priva di rischio, spesso è più utile prendere in considerazione l indice di riferimento del portafoglio, cioè il suo benchmark. La versione dell indice di Sharpe che utilizza come parametro di riferimento non l attività finanziaria priva di rischio ma un benchmark si chiama Information Ratio. Esso confronta la media dei rendimenti differenziali rispetto al benchmark (excess return) con la loro variabilità (volatilità del tracking error o sinteticamente tracking error). Consente di valutare la bravura del gestore ossia la sua capacità di sovraperformare il benchmark in relazione al rischio assunto. Tanto più l information ratio è elevato, tanto meglio è stato remunerato il rischio addizionale assunto rispetto al benchmark. GESTIONE DEL RISCHIO Gestire il rischio di un portafoglio significa effettuare una serie di valutazioni sulle attività presenti (prese sia singolarmente che a livello aggregato) tale da permettere una accurata mappatura dei rischi a cui il portafoglio è esposto e poi mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a controllare i fattori di incertezza, cercando di limitare gli effetti degli eventi indesiderati (copertura o hedging). Gli indicatori di rischio cambiano dinamicamente ogni giorno, in relazione all evoluzione dei mercati. È quindi opportuno verificarli non solo al momento dell investimento, ma per tutta la durata dello stesso.

PRINCIPALI RISCHI DI UN PORTAFOGLIO FINANZIARIO RISCHI DI CREDITO Rischio che il debitore non sia in grado di adempiere ai suoi obblighi di pagamento di interessi e di rimborso del capitale. RISCHI DI MERCATO Traggono origine da possibili variazioni inattese delle variabili di mercato. A seconda del tipo di variabili a cui si fa riferimento, è possibile distinguere tra: % RISCHIO DI TASSO D INTERESSE rischio di perdita derivante da movimenti avversi del tasso di interesse RISCHIO DI CAMBIO legato ad una variazione del rapporto di cambio tra due valute, che incide sul valore di un bene espresso in una valuta estera RISCHIO AZIONARIO il rischio di perdita derivante da movimenti avversi su titoli e/o indici azionari RISCHIO DI COMMODITY legato alle fluttuazioni del prezzo delle materie prime

GLI STRUMENTI DI COPERTURA Validi strumenti per proteggere un portafoglio dai rischi, limitando le perdite potenziali, sono gli strumenti derivati, cosiddetti perché il loro valore deriva da un bene (titoli, indici, materie prime o altro) detto sottostante. Vendendo e comprando derivati, è possibile prendere posizioni opposte a quelle detenute in portafoglio. In caso di andamento avverso dei mercati, le perdite generate dalle posizioni detenute in portafoglio saranno compensate dai guadagni sui derivati. FORWARD FUTURE Contratti di acquisto o vendita di un bene il cui regolamento avviene in un a data futura ad un prezzo stabilito al momento della stipula del contratto stesso. Scambiati OTC (over- the- counter) quindi non negoziati su mercati regolamentati. Questo implica maggior flessibilità nella loro definizione, ma minori obblighi in termini di trasparenza e liquidità e l assunzione del rischio controparte. Nell ipotesi di un portafoglio denominato in dollari, in caso di timori di indebolimento nei prossimi mesi della valuta americana, è possibile negioziare un contratto forward con cui si vende un certo ammontare di dollari con l impegno a ricomprarli successivamente a un data predefinita. Se il dollaro si sarà effettivamente indebolito, alla scadenza sarà possibile trarre vantaggio dalla differenza di prezzo tra il momento della vendita e del riacquisto. Contratti che comportano l obbligo ad acquistare o vendere un bene ad una certa data e ad un prezzo prefissato. A differenza dei forward sono contratti standardizzati, uguali per oggetto, dimensione, data di scadenza e regole di negoziazione. Mercati regolamentati, in cui le transazioni sono organizzate e controllate. Garantiscono trasparenza e ordine degli scambi. Immaginiamo un portafoglio investito con ottica di lungo periodo in BTP italiani decennali. A fronte di un possibile rialzo di breve termine dei tassi di interesse (con conseguente diminuzione del prezzo delle obbligazioni), per non rischiare di subire un deprezzamento dell investimento, senza doversi accollare i costi di vendere e ricomprare i titoli, è possibile vendere dei contratti future sui titoli governativi italiani. Se i tassi dovessero salire e i titoli obbligazionari correggere, è possibile ricomprare i future venduti ad un prezzo inferiore e realizzare un guadagno che andrà a compensare, se non del tutto, almeno in parte il deprezzamento dei titoli obbligazionari mantenuti in portafoglio.

GLI STRUMENTI DI COPERTURA OPZIONI SWAP Contratti che, in cambio del pagamento di un premio, attribuiscono all acquirente la facoltà e non l obbligo (a differenza del future) ad acquistare (opzione call) o vendere (opzione put) un bene ad un prezzo prefissato detto prezzo di esercizio entro una certa scadenza (opzione americana) o a una scadenza prefissata (opzione europea). L opzione è detta in the money, quando il suo esercizio consente al detentore un guadagno. At the money quando prezzo di esercizio e prezzo di mercato coincidono, out of the money quando il suo detentore non ha convenienza ad esercitarla. Regolamentati e non. Pensiamo ad un investitore che ha sottoscritto azioni Fiat ma vuole proteggersi da un eventuale ribasso. La soluzione è acquistare una opzione put sullo stesso titolo pagando un premio che in cambio da la possibilità di vendere le azioni in portafoglio ad una certa data futura ad un prezzo prefissato. In questo modo si fissa un prezzo minimo di smobilizzo. Se invece il titolo dovesse salire non c è comunque l obbligo di vendita ma sarà possibile beneficiare del rialzo del titolo rimettendoci solo il premio. Contratti che comportano l impegno delle parti a scambiarsi a date certe flussi di cassa calcolati secondo modalità predefinite. Dalla natura dei flussi monetari oggetto di scambio, si possono individuare due tipi fondamentali di swap: gli interest rate swap in cui si scambiano flussi periodici di interessi e i currency swap in cui si scambiano valute. Un tipo particolare di swap è il Credit default swap o CDS, con cui il detentore di un credito si impegna a pagare una somma fissa in cambio della protezione da un evento di default futuro ed incerto. E una specie di polizza d assicurazione contro il fallimento dello Stato o della società emittente dei titoli creditizi. Se il credit default swap di un Paese o di una società inizia a crescere, vuol dire che il mercato percepisce un rischio e quindi spende per cautelarsi dal peggioramento del rischio di fallimento o insolvenza creditizia, comprando un assicurazione. Non regolamentati. Nell estate 2011, i Titoli di Stato italiano hanno attraversato una fase di profondo stress, temendo una crisi dei conti pubblici, un declassamento del debito dell Italia e un precipitare della situazione politica. Per proteggersi dal rischio di un eventuale bancarotta del paese, molte istituzioni hanno comprato contratti CDS sul paese Italia. Questi contratti, termometro dei rischi di fallimento del paese, sono balzati alle stelle, generando dei guadagni per i detentori che hanno così potuto parzialmente compensare le perdite sul portafoglio obbligazionario.