Categorie lessicali vs Categorie funzionali

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GRAMMATICA ITALIANA Categorie lessicali vs Categorie funzionali Ogni frase è composta da diversi costituenti, ognuno dei quali ha una propria natura e una funzione specifica. Quando si parla di natura di un sintagma, si fa riferimento alla sua categoria di appartenenza e tale categoria è definita dall elemento lessicale che costituisce la testa del sintagma. Poiché, dunque, la categoria sintagmatica è una proiezione della parola che funge da testa, sarà facilmente prevedibile l esistenza di (almeno) cinque categorie sintagmatiche: - Sintagma Nominale (NP) - Sintagma Verbale (VP) - Sintagma Preposizionale (PP) - Sintagma Aggettivale (AP) - Sintagma Avverbiale (AdvP) Queste categorie sintagmatiche si dispongono all interno della frase, la quale rappresenta, anch essa, una categoria sintagmatica. Poiché non è immediatamente evidente quale possa essere l elemento che funge da testa della frase, per indicare il Sintagma Frasale useremo per ora semplicemente il simbolo F. Inoltre, esiste una distinzione importante tra categorie lessicali e categorie funzionali che ci porta a riconoscere 4 tipi di categorie sintagmatiche lessicali e 3 tipi di categorie sintagmatiche funzionali: Categorie sintagmatiche lessicali: Nome Sintagma Nominale (NP) Verbo Sintagma Verbale (VP) Aggettivo Sintagma Aggettivale (AP) Avverbio Sintagma Avverbiale (AdvP) Categorie sintagmatiche funzionali: Preposizione Articolo, dimostrativo Complementatore Sintagma Preposizionale (PP) Sintagma del Determinante (DP) Sintagma del Complementatore (CP) RICORDA: Non vi è sintagma senza una testa e non vi è testa che non proietti un sintagma. Disposzione strutturata dei costituenti (gerarchia e ricorsività) Incassamento e ricorsività in pratica Consideriamo 1): 1a) Probabilmente la mia migliore amica andrà in America. Riconosciamone i sintagmi! 1b) [AdvP probabilmente] [NP la mia migliore amica] [VP andrà] [PP in America] 1

GRAMMATICA ITALIANA Ma questa suddivisione vi sembra sufficiente a rendere conto della realtà sintagmatica in 1)? Perché? È evidente che alcuni sintagmi ne contengono altri e la struttura sintagmatica DEVE rendere conto sia della struttura interna di tutti i sintagmi che delle relazioni che intercorrono tra di essi. La struttura sintattica prevede e rende conto dei livelli di incassamento : 1c) [F [AdvP probabilmente] [DP la [NP mia [AP migliore] amica ]] [VP andrà [PP in [NP America ]]] ] L'AP migliore è incassato dentro il NP amica che, a sua volta, è contenuto nel DP che ha come testa il determinante la. Ugualmente il NP America è incassato nel PP la cui testa è in. Tutti questi sintagmi sono infine contenuti all interno del sintagma F che rappresenta la frase. Il punto di incassamento di un sintagma ha una grande importanza dal punto di vista semanticointerpretativo, in quanto indica la dipendenza di un costituente rispetto all altro. Così: il NP è incassato dentro un DP: il nome amica è determinato e specificato dall articolo la in termini di definitezza. il NP America è contenuto all interno del PP in quanto è la preposizione che indica la funzione sintattica di America rispetto al verbo. L intero PP è poi contenuto all interno del VP in quanto rappresenta il complemento del verbo andare (i.e., il verbo lo seleziona come suo argomento). Come sappiamo, un altra proprietà fondamentale della struttura sintattica è la ricorsività, cioè la possibilità di applicare un operazione al risultato dell operazione stessa. Questo significa che è possibile incassare un costituente all interno di un altro costituente dello stesso tipo: 2a) [il libro del fratello del tuo amico] 2b) [DP il [NP libro [PP di [DP il [NP fratello [PP di [DP il [NP tuo amico]]] ]]] ]] Come possiamo notare, il macro-sintagma in 2) contiene di fatto: - 3 DP, - 3 NP - 2 PP e il livello di incassamento mostra la dipendenza sintattica del sintagma più profondo rispetto a quello che lo contiene (i.e., il PP del tuo amico dipende dal NP fratello e il fratello del tuo amico è il possessore del libro). La struttura sintattica rende pertanto conto in modo preciso e dettagliato delle relazioni gerarchiche tra i costituenti e dunque dell interpretazione della frase nel suo complesso. La struttura profonda Abbiamo accennato più volte al fatto che le parole immagazzinate nella memoria (in qualità di radici semantiche) vengono inserite nella frase (dove viene definita la loro categoria) a comporre il significato che vogliamo. 2

Le parole non vengono inserite nella struttura frasale in ordine libero. La loro inserzione segue infatti un ordine logico ben preciso, che si basa sul concetto di predicazione. Il predicato riveste un ruolo primario nella costruzione della frase; esso è il nucleo della frase, in quanto: 1. esprime il tipo di evento che si vuole trattare 2. definisce un numero finito di partecipanti obbligatori all evento stesso. Dunque, in una frase come quella che riportiamo in 3), l elemento che viene inserito per primo è il verbo chiamare (3a)) che, all interno del suo contenitore, richiederà l inserzione di un NP/DP che funga da primo partecipante all evento descritto (3b)) e di un PP che esprima il secondo partecipante (i.e., colui verso il quale è diretta l azione del primo partecipante, 3c)): 3) Sicuramente la mia amica chiamerà l avvocato. 3a) [VP chiamare] 3b) [VP chiamare [DP l [NP avvocato ]]] 3c) [VP [DP la [NP mia amica ]] chiamare [DP l [NP avvocato ]]] La derivazione illustrata in 3) mostra che l inserzione delle parole ha il suo punto iniziale nel VP. Il VP rappresenta il costituente che realizza la struttura profonda della frase. Chomsky infatti definisce il VP come la rappresentazione diretta della struttura argomentale. Il VP può essere pertanto considerato come il livello generativo, il luogo sintattico in cui vengono inseriti i costituenti della frase in base alla selezione argomentale della testa verbale. Ne concludiamo che la struttura nucleare della frase è costituita dal predicato e dai suoi argomenti (P&F, 2008). Le funzioni sintattiche, al contrario, saranno definite solo in seguito (al livello di struttura superficiale), così come l inserzione delle informazioni circostanziali. Struttura-P e Stuttura-S Come abbiamo già visto, in base al modello chomskiano, la grammatica si compone di diversi livelli di rappresentazione, che vengono tradizionalmente rappresentati mediante il modello detto a T rovesciata in cui troviamo: 1. un livello di inserzione lessicale (che dà origine alla struttura profonda, struttura-p), 2. un sistema computazionale, all interno del quale opera la sintassi (che dà luogo alla struttura superficiale, struttura-s), 3. due livelli di interfaccia, contenenti tutti gli elementi linguistici che vengono effettivamente uditi e interpretati (la Forma Fonetica, FF e la Forma Logica, FL). Nella struttura-p il lessico inserisce le parole in base alla selezione argomentale del verbo; per questo motivo si parla di struttura profonda come della rappresentazione pura delle relazioni tematiche. La struttura-p non corrisponde a ciò che noi udiamo e quindi non corrisponde neanche a quello che interpretiamo. I costituenti di una frase devono, infatti, assumere determinate caratteristiche 3

formali (relative, ad esempio, al Caso e alla flessione verbale) e strutturali (relative all ordine lineare), senza le quali non è possibile la loro interpretazione. La sintassi agisce sulla struttura-p con operazioni di movimento finalizzate a soddisfare i requisiti interpretativi dei costituenti e, solo in seguito a queste operazioni, ottenuta la struttura-s, la frase potrà essere prodotta come output e quindi interpretata dal punto di vista acustico-percettivo (in Forma Fonetica = FF) e logico-semantico (in Forma Logica = FL). Teoria X-barra (Teoria X') La definizione della struttura interna del sintagma, che va sotto il nome di teoria X-barra, è un argomento centrale nel quadro della GG. In base a questa teoria, la struttura interna di qualsiasi tipo di sintagma (NP, VP, PP, AP) può essere analizzata alla luce dello schema generale di seguito: Schema 1. X'' (= XP) SPEC(ificatore) X' X COMPL(emento) In questo schema la testa rappresenta l elemento X del sintagma (i.e., il suo costituente essenziale), mentre le barre (indicate generalmente come apici: X' e X'') stanno a indicare le proiezioni della testa all interno del sintagma. Questa struttura consente di rappresentare graficamente il fatto che tra i costituenti di un sintagma esiste una gerarchia. Tale gerarchia è definita dal numero delle barre, per cui ad ogni barra corrisponde un livello crescente di complessità. Il livello della doppia barra (X'') corrisponde al livello più alto, vale a dire quello sintagmatico. Pertanto, notazioni come N'' o SN o NP sono perfettamente equivalenti. Lo schema X-barra comprende la presenza di due posizioni: quella dello Specificatore (SPEC) e quella del Complemento (COMPL). Si tratta di due posti vuoti nella rappresentazione astratta, che possono essere riempiti da altrettanti costituenti, in virtù del loro rapporto con la testa del sintagma 1. Queste proiezioni vengono rappresentate come di seguito nelle Regole di riscrittura : X'' SPEC, X' - (X'' si definisce come la proiezione massimale della testa sintagmatica) X' X, COMPL - (X' si definisce come la proiezione intermedia) Cosa deduciamo da queste rappresentazioni formali? La relazione esistente tra una testa e il COMPL è più stretta di quella che intercorre tra la testa e il 1 Si vedano lezioni precedenti. 4

suo SPEC, in quanto Testa e COMPL appartengono allo stesso livello di proiezione (X') e formano un unità di analisi strutturale. La teoria X' studia le modalità di composizione dei costituenti e aspira a essere universale in quanto applicabile a tutte le lingue del mondo, a meno di qualche parametro variabile da lingua a lingua. Guardiamo lo schema 1. Abbiamo già parlato dell'ordine dei costituenti e abbiamo notato come la maggior parte delle lingue tenda a: - realizzare il S prima dell'o e - realizzare il V e l'o in posizioni adiacenti Inoltre abbiamo visto che in alcune lingue l'ordine basico vede una successione del tipo VO mentre in altre si riscontra una successione del tipo OV. In una lingua del tipo OV può valere la rappresentazione sintagmatica proposta nello schema 1? Nel caso delle lingue VO si parla di lingue del tipo testa-iniziale in quanto la testa verbale precede linearmente il complemento (O), nel caso delle lingue OV si parla di lingue del tipo testafinale in quanto è il complemento O a precedere linearmente la testa. In questo senso lo schema 1 è universalmente valido a meno del Parametro Testa-Complemento o Complemento-Testa. Schema 2. Lingua Testa Iniziale (VO): X'' (= XP) SPEC(ificatore) X' X COMPL(emento) Lingua Testa Finale (OV): X'' (= XP) SPEC(ificatore) X' COMPL(emento) X I diagrammi forniti vengono detti diagrammi ad albero o indicatori sintagmatici e hanno l'enorme vantaggio di rappresentare la struttura in costituenti della frase fornendo una visualizzazione chiara e immediata dei rapporti gerarchici e di dipendenza esistenti tra i vari costituenti. 5

Un po' di terminologia: - Si dice che un albero è fatto di nodi da cui in genere nascono i rami. - I nodi da cui nascono i rami si chiamano nodi ramificanti mentre i nodi da cui non nasce alcun ramo sono detti nodi terminali. - Il nodo da cui si origina l'albero è detto radice o nodo radicale. - Si dice che un nodo domina un altro nodo se è più in alto di quest'ultimo e se è collegato ad esso solo tramite rami discendenti - Se un nodo domina un altro nodo senza che tra di essi ci siano altri nodi, si dice che il primo domina immediatamente il secondo. - Se il nodo dominante si ramifica, i nodi dominati immediatamente sono detti i suoi costituenti immediati. - Due costituenti immediati dello stesso nodo sono detti fratelli e il nodo che li domina è detto padre (di cui sono ovviamente figli) (Cecchetto, 2002; Graffi, 1994) Come si legge un albero: L'albero si legge partendo dalla radice dell'albero. Dalla radice si scende e si prosegue andando progressivamente verso sinistra (si leggono le singole parole che si trovano sotto i nodi terminali) fino a esaurimento dei nodi terminali (Cecchetto, 2002) Specificatore e Complemento Lo schema X-barra prevede quindi l esistenza di due posizioni, SPEC e COMPL, entro le quali possono collocarsi altrettanti costituenti. Consideriamo, ad esempio, la struttura di un DP come 4) tutta la sua descrizione dei fatti: DP (= D'') SPEC = tutta D' D COMPL = NP (= N'') la SPEC = sua N' N COMPL = PP descrizione SPEC = Ø P' P COMPL = DP di SPEC = Ø D i D' COMPL = NP SPEC = Ø N fatti N' COMPL= Ø 6

E' evidente dal diagramma che non tutte le posizioni strutturali del sintagma devono essere necessariamente riempite. Così: - il determinante la è la testa del sintagma del determinante, il DP: si dice che la testa le proietta il DP che ha come SPEC tutta e come COMPL il NP sua descrizione; - il nome testa descrizione proietta un NP che ha nella posizione di SPEC sua e nella posizione di COMPL il PP [dei fatti]; - il PP, a sua volta, ha come elemento costitutivo la preposizione di, la quale ha come COMPL il DP [i fatti], ma non ha nessun costituente nella posizione di SPEC (che quindi rimane vuota); - il DP [i fatti] ha anch'esso la posizione SPEC vuota e presenta come complemento un NP; - il NP [fatti], infine, ha vuote sia la posizione di SPEC che quella di COMPL; - è importante, dunque, sottolineare che le nozioni di SPEC e COMPL corrispondono a posizioni strutturali (e non a costituenti specifici), che possono (ma non necessariamente devono) essere riempite. I costituenti che accompagnano le teste e che quindi possono occupare le varie posizioni di SPEC e COMPL dipendono, naturalmente dalla natura della testa e dalla loro relazione con essa. Ad esempio, in 4), notiamo che: - lo SPEC del DP è riempito dal quantificatore tutta e il COMPL del DP è riempito da un NP. - il NP in 4) ha nella posizione di SPEC un possessivo mentre il suo COMPL può essere riempito da un PP. Nello SPEC del NP, inoltre, possiamo trovare un AP o una frase relativa. Infatti, oltre a [la sua descrizione dei fatti], possiamo anche dire: 4a) [ DP la [ NP sua [ N descrizione [ AP fantasiosa]]]] 2 4b) [ DP la[ NP [ N descrizione [ F che ho apprezzato molto ]]] Nel caso del PP, il sintagma che occupa la posizione di COMPL è il DP (o un NP), mentre nel VP il COMPL può essere occupato sia da un DP/NP che da un PP: 5a) [ VP [ V amo [ NP Laura ]]] 5b) [ VP [ V amo [ DP quella [ NP ragazza]]]] 6) [ VP [ V ho parlato [ PP con Maria ]]] In conclusione, le posizioni definite dalla struttura X-barra sono riempite dagli elementi richiesti dalle teste in base alle proprietà distribuzionali della categoria alla quale appartengono. Struttura Sintagmatica vs Struttura Argomentale: il VP Come sappiamo, il verbo rappresenta il nucleo della struttura frasale in quanto la sua struttura argomentale determina la selezione di costituenti specifici all interno della frase. Questi costituenti trovano una loro collocazione ben precisa all interno dello schema X-barra. Consideriamo, ad esempio, la struttura-p di un VP quale 7): 7) Luca ama Maria 2 La rappresentazione a parentesi etichettate è equivalente a quella ad albero. 7

VP NP V Luca V NP ama Maria All interno della struttura del VP, il NP che ha il ruolo semantico di esperiente (ATTORE) e che, dal punto di vista sintattico, funge da soggetto si colloca nello SPEC del VP. Al contrario, il NP che ricopre il ruolo di paziente (PAZIENTE) semantico (e di oggetto sintattico) viene inserito nella posizione di COMPL. Questa distribuzione degli argomenti all interno della struttura del VP viene rispettata a prescindere dal tipo di oggetto sintattico. Così, ad esempio per un verbo come parlare, che seleziona un oggetto indiretto, la struttura sintagmatica del VP prevederà semplicemente la presenza di un PP come COMPL della testa verbale: 8) Luca parla a Maria VP NP V' Luca V PP parla P' a NP Maria La struttura sintagmatica consente quindi di mettere in evidenza il fatto che la relazione tra la testa verbale e il suo complemento è più diretta di quanto non sia quella con il soggetto (che si colloca nella posizione di specificatore). Il verbo e il suo oggetto, infatti, costituiscono insieme il livello V', mentre il soggetto si trova più in alto nella struttura sintagmatica e si relaziona al nodo V' nella sua complessità. L oggetto di un verbo che occupa la posizione di COMPL e forma con esso il livello V' viene detto il suo argomento interno, mentre il soggetto posto nello SPEC è il suo argomento esterno. COMPL = ARGOMENTO INTERNO SPEC = ARGOMENTO ESTERNO 8

Indicatore Sintagmatico, Ruoli-theta e Macroruoli Come abbiamo visto nelle lezioni precedenti: 1. la testa verbale seleziona i suoi argomenti; 2. nell'analisi dei ruoli argomentali è ipotizzata l'esistenza di Macroruoli, ciascuno dei quali si articola in una serie di ruoli argomentali più specifici e strettamente connessi con la composizione semantica del verbo (P&F, 2008); 3. esiste una Gerarchia dei Macroruoli: ATTORE > PAZIENTE/TEMA > FINE/LOCATIVO/QUANTITA'/MISURA/COMITATIVO 4. tale gerarchia si correla al numero dei ruoli argomentali, ed è, a sua volta, determinata dalla semantica della predicazione; 5. esistono delle restrizioni circa le possibilità di cooccorrenza dei macroruoli. COMBINAZIONI REGOLARMENTE RISCONTRATE: - ATTORE > PAZIENTE - TEMA > LOCATIVO Perché? COMBINAZIONI ESCLUSE: - *ATTORE >TEMA - *ATTORE > LOCATIVO - *ATTORE > FINE > LOCATIVO - NON è POSSIBILE REALIZZARE DUE ARGOMENTI APPARTENENTI ALLO STESSO MACRORUOLO (violazione del Criterio Ө) La spiegazione risulta immediatamente chiara dalla rappresentazione sintagmatica del VP. Schema 3 VP ATTORE V' V' FINE V PAZIENTE LOCATIVO TEMA QUANTITA' MISURA COMITATIVO La posizione dei Circostanziali Come sappiamo, oltre agli argomenti di un verbo, selezionati in base alla sua struttura tematica, nella frase possono essere presenti circostanziali. 9

Questi elementi non possono essere collocati nelle posizioni di SPEC o di COMPL del VP, perché la struttura sintattica deve rendere conto del fatto che la loro relazione rispetto alla testa verbale non dipende da una selezione, come invece avviene per i costituenti argomentali. E necessario dunque collocare questi elementi in una posizione strutturalmente più distante rispetto alla testa del sintagma. A questo scopo, piuttosto che aumentare il numero delle barre (cioè, delle proiezioni) ammesse per il sintagma, gli studi hanno mostrato che è più adeguato ripetere il nodo sintagmatico (il livello XP) e attaccare a quel nodo ripetuto gli elementi non argomentali. Questo nodo ripetuto prende il nome di AGGIUNTO. Qualsiasi elemento circostanziale, dunque, troverà collocazione nell albero come aggiunto al nodo XP. Schema 4: Aggiunzione X'' X'' Aggiunto SPEC(ificatore) X' X COMPL(emento) Consideriamo l'esempio 9): 9) Marco legge libri gialli F VP NP Marco V legge V' NP N' N libri AP gialli Come possiamo notare, l albero mostra chiaramente che i due costituenti immediati del nodo frasale (F) sono il NP [Marco] e il VP [legge libri gialli]. Mostra, inoltre, che il VP contiene al suo interno un NP che, a sua volta, contiene un AP. 10

La natura, l estensione, e le relazioni che caratterizzano e correlano i vari sintagmi risultano così chiaramente esplicitati. Ora però consideriamo la stessa frase arricchita di un costituente circostanziale: 9a) Marco legge libri gialli al parco. Il NP [libri gialli] è l oggetto di leggere, ma qual è il ruolo del PP [al parco]? Il PP è un circostanziale dell evento leggere libri gialli. Un simile PP modifica, dunque, l intero VP e sarà, pertanto, aggiunto al nodo VP: F VP 1 VP 2 PP NP V' al parco Marco V NP legge libri gialli Come vediamo, l indicatore sintagmatico consente di illustrare in modo chiaro e immediato che gli argomenti di un verbo sono interni al VP, mentre qualsiasi altro costituente è in posizione esterna ad esso. La struttura della frase: le categorie funzionali IP e CP Finora abbiamo indicato il nodo frase semplicemente con il simbolo F, vale a dire, senza fare riferimento a nessun costituente sintagmatico, dotato di una testa e di una struttura X-barra. Dobbiamo quindi pensare che la frase sia l unico costituente della struttura sintattica che non risponde alle caratteristiche generali dei sintagmi? Ovviamente no. Ma, per definire la testa del nodo frasale (e, di conseguenza, il sintagma frasale ) abbiamo bisogno di introdurre una distinzione tra teste lessicali e teste funzionali. Le teste lessicali sono quelle appartenenti alle categorie classiche finora esaminate: nome (NP), verbo (VP), aggettivo (AP) e così via. Il concetto di testa funzionale è entrato a far parte della teoria alla fine degli anni 80, per rendere conto del fatto che le marche morfologiche della flessione (tra cui l accordo, il tempo e l aspetto) sono quelle che determinano il tipo di frase. Tutte queste informazioni, di norma realizzate sulla testa verbale, una volta venivano considerate come un pacchetto morfemico unitario e inserite nella struttura senza una precisa correlazione 11

con le operazioni sintattiche. In seguito, le categorie funzionali (e, di conseguenza, i sintagmi funzionali) sono entrate a far parte integrante della struttura sintattica. In particolare, le informazioni relative all accordo, al tempo e all aspetto sono state inserite in una specifica testa funzionale, chiamata INFL (dall inglese inflection flessione ) e questa testa le cui informazioni sono cruciali per l interpretazione della frase ha assunto il ruolo di elemento costitutivo della frase. Il sintagma frasale è dunque il Sintagma della Flessione (noto come IP, dall inglese Inflectional Phrase). Nell esaminare la struttura sintagmatica della frase, la ricerca linguistica ha poi messo in luce la necessità di postulare delle proiezioni funzionali anche all esterno del nodo frasale. E stato così introdotto il CP ( Sintagma del Complementatore ), nodo che domina IP, nella cui testa (C ) sono generati gli elementi della subordinazione (i complementatori ) quali che, se, ma, ecc. La struttura sintagmatica della frase (al di sopra del VP) è pertanto la seguente: Schema 5. CP Spec C' C IP Spec I' I VP VP: Interfaccia Sintassi-Semantica strato lessicale (valenza) IP: Interfaccia Sintassi-Morfologia strato funzionale (semantica astratta) CP: Interfaccia Sintassi-Grammatica del Discorso/Pragmatica strato operazionale (performativi) BIBLIOGRAFIA Cecchetto C. (2002), Introduzione alla Sintassi. La teoria dei principi e dei parametri, I Manuali LED (Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto), Milano. Donati, Caterina (2008), La sintassi. Regole e strutture, Il Mulino, Bologna. 12

Graffi G. (1994), Le strutture del linguaggio. Sintassi. Il Mulino, Bologna Puglielli A., Frascarelli M. (2004), Tipologia Linguistica: riflessione sulle lingue e loro comparazione, università degli Studi Roma Tre, Roma. (P&F, 2004). Puglielli A., Frascarelli M. (2008), L Analisi Linguistica: dai dati alla teoria, Caissa Italia, Cesena/ Roma. (P&F, 2008). 13