POTATURA POST GRANDINE SU ACTINIDIA

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[Digitare il testo] 2016 Graziano Vittone Luca Nari Gabriele Rivoira (esecuzione pratica) Con la collaborazione dei tecnici del coordinamento frutticolo AGRION Venerdì 10 giugno 2016 POTATURA POST GRANDINE ACTINIDIA POTATURA POST GRANDINE SU ACTINIDIA La presente nota riporta i risultati ottenuti nel corso delle diverse tipologie di potatura realizzate nel 2015 su actinidia a seguito dell evento grandinigeno del 15 maggio 2015 nella zona di Cavour, Campiglione Fenile.

ESITO POTATURA POST GRANDINE Con la presente nota s intende informare i tecnici sui risultati ottenuti dalle diverse tipologie di potatura eseguite su un impianto di actinidia colpito dalla grandine a maggio 2015. Queste osservazioni risultano di estrema attualità in quanto coincidono proprio con l ultimo evento meteorico rappresentato dalla violenta grandinata abbattutasi il 19 maggio a Revello e consentono ai tecnici ed ai produttori di assumere il comportamento più adeguato. CONSIDERAZIONI GENERALI Va osservato che la pianta di actinidia in linea di massima, allorché l evento temporalesco, si verifichi in un periodo medio precoce (maggio giugno e prima metà di luglio) dopo una fase di stasi vegetativa di circa 15 giorni si riprende bene e, a fine stagione dello stesso anno ha praticamente ricostituito la sua massa vegetativa. Naturalmente bisogna tenere presente alcuni aspetti che se non controllati influiscono negativamente sullo sviluppo futuro della pianta: Tempestività nell intervento: nel caso ci si trovasse nella situazione di effettuare l intervento di potatura drastica, si dovrà provvedere, il più presto possibile, in modo che la pianta reagisca velocemente. Con altrettanta tempestività dovranno essere eseguiti i trattamenti chimici subito dopo la potatura. Generalmente la pianta, reagirà, nel giro di qualche settimana, con l emissione di formazioni vegetative che dovranno essere tutelate con legature al filo in modo da evitarne la rottura in quanto ancora fragili. Esistendo, per il primo periodo, un notevole squilibrio fra parte radicale e aerea della pianta, dovrà essere sospesa la concimazione mentre l irrigazione, dovrà essere ridotta al minimo necessario. Allo scopo di poter definire la migliore strategia dopo l evento grandinigeno è possibile individuare, in un appezzamento fortemente colpito dalla grandine, 3 tipologie d interventi e precisamente: 1. POTATURA MEDIA DI RINNOVAMENTO consigliata già in passato dopo l evento grandinigeno, con speronature di tutti i rami a 20 30 cm dal cordone (strategia consigliata poi su tutto l areale) 2. POTATURA LUNGA con mantenimento delle branche intere e speronatura dei soli getti dell anno 3. POTATURA CORTA con taglio raso (senza speronature) di tutti i rami sul cordone Fig. 1 - Immagini della grandinata - 15 maggio 2015

POTATURA MEDIA CON SPERONATURE DI TUTTI I RAMI A 20 30 CM DAL CORDONE Nell immagine seguente si riporta l esito della potatura media. Come è possibile osservare tutti i rami sono stati tagliati al fine di ricostruire la pianta e di ridurre al minimo la presenza delle ferite. Fig. 2 - Potatura post grandine (20 maggio 2015) Di seguito (Fig.3) si riporta la reazione della pianta avvenuta dopo 1 mese dalla potatura realizzata. I getti più lunghi, nel mese di luglio, sono stati legati sui fili esterni (vedi foto sotto a destra) onde evitare la loro precoce rottura a causa del vento. Fig. 3 - Emissione di nuovi getti vegetativi (24 giugno 2015) A fine autunno (Fig.4) le nuove branche sono già lignificate e pronte a superare l inverno. Nel corso della potatura secca si è nuovamente intervenuti mantenendo tutte le branche già legate e selezionando le altre più idonee per la stagione successiva. Tempo di realizzazione potatura secca: 85 ore/ettaro

Fig.4 - Fine autunno (1 dicembre 2015) Nelle immagini seguenti, è possibile valutare la situazione a primavera 2016. Come si può, osservare le piante hanno assunto l habitus normale ed è già presente una produzione stimabile in un 50 % di quella potenziale. La presenza di Psa è stata ben controllata dalla strategia di difesa programmata. Fig. 5 Le piante ad un anno dalla grandinata (20 maggio 2016)

POTATURA LUNGA CON MANTENIMENTO DELLE INTERE BRANCHE E SOLA SPERONATURA DEI GETTI DELL ANNO Nell ambito dello stesso appezzamento è stata realizzata una potatura più conservativa con il mantenimento di circa metà delle branche presenti e la speronatura a 20 cm dal cordone ma solo dei getti dell anno quindi non produttivi. Fig.6 Esito della Potatura lunga (20 maggio 2015) La pianta, dopo un mese dal taglio, ha reagito in modo più disordinato, emettendo nuovi germogli soprattutto verso gli apici a differenza delle zone più interne che hanno avuto meno rinnovi (Fig.7). Fig.7 Reazione della pianta dopo un mese dall intervento (24 giugno 2015)

A fine stagione le piante mostravano un maggior numero di rami e tra tutte le tesi, questa ha manifestato un portamento più complesso con sovrapposizione delle branche. Infatti, nel corso della potatura secca è stato necessario impiegare un numero di ore quasi doppio rispetto alla tesi precedente in quanto la scelta dei rami da mantenere ha prolungato significativamente il tempo necessario vanificando ampiamente quello risparmiato dopo la grandinata. Tempo di realizzazione potatura secca: 175 ore/ettaro Fig.8 Situazione a fine autunno (1 dicembre 2015) La situazione odierna è tuttavia anche in questo caso discreta con una produzione presente leggermente superiore alla tesi precedente ma le ferite sui rami mantenuti sono decisamente più importanti (Fig.9) e come noto da questi l ingresso del batterio Psa risulta facilitato. Su questa tesi si sono evidenziati sintomi da Psa anche se di ridotta entità. Fig.9 Situazione a primavera 2016

POTATURA CORTA CON TAGLIO RASO DI TUTTI I RAMI SUL CORDONE La terza tesi realizzata è stata la più drastica con l eliminazione di tutti i rami direttamente sul cordone. Come è possibile notare dalla Fig. 10 la reazione della pianta è stata completamente diversa dalle altre e l emissione dei nuovi getti localizzata sulla fine del cordone e in corrispondenza dei tagli maggiori mentre non sono particamente partite le gemme latenti sul cordone. Fig.10 Reazione della pianta dopo un mese dall intervento (24 giugno 2015) La situazione alla primavera 2016 conferma quanto osservato nell autunno precedente. La tesi con tagli rasi lungo tutti i cordoni è stata quella che ha dato risultati meno interessanti in quanto la ricostruzione della pianta è stata troppo rallentata dai tagli apportati. La presenza di branche fruttifere a un anno di distanza è quindi ridotta e la produzione sulle piante praticamente nulla. Fig.11 Situazione un anno dopo la potatura

CONCLUSIONI La prova realizzata, con l obiettivo di orientare il produttore nella gestione di un impianto di kiwi dopo una grandinata che abbia compromesso la vegetazione e la produzione, ha evidenziato ancora una volta che se vengono messe in atto le adeguate misure, è possibile garantire alle piante una buona ripresa assicurando una produzione soddisfacente nell anno successivo. Valutando tutte le possibili opzioni risulta che, nel caso in cui l evento grandinigeno accada nelle fase di pre-fioritura o anche successivamente, alla fase d ingrossamento frutti (sino a metà luglio), è sempre conveniente effettuare appena possibile, una potatura atta a ristrutturare la pianta con l eliminazione delle parti colpite. Diverso è il caso in cui la grandinata abbia compromesso solo parzialmente l apparato fogliare e il carico produttivo. In questa situazione converrà mantenere il più possibile la maggior quantità di foglie eliminando solo i rami più danneggiati ed effettuando tempestivamente gli interventi antiparassitari allo scopo di evitare l insediamento dei patogeni attraverso le ferite.