GLI ASPETTI PSICOLOGICI DELLA VISIONE



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GLI ASPETTI PSICOLOGICI DELLA VISIONE Molto importante è il ruolo della memoria (cultura visiva ed esperienze percettive vissute in precedenza) nella comprensione dell'immagine. Questa facoltà della nostra mente ci permette di conservare e di richiamare, anche a distanza di tempo, una serie di forme, oggetti o volti che sono legati a precedenti esperienze visive. Inoltre la nostra mente fa ricorso a modelli mentali, anch'essi frutto della sintesi delle immagini via via memorizzate, caratterizzati dalla massima semplificazione degli elementi costitutivi e delle forme. Dal libro Il Linguaggio dell'arte, aut. Elena Tornaghi, Ed. Loesher, seconda edizione

LEGGI DELLA PERCEZIONE VISIVA Principio della semplicità. Tra le molte soluzioni possibili la nostra mente sceglie sempre la più logica, associando i segni presenti nel campo visivo nel modo più semplice. La semplicità di una configurazione non si misura in base al numero degli elementi che costituiscono l'immagine, ma in base alle sue caratteristiche strutturali. Il quadrato avendo quattro angoli uguali ed essendo simmetrico, risulta più semplice del triangolo con elementi diversi e non simmetrico. Legge della vicinanza: gli elementi del campo percettivo vengono uniti in forme con tanta maggiore coesione quanto minore è la distanza tra di loro. Legge della simmetria: elementi disposti specularmente rispetto ad un asse o punto vengono letti dal nostro sistema percettivo come un insieme unitario. Legge della somiglianza: gli elementi vengono uniti in forme con tanta maggior coesione quanto maggiore è la loro somiglianza. Legge della chiusura (forma chiusa): le linee che formano delle figure chiuse tendono ad essere viste come unità formali. La nostra mente è predisposta a fornire le informazioni mancanti per chiudere una figura, pertanto i margini chiusi o che tendono ad unirsi si impongono come unità figurale su quelli aperti. Dal libro Il Linguaggio dell'arte, aut. Elena Tornaghi, Ed. Loesher, seconda edizione

Legge della continuità di direzione (o della forma): una serie di elementi posti uno di seguito all altro, vengono uniti in forme in base alla loro continuità di direzione. Nella figura percepiamo come unità AB e XY e non AY e XB o ancora AX e YB. Legge dell esperienza passata: elementi che per la nostra esperienza passata sono abitualmente associati tra di loro tendono ad essere uniti in forme. Un osservatore che non conosce il nostro alfabeto non può vedere la lettera E in queste tre linee spezzate. Legge della curva buona o destino comune : gli elementi presenti in un'immagine si costituiscono in un insieme strutturato quando tendono a completarsi reciprocamente. gli elementi che hanno un movimento solidale tra di loro, e differente da quello degli altri elementi, vengono uniti in forme. In una configurazione tendono a unificarsi le linee con la stessa direzione od orientamento o movimento, secondo l andamento più coerente, a difesa delle forme più semplici e più equilibrate. Legge della pregnanza: la forma che si costituisce è tanto buona quanto le condizioni date lo consentono. In pratica ciò che determina fondamentalmente l apparire delle forme è la caratteristica di pregnanza o buona forma da esse posseduta: quanto più regolari, simmetriche, coesive, omogenee, equilibrate, semplici, concise esse sono, tanto maggiore è la probabilità che hanno d imporsi alla nostra percezione. Dal libro Il Linguaggio dell'arte, aut. Elena Tornaghi, Ed. Loesher, seconda edizione

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Modificando la texture la figura può apparire sfondo Le parti simmetriche sembrano figure La forma convessa appare figura, quella conca

SFONDO Lo sfondo è tendenzialmente più grande, costituito da forme aperte, tende ad essere più complesso, concavo, e posizionato nella parte superiore dell immagine

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