Idee e proposte dall ASP Giovanni XXIII



Похожие документы
I servizi per anziani non autosufficienti

AZIENDA ULSS 20 DI VERONA

Progetto Badabene e innovazioni del sistema di assistenza domiciliare

I Contratti di servizio come strumento di governance delle politiche di welfare locale

I Servizi per Anziani di ASP Città di Bologna

La valutazione come occasione di confronto per la programmazione del Piano di Zona. Giovanni Bertin

ALLEGATO 1 BANDO DI GARA PER LACREAZIONE DI UNA SHORT LIST DI FORNITORI DI SERVIZI DI CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO DELLE DONNE

Il progetto d innovazione CASA RUSCONI

Continuità dell assistenza

IL RUOLO DELL ASSISTENTE SOCIALE NEL CONTESTO SOCIO-SANITARIO

Il Comune per le demenze: che cosa fa

Lo sportello Unico Socio Sanitario Integrato Servizi Domiciliari

REGOLAMENTO SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

Piano di Zona La formazione per i volontari La rete sociale Servizi di Assistenza Domiciliare

Fondazione Santa Chiara Centro multiservizi per la popolazione anziana Onlus

Empowerment di comunità

Convegno SItI CURE PRIMARIE TRA MITO E REALTA : IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI 13 novembre 2009 Bergamo

I servizi sociali per gli anziani nella Regione Lazio

Scheda relativa al servizio "Appartamenti protetti per anziani e disabili" oggetto del contratto con l ASP Giovanni XXIII.

Il documento viene adeguato sulla base delle evoluzioni regolamentari e normative disposte dalle istituzioni competenti ai vari livelli.

LEGGE PROVINCIALE N. 8 DEL REGIONE TRENTO (Prov.)

Conferenza Stampa. Cure intermedie: attivi 6 posti. all ASP Bassa Est San Mauro Abate di Colorno

FORUM P.A. SANITA' 2001

La vostra salute, la nostra specialità

Accreditamento: I requisiti La qualificazione del personale La qualificazione dei soggetti

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

La Cooperativa Gnosis si sta impegnando in questi ultimi anni nella sperimentazione di un modello virtuoso di collaborazione con i Servizi di Salute

L'assistenza domiciliare nella realtà piemontese: attività e costi

1.OGGETTO 2.FINALITA 3. DESTINATARI

Disabilità e condizione sociale

ASL FG DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE CENTRO SALUTE MENTALE DI MANFREDONIA

WORKSHOP BEST PRACTICE E INNOVAZIONE NELLE RSA: ESPERIENZE A CONFRONTO 3 Edizione

AREA MINORI. Gli interventi espletati comprendono attività come:

MARKETING, COMUNICAZIONE, DEONTOLOGIA: il biglietto da visita del libero professionista

Progetto In.Volo. Iniziativa per il Volontariato in Lombardia

la riabilitazione dopo ictus e frattura di femore La riabilitazione in RSA

Legge Regionale 23 Novembre 2006, n. 20. Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza. (BUR N. 34 del 9 dicembre 2006)

L. 162/ , , ,

Cure Domiciliari. Corso Elettivo Malato a casa 23 gennaio 2012

Le attività di prevenzione nella Regione Sicilia

Proposta riservata a CRAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. Agos Ducato al fianco dei migliori partner

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE

LEGGE REGIONALE N. 30 DEL REGIONE LIGURIA

Le nuove geografie del lavoro di comunità. Università degli Studi di Bergamo Dipartimento scienze umane e sociali 21 ottobre 2013

I servizi di assistenza domiciliare integrata: Una valutazione e ipotesi di prospettive future

Area Persone Anziane. Servizio di assistenza domiciliare sociale per anziani LIVEAS

Gruppo 1 I SERVIZI PER LA NON AUTOSUFFICIENZA TRA NUOVE DINAMICHE SOCIALI E SOSTENIBILITA ECONOMICA

PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI

Proposta di implementaziome del sistema qualità in cardiologia. Dott. A. Gandolfo

Il rischio di istituzionalizzazione dell anziano fragile: come sostenere i caregivers. FReNeSys Azione e-welfare

Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Giorgio Gasparini Vignola (MODENA)

Allegato A. Regione Marche Giunta Regionale DGR n del 5/10/2004. Obiettivo 3 FSE

Alla c.a. Sindaco/Presidente Segretario Generale Dirigente competente

INSERIMENTO IN STRUTTURE RESIDENZIALI PER ANZIANI

I sistemi informativi a supporto dei modelli d integrazione sanitaria e sociosanitaria Progetto Long-Term Care.net

Badanti e Assistenti Familiari Specializzati

Area Infanzia, Adolescenti, Giovani, Famiglia. Assistenza domiciliare socio-educativa per minori LIVEAS

ASL RMH Comune di Anzio Comune di Nettuno PIANO DI ZONA 2011 PROGETTO 4 - L. 162/98 ASSISTENZA DOMICILIARE INDIRETTA PER DISABILI GRAVI PROSECUZIONE

1. PROGRAMMA INVECCHIAMENTO ATTIVO

L integrazione professionale per l assistenza a domicilio: infermieri e fisioterapisti a confronto

L Informa-Tutti sui servizi per. la salute in Emilia-Romagna

COOPERATIVASOCIALE SOCIETA DOLCE LA DOMICILIARITA IN VAL CAVALLINA

COMUNE DI MILANO Settore Servizi Socio Sanitari Piano Infanzia e Adolescenza - attuazione della legge n 285 seconda triennalità

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Centro diurno socio-assistenziale regionale Ai Gelsi Riva San Vitale

COMUNE DI BAGNOLO IN PIANO. Provincia di Reggio Emilia REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DIURNO

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 69/ 23 DEL

INDIRIZZI ATTUATIVI DEL PROGETTO IMMIGRAZIONE BUONE PRASSI PER L AREA FIORENTINA, MODULO IMMIGRATI E LAVORO DI CURA ) PREMESSA

Ambito Distrettuale 6.1

/12/2008. Identificativo Atto n DIREZIONE GENERALE ISTRUZIONE, FORMAZIONE E LAVORO

Corso di Formazione per Operatore Socio-Sanitario Complesso Integrato Columbus - Anno 2014

COMUNE DI REVERE PROVINCIA DI MANTOVA REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

FAMIGLIE AL CENTRO: Dott. Paola Mosa Roma 24 maggio 2013

9 a Conferenza Nazionale GIMBE Evidenze e innovazioni per la Sostenibilità della Sanità Pubblica

l esperienza degli artigiani

CARTA DEI SERVIZI SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE. Notizie Operative ed Informazioni Pratiche

REGOLAMENTO PER L AMMISSIONE AGLI APPARTAMENTI PROTETTI DEL CENTRO SERVIZI SOCIO SANITARI E RESIDENZIALI MALÉ

Il nuovo Isee (DPCM 159/2013) e la non autosufficienza

Il ruolo dell Infermiere nella Sanità d Iniziativa. L Esperienza dell Infermiere di famiglia

I SERVIZI PER L IMPIEGOL

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN

Osservatorio Settoriale sulle RSA 7 Convegno Annuale

SOSTEGNO ALL ABITARE PER PERSONE CON DISAGIO PSICHICO

Транскрипт:

ISTRUTTORIA PUBBLICA PER LA DEFINIZIONE DEL SISTEMA DI WELFARE Bologna, 21 Settembre 2010 Idee e proposte dall ASP Giovanni XXIII 1

IL CONTESTO In questi anni a Bologna abbiamo assistito a: aumento del numero degli anziani non autosufficienti con problemi sanitari importanti e con problemi di demenza senile; aumento del bisogno di sostegno delle famiglie per l assistenza dell anziano non autosufficiente presso il proprio domicilio; aumento degli anziani della quarta età ultra novantenni 2

L ASP GIOVANNI XXIII Servizi residenziali: RSA : 201 posti CASA PROTETTA: 313 posti CASA DI RIPOSO: 63 posti Servizio diurno 3 CENTRI con personale proprio (55 posti) 6 CENTRI con contratto a Coop. Sociale (85 posti) Assistenza domiciliare 3 SEDI DI SUPPORTO ALLA DOMICILIARITA Alloggi protetti: 19 3

COSTI/RICAVI GIOVANNI XXIII VALORE DELLA PRODUZIONE 2009:. 33.633.487,00 COSTI DELLA PRODUZIONE 2009 : 32.789.676,00 UTILE 2009: 88.615,00 4

Il miglioramento dei Servizi L attuale rete dei servizi cittadina estesa ed integrata cerca di coprire interventi rivolti alla persone, alle famiglie, alla comunità. Gli ambiti di intervento riguardano le sfere : prevenzione/promozione degli Interventi precoci e territoriali dell Assistenza domiciliare e diurna dell Assistenza residenziale temporanea La rete pubblica non può rispondere a tutti i bisogni dei cittadini, ma deve riuscire ad integrarsi non solo con altri soggetti profit/no-profit che producono servizi, ma con le stesse famiglie che sono committenti di servizi propri. 5

Le difficoltà a reperire risorse viste come opportunità La diminuzione delle risorse in questi anni pone la necessità di intervenire concretamente: sull efficacia ed efficienza della rete dell offerta; sulla riorganizzazione e gestione dei servizi sul versante della sussidiarietà 6

Il contributo innovativo dell ASP Giovanni XXIII all Istruttoria Innovare la rete dei Centri diurni facendoli diventare punti di riferimento per il quartiere e integrati nella rete informale e formale dei servizi per anziani. Integrare le azioni istituzionali a sostegno della domiciliarità (Domicilio servito) con gli interventi gestiti dalle famiglie (badanti). Integrare le attività delle tre ASP cittadine per avviare il processo di semplificazione e miglioramento del sistema aziendale 7

I Centri diurni di Bologna Nel territorio del comune di Bologna sono complessivamente presenti 18 centri diurni che erogano i loro servizi ad anziani con diverso grado di non autosufficienza. Il servizio è presente in tutti i quartieri cittadini e l offerta totale è pari a 350 posti, di cui 328 convenzionati con il Comune di Bologna. Analizzando il funzionamento di tali centri si evidenzia una forte criticità, ovvero un tasso di copertura decisamente inferiore all 80%, con alcuni centri con tassi inferiori al 70% 8

Favorire l accesso ai Centri diurni Creare una lista cittadina per accedere ai 18 centri diurni del Comune di Bologna (327 posti convenzionati). La LISTA unica permette di poter superare la situazione di centri diurni non completamente saturi e la presenza in diversi quartieri di liste d attesa dei cittadini. La LISTA unica può prevedere un numero maggiore di iscritti rispetto ai posti disponibili al fine di diminuire il tasso di non saturazione e organizzare al meglio alcuni servizi complementari ( apertura al sabato, orari giornalieri più lunghi ( comprensivo di cena ecc.) Un unica gestione della lista presuppone la definizione di una unica tariffa cittadina 9

Integrazione e flessibilità I Centri Diurni grazie alla collocazione in tutte le zone della Città, possono rappresentare un punto di riferimento per gli anziani di tutto il quartiere e fornire piccoli servizi complementari anche a chi non è iscritto al Cd.(prestazioni infermieristiche estemporanee). Nei centri Diurni è possibile ipotizzare attività progettuali che prevedano la partecipazione di anziani con le proprie badanti al fine di aumentare le opportunità di socializzazione degli anziani e delle loro badanti. Far diventare i Centri Diurni delle piccole cittadelle della salute a favore degli anziani del quartiere. 10

Un assistenza all anziano in movimento L ASP Giovanni XXIII opera da anni nel contesto cittadino dell assistenza agli anziani, ed è stato protagonista di importanti progetti innovativi del settore. In particolare, dal 2007 gestisce per il Comune di Bologna l attività formativa rivolta alle assistenti familiari e ai caregiver degli anziani, e il progetto sperimentale La continuità assistenziale nelle dimissioni ospedaliere difficili, Inoltre, sempre attraverso il conferimento da parte del Comune di Bologna, dal 2009 l ASP è titolare del Servizio di Assistenza Domiciliare cittadino. Il servizio attualmente eroga prestazioni a circa 1200 utenti anziani con diverso grado di non autosufficienza, per un totale annuo di oltre 300.000 ore erogate. 11

Integrare i momenti di assistenza Il progetto si propone di integrare il lavoro di cura a domicilio delle assistenti famigliari nella rete cittadina dei servizi rivolti alla popolazione anziana non autosufficiente, proponendo alle persone anziane ed alle loro famiglie di attivare un servizio domiciliare prestato da badanti formate e qualificate per il quale i partner del progetto garantiscono: consulenza (orientamento al servizio), supporto organizzativo (ai fini della selezione e gestione contrattuale di assistenti famigliari formate), contributi economici se compatibili con il reddito, prestazioni socio assistenziali di tutoraggio e controllo del servizio al domicilio. 12

Al centro la persona (Anziano) Il nostro progetto ha i seguenti obiettivi: aiutare le famiglie con anziani non autosufficienti a trovare nell immediatezza del bisogno una alternativa ai servizi assistenziali tradizionali, per accedere ai quali si resta spesso in attesa a lungo; promuovere e sviluppare sostegni flessibili e personalizzati a favore del mantenimento a domicilio degli anziani, con lo scopo di prevenirne e/o ritardarne l istituzionalizzazione; fornire agli anziani, alle loro famiglie e alle assistenti famigliari l'indicazione di una sede pubblica destinata a favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, per contribuire a realizzare un mercato del lavoro trasparente. L innovazione del progetto consiste nell idea di inserire il ricorso all assistente famigliare fra le soluzioni previste nei Piani di Assistenza Individuale (PAI) che le istituzioni propongono ad anziani e famiglie nel momento della presa in carico. 13

Collaborare ed integrare le tre ASP cittadine Avviare percorsi di semplificazione, anche verificando la possibilità di costituire servizi/uffici interaziendali Costruire momenti di confronto fra le ASP sui temi della gestione dei servizi e del patrimonio Ipotizzare nuovi modelli al fine di migliorare la qualità e quantità dei servizi offerti dalle ASP. 14