5. Il contratto part-time

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1 5. Il contratto part-time di Elisa Lorenzi 1. L andamento dei contratti part-time Il part-time è una modalità contrattuale che in Italia, nonostante la positiva dinamica registrata negli ultimi anni, riveste un peso decisamente inferiore rispetto alla media europea 1. L obiettivo di una maggiore diffusione dei contratti part-time viene ribadito (in recepimento delle raccomandazioni comunitarie) dai Piani Nazionali per l Occupazione 2001 e 2002, come importante elemento all interno di una strategia di crescita occupazionale complessiva e, soprattutto, femminile. La creazione di opportunità di lavoro part-time si configura infatti come un importante stimolo alla partecipazione femminile al mercato del lavoro e quindi come uno strumento fondamentale ai fini dell innalzamento del tasso di occupazione femminile, in ottemperanza agli obiettivi dell Unione Europea in un contesto in cui le attività di cura e assistenza familiare continuano ad essere principalmente a carico delle donne 2. In questo senso vanno le innovazioni normative intervenute con il D.Lgs. 61/2000 e sue successive integrazioni e modifiche, che puntano a riformare il part-time garantendo alle imprese una maggiore flessibilità nell uso di tale istituto e incentivandone l utilizzo attraverso una riduzione dell aliquota contributiva sulle assunzioni con contratti part-time a tempo indeterminato (DM 12/04/2000). 1 Per un analisi più approfondita dell andamento quantitativo degli occupati a tempo parziale e del profilo dei soggetti avviati con contratto part-time si veda Corsi, E. (2002), Il lavoratore part-time in provincia di Milano, in Provincia di Milano (2002), Le trasformazioni del mercato del lavoro e le politiche per l occupazione in provincia di Milano, FrancoAngeli, Milano, pp I.R.S., Unioncamere Lombardia, C.d.I.E. (2003), Il lavoro part-time. Italia e Lombardia nel contesto europeo, FSE Ob.3 Misura E1. 167

2 Il recente decreto legislativo in attuazione alla legge n. 30/2003 interviene in materia al fine di attenuare quelli che vengono definiti [ ] vincoli legislativi imposti alla introduzione di clausole flessibili, rispetto alla collocazione temporale della prestazione lavorativa a orario ridotto e alla sua estensione nel tempo [ ] restituendo alla contrattazione collettiva e alle pattuizioni individuali piena operatività [ ] 3. L obiettivo della nuova legislazione sembra quindi esplicito, puntando all ampliamento dell offerta attraverso una maggiore flessibilità e un allentamento dei vincoli per le imprese nell utilizzo della forza lavoro. Tuttavia ci sembra di poter segnalare un rischio insito nei recenti provvedimenti legislativi, che possono entrare in conflitto con il forte carattere volontario di tale istituto, ampiamente utilizzato soprattutto dalle donne nel periodo riproduttivo ovvero nella fase in cui si intensificano le attività di cura familiare. Una maggiore discrezionalità nell uso del part-time da parte delle imprese potrebbe quindi produrre effetti indesiderati, quali uno scoraggiamento di una parte di tali lavoratori/lavoratrici, sino a determinarne un uscita dal mercato del lavoro ufficiale. E per questo che si ritiene auspicabile che gli esiti di questa riforma vengano accuratamente monitorati per verificare se e in che misura essa conseguirà gli obiettivi attesi. Mentre a livello nazionale e regionale i dati Istat consentono di trarre indicazioni sull andamento quantitativo di tale tipologia contrattuale e sulle caratteristiche dei lavoratori coinvolti, l analisi a livello provinciale ha scontato in questi anni le difficoltà connesse alla carenza di fonti informative. Solo negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione avviata dall Osservatorio del Mercato del Lavoro con l Ufficio Regionale dell Istat, si sono resi disponibili dati comparabili con quelli noti a live llo nazionale e regionale. È per questo che nella scorsa edizione del Rapporto si è deciso di mettere a frutto la grande mole di informazioni registrata dagli archivi dei Centri per l Impiego, che, pur con gli evidenti limiti connessi alla natura amministrativa dei dati, ha consentito di delineare il profilo dei lavoratori avviati con contratto part-time in provincia di Milano. Oltre all analisi delle caratteristiche dei lavoratori si evidenziava come, pur nell ambito di una positiva dinamica di lungo periodo, nel 2001 i contratti a tempo parziale registrassero una lieve battuta d arresto, il cui significato non poteva comunque essere interpretato come l inizio di una fase discendente nell impiego di questa forma flessibile. La doppia fonte sulla quale da quest anno possiamo lavorare consente di cogliere invece dinamiche che risultano in parte divergenti, ma che 3 Relazione di accompagnamento al decreto di attuazione della Riforma Biagi, 168

3 forniscono ugualmente interessanti indicazioni sui processi in atto per quanto riguarda l utilizzo di questo istituto. Prendendo in esame i dati ISTAT sulle forze di lavoro emerge infatti come, nel corso di quest ultimo anno, l occupazione part-time presenti dinamiche non omogenee (cfr. Fig. 1). A livello italiano la quota di parttimer sul totale degli occupati passa dall 8,4% all 8,6%, mentre a live llo regionale la crescita appare decisamente più rilevante e la percentuale di occupati con contratto part-time passa dall 8,8% dello scorso anno al 9,3% di quest anno; per contro a livello provinciale l incidenza dei lavoratori a tempo parziale rimane sostanzialmente stazionaria, pur registrando un lieve incremento in valori assoluti (+1,4%). In Lombardia l utilizzo del part-time sembra collocarsi a metà strada fra il modello italiano e quelli europei. La diffusione del tempo parziale è leggermente più elevata rispetto alla media nazionale e sembra rispondere maggiormente a esigenze di conciliazione. Rispetto al resto del paese si tratta infatti della forma di impiego più femminilizzata, più stabile, caratterizzata da un minore grado di involontarietà e meno segregante, cioè contraddistinta da un maggior numero di passaggi tra full-time e part-time 4. Fig. 1 - Incidenza del part-time su totale occupati. Anni 2001, ,0 9,6 9,2 8,8 8,4 8,0 7,6 9,7 9,6 9,3 8,8 8,4 8,6 Italia Lombardia Milano Fonte: Dati Istat Forze di lavoro, medie annuali Come già sottolineato, sino a poco tempo fa mancavano dati che consentissero di sviluppare un analisi dello stock occupazionale a livello provinciale. Le informazioni a cui abbiamo avuto accesso quest anno non ci consentono comunque di disporre di un quadro sufficientemente 4 Cfr. Samek Lodovici, M. e Semenza, R. (2001), Le forme del lavoro. L occupazione non standard: Italia e Lombardia nel contesto europeo, FrancoAngeli, Milano. 169

4 dettagliato da un punto di vista qualitativo, per cui, oltre a utilizzare una serie di fonti accessorie, il grosso dell analisi qui presentata verrà condotta utilizzando i dati sugli avviamenti ottenuti dai Centri per l Impiego della provincia Riteniamo però utile segnalare, in via preliminare, come l indagine annuale realizzata da Assolombarda 5 su un campione di imprese manifatturiere indichi che nel contesto milanese, in controtendenza rispetto a quanto evidenziato dai dati Istat a livello regionale, si assiste a una diminuzione del peso percentuale dei lavoratori a tempo parziale, anche se accompagnata da una crescita del tasso di diffusione, che passa dal 51,5% nel 2001 al 56,4% nel È comunque da sottolineare come l indagine, circoscritta all industria manifatturiera, sia in grado di rilevare solo una componente minoritaria dell occupazione part-time, una tipologia contrattuale che trova applicazione prevalentemente nel settore terziario. L analisi dei dati amministrativi dei Centri per l Impiego, relativi al complesso dei settori di attività, conferma però l ipotesi di un ridimensionamento nell utilizzo del contratto part-time in provincia di Milano. Il numero di avviamenti a tempo parziale è passato infatti da nel 2001 a nel 2002, registrando un calo del 15%. Alla flessione dell incidenza degli avviamenti 6 con contratto part-time corrisponde in realtà un aumento della quota percentuale di lavoratori avviati con tale modalità, che passa dal 16,6% al 17% (cfr. Fig.2), ma la maggiore incidenza in termini percentuali non si traduce in un aumento del numero di lavoratori, che, in linea con la generale flessione registrata nel 2002, scendono da a nel Va segnalato come l apparente contraddizione tra il numero degli avviamenti e la tenuta dello stock registrata dall Istat, oltre che al diverso universo di riferimento, sia in questo caso spiegabile con il fatto che i dati dei Centri per l Impiego non consentono ancora di leggere appieno il fenomeno delle trasformazioni di altre modalità di rapporto di lavoro in contratti part-time, un fenomeno che ha avuto anche quest anno una grande rilevanza 7. 5 Fioni, A. (2003), L occupazione nell industria manifatturiera nell area milanese, Assolombarda, Milano. 6 Si ricorda che ciascun soggetto può essere avviato più volte nel corso dell anno e quindi il numero di avviamenti registrati non corrisponde al numero di lavoratori coinvolti. 7 Basti ricordare che in base ai dati dei Centri per l Impiego, nel corso del 2002 i contratti trasformati in part-time sono stati 7.903, di cui a tempo indeterminato. 170

5 Fig.2 - Incidenza del part-time sul totale avviamenti/avviati. Provincia di Milano Anno ,7 14,0 16,6 17, Avviamenti Lavoratori avviati Si registra, inoltre, una significativa riduzione nel numero di imprese che, nel corso del 2002, hanno fatto ricorso a questo strumento (si passa dalle circa imprese del 2001 alle del 2002). Tale dato, nonostante le innovazioni normative intervenute in questi ultimi anni, sembra segnalare una persistente diffidenza nell utilizzo di questa modalità contrattuale da parte di molte imprese. È d altra parte plausibile che nel corso del 2002 la stipula di contratti part-time, così come quella di altre forme di lavoro flessibile, sia stata frenata dal clima di attesa in vista della nuova riforma del mercato del lavoro, nell ambito della quale era prevista una revisione di questa tipologia contrattuale. L andamento divergente fra la quota di avviamenti e quella di avviaticome evidenziato dalla figura 2 - segnala la tendenza a una maggiore stabilizzazione dei contratti a tempo parziale, in linea con quanto già sottolineato in riferimento al lavoro standard (cfr. cap. 2). Si riducono i contratti iper-flessibili, nei quali il part-time si accompagna a rapporti di breve durata ripetuti più volte nel tempo, mentre aumenta la quota di lavoratori part-time che, una volta assunti, mantengono rapporti di lavoro a orario ridotto, ma stabili nel tempo 8. Tale tendenza trova conferma dall analisi delle tipologie contrattuali con cui sono stati avviati i lavoratori a tempo parziale. Nel 2002 si segnala infatti una crescita, in termini percentuali, dei contratti a tempo 8 La quota di soggetti che nel corso dell anno viene avviata un unica volta passa infatti dall 87,3% al 90,5%. 171

6 indeterminato, che passano dal 44,8% al 47,9%, mentre diminuiscono tutte le altre forme di lavoro (cfr. Fig. 3). Fig.3 - Avviamenti part-time per tipologia contrattuale. Anni 2001 e ,1 37,1 44,8 47, ,9 9,4 5,7 1,5 1,3 4,3 Appr. Cfl T.D. T.I. Inter Caratteristiche dei part-timer in provincia di Milano Prendendo in esame le caratteristiche dei lavoratori avviati con contratto part-time, si conferma sostanzialmente il profilo già delineato nell ambito della scorsa edizione del Rapporto 9, anche se emergono alcune importanti differenze. Emerge con evidenza la forte prevalenza della componente femminile (66,6%), elemento caratterizzante tale modalità contrattuale. Le donne prevalgono in modo ancora più marcato (82,4%) fra i lavoratori che nel corso del 2002 hanno registrato una trasformazione del rapporto di lavoro, sfociato in un contratto a tempo indeterminato part-time, a testimonianza di come tale modalità contrattuale si configuri principalmente come strumento di conciliazione per la forza lavoro femminile. I lavoratori avviati presentano un età media di 33 anni, ma la distribuzione per età si differenzia nettamente in base al genere. Le donne prevalgono nelle classi di età comprese fra i 35 e i 59 anni, mentre gli uomini presentano quote superiori alla media fra i soggetti più giovani e fra quelli più anziani. Rispetto al profilo tracciato lo scorso anno si evidenzia un significativo aumento dei soggetti con più di 30 anni, che passano dal 9 Di seguito verrà riproposto un sintetico profilo del lavoratore part-time sulla base dei dati 2002, mentre per un analisi più approfondita cfr. Corsi, E. (2002), Il lavoratore part-time in provincia di Milano, in Provincia di Milano (2002), Le trasformazioni del mercato del lavoro e le politiche per l occupazione in provincia di Milano, cit. 172

7 50,7% del 2001 al 57,7% del Nella crescita degli over-30, che coinvolge sia gli uomini che le donne, entrano in gioco elementi di carattere generale, quali il ritardato ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ma anche un utilizzo del contratto part-time il quale, più che come strumento di inserimento per i soggetti più giovani, si configura sempre più come una modalità in grado di rispondere alle esigenze di flessibilità nell orario e nelle modalità di lavoro che caratterizzano particolari settori di attività o come una modalità di reingresso nel mercato del lavoro, specie per le donne. In base al genere e all età dei lavoratori avviati è dunque possibile individuare diverse tipologie di part-timer, che si distinguono per le caratteristiche socio-anagrafiche ma, come vedremo, anche per la diversa modalità di utilizzo del contratto part-time. Il gruppo di soggetti più numeroso è rappresentato dalle donne con più di 30 anni (39,3%), seguito dalle donne giovani (26,8%), dagli uomini over-30 (17,6%) e dagli uomini giovani (16,3%). Fig.4 - Una tipologia di part-timer in provincia di Milano Uomini giovani 16,3% Donne over 30 39,3% Uomini over 30 17,6% Donne giovani 26,8% Fra le qualifiche di avviamento si segnala la forte prevalenza delle Professioni relative alle vendite (44,6%), seguite dal Personale non qualificato (26,8%) e dagli Impiegati (15,2%), mentre, in relazione ai settori di attività, si conferma l utilizzo privilegiato di questa forma contrattuale nell ambito del terziario (89,2%) e in particolare delle Altre attività professionali (27,6%), del Commercio (22%) e del comparto Alberghi e ristoranti (18,9%). Il crescente peso dei Servizi e, soprattutto, delle Professioni relative alle vendite, che passano dal 36% del 2001 al 44,6% del 2002, conferma una progressiva concentrazione dell utilizzo del contratto part-time in quei settori e in quelle mansioni in cui l orario ridotto risponde a esigenze organizzative delle imprese. 173

8 Come è già stato sottolineato, il 47,9% dei lavoratori part-time è stato avviato con un contratto a tempo indeterminato, evidenziando come, per quasi la metà degli avviamenti, l impiego del lavoratore a tempo parziale si configuri comunque come un rapporto di lavoro stabile. Emerge una correlazione diretta tra la stabilità del rapporto di lavoro e l età dei soggetti coinvolti. Indipendentemente dalla qualifica di avviamento e dal genere, i soggetti over-30 sono avviati in misura superiore alla media con contratto a tempo indeterminato, mentre nel caso dei più giovani l orario ridotto si accompagna ad altre forme di flessibilità. In particolare, le donne giovani si distinguono per il minor grado di inserimento con contratto a tempo indeterminato e gli uomini over-30, al contrario, per il maggior livello di stabilità dei rapporti di lavoro. Nelle figure successive si prenderà quindi in esame come i diversi gruppi di part-timer individuati si posizionano rispetto alla stabilità del rapporto e alla qualifica di avviamento (cfr. Figg ) 10, aspetti che consentono di individuare diverse possibili modalità di utilizzo di questa forma contrattuale. Fig. 5 - Posizionamento dei part-timer tra qualifica di avviamento e rapporto di lavoro Professioni relat. vendite donne giovani uomini giovani donne over 30 uomini over 30 Tempo indeterminato Per quanto riguarda le Professioni relative alle vendite, che coinvolgono il 44,6% dei lavoratori, si evidenzia una percentuale superiore alla media 10 Nelle figure 5,6 e 7 i gruppi di part-timer individuati si collocano nei diversi quadranti a seconda che, rispetto alle due dimensioni considerate, registrino valori superiori o inferiori al dato medio. 174

9 nel caso dei giovani e, in particolare, delle donne. I part-timer over-30, soprattutto nel caso degli uomini, risultano invece caratterizzati, oltre che da una maggiore stabilità del rapporto di lavoro, da un inserimento in Professioni relative alle vendite inferiore alla media. Questo spaccato dei lavoratori a tempo parziale che svolgono mansioni relative alle vendite evidenzia come già oggi le imprese trovino nel parttime la possibilità di soddisfare esigenze di flessibilità connesse alla gestione degli orari tipiche delle aziende del commercio e del settore della ristorazione, che rappresentano la quota più rilevante di questi lavoratori. La figura successiva (cfr. Fig.6) evidenzia il posizionamento dei diversi gruppi di part-timer rispetto all assunzione con contratto a tempo indeterminato e all avviamento con qualifiche medio-alte 11. Le donne si distinguono per il maggior livello di inserimento nelle posizioni professionali medio-alte e la percentuale risulta particolarmente elevata nel caso delle donne giovani. Quote di avviamento decisamente inferiori caratterizzano la componente maschile, ma, mentre gli uomini giovani presentano percentuali di inserimento di poco inferiori alla media, la differenza emerge con evidenza nel caso degli over-30. Fig.6 - Posizionamento dei part-timer tra qualifica di avviamento e rapporto di lavoro Qualifiche medio-alte donne giovani uomini giovani donne over 30 Tempo indeterminato uomini over Con qualifiche medio-alte intendiamo le figure impiegatizie, i tecnici, le professioni intellettuali e ad elevata specializzazione e i dirigenti. 175

10 È proprio il gruppo dei part-timer uomini over-30 che presenta invece il maggior livello di inserimento nelle figure operaie 12 (cfr. Fig. 7). Gli uomini giovani e le donne over-30 presentano valori vicini alla media, mentre le donne giovani risultano caratterizzate da percentuali molto basse. In realtà questo dato è la sommatoria di addetti occupati in realtà produttive molto diverse, che presentano anche livelli di segregazione molto difformi. Rientrano tra la figure operaie sia gli addetti alle attività connesse ai trasporti e alla logistica (prevalentemente maschili) sia quelle femminili occupate nelle aziende di pulizia, che rappresentano il grosso degli occupati nel settore; è anche chiaro come in questo caso il diverso grado di stabilità dei rapporti di lavoro sia anche la risultante di una convergenza tra le esigenze delle imprese e le aspirazioni dei lavoratori. Fig. 7 - Posizionamento dei part-timer tra qualifica di avviamento e rapporto di lavoro uomini over 30 Figure operaie uomini giovani donne giovani donne over 30 Tempo indeterminato 3. Conclusioni Il contratto part-time, pur interessando prevalentemente l universo femminile, coinvolge, come abbiamo visto, soggetti contraddistinti da caratteristiche socio-anagrafiche differenti e per i quali si può dunque presumere che la modalità contrattuale a orario ridotto assuma una diversa valenza. 12 Con figure operaie intendiamo gli operai specializzati, i conduttori di impianti e il personale non qualificato. 176

11 Nel caso delle donne il part-time rappresenta un importante strumento di conciliazione fra vita familiare e vita lavorativa e, in questo senso, la sua diffusione viene considerata come uno dei principali elementi in grado di favorire l occupazione femminile. In particolare, il part-time si configura come strumento di conciliazione per le donne over-30, delineandosi principalmente come trasformazione dei rapporti di lavoro per esigenze familiari o come reinserimento lavorativo successivo alla maternità e all attività di cura dei figli. Per questo gruppo di lavoratrici il part-time si presenta sostanzialmente come un rapporto di lavoro stabile e garantito è infatti molto elevata la quota di contratti a tempo indeterminato associato anche a mansioni medio-alte. Diverso è il caso delle donne giovani, per le quali, così come per i coetanei uomini, il contratto a tempo parziale può rappresentare un primo contatto con il mondo del lavoro, molte volte funzionale al proseguimento del proprio ciclo di studi o comunque compatibile con altre occupazioni e interessi. Per i giovani in particolare per le donne il part-time risulta caratterizzato da un basso livello di stabilità; i contratti a tempo indeterminato sono infatti inferiori alla media, mentre assumono rilevanza i contratti a causa mista soprattutto i Cfl e i rapporti a tempo determinato. Le donne giovani si distinguono dagli uomini per un maggior livello di inserimento con qualifiche medio-alte e nelle Professioni relative alle vendite. Per una parte delle lavoratrici sembra dunque emergere il profilo di giovani donne, che, inserite con contratti flessibili in posizioni professionali medio-alte, sperimentano un primo contatto con il mondo del lavoro, in vista di una possibile stabilizzazione del rapporto o, comunque, in condizione di maturare esperienze lavorative utili per la futura crescita professionale. Diversa è la situazione delle giovani under-30 inserite con contratti atipici come addette alle vendite. In questo caso il contratto parttime, più che incontrare le esigenze delle lavoratric i, sembra essere funzionale ai modelli organizzativi di molte imprese, che necessitano di personale per coprire determinate fasce orarie o particolari giorni della settimana. È probabilmente questo il segmento di lavoratrici maggiormente interessato da una modalità di utilizzo del lavoro part-time definito secondario 13, che si configura come una forma di sottoccupazione, associata a bassi salari e qualifiche, e che offre scarse prospettive di sviluppo professionale. Il part-time sembra assumere una valenza simile anche per gli uomini over-30, che però, a differenza dei giovani, godono di una maggiore 13 I.R.S., Unioncamere Lombardia, C.d.I.E. (2003), Il lavoro part-time. Italia e Lombardia nel contesto europeo, cit., pag

12 stabilità del rapporto di lavoro. Si tratta comunque di personale non qualificato, di addetti alle pulizie, alla ristorazione e ai pubblici esercizi e, in genere, di soggetti a bassa qualifica, per i quali il part-time rischia di rappresentare una forma di sottoccupazione, una scelta obbligata in mancanza di alternative più strutturate e remunerative 14. In Italia la scarsa diffusione del part-time viene in genere ricondotta alla diffidenza delle imprese nei confronti di tale strumento, a fronte, invece, di una sempre più ampia richiesta da parte dei lavoratori, e soprattutto delle lavoratrici, che vedono nell orario ridotto la possibilità di conciliare il lavoro con gli impegni familiari o con altre occupazioni e interessi 15. I dati dei Centri per l Impiego evidenziano come la diffusione di tale modalità contrattuale tenda a concentrarsi sempre più nel terziario e, in particolare, in quei settori in cui contratti a orario ridotto risultano funzionali al modello organizzativo dell impresa. Si pensi ad esempio alla grande distribuzione e, in generale, al settore commerciale, ambito nel quale la possibilità di utilizzare i lavoratori in alcune fasce orarie o in alcuni giorni della settimana incontra pienamente le esigenze delle imprese. È però proprio in questi settori che sembra trovare sempre maggiore diffusione un utilizzo del part-time associato a basse qualifiche e bassi livelli salariali, caratterizzato da scarse prospettive di sviluppo professionale e da un alto rischio di segregazione occupazionale. In questo senso, pur nell ambito della sentita necessità di incentivare la diffusione del contratto a tempo parziale - anche e soprattutto favorendo il superamento delle resistenze da parte delle imprese - si pone l attenzione sul pericolo che un eccessiva possibilità di ridefinire gli orari e le modalità di lavoro in relazione alle esigenze organizzative delle imprese rischi di ridimensionare le potenzialità dello strumento in termini di conciliazione e stimolo all occupazione femminile. 14 È significativo che all interno di questo gruppo oltre il 50% dei lavoratori sia rappresentato da cittadini stranieri. 15 I.R.S., Unioncamere Lombardia, C.d.I.E. (2003), Il lavoro part-time. Italia e Lombardia nel contesto europeo, cit., pag

13 Box - Part-time Avviati % Avviamenti % , , , ,0 2002: i dati più significativi % Uomini 33,3 % Donne 66,6 Età media (anni) 33,0 % Stranieri 26,7 Qualifiche di avviamento Dirigenti 0,3 Professioni intellettuali 0,4 Tecnici 8,4 Impiegati 15,2 Prof. relative alle vendite 44,6 Operai specializzati 2,6 Conduttori di impianti 1,7 Personale non qualificato 26,8 Settori di attività 0,2 7,8 2,9 89,2 Agricoltura Industria Costruzioni Servizi 179

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