Scuola dell infanzia di Montefano Progetto per la Valutazione e il miglioramento del POF RELAZIONE FINALE

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1 INDICE 1. Premessa 2. Percorso Progettuale 2.1 Nuclei concettuali affrontati durante gli incontri con il gruppo dei bambini 2.2 Didattica sul metodo scelto 3. Conclusione del Progetto Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 1

2 GIOCARE A RAGIONARE INTORNO ALL IDEA DEL TEMPO PERCEPITO E DEL TEMPO REALE OPERATORE PER STABILIRE RELAZIONI TEMPORALI (DURATA) BREVE MEDIA LUNGA 1. PREMESSA Le attività proposte sono state svolte da un gruppo di bambini di 5 anni (8 max) frequentanti due sezioni diverse della scuola dell infanzia di Montefano. Le lezioni si sono tenute durante le ore mattutine dove la concentrazione e l attenzione degli alunni presenti in sezione risulta maggiore. La durata complessiva del progetto è stata di circa 11 ore. 2. PERCORSO PROGETTUALE 2.1 NUCLEI CONCETTUALI AFFRONTATI DURANTE GLI INCONTRI CON IL GRUPPO DEI BAMBINI Nella prima fase del progetto ho cercato di spiegare il concetto di tempo, che per il bambino della scuola dell infanzia è un pensiero ancora astratto che egli associa a momenti che vive nel quotidiano senza avere però una sua percezione logica; poi il concetto di misura del tempo e di durata utilizzando degli strumenti di misurazione del tempo: ed infine il tempo delle azioni lunghe e il tempo delle azioni corte. Il primo strumento da me utilizzato è stata una candela, per iniziare a comprendere con essa il concetto dello scorrere del tempo. In figura sottostante si può notare come i bambini lavorano tenendo la candela accesa Iniziano a familiarizzare e personalizzare questo strumento nuovo. Nelle foto sottostanti i bambini discutono delle azioni e della loro durata, di cui ho in precedenza trattato, spiegando le loro impressioni e iniziando a disegnarle. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 2

3 L introduzione poi di una filastrocca numerica sugli elefanti; l utilizzo di icone conta tempo, le quali rappresentano per gli alunni un elemento importante per comprendere il concetto di azioni che durano pochissimo, poco, tanto. In figura l esempio di elefanti conta tempo sotto forma di legenda Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 3

4 Infine misurazione del tempo reale con l orologio DIDATTICA SUL METODO SCELTO Per arrivare a spiegare ad un bambino della scuola dell infanzia l idea della percezione del tempo come durata, ho pensato di seguire un percorso articolato individuando prima le competenze da raggiungere e poi le modalità su come costruire le conoscenze attraverso un metodo flessibile ed adeguato ma anche molto vicino alla realtà quotidiana vissuta dal bambino. La competenza, in questo caso, è quella di far conoscere agli alunni il tempo reale superando così l idea del tempo percepito. Per realizzare quanto sopra richiamato, come progettista, ho iniziato l attività di didattica posizionando i bambini in cerchio. Abbiamo iniziato a parlare trattando l argomento tempo, facendo attenzione alle idee e alle riflessioni dei bambini e prendendole come punto di avvio alla realizzazione di questa esperienza (cosa sanno e quali domande si pongono sul tempo). Riporto nel dettaglio di seguito quanto da loro stessi riferito, il tempo è: quando piove o c è il sole ascoltare la maestra quando ci racconta una storia guardare la tv fare merenda giocare al parco fare il calendario Durante le attività svolte, e dopo alcune conversazioni con i bambini è emerso il legame tra il tempo e le azioni,gli alunni hanno iniziato ad avere la percezione del legame causa-effetto, dunque di un prima e di un dopo. Ad esempio una riflessione fatta da loro è stata se prima maestra coloriamo il disegno, poi andiamo a mangiare! Dunque tutte le cose che succedono nel tempo sono legate tra loro e che ad ogni Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 4

5 azione segue una conseguenza che viene dopo.purtroppo non mi sono potuta dilungare molto nella spiegazione di questo concetto a causa di mancanza di tempo. È arrivato il momento di parlare ed osservare attraverso l esperienza di come passa il tempo, e se il tempo passa sempre con la stessa velocità. Raccolgo quindi le risposte dei bambini, decidiamo insieme a loro, di realizzare un disegno, dal titolo: Spiega ai tuoi amici la tua idea di tempo. Successivamente tutti i disegni realizzati sono stati letti e discussi in gruppo. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 5

6 Per raccontare la stessa idea di tempo ho deciso di far disegnare ai bambini tre azioni che avvengono in una giornata a scuola, uguali per tutti. La prima azione scelta è stata quella di disegnare il momento dell arrivo a scuola, il gioco libero, il momento di condivisione fino alla merenda. Mentre la seconda azione scelta è stata quella di disegnare il lavoro didattico con la guida delle insegnanti. Infine la terza azione è stata quella di disegnare il momento del pranzo con gli amici. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 6

7 Un altro importante step è stato quello di introdurre il concetto della durata delle azioni, prima attraverso l introduzione dell oggetto candela, che rappresenta un elemento reale e finito, e di cui abbiamo parlato precedentemente, i bambini l hanno esplorata, colorata, accesa e scoperto il suo funzionamento, e abbiamo parlato del legame che c è tra la candela e il tempo. Gli alunni motivati e tanto entusiasti di questa esperienza, hanno voluto disegnare ciò che avevano appreso: lo scorrere del tempo e la sua durata paragonabili alla candela appena accesa,che era integra e grande all inizio, poi man mano con il passare del tempo si è consumata,fino a diventare sempre più piccola per poi scomparire terminate le nostra attività. Inoltre parlando del concetto della durata delle azioni, ho chiesto ai bambini se tutte le cose che facciamo a scuola occupano lo stesso tempo. La loro risposta con mio stupore è stata No * + perché ci sono cose lunghe e cose corte. Le azioni per il bambino possono durare in modo differente (poco, pochissimo, tanto). Difatti la durata viene percepita dai bambini nel legame con le attività più o meno piacevoli, che ognuno di loro vive a scuola: dallo scorrere rapido del tempo quando giocano, allo scorrere più lentamente quando pranzano o svolgono i compiti.. (attività didattica guidata). Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 7

8 Inoltre attraverso l esempio pratico della candela, ho potuto spiegare ai bambini che il tempo delle azioni passa e non torna, come la candela che una volta accesa si consuma, questo scorrere del tempo dall inizio (che corrisponde al momento di accensione della candela) alla fine (candela consumata e spenta) si chiama durata. Per far capire ai bambini cosa significa una durata temporale lunga, li stimolo a parlare di azioni che durano tanto, e le loro osservazioni sono state le seguenti: Tanto tempo è quando si deve aspettare Per andare lontano serve tanto tempo Aspettare che arrivi la mamma Dormire tutta la notte Tanto tempo è quando aspettiamo il pulmino che ci riporta a casa Quando invece ho affrontato il concetto di durata temporale breve, capire cosa vuol dire una cosa che dura poco tempo, ho individuato e proposto ai bambini azioni come ad esempio fare un disegno piccolo, lavarsi le mani, mangiare un gelato. Ho notato che alcuni di loro sono intervenuti facendomi notare che esistono anche delle cose che durano pochissimo come dare un calcio alla palla, rompere un palloncino, starnutire. A questo punto del percorso per capire se i bambini hanno interiorizzato il concetto di il tempo quanto dura propongo una scheda di lavoro che mi aiuta a controllare se tutti gli alunni del gruppo hanno interiorizzato il concetto e quindi posso procedere andando avanti, oppure cambiare metodo di apprendimento. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 8

9 Dopo un breve sondaggio il risultato che ho ottenuto è stato positivo, solo qualche bambino ha avuto piccole incertezze, che però preso singolarmente attraverso un confronto diretto e utilizzando esempi molto pratici e immediati sono riuscita a colmare. Gli esempi utilizzati in questo caso sono stati: dare un tempo breve per fare un gioco divertente, come scegliere un puzzle o ballare insieme ad un compagno, dando loro poco tempo per fare queste attività scandendo la partenza e decidendo la fine delle stesse. La reazione dei bambini è di stupore per la brevità del tempo che gli viene messo a disposizione per fare tutto quello sopra descritto. Quando tutti gli allievi hanno raggiunto lo stesso livello di conoscenze,prepariamo i cartelloni dove vengono sistemati gli elaborati grafici delle tre azioni in modo che i bambini possono valutare visivamente e verbalmente le loro azioni. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 9

10 Ho deciso che gli allievi sono pronti a conoscere un altro strumento per misurare il tempo, che veniva utilizzato molto tempo fa: una clessidra piena di sabbia, incuriositi vogliono spiegazioni sul funzionamento. La clessidra contiene la i sabbia che scende giù e quando la sabbia è scesa nella seconda ampolla, significa che è passato un tempo, ma la si può capovolgere nuovamente così da consentire alla sabbia di scendere nuovamente, facendo passare altro tempo che risulta uguale al precedente e così via, ciò ci permette di capire se il tempo di una cosa è lungo o breve. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 10

11 Ora invito i bambini a cantare una filastrocca/canzoncina che conoscono, che contiene una progressione numerica ed infinita [ ] un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela [ ] consegno loro delle icone (elefantini di carta precedentemente preparati), che servono come strumenti conta tempo da attaccare ai propri elaborati appesi al cartellone, mentre avevo già preparato una legenda, attribuendo alle varie tipologie di durata temporale un valore numerico, come di seguito dettagliato: tempo breve = un elefante tempo medio = due elefanti tempo lungo = quattro elefanti Ogni bambino, a questo punto, può registrare la durata delle proprie azioni attraverso il conteggio degli elefanti. Alla fine di questa fase di lavoro, tutti i disegni dei bambini rappresentano la correlazione tra azioni e tempo percepito da ognuno di loro. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 11

12 un elefante si dondolava sopra un filo di una ragnatela, trovò il gioco molto interessante e andò a chiamare il secondo elefante, Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 12

13 Ultimo strumento ma molto importante e complesso per misurare il tempo e per passare dal concetto di tempo percepito a quello reale è l orologio. L orologio rappresenta lo strumento vero per misurare il tempo reale, è uguale per tutti, misura realmente il tempo attraverso le azioni, tempo breve, medio e lungo. Ad ogni azione disegnata da ogni bambino attribuisco il tempo reale, senza però togliere le icone (gli elefanti della filastrocca) conta tempo che ha attaccato sopra ad ogni elaborato. La situazione attuale per ogni bambino risulta la seguente: guardando i cartelloni ciò che emerge è che non ci sono grandi differenze tra il tempo percepito dai bambini e il tempo misurato realmente con l orologio. Pertanto il mio compito è stato quello di spiegare loro, ad esempio, come il tempo che hanno utilizzato per giocare e quello usato per le attività didattiche guidate sia stato esattamente lo stesso ed è trascorso alla stessa velocità. Hanno potuto verificare quanto spiegato perché ho mostrato loro di aver misurato il tempo attraverso l utilizzo dell orologio. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 13

14 Ho spiegato agli alunni che l orologio non può sapere se i bimbi si stanno divertendo o annoiando perciò non può rallentare o correre per cui spontaneamente loro mi hanno detto: Allora con l orologio il tempo passa come vuole lui e non come vogliamo noi! Il percorso didattico si è concluso con un confronto generale di tutti i lavori, analizzando uno ad uno tutti gli elaborati e constatando come fossero minime le differenze tra il tempo percepito e quello reale misurato. I bambini sono stati molto motivati ed interessati nel controllare tutto il percorso svolto, fino a comprendere e in alcuni casi spiegare, con osservazioni precise e pertinenti, quelle diversità esistenti tra il tempo percepito e quello reale misurato. 3. CONCLUSIONE DEL PERCORSO Il percorso svolto ha avuto sicuramente un esito positivo, i bambini hanno raggiunto le competenze prefissate, sono risultati coinvolti e attivi in ogni fase del progetto, nonostante l arco temporale per lo svolgimento delle varie e complesse attività fosse, probabilmente, troppo breve. La mancanza di tempo o la troppa rapidità nello svolgere la didattica non mi ha permesso di fermarmi e verificare a pieno la presenza di eventuali ricadute nel percorso di apprendimento dei bambini e contemporaneamente consolidare le nuove conoscenze. Le attività progettate avrebbero avuto bisogno di una tempistica più ampia per essere affrontate con più attenzione e per poter valutare ogni minima sfumatura nei loro cambiamenti e osservazioni, proponendo ai bambini le attività in tempi più distesi avendo così la possibilità di effettuare un osservazione più accurata in itinere e eventualmente ricalibrare e riproporre le attività anche sotto forme diverse. Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 14

15 Relazione dell insegnante Nicoletta Iommi Pagina 15

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