Mercati Internazionali dei prodotti agricoli. Nadia Garbellini

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1 Mercati Internazionali dei prodotti agricoli Nadia Garbellini Università degli Studi di Pavia A.A. 2014/2015

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3 Indice I Strumenti 5 1 Principi di Contabilità Nazionale Classificazione delle attività Expenditure approach Production approach Income approach La sequenza dei conti Bilancia dei Pagamenti e Bilancia Commerciale Il Conto Corrente, o Conto delle Partite Correnti Il Conto Capitale, o Conto dei Movimenti di Capitale Il Conto Finanziario, o Conto dei Movimenti Finanziari Ragioni di scambio e indici di specializzazione produttiva Strumenti derivati e commodities agricole I contratti a termine I contratti Forward I contratti Future II Accordi multilaterali e politiche commerciali 27 1 Protezionismo e commercio internazionale in prospettiva storica Introduzione Colonialismo e Imperialismo Argomenti pro e contro il libero scambio Il GATT General Agreement on Tariffs and Trade Parte I Parte II Parte III Dal GATT al WTO Il Kennedy Round Il Tokyo Round L Uruguay Round III Principali teorie del commercio internazionale 43 1 La teoria dei vantaggi comparati

4 4 INDICE

5 Capitolo I Strumenti 1 Principi di Contabilità Nazionale Il PIL (Prodotto Interno Lordo; in inglese Gross Domestic Product, GDP) è una misura aggregata della produzione, calcolabile seguendo tre approcci diversi ma equivalenti: 1 1. Output approach: somma del valore aggiunto lordo di ogni unità istituzionale residente coinvolta nell attività produttiva, 2 più ogni tassa e meno ogni sussidio sui prodotti che non sia già incluso nel valore dell output; 2. Expenditure approach: somma degli utilizzi finali di beni e servizi (tutti gli utilizzi meno i consumi intermedi) misurati ai prezzi alla produzione, meno il valore delle importazioni di beni e servizi; 3. Income approach: la somma dei redditi primari 3 distribuiti dalle unità produttive residenti. Il prezzo alla produzione è quanto il produttore riceve dalla vendita di una unità del bene o servizio prodotto, meno qualunque tassa sul valore aggiunto (VAT: Value Added Tax. In Italia la tassa corrispondente è l IVA: Imposta sul Valore Aggiunto) o altra tassa deducibile simile contabilizzata. Esclude anche qualunque spesa di trasporto contabilizzata separatamente dal produttore. 1.1 Classificazione delle attività Prima di procedere con la descrizione dei tre metodi alternativi per il calcolo del PIL, è bene spendere qualche parola sulla classificazione delle attivitò produttive adottata dalla contabilità nazionale e dall OCSE. Il PIL infatti, pur essendo una misura aggregata della produzione, deriva dall aggregazione di grandezze settoriali, laddove i settori sono definiti sulla base di criteri di classificazione internazionali. La classificazione internazionale adottata si chiama International Standard Industrial Classification (ISIC) of All Economic Activities, ed è stilata e periodicamente aggiornata dal Dipartimento di Statistica delle Nazioni Unite. 1 Il PIL può essere calcolato in tre modi diversi, ma che conducono allo stesso risultato, al netto di eventuali discrepanze statistiche. Le definizioni qui presentate sono quelle ufficiali del Glossario Statistico dell OCSE. 2 Vale a dire di ogni impresa avente la sua sede sul territorio nazionale. 3 Salari, profitti, rendite. 5

6 6 Capitolo I. Strumenti Si tratta della classificazione standard delle attività produttive, il cui scopo principale è quello di fornire un insieme standard di attività economiche in modo da permettere la classificazione uniforme delle unità produttive a seconda dell attività che svolgono. L adozione di una classificazione standard è importante per consentire di effettuare confronti internazionali, specialmente per quanto riguarda la struttura produttiva e il peso di ciascun settore nella produzione del PIL nazionale. La versione corrente dell ISIC è la ISIC Rev. 4, approvata dalla United Nations Statistics Commission (UNSC) nel Si tratta di una classificazione gerarchica, all interno della quale le attività produttive vengono suddivise in gruppi e sottogruppi con una disaggregazione sempre maggiore Expenditure approach Il valore del PIL expenditure-based è dato dalle spese totali ai prezzi di produzione, incluso il valore f.o.b. delle esportazioni, meno il valore f.o.b. delle importazioni di beni e servizi. 5 Si tratta dell approccio più comunemente utilizzato per il calcolo e la definizione del PIL, a partire dalla cosiddetta identità contabile fondamentale (quella che viene generalmente presentata nei testi di Macroeconomia): Y = C +I +E M (I.1.1) dove Y è il PIL, C sono i consumi (pubblici e privati Final Consumption Expenditure), I gli investimenti (Gross Capital Formation), E le esportazioni e M le importazioni. Il PIL dell Italia, per l anno 2012, è rappresentato in dettaglio nella Tabella I.1. La somma di consumi e investimenti è la domanda domestica, D = C +I; nel nostro caso, C +I = = La differenza tra esportazioni e importazioni è il saldo della bilancia commerciale: X = E M; nel nostro caso, E M = = La somma di domanda domestica e saldo della bilancia commerciale è il PIL, calcolato secondo l expenditure approach: Y = D + X; nel nostro caso, D +X = = La struttura gerarchica di tale classificazione comprende: 1. Tabulation Categories lettere da A a Q 2. Divisioni codici a due cifre 3. Gruppi codici a tre cifre 4. Classi codici a quattro cifre Maggiori dettagli circa la classificazione possono essere trovati nel documento rilasciato periodicamente dalle Nazioni Unite. 5 Il prezzo f.o.b. (free on board price) è il valore di mercato dei beni e servizi importati/esportati così come valutati alla dogana del paese esportatore. È dato dal prezzo c.i.f. meno i costi di trasporto e assicurazione per la tratta tra la dogana del paese esportatore e quella del paese importatore. Si differenzia dal prezzo c.i.f. (cost, insurance and freight price) che è il prezzo di un bene spedito alla frontiera del paese importatore, inclusi i costi di assicurazione e trasporto sostenuti, o il prezzo dei servizi forniti a un residente, al netto del pagamento di ogni tassa sulle importazioni o di ogni costo relativo al trasporto all interno del paese importatore. 6 La differenza nei decimali è la discrepanza statistica.

7 1. Principi di Contabilità Nazionale 7 Tabella I.1: Il PIL calcolato secondo l expenditure approach, Italia(2012). Fonte: OCSE. GROSS DOMESTIC PRODUCT (+) Final consumption expenditure Households and Non-profit institutions serving households Final consumption expenditure of general government Individual consumption expenditure of general government Collective consumption expenditure of general government (+) Gross capital formation Gross fixed capital formation Dwellings ther buildings and structures Transport equipment Other machinery and equipment Cultivated assets Intangible fixed assets Changes in inventories and acquisitions less disposals of valuables (+) Exports of goods and services (-) Imports of goods and services Le quattro voci principali possono a loro volta essere suddivisi in varie componenti. La spesa finale per consumi è data dalla somma di consumi privati (delle famiglie e delle istituzioni no-profit che servono le famiglie) e pubblici (consumi finali del governo). A loro volta, i consumi finali del governo si possono suddividere in: Consumi individuali, vale a dire i trasferimenti sociali: beni e servizi forniti individualmente a persone e famiglie da enti governativi e istituzioni no-profit al servizio delle famiglie, siano essi acquistati sul mercato o prodotti direttamente dalle istituzioni erogatrici. Includono pensioni, servizi sanitari, indennità di disoccupazione e malattia, ecc. Consumi collettivi: beni e servizi forniti dal governo alla collettività nel suo insieme. Includono ad esempio le spese per la difesa, per la costruzione e il mantenimento delle infrastrutture pubbliche, ecc. Allo stesso modo, possiamo suddividere gli investimenti (formazione lorda di capitale) in formazione lorda di capitale fisso e variazioni delle scorte. La formazione lorda di capitale fisso include l acquisto di beni immobili che contribuiscono al processo produttivo per più di un periodo, e entrano quindi a far parte della capacità produttiva. Si tratta di macchinari, stabilimenti, impianti, mezzi di trasporto, ecc. 7 La variazione delle scorte è data dagli acquisti netti (cioè al netto di quanto già posseduto) di stock di materie prime, prodotti semi-lavorati in attesa di essere ulteriormente processati o prodotti finiti in attesa di essere venduti. Le scorte includono anche tutte le materie prime e i prodotti finiti immagazzinati dal governo come riserve strategiche. I prodotti semi-lavorati sono particolarmente importanti nel caso di attività con lunghi periodi di gestazione, come l ingegneria civile, la costruzione di navi ed aeroplani, e la riforestazione. 7 La disaggregazione di questa voce nelle sue componenti principali (per il caso dell Italia nel 2012) è fornita in Tabella I.1.

8 8 Capitolo I. Strumenti Tabella I.2: Il PIL calcolato secondo il Production Approach, Italia (2012). Fonte: OCSE. GROSS DOMESTIC PRODUCT (+) Gross value added at basic prices, total activity Agriculture, forestry and fishing Industry, including energy Construction Distributive trade, repairs; transport; accommod., food serv Information and communication Financial and insurance activities Real estate activities Prof., scientific, techn.; admin., support serv. Activities Public admin.; compulsory s.s.; education; human health Other service activities (+) Taxes on products (-) Subsidies on products Production approach Il valore del PIL output-based è dato dalla somma del valore aggiunto lordo di tutti i produttori residenti, più le tasse meno i sussidi sui prodotti; il valore aggiunto è il valore della produzione totale meno il valore dei consumi intermedi. 8. La Tabella I.2 mostra il PIL calcolato secondo il production approach nel caso dell Italia (2012). Come si vede, il valore aggiunto lordo totale dell economia è dato dalla somma del valore aggiunto prodotto dai diversi settori produttivi; la rilevanza di ciascun settore può dunque essere calcolato come il peso del suo proprio valore aggiunto sul totale. Nel nostro caso, ad esempio, il 2% del valore aggiunto è prodotto dal settore primario; il 18.30% dall industria in senso stretto; il 16.85% dal settore della Pubblica Amministrazione; e così via. 1.4 Income approach Il valore del PIL income-based è dato dai compensi dei dipendenti, più le tasse meno i sussidi sulla produzione, più i redditi misti più il gross operating surplus. I redditi misti sono dati dai surplus o deficit derivanti dall attività produttiva svolta da imprese familiari. Contengono implicitamente un elemento di remunerazione per il lavoro svolto dal proprietario o da altri membri della famiglia, che non può essere esplicitamente separato dal profitto derivante dall attività imprenditoriale. 8 Le tasse sui prodotti escluse le tasse sul VA, sulle esportazioni e sulle importazioni sono tutte le tasse su beni e servizi che si pagano come risultato della produzione, vendita, trasferimento o concessione in affitto di tali beni e servizi, o come risultato del loro utilizzo come consumo o formazione di capitale propri del produttore stesso. Vengono quindi pagate dall acquirente. Le tasse su produzione e importazioni si pagano a seguito della produzione, vendita, trasferimento o qualunque altro uso fatto dal produttore di beni e servizi. Includono tasse e dazi da pagare quando tali beni e servizi entrano in territorio nazionale; vengono quindi pagate dal produttore. Includono anche altre tasse sulla produzione, come le tasse sul possesso e l utilizzo di terra, edifici o altri assets utilizzati nella produzione, o sulla forza lavoro utilizzata, o sui compensi dei lavoratori.

9 2. La sequenza dei conti 9 Tabella I.3: Il PIL calcolato secondo l Income Approach, Italia (2012). Fonte: OCSE. GROSS DOMESTIC PRODUCT (+) Compensation of employees Social transfers Wages and salaries Agriculture, forestry and fishing Industry, including energy Construction Distributive trade, repairs; transport; accommod., food serv Information and communication Financial and insurance activities Real estate activities 1634 Prof., scientific, techn.; admin., support serv. Activities Public admin.; compulsory s.s.; education; human health Other service activities (+) Gross operating surplus and gross mixed income (+) Taxes on production and imports (-) Subsidies on production and imports L operating surplus misura il surplus o deficit derivante dallo svolgimento di attività produttiva al netto di ogni interesse, canone d affitto, o spese simili derivanti dal possesso o l utilizzo di assets, finanziari o tangibili, non prodotti. La Tabella I.3 riporta il PIL dell Italia, per l anno 2012, calcolato secondo l income approach. Come si può vedere, la voce remunerazione dei dipendenti è a sua volta suddivisa in stipendi e salari e contributi sociali. Questi ultimi rappresentano tutti i trasferimenti delle imprese allo stato per ogni lavoratore impiegato con rapporto di lavoro dipendente il cosiddetto cuneo fiscale. In Italia, nell anno da noi considerato, tale voce corrisponde al 26.94% della voce. La voce stipendi e salari viene a sua volta disaggregata in sotto-voci corrispondenti ai vari settori industriali. Come vediamo dalla Tabella, nel nostro caso l 1.12% dei salari e stipendi viene pagato ai lavortori agricoli; il 16.75% ai lavoratori industriali; il 18.72% ai lavoratori pubblici, e così via. 2 La sequenza dei conti Il sistema dei conti nazionali si basa su una identità fondamentale: tutti i beni prodotti domesticamente devono essere consumati, utilizzati come per la formazione del capitale fisso, o esportati. Parallelamente, tutti i beni e servizi utilizzati all interno dei confini nazionali sono essere stati prodotti domesticamente oppure importati. Questa semplice identità è poi elaborata all interno del sistema dei conti nazionali nella sequenza dei conti, vale a dire una serie di conti tra loro collegati, che registrano i vari tipi di attività svolti dai diversi settori istituzionali. 9 Ciascun conto individua le risorse a disposizione di ogni settore istituzionale e gli utilizzi corrispondenti. La differenza tra risorsi e utilizzi definisce la grandezza di bilancio del conto stesso, che viene poi utilizzata come punto di partenza di quello successivo, sul lato opposto (come risorsa). Tale grandezza esprime il risultato delle attività cui il conto corrispondente fa riferimento. 9 I settori istituzionali sono

10 10 Capitolo I. Strumenti Prima di proseguire, è necessario chiarire che cosa si intende per settori istituzionali: si tratta delle unità che effettuano le transazioni economiche, che posseggono assets e che possono accumulare passività. Il settore total economy si suddivide in: (i) Non-financial corporations; (ii) Financial corporations (inclusa la Banca Centrale); (iii) General government; (iv) Households; (v) Non profit institutions serving households (NPISH). Un ultimo settore istituzionale è rappresentato dal resto del mondo. La sequenza dei conti include: Il conto della produzione (production account), che registra le attività di produzione di beni e servizi. La grandezza di bilancio il gross value added (GVA), vale a dire la differenza tra il valore della produzione totale e quello dei consumi intermedi. Essendo il GVA la fonte dei redditi primari (in estrema sintesi, salari e profitti) prodotti in un sistema economico, viene utilizzato come punto di partenza del conto successivo. Conto della generazione dei redditi primari. Mostra come il GVA è distribuito tra salari e profitti Conto della allocazione dei redditi primari. La grandezza di bilancio è dato da surplus operativo e redditi misti. Include anche i redditi di proprietà ricevuti e pagati dai settori istituzionali residenti. A differenza del conto precedente, che è direttamente collegato alle attività produttive e potrebbe quindi essere anche compilato prendendo come riferimento i settori, cioè le branche, produttivi, il conto dell allocazione dei redditi primari non è caratterizzato da tale collegamento diretto, e può quindi essere compilato solo con riferimento ai settori istituzionali. La grandezza di bilancio è il Gross National Income (GNI) Conto della distribuzione secondaria del reddito. Registra le tasse su redditi e ricchezza, i contributi sociali, le pensioni, e tutti gli altri trasferimenti correnti ricevuti e pagati dalla diverse unità istituzionali. La grandezza di bilancio è il reddito disponibile. Il conto dell utilizzo del reddito disponibile. Il reddito disponibile può essere destinato al consumo o al risparmio. Quest ultimo (gross savings) è la grandezza di bilancio del conto Il conto Change in net worth due to saving and capital transfers accounts registra i trasferimenti in conto capitale effettuati e ricevuti. Il conto Acquisitions of non-financial assets account mostra come le risorse disponibili siano utilizzate per la formazione del capitale fisso e per l acquisizione di assets non finanziari. La grandezza di bilancio, in questo caso, è il net lending/borrowing, vale a dire la posizione netta verso l estero. Il conto finanziario, infine, mostra il valore della somma tra attività finanziarie e net lending/borrowing da un lato, e le passività finanziarie dall altro. La grandezza di bilancio è data dalle transazioni finanziarie nette rispetto al resto del mondo. Occorre dunque fare alcune precisazioni. In primo luogo, Pil, GNI e reddito disponibile si differenziano tra loro a causa della presenza del resto del mondo.

11 3. Bilancia dei Pagamenti e Bilancia Commerciale 11 Infatti, se fossimo in presenza di un sistema chiuso, tutti i trasferimenti effettuati da un certo settore istituzionale sarebbe per definizione esattamente identico ai trasferimenti ricevuti dagli altri, il netto per il sistema economico nel suo insieme essendo quindi nullo. In secondo luogo, i redditi primari, e quindi il prodotto interno lordo, sono generati soltanto ed esclusivamente dalle attività produttive. I redditi di proprietànonfannoquindipartedelpil, madelgni.lostessovaleperitrasferimenti, ad esempio le pensioni pagate dallo stato centrale. Tali trasferimenti rappresentano un aumento o una riduzione del reddito disponibile solo quando interessano unità istituzionali non residenti. Se così non fosse, i trasferimenti effettuati corrisponderebbero esattamente a quelli ricevuti, il netto essendo quindi pari a zero. La spesa pubblica, quindi, è qualcosa di diverso dai consumi pubblici: questi ultimi, infatti, consistono di acquisti di beni e servizi, e in quanto tali partecipano alla produzione del prodotto interno lordo. Viceversa, i trasferimenti rientrano nel calcolo del reddito nazionale disponibile, e corrispondono ad una riduzione dello stesso solo quando si sostanziano in trasferimenti diretti a unità non residenti. Dovrebbe quindi essere chiaro che valutare l ammontare della spesa pubblica nel suo insieme in rapporto al Pil è scorretto, per due motivi: in primo luogo, perché il concetto di reddito ad essa corrispondente è quello di reddito disponibile, non di reddito nazionale. In secondo luogo, perché così facendo si considera il solo settore istituzionale che effettua i trasferimenti, ma non quelli che li ricevono. Un discorso affine, ma in un ottica di stock (quindi di bilancio consolidato) e non di flussi (cioè redditi) vale per il debito pubblico. Il debito detenuto da unità istituzionali residenti (inclusa la banca centrale) non rappresentano una riduzione della ricchezza nazionale, la quale per definizione corrisponde al valore degli stock non finanziari più le attività/passività finanziarie verso il resto del mondo. In altre parole, al debito pubblico corrisponde non solo la passività del settore general government ma anche, corrispondentemente, l attività del settore istituzionale che lo detiene. 3 Bilancia dei Pagamenti e Bilancia Commerciale La Bilancia dei Pagamenti (BoP) è uno schema statistico che registra le transazioni economiche realizzatesi, in un determinato periodo di tempo, tra residenti e non residenti in un economia Banca d Italia 2004, p. 10; più precisamente, si definiscono transazioni economiche tutte le relazioni che determinano il cambiamento di proprietà di un bene o di un attività finanziaria; l erogazione di un servizio; l utilizzo di lavoro e capitale (e quindi i redditi da esso derivanti); oppure, il trasferimento unilaterale senza contropartita di un bene o valore. La BoP si suddivide in tre macro componenti: 1. Conto Corrente: contabilizza le esportazioni di beni e servizi; i flussi di reddito; i trasferimenti unilaterali correnti, cioè aventi lo scopo di finanziare i consumi. 2. Conto Capitale: contabilizza le acquisizioni o cessioni di attività non prodotte e non finanziarie (es: brevetti e licenze); i trasferimenti unilaterali in conto capitale, cioè aventi lo scopo di incrementare lo stock di capitale fisso (capacità produttiva).

12 12 Capitolo I. Strumenti Figura I.1: La sequenza dei conti

13 3. Bilancia dei Pagamenti e Bilancia Commerciale 13 Tabella I.4: Bilancia dei Pagamenti, Italia (2011). Crediti Debiti Saldo CONTO CORRENTE Merci Servizi Redditi Trasferimenti Crediti Debiti Saldo CONTO CAPITALE Trasferimenti unilaterali in CC Attività intangibili Attivi Passivi Saldo CONTO FINANZIARIO Investimenti diretti Investimenti di portafoglio Azioni Titoli di debito a breve termine a m/l termine Derivati Altri investimenti Autorità monetarie Amministrazioni pubbliche Istituzioni finanziarie monetarie Altri settori Riserve ufficiali ERRORI E OMISSIONI Conto Finanziario: contabilizza le transazioni che riguardano attività e passività finanziarie. I flussi corrispondenti si suddividono in base a diversi livelli di classificatori: Classificatore funzionale: investimenti diretti, di portafoglio, derivati, altri investimenti. Per le attività: riserve ufficiali Attività/Passività Tipo di strumento finanziario e settore residente titolare dell attività o della passività La compilazione della BoP viene effettuata (in Italia dalla Banca d Italia) sulla base del metodo della partita doppia. Il saldo della BoP dovrebbe pertanto essere nullo; tuttavia, l eterogeneità delle fonti di dati 10 utilizzati per le varie partite e quindi i diversi criteri contabili utilizzati da ogni singola fonte è tale per cui di norma ciò non si verifica. Le differenze confluiscono in quella che tecnicamente si può definire come la quarta macro-componente della BoP, cioè il conto Errori ed omissioni. La Tabella 3 presenta la BoP italiana per l anno (2011). Come si vede, le poste incluse in Conto Corrente e Conto Capitale si suddividono in Debiti e Crediti, definiti in base a un criterio di cassa; rispettivamente, indicano uscite ed entrate di moneta. Le poste incluse nel Conto Finanziario, invece, si suddividono in Attività e Passività definite secondo un criterio patrimoniale, vale a dire le contropartite dei debiti e crediti registrati nei primi due conti. In altre parole, debiti e crediti sono flussi monetari che modificano degli stock patrimoniali. I debiti sono pertanto flussi monetari in uscita che aumentano le 10 Il già citato manuale della Banca d Italia contiene indicazioni precise circa le fonti dei dati riguardanti le diverse voci e sottovoci della BoP. Un intero capitolo del manuale (Banca d Italia 2004, Capitolo IV) è dedicato alla descrizione dettagliata del Sistema statistico per la rilevazione dei dati elementari.

14 14 Capitolo I. Strumenti attività o diminuiscono le passività patrimoniali; viceversa, i crediti sono flussi monetari in entrata che aumentano le passività o riducono le attività. 3.1 Il Conto Corrente, o Conto delle Partite Correnti Come già accennato in precedenza, il Conto Corrente contabilizza esportazioni e importazioni, redditi, e trasferimenti unilaterali correnti. La voce servizi contabilizza, tra le altre cose: (i) i viaggi all estero come esportazioni i viaggi di stranieri in Italia, come importazioni i viaggi degli italiani all estero; (ii) i servizi per il governo le transazioni di ambasciate, consolati, unità militari, ecc non contabilizzate altrove. I redditi da lavoro sono dati dalle retribuzioni lorde di lavoratori impiegati fuori dal paese di residenza. Le retribuzioni di lavoratori italiani all estero sono flussi monetari in entrata, e pertanto classificate come crediti; viceversa, le retribuzioni di lavoratori stranieri in Italia sono flussi monetari in uscita, e come tali vengono contabilizzate come debiti. I redditi da capitale sono invece costituiti da interessi, dividendi e utili reinvestiti. I trasferimenti unilaterali correnti si distinguono in privati e pubblici. I trasferimenti privati includono, tra le altre cose, le rimesse dei migranti, 11, le pensioni percepite da cittadini italiani ed erogate da enti non residenti (flussi in entrata e quindi crediti). I trasferimenti pubblici si classificano in base alla controparte, e in particolare: UE e altre istituzioni sovranazionali; altri enti ed organismi nazionali: aiuti ai PVS; altri soggetti non residenti: imposte versate da non residenti al fisco italiano (crediti); pensioni erogati dagli istituti di precidenza italiani a cittadini non italiani (debiti). Il saldo della Bilancia Commerciale corrisponde alla differenza tra esportazioni ed importazioni, ed è quindi data dal saldo delle voci Merci e Servizi. Si tratta quindi di un sottoinsieme del Conto Corrente, che a sua volta è una delle tre componenti della BoP. 3.2 Il Conto Capitale, o Conto dei Movimenti di Capitale I trasferimenti unilaterali in CC possono essere privati ad esempio i trasferimenti connessi all espatrio o rimpatrio definitivo di emigrati o pubblici. Questi ultimi, come quelli in conto corrente, si classificano secondo la controparte: UE: ad esempio i contributi al Fondo per il sostegno all agricoltura ed al Fondo di Sviluppo Regionale; altri organismi internazionali; enti e organismi nazionali: ad esempio, le remissioni del debito dei PVS. Le acquisizioni e cessioni di attività non finanziarie non prodotte includono, per esempio, entrate/uscite per transazioni relative a terreni, risorse del sottosuolo; attività intangibili (licenze, brevetti, ecc.). 11 Le rimesse degli immigrati in Italia sono flussi in uscita, quindi debiti, mentre le rimesse dei migranti italiani all estero sono flussi in entrata, quindi crediti.

15 3. Bilancia dei Pagamenti e Bilancia Commerciale Il Conto Finanziario, o Conto dei Movimenti Finanziari Come specificato in precedenza, le poste vengono registrate in questo conto secondo un criterio patrimoniale; mentre nel caso di Conto Capitale e Conto Corrente si segue un criterio di cassa, e quindi tutte le poste iscritte a credito hanno segno positivo (corrispondono per definizione a flussi di cassa in entrata) e tutte le poste iscritte a debito hanno segno negativo, le poste iscritte nel Conto Finanziario sia come Attività che come Passività possono avere indifferentemente segno positivo o negativo. La colonna delle Attività, infatti, include tutti i flussi che rappresentano una variazione, vale a dire un aumento o una riduzione, del patrimonio nazionale verso l estero. Ogni acquisto rappresenta un incremento del patrimonio, a cui corrisponde un flusso di cassa in uscita; verrà quindi contabilizzata una cifra negativa nella colonna delle attività. Viceversa, una vendita rappresenta una diminuzione del patrimonio, a cui è associato un flusso di cassa in entrata; verrà quindi contabilizzata una cifra positiva nella colonna delle Attività. La colonna delle Passività, invece, include tutti i flussi che modificano il patrimonio detenuto in Italia da organismi non residenti. Ogni volta che un organismo straniero acquisisce un asset in Italia, ciò si traduce in un aumento delle nostre passività, al quale corrisponde però un flusso di cassa in entrata, e quindi la contabilizzazione di una cifra positiva. Viceversa, ogni volta che un organismo non residente dismette assets patrimoniali precedentemente detenuti in Italia, cioè effettua una vendita, si realizza una riduzione delle passività italiane, alla quale corrisponde un flusso di cassa in uscita e quindi una cifra negativa da iscrivere nella colonna delle passività. Si definiscono investimenti diretti tutti gli investimenti aventi la finalità di acquisire una responsabilità gestionale e stabilire un legame durevole con un impresa che opera in un paese diverso da quello di residenza dell investitore. Il requisito fondamentale perchè un investimento si possa così configurare è che l investitore arrivi a detenere una quota del capitale sociale dell impresa partecipata pari almeno al 10%. Considerando di nuovo il caso dell Italia, gli investimenti diretti rappresentano: Attività se si tratta di investimenti diretti italiani all estero. Ad esempio, quindi, l acquisizione di un impresa partecipata all estero da parte di un operatore italiano che si configura come un investimento diretto rappresenta un aumento del patrimonio italiano (e viene quindi contabilizzata nella colonna delle attività), a cui corrisponde un uscita di cassa (viene quindi iscritta una posta con segno negativo). Se invece un operatore italiano dismettesse una filiale all estero, vendendola ad un operatore straniero, si realizzerebbe un decremento delle attività italiane, avente come contropartita un flusso di cassa in entrata: si iscriverebbe quindi una posta con segno positivo nella colonna delle attività. Passività se si tratta di investimenti diretti esteri (IDE) in Italia. Ad esempio, l acquisto da parte di un operatore straniero di una partecipata in Italia rappresenterebbe un aumento delle attività straniere nel nostro paese, e dunque un incremento delle nostre passività patrimoniali. Tale flusso avrebbe come contropartita un flusso di cassa in entrata: dovrebbe quindi essere registrata una posta positiva nella colonna delle passività.

16 16 Capitolo I. Strumenti Viceversa, l acquisizione da parte di un operatore italiano di un attività produttiva locata sul suolo italiano e precedentemente detenuta da un operatore straniero si configurerebbe come una riduzione delle passività, associata ad un flusso di cassa in uscita. Corrispondentemente, andrebbe iscritta una posta positiva nella colonna delle passività. Gli investimenti diretti sono costituiti principalmente da: (i) azioni e partecipazioni cioè investimenti che diano luogo ad una partecipazione non inferiore al 10% del capitale sociale della partecipata; (ii) redditi reinvestiti; (iii) altri investimenti diretti vale a dire tutte le operazioni legate alla gestione ordinaria e che implicano dei flussi tra partecipante e partecipata. Tutti gli investimenti in titoli che non si configurano come investimenti diretti, e che quindi sono realizzati per fini esclusivamente speculativi, sono detti investimenti di portafoglio. Seguendo la classificazione ufficiale del FMI, si ripartiscono in: Azioni e quote di fondi comuni. Includono, come attivo, le azioni e le partecipazioni emesse da filiali e controllate estere. Strumenti di debito. Includono, nell attivo, gli strumenti diversi dalle azioni purché non emesse da filiale o controllata estera. A seconda della durata, si suddividono a loro volta in strumenti del mercato monetario se hanno una durata inferiore all anno o strumenti a medio-lungo termine se hanno una durata superiore all anno. Per quanto riguarda i derivati, si contabilizzano tra le attività tutti i flussi (margini di variazione) aventi un valore positivo; tra le passività tutti i flussi aventi un valore negativo. I margini iniziali invece, avendo la funzione di deposito cauzionale, si contabilizzano come Altri investimenti e depositi. Un problema contabile relativo ai derivati è rappresentato dal fatto che l intermediazione finanziaria, e quindi la presenza della CH, rende il più delle volte impossibile identificare con certezza la residenza della controparte. Si adotta quindi la convenzione di considerare il paese di residenza della CH stessa o del mercato di quotazione. 12 Gli Altri Investimenti e Riserve Ufficiali sono una voce residuale che include i crediti commerciali, i prestiti, valute e depositi vale a dire le banconote e le movimentazioni di conti correnti; nel caso dell Italia (e di tutti gli altri paesi dell Area euro) include i saldi dei conti TARGET tra BdI e BCE e tutte le Altre Attività/Passività per l Italia (e tutti gli altri paesi dell Area Euro), le attività includono la partecipazione della BdI al capitale della BCE. Infine, le Riserve Ufficiali sono definite come attività sull estero immediatamente a disposizione delle autorità monetarie per finanziare in modo diretto gli squilibri della bilancia dei pagamenti, per regolare in modo indiretto l ampiezza di tali squilibri tramite interventi sul mercato dei cambi, o per altri scopi. (Banca d Italia 2004, p. 90). Comprendono: 1. Oro monetario: oro di proprietà della BC, senza alcuna controparte passiva 12 Ricordiamo che la BoP contabilizza solo i rapporti intercorrenti tra operatori residenti e non residenti, mentre i rapporti tra residenti non vengono contabilizzati qui.

17 4. Ragioni di scambio e indici di specializzazione produttiva 17 Tabella I.5: Ragioni di scambio, Italia ( ) ECP EKP Eidx MCP MKP Midx ToT Source: AMECO 2. Diritti speciali di prelievo (DSP): strumenti di riserva creati dal FMI. Non sono deviti, quindi ad essi non corrisponde alcuna posta passiva 3. Posizioni di riserva nel FMI 4. Valute estere 5. Altre attività 4 Ragioni di scambio e indici di specializzazione produttiva Come specificato nel paragrafo precedente, Il saldo della Bilancia Commerciale fa parte del Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti, ed è dato dalla differenza tra le esportazioni e le importazioni di beni e servizi. Esportazioni ed importazioni sono naturalmente espresse in valuta corrente, e pertanto le variazioni dei saldi corrispondenti risentono, oltre che di variazioni del volume e della composizione degli scambi, anche di variazioni nei prezzi dei beni scambiati. Le ragioni di scambio in inglese Terms of Trade (ToT) sono date dal rapporto tra l indice dei prezzi di esportazioni ed importazioni: ToT = E idx M idx 100 (I.4.1) Tali indici si ottengono come rapporto tra il valore delle esportazioni/importazioni a prezzi correnti (CP) e a prezzi costanti (KP) e assumono per definizione valore 100 nell anno base: E idx = ECP EKP 100, M idx = MCP MKP 100 (I.4.2) Quando aumenta il rapporto tra indice dei prezzi di esportazioni e importazioni si dice che le ragioni di scambio di un paese migliorano, perchè si trova in una posizione relativa migliore rispetto ai partners commerciali un volume di esportazioni minore sarà sufficiente a finanziare il medesimo volume di importazioni. La Tabella 4 mostra le esportazioni e importazioni a prezzi correnti e costanti, i corrispondenti indici dei prezzi, e le ragioni di scambio per l Italia dal 2000

18 18 Capitolo I. Strumenti Figura I.2: Ragioni di scambio, Italia ( ) al L anno base è il 2005: i valori a prezzi correnti e costanti sono uguali, per definizione, e le ragioni di scambio sono pari a 100. La Figura 4 mostra l andamento delle ragioni di scambio italiane dal 1960; in questo caso, l anno base è il Il brusco calo registrato negli anni 70 corrisponde agli shock petroliferi. La composizione di esportazioni e importazioni di un paese può essere indagata anche attraverso il calcolo di indici di specializzazione produttiva. Quelli più comunemente utilizzati sono quelli basati sull indice di Herfindahl-Hirschman (HHI), originariamente elaborato dai due economisti come un indicatore sintetico dell indice di concorrenzialità dei mercati interni. La stessa logica può essere utilizzata per vedere quanto sono concentrate le esportazioni e le importazioni di un paese. In particolare, si possono calcolare: Indici di concentrazione di mercato: quanto sono concentrate le esportazioni/importazioni di un paese rispetto al numero dei partners commerciali? Indici di concentrazione di prodotto: quanto sono concentrate le esportazioni/importazioni di un paese rispetto al numero dei prodotti scambiati? Più precisamente, il calcolo dell indice avviene sulla base della quota di mercato dei diversi partner/prodotti, sulle esportazioni/importazioni: HHI = i s 2 i, i = 1,...,N Calcoliamo l indice di concentrazione di mercato di esportazioni e importazioni, per l anno 2011, per Italia, Germania, USA, Cina, Grecia, Portogallo, 13 I dati relativi al 2013 sono stime.

19 5. Strumenti derivati e commodities agricole 19 Albania e Messico (Fonte: UN COMTRADE e UN SERVICETRADE): HHI Expo ITA = 0.063, HHI Expo DEU = 0.046, HHI Expo USA = 0.088, HHI Expo CHN = 0.081, HHI Expo GRC = 0.074, HHI Expo PRT = 0.133, HHI Expo ALB = 0.677, HHI Expo MEX = 0.679, HHIImpo ITA = HHIImpo DEU = HHIImpo USA = HHIImpo CHN = HHIImpo GRC = HHIImpo PRT = HHIImpo ALB = HHIImpo MEX = Tuttavia, l indice appena calcolato dipende sia dal peso relativo dei partners, sia dal numero degli stessi. In alcuni casi, potrebbe interessarci maggiormente un indice che dipenda solo dal primo, e non dal secondo. Allo scopo, possiamo calcolare l indice HHI normalizzato: nhhi = HHI (1/N) 1 (1/N) Sel indicenonnormalizzatohaunvaloreinclusotra1/n e1(doven èilnumero di partners commerciali), quello normalizzato ha un valore compreso tr 0 e 1. Ripetiamo quindi l esercizio fatto sopra per calcolare l indice normalizzato: nhhi Expo ITA = 0.064, nhhi Expo DEU = 0.047, nhhi Expo USA = 0.090, nhhi Expo CHN = 0.082, nhhi Expo GRC = 0.075, nhhi Expo PRT = 0.135, nhhi Expo ALB = 0.687, nhhi Expo MEX = 0.690, nhhiimpo ITA = nhhiimpo DEU = nhhiimpo USA = nhhiimpo CHN = nhhiimpo GRC = nhhiimpo PRT = nhhiimpo ALB = nhhiimpo MEX = L indice di concentrazione aumenta in tutti i casi quando viene sottoposto a normalizzazione. Tuttavia, la normalizzazione non induce un cambiamento qualitativamente rilevante, e non cambia gli indici relativi. In particolare, osserviamo che paesi come Albania e Messico hanno una concentrazione di mercato molto superiore a quello dei paesi più sviluppati. Il paese con la concentrazione di mercato minore è la Germania. La Cina ha una concentrazione in linea con quella degli USA. 5 Strumenti derivati e commodities agricole I derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende, cioè deriva, dall andamento del valore di una certa attività, oppure dal verificarsi in futuro di un evento osservabile. Tale attività, o evento, è detto sottostante del prodotto derivato, e può essere di qualunque genere e natura. Il valore del derivato

20 20 Capitolo I. Strumenti e quello del sottostante sono legati da una particolare funzione che si chiama pay-off. Tre sono le finalità principali per cui i derivati vengono normalmente utilizzati: copertura, speculazione e arbitraggio, che possono essere illustrati mediante tre semplici esempi. 1. Copertura (o Hedging): la riduzione del rischio di portafoglio. Immaginiamo di aver contratto un finanziamento, con scadenza 31 dicembre, e di dover pagare, in quella data, l ultima rata dello stesso. Immaginiamo inoltre di detenere delle azioni il cui valore attuale è esattamente uguale all importo che dovremo pagare. La nostra intenzione dunque è quella di vendere, il 31 dicembre, le nostre azioni, utilizzando il ricavato per estinguere il debito. Tuttavia, le azioni sono un attività rischiosa: il loro valore in quella data potrebbe essere inferiore a quello attuale; in tal caso, la vendita ci frutterebbe una cifra inferiore a quella necessaria all estinzione del prestito. Per coprirci da tale eventualità, possiamo ricorrere a un contratto derivato, il cui termine sia il 31 dicembre, il cui sottostante sia il nostro pacchetto di azioni, e il cui pay off sia il loro valore attuale. In questo modo, alla data di scadenza potremo incassare l importo pattuito ed estinguere il debito. Naturalmente, tra la stipula del contratto e la sua scadenza il valore delle azioni potrebbe anche aumentare. In tal caso, avremmo realizzato una perdita, poiché vendendo le azioni il 31 dicembre al loro prezzo attuale saremmo stati in grado di ottenere una cifra superiore al pay off del derivato. Tuttavia, le operazioni di copertura non sono finalizzate all ottenimento di un profitto, ma all eliminazione del rischio associato alla volatilità del prezzo del sottostante. 2. Speculazione: esposizione a rischio finalizzata alla realizzazione di un profitto. La Finalità speculativa è del tutto equivalente ad una scommessa, per esempio una scommessa sportiva. Immaginiamo quindi di essere fermamente convinti che la Juventus disputerà e vincerà la finale di Champions League. Invece che recarci in un centro scommesse autorizzato e puntare una certa somma di denaro su questa eventualità, possiamo ricorrere ad uno strumento derivato. Se la nostra supposizione è corretta, infatti, dopo il 24 maggio 2014 (data in cui verrà disputata la finale) il valore delle azioni dovrebbe subire un notevole incremento. Decidiamo quindi di acquistare un prodotto derivato il cui sottostante sia una certa quantità di azioni della Juventus FC, il cui termine sia il 25/05/2014, e il cui pay off sia il valore attuale delle azioni. Se vinceremo la scommessa, il 25/05 potremo acquistare le azioni ad un prezzo molto inferiore a quello che sarà il loro valore, e rivenderle al loro prezzo, realizzando un profitto; se invece la perderemo, le azioni avranno perso valore, e dunque realizzeremo una perdita. 3. Arbitraggio: effettuazione di transazioni combinate sul derivato e sul sottostante, finalizzate alla realizzazione di un profitto attraverso il realizzarsi di eventuali differenze valorizzazione.

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