ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO

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1 ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO BILANCIO SOCIALE a cura di

2 INDICE LETTERA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO... 3 GUIDA ALLA LETTURA... 5 IDENTITÀ E RISORSE... 8 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO... 9 LA STORIA ANNI NEL CUORE DELLA CITTÀ LA MISSIONE IL SISTEMA DELLE RELAZIONI LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E LE RISORSE UMANE LE RISORSE ECONOMICO FINANZIARIE OBIETTIVI, ATTIVITÀ E RISULTATI CRESCERE E STUDIARE FORMARSI E LAVORARE ESSERE ACCOLTI CONOSCERE E INNOVARE COMUNICARE E COINVOLGERE CUSTODIRE E RACCONTARE

3 Lettera del Commissario Straordinario L attenzione riservata nel 2007 alla prima pubblicazione del bilancio sociale dell Istituto dei Ciechi di Milano ha fatto crescere in noi la consapevolezza di quanto sia importante rendere conto in modo puntuale e trasparente, anche tramite questo strumento, delle modalità di gestione attuate, dei progetti realizzati e dei programmi da perseguire nel futuro. Il carattere innovativo del primo bilancio sociale, particolarmente apprezzato dalla stampa specializzata, ha dato grande risalto all iniziativa e ha permesso all Ente di farsi conoscere in modo più approfondito da tutti i cittadini che, a vario titolo, sono vicini all Istituzione o si interessano al mondo della disabilità visiva. Soprattutto è stato un eccellente mezzo di divulgazione e diffusione dei traguardi raggiunti - sul piano qualitativo oltre che quantitativo - dai nostri servizi di cui si avvalgono il sistema scolastico, i servizi sociali del territorio, università, imprese e ordini professionali. Il bilancio sociale, infatti, non consiste solo nella compilazione di una serie di tabelle con sequenze di numeri, ma permette di esplicitare le finalità e i risultati di quelle attività e di quei servizi che hanno reso l Istituto indiscusso punto di riferimento della tiflopedagogia nel mondo. La positiva esperienza del primo bilancio sociale ci ha spronato a rinnovare questa forma di comunicazione, nella convinzione che la trasparenza e la conoscenza siano ormai valori indispensabili per accrescere la fiducia nella nostra Istituzione. E la fiducia, oggi, è quanto mai necessaria e imprescindibile per poter attrarre contributi provenienti dalla solidarietà e dalle sponsorizzazioni. Risorse fondamentali in un momento di grave crisi economica in grado di supplire, almeno in parte, al mancato aggiornamento delle tariffe, oltre che al pesantissimo ritardo nei pagamenti da parte degli Enti pubblici convenzionati per conto dei quali si erogano servizi. Se da una parte crescono le difficoltà economiche, da sempre presenti in questo settore, dall altra aumentano gli utenti che chiedono sostegno all Istituto dopo che i tradizionali canali assistenziali hanno di fatto ridotto, per scarsità di risorse, ogni forma di aiuto. A tutto ciò si aggiunge il crescente numero di utenti disabili visivi che, tra l altro, nel corso di un decennio, sono aumentati di oltre un terzo, registrando la presenza di un alta percentuale di soggetti pluridisabili nelle tre fasce del deficit: lieve, grave e gravissimo. In linea con la propria storia, l Istituto dei Ciechi di Milano ha tuttavia saputo fronteggiare le crescenti difficoltà economiche senza compromettere la qualità dei servizi offerti, garantendo ai giovani non vedenti la migliore consulenza tiflologica, tiflopedagogica e tifloinformatica. L Istituto negli ultimi anni ha adottato strategie lungimiranti in particolare nella gestione del patrimonio immobiliare, chiaramente illustrate nel bilancio sociale, che hanno permesso nel tempo di recuperare importanti risorse. 3 3

4 Da segnalare con particolare evidenza l acquisizione nel 2009 del 50% di uno stabile e la realizzazione dei sottotetti in un altro di proprietà dell'ente che hanno prodotto un significativo incremento del patrimonio immobiliare, che è stato oggetto di costanti interventi e di un accurata manutenzione. Oggi non c è parte della Casa di Sede che non sia ristrutturata secondo le norme vigenti, salvo l area della vecchia Casa Famiglia per la quale si stanno cercando risorse utili al rinnovamento, mentre la nuova RSA Casa Famiglia, considerata una delle migliori della città, oltre alle nuove accoglienze continua ad ospitare storici non vedenti a tariffe contenute. Una lucida scelta etica e morale che ha visto prevalere le ragioni dei non vedenti rispetto a quelle del bilancio. una fondamentale funzione sociale. Ad esempio, si è proseguito ad assegnare abitazioni a canone agevolato a non vedenti e a categorie protette, andando oltre a quanto previsto dalla legge 431 del 9 dicembre Certo, molte prospettive sono cambiate, importanti dinamiche sociali stanno trasformando il Paese e anche noi dovremo confrontarci con la nuova realtà sociale ed economica nella consapevolezza, però, che sostenere le legittime aspirazioni e i sogni di chi non vede sia un obbligo morale che l Istituto deve perseguire con tenacia. Una sfida che non vuole vedere il tramonto delle finalità per cui è nato e si è sviluppato l Istituto dei Ciechi di Milano. Le risorse recuperate hanno permesso non solo di garantire gli standard qualitativi dei servizi, ma anche di continuare a svolgere Rodolfo Masto Commissario straordinario dell Istituto dei Ciechi di Milano 4

5 Guida alla Lettura PERCHÉ IL BILANCIO SOCIALE L Istituto dei Ciechi rappresenta una realtà storica per Milano e per i milanesi che lo hanno voluto e sostenuto a partire dal Nel 2010 l anniversario dei 170 anni ha rappresentato un traguardo di grande significato e un importante occasione per riflettere sul percorso compiuto e guardare con consapevolezza alle nuove sfide che attendono l Istituto. Il Bilancio sociale è lo strumento per far conoscere e restituire alla collettività come l istituto interpreta e realizza la sua missione, il valore sociale creato e i principali risultati conseguiti. CHE COS È IL BILANCIO SOCIALE Il Bilancio Sociale è l esito di un processo con cui l Istituto dei Ciechi rende conto delle scelte, dell impiego delle risorse, delle attività e dei risultati ottenuti, in modo da consentire ai diversi interlocutori di conoscere e formulare una valutazione consapevole su come l ente interpreta e realizza la propria missione. COME SI COSTRUISCE: RENDERSI CONTO PER RENDERE CONTO Il processo di rendicontazione, secondo il metodo Refe società di formazione e consulenza esperta in responsabilità sociale e che affianca l Istituto dei Ciechi fin dall inizio di questo percorso si sviluppa su due versanti. L analisi interna (il rendersi conto) dell identità, delle scelte e del funzionamento dell ente, con le verifica puntuale dei servizi e degli interventi realizzati, delle risorse allocate e dei risultati ottenuti. La comunicazione esterna (il rendere conto) per far conoscere in modo trasparente, verificabile e comprensibile a tutti il lavoro svolto. Con un avvertenza: il Bilancio sociale non rappresenta un obiettivo in sé, ma intende rafforzare la cultura della responsabilità sociale, intesa come la capacità dell Istituto di rispondere degli effetti della propria azione, ovvero dei cambiamenti prodotti sul sistema dei bisogni degli utenti. LA STRUTTURA E I CONTENUTI DEL BILANCIO SOCIALE Il Bilancio sociale ricostruisce il senso dell agire dell ente. Ricostruire la catena di senso MISSIONE E VALORI POLITICHE E OBIETTIVI Tratto da C. Rogate, T. Tarquini (2008) RISORSE ALLOCATE INTERVENTI REALIZZATI RISULTATI OTTENUTI EFFETTI PRODOTTI 5 5

6 La sezione Identità e risorse presenta la missione, i valori di riferimento e le specificità della metodologia d intervento. Analizza le risorse umane e verifica l impiego di quelle economiche, facendo emergere le scelte effettuate e il valore sociale creato nel 2010, anno a cui i dati di bilancio fanno riferimento. La seconda sezione Obiettivi, attività e risultati è articolata nelle 6 aree di bisogno su cui l Istituto interviene: CRESCERE E STUDIARE FORMARSI E LAVORARE ESSERE ACCOLTI CONOSCERE E INNOVARE COMUNICARE E COINVOLGERE CUSTODIRE E RACCONTARE Non vedenti Collettività Per ciascuna area sono rendicontate in modo puntuale le attività realizzate e i risultati raggiunti. I dati si riferiscono al periodo Il gruppo Bilancio Sociale dell IdC Rodolfo Masto (Commissario Straordinario) Giancarlo Abba Antonio Picheca Liana Bertolini Paola Bonanomi Silvia De Todaro Franco Lisi Emanuela Migliorini Paola Monti Rosanna Palazzolo Aurelio Sartorio Maria Assunta Torre Marco Villa Bernardina Zini Gli esperti Refe: Cristiana Rogate Valentina Pericoli Margherita Pennati Matteo Monti 6

7 «Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo» Albert Einstein

8 Identità e Risorse Identità e Risorse

9 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Identità e risorse - IL CONTESTO L Istituto dei Ciechi di Milano, ubicato nel centro della città, costituisce un punto di riferimento riconosciuto per i servizi tiflopedagogici, formativi, socio-assistenziali e della innovation technology, offerti a ciechi e ipovedenti in età evolutiva e adulta primariamente nel territorio della provincia di Milano e della Lombardia, ma anche sul piano nazionale ed europeo. CHE COS È LA CECITÀ O IPOVEDENZA? La popolazione non vedente si divide 1 in ciechi totali, ciechi parziali e ipovedenti che da soli rappresentano il 76% del totale. La cecità consiste in una percezione ottico-visiva ridotta o nulla (cecità parziale o totale rispettivamente), che può essere congenita, può derivare da gravi affezioni dell'apparato visivo (cataratta, vizi refrattivi non corretti, glaucoma, degenerazione maculare legata all età, distacco di retina, etc ) ed extra-visivo (es. diabete) o, può essere conseguenza di incidenti o di particolari traumi. Ancora numerosi sono i casi di persone che hanno perso la vista durante la guerra. Le minorazioni visive vengono classificate e definite 2, secondo le seguenti categorie: ciechi totali: sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi, hanno la mera percezione dell'ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, hanno un residuo perimetrico binoculare inferiore al 3 per cento; ciechi parziali: hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, un residuo perimetrico binoculare inferiore al 10 per cento; ipovedenti gravi: hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, un residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30 per cento; ipovedenti medio-gravi: hanno un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, un residuo perimetrico binoculare è inferiore al 50 per cento; ipovedenti lievi hanno un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell'occhio migliore, un residuo perimetrico binoculare inferiore al 60 per cento. IPO VEDENTI 76% Popolazione non vedente in Italia 2009 CIECHI ASSOLUTI 6% CIECHI PARZIALI 18% 1 Come stabilito dalla legge 138/2001e in conformità alle indicazioni dell Organizzazione Mondiale della Sanità. 2 Cfr. Legge 3 aprile 2001 n

10 Identità e risorse - IL CONTESTO QUANTI SONO I DISABILI VISIVI IN ITALIA? In Italia la stima 3 della popolazione disabile visiva raggiunge le unità, pari all 1,2% della popolazione complessiva, con un aumento del 3% negli ultimi 5 anni. La stima della popolazione non vedente in Lombardia raggiunge le unità, con una crescita del 6% negli ultimi 5 anni (dal 2004). L aumento della popolazione disabile visiva in Italia e in Lombardia è legato in parte all aumento dell aspettativa di vita che comporta un aumento dei casi di perdita della vista in età avanzata e in parte alla insufficiente diffusione della cultura della prevenzione. L Istituto dei Ciechi di Milano è uno tra i più antichi e prestigiosi istituti per ciechi in Italia, offre servizi ad un elevato numero di utenti in Lombardia. Raggiunge alcune province del Piemonte e dell Emilia Romagna. Lombardia VA CO Piemonte NO PC Emilia Romagna RE MI - MB AL LO CR 3 La stima è stata calcolata moltiplicando la popolazione residente per un coefficiente 1,2% è risultato da una specifica indagine realizzata dall Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI). Tale stima deve intendersi per difetto, in quanto le recenti elaborazioni dell'oms individuano l incidenza dei minorati visivi, nell ambito dei Paesi occidentali, attorno all 1,8% della popolazione. 10

11 Identità e risorse - IL CONTESTO A COSA HANNO DIRITTO I CIECHI E GLI IPOVEDENTI? Il riconoscimento dello stato di disabile visivo, effettuato dalle Regioni in seguito alla verifica dei requisiti sanitari da parte di apposite commissioni mediche istituite presso le ASL, consente di ottenere benefici economici erogati dall INPS, che variano a seconda della tipologia di minorazione visiva. I ciechi assoluti percepiscono un indennità di accompagnamento e una pensione non reversibile legata al reddito personale 4 e ad una eventuale situazione di ricovero. I ciechi parziali percepiscono un indennità speciale e una pensione non reversibile legata al reddito personale 5. I ciechi di guerra percepiscono un assegno di superinvalidità, un indennità di assistenza e accompagnamento e una pensione di guerra. Inoltre, i disabili visivi hanno diritto a: - esenzione dal pagamento del ticket sanitario; - ausili e protesi concessi dall ASL in comodato d uso; - supporto e strumenti utili ad esercitare il proprio diritto allo studio e al lavoro; - libera circolazione e sconti sui mezzi di trasporto nazionali; - altre agevolazioni fiscali. Le persone non vedenti hanno bisogni che non riescono ad essere soddisfatti o coperti dai benefici economici ricevuti dal sistema pubblico. La condizione di disabile visivo, le cui peculiarità e difficoltà verranno approfondite nel corso del documento, richiede un sostegno sia per l effettivo riconoscimento dei diritti fondamentali (istruzione, casa, lavoro, salute) sia per poter il più possibile svolgere in autonomia le attività quotidiane. Il ruolo dell Istituto dei Ciechi risulta quindi essenziale per promuovere l autonomia delle persone non vedenti e accompagnarle in tutti i contesti di vita con esperienza e dedizione. 4 Il reddito deve essere inferiore a ,24 annui. 5 Il reddito deve essere inferiore a ,24 annui

12 Identità e risorse - IL CONTESTO QUALI ALTRE ISTITUZIONI PER I CIECHI SONO PRESENTI IN ITALIA? In Italia, i primi istituti per disabili visivi sono stati costituiti nella seconda metà del 1800 con l obiettivo di contribuire ad alleviare la condizione di infermità e di bisogno dei non vedenti, fornendo loro gli strumenti e il supporto per raggiungere l autonomia e il reinserimento nella società. Gli istituti e i centri costituiti successivamente, nel corso del 1900, rispondono sia alla necessità di ampliare i posti per accogliere i numerosi non vedenti rimasti invalidi nella prima e nella seconda guerra mondiale, sia alla necessità di potenziare le strutture specializzate nell educazione, istruzione e riabilitazione ai fini dell emancipazione e dell integrazione sociale. Di seguito si presentano le principali Istituzioni per i ciechi che operano in Italia:. Centro Ciechi San Raffaele, Bolzano (1980) Istituto dei ciechi di Milano (1840) Istituto David Chiossone ONLUS per la riabilitazione della disabilità visiva, Genova (1868) Stamperia Braille di Firenze (1924) Centro Regionale "Sant'Alessio - Margherita di Savoia" per i Ciechi, Roma (1988) Istituto "Domenico Martuscelli" per i minorati della vista d'ambo i sessi, Napoli (1873) Istituto dei ciechi Opere Riunite "Ignazio Florio F. ed A. Salamone", Palermo (1891) Istituto "Luigi Configliachi" per i Minorati della Vista, Padova (1838) Istituto regionale "Rittmeyer" per i ciechi, Trieste (1913) Istituto regionale "Giuseppe Garibaldi" per i ciechi, Reggio Emilia (1882) Istituto F. Cavazza, Bologna (1881) Istituto "Serafico" Assisi - Centro di riabilitazione, Assisi Istituzione Provinciale Centro Educativo Riabilitativo per Videolesi "Gino Messeni Localzo", Bari Rutigliano (1955) Istituto provinciale per i minorati della vista "Anna Antonacci", Lecce (1906) C.R.A.N.V. - Centro regionale per l'autonomia del Non Vedente, Catanzaro (1986) Istituto per ciechi "Ardizzone Gioeni", Catania (1911) Centro Regionale "Helen Keller", Messina (2001) 12

13 Identità e risorse - La storia LA STORIA La fondazione dell Istituto Il convitto L asilo Il laboratorio La nuova sede di via Vivaio L'Istituto dei Ciechi di Milano nacque nella prima metà dell 800 per offrire risposte alla condizione dell infermità e del bisogno dei non vedenti, ma con il fermo proposito di fornire alle persone assistite gli strumenti per raggiungere l autonomia professionale e il reinserimento sociale. Michele Barozzi, allora direttore delle Pie Case d'industria e di Ricovero decise, nel 1836, di affrontare il tema della cecità creando inizialmente una struttura sperimentale all interno degli istituti da lui diretti, nella quale vagliare la possibilità di riuscita di una simile iniziativa. Il 13 luglio 1840, pertanto, fondò l Istituto dei Ciechi in Milano, eretto in Ente Morale con Regio Decreto del 20 settembre 1868, quale terzo istituto in Italia (dopo l Ospizio dei Santi Giuseppe e Lucia fondato a Napoli nel 1818 e l Istituto di Padova costituitosi nel 1838) per l assistenza ai non vedenti. L iniziativa riscosse il consenso dei Milanesi e trovò nel Conte Sebastiano Mondolfo il suo principale benefattore, grazie al quale l Istituto si trasferì in una sede autonoma in Corso di Porta Nuova dove venne allestito un moderno convitto, adeguatamente attrezzato rispetto allo spazio della sede originaria ormai insufficiente per gli assistiti che erano divenuti una cinquantina. Il percorso dei non vedenti si fondava su una formazione teorico-pratica, basata prevalentemente sulla musica e sui lavori manuali. Tra il 1855 e il 1860 l attività dell Istituto acquistò visibilità in Italia e in Europa, ottenendo numerosi riconoscimenti. Nel 1863, a quattro anni dalla scomparsa di Louis Braille, l Istituto dei Ciechi di Milano introdusse, per primo in Italia, il codice che porta il suo nome. Il codice Braille, permette ai ciechi di scrivere e leggere autonomamente; è a punti in rilievo, coglibili al tatto, e i singoli segni vengono combinati secondo una precisa disposizione. Il Braille, dichiarato codice ufficiale per tutti gli Stati, ha fornito ai ciechi lo strumento fondamentale per l accesso alla cultura. Nel 1867 morì Michele Barozzi e il Conte Sebastiano Mondolfo divenne il direttore dell Istituto, manifestando da subito l intenzione di creare un asilo, con lo scopo di ospitare presso l Istituto anche alcuni degli allievi che mancavano di mezzi di sussistenza e pronta occupazione e permettere loro di perfezionare l istruzione e la professione appresa nell Istituto stesso. L Asilo Mondolfo venne fondato nel 1872 e aperto nel marzo del Nel 1879 la Presidenza dell Istituto fu assunta da Francesco Zirotti che intervenne ulteriormente sulla struttura dell ente fondando e aprendo nel 1884 il Laboratorio con il fine di dare lavoro ai ciechi adulti, prevedendo anche la possibilità di lavoro al domicilio. Monsignor Luigi Vitali, direttore dell Istituto dal 1876 al 1914, diede avvio alle pratiche di trasferimento della sede dell Istituto da Corso di Porta Nuova a Via Vivaio, costruita secondo moderni criteri di funzionalità. Il progetto definitivo, affidato all Architetto Giuseppe Pirovano, venne elaborato da Vitali sulla base di approfonditi studi e delle 13 13

14 Identità e risorse - LA STORIA L Istituto si accredita La casa famiglia L Istituto Scolastico e la Scuola di Avviamento Professionale Le difficoltà economiche nel secondo dopoguerra visite effettuate presso gli Istituti dei Ciechi di Parigi, Lione e Marsiglia. Il nuovo edificio venne inaugurato il 3 novembre del 1892 alla presenza del Re Umberto e della Regina Margherita, mentre l impegno personale di Vitali nella realizzazione dell opera fu premiato con la nomina a commendatore della corona d Italia. Le tre entità, Istituto, Asilo e Laboratorio, cominciarono molto presto ad ottenere significativi risultati e traguardi, e fin dai primi anni di vita, essi si resero visibili attraverso una partecipazione attiva a manifestazioni, esposizioni e congressi nazionali e internazionali. L Istituto, inoltre, si è sempre distinto per la pubblicazione di periodici e documenti che hanno contribuito a far conoscere e amare la causa dei ciechi, a far discutere e progredire il livello di assistenza e di educazione e a mettere in comune fra i diversi Istituti i risultati raggiunti, sollecitare l intervento dello Stato. Fu soprattutto con il rettorato di Monsignor Luigi Vitali che si assistette ad un potenziamento dell insegnamento della musica, applicato sia agli strumenti a corde e a fiato sia al canto corale. Vitali era interessato a portare gli allievi al di fuori dell Istituto: dai concerti tenuti dai non vedenti all interno dell Istituto si passò all organizzazione di vere e proprie tournèe internazionali, nonché alla partecipazione a grandi eventi. Nel 1925 Monsignor Pietro Stoppani, direttore dell Istituto dal 1914 al 1933, inaugurò la Casa Famiglia realizzata in un nuovo edificio all interno dell Istituto, quale pensionato per cieche adulte per le quali l unico sbocco professionale era quello di insegnanti di canto o di piano o accompagnatrici musicali presso istituti, educandati, orfanotrofi o asili d infanzia. La Casa Famiglia aveva lo scopo di facilitare l inserimento nel mondo del lavoro, in quegli anni più difficile per le donne che per gli uomini. Il 16 agosto 1926 con regio decreto n 1781 l'istituto dei Ciechi fu dichiarato Istituto Scolastico e posto sotto la sorveglianza del Ministero della Pubblica Istruzione. La nuova legge introdusse l obbligo per i ciechi di frequentare le scuole interne fino alla terza elementare e ciò fece aumentare il numero dei convittori. Pur conservando i fini di assistenza, l Istituto ebbe accesso ai finanziamenti pubblici superando l esclusiva dipendenza dalle elargizioni private. Nel 1933 le Scuole elementari divennero scuole statali. Nel 1939 viene istituita la Scuola di Avviamento Professionale per ciechi che inglobò il laboratorio di vimini, la falegnameria e il maglificio. La minaccia dei bombardamenti, durante la seconda guerra mondiale, comportò nel 1943 lo sfollamento presso l Istituto di Padri Passionisti di Caravate in provincia di Varese. Nel secondo dopoguerra l Istituto dei Ciechi si trovò ad affrontare gravi problemi finanziari che si protrassero per alcuni anni; questo era dovuto al fatto che il valore in entrata delle rette degli allievi non copriva i costi per il mantenimento degli stessi e della struttura nel suo insieme. Il Consiglio di Amministrazione, per risolvere tale situazione, fu costretto a vendere parte del patrimonio fino al 1952, anno in cui fu possibile dichiarare con soddisfazione e orgoglio di aver raggiunto sia il pareggio di bilancio, sia il costante aumento del numero degli ospiti che, dai soli settanta del 1945, passava a centocinquantotto, aumento che può essere considerato un importante simbolo di rinascita dell Ente. 14

15 Identità e risorse - La storia Nuove attività scolastiche e corsi di formazione professionale L integrazione degli alunni non vedenti nelle scuole per vedenti Nel 1951 venne promulgato il nuovo statuto dell Ente che accoglieva le nuove disposizioni di legge del 1926 pur mantenendo fermi i fini di assistenza per cui era sorto. Sul finire degli anni cinquanta, quando ebbe inizio la lunga amministrazione di Virginio Pozzi, presidente dell Istituto dal 1958 al 1983, e durante la direzione di Monsignor Sergio Varesi, rettore dell Istituto dal 1955 al 1985, vennero impostate alcune iniziative che caratterizzarono la storia dell Istituto nel secondo dopoguerra. L Istituto dei Ciechi accoglieva, infatti, una popolazione scolastica composta sia da ragazzi ciechi sia da giovani con problemi visivi e anche non autosufficienti. Per fronteggiare al meglio le necessità formative degli ospiti si cominciò a studiare la possibilità di nuove attività scolastiche e di istruzione professionale che contribuissero in modo caratterizzante al curriculum dei giovani assistiti. Ci si orientò, nel 1961, verso una scuola di massofisioterapia, della durata di tre anni, l ultimo dei quali di pratica quotidiana presso la Clinica Ortopedica dell Università di Milano. A partire dalla metà degli anni sessanta si riattivò la scuola materna e furono istituiti corsi annuali di lingue straniere, corsi di formazione ai lavori femminili, quali la fabbricazione dei tappeti, e di accordatura per pianoforti. Nel 1963 fu istituita la Scuola Media Statale per Ciechi in ottemperanza all istituzione della scuola media unica a livello nazionale. A seguito delle leggi nazionali relative all inserimento e all integrazione dei non vedenti nelle scuole frequentate da alunni vedenti, reso obbligatorio con la legge n 517 del 1977, in soli due anni si raggiunse l integrazione totale della popolazione scolastica elementare non vedente. Per la Scuola media, invece, si scelse una soluzione diversa, che favoriva l integrazione all interno delle aule di Via Vivaio, con l iscrizione di ragazzi vedenti della zona, inserendo anche lo studio dello strumento musicale oltre alle normali lezioni di educazione musicale. L Istituto si trovò a non avere più allievi nel convitto perdendo di conseguenza le rette provenienti dalle Amministrazioni Provinciali. In questi anni avvenne nell Istituto una profonda trasformazione. Dopo la chiusura della Scuola Elementare Statale speciale per Ciechi, i lavoratori del settore educativo svilupparono l idea di trasferire nella scuola di frequenza, dove il bambino cieco era inserito, le metodologie, le tecniche e i sussidi specifici necessari per potergli garantire un percorso di apprendimento adeguato attraverso una didattica differente ma non differenziante, una didattica sviluppata nel contesto della scuola di tutti. Così quello che era diventato il servizio fondamentale dell Istituto, denominato Servizio di Consulenza e di Ricerca Tiflopedagogica per la disabilità visiva, si sviluppò sempre più non solo nella provincia di Milano ma anche in diverse province lombarde e fuori regione. Nel 1976 vennero istituiti, presso la sede dell Istituto, i Corsi Professionali per Centralinisti Telefonici minorati della vista, a tutt oggi ancora attivi, puntando l attenzione sulla capacità della persona di inserirsi con professionalità nel mondo del lavoro. Gli anni ottanta, a seguito delle profonde modificazioni del quadro legislativo e ambientale in cui l Istituto operava, furono caratterizzati da un lato dal tentativo di impostare il nuovo ruolo dell Ente quale punto di riferimento nel campo della formazione del non vedente, e dall altro nell elaborazione di iniziative che permettessero di recuperare progressivamente una stabilità economica necessaria al buon funzionamento delle struttura e al raggiungimento delle nuove finalità

16 Identità e risorse - LA STORIA Verso la trasformazione in Ente non profit La trasformazione della Casa Famiglia in RSA A partire dagli anni novanta sono state stipulate importanti convenzioni con gli Enti Locali e le Università milanesi a supporto dell integrazione degli studenti disabili visivi, attraverso corsi qualificati di informatica, orientamento e mobilità e braille per le lingue straniere e il servizio tiflopedagogico. Negli stessi anni l Istituto ha consolidato e ampliato i suoi servizi mediante l avvio di corsi di tifloinformatica differenziati per livello e per tipologia di utenza, e mediante l attività del Centro Stampa (Braille e a Caratteri Ingranditi) e del Centro Materiale Didattico. Nel 1993 il Ministero, dopo aver sciolto il Consiglio di Amministrazione, ha nominato il Cavaliere di Gran Croce Rodolfo Masto Commissario Straordinario col compito di governare questa importante fase di transizione. Nel 1998, il Provveditorato agli Studi di Milano, sentito il Commissario Straordinario, ha inoltrato al Superiore Ministero una bozza del nuovo statuto in linea con i nuovi orientamenti giuridici in materia di enti non profit. Grazie ad una più solida gestione economica, oltre a mantenere le attività precedentemente impostate, l Istituto ha potenziato il proprio intervento in alcuni ambiti strategici, quali il settore informatico e la ricerca tiflopedagogica. Parallelamente ha avvallato, in modo definitivo, con l organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento, il proprio ruolo nel campo della formazione di insegnanti e operatori educativi, nel campo della progettazione e fornitura di materiale didattico e nella ricerca di nuove professioni in cui i giovani non vedenti possano affermarsi allargando la propria sfera di interesse a tutto il territorio nazionale. Dal 1995, con il progressivo invecchiamento delle ospiti della Casa Famiglia, si è messo in atto un processo di radicale trasformazione per adeguare la Casa e i servizi offerti alle nuove esigenze degli anziani, integrando ai servizi assistenziali e di supporto anche servizi sanitari. Da questo momento è iniziato un percorso di adeguamento strutturale, gestionale e di riqualificazione degli operatori della Casa Famiglia che, ai sensi della nuova normativa, è diventata Residenza Sanitaria Assistenziale. Dal 2003 la comunità, fino ad allora esclusivamente femminile, ha iniziato ad accogliere persone anziane vedenti, compresi gli uomini, allo scopo di rispondere alla richiesta dei cittadini e facilitare la socializzazione. Nel 2006, a seguito di un processo di adeguamento degli standard strutturali e gestionali che ha portato alla costruzione di nuovi locali, la Casa Famiglia RSA ha ottenuto l accreditamento di 26 posti letto. Nello stesso anno è stato aperto il Museo storico Louis Braille, che ripercorre la storia dei metodi di scrittura per ciechi e mette a disposizione di tutti il patrimonio artistico-culturale dell istituto: la quadreria, opere d arte, gli strumenti musicali, la biblioteca, l archivio storico e l archivio fotografico. 16

17 Identità e risorse - La storia Nuove iniziative, l assegnazione di premi e riconoscimenti e l accreditamento Dialogo nel Buio Il restauro del Salone Barozzi La sede dell Istituto negli ultimi 10 anni è stata completamente rinnovata nel rispetto delle norme di sicurezza e per i diversi settori sono stati predisposti spazi attrezzati e funzionali alle diverse attività. Un importante ruolo ha assunto negli ultimi anni la partecipazione a progetti internazionali, che ha consentito un proficuo confronto con importanti istituzioni europee similari. Nel 2003 è stato istituito il Premio Giornalistico Pierluigi Golino, per ricordare il professionista, che con fiera determinazione ha esaltato la sua professione, superando con volontà, passione e intelligenza le difficoltà dovute alla sua minorazione visiva. Nel 2004 l Istituto dei Ciechi è stato dichiarato dalla Regione Lombardia Ente di rilevanza regionale, per la competenza ed esperienza consolidata in attività pregresse a carattere formativo e professionale per i disabili visivi. L Istituto viene riconosciuto una realtà unica in Lombarda, a cui tutti i ciechi fanno capo in ragione del suo carattere di eccellenza, di alta specificità e riconoscibilità. Nel febbraio del 2005 è nata la rivista Luce su Luce con l obiettivo di informare, divulgare le attività, le iniziative e i progetti dell Istituto, nonché di costituire un punto di riflessione sulle tematiche tiflopedagogiche. Nel 2007 è stata realizzata l iniziativa L arte del tatto, in collaborazione con il Museo del Louvre di Parigi, allo scopo di avvicinare i visitatori all arte scultorea da una nuova prospettiva, ovvero tramite l utilizzo del tatto. A partire dal 2006, inoltre, l Istituto diviene operatore accreditato per i servizi al lavoro e dal 2007 ottiene l accreditamento anche per i servizi di istruzione e formazione professionale. Nel novembre 2009 l Istituto riceve il Premio Lombardia Eccellente per il suo impegno nell ambito della formazione a favore dell integrazione sociale delle persone con disabilità visiva. A dicembre dello stesso anno, in occasione della giornata della Riconoscenza della Provincia di Milano, l Istituto ha ricevuto il Premio Isimbardi, per l attività di Dialogo nel buio. In particolare, è stato premiato l impegno, la professionalità e l alto valore etico e sociale del lavoro delle guide, che rendono significativa l esperienza del buio. Nel dicembre 2005, a seguito del successo della prima edizione della mostra Dialogo nel buio svoltasi a Palazzo Reale nell anno 2003, l Istituto dei Ciechi ha deciso di riproporla presso la propria Sede per almeno 5 anni. Nel 2008 la mostra Dialogo nel buio, dedicata alla percezione sensoriale, soprattutto del tatto, viene proposta al Carnevale di Venezia e in diverse iniziative, riscuotendo molto successo. Nel 2009 sono stati avviati i lavori per il restauro del Salone Barozzi allo scopo di recuperare e restaurare affreschi rimasti nascosti per più di mezzo secolo. Il centosettantesimo anniversario Il Forum Europeo della Disabilità L Istituto festeggia l anniversario dei 170 anni dalla sua fondazione che viene celebrato con diverse iniziative. Viene terminato il restauro del Salone Barozzi. Nel 2011 l Istituto ospita il Forum Europeo della Disabilità

18 Identità e risorse - LA STORIA 170 ANNI NEL CUORE DELLA CITTÀ Nel 2010 l Istituto ha celebrato il 170 anniversario dalla sua fondazione. Tra gli eventi e le iniziative più significative realizzate per l occasione si ricordano in particolare i seguenti. Convegno internazionale Milano Europa, Istituzioni per ciechi a confronto tra passato e futuro In occasione del centosettantesimo l Istituto dei Ciechi di Milano ha deciso di mettersi a confronto con le Istituzioni per ciechi di Parigi, Londra e Vienna, che sono state punto di riferimento per Michele Barozzi quando nel 1840 ebbe l incarico di fondare l Istituto. Ciascuna delle Istituzioni europee partecipanti al convegno, tenutosi a ottobre 2010, ha avuto modo di raccontare la propria tradizione educativa e scolastica, le proprie esperienze, le iniziative realizzate e i servizi offerti per le persone non vedenti. In particolare, il convegno ha rappresentato un occasione importante per porre le basi per la realizzazione di un progetto comune che sviluppi la ricerca e intervenga a supporto dei paesi poveri in linea con gli obiettivi di Expo. Riapertura della Sala Barozzi La Sala Barozzi, situata al pian terreno con affaccio su un chiostro con colonnato e porticati, conserva decorazioni di grande valore. La sala è considerata un punto di incontro tra i ciechi e la città, ed è luogo privilegiato utilizzato dalle Istituzioni pubbliche e private per l organizzazione di eventi. In occasione dell anniversario la sala Barozzi è stata riaperta e inaugurata in seguito alla realizzazione di un intervento di restauro finanziato in parte da Regione Lombardia. I lavori hanno permesso di recuperare e riportare alla luce affreschi che erano stati coperti nel periodo postbellico. Concerto straordinario alla Scala È stato realizzato un concerto straordinario presso il Teatro alla Scala, Domenica 17 ottobre La serata ha visto protagonisti l'orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il pianoforte solista Davide Cabassi sotto la guida del Maestro Helmuth Rilling. 18

19 Identità e risorse - LA MISSIONE Il documentario 170 anni, Istituto dei Ciechi di Milano Grazie al contributo del regista Giacomo Gatti è stato realizzato un film / documentario che racconta l Istituto dei Ciechi di Milano, attraverso le immagini delle persone che vi lavorano e di coloro che beneficiano dei suoi servizi, ovvero delle persone non vedenti che percorrono il loro cammino verso l autonomia e l integrazione nella vita quotidiana. Il documentario è stato proiettato in occasione delle celebrazioni del centosettantesimo anniversario e in seguito distribuito in dvd. Grazie alla consulenza del Centro Informatico dell Istituto il documentario è stato reso accessibile anche alle persone non vedenti

20 Identità e risorse - LA MISSIONE LA MISSIONE Si esplicitano di seguito le finalità, i valori e le specificità dell approccio dell Istituto nel dare risposta ai bisogni dei non vedenti e della collettività. Le nostre finalità L Istituto opera per la piena integrazione scolastica e lavorativa, sociale e culturale dei ciechi, degli ipovedenti e dei pluridisabili visivi, promuovendone l autonomia e valorizzando le aspirazioni personali proprie di ogni età della vita. A tal fine, l Istituto svolge attività educativoformative, di ricerca e di innovazione tecnologica; inoltre, presso la RSA Casa famiglia, accoglie e assiste gli anziani con disabilità visiva e vedenti. In cosa crediamo UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ e delle POSSIBILITÀ a partire dal riconoscimento delle differenze individuali EDUCAZIONE: l uomo, in qualsiasi condizione si trovi può, tramite l azione educativa, trovare percorsi formativi e strumenti che gli consentano di superare i propri limiti e difficoltà per migliorare se stesso e realizzare le proprie aspirazioni. AUTONOMIA: la persona può e deve essere protagonista del proprio esistere e crescere nella consapevolezza delle sue potenzialità, per poter gestire in modo indipendente la vita quotidiana, familiare, professionale e relazionale. SOLIDARIETÀ: principio della condivisione per far conoscere e dare risposte alle diverse problematiche della disabilità visiva, impegnandosi a promuovere e rafforzare la cultura dell integrazione nella collettività. 20

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