Sergio Marini (Presidente Coldiretti)

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1 Venezia, 17 aprile 2008 Forum Internazionale DOMANI ENERGIA Quarta edizione Sergio Marini (Presidente Coldiretti) 1

2 Coldiretti ha affrontato la questione energetica partendo da quei fenomeni che destano maggiore preoccupazione tra i cittadini: inquinamento atmosferico, caro petrolio ed effetti negativi dei cambiamenti climatici. In proposito, si è evidenziata subito la necessità di una pianificazione energetica di lungo periodo. Una efficace pianificazione energetica richiede, da un lato, una centralizzazione delle misure di regolazione e, nel contempo, una localizzazione delle misure di intervento. Si tratta di uno schema pianificatorio, che potrebbe essere denominato Piano quadrifoglio, in cui biomasse, sole, vento e acqua sono considerate risorse rinnovabili da gestire in modo integrato ed in stretto rapporto con il ruolo dell impresa agricola multifunzionale. Nelle strategie della Politica Agricola Comunitaria, l'agricoltura pur di fronte ad uno scenario in continua evoluzione di cui tra poco parleremo può avere un ruolo centrale nel fronteggiare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e della dipendenza dai prodotti fossili. 2

3 Il nuovo capitolo della Politica Agricola Comunitaria, per il periodo successivo al 2013, si apre con l esigenza di rivisitarne i preamboli e di ricostruire le premesse del ruolo territoriale svolto dalle imprese agricole, con una connotazione sempre più marcata, in funzione dell attuazione delle strategie climatiche. Nell ambito delle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, l agricoltura contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO 2 e di altri gas serra, attraverso la fornitura di biomassa per finalità energetiche in sostituzione di fonti fossili di energia ed attraverso l adozione di pratiche agricole che favoriscono il sequestro del carbonio nella biomassa (nel caso di coltivazioni arboree) e nei suoli (nel caso delle colture erbacee). In termini di potenzialità territoriale e tecnologica ci si deve, però, interrogare se si debba puntare sulla diffusione di colture dedicate - finalizzate a rispondere alle economie di scala e a massimizzare le rese energetiche di impianti di trasformazione - o se, piuttosto, si debba individuare una dimensione più sostenibile, puntando sulla raccolta dei residui delle attività agroforestali e di quelle zootecniche e sul loro sfruttamento attraverso impianti e sistemi tecnologici di piccole e medie dimensioni, idonei per un impiego diffuso e distribuito e con impatti ambientali ridotti. 3

4 In una logica di pianificazione del territorio risulta strategico sostenere la domanda di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili provenienti dal settore dell agricoltura, promuovendo l offerta di distretti agroenergetici alimentati da filiere corte (locali). La sostenibilità delle filiere agroenergetiche è particolarmente importante, in quanto si inserisce nel più vasto (ed attuale) dibattito sull approvvigionamento alimentare. Il ritorno dell agricoltura al ruolo primario di produzione di cibo si inserisce in un contesto caratterizzato da fenomeni di destabilizzazione dei prezzi, a seguito del reale aumento della domanda da parte dei grandi Paesi emergenti, anche a causa di fenomeni speculativi, spesso legati ai mercati internazionali dei prodotti energetici. Questo scenario restituisce importanza, dunque, al ruolo che gli imprenditori agricoli rivestono, oltre che nel mantenimento del territorio, anche nella produzione di alimenti, rendendoli i veri attori di un made in italy proteso alla difesa dei consumi ed alla valorizzazione di un economia di quantità e di qualità. 4

5 C è, dunque, spazio per fare più agricoltura, ma all interno di questo scenario i luoghi di consumo devono essere il più vicino possibile ai luoghi di produzione dell energia. Ciò può realizzarsi, ad esempio, attraverso la costruzione di microgeneratori o di impianti che utilizzano biomassa locale, evitando trasporti a lungo raggio. Dal punto di vista normativo, si è lavorato molto, introducendo la possibilità, da parte delle imprese agricole, di produrre e vendere energia. Alla base si colloca l impresa multifunzionale, ad opera della legge di orientamento, fino all estensione della qualifica di attività agricola per connessione anche per l attività di produzione e vendita di energia elettrica da fonti agroforestali e fotovoltaiche e di carburanti ottenuti da produzioni vegetali. Con le successive Leggi finanziarie (2006, 2007 e 2008) si è, poi, giunti all introduzione del conto energia per la produzione di energia elettrica da biomasse di origine agricola nell ambito della filiera corta. Ora è tempo di pensare alla creazione delle strutture energetiche, scegliendo le filiere più adatte ed inserendole nel contesto geografico migliore per la valorizzazione del territorio. 5

6 La scelta di un modello incentrato sulla generazione diffusa e sulla filiera energetica corta, rispetto a quello basato sulle filiere lunghe, caratterizzato dalla delocalizzazione della produzione della biomassa, deve essere effettuata in termini di sostenibilità. Un discorso a parte va fatto per i biocarburanti che, per diversi motivi, sono caratterizzati da una filiera di tipo agroindustriale e che, per le limitate disponibilità territoriali, non possono essere prodotti, in base agli obiettivi delle direttive europee, ricorrendo esclusivamente a biomassa agricola di origine locale. Solo per la biomassa così prodotta può essere prevista un effettiva incentivazione, in aggiunta all obbligo per gli enti locali e pubblici di effettuare acquisti verdi. E solo rispetto al modello della generazione diffusa e della filiera energetica corta, il dibattito sul tema food or fuel (cibo o carburanti) non ha motivo di esistere e di manifestare incompatibilità. Mentre, solo degli imprevidenti (vedi ad esempio accordo Confagricoltura-Edison sui grandi impianti) possono non rendersi conto dell allarme della scarsità di alimenti che tormenta una parte importante del globo. 6

7 Forse a sorpresa, ma in questi mesi sta riemergendo il tema della sicurezza alimentare da intendere diversamente dalla considerazione della salute, con riguardo, invece, all esplosione dei prezzi di alcuni prodotti di base dell alimentazione quali, ad esempio, i cereali. Tra l altro, neppure l Unione Europea ha più scorte, note soltanto pochi anni fa per i costi di gestione considerati, da più di qualcuno, uno spreco di risorse pubbliche. Le ragioni dell attuale situazione probabilmente non sono facili da superare: l affacciarsi di nuovi poderosi compratori sul mercato (Cina, India, ecc.) non è transitorio e, come si è già detto, i cambiamenti climatici rivestono il loro ruolo (vedi Australia) nelle oscillazioni, anche sensibili, dei prezzi dei prodotti alimentari di base. Sarebbe, allora, non solo sciocco, ma anche irresponsabile adottare una chiave di lettura statica sul tema dell energia, di fronte ad una limitata disponibilità di alimenti ed all affacciarsi di nuove povertà. 7

8 Proprio partendo da queste considerazioni riaffermiamo, allora, che la nostra ricetta per l energia può essere riconosciuta sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. La pianificazione territoriale legata al concetto di distretto agroenergetico può far sì che la funzione primaria dell agricoltura resti quella di produrre cibo e quella agroenergetica non sia vista come un alternativa alla produzione alimentare, ma, piuttosto, come una fonte supplementare di reddito, da inserire nel concetto di multifunzionalità. Rispetto al modello basato sulla filiera agroenergetica corta, la creazione dei distretti agroenergetici, nel rappresentare reti di imprese agricole operanti nel medesimo ambito territoriale, permette di assicurare contingenti energetici al territorio attraverso un sistema di generazione distribuita. Si tratta di un sistema in cui l energia è prodotta e consumata localmente ed in cui è l impresa agricola che beneficia del valore aggiunto prodotto dalla trasformazione energetica. Il forte collegamento tra le strategie di pianificazione territoriale e quelle legate allo sviluppo delle fonti rinnovabili, attribuisce, inoltre, un ruolo predominante agli enti locali nella costruzione 8

9 delle condizioni necessarie allo sviluppo di una nuova pianificazione energetica. In particolare, si pensi alla necessità di avviare progetti di ricerca; stipulare accordi di filiera; incentivare l impiego di bioenergie sul territorio locale; valorizzare l impiego di biocarburanti nelle flotte di trasporto pubbliche; semplificare gli adempimenti a carico delle imprese agricole; assicurare un elevata protezione dell ambiente e controlli efficaci, incentivare lo sviluppo di piccoli impianti di cogenerazione che soddisfino il fabbisogno energetico territoriale, prediligendo il modello della generazione diffusa rispetto a quello basato sui grandi impianti. Infine, la ricerca assume un ruolo fondamentale per porre in essere il nuovo modo di fare energia, garantendo una coerenza tra la scelta delle tecnologie del futuro e l evoluzione del ruolo delle imprese agricole nell ambito di una agricoltura moderna, sostenibile e innovativa. In un epoca di transizione tecnologica, la dipendenza dai combustibili fossili si combatte con una modulazione del mix energetico che progressivamente incrementi le fonti rinnovabili. 9

10 La questione energetica si inserisce, comunque, nella scelta di un nuovo modello di sostenibilità. Proprio partendo dal clima resta possibile aprire nuovi scenari di intervento attraverso l incoraggiamento di comportamenti che vanno in direzione della riduzione dei trasporti delle produzioni agricole (progetto a chilometro zero) in risposta ad un numero crescente di consumatori che adottano, anche nell alimentazione, stili di vita attenti al risparmio energetico ed alla salvaguardia dell ambiente e del clima. Anche i mercati di vendita diretta degli agricoltori e le altre forme di valorizzazione del ruolo economico delle imprese agricole nella filiera rispondono a questa moderna esigenza: per ricomporre l equità nella ridistribuzione degli utili e ridurre i prezzi al consumo, ma anche per abbattere le emissioni che derivano dai trasporti su lunghe distanze in base a sistemi di logistica inefficaci. Per questo più agricoltura potrà far vincere anche la difficile battaglia del clima e della dipendenza energetica. 10

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