Donne e consultori. Esperienze nella Provincia di Prato

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Donne e consultori. Esperienze nella Provincia di Prato"

Transcript

1 Donne e consultori Esperienze nella Provincia di Prato

2 1

3 2

4 dell osservatorio sociale Provincia di Prato 3

5 4

6 dell osservatorio sociale Collana coordinata da Michele Parpajola Il tessuto sociale ed economico del territorio pratese sta attraversando rapide quanto profonde trasformazioni ma al tempo stesso si caratterizza per i forti elementi di continuità con la storia e la tradizione locale. Il passaggio da un modello di stato sociale tradizionale ad uno di welfare mix, dove accanto al servizio pubblico assumono sempre più rilevanza la progettualità e il lavoro delle organizzazioni del terzo settore, la sperimentazione a livello regionale - avviata anche nell area pratese - di nuove forme per la programmazione e gestione dei servizi socio-sanitari: la Società della Salute, laddove per salute si intende - nel senso più ampio del termine - il benessere sociale del cittadino, sono fenomeni che richiedono un forte ripensamento delle politiche sociali integrate. Il processo di ridimensionamento delle famiglie, l emergere di nuove tipologie familiari ed il mutato ruolo delle donne all interno della famiglia e nel mercato lavorativo con la conseguente necessità di conciliazione dei tempi di cura e lavoro, nonché la complessità delle dinamiche migratorie con la progressiva stabilizzazione delle comunità migranti determinano una costante evoluzione della struttura demografica dell area provinciale e producono nuove forme di bisogno e domande inedite di servizi. Sono questi alcuni dei cambiamenti significativi che pongono con forza una duplice esigenza: da un lato sviluppare attività di analisi e ricerca finalizzate alla costruzione di scenari, di sintesi interpretative utili alla programmazione e alla governance locale, dall altro promuovere una costante azione di diffusione sul territorio delle conoscenze acquisite per discutere, riflettere sui risultati degli studi realizzati. È dal desiderio di rispondere, almeno in parte, a questa necessità che nasce la collana editoriale le tele dell osservatorio sociale promossa e realizzata dalla Provincia di Prato in collaborazione con Asel srl - Agenzia di Servizi per le Economie Locali. La collana si articola in pubblicazioni monografiche su rilevanti tematiche sociali individuate e scelte sulla base delle molteplici attività di ricerca svolta in questi anni dall Osservatorio Sociale Provinciale unitamente alle indicazioni e agli orientamenti espressi dagli attori locali del pubblico e del privato sociale attivi sul territorio. Le tele dell osservatorio sociale intendono rappresentare un utile strumento di divulgazione dedicato ad amministratori locali, operatori dei servizi pubblici e privati, studiosi, a tutti i cittadini che abbiano interesse a conoscere ed approfondire teorie, buone prassi, esperienze e metodologie d intervento utili per comprendere la complessità e l evoluzione delle dinamiche sociali in atto e contribuire così alla ridefinizione e alla crescita del sistema di welfare locale. 5

7 La collana è validata dal Comitato Scientifico d Asel GUIDO FERRARI Università degli Studi di Firenze MAURIZIO BAUSSOLA Università Cattolica del Sacro Cuore BRUNO DE LEO Ministero dell Economia e delle Finanze GABI DEI OTTATI Università degli Studi di Firenze FRANCESCO GIUNTA Università degli Studi di Firenze LAURA LEONARDI Università degli Studi di Firenze FABIO SFORZI Università degli Studi di Parma Via Ricasoli, 25 - Prato - Tel sito web: 6

8 Provincia di Prato Donne e consultori Esperienze nella Provincia di Prato a cura di DANIELA BAGATTINI VALENTINA PEDANI Prato, giugno 2010

9

10 Prefazione Il lavoro condotto dall Osservatorio provinciale, insieme ad Asl 4 e Società della Salute, si muove in direzione di un analisi approfondita sui servizi e le attività consultoriali del nostro territorio. Una ricerca che punta alla conoscenza delle realtà presenti in campo per migliorarne e potenziarne gli effetti fornendo un significativo apporto alla sua strutturazione e riorganizzazione. Le criticità riscontrate, al pari dei punti di forza evidenziati, si tramutano in stimoli e riflessioni che tendono alla ricerca di soluzioni adeguate in grado di rispondere in maniera decisa ai bisogni di salute della popolazione, in generale, e della donna in particolare, assicurandone la presa in carico complessiva, all interno dei consultori, e certificandone il percorso assistenziale. Loredana Ferrara Assessore alle politiche sociali Provincia di Prato

11

12 Introduzione INDICE pag. 13 PARTE I. Le leggi per la tutela della salute della donna I.1. Istituzione dei consultori familiari, legge 405 del 29 luglio 1975 I.2. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza. Legge 194 del 22 maggio 1978 Approfondimento: l interruzione di gravidanza nel mondo I.3. Il Progetto Obiettivo Materno Infantile (P.O.M.I.). Piano sanitario nazionale , adottato con Decreto Ministeriale il 24 aprile 2000 I.4. Donne straniere e salute. Le norme I.4.1. Stranieri Temporaneamente Presenti (codice STP) I.4.2. Quando essere cittadine comunitarie può essere fonte di problemi: il caso delle donne rumene e bulgare I.5. Consultori, tutela della maternità e interruzione volontaria di gravidanza oggi: la relazione del Ministro della Salute I.6. La situazione in Toscana. I.6.1. Normative regionali I.6.2. Nascere in Toscana: la cura della donna Approfondimento: Le novità: la Legge Regionale 29, Norme per l accoglienza, l integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana PARTE II. Uno sguardo ai dati. Parti e interruzioni di gravidanza in Provincia di Prato II.1. Parti II.2. Interruzioni volontarie di gravidanza PARTE III. La ricerca III.1. Metodo III.2. Domande di ricerca, problemi cognitivi e obiettivi III.3. Un primo sguardo. L accessibilità: luoghi, orari e informazioni III.3.1. L importanza dell informazione III.3.2. Dove III.3.3. Le informazioni in Internet III.3.4. E se ti trovi in una situazione di emergenza, cosa fai? III.4. Osservazione III.4.1. Gli spazi III.4.2. L utenza III.5. Accogliere e accompagnare le donne: bisogni e proposte III.6. Approfondimento: donne migranti e servizi pubblici Riflessioni conclusive Stato di attuazione dei Consultori nella ASL 4 di Prato Bibliografia Appendice pag. 15 pag. 16 pag. 18 pag. 21 pag. 22 pag. 24 pag. 24 pag. 25 pag. 26 pag. 27 pag. 27 pag. 28 pag. 29 pag. 32 pag. 32 pag. 33 pag. 37 pag. 37 pag. 39 pag. 40 pag. 40 pag. 41 pag. 42 pag. 43 pag. 46 pag. 47 pag. 49 pag. 52 pag. 53 pag. 57 pag. 59 pag. 61 pag. 65

13

14 Introduzione INTRODUZIONE In questo lavoro cercheremo di delineare il quadro della situazione dei servizi consultoriali nella Provincia di Prato. Per capire se e quanto i servizi siano radicati sul territorio, quale sia l utenza e il rapporto pazienteoperatore, quali i punti di forza e quali invece le debolezze, è innanzi tutto necessario partire da una rassegna della legislazione in merito: dalla legge 405 del 1975, Istituzione dei consultori familiari, alla delibera 259/2006 della Regione Toscana, Programma di interventi per una riqualificazione dei servizi consultoriali e di educazione e formazione finalizzati alla diffusione ed al consolidamento di una cultura della maternità e paternità responsabile e di una sessualità consapevole, passando per la legge 194 del 1978, Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza. Forniremo poi un quadro della situazione locale attraverso un analisi secondaria di dati epidemiologici che ci sono stati forniti dall Asl. Poi entreremo nei distretti e attraverso l osservazione, le interviste, i colloqui informali, descriveremo la realtà dei servizi consultoriali locali, soffermandoci sull esperienza vissuta da tre attori essenziali: l erogatore del servizio, l operatore, l utente. Attraverso i loro sguardi e le loro parole proveremo a delineare il quadro della situazione attuale e le prospettive per il futuro. Questo lavoro è stato reso possibile solo dalla collaborazione con la Asl Pratese, nelle figure, in particolare, del dottor Pietro Calò, coordinatore dei servizi consultoriali, e della dottoressa Cristina Epifani, dell U.O. Epidemiologia che ringraziamo sentitamente. Un ringraziamento particolare va anche alle operatrici che hanno sopportato la nostra presenza nei distretti e supportato il nostro lavoro di ricerca con grandissima disponibilità. 1 In questa pubblicazione viene esaminata in maniera approfondita la legislazione emanata fino a giugno 2008 in quanto la ricerca si è conclusa in questo periodo. 13

15

16 Le leggi per la tutela della salute della donna Parte I. Le leggi per la tutela della salute della donna La legge 405/1975 per l Istituzione dei consultori familiari e la legge 194 del 1978, Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza rappresentano punti di arrivo di importanti battaglie politiche e sociali portate avanti dai movimenti femministi. Nonostante la loro ormai più che matura età, queste, in particolare la 194, continuano a far discutere e ad animare il dibattito politico. Spesso però tale dibattito mostra quanto si parli dei temi della salute della donna in modo semplicistico, con una scarsa conoscenza della legislazione in materia. Per questo motivo il nostro lavoro inizia necessariamente con l esame della normativa vigente, nella convinzione che essa rappresenti ancora un fondamentale punto di partenza per la tutela della salute della donna. Il materiale legislativo che prenderemo più specificatamente in considerazione in questo paragrafo riguarda: La Legge 405/1975 Istituzione dei consultori familiari La Legge 194/1978 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria di gravidanza. La Delibera 259/2006 della Giunta Regionale Toscana Programma di interventi per una riqualificazione dei servizi consultoriali e di educazione e formazione finalizzati alla diffusione ed al consolidamento di una cultura della maternità e paternità responsabile e di una sessualità consapevole Le Normative nazionali per l assistenza sanitaria agli stranieri. Su questo punto ci riferiremo alla normativa al momento della ricerca, inserendo solo come approfondimenti ulteriori le norme successive, in particolare la Legge Regionale 29, Norme per l accoglienza, l integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana Ciò che da subito emerge, anche solo da un veloce esame della cronologia delle leggi qui prese in considerazione, è che l istituzione dei consultori precede di tre anni l approvazione della legge meglio nota come 194. La nascita dei consultori ha reso, quindi, possibile una legge che oltre a garantire la tutela di una maternità consapevole permette il ricorso all interruzione volontaria di gravidanza (ivg). Del resto, come vedremo anche nel corso della nostra ricerca, soltanto una corretta e intensa attività consultoriale assicura alle donne italiane e straniere la conoscenza necessaria per evitare gravidanze indesiderate e l assistenza adeguata per affrontare in maniera conscia e informata una gravidanza così come un aborto. Fermo restando che l interruzione volontaria di gravidanza ( ) non è mezzo per il controllo delle nascite (legge 194) sono le corrette indicazioni sui metodi contraccettivi che rendono la donna libera di vivere la propria sessualità in maniera autonoma e consapevole. 15

17 Le leggi per la tutela della salute della donna I.1. Istituzione dei consultori familiari, legge 405 del 29 luglio 1975 La legge che regola attualmente i consultori (legge 29/7/1975, n ) trovò origine in diverse proposte di legge presentate dal `72 al `75 dai vari gruppi dei partiti dell arco costituzionale: alcune erano nate contemporaneamente alle proposte di regolamentazione dell aborto; altre erano state presentate in precedenza, per fare pulizia della legislazione precedente in materia demografica e di diffusione di informazione sui sistemi anticoncezionali. Certamente, l approvazione della legge fu favorita dalla forte spinta venuta dal movimento delle donne per la legalizzazione dell aborto e più in generale dall esito del referendum per il divorzio. Una spinta forte che scosse anche il tradizionale panorama politico: le donne scendevano in piazza rivendicando da sole i propri diritti, in anticipo anche rispetto a quei partiti che le sostennero. Fu grazie a quelle battaglie che per la prima volta nel nostro paese nacquero delle leggi che parlavano specificatamente e in modo esplicito della salute della donna e dei suoi diritti. Molti sono, infatti, i punti qualificanti della legge, che istituisce il servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità con questi scopi principali: a) l assistenza psicologica e sociale per la preparazione alla maternità ed alla paternità responsabile e per i problemi della coppia e della famiglia, anche in ordine alla problematica minorile; b) la somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell integrità fisica degli utenti; c) la tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento; d) la divulgazione delle informazioni idonee a promuovere ovvero a prevenire la gravidanza consigliando i metodi ed i farmaci adatti a ciascun caso. 3 Quest ultimo punto è molto importante: fino a quel momento non esisteva la possibilità di prescrizione di farmaci all unico scopo di prevenire una gravidanza; la pillola veniva ufficialmente prescritta come cura, non come metodo contraccettivo. 4 2 Il testo è interamente riportato in Appendice 1 3 La Legge 40 del 2004, Norme in materia di procreazione medicalmente assistita, con l articolo 3 interviene su questa parte del testo, aggiungendo due punti: d-bis) l informazione e l assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonché alle tecniche di procreazione medicalmente assistita; d-ter) l informazione sulle procedure per l adozione e l affidamento familiare. Il testo di legge specifica però che dall attuazione di tale articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica 4 Fino alla sua abolizione con sentenza della Corte Costituzionale nel 1971, infatti, era in vigore l articolo 553 del Codice Penale, che puniva l Incitamento a pratiche contro la procreazione. Questo il testo dell articolo: Chiunque pubblicamente incita a pratiche contro la procreazione o fa propaganda a favore di esse è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire quattrocentomila. Tali pene si applicanocongiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro. 16

18 Le leggi per la tutela della salute della donna Nella legge sono già presenti i principi imprescindibili di procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e di tutela della salute della donna. Questa prospettiva troverà poi riscontro nell articolo 2 della legge 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza che, con riferimento all assistenza alla donna in stato di gravidanza, porrà a carico dei consultori compiti informativi sui diritti spettanti alla donna in base alla legislazione statale e regionale, sui servizi sociali, sulle modalità per ottenere il rispetto delle norme sul lavoro della gestante e di supporto contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all interruzione volontaria di gravidanza. Secondo la legge le prestazioni previste dal consultorio sono gratuite per tutti i cittadini italiani e per gli stranieri residenti o che soggiornino, anche temporaneamente, sul territorio italiano (art.4). Nelle strutture sono poi previste più figure professionali: ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sociale. Questo è uno dei punti più importanti della legge: i consultori dovrebbero essere luoghi in cui, grazie alla presenza di un equipe multidisciplinare, la donna viene presa in carico non solo da un punto di vista strettamente sanitario. Questo elemento delinea finalmente la figura della donna non più solo come mera procreatrice ma come persona di cui considerare ogni aspetto, sia sanitario che psicologico. I consultori dovrebbero offrire più prestazioni di care che di cure. Cure si può tradurre con cura e Care con assistenza. Per Tousjin le attività di cure e care seguono logiche e principi differenti. L attività di cura attinge al patrimonio di conoscenze della medicina scientifica e segue determinati principi, l attività di assistenza (care) attinge ad un patrimonio di conoscenze dallo statuto incerto (2000, 138). In realtà nel territorio nazionale ancora non si è compiuto lo spirito della legge 405 Istituzione dei consultori familiari, né delle integrazioni successive: la legge ha infatti rappresentato l inizio di un importantissimo cammino verso la tutela della salute della donna, cammino con ostacoli e accelerazioni, che ancora non può dirsi concluso. Un esempio è l obiettivo di un consultorio ogni 20 mila abitanti, come previsto dalla legge 34 del , che a più di venti anni di distanza dalla prima istituzione dei consultori, ne dettò gli standard nazionali, lasciando alle leggi regionali l attuazione specifica (Carlini, 2007). Secondo i dati riportati nella Relazione Ministeriale sull attuazione della 194 (Ministero della Salute, 2008bis), in Italia abbiamo 0,7 consultori pubblici ogni abitanti (1,5 ogni donne in età fertile), un dato incoraggiante ma che risente di fortissime differenze regionali: si va dall eccellenza della Val d Aosta, dove ci sono 3,5 consultori ogni abitanti alla maglia nera della Provincia Autonoma di Bolzano, dove non ci sono consultori pubblici (a fronte di 13 strutture private) e Molise (0,4 ogni abitanti). In questa variegata situazione la Toscana è in linea con le linee programmatiche del legislatore, grazie alla presenza di 204 consultori pubblici (1,1 ogni abitanti). Rimane anche il problema dell adeguata strumentazione di cui sono fornite le strutture pubbliche che va ad incidere anche sull accesso e sull uso del servizio da parte delle possibili utenti. 5 Con questo provvedimento è stato convertito in legge il decreto legge 509 del 1 dicembre 1995 Disposizioni urgenti in materia di strutture e di spese del servizio sanitario nazionale, che all articolo 4 così stabiliva: nell ambito, comunque, di tali finanziamenti è riservata una quota pari a lire 200 miliardi, da destinare alla costruzione, ristrutturazione o attivazione dei consultori familiari in ragione di una unità ogni ventimila abitanti e all attivazione e sostegno di strutture che applicano le tecnologie appropriate previste dall organizzazione mondiale della sanità alla preparazione e alla assistenza al parto, al fine di assicurare la realizzazione in ogni distretto delle attività e degli obiettivi di sostegno alla famiglia ed alla coppia, di promozione e tutela della procreazione responsabile, di prevenzione dell interruzione volontaria di gravidanza (ivg), nonché le finalità previste dal progetto-obiettivo materno-infantile del piano sanitario nazionale e quelle previste dalle azioni finalizzate e/o dai progetti dei piani sanitari regionali. 17

19 Le leggi per la tutela della salute della donna I.2. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza. Legge 194 del 22 maggio 1978 La promulgazione della legge 194, erroneamente e semplicisticamente conosciuta come la legge per l aborto, e la sconfitta al referendum che nel ne chiedeva l abrogazione, rappresentano un momento fondante delle battaglie a tutela della salute della donna nel nostro Paese. Questa legge infatti, come recita il primo articolo, parte dal riconoscimento da parte dello Stato del diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconoscendo il valore sociale della maternità e la tutela della vita umana dal suo inizio e specificando come l aborto non sia un mezzo per il controllo delle nascite. È allo Stato, alle Regioni e agli Enti Locali, che nell ambito delle proprie funzioni e competenze, viene affidato il compito di promuovere e sviluppare i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Per rendere effettivo questo principio si stabilisce chiaramente che è legittimo prescrivere anti-concezionali anche ai minori; all articolo 2 infatti il testo recita: la somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori. Lo stesso articolo prevede la possibilità per i consultori di avvalersi, sulla base di appositi regolamenti o convenzioni, per i fini previsti dalla legge della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. Sono gli articoli 4 e 5 che normano l interruzione volontaria di gravidanza entro i primi 90 giorni per la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito. La donna, in questo caso, si rivolgerà ad un consultorio pubblico che, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici ha il compito di: esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza (art. 5); di aiutarla a far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre; di promuovere interventi atti a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto. Quando il medico riscontra l esistenza di condizioni tali da rendere urgente l intervento, rilascia immediatamente alla donna un certificato attestante l urgenza, con cui essa può presentarsi ad una delle sedi autorizzate a praticare l interruzione della gravidanza. Se non viene riscontrato il caso di urgenza il medico le rilascia copia di un documento, firmato anche dalla donna, attestante lo stato di gravidanza e l avvenuta richiesta, e la invita a soprassedere per sette giorni. Trascorsi i sette giorni, la donna può presentarsi, per ottenere la interruzione della gravidanza, sulla base del documento rilasciatole, presso una delle sedi autorizzate. Per quanto riguarda la legislazione vigente, dopo i 90 giorni di vita del feto, l interruzione può essere 6 Nel 1981 si contrapponevano due quesiti referendari: uno promosso dai Radicali che proponeva l abrogazione di alcune norme della legge 194 sull aborto per rendere più libero il ricorso all interruzione di gravidanza, l altro promosso dal Movimento per la Vita che proponeva l abrogazione di alcune norme della legge 194 sull aborto per restringere i casi di liceità dell aborto. Gli italiani si espressero per il mantenimento delle norme. 18

20 Le leggi per la tutela della salute della donna praticata in due soli casi, come stabilito dall articolo 6: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna. I processi patologici sono accertati da un medico del servizio ostetrico-ginecologico del presidio ospedaliero in cui deve verificarsi l intervento, che può avvalersi della collaborazione di specialisti ed è tenuto a fornire la documentazione al direttore sanitario. Queste procedure sono, invece, evitate nel caso di imminente pericolo di vita della madre. L articolo specifica anche che quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell articolo 6 (quindi del pericolo di vita per la madre) e il medico che esegue l intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto 7. L articolo 9 presenta un altro punto controverso e oggetto di discussione: il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione. Il diritto all obiezione da parte del personale può però scontrarsi con il diritto della donna a praticare l interruzione, visti anche i tempi in cui questa può essere praticata. Il Legislatore ha, infatti, precisato che il diritto all obiezione non può essere invocato qualora l interruzione di gravidanza sia indispensabile per salvare la vita della donna, ma anche che gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l espletamento delle procedure previste dall articolo 7 e l effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La Regione ne controlla e garantisce l attuazione anche attraverso la mobilità del personale. Nella realtà si riscontrano invece molti casi problematici per le donne che decidono di ricorrere all interruzione volontaria di gravidanza, come emerso anche recentemente, nel periodo di forte dibattito politico sulla legge da alcune inchieste giornalistiche 8, ma anche dai dati presentati nella Relazione del Ministro della Salute sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l interruzione volontaria di gravidanza che mostrano come il 69,2% dei ginecologi in servizio si avvalga dell obiezione di coscienza, con una situazione nazionale a macchia di leopardo, che va dall 84,2% della Sicilia al 16,7 della Valle d Aosta. Il dato della Sicilia è, tuttavia, un outlier, cioè non segue la tendenza generale: in tutte le altre regioni i ginecologi obiettori superano il 50%, con una tendenza all aumento. In Toscana essi rappresentano il 55,9% dei ginecologi, il 28,2% degli anestesisti e il 32,7% del personale non medico, tutti dati al di sotto dunque della media nazionale. Tali dati portano a pensare che, visti anche i problemi della sanità nel nostro paese, l effettivo espletamento delle procedure e dunque i diritti sanciti dalla legge possano essere in alcuni casi a rischio, come indicato anche dalla Relazione Ministeriale, in cui si raccomanda ancora di monitorare l adeguata offerta delle prestazioni, anche in relazione all aumento del fenomeno dell obiezione di coscienza da parte del personale dei servizi, al fine, da una parte di garantire la libertà di obiezione riconosciuta dall articolo 9 della legge 194/1978 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria di 7 Intorno alla definizione di vita autonoma del feto si è recentemente creato un dibattito tra medici che ha preso campo anche nel confronto politico, proprio intorno al quando sussista tale possibilità. 8 Alcuni esempi: Benedetta Argentieri, Simona Ravizza, Aborto, la fuga delle donne ; Alessandra Arachi, tutte in fila in ospedale, ma non c è posto in Il Corriere della Sera, 16 febbraio 2006; Marina Terragni, Se gli uomini parlano (troppo) di aborto in Io Donna, 8 marzo

21 Le leggi per la tutela della salute della donna gravidanza- e dall altra di garantire la continuità assistenziale. Infatti in alcune Regioni l obiezione di coscienza ha raggiunto livelli tali da prefigurare un oggettiva condizione di grave difficoltà per le donne nell accesso ai servizi. In questo senso si ribadisce che sono le Regioni in applicazione del medesimo articolo 9 della legge- che devono controllare e garantire l attuazione della legge, anche attraverso la mobilità del personale. Si raccomanda che esse effettuino un costante monitoraggio delle modalità operative dei servizi, attraverso indicatori della disponibilità e qualità dei medesimi, in particolare la percentuale di interventi effettuati a settimane, i tempi di attesa oltre 3 settimane e la percentuale di personale obiettore (p.7-8). La legge prosegue normando i casi in cui la donna non abbia giuridicamente capacità di agire: nel caso di minori è richiesto l assenso di chi esercita potestà o tutela su di esse. Ci sono però delle eccezioni: se esistono seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza (art. 12). La procedura viene evitata nel caso di grave pericolo per la vita della minore, caso in cui basta la certificazione del medico. Nel caso di infermità mentale invece per la richiesta servono le conferme dell interessata e del tutore, richieste che vengono trasmesse insieme ad una relazione del medico al giudice tutelare che, sentiti se ritiene opportuno gli interessati, decide entro 5 giorni. L articolo 14 stabilisce che, oltre a renderla partecipe dei procedimenti abortivi, il medico che esegue l interruzione della gravidanza è tenuto a fornire alla donna le informazioni e le indicazioni sulla regolazione delle nascite. È la stessa legge dunque a normare la necessità di un percorso post- Interruzione Volontaria di Gravidanza, quantomeno nel momento iniziale, affidato al medico che effettua l intervento. È l articolo 16 a stabilire la necessità di una relazione annuale sull attuazione della legge e dei suoi effetti. Seguono articoli che disciplinano le pene in caso di aborto provocato senza il consenso della donna, o senza l osservanza degli articoli di legge. In questo caso le pene sono maggiori per chi esegue l intervento. 20

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza

Legge 22 maggio 1978, n. 194. Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza Legge 22 maggio 1978, n. 194 Norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 1978, n. 140)

Dettagli

Consultorio Familiare

Consultorio Familiare Distretto Sanitario di Trebisacce Consultorio Familiare Botero: Famiglia Il Consultorio Familiare Il Consultorio Familiare è un presidio socio-sanitario pubblico che offre interventi di tutela e di prevenzione

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI. n. 3, 4 novembre 2013

CARTA DEI SERVIZI. n. 3, 4 novembre 2013 CARTA DEI SERVIZI n. 3, 4 novembre 2013 Cos è il Consultorio Familiare Il Consultorio Familiare è un luogo che offre interventi di tutela, di prevenzione e di promozione della salute. In modo particolare

Dettagli

2. IL CONSULTORIO FAMILIARE

2. IL CONSULTORIO FAMILIARE 2. IL CONSULTORIO FAMILIARE 2.1 Consultorio familiare a livello nazionale I Consultori Familiari sono stati istituiti con la legge n. 405 del 29 luglio 1975. La decisione politica di istituirli è maturata

Dettagli

AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI

AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI - Consultorio Familiare ARLUNO Via Deportati di Mauthausen s.n.c. Carta dei Servizi dei C.F. Indice 1. Definizione 2. Status giuridico

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI. Centro di Assistenza La Famiglia Ambrosiana Onlus. Consultorio Familiare. Tel. 02.58.39.13.61 Fax. 02.58.39.14.

CARTA DEI SERVIZI. Centro di Assistenza La Famiglia Ambrosiana Onlus. Consultorio Familiare. Tel. 02.58.39.13.61 Fax. 02.58.39.14. 12 SIAMO APERTI Dal Lunedì al Venerdì 9.00-12.30 e 14.00-18.00 Milano - Via S. Antonio, 5 Tel. 02.58.39.13.61 Fax. 02.58.39.14.43 COME RAGGIUNGERCI La pace e l avvenire dell umanità passano attraverso

Dettagli

Area Politiche per la Promozione della Salute, delle Persone e delle Pari Opportunità. Servizi Sistema Integrato Servizi Sociali

Area Politiche per la Promozione della Salute, delle Persone e delle Pari Opportunità. Servizi Sistema Integrato Servizi Sociali R E G I O N E P U G L I A ALL. C Area Politiche per la Promozione della Salute, delle Persone e delle Pari Opportunità Servizi Sistema Integrato Servizi Sociali Via Caduti di Tutte le Guerre, 15-70123

Dettagli

ITALIA NUOVE NORME SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA: VIETATA LA FECONDAZIONE ETEROLOGA DI 2003

ITALIA NUOVE NORME SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA: VIETATA LA FECONDAZIONE ETEROLOGA DI 2003 727 NUOVE NORME SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA: VIETATA LA FECONDAZIONE ETEROLOGA DI 2003 (Progetto di legge, definitivamente approvato il 10.02.2004 num. 47). Nella seduta del 10 febbraio la Camera dei

Dettagli

Programmazione territoriale per il benessere e la salute: quale ruolo per il consultorio

Programmazione territoriale per il benessere e la salute: quale ruolo per il consultorio Programmazione territoriale per il benessere e la salute: quale ruolo per il consultorio Dott.ssa Simona Arletti Assessore alla Salute e Pari Opportunità Comune di Modena Funzione dei consultori familiari

Dettagli

CORE COMPETENCE DELL OSTETRICA/O NELLA PRESA IN CARICO IN AREA GINECOLOGICA

CORE COMPETENCE DELL OSTETRICA/O NELLA PRESA IN CARICO IN AREA GINECOLOGICA Bologna, 21 maggio 2011 CORE COMPETENCE DELL OSTETRICA/O NELLA PRESA IN CARICO IN AREA GINECOLOGICA Roberta Riccò Ostetrica OSTETRICHE? AREA GINECOLOGICA INFERMIERE? Cosa ne pensano le colleghe? Se ce

Dettagli

Ministero Della Salute Salute Della Donna e Del Bambino

Ministero Della Salute Salute Della Donna e Del Bambino Salute Della Donna e Del Bambino 14/07/2006 (Livello 2) Ministero Della Salute Salute Della Donna e Del Bambino Testo Del Disegno Di Legge Relazione Illustrativa Relazione Tecnica file:///c /Documenti/rett00.htm

Dettagli

COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE

COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE COS E L AFFIDAMENTO FAMILIARE L affidamento familiare è un intervento temporaneo d aiuto e di sostegno ad un minore che proviene da una famiglia in difficoltà. Attraverso l affidamento, il bambino incontra

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI Consultorio Familiare LA CASA di Erba CARTA DEI SERVIZI E lo strumento del quale il Consultorio si è dotato per rendere più facilmente visibili i servizi offerti a coloro che intendono

Dettagli

Consultorio Familiare Luisa Riva

Consultorio Familiare Luisa Riva Consultorio Familiare Luisa Riva Privato Accreditato Autorizzazione ASL Milano con delibera n 92 del 31 Gennaio 2012 Accreditamento Reg. Lombardia con delibera 3286 del 18 Aprile 2012 C.F. 01401200157

Dettagli

REGIONE LIGURIA IN BREVE

REGIONE LIGURIA IN BREVE REGIONE LIGURIA IN BREVE La Regione Liguria ha approvato, nel tempo, diversi progetti per l autismo, effettuati in collaborazione con i centri specialistici e le associazioni di familiari. Nel 2004 approva

Dettagli

Diritto alla salute. Christian Ciaralli 25/ 07/ 2006 6WUDQLHULLQ,WDOLD

Diritto alla salute. Christian Ciaralli 25/ 07/ 2006 6WUDQLHULLQ,WDOLD Diritto alla salute Christian Ciaralli Riferimenti norm ativi Testo Unico immigrazione (D.lgs. 286 del 1998) Art. 34 Art. 35 Iscrizione obbligatoria e volontaria al S.S.N. Assistenza sanitaria per gli

Dettagli

Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale

Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale Roma 2010 Accesso ai servizi sanitari per chi si trova in condizione di fragilità sociale e culturale Salvatore Geraci Area Sanitaria Caritas di Roma Società Italiana di Medicina delle Migrazioni Nostre

Dettagli

1A - Attività dell Associazione Differenza Maternità. Associazione Differenza Maternità. Ampliamento del servizio "Informanascita"- linea telefonica

1A - Attività dell Associazione Differenza Maternità. Associazione Differenza Maternità. Ampliamento del servizio Informanascita- linea telefonica 1A - Attività Differenza Maternità 1 Associazione responsabile e collaborazioni. Rete/Partners coinvolti Associazione Differenza Maternità Descrizione intervento / prodotto 2 Denominazione Informamamma:

Dettagli

La mediazione familiare nel contesto dei servizi consultoriali

La mediazione familiare nel contesto dei servizi consultoriali La mediazione familiare nel contesto dei servizi consultoriali I servizi di supporto alla persona, alla famiglia e alla comunità Qualificazione e sviluppo della mediazione familiare a Firenze Firenze,

Dettagli

X CONGRESSO REGIONALE CARD PUGLIA

X CONGRESSO REGIONALE CARD PUGLIA X CONGRESSO REGIONALE CARD PUGLIA Le politiche immigratorie e il Distertto Socio Sanitario. La globalizzazione dell assistenza sanitaria : scenari ed interventi innovativi Rosa Guagliardo Asl Bari Polignano

Dettagli

Lezione 12.: Aborto. / Trattamenti sanitari obbligatori.

Lezione 12.: Aborto. / Trattamenti sanitari obbligatori. Lezione 12.: Aborto. / Trattamenti sanitari obbligatori. 11 maggio 2011 Prof. Paolo Danesino Dipartimento di Medicina Legale Antonio Fornari Aborto Medicina Legale: aborto = interruzione della gravidanza

Dettagli

La Legge 15/76. Legge Regionale 16 aprile 1976, n. 15. (Pubblicata sul BUR 30 aprile 1976, n. 12)

La Legge 15/76. Legge Regionale 16 aprile 1976, n. 15. (Pubblicata sul BUR 30 aprile 1976, n. 12) La Legge 15/76 Legge Regionale 16 aprile 1976, n. 15 (Pubblicata sul BUR 30 aprile 1976, n. 12) Istituzione del servizio di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili.

Dettagli

PERIODICO INFORMAZIONE BIMESTRALE

PERIODICO INFORMAZIONE BIMESTRALE Coordinamento Femminile Sanità Roma Anno 0 n. 2 Mese Settembre 2012 PERIODICO INFORMAZIONE BIMESTRALE INFORMARE AL FEMMINILE Non daremo niente per scontato, ma, in maniera semplice, cercheremo di informarvi.

Dettagli

CARTA dei SERVIZI. Consultorio Familiare Gli A uil ni. Corso Lodi, 127 Milano Tel. 02 56808762 C. F. 97551220151

CARTA dei SERVIZI. Consultorio Familiare Gli A uil ni. Corso Lodi, 127 Milano Tel. 02 56808762 C. F. 97551220151 CARTA dei SERVIZI Consultorio Familiare Gli A uil ni Corso Lodi, 127 Milano Tel. 02 56808762 C. F. 97551220151 e.mail: consultorio@gliaquiloni.net sito internet: www.gliaquiloni.net PRESENTAZIONE La "Carta

Dettagli

ATTIVITà. visite e accertamenti diagnostici

ATTIVITà. visite e accertamenti diagnostici 1 PRESENTAZIONE Il Consultorio Familiare garantisce le cure primarie nell area della salute sessuale, riproduttiva e psico-relazionale per la donna e per la coppia, con equipe costituite da ostetriche,

Dettagli

Comitato nazionale delle donne

Comitato nazionale delle donne Comitato nazionale delle donne quando decidiamo noi Premessa - Questo Comitato si costituisce su iniziativa dell UDI - Unione Donne in Italia e ha come temi ed ambiti del proprio agire: le scelte di maternità,

Dettagli

Consultori familiari

Consultori familiari Consultori familiari Le prestazioni del consultorio corsi di accompagnamento alla nascita rivolti ad entrambi i genitori assistenza a domicilio a mamma e neonato dopo il parto (Servizio di Dimissione protetta):

Dettagli

U. O. C. INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA DIRETTORE : DR. FRANCESCO PERROTTA PIANO AZIENDALE ADOLESCENTI

U. O. C. INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA DIRETTORE : DR. FRANCESCO PERROTTA PIANO AZIENDALE ADOLESCENTI U. O. C. INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA DIRETTORE : DR. FRANCESCO PERROTTA SERVIZIO ADOLESCENTI - Dr.ssa Rosamaria Zampetti PIANO AZIENDALE ADOLESCENTI PROMOZIONE E TUTELA DELLA SALUTE DEGLI ADOLESCENTI

Dettagli

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 1 - Mercoledì 02 gennaio 2013

Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 1 - Mercoledì 02 gennaio 2013 3 C) GIUNTA REGIONALE E ASSESSORI D.g.r. 28 dicembre 2012 - n. IX/4597 Attuazione della d.g.r. 6 dicembre 2011, n. 2633 Determinazioni in ordine alla gestione del servizio socio sanitario regionale per

Dettagli

Carta dei Servizi. Anno 2015

Carta dei Servizi. Anno 2015 Carta dei Servizi Anno 2015 Consultorio Familiare di Sesto Calende Via Montrucco 10 Tel. 0331/913473 Fax. 0331/922336 consultoriosesto@asl.varese.it - 1 - Aggiornata al: 01/06/2015 1 Definizione Carta

Dettagli

Consultorio Familiare Luisa Riva

Consultorio Familiare Luisa Riva Consultorio Familiare Luisa Riva Privato Accreditato Autorizzazione ASL Milano con delibera n 92 del 31 Gennaio 2012 Accreditamento Reg. Lombardia con delibera 3286 del 18 Aprile 2012 C.F. 01401200157

Dettagli

per i cittadini non comunitari

per i cittadini non comunitari Progetto cofinanziato da UNIONE EUROPEA Fondo Europeo per l Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi GUIDA AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE per i cittadini non comunitari INDICE Glossario 4 Informazioni

Dettagli

1 Sanità. 1.1 Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

1 Sanità. 1.1 Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) 1 Sanità 1.1 Iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) Il Servizio Sanitario Nazionale è l insieme di strutture e servizi che assicurano la tutela della salute e l assistenza sanitaria a tutti i

Dettagli

PROGR. N. 1690/2008 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA COD.DOCUMENTO BAS/08/241587

PROGR. N. 1690/2008 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA COD.DOCUMENTO BAS/08/241587 PROGR. N. 1690/2008 GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA si Questo e' riunita giorno nella di residenza LUNEDI' di 20 VIALE (VENTI) A.MORO, del mese 52 di, la OTTOBRE Giunta regionale dell' anno con 2008

Dettagli

Carta del Servizio di Consultorio Familiare

Carta del Servizio di Consultorio Familiare Carta del Servizio di Consultorio Familiare SOS Dpt Consultorio Familiare Tutela Minori e Adolescenza Azienda Ulss 18 Rovigo 1 Premessa La Carta del Servizio di Consultorio Familiare rappresenta un aggiornato

Dettagli

Oggetto: Accesso all assistenza sanitaria per i cittadini comunitari

Oggetto: Accesso all assistenza sanitaria per i cittadini comunitari 14 Gennaio 2008 Ministro della Salute Ministro dell Interno Ministro della Solidarietà sociale Ministro per i Diritti e le pari opportunità Ministro per le Politiche per la famiglia Ministro per gli Affari

Dettagli

OSPEDALE CULTURALMENTE COMPETENTE, ASSOCIAZIONI, MEDIATORI CULTURALI: SINERGIE PER L ACCESSO AI SERVIZI E PER L INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI

OSPEDALE CULTURALMENTE COMPETENTE, ASSOCIAZIONI, MEDIATORI CULTURALI: SINERGIE PER L ACCESSO AI SERVIZI E PER L INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI Conoscere il Servizio Sanitario Nazionale Progetto OSPEDALE CULTURALMENTE COMPETENTE, ASSOCIAZIONI, MEDIATORI CULTURALI: SINERGIE PER L ACCESSO AI SERVIZI E PER L INTEGRAZIONE DEI MIGRANTI Co-finanziato

Dettagli

Immigrazione, come dove e quando

Immigrazione, come dove e quando Immigrazione, come dove e quando Manuale d uso per l integrazione Edizione 2008 a cura del Ministero del lavoro, della Salute e Politiche Sociali Settore Politiche Sociali www.solidarietasociale.gov.it

Dettagli

I consultori familiari: una risorsa preziosa per le nostre comunità

I consultori familiari: una risorsa preziosa per le nostre comunità I consultori familiari: una risorsa preziosa per le nostre comunità di Antonio Bucz I consultori familiari sono nati più di 30 anni fa per dare concrete risposte alle nostre popolazioni in termini di salute,

Dettagli

8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI

8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI 8 PASSI DI PREVENZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DEI BAMBINI LE PROPOSTE DELL ACP NELL AMBITO DELLE CURE PRIMARIE PEDIATRICHE Il contesto - Le vaccinazioni rientrano in una funzione più ampia e articolata

Dettagli

Regione Liguria Collaborazione dei Consultori Familiari con i Centri di PMA Genova 9 febbraio 2010 Angela Lidia Grondona Legge 29 Luglio 1975, n. 405 Istituzione dei consultori familiari Art. 1, il servizio

Dettagli

&$57$ '(, 6(59,=, ANNO 2014

&$57$ '(, 6(59,=, ANNO 2014 ANNO 2014 Aggiornata a aprile 2014_CF_Rho_Carta_Servizi -aprile 2014 Carta dei Servizi del Consultorio Familiare Indice 1. Definizione 2. Status giuridico 3. Possesso dei requisiti 4. Principi 5. Diritti

Dettagli

Carta del Servizio di Consultorio Familiare

Carta del Servizio di Consultorio Familiare Carta del Servizio di Consultorio Familiare UOSD infanzia Adolescenza e Famiglia Azienda Ulss 18 Rovigo 1 Premessa La Carta del Servizio di Consultorio Familiare rappresenta un aggiornato e chiaro strumento

Dettagli

Legge Regionale Marche 27/7/1998 n.22. B.U.R. 4/8/1998 n.66 DIRITTI DELLA PARTORIENTE, DEL NUOVO NATO E DEL BAMBINO SPEDALIZZATO.

Legge Regionale Marche 27/7/1998 n.22. B.U.R. 4/8/1998 n.66 DIRITTI DELLA PARTORIENTE, DEL NUOVO NATO E DEL BAMBINO SPEDALIZZATO. Legge Regionale Marche 27/7/1998 n.22 B.U.R. 4/8/1998 n.66 DIRITTI DELLA PARTORIENTE, DEL NUOVO NATO E DEL BAMBINO SPEDALIZZATO. Articolo 1 Fnalità 1. La Regione favorisce il benessere psicofisico della

Dettagli

1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell ambito della propria famiglia.

1. Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell ambito della propria famiglia. Nuovo testo della Legge n. 184 del 1983 Diritto del minore ad una famiglia come modificata dalla legge del 28/3/2001 n. 149 TITOLO I Principi generali Art. 1 1. Il minore ha diritto di crescere ed essere

Dettagli

Progetto regionale CONOSCERE PER PREVENIRE Prevenzione dell interruzione volontaria di gravidanza (IVG) e delle mutilazione genitali femminili (MGF) fra le donne immigrate. ATTIVITA 2009 ASSOCIAZIONE NOSOTRAS

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI 2015

CARTA DEI SERVIZI 2015 - Distretto di Legnano - Consultorio Familiare di Legnano Via Colli di Sant Erasmo N 29 tel.0331/884611 fax 0331/884620 consultorio.familiare.legnano@aslmi1.mi.it CARTA DEI SERVIZI 2015 AZIENDA SANITARIA

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI Consultori Familiari

CARTA DEI SERVIZI Consultori Familiari AZIENDA USL ROMA H Borgo Garibaldi, 12-00041 Albano Laziale (Roma) DISTRETTO H4 Direttore Dott. Ettore Fuselli CARTA DEI SERVIZI Consultori Familiari Distretto H4 Pomezia Ardea 1 INDICE 1) Premessa.....pag

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE ANNO 2001 IIª Sessione 2001 Il decadimento della solidarietà sociale rappresenta

Dettagli

Legge regionale 27 Luglio 1998, n. 22. Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato.

Legge regionale 27 Luglio 1998, n. 22. Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato. Legge regionale 27 Luglio 1998, n. 22. Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato. la seguente legge regionale: Il Consiglio regionale ha approvato; il Commissario del Governo

Dettagli

Allegato 2. Persona di riferimento per la Regione Lo Castro Daniela. 4. Riepilogo Piano economico-finanziario Costi del Progetto presentato 200.

Allegato 2. Persona di riferimento per la Regione Lo Castro Daniela. 4. Riepilogo Piano economico-finanziario Costi del Progetto presentato 200. FORMULARIO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI SPERIMENTALI INNOVATIVI FINALIZZATI ALLA RIORGANIZZAZIONE DEI CONSULTORI FAMILIARI, AL FINE DI AMPLIARE E POTENZIARE GLI INTERVENTI SOCIALI A FAVORE DELLE FAMIGLIE

Dettagli

Percorso formativo in Area Vasta

Percorso formativo in Area Vasta L albero della salute Struttura di riferimento per la Mediazione culturale in Sanità Regione Toscana Responsabile dott.ssa Elisabetta Confaloni Percorso formativo in Area Vasta Alla luce di quanto previsto

Dettagli

CONSULTORIO FAMILIARE accreditato A.S.L. di Bergamo

CONSULTORIO FAMILIARE accreditato A.S.L. di Bergamo CONSULTORIO FAMILIARE accreditato A.S.L. di Bergamo Carta dei Servizi Cos è il Consultorio Familiare Il Consultorio Familiare è un luogo che offre interventi di tutela e di prevenzione della salute del

Dettagli

Proposta del Coordinamento Donne di Trento

Proposta del Coordinamento Donne di Trento Proposta del Coordinamento Donne di Trento Disposizioni per la promozione ed il sostegno di Centri per donne in situazioni di violenza Art. 1 Principi 1. La Provincia Autonoma di Trento coerentemente con

Dettagli

Incontro di orientamento professionale. Bergamo 14 aprile 2014

Incontro di orientamento professionale. Bergamo 14 aprile 2014 Incontro di orientamento professionale Bergamo 14 aprile 2014 Chi è l infermiere Profilo professionale dell'infermiere D.M. 14 settembre 1994, n. 739 Art. 1 1 - E' individuata la figura professionale dell'infermiere

Dettagli

Gruppo di Lavoro 3 - Diritti di Cittadinanza e Associazionismo

Gruppo di Lavoro 3 - Diritti di Cittadinanza e Associazionismo Gruppo di Lavoro 3 - Diritti di Cittadinanza e Associazionismo Data e ora: 9 Aprile 2008 dalle ore 17.30 alle ore 19.30 Sede: sala riunioni della sede dell Assessorato al Lavoro, via Ca Venier, 8 - Mestre

Dettagli

AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI. Distretto Socio Sanitario n. 7

AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI. Distretto Socio Sanitario n. 7 AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI MILANO N. 1 CARTA DEI SERVIZI Distretto Socio Sanitario n. 7 Consultorio Familiare di ABBIATEGRASSO Via De Amicis n. 1 Tel. 02 9426601 consultorio.familiare.abbiate@aslmi1.mi.it

Dettagli

COMUNITA DELLA PIANURA BRESCIANA FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE

COMUNITA DELLA PIANURA BRESCIANA FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE CARTA DEL SERVIZIO COMUNITA DELLA PIANURA BRESCIANA FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE 1. PREMESSA La Carta del Servizio è uno strumento che permette la trasparenza delle azioni e che favorisce la partecipazione

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO VISTI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO Regolamento sull Affido Familiare la L.184/1983 Disciplina dell'adozione e dell'affidamento

Dettagli

GUIDA all INTERRUZIONE VOLONTARIA di GRAVIDANZA A BOLOGNA

GUIDA all INTERRUZIONE VOLONTARIA di GRAVIDANZA A BOLOGNA GUIDA all INTERRUZIONE VOLONTARIA di GRAVIDANZA A BOLOGNA Questa brochure è stata prodotta da un gruppo di ragazze che, in modo diretto o indiretto, si sono trovate ad affrontare un percorso di Interruzione

Dettagli

IL CONSULTORIO dalle donne...per le donne

IL CONSULTORIO dalle donne...per le donne IL CONSULTORIO dalle donne...per le donne Tratto da il Corriere della Sera -66 ottobre 2008 Che compresero, attraverso la sofferenza di molte di loro, che il benessere delle donne poteva venire solo dalla

Dettagli

Comune di Ferrara Assessorato Cultura, Turismo e Giovani AGENZIA INFORMAGIOVANI - EURODESK

Comune di Ferrara Assessorato Cultura, Turismo e Giovani AGENZIA INFORMAGIOVANI - EURODESK Comune di Ferrara Assessorato Cultura, Turismo e Giovani AGENZIA INFORMAGIOVANI - EURODESK a cura di Sara Ferrari volontaria del Servizio Civile Nazionale Garanzia Giovani progetto ed elaborazione grafica

Dettagli

Consultorio Familiare COS È:

Consultorio Familiare COS È: COS È: Il Consultorio Familiare è un servizio socio-sanitario che svolge attività di prevenzione, educazione e promozione della salute, offrendo sostegno, consulenza e assistenza al singolo, alla coppia,

Dettagli

Per ognuna di queste funzioni è presente nella S.C. SMRIA un modulo funzionale in staff con il responsabile.

Per ognuna di queste funzioni è presente nella S.C. SMRIA un modulo funzionale in staff con il responsabile. PROCEDURA UNIFICATA E CONDIVISA DEI RAPPORTI TRA SERVIZI SOCIALI DELLA PROVINCIA E LA S.C. SMRIA (DSM) AUSL DI FERRARA PER L ATTIVITA SOCIO SANITARIA INTEGRATA PER MINORI. La mancanza di una procedura

Dettagli

Immigrazione, gravidanza e parto

Immigrazione, gravidanza e parto 9 febbraio 2013 Immigrazione, gravidanza e parto Monica Da Frè, Monia Puglia, Eleonora Fanti, Fabio Voller Settore Epidemiologia dei servizi sociali integrati Osservatorio di epidemiologia Agenzia Regionale

Dettagli

TARIFFE RELATIVE A PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE AD ELEVATA INTEGRAZIONE SANITARIA. Prestazione e descrizione

TARIFFE RELATIVE A PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE AD ELEVATA INTEGRAZIONE SANITARIA. Prestazione e descrizione ALLEGATO 1 TARIFFE RELATIVE A PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE AD ELEVATA INTEGRAZIONE SANITARIA Note Codice tariffa Prestazione e descrizione TARIFFA -001 VISITA COLLOQUIO ( sino ad un massimo di 5 colloqui)

Dettagli

Carta dei Servizi del Consultorio UCIPEM Cremona- Fondazione ONLUS

Carta dei Servizi del Consultorio UCIPEM Cremona- Fondazione ONLUS Carta dei Servizi del Consultorio UCIPEM Cremona- Fondazione ONLUS Via Milano, 5/c 26100 Cremona Tel. 0372 20751/34402 Fax 0372-1960388 Codice fiscale 80011480193 Partita Iva 01273220192 mail: segreteria@ucipemcremona.it

Dettagli

IL MINISTRO DELLA SALUTE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE

IL MINISTRO DELLA SALUTE DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Testo aggiornato al 5 dicembre 2007 Decreto ministeriale 22 Febbraio 2007, n. 43 Gazzetta Ufficiale 6 Aprile 2007, n. 81 Regolamento recante Definizione degli standard relativi all assistenza ai malati

Dettagli

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA 1 Gruppo di lavoro n.6 Famiglia ed Immigrazione

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA 1 Gruppo di lavoro n.6 Famiglia ed Immigrazione OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA 1 Gruppo di lavoro n.6 Famiglia ed Immigrazione Il gruppo di lavoro assegnatario del tema famiglia ed immigrazione si è riunito per due volte, in data 24 maggio ed

Dettagli

IX GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL AUTISMO

IX GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL AUTISMO Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale Personalità Giuridica riconosciuta con D.P.R. 1542/64 Iscr. Reg. Naz. delle Ass. di Prom. Sociale al n.95/04 Sede:

Dettagli

XIII Conferenza nazionale della Rete HPH - Empowerment della Persona

XIII Conferenza nazionale della Rete HPH - Empowerment della Persona XIII Conferenza nazionale della Rete HPH - Empowerment della Persona Reggio Emilia, 24-26 settembre 2009 PROGETTO Progetto di prevenzione, informazione e cura su Psicosi e Depressione Post Partum Dipartimento

Dettagli

L Immigrato. Aspetti demografici. Fonti informative:

L Immigrato. Aspetti demografici. Fonti informative: L Immigrato La complessità dei problemi sociali degli immigrati, le caratteristiche, organizzative dei servizi sanitari e la mancanza di strumenti di rilevazione sistematici ad hoc hanno reso difficoltoso

Dettagli

Carta dei Servizi. Consultorio Familiare dell Area Distrettuale di SARONNO

Carta dei Servizi. Consultorio Familiare dell Area Distrettuale di SARONNO Carta dei Servizi Consultorio Familiare dell Area Distrettuale di SARONNO sede principale: Via TOMMASEO 14 - SARONNO Tel. 02.9620326 Fax. 02.96280070 consultoriosaronno@asl.varese.it sede secondaria: Via

Dettagli

LEGGE REGIONALE 27 luglio 1998, n. 22 Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato. (B.U.R. 4 agosto 1998, n.

LEGGE REGIONALE 27 luglio 1998, n. 22 Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato. (B.U.R. 4 agosto 1998, n. LEGGE REGIONALE 27 luglio 1998, n. 22 Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato. (B.U.R. 4 agosto 1998, n. 66) Art. 1 (Finalità) 1. La Regione favorisce il benessere psicofisico

Dettagli

Il progetto Ponte linea dell Asl di Vallecamonica Sebino. Direttore Sanitario aziendale Dr. Fabio Besozzi Valentini

Il progetto Ponte linea dell Asl di Vallecamonica Sebino. Direttore Sanitario aziendale Dr. Fabio Besozzi Valentini Il progetto Ponte linea dell Asl di Vallecamonica Sebino Direttore Sanitario aziendale Dr. Fabio Besozzi Valentini Territorio di competenza dell Asl di Vallecamonica Sebino Il progetto complessivo: Ponte

Dettagli

La carta dei servizi del percorso nascita nel nostro territorio. Maria Luisa Livello Servizio Consultori Familiari ASL Lecco

La carta dei servizi del percorso nascita nel nostro territorio. Maria Luisa Livello Servizio Consultori Familiari ASL Lecco La carta dei servizi del percorso nascita nel nostro territorio Maria Luisa Livello Servizio Consultori Familiari ASL Lecco Il percorso nascita, la prevenzione dei tumori femminili e gli/le adolescenti

Dettagli

REGOLAMENTO SOVRACOMUNALE SULL AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO SOVRACOMUNALE SULL AFFIDO FAMILIARE AZIENDA SPECIALE CONSORTILE Isola Bergamasca - Bassa Val San Martino azienda territoriale per i servizi alla persona REGOLAMENTO SOVRACOMUNALE SULL AFFIDO FAMILIARE Premessa I Comuni dell Ambito Territoriale

Dettagli

ad ottenere informazioni complete e comprensibili in merito alla diagnosi della malattia, alla terapia proposta e alla relativa prognosi;

ad ottenere informazioni complete e comprensibili in merito alla diagnosi della malattia, alla terapia proposta e alla relativa prognosi; TUTELA Diritti e doveri dei cittadini-utenti Il paziente ha il diritto: ad essere assistito e curato con premura e attenzione, senza discriminazioni di genere, nel rispetto della dignità umana, della cultura

Dettagli

proposta di legge n. 7

proposta di legge n. 7 REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 7 a iniziativa dei Consiglieri Bugaro, Foschi, Romagnoli, Acquaroli, Zinni, D Anna, Natali, Massi, Ciriaci, Carloni, Marinelli presentata in

Dettagli

TRA PREMESSO CHE VISTO CHE

TRA PREMESSO CHE VISTO CHE PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE TRA PROVINCIA DI ROMA -ASSESSORATO POLITICHE

Dettagli

Conoscere il Consultorio Familiare

Conoscere il Consultorio Familiare Conoscere il Consultorio Familiare Inquadramento Storico I consultori familiari nascono negli anni 70, anche come evoluzione di precedenti strutture esistenti sul territorio Anni di grandi movimenti nella

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA

SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA SENATO DELLA REPUBBLICA XV LEGISLATURA N. 225 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa della senatrice BURANI PROCACCINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 4 MAGGIO 2006 Legge quadro sulla famiglia TIPOGRAFIA DEL SENATO

Dettagli

Protocollo del Distretto di Campobasso in tema di ascolto del minore PREMESSO

Protocollo del Distretto di Campobasso in tema di ascolto del minore PREMESSO Protocollo del Distretto in tema di ascolto del minore PREMESSO che le modifiche legislative intervenute nel corso dell anno 2006 hanno reso urgente e indilazionabile regolamentare le modalità di audizione

Dettagli

Consultori Familiari Integrati

Consultori Familiari Integrati Consultori Familiari Integrati Carta dei Servizi Anno 2014 La carta dei servizi E uno strumento di informazione e di orientamento nell ambito delle offerte dei servizi prestati nei Consultori. Ha la finalità

Dettagli

L assistenza agli immigrati irregolari ed ai cittadini europei non iscritti

L assistenza agli immigrati irregolari ed ai cittadini europei non iscritti L assistenza agli immigrati irregolari ed ai cittadini europei non iscritti Antonio Brambilla Reggio Emilia, 25 ottobre 2011 cosa prevede la norma nazionale per gli STP L assistenza sanitaria a favore

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE GAMBALE, NOVELLI, DIVELLA, GIACCO, LUMIA, MANGIACAVALLO, SAONARA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE GAMBALE, NOVELLI, DIVELLA, GIACCO, LUMIA, MANGIACAVALLO, SAONARA Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati N. 1365 CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI GAMBALE, NOVELLI, DIVELLA, GIACCO, LUMIA, MANGIACAVALLO, SAONARA Norme in materia di tutela

Dettagli

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Allegato 1 Indirizzi sperimentali per l organizzazione ed il funzionamento dell Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) Indice Premessa... 2 1. Ambito di applicazione... 2 1.1 Definizione... 2 1.2 I destinatari...

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE.

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE. DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER GARANTIRE AI BAMBINI ED ADOLESCENTI CON PATOLOGIE CRONICHE UNA VITA SCOLASTICA NORMALE. RELAZIONE ILLUSTRATIVA Il presente disegno di legge nasce dalla triste

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE

Dettagli

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

DELIBERAZIONE N. DEL. Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA REGIONE LAZIO DELIBERAZIONE N. DEL 932 30/12/2014 GIUNTA REGIONALE PROPOSTA N. 22729 DEL 24/12/2014 STRUTTURA PROPONENTE Direzione Regionale: POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT Area: INTEGRAZIONE

Dettagli

Legge regionale 29 luglio 2009, n. 18. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA. la seguente legge:

Legge regionale 29 luglio 2009, n. 18. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA. la seguente legge: Legge regionale 29 luglio 2009, n. 18 Istituzione del Garante regionale per l infanzia e l adolescenza. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA la seguente legge:

Dettagli

Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria

Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria 9 Gli investimenti in tecnologie ed edilizia sanitaria 9.1. Gli investimenti strutturali per la riqualificazione dell offerta sanitaria Le politiche di zione degli investimenti pubblici dedicati al patrimonio

Dettagli

Dott.ssa Carmela Sesti

Dott.ssa Carmela Sesti Allegato C U R R I C U L U M V I T A E Dott.ssa Carmela Sesti INFORMAZIONI PERSONALI Nome Sesti Carmela Data di nascita 15/12/1957 Qualifica Dirigente Psicologo Amministrazione ASP Cosenza Responsabile

Dettagli

ASPETTI UN BAMBINO E NON SAI COSA FARE? TROVIAMO INSIEME UNA SOLUZIONE

ASPETTI UN BAMBINO E NON SAI COSA FARE? TROVIAMO INSIEME UNA SOLUZIONE Dipartimento ASSI - Area Famiglia ASPETTI UN BAMBINO E NON SAI COSA FARE? TROVIAMO INSIEME UNA SOLUZIONE TROVIAMO INSIEME UNA SOLUZIONE Hai avuto conferma di essere incinta, vivi una situazione difficile,

Dettagli

L ASP assicura l erogazione di prestazioni incluse nei seguenti Livelli Essenziali di Assistenza:

L ASP assicura l erogazione di prestazioni incluse nei seguenti Livelli Essenziali di Assistenza: Informazioni sulle strutture e i servizi forniti Questa parte della Carta dei Servizi contiene informazioni sintetiche sulle strutture e i servizi dell Azienda Sanitaria Provinciale. Per le informazioni

Dettagli

PERCORSI SPECIFICI ATTUATI NEI CONSULTORI A TORINO E IN PIEMONTE. Giulia Mortara SC Consultori Familiari e Pediatria di Comunità ASLTO2

PERCORSI SPECIFICI ATTUATI NEI CONSULTORI A TORINO E IN PIEMONTE. Giulia Mortara SC Consultori Familiari e Pediatria di Comunità ASLTO2 PERCORSI SPECIFICI ATTUATI NEI CONSULTORI A TORINO E IN PIEMONTE Giulia Mortara SC Consultori Familiari e Pediatria di Comunità ASLTO2 I consultori familiari: 1975-2014 Dip. Materno Infantile SSN Legge

Dettagli

REGIONE LAZIO AZIENDA UNITA SANITARIA LOCALE FROSINONE

REGIONE LAZIO AZIENDA UNITA SANITARIA LOCALE FROSINONE PROMOZIONE DELL INTEGRAZIONE CULTURALE NELL AMBITO DEL DIRITTO ALLA SALUTE NELLA POPOLAZIONE IMMIGRATA Premessa il Servizio Multienico della ASL Frosinone mira ad avvicinare alla Sanità pubblica quella

Dettagli

I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI

I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI TUTELA DELLA DONNA E DEL FANCIULLO: LEGGE 242/1902 CARCANO Riveste un importanza notevole per aver introdotto il congedo di maternità di un mese dopo il parto, riducibile

Dettagli