Metodologia per una corretta progettazione Dott. Alfredo Terreni

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1 Metodologia per una corretta progettazione Dott. Alfredo Terreni 1/35

2 Criteri di Progettazione Il corretto approccio alla progettazione di una copertura sicura èfinalizzato all eliminazione e/o riduzione del rischio di caduta. 2/35

3 Criteri di Progettazione Devono essere analizzati i seguenti 3 punti: 1. Percorso 2. Accesso 3. Transito 3/35

4 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi Percorso: E il tragitto che un operatore deve compiere internamente od esternamente al fabbricato per raggiungere il punto di accesso alla copertura. Accesso: E il punto, raggiungibile mediante un percorso, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro sulla copertura. Percorso e accesso dall esterno Percorso e accesso dall interno Al fine della migliore individuazione dei percorsi degli accessi, èimportante prevedere con accuratezza gli stessi fin dalla fase progettuale. 4/35

5 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi I percorsi verticali devono essere realizzati tramite le seguenti strutture: scale per il trasferimento in quota opportunamente vincolate alla zona di sbarco; apparecchi di sollevamento certificati anche per il trasferimento di persone in quota; ponteggi; Principali caratteristiche di progettazione: a) i percorsi verticali devono essere predisposti secondo il seguente ordine di priorità:scale fisse a gradini a rampe con sviluppo rettilineo, scale retrattili fisse, scale fisse a chiocciola, scale fisse a pioli con inclinazione < o = a 75, superiore ai 75 ; b) i percorsi orizzontali o inclinati devono essere protetti controil rischio di caduta nei lati prospicienti il vuoto o esposti verso superfici sfondabili; 5/35

6 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi Per particolari e documentate esigenze di natura tecnica, ovvero al fine di garantire il rispetto di eventuali norme di tutela riguardanti l immobile, è ammesso il ricorso ad apposite scale portatili, costituenti dotazione permanente dell edificio, solidamente vincolabili alla zona di sbarco e di altezza tale da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, salvo che altri dispositivi garantiscano una presa sicura all operatore. In tali casi nell elaborato tecnico della copertura è indicato il vano dell edificio nel quale dette scale portatili sono custodite. 6/35

7 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi Nei casi in cui sussistano dimostrati impedimenti alla realizzazione di percorsi fissi o permanenti, ovvero laddove la realizzazione dei medesimi risulti in contrasto con norme di tutela riguardanti l immobile, devono essere individuati spazi in grado di ospitare le soluzioni provvisorie prescelte. 7/35

8 SCALE POSSONO ESSERE DI TRE TIPI: FISSE A PIOLI: -LARGHEZZA > 0.35 m -DISTANZA TRA PIOLI COMPRESA TRA m -MANIGLIONI DI SBARCO DI ALTEZZA COMPRESA TRA m -DISTANZA TRA PIOLI E PARETE DI ANCORAGGIO > 0.15 m -LE SCALE FISSE A PIOLI VERTICALI O CON INCLINAZIONE > 75 E ALTEZZA > 5 m DEVONO AVERE LUNGO IL LORO SVILUPPO, SISTEMI DI FUNI O ROTAIE DI GUIDA A CUI ANCORARE I DPI ANTICADUTA O IN ALTERNATIVA: -SOLIDA GABBIA METALLICA, A PARTIRE DA 2.50 m, DOTATA DI MANIGLIE, CON APERTURE TALI DA IMPEDIRE LA CADUTA DELL OPERATORE VERSO L ESTERNO -PARETE DELLA GABBIA OPPOSTA AL PIANO DEI PIOLO, A DISTANZA < 0.60 m -PIATTAFORMA DI RIPOSO OGNI 4 m, CON SUPERFICIE TALE DA CONSENTIRE L APPOGGIO COMPLETO DI DUE PIEDI E LA STAZIONE ERETTA DELL OPERATORE -SBARRAMENTI CHE NE IMPEDISCANO L USO A PERSONE NON AUTORIZZATE 8/35

9 SCALE FISSE A GRADINI, SVILUPPO RETTILINEO O A CHIOCCIOLA: -PARAPETTO NORMALE O ALTRA DIFESA EQUIVALENTE, IN CORRISPONDENZA DEI LATI APERTI -CORRIMANO AD ALTEZZA COMPRESA TRA m SU ALMENO UNO DEI DUE LATI DELIMITATI DA PARETI -LARGHEZZA > 0.60 m; SE A CHIOCCIOLA, IL DIAMETRO DEVE ESSERE > 1.00 m ; PREFERIBILI LE SCALE A SEZIONE QUADRATA -ALZATA E PEDATA DIMENSIONTE A REGOLA ARTE; SE IN PRESENZA DI VINCOLI RISPETTIVAMENTE NON SUPERIORE A 0.22 m E 0.25 m -PROFILO GRADINI ARROTONDATO -PIANEROTTOLI DI RIPOSO OGNI 20 GRADINI 9/35

10 RETRATTILI A GRADINI: -LARGHEZZA UTILE > o = 0.35 m -GRADINI CON ALZATA COMPRESA TRA m -MONTANTI DOTATI DI CORRIMANO DISTANTI DAGLI STESSI 0.10 m -DIMENSIONI BOTOLA > o = 1.20 x 0.70 m -RIPIANI DI SBARCO CON MANIGLIONI DI ALTEZZA TRA m -PORTATA PARI A 150 dan -INCLINAZIONE SCALA TRA 60 E 75 10/35

11 Alcuni esempi: Criteri di Progettazione Percorsi e accessi SCALE FISSE inclinazione < 75 SCALE RETRATTILI E il percorso protetto verticale a cui dovrebbe essere data la prioritàse il progetto non ha vincoli di tipo costruttivo ed architettonico. In alternativa, il progettista deve debitamente giustificare nell ETC l impossibilitàdi adottare tale tipo di percorso a causa dei vincoli suddetti. La scala retrattile a gradini(larghezza del gradino non inferiore a 8 cm Norma UNI EN 14975) e con inclinazione compresa tra 15 e 60 può essere considerata via d accesso permanente e paragonabile a scala tradizionale. 11/35

12 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi 12/35

13 Alcuni esempi: Criteri di Progettazione Percorsi e accessi SCALE PORTATILI SCALE FISSE inclinazione > 75 Tipologia molto vasta e con caratteristiche diverse, che vanno complessivamente valutate per ottenere una corretta scelta progettuale Percorso verticale di tipo provvisorio a cui non deve essere data la priorità. Nel caso dell utilizzo deve: -essere individuata posizione e spazio di posizionamento -essere previsto un idoneo sistema di ancoraggio all edificio. 13/35

14 Alcuni esempi: Criteri di Progettazione PONTE SOSPESO MUNITO DI ARGANO (piattaforma elevabile) Percorsi e accessi PONTE MOBILE SVILUPPABILE SU CARRO (cestello) Se non certificato per lo sbarco in quota non può essere impiegato come dispositivo per l accesso alla copertura. Sistemi non permanenti, generalmente utilizzati per eseguire lavori su facciate e perimetro dell immobile all interno del sistema stesso 14/35

15 Criteri di Progettazione Percorsi e accessi ACCESSO CON LINEA INCLINATA Permette all operatore di accedere velocemente alla sommitàdella copertura senza ricorrere alle continue operazioni di attacco/stacco che richiederebbero i ganci di risalita 15/35

16 Criteri di Progettazione ESTERNO CON PUNTO DI ANCORAGGIO STRUTTURALE UNI 517/795 Percorsi e accessi ESTERNO CON PROTEZIONE DEL PUNTO DI SBARCO Soluzione particolarmente idonea per il dislivello di piccole quote tra varie porzioni della copertura Il punto di ancoraggio deve essere posto ad una distanza che consenta all operatore di agganciarsi prima di uscire completamente dal percorso sicuro. 16/35

17 INTERNO SU PARETE INCLINATA Percorsi e accessi INTERNO SU PARETE VERTICALE ove sia costituito da una apertura verticale, la stessa deve avere una larghezza minima di 0,70 metri ed un altezza minima di 1,20 metri ove sia costituito da una apertura orizzontale od inclinata, la stessa deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, l apertura deve avere una superficie non inferiore a 0,50 metri quadrati, con lato inferiore libero di passaggio della larghezza minima di 0,70 metri; 17/35

18 Percorsi e accessi Un accesso esterno deve essere riconoscibile per il raggiungimento di sistemi di accesso fissi, permanenti o mobili. Nelle coperture piane, esso deve essere adeguatamente protetto da parapetti con cancelletto apribile verso l interno. Nelle coperture inclinate, esso deve essere dotato di un ancoraggio facilmente raggiungibile al quale l operatore, prima di accedere alla copertura, possa agganciare il dispositivo di protezione individuale e collegarsi ad un sistema di ancoraggio presente sul tetto 18/35

19 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA Si ha un lavoro in quota quando il dislivello è superiore a mt. 2,00 19/35

20 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA Il transito e l esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione sulle coperture devono essere garantiti attraverso elementi protettivi di tipo fisso. Nei casi di interventi su coperture esistenti, nei quali non sia possibile adottare misure di tipo fisso a causa di caratteristiche strutturali insufficienti a garantire l ancoraggio dei sistemi anticaduta, o per contrasto con prescrizioni regolamentari o con norme di tutela riguardanti l immobile interessato dall intervento, nella relazione tecnica, devono essere specificate le motivazioni per le quali tali misure risultano non realizzabili. Devono altresì essere indicate le idonee misure di tipo provvisorio previste in sostituzione, tali comunque da garantire l esecuzione degli interventi impiantistici o di manutenzione della copertura in condizioni di sicurezza. Fermo restando l obbligo di prevenire il rischio di caduta con le modalità di cui al presente regolamento, eventuali parti della copertura non calpestabili per il rischio di sfondamento della superficie di calpestio devono essere adeguatamente segnalate, qualora non sia possibile la loro segregazione. 20/35

21 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA Negli interventi impiantistici comportanti l istallazione sulle coperture calpestabili di pannelli solari devono essere reperiti appositi spazi di dimensioni sufficienti a consentire l installazione e l uso di un sistema anticaduta garantendo la manutenzione in sicurezza della copertura e delle sue dotazioni. Tale disposizione non si applica nei casi di adozione di dispositivi di protezione collettiva permanenti L obbligo di utilizzo di sistemi anticaduta deve essere evidenziato con idonea cartellonistica nella zona di accesso alla copertura 21/35

22 Criteri di Progettazione Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta in sicurezza per interventi impiantistici o di manutenzione mediante elementi protettivi quali: parapetti; linee di ancoraggio; dispositivi di ancoraggio; passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali; reti di sicurezza anticaduta UNI EN ; ; impalcati; ganci di sicurezza da tetto; scalini posapiede UNI EN 516 ; piani di camminamento 22/35

23 PARAPETTI: I PARAPETTI DI PROTEZIONE VERSO PARTI NON PRATICABILI E DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL ALTO, DEVONO AVERE LE SEGUENTI CARATTERISTICHE: 23/35

24 Pertanto, prima di svolgere lavori sulle coperture, è necessario eseguire, nell ambito della redazione del PSC e POS, una specifica valutazione dei rischi e definire le conseguenti opere di prevenzione e protezione da adottare. Nella valutazione dei rischi andranno necessariamente presi in esame i seguenti punti (elenco non esaustivo): Tipologia e durata del lavoro da svolgere Inclinazione della copertura Altezza di caduta massima Carichi massimi di impatto di un corpo in fase di scivolamento/caduta (carichi dinamici) Traiettoria di caduta di un corpo morto che rotola dalla copertura e probabile punto di impatto sul ponteggio Resistenza del parapetto di sommità e dell ultimo impalcato del ponteggio (desumibile dal libretto di autorizzazione all uso) Resistenza degli ancoraggi Forma geometrica del parapetto in funzione della massima luce di passaggio di un corpo 24/35

25 Parapetto a mensola tassellabile con asta telescopica Sistema di protezione bordi di classe B secondo UNI 13374/04 25/35

26 Parapetto a mensola tassellabile con asta telescopica Sistema di protezione bordi di classe A secondo UNI 13374/04 26/35

27 La classificazione, requisiti e metodi di prova 27/35

28 La classificazione, requisiti e metodi di prova 28/35

29 La classificazione, requisiti e metodi di prova 29/35

30 Inclinazione Classe A: per coperture con inclinazione non superiore a 10 Classe B: per coperture con inclinazioni minori di 30 senza limitazioni dell altezza di caduta per coperture con inclinazioni minori di 60 se l a ltezza di caduta è inferiore a 2 m. Classe C: per coperture con inclinazioni comprese tra i 30 e i 45 senza limitazioni dell altezza di caduta per coperture con inclinazioni comprese tra i 45 e i 60 se l altezza di caduta è inferiore a 5 m 30/35

31 Se l angolo è: maggiore di 60 ; maggiore di 45 e l altezza di caduta è maggiore di 5 m: i sistemi di protezione dei bordi non sono una protezione adeguata. 31/35

32 Fig.1: Appendice B della Norma UNI EN /35

33 Dimensioni parapetti 33/35

34 Dimensioni parapetti 34/35

35 35/35

36 Classe di Protezione Classe A Requisiti dimensionali UNI EN Requisiti dimensionali UNI EN Corrente principale di parapetto: 1 m Fermapiede: 150 mm, se ci sono aperture una sfera Ø20 mm non deve passare attraverso Corrente intermedio: tutte le aperture non devono permettere il passaggio di una sfera Ø 470 mm, se non c ècorrente intermedio o non è continuo le aperture non devono permettere il passaggio di una sfera Ø 250 mm Inclinazione:non deve scostarsi dalla verticale piùdi 15 36/35

37 Classe di Protezione Requisiti dimensionali UNI EN Requisiti dimensionali UNI EN Classe B Corrente principale di parapetto: 1 m Inclinazione: non deve scostarsi dalla verticale piùdi 15 Fermapiede: 150 mm, se ci sono aperture una sfera Ø20 mm non deve passare attraverso Aperture: non devono permettere il passaggio di una sfera Ø250 mm 37/35

38 Classe di Protezione Requisiti dimensionali UNI EN Requisiti dimensionali UNI EN Classe C Corrente principale di parapetto: 1 m Inclinazione: non deve scostarsi dalla verticale più di 15 Fermapiede: 150 mm, se ci sono aperture una sfera Ø20 mm non deve passare attraverso Aperture: non devono permettere il passaggio di una sfera Ø100 mm 38/35

39 Limitazione delle aperture del parapetto A seconda dell inclinazione del tetto la norma UNI EN prevede diverse dimensioni nelle aperture del parapetto. Seguendo tale logica la valutazione del rischio dovrà prevedere opportune opere per la limitazione della luce di passaggio di un corpo in fase di scivolamento. Al fine di limitare le aperture dei parapetti è consentito l utilizzo di reti di sicurezza certificate ai sensi della Norma UNI EN /35

40 Limitazione delle aperture del parapetto Infatti la norma UNI al punto 5.1.2, stabilisce che le reti di sicurezza utilizzate come protezione laterale devono essere del sistema di tipo U in conformitàalla EN ; in questo caso la rete di sicurezza costituisce la protezione intermedia, sostitutiva del corrente intermedio del parapetto. 40/35

41 Limitazione delle aperture del parapetto Si definisce protezione intermedia una barriera di protezione (struttura di recinzione o rete di sicurezza) posta tra il corrente principale di parapetto e la superficie di lavoro. Per quanto concerne i carichi statici, il fissaggio delle reti deve soddisfare i requisiti di carico per ogni classe, mentre le prove ai carichi dinamici previsti dalla norma UNI per la classe C, sono gli stessi previsti dalla UNI EN (effettuate sul montante e fra i montanti). 41/35

42 corrente intermedio (sinistra) e con protezione intermedia (destra). 42/35

43 PASSERELLE, CAMMINAMENTI E ANDATOIE: -RESISTERE ALLE SOLLECITAZIONI E AI SOVRACCARICHI PREVISTI PER IL PASSAGGIO DI PERSONE E MATERIALI -LARGHEZZA > 0.60 m SE PER SOLO TRANSITO PERSONE E > 1.20 m SE ANCHE PER TRASPORTO DEI MATERIALI -ESSERE DOTATE DI PARAPETTI -ESSERE DOTATE DI PAVIMENTAZIONE ANTISDRUCCIOLO CON APERTURE NON ATTRAVERSABILI DA UNA SFERA DI 35 mm, E SE SOVRASTANTI LUOGHI CON PASSAGGIO O PERMANENZA DI PERSONE, NON ATTRAVERSABILI DA UNA SFERA DI 20 mm -LE ANDATOIE CON PENDENZA > 50% DEVONO AVERE PIANI DI CALPESTIO LISTELLATI AD INTERVALLI < 0.40 m E INTERROTTE DA PIANEROTTOLI DI RIPOSO IN FUNZIONE DELLA LUNGHEZZA DEL PERCORSO RETI PERMANENTI DI SICUREZZA: -ESSERE RESISTENTI AD UN CARICO DI ALMENO 1.50 KN/mq DI SUPERFICIE -PRESENTARE CARATTERISTICHE TECNICHE E TIPOLOGIA DI ANCORAGGIO IN RELAZIONE AI FATTORI AMBIENTALI 43/35

44 Criteri di Progettazione Nella scelta degli elementi protettivi deve essere considerata la frequenza degli interventi di manutenzione previsti, privilegiando i sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli individuali. L impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche dimensionali, strutturali o morfologiche delle coperture, ovvero per contrasto con norme di tutela riguardanti l immobile interessato dall intervento. 44/35

45 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA PRATICABILITA 45/35

46 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA per copertura calpestabile, la porzione di copertura, accessibile in caso di manutenzione, calcolata per carichi di esercizio minimi in grado di sostenere sia il peso delle persone che degli eventuali materiali depositati, conformi a quelli indicati nel decreto 14 gennaio 2008 del Ministero delle Infrastrutture (Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni), tabella 3.1.II, categoria H. per copertura raggiungibile per le opere di manutenzione in sicurezza, la porzione di copertura dotata di misure preventive e protettive fisse sulla quale è possibile effettuare gli interventi impiantistici e le manutenzioni senza pericolo di caduta per la persona che vi debba operare. Il requisito di raggiungibilità è conseguito laddove l operatore sia in grado, indipendentemente dalla possibilità di calpestare l intera superficie di copertura, di accedere manualmente a tutte le sue componenti per effettuare le opere impiantistiche o manutentive; 46/35

47 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA 1.Trattenuta. Il posizionamento dell ancoraggio e la lunghezza del dispositivo di collegamento all imbracatura non consentono il raggiungimento delle aree a rischio caduta dall alto. TRATTENUTA-ARRESTO CADUTA 2.Arresto caduta. Il sistema consente l accadimento del rischio (caduta dall alto) contenendo gli effetti (arresta la caduta dell operatore prima che possa incontrare ostacoli, es. suolo o sporgenze di facciata). Consente all operatore di avvicinarsi ai bordi della copertura o altre aree a rischio, senza però consentire la caduta. Può essere utilizzata solo dopo aver effettuato una attenta valutazione del tirante d aria minimo ed aver valutato come possibile un intervento di recupero entro 30 minuti dall accadimento (UNI 11158). SINDROME DA SOSPENSIONE INERTE 47/35

48 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA Criteri di scelta TRATTENUTA-ARRESTO CADUTA La normativa antinfortunistica predilige soluzioni che impediscono l accadimentodel rischio (dispositivo di trattenuta e posizionamento) rispetto soluzioni che ne limitano gli effetti (dispositivo di arresto della caduta). Una corretta progettazione del posizionamento degli ancoraggi consente di evitare ad un operatore la possibilitàdi caduta oltre la falda della copertura consentendogli di operare in trattenuta ed evitare l arresto caduta. 48/35

49 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA AREA RAGGIUNGIBILE IN SICUREZZA DISTANZA E POSIZIONAMENTO ANCORAGGI La raggiungibilità non coincide con la possibilità da parte dell operatore di calpestare l intera superficie ma con la possibilità di poterla raggiungere con le mani per effettuare le opere manutentive. E infatti preferibile far lavorare il lavoratore in trattenuta, impedendogli la caduta oltre il bordo Con l uso di un cordino con estensione massima di 2 metri l operatore ha un area raggiungibile di 2,60 metri lavorando in trattenuta 49/35

50 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA EFFETTO PENDOLO, OSCILLAZIONI E SCORRIMENTI Effetto Pendolo : Per effetto di una caduta, un operatore dotato di imbracatura e di sistema di collegamento ad un punto di ancoraggio, produce un movimento laterale e una conseguente oscillazione incontrollata. Questi ètanto maggiore quanto maggiore èla possibilitàdi oscillazione laterale prima che il corpo raggiunga un proprio equilibrio e si fermi. La condizione peggiore in cui si sviluppano gli effetti di un effetto pendolo si ottiene in prossimità degli angoli della copertura. 50/35

51 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA EFFETTO PENDOLO, OSCILLAZIONI E SCORRIMENTI Nel caso di disallineamento laterale tra l ancoraggio ed il punto di potenziale caduta deve essere posta particolare attenzione alla posizione degli ancoraggi o delle linee di ancoraggio orizzontali in modo da consentire la lavorazione in trattenuta 51/35

52 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA DISTANZE ANTICADUTA Per una corretta progettazione di un sistema anticaduta devono essere considerate le seguenti distanze: 3. La distanza di arresto Distanza verticale misurata dal punto di inizio caduta alla posizione finale di equilibrio dopo l arresto; la distanza di arresto varia in funzione dei sistemi utilizzati. 1. La distanza libera di caduta La distanza misurata in verticale dal punto di caduta al punto dove un operatore può impattare, tale distanza varia in funzione della morfologia dell edificio e del terreno. 2. Il Tirante d aria (norma UNI) La distanza minima, in verticale, necessaria ad arrestare in sicurezza un lavoratore in un sistema di arresto caduta. E pertanto la misura dello spazio libero da ostacoli al di sotto del lavoratore. Si compone dalla distanza di arresto piùlo spazio libero di 1 metroche deve rimanere sotto i piedi dell utilizzatore, al fine di evitare la collisione in una caduta. 52/35

53 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA TRANSITO CON LINEE VITA Possono essere flessibili o rigide Consentono lo spostamento in sicurezza dell operatore lungo tutta la superficie di copertura madevono essere individuati i punti critici (effetto pendolo, mancanza tirante d aria etc) per eventuali integrazioni con ancoraggi puntuali (ganci). 53/35

54 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA TRANSITO CON ANCORAGGI PUNTUALI (UNI 517 e UNI 795 classe A) L uso dei ANCORAGGI PUNTUALI, quali unici punti di ancoraggio per il transito in copertura, è consentito solo per brevi spostamenti e nei casi in cui, per motivi strutturali, non risulti possibile installare una linea vita GANCI DA TETTO UNI 517 Per una corretta scelta del dispositivo ènecessario valutare bene a quale tipo di sollecitazione èsoggetto il punto di ancoraggio 54/35

55 Criteri di Progettazione TRANSITO ED ESECUZIONE DEI LAVORI IN COPERTURA TRANSITO CON ANCORAGGI PUNTUALI (UNI 517 e UNI 795 classe A) Possono essere utilizzati anche per arrestare una caduta dinamica. Se correttamente posizionati consentono all operatore spostamenti in condizioni di caduta totalmente trattenuta. 55/35

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