Il consumo di sostanze psicoattive legali e illegali tra i giovani della provincia di Lecco

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1 Dipartimento Dipendenze Il consumo di sostanze psicoattive legali e illegali tra i giovani della provincia di Lecco Marzo 2012 A cura di Costanza Agostoni Referente Osservatorio Dipendenze

2 PRESENTAZIONE Nelle Regole di Gestione del Servizio Socio Sanitario Regionale per l anno 2012 la Regione Lombardia cita il fenomeno delle dipendenze come una delle dimensioni di fragilità cui porre attenzione, sottolineandone la complessità legata alla rapida evoluzione dei bisogni; come per le altre aree sociosanitarie, l indicazione è quella di programmare gli interventi a partire dalla domanda, riportando cioè al centro di questi la persona e la sua famiglia. Riguardo ai consumi di sostanze psicoattive in età giovanile la domanda di cura, intesa in senso trattamentale ma anche e soprattutto preventivo, è spesso sommersa, inespressa o posta, a volte, troppo tardi; ciò implica che la lettura dei bisogni richieda una particolare attenzione a tutti quegli indicatori utili a descrivere un problema che tende altrimenti ad emergere come tale solo in occasione di fatti di cronaca eclatanti. Questo lavoro, rispondendo al mandato regionale di sviluppare strumenti di lettura e valutazione del bisogno in tutte le sue dimensioni, propone una descrizione oggettiva di questo fenomeno, offrendo elementi di conoscenza e di riflessione utili come base su cui costruire strategie di intervento condivise tra il sistema dei servizi, il territorio, i soggetti portatori di domanda di cura e le loro famiglie. Dott. Marco Votta Direttore Generale ASL di Lecco 2

3 PREMESSA Questa monografia è un approfondimento del report Il fenomeno delle Dipendenze nel territorio dell ASL di Lecco Dati anno 2009 realizzato dal dipartimento Dipendenze in collaborazione con la Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa. È stata scritta a più mani da un gruppo di operatori del Dipartimento Dipendenze della ASL, che collaborano all Osservatorio delle Dipendenze dipartimentale, e pensata come uno strumento di facile lettura per quanti, senza avere necessariamente conoscenze specifiche sul tema delle dipendenze, sono in vari modi e a vario titolo a contatto con il mondo giovanile (educatori, insegnanti, amministratori locali, ecc.). Il focus di questo lavoro sono i consumi di sostanze psicoattive legali e illegali tra i giovani minori di 30 anni del territorio. Il primo obiettivo che ci si posti è stato quello di dare una descrizione del fenomeno e della sua problematicità a partire da dati oggettivi e scientifici e non da percezioni, esperienze personali o circoscritte, informazione mediatica. Come operatori del settore abbiamo però anche voluto esprimere considerazioni e pensieri che nascono da una pluriennale esperienza professionale, offrendo alcuni spunti di riflessione utili per una lettura critica e consapevole del fenomeno. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento Politiche Antidroga (DPA) e relativi al 2010 e al primo semestre 2011, l utilizzo di sostanze stupefacenti illegali e di alcolici sia nella popolazione giovanile che in quella generale è in diminuzione, per alcune droghe anche in modo drastico. Tale dato, di per sé confortante, non deve però indurre a facile ottimismo, e dovrà essere confermato negli anni a venire. E necessario infatti tenere conto, da una parte, dell estrema variabilità del mercato della droga, della sua accessibilità, di una cultura, anche adulta, spesso superficiale e minimizzante e, dall altra, della molteplicità dei fattori che inducono gli adolescenti ad avvicinarsi all uso di sostanze. Si tratta di fattori caratteristici della loro età, come la propensione al rischio e alla sperimentazione o l influenza dei pari, ma anche dell epoca storica in cui viviamo, con le incertezze e i rapidi cambiamenti che la attraversano. Siamo pertanto convinti che la diffusione di sostanze psicoattive legali e illegali tra i giovani rimanga un problema da leggere, affrontare e prevenire. In proposito ricordiamo che fra gli obiettivi prioritari dell OMS in tema di promozione della salute nel XXI secolo rientra anche la riduzione del consumo di sostanze (WHO, 1998). Tenendo conto che l età di sperimentazione, pur con variazioni da sostanza a sostanza, è quella preadolescenziale/adolescenziale, tale obiettivo va perseguito a partire da questo target di popolazione. Si auspica che quanto emerge da questo lavoro possa essere utile per indirizzare le politiche e gli interventi sul territorio a favore dei più giovani, tesi non solo a reprimere quanto piuttosto a rispondere sempre meglio ai bisogni dei ragazzi e delle loro famiglie, in processi che li vedano coinvolti come parte attiva e pertanto da costruire insieme. Dr.ssa Sandra Marabelli Direttore Dipartimento Dipendenze 3

4 INDICE PRESENTAZIONE Pag. 2 PREMESSA Pag. 3 1 IL CONTESTO GIOVANILE LOCALE (C. Pellegrini) Pag Aspetti demografici Popolazione straniera Pag Scolarizzazione e occupazione Pag Tasso di inattività Pag Scolarizzazione Pag Occupazione Pag Considerazioni conclusive Pag LA DIFFUSIONE DEI CONSUMI (C.Agostoni, A. Castellani, C.Pellegrini) Pag Ricerche nazionali Pag Indagine ESPAD Pag Studio HBSC Pag Ricerche locali Pag Indagine del Dipartimento Dipendenze sull uso di sostanze psicoattive e sui comportamenti a rischio tra gli studenti lecchesi Pag Indagine LILT sul tabagismo Pag Indagine su Alcol e guida del progetto di prossimità dell Associazione Comunità Il Gabbiano Pag LA PROBLEMATICITA DEI CONSUMI (C.Agostoni, E.Fogliato, G.Mazzoleni, G.Zelano) Pag L utenza giovanile dei Servizi territoriali per le Dipendenze Pag I problemi correlati all uso di alcol e sostanze alla guida Pag Alcol e guida Pag Sostanze illegali e guida Pag Gli incidenti stradali con feriti Pag I ricoveri per diagnosi alcol e droga correlate 4 LETTURA DEL FENOMENO E CONSIDERAZIONI (C.Agostoni, A.Castellani, E.Fogliato, G.Mazzoleni, C.Pellegrini, G.Zelano) Pag GLOSSARIO (G.Zelano, C.Agostoni) Pag. 46 4

5 Capitolo 1 IL CONTESTO GIOVANILE LOCALE In questo capitolo si analizzano i dati sulla popolazione giovanile con particolare riferimento agli indicatori sociodemografici che possono influire sull utilizzo di sostanze. 1.1 ASPETTI DEMOGRAFICI La popolazione giovanile della provincia di Lecco considerata in questo approfondimento (classe di età anni) è pari a unità 1 e rappresenta il 14,9 % di tutta la popolazione residente. Rispetto ai singoli distretti di appartenenza la percentuale di questa fascia di popolazione in confronto alle rispettive popolazioni è minore nel distretto di Bellano e maggiore nei distretti di Lecco (15,1%) e Merate (14,9%) senza differenziarsi molto, comunque, dalla media provinciale. Tabella 1.1: Popolazione di anni residente nella provincia di Lecco al 31/12/2010, distinta per ambiti territoriali e genere, percentuale con popolazione totale degli ambiti e della provincia Totale Maschi Femmine Totale % popolazione Ambiti popolazione aa aa aa per Ambiti (N.A.) (N.A.) (N.A.) (N.A.) Bellano ,0 Lecco ,1 Merate ,9 Provincia ,9 Dati Osservatorio Politiche Sociali provincia di Lecco Nell ultimo quinquennio si è assistito a una leggera diminuzione di questa fascia di età, passando dal 15,6% del 2006 al 14,9% del 2010; in termini assoluti ciò corrisponde a 352 unità in meno in cinque anni. Tabella 1.2: Andamento della popolazione di anni residente nella provincia di Lecco distinta per genere e anno di riferimento 5

6 Anno Maschi Femmine Totale (N.A.) (N.A.) (N.A.) % sulla popolazione provinciale , , , , ,9 Dati Osservatorio Politiche Sociali provincia di Lecco POPOLAZIONE STRANIERA La popolazione straniera, sempre della fascia di età considerata, è pari a unità e corrisponde al 27,4% del totale della popolazione straniera residente nella provincia e al 2,2% della popolazione provinciale della stessa fascia di età. Rispetto ai dati distinti per ambiti territoriali, è la zona di Bellano quella con la percentuale maggiore tra la fascia di età anni e il totale della popolazione straniera ivi residente, mentre risulta inferiore se il rapporto è con la popolazione totale di pari età (1,6%). Se si considera invece il rapporto con la popolazione totale, di pari età, è il distretto di Merate che registra la percentuale più alta (2,1%). A differenza dei pari età italiani, tra la popolazione straniera è percentualmente maggiore il genere femminile. Tabella 1. 3: Popolazione straniera (15 29 anni) residente nella provincia di Lecco, al 31/12/2010, distinta per ambiti territoriali e genere e percentuale con popolazione straniera totale Ambiti Popolazione Maschi Femmine Totale straniera aa aa aa (N.A.) (N.A.) (N.A.) (N.A.) % su popolazione straniera per ambiti Bellano ,9 Lecco ,4 Merate ,8 Provincia ,8 Dati Osservatorio Politiche Sociali provincia di Lecco 6

7 Tabella 1.4: Popolazione straniera (15 29 anni) della provincia di Lecco, al 31/12/2010 e rapporto con popolazione totale Totale Popolazione % stranieri Ambiti popolazione (N.A.) straniera aa (N.A.) aa sulla popolazione totale Bellano ,6 Lecco ,0 Merate ,1 Provincia ,0 Dati Osservatorio Politiche Sociali provincia di Lecco Se si analizza il dato dell andamento della popolazione straniera nell ultimo quinquienno, la fascia di età considerata aumenta nei valori assoluti ma rimane sostanzialmente invariata in termini di percentuale nei confronti del totale popolazione straniera. Questo andamento è simile alla fascia di età degli under 15 mentre per gli over 29 c è un aumento sia in termini assoluti che percentualmente. Tabella 1.5: Andamento della popolazione straniera tra i 15 e i 29 anni della provincia di Lecco distinti per genere e anno di riferimento Anno Maschi (N.A.) Femmine (N.A.) Totale (N.A.) % popolazione straniera provinciale , , , , ,8 Dati Osservatorio Politiche Sociali provincia di Lecco 7

8 1.2 SCOLARIZZAZIONE E OCCUPAZIONE TASSO DI INATTIVITÀ Analizzando il tasso di inattività, ossia il rapporto tra popolazione non attiva (casalinghe, studenti, ritirati dal lavoro) e popolazione residente della fascia di età anni, il dato del 2010 è in linea con la media lombarda e inferiore a quello italiano; negli ultimi cinque anni, invece, è aumentato di 13 punti percentuali. Il tasso di inattività della fascia di età è il più basso tra le province lombarde e notevolmente inferiore sia al dato medio regionale sia a quello italiano. Nell ultimo quinquennio è diminuito di 1 punto percentuale, a differenza del dato lombardo e italiano che sono invece aumentati di quasi 2. Tabella 1.6: Tasso di inattività per classi di età e anno di riferimento. Valori percentuali Territorio Provincia di Lecco Lombardia Italia Provincia di Lecco Lombardia Italia anni 54,5 57,5 56,8 65,1 67,3 60,8 62,1 62,8 64,7 67,5 67,5 69,1 69,1 70,9 71, anni 10,4 11,6 9,7 12,1 9,2 12,3 13,4 12,3 13,4 14,3 22,8 23,5 23,1 24,6 25,7 Dati 8

9 1.2.2 SCOLARIZZAZIONE Analizzando i dati riguardanti gli studenti frequentanti le scuole superiori della provincia di Lecco, emerge che dall anno scolastico 2005/2006 all anno scolastico 2008/2009 c è stato un progressivo aumento degli scritti alle scuole sia statali sia paritarie. Da sottolineare il dato, presente in tutti gli anni considerati, relativo al numero degli studenti iscritti alle classi quinte, che risulta quasi dimezzato rispetto a quello delle prime. Tabella 1.7: Andamento iscritti negli istituti di scuola media secondaria di II grado distinti per classe frequentata, anno scolastico e tipologia di istituto Anno Classe 1^ Classe 2^ Classe 3^ Classe 4^ Classe 5^ Totale iscritti Tipo di scolastico (N) (N) (N) (N) (N) (N) scuola Statale 2005/ Paritaria Totale Statale 2006/ Paritaria Totale Statale 2007/ Paritaria Totale Statale 2008/ Paritaria Totale Statale 2009/2010 Nd Nd Nd Nd Nd Nd Paritaria Nd Nd Nd Nd Nd Nd Totale Dati tratti da: Conoscere la scuola. Settore Formazione Professionale Istruzione e Lavoro della Provincia di Lecco L insuccesso e l abbandono scolastico sono due fattori di rischio spesso presenti nei soggetti che sviluppano una dipendenza. Negli anni scolastici 2007/2008 e 20008/2009 questi elementi, sommati assieme, sono stati rispettivamente il 16,9% (di cui 14,2% respinti e 2,7% abbandoni) ed il 16,3% (di cui 12,9% respinti e 3,4% abbandoni). Questo dato è riferito agli istituti presenti sul territorio provinciale e comprende anche gli studenti che provengono da province limitrofe. Durante l a.s. 2008/2008 questi studenti sono stati il 16,1% nelle scuole statali e paritarie mentre nell a.s. 2009/2010 sono stati il 13,6% nelle scuole statali) 2. Il confronto con le altre province lombarde c è solo per l a.s. 2006/2007: per quest anno scolastico la percentuale di studenti 9

10 non ammessi all anno successivo è stata del 15,5%, il dato più elevato in Lombardia dopo la provincia di Milano (15,7%). Tabella 1.8: Abbandoni e insuccessi nelle scuole secondarie di II grado statali della provincia di Lecco. Valori percentuali Anno Classe 1^ Classe 2^ Classe 3^ Classe 4^ Classe 5^ Totale scolastico 16,9 2007/ ,6 17,1 16,5 12,9 6,7 Respinti: 14,2% Abbandoni: 2,7% 16,3 2008/ ,7 19,5 15,8 10,5 5,8 Respinti: 12,9% Abbandoni: 3,4% Dati tratti da: Conoscere la scuola. Settore Formazione Professionale Istruzione e Lavoro della Provincia di Lecco Tabella 1.9: Valori percentuali degli studenti non ammessi all anno successivo. Scuola secondaria di II grado. A.s. 2006/2007 Provincia Classe 1^ Classe 2^ Classe 3^ Classe 4^ Totale Bergamo 19,3 13,2 10,2 9,1 13,6 Brescia 19,5 15,0 13,3 9,3 14,8 Como 20,9 14,6 11,6 8,9 14,8 Cremona 15,5 11,7 10,0 9,8 11,9 Lecco 22,4 15,2 13,3 8,0 15,5 Lodi 21,9 15,6 10,2 8,8 14,9 Mantova 18,3 13,9 12,5 9,8 14,1 Milano 20,8 14,9 13,9 11,1 15,7 Pavia 20,7 12,5 10,0 9,5 13,9 Sondrio 16,6 11,3 10,2 8,1 12,1 Varese 20,2 14,5 12,8 9,5 14,8 Lombardia 20,0 14,3 12,6 10,0 14,8 Italia 18,9 13,7 12,1 10,4 14,2 Servizio statistico Ministero Pubblica Istruzione, La dispersione scolastica. Indicatori di base. Anno scolastico 2006/07 2. Dati tratti da: Conoscere la scuola. Settore Formazione Professionale Istruzione e Lavoro della Provincia di Lecco. Manca il dato delle scuole paritarie. 10

11 1.2.3 OCCUPAZIONE Nel 2009 e 2010 il tasso di disoccupazione per la fascia di età anni in provincia di Lecco è più che raddoppiato rispetto ai tre anni precedenti passando da 8,1% nel 2006 a 21,0% nel 2010; tasso superiore al dato medio lombardo (19,8%) ma inferiore a quello italiano (27,8%). Lo stesso dato, riferito alla fascia di età anni, nel 2010 è pari a 6,1% (quasi il doppio rispetto al 2006: 3,5%); valore inferiore sia a quello lombardo (6,9%) sia italiano (11,9%). Tabella 1.10: Tasso di disoccupazione per classi di età e anno di riferimento. Valori percentuali Territorio Provincia di Lecco Lombardia Italia Provincia di Lecco Lombardia Italia anni 8,1 7,6 9,4 17,2 21,0 12,3 12,9 12,5 18,5 19,8 21,6 20,3 21,3 25,4 27, anni 3,5 2,0 3,2 4,9 6,1 4,3 3,9 4,1 6,4 6,6 9,2 8,3 8,8 10,5 11,9 Dati ISTAT Il tasso di occupazione della fascia di età anni è diminuito in modo rilevante tra il 2006 e il 2010 passando dal 41,8% al 25,9%. Il tasso relativo alla fascia di età nel 2010 è pari a 85,2%: il dato risulta superiore al tasso medio regionale (80%), ma anche a quello italiano (65,4%). Nell arco del quinquennio considerato, il tasso ha avuto comunque una leggera flessione. Tabella 1.11: Tasso di occupazione per classi di età e anno di riferimento. Valori percentuali Territorio Provincia di Lecco Lombardia Italia Provincia di Lecco Lombardia Italia anni 41,8 39,2 39,1 28,9 25,9 34,4 33,0 32,5 28,8 26,0 25,5 24,7 24,4 21,7 20, anni 86,4 86,6 87,4 83,6 85,2 83,9 83,2 84,1 81,0 80,0 70,1 70,1 70,1 67,5 65,4 Dati ISTAT Un quadro indicativo e riassuntivo della situazione occupazionale riferita alle persone di anni residenti in provincia di Lecco è rappresentato nella figura seguente. Figura 1.1: Situazione dei giovani (15 24 anni) residenti in provincia di Lecco a fine

12 Totale (100%) Studenti (58,6%) Nel mercato del lavoro (34,6%) Non studia, non lavora (né cerca) CFP 900 (2,8%) Occupato (28,1%) Scuola Media Sup (40 1%) In cerca di lavoro (6 5%) Università (15 7%) Dati tratti da: Osservatorio Provinciale di Lecco Mercato del lavoro 1.3 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Le considerazioni che emergono dall analisi dei dati presentati si possono così sintetizzare: - il numero di giovani (15 24 anni) che frequenta la scuola rappresenta più della metà della popolazione provinciale della medesima fascia; - è preoccupante il dato degli insuccessi scolastici e dell abbandono scolastico; - la fascia di età tra i 15 e i 24 anni è quella che sta risentendo maggiormente della crisi economica e lavorativa, mentre quella tra i 25 e i 34 anni riesce a mantenere quasi intatta la percentuale di occupazione; - è rilevante la percentuale di coloro che non studiano e non lavorano. 12

13 Capitolo 2 LA DIFFUSIONE DEI CONSUMI In questo capitolo si considerano i risultati più rilevanti emersi da studi e ricerche recenti che hanno per oggetto i consumi di sostanze psicoattive tra la popolazione giovanile: si tratta sia di indagini condotte a livello europeo, con dati raccolti e analizzati anche su base nazionale, regionale (HBSC) e provinciale (ESPAD Italia ), sia di indagini locali svolte in diversi ambiti (scuole, luoghi di ritrovo ed aggregazione) dagli operatori del Dipartimento delle Dipendenze e del Privato Sociale RICERCHE NAZIONALI Indagine ESPAD ESPAD (The European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) è un indagine campionaria che si svolge ogni quattro anni a livello europeo ed ha per oggetto i consumi di sostanze psicoattive legali e illegali; in Italia coinvolge gli studenti delle scuole superiori tra i 15 e i 19 anni, è basata sull autocompilazione di questionari anonimi, in cui viene indagato l uso almeno una volta nella vita (contatto), nell ultimo anno, nell ultimo mese e frequente (con definizioni diverse da sostanza a sostanza). In Italia l indagine viene svolta annualmente dal CNR di Pisa Istituto di Fisiologia Clinica ed i risultati vengono analizzati a livello nazionale, regionale e per provincia; anche il nostro territorio è stato coinvolto nello studio. Vengono qui di seguito riassunti alcuni dei risultati dello studio condotto negli anni dal 2005 al 2009 con la focalizzazione sugli aspetti ritenuti più interessanti. Le sostanze legali L utilizzo di alcol nell ultimo anno risulta stabile e in linea con le prevalenze nazionali e regionali, attestandosi su una percentuale sempre maggiore all 80% nell anno considerato (2009); ciò significa che la maggior parte della popolazione studentesca di anni ha una certa familiarità con la sostanza. Il 5,6% la consuma tutti i giorni. La pratica del binge drinking (assumere 5 o più bevande alcoliche di seguito in una sola occasione), nella nostra provincia risulta diffusa in modo preoccupante, specialmente per la sua frequenza: nell ultimo mese ha riguardato il 33% degli studenti lecchesi, con percentuali più elevate rispetto al territorio regionale nei maschi sedicenni (40% degli studenti lecchesi di questa età vs 36% dei coetanei lombardi) Mentre per il consumo delle sostanze illegali esistono differenze di genere, per cui tra i maschi si rileva un consumo maggiore che tra le coetanee femmine, riguardo all utilizzo di alcolici si osserva una situazione quasi sovrapponibile tra i generi. L età media di esordio del consumo alcolico viene riportata intorno ai 13 anni. 13

14 - La percezione dell alcol come sostanza psicoattiva non è presente nella maggior parte degli adulti del nostro territorio e non può pertanto esserlo tra i giovani, che spesso imparano a bere in famiglia. - L alcol è tra l altro la sostanza psicoattiva ritenuta più facilmente disponibile: ad eccezione dei liquori, di facile accesso solo per il 70% degli studenti, gli altri alcolici risultano reperibili senza alcun problema per l 80 90% dei ragazzi. È bene in proposito ricordare che è vietata la vendita e la somministrazione di alcolici al di sotto dei 16 anni. - A differenza delle altre sostanze, l assunzione alcolica, compresa l ubriacatura, è associata dai giovani intervistati prevalentemente a situazioni piacevoli; i rischi dell uso di alcolici in quantità eccessiva sono percepiti come significativi da una quota di studenti di gran lunga inferiore a quella rilevata per tutte le altre sostanze, tabacco compreso. Anche l utilizzo di tabacco presenta un trend stabile tra i giovani e prevalenze in linea con quelle regionali e nazionali. Si sottolinea che per il 28% degli studenti, il consumo è stato quotidiano; contrariamente alle altre sostanze, soprattutto tra i più giovani (15 e 16 anni) l uso di tabacco è più diffuso tra le ragazze che tra i coetanei maschi. L età di esordio è intorno ai 14 anni, ma risulta più bassa per coloro che hanno proseguito nell utilizzo quotidiano di 10 o più sigarette (intorno ai 12 anni): tra questi, circa il 31% dichiara di spendere in sigarette più di 50 euro mensili. I dati mostrano che tra i giovani utilizzatori di tabacco esiste una quota non trascurabile di ragazzi che hanno verosimilmente già sviluppato una dipendenza dalla sostanza; non tutti i ragazzi fumano per sentirsi grandi, per omologarsi al gruppo, per sperimentare; a volte non riescono a sospendere quest abitudine. È ormai provato che esiste una vulnerabilità diversa, per ragioni biologiche e genetiche, allo sviluppo di dipendenza, ma gli adolescenti sono in generale maggiormente vulnerabili agli effetti di rinforzo della nicotina rispetto agli adulti. Viene qui citato anche l uso di farmaci psicoattivi (come quelli per l attenzione, per le diete, per dormire o rilassarsi, per regolarizzare l umore), in quanto di per sé sostanze legali, ma il cui uso non è ammesso al di fuori di una prescrizione medica. Rispetto a questo fenomeno emerge da ESPAD Italia che nel territorio lecchese si osserva infatti un trend in crescita sia del consumo sperimentale, una tantum (dall 8% del 2005 al 13% nel 2007 al 16% nel 2009), sia proseguito nell ultimo anno (raddoppiata dal 4% del 2005 all 8% del 2009). Per tutte le tipologie di farmaco si osserva una prevalenza provinciale lievemente maggiore rispetto ai dati nazionali e regionali, almeno per quanto riguarda il consumo una tantum. La categoria di farmaci più utilizzata risulta essere quella dei prodotti per dormire, che ha riguardato nel 2009 circa il 7% degli intervistati. Si evidenzia inoltre che il fenomeno interessa, per tutti i tipi di farmaci considerati e in tutte le età, principalmente le ragazze. Si segnala in proposito l accessibilità ai farmaci acquistabili anche on line; è verosimile inoltre che le studentesse utilizzino prodotti che reperiscono in casa perché prescritti a famigliari. Il dato presenta interessanti correlazioni con quanto rilevato nell analisi delle diagnosi dei ricoveri ospedalieri (cap.3). 14

15 Le sostanze illegali Rispetto alle sostanze illegali i dati riferiti alla provincia di Lecco mostrano come il contatto con le droghe, almeno una volta nell anno considerato, sia sostanzialmente stabile dal 2005 al 2009, interessando circa studenti della provincia di Lecco (pari al 24%): ciò significa che poco meno di uno studente su 4 dichiara di aver provato almeno una volta negli ultimi 12 mesi una sostanza illegale. La sostanza più utilizzata è senz altro la cannabis ( canne, spinelli, marijuana, hashish): l ha provata almeno una volta nella sua vita quasi 1 studente lecchese su 3 e il consumo è proseguito nell ultimo anno per poco meno di 1 su 4, con valori simili a quelli regionali e nazionali. Il consumo coinvolge soprattutto il genere maschile (m= 26%; f= 21.4% %) e aumenta ad ogni passaggio di età, con una prevalenza quasi triplicata dal primo all ultimo anno di scuola superiore. L età media del primo utilizzo è di 15 anni, in linea con il dato nazionale. Una piccola ma non trascurabile quota di studenti dichiara di consumare cannabis frequentemente, cioè 20 o più volte negli ultimi 30 giorni. Si tratta di giovani che, in genere, hanno avuto un esordio precoce di utilizzo della sostanza, prima dei 13 anni. La percentuale di studenti lecchesi utilizzatori abituali di cannabinoidi presenta un trend in salita dal 2005 al 2009 (passando dal 2 al 3%). - Un approfondimento mediante un ulteriore test sugli studenti lecchesi consumatori di cannabis nell ultimo mese ha evidenziato un profilo che può definirsi problematico nel 15% dei casi, in proporzione minore rispettiva le popolazioni di riferimento regionale e nazionale (26.7 e 25.6%) - Secondo la letteratura scientifica, chi utilizza cannabis in modo frequente in età giovanile tende a continuare a farlo nel tempo, mentre ciò si verifica con meno probabilità negli utilizzatori occasionali. - La classificazione dei cannabinoidi come droghe leggere non deve farne trascurare la possibile pericolosità; come la letteratura internazionale conferma, infatti, l uso frequente e precoce può condurre a patologie dell area psichica di rilevante gravità a contatto con un substrato cerebrale ancora in sviluppo, quale è quello di un ragazzo di questa età, e in presenza di condizioni neurobiologiche predisponenti. - Quasi tutta la letteratura concorda sul fatto che la maggior parte degli utilizzatori di droghe ha utilizzato all esordio cannabis; pertanto la cannabis, insieme ad alcol e tabacco, è considerata come sostanza ponte verso l uso di altre sostanze, soprattutto in presenza di un esordio di utilizzo precoce (<16 anni). Ciò ovviamente non significa che chi sperimenti l uso di cannabinoidi passi poi necessariamente all utilizzo di altre droghe. Per quanto riguarda l assunzione di cocaina rispetto al 2007, anno in cui si rileva il picco delle prevalenze riferite al consumo di questa sostanza nella vita e nell ultimo anno, nel 2009 si registra una diminuzione. In linea con i dati regionali e nazionali, questa sostanza è stata sperimentata almeno una volta nella vita da 1 studente su 25, meno nel corso dell ultimo anno (3% circa). La percentuale di consumatori frequenti è paria a 0,5%. Quantitativamente meno rilevante dell uso di cannabis, l utilizzo di cocaina presenta d altra parte peculiari 15

16 aspetti di problematicità e di pericolosità. In proposito quasi il 60% degli studenti lecchesi ritiene che provare ad utilizzare cocaina sia molto rischioso, quota che risulta aumentata rispetto al passato; tale percezione è più diffusa tra le femmine. La possibilità di una diffusione dell uso tra i giovanissimi è legata anche alla diminuzione del prezzo della sostanza. Più di 1/4 degli studenti intervistati ritiene inoltre facile o molto facile procurasela. Il consumo di cocaina è spesso associato a quello di altre sostanze, tra le quali quasi sempre l alcol. L eroina riconosce invece un utilizzo più limitato sia come sperimentazione (1,7% nel 2009) sia come uso nell ultimo anno (1%). Lo 0,38% degli studenti ha dichiarato un consumo frequente. Anche per questa sostanza la situazione lecchese è in linea con quella regionale e nazionale; come per la cocaina, i consumi risultano in decremento. Rispetto all eroina si sottolinea il cambiamento delle modalità di assunzione tra la popolazione giovanile, da quella per via endovenosa a quella fumata, ritenuta dai giovani meno rischiosa; in realtà questa pratica abbatte solo i rischi connessi con la trasmissione di malattie infettive dovute all uso promiscuo degli aghi (epatite B e C, HIV); si evidenzia inoltre la frequente associazione con altre sostanze (policonsumo). Anche gli stimolanti (amfetamine, ecstasy, GHB, ecc.) e gli allucinogeni (LSD, ketamina, ecc.) sono sostanze che hanno interessato circa, come consumo sperimentale nel 2009, il 4% degli studenti e poco più del 2% nell ultimo anno per entrambe le categorie di sostanze. Tali proporzioni appaiono in linea con la media nazionale e un po al di sotto di quella regionale; si registra un trend in salita fino al 2007, e un leggero decremento dal 2008 al Si tratta di sostanze dagli effetti tossici ben noti, il cui uso è legato prevalentemente ad ambienti ricreativi, rispetto alle quali gli studenti lecchesi, secondo i dati di questo studio, sembrano quantomeno aver aumentato la percezione del rischio connesso anche ad una sola somministrazione. A conclusione citiamo i dati relativi al policonsumo, che rappresenta una modalità di assunzione di sostanze sempre più diffusa. Si tratta cioè dell assunzione contemporanea o sequenziale di più sostanze legali e illegali, a volte in assenza di una sostanza prevalente. Tra gli studenti che hanno riferito di aver fatto uso almeno una volta nel corso dell ultimo anno di eroina, cocaina o cannabis, l assunzione concomitante di alcol ed il fumo quotidiano di sigarette risultano sostanzialmente sempre presenti in maniera trasversale. Mentre gli studenti utilizzatori di cannabis in genere (90% dei casi) non assumono altre sostanze illegali, chi utilizza eroina e cocaina tende a fare uso almeno anche di cannabis. Solo il 14% di chi usa eroina e il 17% di chi usa cocaina ha utilizzato unicamente quella sostanza illegale. Se a livello giovanile l utilizzo di varie sostanze può a volte rientrare nella categoria dell uso sperimentale, nelle forme cliniche conclamate di poliabuso polidipendenza diventa un quadro estremamente difficile da trattare. Peraltro quanto detto sulle singole sostanze a proposito dei rischi legati al loro utilizzo in una fase della vita in cui il cervello non ha ancora completato il suo sviluppo, vale a maggior ragione quando più agenti psicoattivi, i cui effetti a volte si potenziano a volte entrano in conflitto tra loro, agiscono nello stesso momento o a poca distanza su un organo ancora tanto vulnerabile. 16

17 2.1.2 Studio HBSC HBSC (Health Behaviour in School aged Children) è una ricerca condotta a livello internazionale, patrocinata dall OMS e raccoglie importanti informazioni sui comportamenti che influenzano il benessere e la salute degli studenti di 11, 13 e 15 anni, indagando anche l uso di tabacco, di alcol e, nei quindicenni, di cannabis. Nel lo studio si è svolto a campione in varie scuole italiane, tra cui anche alcuni istituti della nostra provincia, anche se i risultati restituiti sono relativi alla sola situazione regionale. Relativamente al consumo di tabacco, a conferma di numerosi altri studi, è stato evidenziato come nel periodo preadolescenziale tale comportamento a rischio sia sperimentato per la prima volta ed aumenti in modo considerevole. La percentuale dei giovani che fumano è di circa 1% tra gli 11enni, 8% tra i 13enni e 31% tra i 15enni. La percentuale di giovani che fumano ogni giorno passa da 0,15% a 11 anni, a circa 2% a 13 anni, a 15% a 15 anni. Considerando il consumo di tabacco nell ultimo mese è emerso che la percentuale di coloro che non hanno fumato decresce da circa 99% per gli 11enni, a 91% per i 13enni, a 67% per i 15enni. Anche il consumo di alcol mostra un notevole incremento proprio nella transizione dell età preadolescenziale. La percentuale di ragazzi/e che riportano di bere alcolici saltuariamente (raramente oppure ogni mese) è pari a circa 25% per gli 11enni, 45% per i 13enni, 45% per i 15enni. La percentuale di giovani che consumano invece alcolici frequentemente (settimanalmente oppure ogni giorno) è pari a circa 4% per gli 11enni, 10% per i 13enni, 36% per i 15enni. Un dato che richiede attenzione è quello inerente il consumo giornaliero di alcolici: la percentuale di giovani che riportano di bere alcol ogni giorno passa da circa 2% degli 11 13enni a circa 6% dei 15enni, in accordo con i dati ESPAD. Il consumo di alcolici in questa fascia d età si concentra soprattutto durante il fine settimana e questa abitudine si accentua al crescere dell età. Particolarmente pericolosi in questo periodo di sviluppo sono gli episodi di ubriachezza ed il cosiddetto fenomeno del binge drinking. Dalla presente ricerca è emerso come la percentuale di giovani lombardi che riportano di essersi ubriacati 2 volte o più nella propria vita aumenta da circa 1% per gli 11enni a circa 16% per i 15enni. Rispetto al binge drinking è stato inoltre rilevato come a 15 anni circa il 40% dei maschi e più del 20% delle femmine affermi di aver consumato 6 bicchieri o più di bevande alcoliche in un unica occasione, come una festa, una serata, ecc. Infine è stato indagato, solo per i 15enni, il consumo di cannabis: la percentuale di giovani che dichiarano di aver provato almeno una volta nella vita è pari a circa 28% nei maschi e 14% nelle femmine, mentre la 17

18 percentuale di coloro che ne hanno fatto uso 10 volte o più è pari a circa 11% dei maschi e 5% delle femmine. La preadolescenza è una fase di sviluppo critica rispetto all adozione di comportamenti a rischio. In tale periodo ragazzi e ragazze affrontano, infatti, numerosi cambiamenti legati, ad esempio, alla maturazione affettiva e sessuale, all acquisizione di nuove modalità di pensiero e alla costruzione della propria identità; le strategie adottate per far fronte a tutti questi cambiamenti possono essere sia adattive e funzionali ad un armonico sviluppo di potenzialità e capacità, sia disfunzionali e legate all adozione di comportamenti a rischio per la salute fisica ed il benessere psicologico e sociale. I risultati dello studio HBSC confermano l utilità di abbassare la fascia d età dei soggetti a cui rivolgere l attività di prevenzione. 2.2 RICERCHE LOCALI Indagine del Dipartimento delle Dipendenze sull uso di sostanze psicoattive e sui comportamenti a rischio tra gli studenti lecchesi Questi dati sono stati raccolti durante gli interventi di promozione alla salute effettuati dagli educatori del Dipartimento Dipendenze in 8 classi di 3 Istituti Scolastici secondari di II grado della provincia. La somministrazione e la raccolta dei dati non seguono i criteri della ricerca scientifica, ma i risultati si ritengono ugualmente verosimili e sono sovrapponibili ai dati emersi dalle ricerche nazionali. Dall analisi dei risultati si conferma il fatto che l alcol, oltre ad essere la sostanza più sperimentata, è anche quella con cui gli studenti restano più in contatto, con un utilizzo equamente ripartito tra week end e uso saltuario. Tabella 2.1: Risposta affermativa alla domanda Hai provato qualche sostanza? N % Alcol ,3 Sigarette ,0 Cannabinoidi 57 71,0 Cocaina 2 1,1 Pastiglie 57 30,6 Tabella 2.2: Utilizzo di alcol, tabacco e cannabis per genere. Risposta alla domanda Se hai provato, in questo periodo fai uso di Maschi Femmine Alcol 85,2 74,5 Sigarette 48,2 52,3 Cannabinoidi 51,7 57,1 18

19 Per quanto concerne le sigarette il primo utilizzo avviene tra i 12 e i 14 anni, più del 73% di chi sperimenta il tabacco non si ferma alla sola prova e ne fa un uso quotidiano. Per la cannabis, nella maggior parte dei casi, il primo utilizzo è tra i 14 ed i 16 anni (per le ragazze l età di avvicinamento è di un anno in più rispetto ai maschi). Tra coloro che proseguono nel consumo di questa sostanza si rileva che quasi il 20% ne fa un uso quotidiano, il 31% durante il fine settimana e il 48% saltuario. Alla domanda posta informalmente al di fuori del questionario agli studenti sulla loro percezione circa la diffusione di cannabis, la risposta è che, a loro avviso, circa l 80 90% ha provato tale sostanza. Questo dato conferma quanto l errata percezione sia rilevante tra gli studenti, con il rischio di indurre alla convinzione che l uso di droghe, siccome così diffuso, possa essere considerato accettabile. Si conferma la diffusione della prova dell uso di cocaina tra i giovani, anche se il dato riferito a quest anno risulta inferiore di molto rispetto ai precedenti (1,1% contro il 3,1% dell anno precedente). Per contro risulta molto più rilevante quello relativo alle pastiglie (4,6% contro il 2,1% dell anno precedente). Più della metà degli intervistati è consapevole del fatto che l uso delle sostanze condiziona significativamente i rapporti, le relazioni amicali e affettive. Per le ragazze questo dato sfiora i due terzi. Tabella 2.3: Risposta alla domanda L uso di sostanze condiziona le tue relazioni? Molto Abbastanza Poco Per nulla N.R. Maschi Femmine I dati mostrano una buona conoscenza del limite legale riferito alla guida sotto l effetto di alcol. Appare in diminuzione, anche se comunque rilevante, la percentuale di studenti che dichiara di essersi messo alla guida (soprattutto di motorini) sotto l effetto di sostanze o alcol (26% contro il 36% dell anno precedente) e/o di essere salito come passeggero su mezzi guidati da persone che avevano usato sostanze o alcol (41% contro il 53% dell anno precedente). Analizzando i dati riferiti al periodo si evidenzia come l alcol e le sigarette sono le sostanze più ampiamente diffuse e consumate. Per quasi tutte le sostanze si assiste, dopo un incremento negli anni centrali, ad una leggera diminuzione del consumo che riporta ad una situazione simile a quella di 10 anni fa. 19

20 Figura 2.1: Uso attuale di sostanze (totale studenti intervistati=6773). Valori percentuali. Anni ,7 80,8 80,3 78,3 82, ,7 74,1 73,5 74,8 76, ,9 44,5 39,5 39, ,4 42,5 40,5 34, ,7 26,1 29,4 28,9 20, ,3 23,6 24,4 17,2 19,8 20,4 17,2 1,9 1,5 3,7 2,8 1,5 1,7 1,8 1,5 1,5 1,2 1,9 0,9 1,5 1,3 1,4 2,6 2,1 0 2, Sigarette Alcol Cannabis Pastiglie Cocaina In calo anche la percentuale di studenti che dichiara di usare più sostanze (alcol, sigarette, cannabis). Anche in questo caso il dato, dopo un costante incremento negli anni centrali dell indagine, torna ad assimilarsi a quello del Figura 2.2: Uso attuale di alcol + sigarette + cannabis (totale studenti intervistati=6773). Valori percentuali. Anni ,3 17,5 14,4 12, ,1 25,9 24,6 22,4 22,5 23,4 20, ,8 17,4 16,4 14,9 13, ,6 19,5 17, Maschi Femmine Da quattro anni nel questionario è stata inserita una generica domanda per conoscere l uso di farmaci assunti per favorire lo studio, il sonno e l attività sportiva. I risultati offrono spunti di riflessione, in particolare riguardo all assunzione di farmaci per favorire il sonno. Figura 2.3: Risposte alla domanda Ti è mai capitato di prendere un farmaco per (totale studenti intervistati=3015). Valori percentuali. Anni scolastici 2004/ /

21 ,9 16,9 16, ,1 12,2 10,9 9,8 10,4 10,3 9,7 9,2 9,2 9,1 7,1 7,7 7,3 7,6 6,4 8,5 6,9 4,8 4,9 5,8 5 4,6 4,7 4,6 5,8 4,4 4 4,7 3,9 2,8 2,2 1,2 1,7 2004/ / / / / /10 Sonno M Sonno F Studio M Studio F Sport M Sport F Da ultimo va considerata la crescita esponenziale del dato relativo al gioco d azzardo, nell accezione classica del gioco a soldi: il 51,6 % degli studenti dichiara di averne giocato (l anno precedente era il 45%): distinguendo per genere ha dichiarato di aver giocato il 69,1% dei maschi e il 41,5% delle femmine. Questo fatto è particolarmente interessante se si pensa che al fatto che tali giochi sono vietati ai minori di 18 anni. Tabella 2.4: Risposta alla domanda Qual è la cifra massima che hai giocato in un solo giorno? N % Max ,8 Da 11 a ,4 Da 31 a ,2 Oltre ,1 N.R , Indagine LILT sul tabagismo In raccordo funzionale con altre strutture presenti sul territorio che si occupano di tabagismo, in particolare con l Associazione di Volontariato LILT di Lecco, nel 2009 si è svolto il progetto di prevenzione universale del tabagismo Scuole senza Fumo rivolto alla scuola primaria e secondaria (studenti dai 9 ai 14 anni). Sono stati coinvolti 15 Istituti comprensivi e un team di psicologi, medici oncologi e volontari. Lo scopo della ricerca era quello di raccogliere dati rispetto alla diffusione del fenomeno fumo tra i giovani nella provincia di Lecco, valutando il numero di fumatori presenti, la percezione di gravità sulla salute del comportamento tabagico ed i fattori di rischio ad esso correlati. Con l aumentare dell età e del grado scolastico, aumenta anche la percezione del rischio, con differenze tra chi fuma e chi non fuma. 21

22 I fumatori sembrano essere meno consapevoli del danno a cui vanno incontro e considerano poco pericoloso fumare anche solo poche sigarette (1 2 al giorno). I dati evidenziano una normalizzazione del comportamento tabagico per meno di 10 sigarette (il 64% del campione approva il comportamento), mentre c è una forte disapprovazione per chi fuma 1 pacchetto al giorno (il 79% disapprova quando le sigarette superano le 15 al giorno). Il questionario sull impulsività, inoltre, mostra come coloro che fumano ottengono punteggi più elevati nelle dimensioni dell impulsività motoria, della scarsa attenzione e dell instabilità emotiva, a differenza di coloro che non fumano, i quali dimostrano invece punteggi più alti nelle dimensioni dell autocontrollo e della complessità cognitiva. Ciò permette di ipotizzare che l impulsività, intesa come tendenza all agire senza considerazione delle conseguenze e senza una preventiva riflessione, sia un fattore di rischio per l assunzione di sostanze e per l iniziazione a comportamenti di dipendenza Indagine su alcol e guida del progetto di Prossimità dell Associazione Comunità Il Gabbiano Il progetto di prossimità Unità Mobile Giovani e Divertimento Non fare lo sbronzo, gestito dall Associazione Comunità Il Gabbiano Onlus, in collaborazione con la Cooperativa Omnia Language per la gestione degli interventi di prossimità all interno dei locali del distretto di Bellano, è operativo dal 2008 su scala provinciale. Il target diretto dell intervento di prossimità intercettato tramite l équipe mobile di Non fare lo sbronzo sono giovani poli consumatori in un'età compresa tra i 18 e i 34 anni, frequentatori dei locali del divertimento serale e notturno della provincia. In ciascuna delle tre annualità precedenti di attivazione del servizio, sono state contattate circa persone di cui circa il 20% è costituito da donne ed il restante 80% da uomini. fascia d età anni: sul totale dei contattati hanno costituito circa il 20%. Tra questi, il 41% ha riportato tassi di alcolemia inferiori allo 0,49 g/l, circa il 19% ha ottenuto tassi alcolemici tra 0,5 e 0,79 g/l, il 30% tra 0,8 e 1,5 g/l e circa il 10% tassi superiori a 1,5 g/l. Il consumo di alcol in questa fascia d età adolescenziale si caratterizza per il forte valore d uso intossicante, per una forte rilevanza data agli effetti ricercati di divertimento e sballo e per l influenza del gruppo dei pari sulle scelte di consumo e sulla messa in atto di azioni rischiose. Il consumo non è ancora mediato da capacità autoregolatorie stabilizzate ed è fortemente influenzato dalle variabili situazionali e motivazionali associate al contesto di gruppo. Queste condizioni diminuiscono la portata preventiva delle conoscenze che pure i ragazzi di questa età è lecito supporre possiedano sugli effetti delle varie sostanze e sulle implicazioni legali connesse alla guida in stato alterato. fascia d età anni: hanno costituito circa il 45% delle persone contattate. Questa fascia d età costituisce un target privilegiato dell intervento di prossimità, non solo per la sua rappresentatività numerica ma anche per le caratteristiche specifiche del consumo, in particolare alcolico, che la rendono, insieme ai più giovani d età, una fascia particolarmente a rischio. Infatti, solo il 37% dei soggetti tra i 19 ed i 25 anni che hanno utilizzato il servizio si mantiene al di sotto del valore di riferimento di 0,5 g/l 22

23 (contro il 41% della fascia d età più giovane e il 59% della fascia più adulta); circa il 19% ottiene tassi alcolemici tra lo 0,5 e lo 0,79 g/l circa il 32% tende a raggiungere tassi alcolemici tra 0,8 e 1,5 g/l (contro il 30% della fascia d età più giovane ed il 18% di quella più adulta) e circa il 12% supera l 1,5 g/l (contro il 10% della fascia d età più giovane e il 9% di quella più adulta). Questa fascia d età si rivela come quella il cui consumo di alcol è più consistente e più a rischio se si considera come, più frequentemente rispetto agli utenti più giovani, i ragazzi/e di questa età siano alla guida di un mezzo privato e, dunque, maggiormente suscettibili di esporsi a rischi consistenti per la salute e la sicurezza propria ed altrui. fascia d età anni: hanno costituito circa il 35% delle persone contattate. I dati relativi a questa fascia d età sono stati confermati con costanza negli ultimi anni di realizzazione progettuale: in media riporta i tassi alcolemici più bassi tra tutte le persone contattate e adotta un approccio più responsabile al bere, riducendo l assunzione di alcol in vista della conclusione della serata. L intervento di prossimità con gli utenti con più di 25 anni può essere utile non solo in funzione di una riduzione dei rischi per sé; esso può essere anche valorizzato in funzione dell influenza che il loro comportamento maggiormente protettivo e responsabile può rivestire sulle scelte d azione degli utenti più giovani d età, con i quali essi stessi entrano in contatto durante la serata e la fase specifica di fruizione del servizio. Inoltre, secondo un analisi qualitativa, dalle interviste effettuate i giovani riconoscono nella scelta di bere: - una modalità, consapevole o inconsapevole, di facilitare l apertura all altro, la condivisione di esperienze ed emozioni, di superare la timidezza; - l influenza del gruppo dei pari, il desiderio di appartenenza e approvazione sociale; - il bisogno di procurarsi sensazioni forti di trasgredire; - una valvola di sfogo o una strategia, seppure inefficace, per superare le difficoltà, ridurre il disagio e regolare le emozioni. 23

24 Capitolo 3 LA PROBLEMATICITA DEI CONSUMI In questo capitolo vengono analizzate le implicazioni dell uso di sostanze psicoattive in vari ambiti, dalla salute ai problemi di ordine legale, a partire da vari flussi di dati sia interni che esterni ai Servizi L UTENZA GIOVANILE DEI SERVIZI TERRITORIALI PER LE DIPENDENZE Vengono esaminate le caratteristiche dei soggetti Under 30 (di seguito U30) che arrivano ai Servizi con una domanda di trattamento spontanea, indotta o imposta. Si tratta di persone che hanno già sviluppato un problema di vario tipo (clinico di abuso/dipendenza o di patologia correlata, legale, ecc.) e, pertanto, le caratteristiche dei consumi non rispecchiano necessariamente quelle della popolazione generale della stessa età, pur essendo possibile rilevare delle analogie. Sono stati considerati i soggetti afferiti al Dipartimento Dipendenze e al Servizio Multidisciplinare Integrato (SMI) Broletto 2 a partire dal 2005 fino al 2010, ponendo l attenzione sulle sostanze utilizzate e sulle modalità di accesso; si sono volutamente tralasciate considerazioni relative alle sedi e ai trattamenti erogati, in quanto ritenute di carattere troppo tecnico. Chi sono i giovani U30 che arrivano ai Servizi? I nuovi utenti giunti a contatto con i Servizi del Dipartimento Dipendenze e con lo SMI Broletto nel periodo sono stati in totale Il trend della nuova utenza è in aumento fino al 2009, con una flessione nel 2010, anno in cui si registra però un incremento della nuova utenza femminile (che rappresenta comunque una quota sempre inferiore al 20%). Anche il trend della nuova utenza U30 segue sostanzialmente lo stesso andamento. Come si osserva nella figura sotto riportata, la distanza tra le due linee indica chiaramente però che utenza nuova non è sinonimo di utenza giovane : i numeri evidenziano, infatti, che l utenza nuova è per la maggior parte un utenza di età maggiore o uguale a 30 anni. In totale sono giunti ai Servizi, nel periodo considerato, 706 nuovi soggetti con meno di 30 anni, pari a poco meno del 40% del totale della nuova utenza, con oscillazioni percentuali negli anni considerati. Figura 3.1: Trend dell utenza nuova dei Servizi Dipartimento Dipendenze Lecco. Valori assoluti. Anni Attivo dal

25 Tabella 3.1: Utenza nuova dei Servizi Dipartimento Dipendenze Lecco. Valori percentuali sull utenza nuova totale. Anni TOTALE % UTENZA NUOVA U30/TOTALE UTENZA NUOVA 35,6% 35,5% 36,7% 37,3% 46,8% 37,4% 38,7% Tra i soggetti di età inferiore a 30 anni le classi di età più rappresentate sono, in ordine, quella anni e quella 25 29, che, sul totale dei nuovi casi U30, rappresentano rispettivamente il 39,6 e il 38.8%;i soggetti giovanissimi (minori di 19 anni) sono quindi il 21% circa Il genere prevalente è quello maschile, al quale appartiene circa l 87% dei soggetti. Figura 3.2: Distribuzione utenza nuova secondo le classi di età. Valori assoluti. Anni Considerando l adolescenza come l età di primo contatto con le sostanze, si rileva, in linea con i dati nazionali, un ritardo nell accesso al trattamento che avviene verosimilmente quando l uso di sostanze ha già causato dei problemi; i Servizi in generale intercettano sempre più persone, ma non sempre più soggetti giovani. Per quale sostanza i giovani U30 richiedono un trattamento ai Servizi? Vengono qui considerate le sostanze primarie, cioè quelle per cui un utente accede al Servizio chiedendo un trattamento. 25

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