Scommesse sportive: il prodotto più moderno

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1 a cura di Remo Molinari e Marco Cerigioni Scommesse sportive: il prodotto più moderno Dopo un avvio stentato, questo settore, che ha appena oltrepassato il decennale di attività, sta facendo registrare in questi ultimi anni incrementi poderosi. Merito dell'efficienza organizzativa e della vastità degli eventi quotati. E i margini di miglioramento sono ancora ampi, poiché si attende la piena integrazione con le scommesse ippiche 99 ra leggenda e verità, tutto T cominciò tanti anni fa quando Il Pinguino, noto allibratore clandestino che operava sull Ippodromo di Capannelle, decise di ampliare la propria attività facendo scommettere i cavallari anche sulle partite di calcio. Sistema rudimentale ma efficace: un foglietto mezzo A4 dove erano elencate una ventina di partite, con accanto le quote relative ai tre segni 1X2. Il foglietto veniva distribuito ai frequentatori di Capannelle, questi studiavano le quote e se decidevano di puntare andavano dal Pinguino, il quale, dopo che lo scommettitore aveva pagato la puntata, gli dava una specie di ricevuta che riportava la giocata con relativo importo di vincita. In caso di vincita lo scommettitore andava dal Pinguino che puntualmente gli pagava il dovuto. Rapido come un lampo, questo modello di gioco uscì dall Ippodromo e invase ministeri, grandi aziende, ospedali, bar, ovvero qualsiasi luogo dove c era un po di gente. Addirittura nei ministeri e nelle grande aziende c era un clandestino per ogni piano. Un organizzazione ef fi cien - te, potremmo dire a livelli industriali, arrivò a sorreggere questo mercato. Al vertice c era un book - maker che predisponeva le quote e si assumeva il rischio, sotto di lui tanti galoppini, che distribuivano i foglietti delle quote e raccoglievano le puntate per conto del bookmaker, remunerandosi con una piccola percentuale del gioco raccolto. Da Roma a tutta l Italia il passo fu breve. In Campania il fenomeno assunse dimensioni più che rilevanti, in quanto fu preso in mano e gestito da organizzazioni storiche che distribuivano, da decenni, il Lotto clandestino casa per casa. Il giro divenne così grosso che persino molti calciatori ne rimasero coinvolti: il fenomeno cominciò a prendere forma negli anni 70, per poi esplodere con la famosa denuncia di Massimo Cruciani (1980), che fece scattare l inchiesta da parte della Magistratura, la quale portò alla altrettanto famosa retata del 23 marzo, quando le volanti di Polizia e Carabinieri entrarono addirittura sui campi di gioco alla fine delle partite per fermare i personaggi implicati. Nessuna conseguenza sul piano penale, perché la frode

2 2009 GENNAIO-FEBBRAIO JANUARY-FEBRUARY 100 sportiva non era ancora reato, ma tante pesanti squalifiche, penalizzazioni e retrocessioni di società. Eppure, nessuno, né all interno degli ambienti sportivi né in quelli istituzionali, si pose il problema di affrontare la questione alla radice, di avviare perlomeno un dibattito sulla legalizzazione delle scommesse in Italia. Così, inevitabilmente, ecco affiorare nel 1986 un nuovo caso Totonero, forse meno eclatante del precedente, perché coinvolse personaggi non di prima fila, ma ugualmente preoccupante sul piano del numero delle persone coinvolte. Eppure, neanche questa circostanza è servita a smuovere qualcosa sul fronte della legalizzazione delle scommesse. Nella seconda parte degli anni 80 i bookmaker inglesi calarono in Italia. Il primo fu Victor Chandler che pubblicizzò la sua offerta di quote su uno dei giornali specialistici di Totocalcio, subito seguito da altri inglesi e da compagnie di tutto il mondo. Per scommettere con questi soggetti bisognava aprire un conto, inviare via banca un bonifico al bookmaker che lo caricava sul conto stesso e quindi telefonare per scommettere. Il panico della partenza Maggio e giugno del 1998 furono mesi di panico per tutti coloro che si preparavano a lanciare sul mercato le scommesse sportive. Era panico per molti agenti ippici, terrorizzati dall idea di perdere fortune per pagare le vincite agli scommettitori. Era panico per coloro che lavoravano nel mettere in piedi la struttura tecnologica per gestire le scommesse. Era panico per mettere in piedi una struttura di bookmaker capace di gestire un flusso di scommesse che si riteneva rilevante. Era panico per mettere in piedi una struttura operativa ed informativa per gli scommettitori. E in tutto questo gli scommettitori, già addestrati da anni di gioco clandestino, erano pronti con i soldi in mano per giocare. La stampa ed i media pompavano sull avvenimento con grande enfasi, una gran quantità di pseudo esperti, in realtà noti giocatori sempre perdenti, che sproloquiavano sui giornali rendendo anche loro epocale l avvenimento. E venne il 18 giugno Presso una agenzia di Roma venne convocata una rete televisiva nazionale per riprendere in diretta Euro MIO Recuperare i soldi giacenti sul conto non era altrettanto facile, alcuni effettuavano il versamento con forti ritardi rispetto alla richiesta, altri adducendo scuse non pagavano proprio, questa seconda era la specialità di un gruppo cipriota. A porre fine a questo fenomeno fu la legge 401 del dicembre 1989, la cosiddetta legge Carraro, che oltre a punire il Totonero come frode sportiva, vietava la pubblicità di giochi e scommesse estere sul territorio italiano. Però, nel 1992 la raccolta delle Scommesse sportive anni MIO EURO Anno scommesse illegali era stimata nell ordine dei miliardi la settimana. Un dato vertiginoso che por- l emissione del primo biglietto, anche se poi fu una mezza gaffe perché il sistema impiegò circa 20 minuti per elaborare il fatidico tagliando. Arrivò una massa di scommettitori incredibile, sembrava essere all apertura dei cancelli del concerto di Vasco Rossi, le agenzie si riempirono oltre ogni limite di giovani e vecchi che volevano scommettere. La domenica mattina, nella quasi totalità delle agenzie, gli scommettitori iniziavano a mettersi in fila alle 8 del mattino per poter scommettere. Fu uno strepitoso successo nonostante il sistema informatico fosse un po traballante. Molti agenti si lamentarono perché non riuscivano più a vedere una partita di calcio senza soffrire, perché erano sempre li a pensare a quanti soldi rischiavano in funzione del risultato. Storica fu la partita Inghilterra-Croazia con il risultato che cambiava continuamente. Le agenzie si riempirono di giovani che a differenza degli storici scommettitori ippici portarono una ventata di educazione, addirittura restituivano le penne prese in prestito, fatto questo che sconvolse e nello stesso tempo rassicurò gli agenti ippici. Da allora sono passati 10 anni ed oggi le scommesse ippiche sono diventate un fenomeno di costume e rapprendano un sano modo di scommettere senza rovinare le famiglie.

3 tò il Presidente del Coni Gattai a contattare il Viminale, senza però lanciare alcunché di propositivo: Credo che siamo vicini ad una conclusione disse Gattai ma deve essere una soluzione che migliori e non che peggiori la situazione. Il presidente additava solo il fatto che l aumento del costo della schedina aveva fatto crollare le giocate e il montepremi, riflettendo la tipica mentalità conservativa del due formule diverse, una per le scommesse a quota fissa e l altra per le scommesse al totalizzatore. Per le scommesse a quota fissa, dove il rischio è in capo al Concessionario, l utile teorico è così suddiviso: 50% al Concessionario, 30% al Coni e 20% all Erario. Per le scommesse al totalizzatore, dove non esiste rischio per il Concessionario, l utile teorico è così suddiviso: 30% al Concessiona- 101 Coni di allora, figlia di una incapacità manageriale che da lì a pochi anni avrebbe portato al crollo definitivo del Totocalcio. E arriviamo al dicembre del 1997, quando tutti gli addetti ai lavori si aspettavano nella finanziaria del 1998 un articolo che regolamentasse le corse dei cavalli al di fuori degli ippodromi. Invece, con grande sorpresa generale, la legge presentò un articolo che autorizzava la sperimentazione delle scommesse sportive presso le allora agenzie ippiche. Il 1998 era l anno dei mondiali di calcio in Francia e la decisione fu quella di far sì che il sistema diventasse operativo per l esordio dell Italia, previsto per il 18 giugno con il match contro la Francia. Solo 5 mesi a disposizione, dunque, per predisporre l intero sistema partendo da zero. Infatti, tutti parlavano di scommesse sportive, ma in realtà nessuno conosceva il tema e ancor peggio in nessuna parte del mondo esisteva un sistema di scommesse sportive da clonare per adeguarlo al mercato italiano. Le uniche esperienze a cui fare riferimento erano i clandestini italiani e i piccoli bookmaker inglesi che raccoglievano scommesse per telefono. Coni, Snai e Ministero delle Finanze iniziarono a lavorare di buon accordo, riuscendo a rispettare la data prefissata. In quei 5 mesi furono scritti i dispositivi normativi, fu realizzato il software di gestione per Sogei, furono attrezzate le agenzie di scommesse con il nuovo software e fu messo in piedi il dispositivo operativo. Per quanto riguarda la parte fiscale, per prima cosa vennero emanate delle norme, derivate dalla legge del Totocalcio e del Totip, che inserivano le scommesse ippiche e sportive nell ambito dell imposta unica ed inoltre prevedevano che il valore dell imposta fosse proporzionale alla difficoltà della scommessa, ovvero per una scommessa che prevedeva solo 3 eventi possibili era più bassa, in valore assoluto, rispetto ad una scommessa che prevedeva 27 eventi possibili. Ora restava da stabilire come distribuire l utile che si realizzava dalle scommesse tra Concessionario, Coni ed Erario. Dopo una attenta analisi si decise di applicare rio, 50% al Coni e 20% all Erario. Inoltre, per tutelare gli scommettitori, venivano indicati i limiti di margine d utile che il bookmaker doveva trattenere nell offrire le quote di un avvenimento ed erano previsti dei bonus per gli scommettitori quando legavano tra loro un quantità di avvenimenti maggiori di 4. Il regolamento che venne preparato era la base dell esperimento per una rete di raccolta fatta da terminali, con possibilità di modificarlo sia sulla base dell esperienza che via via veniva acquisita, sia per adattarlo al gioco online. Con la legalizzazione delle scommesse sportive la rete degli scommettitori clandestini è stata drasticamente ridimensionata, ma non del tutto cancellata. Anzi, all inizio fu dura contrastare la concorrenza delle grandi reti clandestine, anche perché fino all anno 2000 le agenzie che raccoglievano scommesse erano solo le 320 ippiche sperimentali e non coprivano assolutamente il territorio, e non senza poi dimenticare che i clandestini utilizzavano le agenzie stesse per ricoprirsi almeno in parte dei loro rischi.

4 2009 GENNAIO-FEBBRAIO JANUARY-FEBRUARY Nel 2000 la rete di vendita ha visto aggiungersi altre 900 concessioni, ma a ciò non ha corrisposto un adeguato incremento della raccolta tanto che, dopo solo 3 anni di attività, il settore delle scommesse sportive già versava in uno stato di crisi profonda. Da qui l intervento del Ministro delle Finanze Del Turco che, con il decreto del 28 maggio 2001, sospese la riscossione dell im- migliore offerta, senza avere la minima percezione di quello che sarebbe stato il mercato effettivo; questa ignoranza li portò ad offrire importi molto elevati per aggiudicarsi la Concessione e si arrivò a risultati incredibili, per esempio su Roma, dove erano a bando diverse concessioni: il primo aggiudicatario offrì 1 miliardo di lire mentre l ultimo intorno a 100 milioni di lire; ancora più clamoroso 102 posta unica. Ma il provvedimento è stato poi cassato da un altro decreto emanato nel dicembre dello stesso anno, come se la situazione si fosse miracolosamente risolta. Tra l altro, il Ministero aveva anche sollecitato all Agenzia delle Entrate (allora competente in materia) alcuni interventi di carattere organizzativo e regolamentare, che però sono stati puntualmente disattesi. È importante ricordare che nell anno 2000 vennero effettuati due bandi di gara distinti, uno per agenzie sportive e l altro per agenzie ippiche. Ebbene, mentre fino a quel momento la sperimentazione sulle agenzie ippiche consentiva di migliorare la redditività dell agenzia in quanto i costi fissi erano suddivisi tra i due prodotti, quando le nuove agenzie monoprodotto hanno iniziato ad operare, i ricavi non supportavano i costi fissi proprio perché basate su un unico prodotto. Poi sono arrivate le macchine comma6 e la situazione economica di queste agenzie è diventata più sostenibile. La presenza sul territorio di oltre videopoker, la concorrenza sleale dei CTD (centri trasmissione dati), stimati nell ordine di unità con un fatturato di oltre miliardi, e la concorrenza dei bookmakers stranieri operanti su internet, per altro favoriti da tassazioni molto più basse, sono state indicate dal SICS (Sindacato Italiano Concessionari Scommesse) come le cause principali del mancato raggiungimento degli obiettivi finanziari che lo Stato si era posto con la legalizzazione delle scommesse sportive. Ma di certo ha inciso molto pure il rigido abito concessorio che gli operatori sono stati costretti ad indossare rispetto a quello autorizzatorio, certamente più comodo e confacente alle necessità di un mercato fatto di soggetti economici che mirano ovviamente ad espandere la loro produttività. Purtroppo, come rilevato successivamente nel settore NewSlot, i concessionari del betting sportivo hanno dovuto affrontare l insanabile contraddizione, creata dallo Stato, fra la volontà di perseguire gettiti sempre più consistenti e quella di limitare l espansione del fenomeno, ovvero la libertà d impresa. Indubbiamente, e sono stati i concessionari stessi ad ammetterlo, è stato un errore quello di partecipare al primo bando, basato sulla quanto accadde a Milano dove l ultimo aggiudicatario offrì all incirca di lire. E, dopo questi salassi, ci fu l errore di accettare contestualmente di corrispondere dei minimi garantiti che si sarebbero poco dopo rivelati ben al di fuori della realtà. D altra parte, era anche assurda la loro pretesa di azzerare il sistema e di ricominciare con regole del tutto nuove. Insomma, la storia è simile a quella del Bingo: la frenesia e i facili entusiasmi hanno prodotto disastri a catena, dove solo chi era più coperto è riuscito a sopravvivere, anche perché la presenza di un organo tecnico come il Coni il cui unico interesse, neanche a dirlo, era nelle entrate non poteva essere in grado di proporre alcun valido correttivo. Sicché il passaggio delle competenze, avvenuto nel 2002, dall Amministrazione finanziaria ad Aams, è stato perlomeno foriero di un approccio più dinamico alla materia. Dopo una prima fase di assestamento, Aams ha realizzato iniziative specifiche per migliorare il portafoglio delle scommesse sportive. In particolare, sul fronte

5 delle scommesse a quota fissa, ha ampliato il numero degli eventi oggetto di scommessa e introdotto nuove tipologie di gioco; per quelle a totalizzatore è stata ridefinita la normativa di settore (col successivo lancio dei giochi BIG ) e sono state poste le basi per l ampliamento della rete di vendita. Gli effetti, guardando i numeri, sono stati certamente positivi, basti pensare che nel 2004 la raccolta è RACCOLTA SU BASE REGIONALE stata di circa milioni di euro, con un +15% rispetto al Nel frattempo, con la legge n. 326 del 24 novembre 2003 (la stessa che introdusse gli apparecchi comma 6) era stato risolto, con un buon compromesso, il problema dei minimi garantiti, con l applicazione ai concessionari delle scommesse di quanto previsto dall art. 8 della legge 200 del 1 (fonte Aams) Regione Variazione percentuale ABRUZZO , ,00 60,32% BASILICATA , ,00 72,22% CALABRIA , ,00 84,36% CAMPANIA , ,00 59,89% EMILIA ROMAGNA , ,00 46,32% FRIULI VENEZIA GIULIA , ,00 61,50% LAZIO , ,00 31,36% LIGURIA , ,00 15,95% LOMBARDIA , ,00 14,48% MARCHE , ,00 61,73% MOLISE , ,00 74,85% PIEMONTE , ,00 34,61% PUGLIA , ,00 58,96% SARDEGNA , ,00 9,38% SICILIA , ,00 70,19% TOSCANA , ,00 61,75% TRENTINO ALTO ADIGE , ,00 58,10% UMBRIA , ,00 59,34% VALLE D AOSTA , ,00 114,46% VENETO , ,00 39,10% GIOCO A DISTANZA , ,00 64,63% TOTALE , ,00 50,85% RIPARTIZIONE DELLE SCOMMESSE PER SPORT TESTA DELLA GRADUATORIA (fonte Aams) Sport Importo netto % CALCIO ,56 92,27% BASKET ,23 2,94% TENNIS ,57 2,26% VOLLEY ,42 0,68% AUTOMOBILISMO ,34 0,59% MOTOCICLISMO ,03 0,42% BASEBALL ,52 0,24% HOCKEY GHIACCIO ,77 0,15% CICLISMO ,04 0,14% Nonostante i numeri che sono stati esposti esiste ancora per le agenzie di scommesse un problema di conto economico: i costi sono superiore ai ricavi. Problema risolto con le Newslot installate presso queste agenzie che portano ricavi senza aggiungere costi. 103

6 2009 GENNAIO-FEBBRAIO JANUARY-FEBRUARY agosto 2003 in favore dei concessionari ippici, ponendo fine a mesi di polemiche, anche molto accese, scatenate dagli operatori, ed anche alla ridda di ricorsi che rischiavano seriamente di far saltare i meccanismi di recupero studiati dalla Agenzia delle Entrate prima e da Aams poi, con minacciata revoca della concessione a chi non vi avesse aderito. vendo una concertazione a livello comunitario. La storia del telematico, anche se contrattualmente previsto già nella convenzione del 1998, cominciò ufficialmente il 31 maggio del 2001, quando il Sottosegretario Contento fece approvare un decreto che assegnava ai soli concessionari autorizzati la facoltà di attivare la raccolta delle scommesse per via telefonica o telemati- 104 La richiamata legge 200/03, inoltre, diede al Ministro delle Finanze l autorizzazione a ridurre l aliquota dell imposta unica in misura necessaria per consentire un aumento medio di 4,58 punti, quanto alle scommesse sportive al totalizzatore nazionale, e di 2,60 punti, quanto alle scommesse sportive a quota fissa, della misura percentuale del corrispettivo spettante ai concessionari per il servizio di raccolta delle scommesse. Sulla base di queste premesse, il 4 giugno 2004 il Ministro emanò il decreto 143, stabilendo quanto segue: dal 1 gennaio 2003 l aliquota dell imposta unica per le scommesse su competizioni sportive a totalizzatore nazionale e a quota fissa, è fissata nella misura del 15,70 per cento della quota di prelievo stabilita per ciascuna scommessa. Per l esercizio delle attività relative alle scommesse al totalizzatore è riconosciuto al concessionario un corrispettivo risultante dall applicazione delle seguenti aliquote, sulle quote di prelievo sull introito lordo delle scommesse sportive, determinate con decreto ministeriale: a) 42,50 fino a ,19 di incasso lordo; b) 34,20 da ,20 a ,38 di incasso lordo; c) 30,40 oltre ,39 di incasso lordo. E questo, per fortuna dei concessionari, è stato solo l inizio di una politica di progressiva riduzione delle imposte sulle scommesse sportive ed ippiche, favorita ovviamente dal notevole incremento della raccolta: le attuali aliquote sono del 2% per ciascuna scommessa composta fino a sette eventi e del 5% per quelle con un numero di eventi superiore (4 novembre 2008). Ed ora la questione dell online. Dalla relazione stilata dalla VI Commissione del Senato, presieduta da Pedrizzi, svoltasi fra il 2002 e il 2003, al termine dell ormai storica indagine conoscitiva sui giochi, alle quali erano intervenuti tutti gli organismi di rappresentanza degli operatori del gioco, era emersa la necessità di un intervento legislativo soprattutto in chiave di regolamentazione delle attività commerciali in rete, tenendo fermo l obiettivo fondamentale di tutelare i minori e le fasce deboli e promuo- ca. Ma poi è stata lunga e tormentata, tanto che ancor oggi è in piena fase, per così dire, evolutiva. Il colpo di mano tentato con la Finanziaria 2005 (comma 288), che imponeva ai concessionari di indicare un provider entro 60 giorni, mirando effettivamente a consegnare il mercato dei servizi ad un provider unico nazionale, ha avuto l effetto di smuovere parecchio le acque, fino ad allora piuttosto torbide, delle scommesse sportive telematiche, portando anche alla pubblicazione, da parte di Aams, dell elenco ufficiale delle concessioni espressamente e direttamente autorizzate, dal quale è emerso anche che la Snai, asso pigliatutto del settore, aveva solo 16 concessioni autorizzate sulle 557 complessive! La Finanziaria 2006 ha quindi posto le premesse per i successivi interventi di Aams: la nuova regolamentazione della raccolta del gioco a distanza (21 marzo 2006) e l oscuramento dei siti non autorizzati alla raccolta del gioco telematico. Non meno fragoroso, l impatto del comma 286 della legge 311/04, che prevedeva il riordi-

7 no delle scommesse sportive relativamente agli aspetti organizzativi, gestionali, amministrativi, impositivi, sanzionatori, nonché a quelli relativi al contenzioso ed al riparto dei proventi. Previsione che doveva significare allargamento della rete di vendita attraverso un bando per l assegnazione di nuove concessioni, con affidamento ad Aams del compito di tracciare le linee guida. marzo 2007, che di fatto ha abbattuto tutti i vincoli nell intermediazione, permettendo alla Stanley di collezionare in tribunale vittorie a catena, sino all ultima, potremmo dire decisiva, del settembre scorso. Sempre in conseguenza all obbligo di uniformarsi alle direttive europee (segnatamente, la questione della massa a bando delle agenzie storiche), il Governo ha in- 105 Ma dovette passare un anno e mezzo prima che questa operazione di riordino avesse effettivamente inizio. Dopo il cambio di governo avvenuto nel 2006, il Ministro Bersani nel cosiddetto decreto sulle liberalizzazioni ha dato il via a quella che sarà la vera e propria rivoluzione del mercato delle scommesse (e non solo), con l introduzione di negozi e corner e di specifiche licenze per il telematico. I successivi bandi hanno creato la nuova rete, composta, oltre che dalla rete di gioco a distanza, anche da negozi e punti per l esercizio dei giochi su base sportiva e 290 negozi e punti di gioco su base ippica. La Bersani, però, era stata concepita anche per fare da tampone alle scelte fatte in precedenza di preservare il più possibile il regime monopolistico-concessorio, dagli attacchi della Comunità Europea, da cui l apertura dei bandi agli operatori esteri purché aventi sede in Italia. Come tutti ricorderanno, lo strenuo braccio di ferro fra Italia e Comunità Europea cominciò a seguito del celeberrimo caso Gambelli (agente di Stanley), titolare di un CTD fatto chiudere dalle autorità, che avrebbe portato la Corte di Giustizia Europea a dar ragione a chi pretendeva che anche nell ambito del gioco venisse rispettata la libertà di stabilimento nei paesi della Comunità, giacché la riserva concessa agli stessi di dettare restrizioni alle attività di gioco in ragione dei motivi di ordine e salute pubblica è venuta poi a scontrarsi, nel caso dell Italia, con una politica di Governo volta chiaramente all espansione del mercato. Naturalmente Aams continuò a difendere strenuamente il regime monopolistico vigente, forte anche della sentenza di Cassazione del 26 aprile 2004, che in pratica ritenne la nostra normativa perfettamente conforme a quella comunitaria. D altra parte, questa forma di iper-protezionismo non poteva avere vita eterna, anche perché, sulla scorta della sentenza Gambelli, i ricorsi si sono moltiplicati e gli stessi Tar (come quello dell Abruzzo nel 2006) avevano difficoltà a confermarne la bontà. Poi è venuta l epoca del caso Placanica e la sentenza della Corte di Giustizia europea del 6 serito, tramite un proprio maxiemendamento, nella fase di conversione in legge del decreto 194 (quello che ha introdotto la sperimentazione delle Vlt e aumentato il Preu dello 0,7%) una nuova disciplina per la raccolta delle scommesse. La parte concernente il telematico è stata poi stralciata e riproposta nella fase di discussione della Legge Comunitaria, i cui aspetti sostanziali sono: la previsione di un bando per 200 nuove concessioni per il gioco on line a cui potranno partecipare gli operatori che esercitino ed abbiano sede legale e operativa in uno degli Stati dello Spazio economico europeo, con un fatturato complessivo, nei due anni precedenti, di 1,5 milioni di euro; l istituzione di un portale telematico unico dei Monopoli di Stato (Aams), attraverso cui l utente deve passare per raggiungere i siti di gioco. Nel DL 149, poi convertito nella legge 184/08 e successivamente modificato dalla Finanziaria 2009 è stato sancito l obiettivo della sostanziale integrazione fra scom messe ippiche e sportive, nonché la vera e forse definitiva liberalizzazione del mercato.

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