PIANO DI GESTIONE RESIDUI DUNALI DELLA SICILIA SUDORIENTALE

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1 PIANO DI GESTIONE RESIDUI DUNALI DELLA SICILIA SUDORIENTALE (SIC: ITA Foce del Fiume Irminio; ITA Punta Braccetto-Contrada Cammarana; ITA Cava Randello, Passo Marinaro; ITA Spiaggia di Maganuco; ITA Contrada Religione) RESPONSABILE Dott. Antonio Chessari Settembre 2009

2 F.1 CARATTERIZZAZIONE DELLA QUALITÀ DEL PAESAGGIO CON RIFERIMENTO AGLI ASPETTI STORICO-TESTIMONIALI E CULTURALI ED ALLA PERCEZIONE VISIVA PER GLI ASPETTI NATURALI ED ANTROPICI. Caratteristiche generali La provincia di Ragusa, situata nella parte sud-orientale della Sicilia è la più piccola è la più giovane (1926) delle nove province cui è divisa l isola. Dodici sono i suoi comuni; Ragusa (capoluogo), Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. Ha superficie di circa 1500 Kmq. e una popolazione di abitanti. Il suo territorio, lambito da un lato dal Canale di Sicilia é inquadrato dall altro dalle province di Caltanissetta, Catania e Siracusa occupato quasi interamente dal Tavolato-Ibleo, che si presenta costituito essenzialmente da calcare affiorante qua e là, coperto da un sottile strato di humus, che conferisce all altipiano quel suo caratteristico aspetto arido, brullo e pietroso. Tuttavia quello che potrebbe sembrare un paesaggio desolante, per una originale composizione di colori assume, specie in primavera, aspetti di aspra e selvaggia bellezza. In molte zone dell altipiano i campi sono chiusi da muri a secco che, eretti per delimitare proprietà e pascoli, formano come dei fitti e suggestivi disegni di una ragnatela. Sono proprio questi muriccioli che, assieme ai verdi carrubi e ulivi, alle rustiche abitazioni, alle grandi masserie, alla povera vegetazione e alle precipiti valli, costituiscono la caratteristica dominante del paesaggio. Il territorio può suddividersi in tre tipi di zone: una zona pianeggiante, che comprende i comuni di Acate, Comiso e Vittoria; una zona collinare litoranea e una zona collinare interna, che diventa montagna fra Chiaramonte, Giarratana e Monterosso, raggiungendo nel Monte Lauro la massima altezza di 986 metri. Il territorio è costituito, come si è detto, prevalentemente da un altipiano calcareo, con tavolati più o meno estesi e incisi da valli; sulla sommità del monte Lauro, invece, le ialoclastiti, espandimenti basaltici sottomarini, dovuti all attività vulcanica del Monte, che in antichi tempi geologici doveva essere un vulcano attivo. Queste effusioni laviche sottomarine hanno subito un processo di rapido raffreddamento, che ha impedito la normale cristallizzazione, formando delle lave a pasta vitrea, le ialoclatiti dal greco ialos = vetro, che, disgregandosi per una mancanza di compattezza, hanno cosparso di numerosi massi il suolo del monte. 266

3 L aspetto del terreno, infatti, è quanto di più brullo si possa immaginare, anche se conserva allo stesso tempo, una sua severa bellezza con i suoi massi che, cotti dal sole si desquamano a foglie superficiali a causa della grande escursione termica fra il giorno e la notte con la sua stentata vegetazione la tipica brughiera incolta deserta, dominio di pecore, mucche i pochi fiumi della provincia hanno percorsi brevi e a regime torrentizio per la scarsità della pioggia. Un insensata opera di disboscamento favorita nei secoli dalla dominazione romana e dal regime feudale, se da un lato ha dato una maggiore superficie coltivabile, dall altra ha privato il suolo della normale umidità garantita dal bosco, peggiorando la già carente situazione idrica della zona. Il calcare degli Iblei, per la durezza e compattezza è di natura impermeabile e le acque pluviali non assorbite scorrono seguendo delle linee di pendenza preferenziali e scavando dei solchi, che col passare del tempo diventano sempre più profondi. I fiumi della provincia sono: l Acate o Dirillo lungo 53 Km., che ha le sorgenti ai piedi del monte Lauro; I Ippari che ha diverse sorgenti fra Comiso e Vittoria, una delle quali è la Fonte Diana e sfocia presso Scoglitti, ai piedi dell antica Kamarina; l Irminio, che anch esso con sorgenti alle pendici del Lauro, presso Giarratana, scorre fra Ragusa e Modica e sfocia nel Canale di Sicilia. Altri piccoli torrenti, hanno inciso profondamente il tavolato calcareo ibleo, formando dei Canyons, chiamati Cave, (famosa quella di Ispica), profonde e pittoresche gole, a pareti quasi verticali, spesso completamente secche d estate e in piena durante la stagione delle piogge. La flora della provincia è essenzialmente mediterranea, anche se si evidenziano delle differenze fra le zone litoranee e quelle montane, proprio per l altimetria che gioca sempre un ruolo importante sul clima. All interno si hanno inverni anche con freddo intenso, venti molto forti di nord-est ed estati secche, mentre il litorale viene mitigato dall influenza del mare; da ciò si deduce come ci siano delle variazioni anche nella flora. Caratteristiche della zona montana nei confronti del Lauro sono le querce (Roverella- Quercus ruber, in dialetto cerze ), i platani spontanei lungo il Dirillo e l Irminio, i carrubbi nella zona di Ragusa, Modica, Scicli e Santa Croce Camerina. Nelle cave, invece, troviamo acanti, profumati oleandri, mimose, capperi, fichi selvatici,edere. I caratteristici muri a secco che dividono le lenze e impediscono alla terra di limare. In questi piccoli appezzamenti, strappati alla montagna, si ara ancora con l aratro a chiodo, visto che i mezzi meccanici moderni hanno difficoltà a esservi manovrati. Pachino, canne e giunchi, fra i quali trovano sicuro rifugio anfibi, bisce e uccelli pescatori. 267

4 La fauna della provincia è molto povera, anzi fra le più povere delle province italiane, data la scarsa consistenza e presenza di mammiferi selvatici, assottigliata sempre più anche dalla forsennata deforestazione. Nelle zone montuose restano ancora qualche raro coniglio selvatico, alcune donnole e pochi volatili. Il paesaggio costiero ha subito negli ultimi anni una forte e incontrollata pressione insediativa ad eccezione delle residue zone umide sfuggite alle bonifiche della prima metà del secolo e oggi tutelate come riserve naturali. I pantani di Ispica e il pantano di Vendicari costituiscono ambienti e paesaggi particolari, sedi stanziali e di transito di importanti specie dell avifauna e di specie botaniche endemiche rare. Sul versante ionico a Sud di Siracusa fino a Capo Passero si susseguono paesaggi costieri di notevole fascino: larghe spiagge sabbiose si alternano a speroni calcarei fortemente erosi. L area possiede una forte identità storico culturale che viene percepita subito dall occhio dell osservatore(turista). Nell altipiano i campi sono chiusi da muri a secco che, eretti per delimitare proprietà e pascoli, formano come dei fitti e suggestivi disegni di una ragnatela. Sono proprio questi muriccioli che, assieme ai verdi carrubi e ulivi, alle rustiche abitazioni, alle grandi masserie, alla povera vegetazione e alle valli, costituiscono la caratteristica dominante del paesaggio che è tipico della zona di cui possiamo osservare le molteplici sfumature individuando percorsi che permettano di coglierne ognuno in modo diverso. F 1.1 Cenni storici Il corso del fiume (che ricade nella area sic Foce del Fiume Irminio ITA080001) ha rappresentato nell antichità il veicolo per collegare i territori interni con la costa, da sempre luogo dove avvenivano gli scambi commerciali. La sua portata nell antichità doveva essere tale da consentire una certa navigabilità. La morfologia della foce, pertanto, doveva essere ben diversa dall attuale. A testimonianza dei traffici commerciali che lungo le sponde dell Irminio si sono sviluppati, sono stati segnalati numerosi insediamenti di varie epoche storiche: non lontano dalla foce si trova Fontana Nuova, sito preistorico del Paleolitico superiore risalente a circa anni A. C., costituito da un ampio riparo a pianta semicircolare sotto roccia che, simile alla cavea di un teatro, si apre verso il mare africano. Ben esposto al sole, vicino ad una sorgente d acqua dolce, fu sicuramente utilizzato da gruppi stagionali di cacciatori che si riparavano dalla pioggia e dai venti freddi. Dal terreno alluvionale, ripuliti dal mare e dal fiume, gli antichi cacciatori traevano i ciottoli levigati, materia prima per la realizzazione degli strumenti litici. 268

5 Più a monte è segnalata la Fattoria delle Api, antico centro di lavorazione del miele ibleo, detto di Satra ossia di Timo, celebre in tutto il Mediterraneo. Da fonti storiche è noto che il corso del fiume Irminio, già citato anche da Plinio, rappresentò per molto tempo il limite orientale dei territori della vicina Camarina e secondo Filisto segnava il confine tra quest ultima città e Siracusa. La foce, già in epoca greco arcaica, è probabile che rappresentasse un punto di attracco e di scambio, come è testimoniato dai rinvenimenti dell insediamento greco arcaico del Maestro. La foce era quindi un antico porto canale e la sua importanza andò aumentando anche in epoca romana. Infatti, nell Itinerarium antonini viene nominato, tra Cymbe (ovest di Caucana) e Apolline (Punta castellazzo), l Hereum. Questa località viene identificata nella foce del fiume Irminio e rappresentava un caposaldo con funzione di rifugio e scambi commerciali. Significativo è il rinvenimento in un affioramento roccioso, a qualche metro dalla battigia, oramai erosi dall azione delle onde marine, di alcuni pozzetti cilindrici, probabili contenitori del garum, condimento prediletto della cucina romana. Lo storico arabo Idrisi, indica con il nome di Maulli(dall arabo Mahàll, luogo di fermata) questa località e descrive l Irminio come un fiume navigabile fino all antica Ceretanum, l attuale Giarratana. L importanza della foce come porto-canale permane quindi in epoca araba e normanna rappresentando uno scalo di notevole importanza per i traffici con Malta e la costa africana, e permane tale fino all alto Medioevo. Fino a tale epoca il regime idrico del fiume era regolato dalla presenza di boschi lungo il suo corso. Infatti, Idrisi cita un folto bosco, Bennit, per l alto corso dell Irminio, mentre in epoche successive sul medio corso del fiume viene citato un bosco con il nome di Silva Suri. Successivamente questi boschi vennero tagliati per recuperare terreni all agricoltura, il regime del fiume diviene torrentizio, si verificano piene improvvise e alla foce si accumularono i detriti trasportati dal fiume per dilavamento delle acque non più trattenuti dalle radici delle piante. La conseguenza di tutto ciò fu il lento ed inesorabile insabbiamento della foce che ha portato alla morfologia attuale con la formazione del cordone dunale su cui si è insediata la caratteristica vegetazione. Il progressivo insabbiamento consentiva di guadare il fiume facilmente in quest area ed è questa la probabile origine del toponimo dell area Passo della forgia. 269

6 La morfologia attuale del territorio è quindi il risultato di un lungo processo di eventi di natura storica, climatica, geomorfologica che hanno interagito tra loro. Il paesaggio che si osserva è una costa bassa e sabbiosa dove sfocia un fiume a prevalente carattere torrentizio: è presente un ampio arenile e un cordone dunale, con dune consolidate prevalentemente sul lato destro. Al termine di questo cordone dunale la costa si innalza con piccole falesie a pareti verticali. Il retroduna era fino alla fine dell ottocento occupato da acquitrini e pantani costieri che andavano da Marina di Ragusa a Plaja grande. All inizio del novecento, tali zone umide sono state bonificate sia perché considerate malsane a causa della malaria trasmessa dalle zanzare che in esse prosperavano, sia per recuperare terreni all agricoltura. F 1.2 Il paesaggio costiero La costa offre un panorama con spiagge dalla sabbia fine che non hanno nulla da invidiare alle più blasonate zone balneari del nord, a dispetto del mare che invece ci invidiano. Inoltre occorre menzionare le aree naturali come i boschi e le Riserve naturali speciali biologiche che sono due e pure le aree archeologiche di cui i siti più significativi sono Il parco archeologico di Kamarina e quello di Kaukana. Pertanto il territorio possiede tanti elementi che messi assieme formano un bel pacchetto di offerta turistica, ma il punto dolente è che i servizi correlati all offerta e la gestione delle risorse stesse non sono adeguatamente preparate e studiate sia dal semplice aspetto della fruizione che per quello un po più ragionato della sostenibilità delle risorse stesse. Se ne deduce quindi una richiesta sempre più sostenuta di queste risorse da parte dei turisti. F.2 DEFINIZIONE DEGLI ELEMENTI DEL PAESAGGIO ANTROPICO E NATURALE SIGNIFICATIVI E LORO STATO DI CONSERVAZIONE. La zona sic Foce del Fiume Irminio (ITA080001) ha un estensione di 135 ha e ricade nei Comuni di Ragusa e Scicli Appartiene alla Regione Biogeografica Mediterranea, si trova tra due centri abitati altamente antropizzati a ad alta vocazione turistica come Marina di Ragusa e Donnalucata, si tratta di una zona costiera la cui geomorfologia è rappresentata da una costa bassa e sabbiosa che vede la presenza del fiume Irminio nella sua parte terminale e nella foce, dove arriva a carattere principalmente torrentizio. La costa è rappresentata da un vistoso cordone dunale con dune ampiamente consolidate specialmente in un versante, proseguendo si nota poi invece un innalzamento della costa con piccole falesie a pareti verticali. 270

7 Il sito rappresenta un importante esempio di macchia-foresta a Ginepro e Lentisco su cordone dunale vegetazione ripariale lungo il tratto terminale del fiume Irminio, presente con un intenso sviluppo arboreo che in alcuni tratti costituisce uno strato continuo e impenetrabile, questa situazione è una eccezionale testimonianza della vegetazione e del paesaggio che un tempo caratterizzavano e identificavano le coste sabbiose della Sicilia meridionale. Di gran valore il sistema delle Regie trazzere presente nell area. Contrada Religione (ITA080008), si tratta di una zona costiera compresa nella località balneare di Marina di Modica. Nel sito si distinguono tre zone diverse fra di loro: le scogliere calcaree, le spiagge con relative formazioni dunali e lo stagno retrodunale, è un area di forte importanza biogeografica.nella scogliera più bassa si vedono ancora le bitte scavate nella roccia nei secoli scorsi per ormeggiare le barche; nella parte più alta della falesia si aprono delle zone ricche di humus dove si sono adattate delle agavi, lo spazzaforno, dei fichidindia e delle opunzie una vasta radura ricca di orchidee. Spiaggia Maganuco (ITA080007) è compresa tra il porto di Pozzallo e Marina di Modica; la spiaggia è un ampia falce di sabbia con ai lati delle zone di scogliera bassa. L area è di notevole interesse biogeografico perchè conserva ancora interessanti lembi di vegetazione psammofila ed ambienti alofili nelle depressioni retrodunali, nonostante sia oggetto di una forte azione antropica. E una zona quindi altamente vulnerabile sia per la sue ridotte dimensioni sia per il crescente sviluppo edilizio che si sta sviluppando che ha portato anzi alla riduzione dell area umida retrodunale ed alla sua utilizzazione come discarica abusiva di materiali vari grazie anche alle strade e piste che lo percorrono. In tale zona vi sono delle dune consolidate da alcune piante pioniere, quali la calcatreppola ametistina, il ravastrello marittimo e lo spartopungente, mentre all interno vi sono alcune zone umide ricche di salicornie, giunchi ed enula, utili some area di sosta per gli uccelli migratori. Una delle criticità è data dal fatto che nella parte orientale della spiaggia si trovano le moderne strutture del nuovissimo porto di Pozzallo. Cava Randello, Passo Marinaro (ITA080006), è situata a sud-est della riserva del pino d Aleppo, e conserva la tipica flora di questo lembo di Sicilia. I bordi della cava sono popolati da lentischi, cisti, lecci olivastri, mirti, piante aromatiche, esedra, amilacea palma nana, scille, orchidee, e ofridi in genere. Inoltre vi sono le piante introdotte dall uomo quali carrubo 271

8 ed eucalipto. Una criticità nella zona detta cunnighiera, dove si trova una grande masseria,vi è la presenza di serre e prodotti di scarto come plastica e rifiuti di diverso genere. Passo Marinaro si trova lungo la costa a falesia, situata tra due ampie spiagge semilunari; lungo la parte alta della falesia si trova l erba cristallina, caratterizzata da luminose gocce di acqua e da fiori di mesembriantemo. Punta Braccetto-Contrada Cammarana (ITA080004), è una eminenza argillosa dove i coloni greci nell antichità fondarono la mitica Camarina; oltre ai resti dell antica città, su questo promontorio si trovano piante che si sono adattate all ambiente salmastro, come spazzaforno, mesembriantemi, centaurea, giglio marittimo, palma nana, ed altre piante di tipo alofilo, come ravastrello marittimo e salsola. Ricade nei Comuni di Ragusa e Vittoria è una striscia calcarea che si insinua nel mare ricca di associazioni vegetali cespugliose come erica, cisti e piante alofite che possono contrastare la salsedine; nella punta estrema fu costruita secoli fa una torre di avvistamento a base quadrata e durante l ultima guerra una trincea in parte visibile ancora che avrebbe dovuto difendere la costa da sbarchi nemici. Inoltre essa è chiusa dalla parte opposta da una torre, chiamata Torre di Mezzo, recentemente restaurata e che, serviva per segnalare l avvicinamento delle navi dei pirati saraceni. Appartiene alla Regione Biogeografica Mediterranea, si tratta di una zona prevalentemente costiera che si estende a Sud del porto di Scoglitti fino ad arrivare all abitato di Punta Braccetto, nei pressi della zona di Branco Grande i confini del SIC vanno poi ad allargarsi verso l entroterra. Nella fascia costiera si sviluppano diverse strutture ricettive turistiche come il villaggio turistico Club Mediterranèe, il villaggio turistico Kamarina, il villaggio turistico di Branco Grande e il villaggio turistico di Punta Braccetto F.3 VARIAZIONI DEL PAESAGGIO Il paesaggio risente dell azione di diversi elementi: Nella zona limitrofa al SIC Foce del fiume Irminio (ITA080001) estesi impianti di serre, che si trovano prevalentemente nelle aree prossime alle costa, hanno modificato il paesaggio agrario tradizionale contraddistinto da colture arboree tradizionali - il mandorlo, l olivo e gli agrumi - che si mescolano al seminativo arborato, all incolto specie dove affiora la roccia calcarea e al di là dell Anapo. Nella zona di Punta Braccetto-Contrada Cammarana (ITA080004) si sviluppano diverse strutture ricettive turistiche come il villaggio turistico Club Mediterranèe, il villaggio turistico 272

9 Kamarina, il villaggio turistico di Branco Grande e il villaggio turistico di Punta Braccetto le quali quindi, con la conseguente fruizione balneare turistica che ne comporta mettono seriamente a rischio la conservazione della naturalità di flora e vegetazione. Cava Randello, Passo Marinaro (ITA080006) è una zona vulnerabile sia per il pericolo di incendi che per l eccessiva pressione del pascolo e la destinazione a coltura di sue porzioni, come cosi pure per l azione antropica rappresentata specialmente dall attuale progettazione, in una porzione del SIC, di imponenti strutture ricettive turistiche. Nella zona Spiaggia Maganuco (ITA080007) si è sviluppata, ad opera delle amministrazioni Comunali di Pozzallo e Modica, un ampia zona industriale. Diverse strutture e capannoni sono stati costruiti mentre materiali di riporto derivati dall insediamento industriale sono stati depositati nella parte nord del Pantano, riducendo quindi l estensione di quest ultimo e facendo assumere alla vegetazione circostante chiari segni di antropizzazione. F 4 COERENZA CON LE LINEE GUIDA E CON LE PREVISIONI DEL PIANO PAESISTICO REGIONALE L Assessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali, al fine di assicurare specifica considerazione ai valori paesistici e ambientali del territorio regionale, in attuazione dell art. 3 della L. R. 1 agosto 1977, n. 80, e dell art. 1 bis della legge 8 agosto 1985, n. 431, con D. A. n del 1999 ha approvato le Linee guida del Piano Territoriale Paesistico. Il documento dichiara il paesaggio della Regione Siciliana bene culturale e ambientale da tutelare come risorsa da fruire e valorizzare, connotato da valori ambientali e culturali, analizza ed individua le risorse culturali e ambientali, e fornisce indirizzi per la tutela e il recupero delle stesse mediante il Piano Territoriale Paesistico Regionale. Secondo il provvedimento approvato, i contenuti delle Linee guida in Piani Territoriali Paesistici costituiscono l indirizzo di riferimento per la redazione dei Piani Paesistici scala sub-regionale e locale e valgono quale strumento propositivo, di orientamento e di conoscenza per la pianificazione territoriale provinciale e per la pianificazione urbanistica comunale. Le Linee Guida sono definite alla scala 1: , mentre le scale 1:50.000, 1: e 1: sono indicate per la pianificazione a scala sub-regionale e locale. Sulla base delle caratteristiche geomorfologiche e culturali del paesaggio, il territorio regionale è stato suddiviso in ambiti sub-regionali, individuati e preordinati alla articolazione 273

10 della pianificazione territoriale paesistica sub-regionale e locale. Le aree dei siti Natura 2000 dei residui dunali ricadono nell ambiti sub-regionale n 15, 16, 17. F 4.1 Indicazioni della Sovraintendenza BB.CC.AA. La Soprintendenza di Ragusa sta elaborando il Piano Paesistico del territorio provinciale. Non essendo concluso l iter di approvazione, vengono riportate le previsioni della pianificazione ed i relativi indirizzi normativi, come acquisiti nella riunione del 7 luglio In relazione al Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa, prevede la riqualificazione del patrimonio naturalistico con l inserimento delle aree S.I.C. Il Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa comprende parte degli ambiti 15, 16 e 17 che riguardano rispettivamente le Pianure di Licata e Gela, le colline di Caltagirone e Vittoria e i Rilievi e Tavolato Ibleo e sulla base delle indicazioni espresse dalle Linee Guida del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale, procede alla pianificazione paesaggistica ai sensi del D.lgs. 42/04 e s.m.i. in particolare dell art. 143 al fine di tutelare e valorizzare adeguatamente il contesto paesaggistico. Il piano è ad oggi ancora in itinere in quanto non risulta completo lo studio sull uso del suolo e quello relativo alle reti ecologiche che può portare ad ulteriori mediche dei diversi livelli di tutela, risulta in fase di verifica la cartografia e le norme pertanto le informazioni sono da ritenersi indicative in merito agli indirizzi programmatici e alle direttive. Pertanto in linea generale sono previsti: per 1 area SIC ITA Religione che rientra interamente all interno dell area vincolata con D.A. n del e per l area SIC ITA Maganuco che rientra parzialmente nel decreto n. 5553; riqualificazione del paesaggio naturale dei pantani, e delle aree limitrofe degli elementi di importanza naturalistica ed ecosistemica, al fine della costituzione dei corridoi ecologici fluviali, elementi fondamentali della Rete ecologica; la creazione di itinerari naturalistici ed escursionistici per la divulgazione didattica e scientifica dei beni naturali presenti; la tutela delle emergenze geologiche e biologiche; utilizzazione razionale delle risorse idriche nel rispetto dei deflussi minimi vitali necessari al mantenimento della vita acquatica; l utilizzo dell ingegneria naturalistica per qualunque intervento sul corso d acqua e sulle aree di sua pertinenza; 274

11 monitoraggio e tutela della fauna delle aree umide; utilizzazione delle capacità di autodepurazione naturale, comprese quelle legate alla presenza di vegetazione acquatica e alle capacità di assorbimento dei nutrienti e dell inquinamento diffuso da parte delle fasce perifluviali. Per l area SIC ITA Foce Fiume Irminio che rientra nel D. A del : sono vietati i movimenti di terra e le trasformazioni dei caratteri morfologici e paesistici dei versanti anche ai fini del mantenimento dell equilibrio idrogeologico; il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e degli antichi percorsi panoramici (Regie Trazzere e sentieri), finalizzati alla creazione di itinerari naturalistici ed escursionistici, mediante la rifunzionalizzazione del patrimonio architettonico esistente da utilizzarsi quali punti di sosta per la divulgazione didattica e scientifica dei beni naturali presenti all interno della Riserva; la tutela delle emergenze geologiche e biologiche; la conservazione della vegetazione a macchia e gariga e la prevenzione dagli incendi; protezione e valorizzazione dell attività agro-pastorale in quanto presidio dell ecosistema e fattore caratterizzante del paesaggio tradizionale; conservazione della biodiversità delle specie agricole e zootecniche; incremento dei livelli di naturalità delle aree agricole e miglioramento della funzionalità di connessione delle aree naturali; il recupero e valorizzazione degli antichi percorsi panoramici e creazione di itinerari naturalistici anche ai fini della fruizione del patrimonio storico-culturale e di antichi tracciati viari e/o sentieri; per 1 area SIC Cammarana ITA che rientra nelle aree tutelate dal D.A del e art. 142 del Codice dei Beni Culturali; il il recupero ambientale e disinquinamento del mare e del litorale, dei torrenti e dei canaloni e rinaturalizzazione dei tratti più o meno artificializzati con l uso di tecniche dell ingegneria naturalistica; il miglioramento della fruibilità del mare attraverso la realizzazione di accessi pubblici, di aree verdi e di attrezzature realizzate con opere temporanee rimovibili (passerelle, scalette,...); il recupero paesaggistico dei villaggi residenziali, mediante piani attuativi di riqualificazione urbanistico e ambientale corredati di progetti di sistemazione paesistica di dettaglio. Tali piani debbono prevedere interventi di disinquinamento, di razionalizzazione degli spazi con il necessario 275

12 inserimento, in scale adeguate, di parcheggi alberati, di attrezzature sociali, di aree a verde, viali alberati, e di recupero paesaggistico con particolare attenzione alla qualità architettonica e ai colori delle superfici costruite, anche al fine di mitigare gli impatti sul paesaggio, derivanti dalla, disannonia dell edificato e di promuovere la realizzazione di corridoi ecologici che connettano il mare con la Valle dell Ippari; il recupero e riutilizzo dei manufatti costieri storici e dell edificato rurale diffuso in disuso, in funzione della creazione di strutture turistiche e/o a servizio della fruizione del mare. prevedere lo sviluppo della potenzialità turistica del territorio attraverso l utilizzo degli insediamenti esistenti quali centri urbani, paesi, frazioni e agglomerati, insediamenti sparsi del territorio rurale; elevare la qualità urbanistica e architettonica degli insediamenti finalizzata anche all offerta turistica tramite piani di riqualificazione, di iniziativa pubblica o privata; riprogettare gli insediamenti, anche per parti, e lo spazio pubblico e incrementare i servizi necessari per elevare la qualità dell offerta turistica e favorire l allargamento della stagionalità; favorire la trasformazione delle seconde case in strutture ricettive, anche consentendo l incremento di cubatura per le necessarie integrazioni funzionali; favorire il trasferimento dei campeggi localizzati nei territori costieri verso localizzazioni al di fuori dei territori costieri proponendo premi di cubatura proporzionali ai posti letto e sospendere il rinnovo delle autorizzazioni alle scadenze; favorire il trasferimento degli insediamenti esistenti nei territori costieri di maggior impatto paesaggistico verso gli insediamenti residenziali preesistenti, mediante procedure negoziali; prescrivere le nuove localizzazioni turistiche in zone contigue e/o integrate agli insediamenti urbani, lasciando una fascia costiera di rispetto di profondità di 300 metri; predisporre Piani di Recupero e aree a verde di mascheramento degli insediamenti in grado di ridurre sensibilmente il loro impatto paesaggistico per l area SIC ITA Randello ricadente in area tutelata dall alt. 142 del Codice dei Beni Culturali la conservazione dei valori naturali e della biodiversità, e loro integrazione in una rete di relazioni ecologiche e funzionali. La Riserva di Cava Randello è da considerare serbatoio naturale primario in grado di costituire sorgente di diffusione di valori di naturalità ai fini della realizzazione della Rete ecologica d Ambito; sono vietati i movimenti di terra e le trasformazioni dei caratteri morfologici e paesistici dei versanti della Cava anche ai fini del mantenimento dell equilibrio idrogeologico; 276

13 il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e degli antichi percorsi panoramici (Regie Trazzere e sentieri), finalizzati alla creazione di itinerari naturalistici ed escursionistici, mediante la rifunzionalizzazione del patrimonio architettonico esistente da utilizzarsi quali punti di sosta per la divulgazione didattica e scientifica dei beni naturali presenti all interno della Riserva; la tutela delle emergenze geologiche e biologiche; la conservazione della vegetazione a macchia e gariga e la prevenzione dagli incendi;la razionalizzazione dei flussi di fruizione della Riserva ai fini della salvaguardia dell equilibrio ambientale della stessa. F.5 COERENZA CON GLI OBIETTIVI DEL D. LGS. 42/04 CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, AI SENSI DELL ART. 10 DELLA LEGGE 6 LUGLIO 2002, N.137. La struttura insediativa del territorio in cui ricadono i SIC dei sistemi dunali della Sicilia sudorientale è caratterizzata da una forte identità storico culturale che viene percepita subito dall occhio dell osservatore. Nell altipiano i campi sono chiusi da muri a secco che, eretti per delimitare proprietà e pascoli, formano come dei fitti e suggestivi disegni di una ragnatela. Sono proprio questi muriccioli che, assieme ai verdi carrubi e ulivi, alle rustiche abitazioni, alle grandi masserie, alla povera vegetazione e alle valli, costituiscono la caratteristica dominante del paesaggio che è tipico della zona di cui possiamo osservare le molteplici sfumature individuando percorsi che permettano di coglierne ognuno in modo diverso. La costa non è da meno offrendo un panorama con spiagge dalla sabbia fine che non hanno nulla da invidiare alle più blasonate zone balneari del nord,a dispetto del mare che invece ci invidiano. Le aree naturali come i boschi e le Riserve naturali speciali biologiche che sono 2 e pure le aree archeologiche di cui i siti più significativi sono Il parco archeologico di Kamarina e di Kaukana. Non c è dubbio che il territorio abbia tanti elementi che messi assieme formano un bel pacchetto di offerta turistica ed naturalistica ma il punto dolente è che i servizi correlati all offerta e la gestione delle risorse stesse non sono adeguatamente preparate e studiate sia dal semplice aspetto della fruizione che per quello un po più ragionato della sostenibilità delle risorse stesse. Da notare però una richiesta sempre più sostenuta di queste risorse da parte dei turisti. 277

14 Negli indirizzi progettuali si individua quindi la necessità di far emergere il ruolo dell agricoltura sia nell economia che nella forma del territorio, il miglioramento dei sevizi come i trasporti e la riscoperta dei valori delle tradizioni e dei luoghi. Il sistema viario principale che collega tutti e SIC è costituito dalla sp 88 che passa dalla costa. Per quanto riguarda i singoli SIC essi sono collegati ai comuni dove ricadono dalle strade sp 60, sp 25, sp 81, sp 39. Per quanto riguara la coerenza col D. lgs. 42/04 l'area SIC della Foce del fiume Irminio (ITA080001) Spiaggia Maganuco (ITA080007), Contrada Religione (ITA080008), rientrano nell'art.136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, approvato con D.Leg.vo 22/01/2004, n 42, nonché per le loro valenze paesaggistiche di rilievo. L'area SIC di Punta Braccetto-Contrada Cammarana (ITA080004), ricade una piccola parte sull'art.136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio,approvato con D.Leg.vo 22/01/2004, n 42, ed una parte sull'art.10, comma11,l.r.06/03/1996. L'area SIC di Cava Randello, Passo Marinaro (ITA080006), ricade una piccola parte sull'art.136 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio,approvato con D.Leg.vo 22/01/2004, n 42, e per gran parte sull'art.142, zona di interesse archeologico. 278

15 BIBLIOGRAFIA Normativa Direttiva 79/409/CEE Uccelli del Consiglio del 2 aprile 1979, relativa alla conservazione degli uccelli selvatici. Direttiva 92/42/CEE Habitat del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e delle specie della flora e della fauna selvatiche. D.P.R. 357/97 Regolamento recante attuazione della Direttiva 92/43/CEE che disciplina le procedure per l adozione delle misure previste dalla Direttiva ai fini della salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali elencati nell allegato A e delle specie della flora e della fauna indicate negli allegati B, D ed E. D.M. del 20 gennaio 1999 Modificazioni degli allegati A e B del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n.357, in attuazione della Direttiva 97/62/CE del Consiglio, recante adeguamento al progresso tecnico e scientifico della Direttiva 92/43/CEE. D.M. del 3 aprile 2000 Elenco delle zone di protezione speciale designate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE e dei Siti di Importanza Comunitaria proposti ai sensi della Direttiva 92/43/CEE D.M. 224/2002 del 3 settembre 2002 Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000 La gestione dei Siti della Rete Natura Guida all interpretazione dell articolo 6 della Direttiva Habitat 92/43/Cee,2000 Allegato II Considerazioni sui Piani di gestione D.P.R. 120/2003 Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, relativo attuazione della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche.

16 E.Aspetti Archeologici, Architettonici e Pianificatori Documenti di riferimento a livello comunitario Valutazione di piani e progetti aventi un incidenza significativa sui siti della Rete Natura 2000 Guida metodologica alle disposizioni dell articolo 6, paragrafi 3 e 4 della Direttiva Habitat 92/43/CEE. Traduzione italiana, non ufficiale, a cura dell Ufficio Stampa e della Direzione regionale dell ambiente Servizio V.I.A. - Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Assessment of plans and projects significantly affecting Natura 2000 sites. Methodological guidance on the provisions of Article 6 (3) and (4) of the Habitats Directive 92/43/EEC redatto dalla Oxford Brookes University per conto della Commissione Europea DG Ambiente. Sustainable Tourism And Natura Guidelines, Initiatives And Good Practices In Europe- DG Ambiente Commissione Europea. Final Pubblication Vol. 1, Vol. 2 And Annex Based On The Lisbon Seminar. Seca Ottobre 2000 Natura 2000 e foreste: sfide ed opportunità., 2003 Guida interpretativa Commissione Europea. DG Ambiente. Unità Natura e Biodiversità. A guide to the production of minimum format management plans for nature reserves and protected areas. Galway 9-12 October European guidelines for the preparation of site management plans for protected and managed natural and semi-natural areas. Eurosite Progetto Corine Biotopes Documenti di riferimento a livello nazionale: Manuale delle linee guida per la redazione dei piani di gestione dei siti Natura 2000 a cura del Ministero dell Ambiente e del Territorio, Servizio Conservazione Natura (in corso di elaborazione nell ambito del progetto LIFE Natura LIFE99 NAT/IT/006279). Progetto Bioitaly Repertorio della flora italiana protetta (2001) a cura del Ministero dell Ambiente e del Territorio, Servizio Conservazione Natura. Raccoglie le 284 specie vegetali tutelate da convenzioni internazionali e direttive comunitarie, presenti sul territorio nazionale. 280

17 E.Aspetti Archeologici, Architettonici e Pianificatori Varie documentazioni: Marco e Giuseppe Iacono, Le riserve naturali della provincia di Ragusa, Edizione Tomaselli, Ragusa Paolo Fusero e Filippo Simonetti, Il sistema ibleo interventi e strategie, Piano Territoriale della Provincia Regionale di Ragusa. WEBGRAFIA

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