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1 Il magazine per i clienti della Schindler Ascensori SA next floor Densificazione urbana Richti: vivace quartiere economico-residenziale a Wallisellen Organizzazione di spazi ristretti: impariamo dal Giappone Centri storici medievali in Ticino: un esempio da seguire Il ritiro come terapia contro lo stress da sovraffollamento

2 Sommario 4 Prof. Kees Christiaanse (PF): «In Svizzera c è ancora spazio» 8 Zona industriale Richti a Wallisellen: da area dismessa a quartiere vivace 11 L'esempio di sviluppo riuscito del quartiere Matthäus a Basilea 14 Impariamo dal Giappone: organizzazione intelligente di spazi ristretti 18 Ginevra: nasce una nuova città nella città 21 Villaggi medievali ticinesi: esempi di densificazione moderna 24 Ritirarsi all interno della città: terapia contro lo stress da sovraffollamento 28 4 World Trade Center: un nuovo simbolo per Manhattan 31 Hotel InterContinental di Davos: tradizione grigionese dietro la facciata d oro 34 next news Progetti speciali dal mondo Schindler Impressum Editore Schindler Ascensori SA, Marketing & Comunicazione, CH-6030 Ebikon Redazione Beat Baumgartner Indirizzo della redazione next floor, Zugerstrasse 13, CH-6030 Ebikon/Luzern, Amministrazione indirizzi Immagine in copertina Iwan Baan, Amsterdam Impaginazione aformat.ch Litho click it AG Stampa Multicolor Print AG Tiratura copie Edizione next floor appare due volte all anno in lingua tedesca, francese e italiana Copyright Schindler Ascensori SA, riproduzione su richiesta e con indicazione della fonte Foto di copertina Costruire in spazi ristretti a Tokyo. Queste e altre opere di analoga snellezza sono valse all architetto Ryue Nishizawa il prestigioso premio Pritzker.

3 Editoriale Densificazione interna Gentili lettrici, gentili lettori, la popolazione elvetica continua a crescere: lo scorso anno l incremento è stato dell 1,2 % e il dato complessivo è salito a 8,326 milioni di persone. Il numero di abitanti è quindi più che raddoppiato dai 3,3 milioni di unità del Mentre in altri Stati industrializzati, come il Giappone o la Germania, la popolazione è stagnante o comincia lentamente a diminuire (bassi tassi di natalità, ridotta immigrazione), il nostro Paese, in quanto a crescita demografica, è sempre fra i più dinamici in Europa. Se da un lato questo tipo di andamento promuove il benessere ed è garanzia della nostra previdenza per la vecchiaia, dall altro, come dimostrano le crescenti reazioni della popolazione, ha anche un rovescio della medaglia, che si può riassumere con parole chiave quali dispersione urbana, problemi di circolazione, stress da sovraffollamento ecc. La revisione della legge sulla pianificazione del territorio, entrata in vigore lo scorso anno, e la relativa ordinanza si fondano scientemente su una gestione parsimoniosa del suolo e mirano a ottenere uno sviluppo centripeto degli attuali insediamenti: ad esempio tramite densificazione, riqualificazione di aree dismesse ed eliminazione delle zone di distacco fra gli insediamenti. L imperativo del momento è quindi «Densificazione edilizia»: a questo argomento fondamentale si dedica anche l ultima edizione di next floor. Una possibilità di densificazione sarebbe quella di «costruire verso l alto», consentire l edificazione di più palazzi e grattacieli in Svizzera. A questo scopo città e comuni dovrebbero modificare i propri piani regolatori ed edilizi. L opposizione a progetti di questo tipo, come a Lucerna, dimostra tuttavia che i grattacieli in Svizzera continuano a essere guardati con sospetto. Ritengo che il potenziale sia di gran lunga maggiore in una seconda via: la messa in discussione dell indice di sfruttamento, cioè il rapporto fra superficie di piano lorda dell intero edificio e superficie edificabile. Tale indice è ancora l ostacolo maggiore verso uno sfruttamento più razionale delle zone edificabili e una densificazione interna. Si tratta di un retaggio del passato che dovrebbe essere assolutamente abolito. Ritengo che le normative sulle distanze minime e sulle altezze degli edifici siano perfettamente sufficienti. Spesso non è possibile cambiare razionalmente la destinazione d uso di solai o scantinati degli edifici esistenti né aggiungere un giardino d inverno perché questo significherebbe superare l indice di sfruttamento di un edificio. Non credo che una riforma in questo senso aprirebbe le porte a un ondata di edificazione selvaggia: tali abusi possono essere ottimamente evitati con altre normative esistenti, ad esempio con piani regolatori vincolanti. Rainer Roten CEO Schindler Svizzera next floor 3

4 Densificazione edilizia «In Svizzera c è ancora spazio» Nonostante anche in Svizzera si osservi una progressiva densificazione edilizia, secondo il professor Kees Christiaanse non c è ancora stress da sovraffollamento. L immagine in alto mostra la residenza per anziani Südpark di Basilea, quella in basso il moderno quartiere residenziale Tribschen di Lucerna. 4

5 Vivere e lavorare nello stesso luogo: in una società sempre più dinamica, in futuro le persone tenderanno a preferire le zone urbane. Nell immagine il nuovo quartiere commerciale e residenziale Europaallee, vicino alla stazione ferroviaria di Zurigo. Kees Christiaanse, professore del Politecnico federale di Zurigo e studioso dei processi di urbanizzazione a livello mondiale, nota un rinascimento urbano anche in Svizzera e individua un forte potenziale nella riqualificazione di zone industriali dismesse e insediamenti datati. TESTO DAVID EPPENBERGER FOTO MANUEL RICKENBACHER In Svizzera la parola totem del 2014 è stata «Dichtestress», ossia stress da sovraffollamento. È d accordo? Kees Christiaanse: Secondo me è una lamentela esagerata. Se si guarda ad altre parti del mondo, il concetto si relativizza da sé. In Svizzera non si soffre di stress da densità di popolazione eccessiva! Molti però si lamentano della progressiva perdita di superfici agricole e della cementificazione del Mittelland. Lei non pensa che la situazione sia tanto grave? Il Mittelland offre una qualità di vita molto elevata. In percentuale la Svizzera è scarsamente popolata, perché oltre i 1500 metri di altitudine non vive quasi più nessuno. Anche nel Mittelland sono presenti ancora molte aree verdi. Le conurbazioni si trovano soprattutto negli agglomerati attorno a Zurigo, Losanna e Ginevra. E anche in una città come Zurigo, ovunque si scorge sempre una collina boscosa, raggiungibile in meno di 15 minuti. Facendo un confronto con l Olanda, il quadrilatero formato da Amsterdam, Utrecht, Rotterdam e L Aia conta tanti abitanti quanti l Altopiano svizzero, nonostante sia grande la metà. Perché la Svizzera ha una densità di insediamento inferiore rispetto all Olanda? In Svizzera esistono vari strumenti normativi che regolano lo sviluppo degli insediamenti. Ad esempio: le aree agricole non possono essere trasformate in aree edificabili con troppa facilità e le foreste sono sacre. I piani direttori stabiliscono cosa e dove si può costruire, pertanto la concorrenza tra i Comuni è limitata. In altri Paesi è di- verso, perché contano piuttosto i fattori economici. In Svizzera lo sviluppo futuro degli insediamenti dipende molto dall applicazione di questi strumenti di pianificazione territoriale. Le case unifamiliari e bifamiliari occupano il 70 per cento della superficie abitativa svizzera. Anche qui si potrebbero costruire condomini plurifamiliari. Perché in queste zone la densificazione edilizia non è un problema? Le persone vogliono avere il proprio pezzo di terreno ed entrare in contatto con il vicino il meno possibile. È un istinto naturale. E finché sarà possibile, in Svizzera continueranno ad esserci case unifamiliari. La dispersione urbana è favorita anche dall efficienza dei trasporti pubblici, nonostante questa sia evidente soprattutto intorno alle stazioni ferroviarie di paesi e cittadine. In Svizzera la dispersione urbana resta comunque un fenomeno limitato e finora non ha portato alla nascita di enormi quartieri residenziali, come a Rotterdam o Berlino. La popolazione svizzera è in crescita. Dovrebbe vivere in grandi quartieri residenziali, come il distretto di Zurigo Affoltern? Esiste un alternativa urbanistica che per numero di abitanti è paragonabile ai grandi quartieri residenziali, ma che offre un ambiente migliore in cui vivere: lo sviluppo tende piuttosto a una combinazione di blocchi urbani in cui sono presenti sia appartamenti sia, ad esempio, case a schiera. I quartieri monofunzionali come quello di Affoltern in realtà non presentano un alta densità insediativa e soprattutto non sono in linea con l attuale rinascimento urbano. c next floor 5

6 Densificazione edilizia Kees Christiaanse Vivere in città è diventato di nuovo un desiderio di molti, perché permette di raggiungere a piedi i servizi di necessità quotidiana. Ne è un esempio, tra gli altri, l Europaallee. Nel 1989 Kees Christiaanse ha fondato uno studio di architettura e progettazione a Rotterdam. Si è specializzato nell elaborazione di masterplan per la riqualificazione di ex aree industriali, portuali e aeroportuali. Nato in Olanda, dal 2003 è professore di architettura e urbanistica al Politecnico federale di Zurigo, dove si occupa soprattutto delle sfide dell urbanistica sostenibile. c In che cosa consiste il rinascimento urbano? Si tratta in primo luogo di uno sviluppo socioeconomico: una società che diventa sempre più dinamica, composta da molti più single e anziani, in cui la famiglia tradizionale perde il suo ruolo centrale. Le unità economiche assumono dimensioni più ridotte e il numero di liberi professionisti aumenta. Inoltre i nuclei familiari sono formati da più persone che hanno tutte un impiego. Di conseguenza cresce la domanda di asili nido e di altre strutture che rispondano alle esigenze quotidiane. La gente vuole vivere in un luogo che le permetta di raggiungere tutto a piedi. È per questo che la cultura urbana sta vivendo un rinascimento. Dove dovrebbero nascere questi quartieri urbani? Abbiamo effettuato studi nelle cittadine di Aarau, Olten e Grenchen. Nelle zone edificabili e nelle ex zone industriali di quelle località sono presenti ancora molte aree che presentano un potenziale di densificazione. Oggi la Confederazione potrebbe addirittura emanare un divieto assoluto di edificazione per i terreni non edificati: per ottenere spazio a sufficienza per i futuri residenti, basterebbe ad esempio utilizzare le zone industriali dismesse e i vecchi insediamenti risalenti agli anni 50. Non credo tuttavia che in Svizzera arriverà una forte ondata di immigrazione. Servono più grattacieli? No, non servono più grattacieli. Le superfici esistenti offrono molta più capacità di quanto non si pensi. In Svizzera c è ancora spazio. L importante è progettare con precisione quartieri compatti: e a quel punto i grattacieli non saranno più così importanti. Comunque ovviamente non ho niente in contrario a un grattacielo qua e là. È chiaro però che in Svizzera si sente meno l esigenza di erigere grattacieli, tranne forse che nell agglomerato di Zurigo. Con l aumento dei nuclei familiari piccoli, in Svizzera la superficie abitativa media per persona, già alta rispetto al resto del mondo, continua a crescere. Un incremento esponenziale dei metri quadri abitati per persona dovrebbe portare gradualmente a raggiungere il punto di saturazione. Un po di lusso però non è certo un delitto: dopotutto siamo al mondo per vivere in modo piacevole. Le abitazioni grandi non rappresentano un problema se dotate di impianti energetici che le rendano ecosostenibili. E in futuro non ci saranno problemi perché le case a emissioni zero, ossia quelle che coprono autonomamente il proprio fabbisogno energetico, saranno all ordine del giorno. Quando convivono o addirittura si fondono forme di utilizzo e di insediamento urbane e agricole, in urbanistica si parla di «desakota», un espressione nata nella regione asiatica. La Svizzera è un desakota? Metà della popolazione mondiale non vive in città, bensì in quel tipo di contesto. È un modello di urbanizzazione del futuro. In Svizzera il Mittelland è una bella variante di un desakota. Tutta l Europa occidentale costituisce un ottimo esempio di ambiente di vita sostenibile: l infrastruttura tecnica è buona, l approvvigionamento energetico e alimentare e lo smaltimento dei rifiuti funzionano, e tra le città c è una buona mobilità. Nonostante la lamentata crisi, l Europa funziona meglio di altre parti del mondo. n 6

7 Per soddisfare il bisogno di nuovi spazi abitativi, non servono per forza grattacieli. I quartieri indipendenti compatti sono il futuro. L immagine in alto mostra il quartiere ad alta densità Tribschen di Lucerna, quella in basso l edificio Südpark di Basilea. next floor 7

8 Densificazione edilizia TESTO ULRIKE NICHOLSON FOTO JULIEN VONIER Nella valle del Glatt, a nord di Zurigo, i ritmi di crescita sono tra i più dinamici della Svizzera. Per gestire l aumento demografico a livello territoriale, nel piano direttivo cantonale sono state stabilite strategie che prevedono la densificazione degli insediamenti esistenti e al contempo promuovono la presenza di sufficienti aree verdi e l integrazione socio-spaziale. Un buon esempio in questo senso è l area Richti di Wallisellen, che sorge al centro della fiorente valle del Glatt. Dopo che la zona industriale tra la stazione ferroviaria di Wallisellen e il centro commerciale Glatt era rimasta inutilizzata per circa vent anni, ne è stato riconosciuto il potenziale nascosto. Visti gli ottimi collegamenti tramite i mezzi pubblici (S-Bahn, autobus e ferrovia Glattalbahn) e il traffico individuale motorizzato, essa si prestava ad essere trasformata in un nuovo quartiere con appartamenti, uffici e attività commerciali. I lavori nei metri quadrati che compongono l area sono iniziati nel 2010 e sono stati completati in diverse fasi a partire dall estate Da area dismessa a quartiere vivace Per trasformare la zona industriale Richti in un vivace quartiere residenziale e lavorativo, è stata avviata una densa edificazione, con grandi edifici a blocco chiuso e una torre. Dai progetti di sei studi di architettura è nata un area che dimostra come, oltre alla varietà architettonica e all atmosfera urbana, conti anche la qualità degli spazi a contorno. Spazi pubblici come compensazione Oggi il quartiere Richti ospita sei edifici a corte a sei piani e un grattacielo di uffici, che offrono appartamenti per 1200 persone e uffici per oltre 3500 lavoratori. È già stato quasi tutto venduto o affittato. «Dei 488 appartamenti totali, ne rimangono ancora uno in affitto e cinque in vendita» afferma Matthias Meier, il responsabile della comunicazione di Allreal, società immobiliare zurighese che in quanto imprenditore totale si è occupata dello sviluppo e della realizzazione del quartiere. Il masterplan è stato firmato dall architetto e urbanista Vittorio Magnago Lampugnani, professore del Politecnico federale di Zurigo e direttore dello Studio di Architettura di Milano. L idea che ha proposto offriva un alternativa ai tappeti di case unifamiliari e ai monotoni complessi di uffici che di solito divorano gli spazi dell agglomerato. Nell area Richti è infatti stato creato un pezzo di città, che include fitti edifici a blocco chiuso, strade ben definite, un viale, portici, cortili verdi e una piazza centrale. Il progetto di Vittorio Magnago Lampugnani dimostra che l edilizia ad alta densità non preclude la presenza di piacevoli spazi a contorno. «Per compensare la densità servono spazi pubblici che offrano alle persone una buona Strade, vie, cortili interni e una piazza nel cuore del quartiere Richti: nonostante l alta densità, c è atmosfera. 8

9 Facts & Figures Lavori Marzo 2010 estate 2013 Superficie utile m 2 Investitore Gruppo Allreal Sviluppo del progetto Allreal Generalunternehmung AG, Zurigo Masterplan Prof. Vittorio Magnago Lampugnani, Zurigo/Milano Architetti Wiel Arets Architects, Maastricht / Amsterdam / Zurigo Imprenditore totale Allreal Generalunternehmung AG, Zurigo Ascensori 15 ascensori per persone Schindler 5400 Eurolift: Blocco chiuso, settore 1 6 impianti duplex e 3 semplici Torre, settore 7 6 ascensori per persone Schindler ascensore per i pompieri Schindler 2600 Cust Settore 6 11 ascensori per persone Schindler Schindler qualità di vita, possibilità di movimento e occasioni di incontro e identificazione» spiega l urbanista, che ha preso come modello le strutture tipiche di una città europea fitta e variegata. Non intende solo i cortili interni dotati di aree giochi per bambini, percorsi pedonali e sedute, ma anche la piazza pubblica al centro del quartiere e la Richtiarkade, una strada ispirata alla cultura urbanistica italiana, che attraversa in lunghezza tutta l area e accoglie negozi e caffetterie sotto file di portici. Molti architetti per una varietà maggiore Affinché il nuovo quartiere offrisse un adeguata varietà di utilizzo e di soluzioni architettoniche, sono stati coinvolti sei diversi studi. Vittorio Magnago Lampugnani non ha solo elaborato il masterplan, ma ha anche progettato uno dei sei edifici a blocco chiuso. Gli altri sono stati affidati agli studi SAM, Max Dudler, Joos & Mathys e Diener & Diener, che si sono occupati ognuno di un edificio diverso. I progetti della torre amministrativa Allianz Suisse, alta quasi settanta metri, e del relativo edificio a blocco chiuso sono invece stati realizzati dallo studio olandese Wiel Arets. La costruzione della torre, un tipo di struttura che come l edificio a blocco chiuso è essenziale nell edilizia ad alta densità, ha permesso di ottenere la superficie necessaria per creare la Richtiplatz nella parte settentrionale del settore 7. In quanto principale locataria, Allianz Suisse ha chiesto che i due blocchi avessero gli esterni coordinati. L intero complesso è rivestito da una facciata in vetro con finestre a cassetto dove è stata c next floor 9

10 Densificazione edilizia Il nuovo quartiere Richti rianima una ex zona industriale tra la stazione ferroviaria, i binari della Glattalbahn e il raccordo autostradale. c stampata una foto della parete in marmo del padiglione costruito a Barcellona dall architetto Mies van der Rohe nel Inoltre Allianz ha chiesto una soluzione che mettesse in collegamento anche le superfici utili interne dei due edifici. Gli architetti di Wiel Arets hanno sviluppato un idea che tiene conto di efficienza e sicurezza, ma anche dell esperienza spaziale: sono state costruite passerelle tra l edificio a blocco chiuso e il grattacielo e anche un articolato collegamento verticale all interno della torre. Ad esempio dall atrio parte una scultorea scala a vista che conduce ai singoli piani passando da vari spazi aperti a più livelli. Per un accesso più rapido sono presenti sei ascensori per persone e un ascensore per i pompieri. Salendo in cima all edificio, al 17 piano, si può ammirare una vista incontaminata su tutta l area Richti. Da questa prospettiva si distinguono bene le peculiarità urbanistiche del quartiere. Infatti mentre i lavori nella ex zona industriale nel frattempo sono stati completati, in altri punti della valle del Glatt sono ancora in corso, e la densa struttura urbana dell area Richti, da cui è nato un pezzo di città dall evidente vitalità, sembra rimanere l eccezione. n 10

11 Klybeckstrasse, uno degli assi principali del quartiere Matthäus. Densificazione qui non è una parola alla moda, ma piuttosto un dato di fatto. E da ben cent anni. Gli abitanti del quartiere Matthäus di Basilea, molti dei quali sono stranieri, vivono e lavorano a stretto contatto. A lungo questa parte della Kleinbasel bassa è stata considerata un luogo senza qualità, ma nel corso dei decenni il brutto anatroccolo è diventato un quartiere affascinante, persino di tendenza. Da brutto anatroccolo a quartiere di tendenza Scorcio della Unterer Rheinweg dall attracco dei traghetti sul Reno. TESTO KATRIN AMBÜHL FOTO JULIEN VONIER Orozlan, Kotopoulis, Chebbah, Useini, Kofmel. I nomi sui campanelli delle case dipingono un pezzo di Svizzera che assomiglia a un villaggio globale. Questa impressione viene confermata facendo un giro nel quartiere. Feldbergstrasse e Klybeckstrasse, i due assi principali di Matthäus, sono costellate da chioschi di kebab, ristoranti indiani e imprese di pulizia albanesi, che sorgono accanto a locali di tendenza e piccoli negozi di design. «Matthäus è amato soprattutto dai più giovani, che apprezzano la vivace vita multiculturale del quartiere» afferma Roland Frank, direttore dell Ufficio per lo sviluppo dei quartieri. «Cresce anche il numero di famiglie svizzere che tornano a trasferirsi qui» aggiunge. Non è sempre stato così, perché per decenni il quartiere è stato considerato un area degradata. «Matthäus è il quartiere di Basilea con la più alta densità di insediamento e presenta un elevata percentuale di stranieri, pari al 51,2%» spiega Roland Frank, anche vicedirettore del reparto Sviluppo cantonale e urbano di Basilea. Il motivo di una densificazione tanto massiccia è semplice. Matthäus fu costruito a fine XIX secolo come quartiere per i lavoratori. Fu in quell epoca che l industria chimica divenne un settore importante a Basilea. Servivano operai per la produzione di colori e in seguito di medicinali. «Quando il quartiere venne fondato, l edificazione procedette a ritmi spediti e gli conferì un aspetto uniforme» racconta Roland Frank. Accanto alle abitazioni sorsero anche negozi, botteghe e officine, dove lavoravano costruttori di bare, falegnami e c next floor 11

12 Densificazione edilizia c sarti. «Quel carattere di quartiere abitativo-commerciale si è mantenuto fino ai giorni nostri» afferma l esperto di sviluppo urbano. Tuttavia, come si vede chiaramente oggi, dagli anni 60 quell uniformità cominciò a sgretolarsi. Negli anni 70 comparvero edifici costituiti da blocchi di cemento, schiacciati tra case di mattoni con cui erano in netto contrasto. Le cose sarebbero potute peggiorare ulteriormente se un attivo gruppo di abitanti non si fosse battuto con passione per il proprio quartiere. Un pioniere della prima ora è l architetto Ruedi Bachmann. La sua roccaforte era ed è Bärenfelserstrasse, che corre al centro di Matthäus parallelamente al Reno e a Klybeckstrasse. Una strada residenziale tranquilla, verdeggiante e quasi idilliaca. Le persone qui si salutano e la maggior parte si conosce. Bärenfelserstrasse è il cuore del movimento di cittadini che nacque negli anni 60. All epoca studente, Ruedi Bachmann si trasferì nel quartiere insieme ad altri che avevano le sue stesse convinzioni. Gli alloggi erano economici, perché molti lavoratori immigrati dall Italia e dalla Spagna avevano perso il lavoro a causa della crisi petrolifera ed erano stati costretti a tornare in patria. Con gli studenti arrivò anche la resistenza. «Era un non quartiere» racconta Bachmann, stimando che negli anni 70 circa il 50 per cento delle case fu demolito e sostituito da condomini. Lui e gli altri attivisti cominciarono ad opporsi. «Qui siamo, qui rimaniamo e diciamo la nostra»: così l attivista riassume lo spirito che li animava. Da studenti a proprietari di immobili Gli attivisti guidati da Ruedi Bachmann trovarono un modo per fermare o per lo meno frenare il declino del quartiere e la speculazione fondiaria: l acquisto collettivo. Fondarono infatti una cooperativa e una fondazione pensionistica con cui potevano comprare beni immobili. «Gli studenti divennero proprietari di case e questo fu determinante per avere un peso» afferma Bachmann. Grazie a queste iniziative gli attivisti di Bärenfelserstrasse comprarono sempre più immobili nella loro via. Negli anni 80 lottarono anche contro la demolizione di una fabbrica in stile Liberty, in cui erano stati prodotti termosifoni e in seguito Araldite. Per oltre 30 anni la fabbrica fu destinata a usi temporanei, poi venne finalmente ristrutturata e oggi è un vivace complesso che combina residenze e studi. Queste iniziative private furono accompagnate da numerosi interventi pubblici. Uno di questi fu il progetto di una strada residenziale. Inizialmente era prevista per Oetlingerstrasse, ma in seguito all opposizione dei cittadini, nel 1977 fu realizzata nella parallela Bärenfelserstrasse. «Era la prima strada residenziale della Svizzera» spiega Bachmann. Non solo bello, ma vivo Gli attivisti di Bärenfelserstrasse però non volevano che il quartiere fosse soltanto bello, ma anche vivo. Per questo motivo dal 1978 organizzarono regolarmente feste per le strade del quartiere, con mercatini delle pulci, stand di giochi e ovviamente bancarelle gastronomiche che proponevano piatti da tutto il mondo. «Grazie a queste attività gli stranieri che abitavano a Matthäus riuscirono a integrarsi» ricorda Ruedi Bachmann. E questo accade ancora oggi, perché la tradizione delle feste del quartiere continua. Un progetto cruciale per la valorizzazione di Matthäus fu la costruzione della tangenziale nord. Negli anni 70 era prevista un autostrada urbana che secondo i piani originali avrebbe dovuto attraversare Matthäus, aumentando il traffico e diminuendo la qualità della vita. Dopo lunghe discussioni politiche e una decisa opposizione degli abitanti, nel quartiere la tangenziale nord fu costruita sottoterra, tra il 1994 e il 2000: ora attraversa Horburgstrasse e conduce al confine settentrionale del quartiere passando accanto alla zona verde di Dreirosen, che dopo la conclusione dei lavori per l autostrada urbana è stata riorganizzata in un parco con area giochi. «Abbiamo tenuto duro» dice Bachmann, che ancora oggi aiuta allo sportello del quartiere e ogni tanto scrive per il giornale di quartiere Mozaik. In copertina si legge «Mladi mali bazel, giovane Kleinbasel» e all interno ci sono articoli in turco, albanese, inglese o arabo. Sono lingue che si sentono spesso anche in Matthäuskirchplatz. «La piazza è un luogo di incontro» afferma Coosje Barink, da 20 anni pastore della chiesa di Matthäus, oasi di tranquillità nel cuore del quartiere. «In piazza si incontrano ogni giorno molte donne turche, serbe, kosovare e svizzere, che chiacchierano e lavorano a maglia o all uncinetto mentre i figli giocano ai giardinetti». Qualche anno fa la chiesa è stata ristrutturata e la Kirchplatz è stata valorizzata da una grande area giochi e da isole verdi. «Questa chiesa e questa piazza fanno parte della mia vita quotidiana» dice la donna pastore. «Infatti vorrei rimanere qui anche dopo quest estate, quando andrò in pensione». È grazie a persone come lei, come Ruedi Bachmann e come tanti altri che rimangono qui e si impegnano, che il quartiere Matthäus è come è oggi: un luogo denso, vivo e dove vale la pena vivere. n 12

13 Densità demografica Ginevra Basilea Zurigo Losanna Berna Winterthur / km² / km² / km² / km² / km² / km² Impressioni dal quartiere Matthäus, che con abitanti per chilometro quadrato è la zona con la più alta densità demografica in Svizzera. In alto: angolo Bläsiring / Unterer Rheinweg A sinistra: Ruedi Bachmann davanti a Bärenfelserstrasse 28 In basso: edificio residenziale in Unterer Rheinweg A destra in basso in alto: centro ricreativo Dreirosen A destra in basso: nonostante la densità non mancano preziosi cortili Sembra che la densità di popolazione più alta al mondo sia stata raggiunta a Kowloon Walled City, un quartiere di Hong Kong, demolito nel Gli abitanti erano su una superficie di soli 0,026 km², che corrisponde a una densità record: abitanti/km². In Europa, Parigi registra una densità demografica molto elevata, con abitanti/km²; l arrondissement con la densità maggiore è l 11 (Popincourt), che accoglie abitanti/km². Il quartiere più densamente popolato di tutta l Europa si trova nella città spagnola L Hospitalet de Llobregat: nel quartiere Florida, su un chilometro quadrato vivono circa persone. next floor 13

14 Architettura giapponese Hiroyuki Shinozaki Architects / Foto: Hiroyasu Sakaguchi Fuse-Atelier / Foto: Shigeru Fuse Sou Fujimoto Architects / Foto: Iwan Baan NAF Architect / Foto: Toshiyuki Yano 14

15 Il Giappone vanta gli architetti più creativi al mondo. Attingendo a una varietà di forme apparentemente inesauribile, riescono a concepire soluzioni abitative sempre nuove e interessanti. SANAA / Foto: Iwan Baan La tipica casa unifamiliare svizzera sembra uscita da una catena di montaggio. Le scelte degli architetti giapponesi sono più coraggiose. L elevata tassazione, il sovraffollamento e le condizioni di luce sfavorevoli li portano a creare piccoli paradisi abitativi anche su 25 metri quadrati. E a costi relativamente bassi. Impariamo dal Giappone: organizzazione intelligente di spazi ristretti TESTO CHRISTIAN TRÖSTER Se chiedessimo a un bambino svizzero di disegnare una casa, quasi sicuramente otterremmo un quadrato con un tetto a punta. Il motivo di questa scelta andrebbe probabilmente cercato nelle casette delle fiabe dei fratelli Grimm, nonché nella tristesse degli edifici di alcuni centri residenziali. La tipica casa quadrangolare dal tetto a punta è così radicata nella psiche svizzera che perfino i progetti degli archittetti non si discostano dallo stereotipo infantile e gli uffici tecnici impongono il tetto a due spioventi, precludendo ogni spazio alla fantasia. Come si spiegherebbe, altrimenti, il fatto che le forme del Modernismo classico quelle riferibili al Bauhaus di alcuni centri residenziali siano già considerate troppo ardite, nonostante abbiano già un secolo? Impariamo dal Giappone Per rendersi conto di quale grado di innovazione architettonica si può raggiungere oggi, occorre recarsi all altro capo del mondo: in Giappone. Qui, da alcuni anni, vengono realizzati capolavori che in Svizzera sarebbe difficile immaginare. Per esempio case incredibilmente spaziose che sorgono su terreni minuscoli, ma spesso talmente strette da essere chiamate «unagi-no-nedoko», cioè letti per anguille. Oppure abitazioni di forma irregolare e composte da volumi annidati l uno nell altro, con pareti ondulate oppure scoscese come pendii alpini. I progetti sono così arditi che gli architetti arrivano a impilare più case con tetti spioventi. Si viene così a creare uno spazio abitativo dalla curiosa struttura a incastro, che è nel contempo un commento ironico sullo stile antiquato degli edifici e sulla densificazione urbana. Le case giapponesi destano meraviglia, oltre che per la fantasia formale e la voglia di sperimentare, anche per l organizzazione spesso intelligente dello spazio. I locali vengono disposti a pila o a incastro, sfruttando anche gli angoli acuti e creando collegamenti sorprendenti. Oppure vengono sviluppate formule completamente nuove, come quella scelta per la famosa Casa Moriyama, a Tokyo. L abitazione è scomposta in ambienti indipendenti, distribuiti sul lotto, e si configura come una città in miniatura con vie e piazzole. Ryue Nishizawa, l architetto che l ha progettata (e che ha ideato anche la snella abitazione raffigurata nell immagine di copertina di questo numero), ha vinto il premio Pritzker 2010, il riconoscimento di architettura più prestigioso. La creatività degli architetti ha ragioni diverse e spesso dettate dalla necessità, prima fra tutte il fabbisogno di spazio. Il Giappone è uno dei paesi più densamente popolati al mondo. Ha un territorio prevalentemente montuoso e, di conseguenza, uno spazio limitato per i suoi 127 milioni di abitanti. Nell area metropolitana di Tokyo, dove vivono 36 milioni di persone, la densità abitativa è di abitanti per chilometro quadrato. A Zurigo questa scende a 4000 abitanti, a Losanna addirittura a Un altro fattore è rappresentato dalle elevate tasse di successione. Spesso la nuova generazione è costretta a vendere la porzione maggiore del lotto ereditato c next floor 15

16 Architettura giapponese c per poter tenere la più piccola. Quindi, a ogni successione, le superfici edificate vengono suddivise riducendosi, talvolta, fino a 50 metri quadrati, magari stranamente disposti a T, a strisce strettissime o a trapezio. Una normativa edilizia rigidissima Come se la sfida non fosse già abbastanza ardua, spesso solo metà del lotto è edificabile. Ciò richiede agli architetti, nello sviluppo del progetto, una certa capacità artistica. Quale committente svizzero si è mai trovato a dover costruire una casa unifamiliare su 25 metri quadrati? «I giapponesi lavorano in condizioni estreme» spiega Cathelijne Nuijsink, esperta di architettura. Nel suo libro «How to Make a Japanese House» presenta ventuno architetti e le loro creazioni e parla con profondo rispetto dei committenti: «Devono attenersi a un regolamento rigidissimo, che prevede il rispetto delle norme antisismiche e della distanza laterale di 50 centimetri dalla proprietà del vicino». Altri criteri obbligatori sono un esposizione minima alla luce diurna e il rispetto per la visuale dei vicini. Non ci sono limiti, invece, per quanto riguarda l estetica. Diversamente da quanto accade in Europa, non ci sono regole che prevedono il mantenimento di caratteristiche locali o storiche del paesaggio urbano. Di conseguenza i residenti non possono in alcun modo opporsi alle stravaganze dei vicini, a patto che vengano osservati tutti i criteri edilizi. Casa-I a Tokyo è stata progettata dallo studio Asai Architects in modo che le stanze del pianterreno siano lievemente ruotate rispetto alla strada. Per una maggiore privacy sono state aggiunte alcune piante. Dalla terrazza sul tetto i residenti, una famiglia di quattro persone, possono godere di una piacevole vista. Asai Architects / Foto: Taisuke Ogawa Costruire con budget limitati In Giappone i budget destinati all edilizia sono spesso sorprendentemente limitati, se rapportati alle difficoltà progettuali. Il costo medio delle abitazioni ammonta a soli franchi svizzeri, ben al di sotto del prezzo dei terreni, spesso divisi in modo irregolare. Architetti e committenti però, commenta Nuijsink, «fanno tutto il possibile per trasformare un pezzo di terreno a prima vista invivibile in uno spazio abitativo confortevole». L architetto australiano Alistair Townsend, che opera a Tokyo, fa notare un altro aspetto alla base della ricchezza delle forme edilizie. Le case giapponesi, osserva Townsend, hanno una durata minima e questo si riflette nel design. In Occidente, quando si costruisce una casa, si pensa quasi sempre a una rivendita e, di conseguenza, si scelgono soluzioni classiche. «Le idee originali» spiega Townsend «rappresentano un rischio d investimento». Al contrario in Giappone, dove dopo quindici anni la proprietà ha già perso il suo valore, i committenti non devono preoccuparsi di un acquirente futuro: semplicemente, non ci sarà. Generalmente questo porta, secondo l analisi condotta da Townsend, a un deprezzamento degli immobili privati. In compenso le case possono essere realizzate esattamente secondo le esigenze e il gusto del committente. L 87% di tutte le case acquistate in 16

17 Giappone sono case nuove, non abitate in precedenza. Nei paesi occidentali la percentuale scende all %. Il motivo principale dello scarso valore commerciale degli edifici vecchi sono i frequenti terremoti. Nel paese del Sol levante i terremoti, in una prospettiva storica, hanno portato a vedere gli edifici come qualcosa di poco durevole e a realizzarli in modo da poter essere ricostruiti velocemente e a basso costo. In quest ottica nascono oggi i progetti che destano così tanta ammirazione. Case con ambienti aperti e scale ripide, con piani liberi senza parapetto e una luminosità impensabile. Pavimenti di vetro, finestre aperte tra gli ambienti o stanze aperte, a doppia altezza, dove il pavimento della stanza superiore è allo stesso tempo tavolo per quella inferiore. Spesso le stanze vengono suddivise mediante pannelli trasparenti in materie plastiche ispirati alle tradizionali porte scorrevoli giapponesi in carta di riso o sistemi di tende. Sorprendente è anche l idea di sistemare cucina e camera da letto in un unica stanza. Le nuove forme dell abitare collettivo Le costruzioni giapponesi, spesso oggetto di ammirazione, rendono possibili nuove forme dell abitare collettivo. Particolarmente rappresentativa in questo senso è casa Moriyama, già oggi considerata uno dei maggiori simboli dell architettura ultramoderna giapponese. La scomposizione della casa in singole unità edilizie trasforma i corridoi in vie e gli ingressi in piazzole, ma non solo. Le dieci scatole bianche che insieme compongono l abitazione organizzano anche la convivenza in un modo diverso da quello abituale. Se un abitazione cessa di essere una struttura organizzata centralmente e diventa un complesso di elementi coesi, gli inquilini possono gestire distanza e vicinanza, individualità e collettività in maniera completamente differente da quanto farebbero, per esempio, in tre stanze con cucina, bagno e carport. Difficilmente si potrebbe concepire un modello più flessibile di condivisione di un abitazione tra persone non unite da legami familiari. Tuttavia, per quanto la nuova architettura giapponese si dimostri esemplare, il confronto con quella occidentale alimenta solo in parte l'autoflagellazione culturale degli europei. Anche in Giappone, infatti, le costruzioni creative rimangono eccezioni avanguardistiche. L alloggio prefabbricato più venduto si chiama xevoe. Daiwa, il suo produttore, ne consegna circa pezzi all anno: un numero che fa di xevoe la Toyota Corolla dei prefabbricati. Una soluzione talmente standard da poter essere tranquillamente inserita in ogni comune degli hinterland svizzeri. n Yuko Nagayama & Associates / Foto: Daici Ano Un aspetto che molti architetti giapponesi devono considerare nelle aree densamente edificate è l illuminazione. La casa di Yuko Nagayama Architects, nel distretto di Shibuya, Tokyo, si apre su un cortile interno. Le soffitte oblique, interamente in vetro, permettono alla luce di filtrare. L architetto Yo Yamagata sta lavorando a una sofisticata combinazione di luce diretta e indiretta per Casa-BB (Tokyo). Riferimento: Cathelijne Nuijsink, How to Make a Japanese House Paperback, 324 pagine, NAi Publishers, 2012 ISBN X (ISBN13: ) Yo Yamagata Architects / Foto: Forward stroke Inc. next floor 17

18 Sviluppo del centro Ginevra: nasce una nuova città nella città La città di Ginevra si sta preparando a un grandioso progetto di sviluppo urbano che non ha precedenti in Svizzera. Il progetto prevede la riconversione dell area PAV e con essa una riorganizzazione e densificazione di tutto il centro cittadino. TESTO JEAN-LOUIS EMMENEGGER CAD STUDIO DI ARCHITETTURA PIERRE-ALAIN DUPRAZ E PARTNER FOTO CLAUDE BOSSEL Già oggi, con i suoi abitanti per chilometro quadrato, Ginevra è la città Svizzera a più alta densità demografica. Presto, però, questo numero crescerà. Nell ambito della ristrutturazione che coinvolgerà l intera area Praille-Acacias-Vernets (PAV), sui 230 ettari di superficie sorgeranno sei nuovi quartieri. Il mandato di studio per la progettazione del nuovo settore Etoile è stato vinto dallo studio di architettura ginevrino Pierre-Alain Dupraz e Partner. PAV: un nuovo centro-città A Ginevra tutti conoscono l area PAV: il grande perimetro urbano è al centro di una totale riconversione. 140 dei suoi 230 ettari totali saranno occupati da appartamenti. L obiettivo degli urbanisti è riqualificare l attuale area commerciale e industriale in un nuovo centro cittadino misto e densificato. In totale saranno costruiti nuovi appartamenti che ospiteranno persone. Con questo innovativo progetto Ginevra punta a una densificazione del centro. Dal momento che il territorio cittadino, delimitato su ogni lato, potrebbe presto diventare troppo piccolo per il continuo aumento del numero di abitanti, Ginevra può svilupparsi solo in verticale. Il quartiere Etoile Uno dei sei settori del perimetro Praille-Acacias- Vernets sarà il quartiere Etoile, che sorgerà al centro. Etoile occuperà un area di 13 ettari e ospiterà, oltre ad appartamenti per 6000 persone, grandi magazzini, piccoli negozi e scuole dell infanzia, forse anche scuole, case di riposo e case di cura. L obiettivo è offrire ai futuri residenti uno spazio abitativo urbano 18

19 Veduta della «Place de l Etoile», cuore pulsante del futuro quartiere. che garantisca una qualità di vita il più possibile elevata. Il progetto selezionato, che tiene conto delle strade già esistenti, del traffico lento e dell accesso ai mezzi pubblici, prevede anche spazi verdi, parcheggi sotterranei e l ulilizzo di energie rinnovabili. Un team internazionale Il vincitore del concorso per la costruzione di Etoile è un team internazionale: i giovani architetti dello studio di Pierre-Alain Dupraz, che ha diretto il progetto, collaborano con due colleghi di Lisbona. Inoltre per i settori di ingegneria civile e mobilità/traffico sono rispettivamente responsabili Ingeni SA di Ginevra e Swisstraffic SA di Losanna. «Nonostante disponessimo di un approfondita panoramica delle caratteristiche locali, ho voluto integrare nel mio team ulteriori competenze tecniche. Perciò mi sono unito al portoghese Gonçalo Byrne, esperto in sviluppo urbano, e ho coinvolto gli architetti del paesaggio di Proap, che avevano appena vinto due concorsi a Ginevra. La valutazione completa del progetto che ne è risultata e l eccellente collaborazione dei due team di creativi di Ginevra e Lisbona alla fine hanno convinto la giuria a scegliere il nostro progetto» racconta Pierre-Alain Dupraz. Sette torri Il progetto Etoile soddisfa le specifiche del masterplan definito per questo quartiere. «In concreto significa che si prevede di costruire sette torri: tre più alte (172 m) e quattro più piccole (80 m)» precisa Pierre-Alain Dupraz. Tuttavia questi grattacieli saranno le uniche costruzioni di questo tipo in tutta l area PAV. L altezza è stata stabilita sulla base di un analisi che prevede tre diverse altezze per gli edifici preesistenti di Ginevra. L obiettivo primario è la creazione di spazi residenziali: il piano prevede la realizzazione di 1500 unità abitative di varia grandezza, tra cui vi saranno anche appartamenti popolari. Almeno un terzo del progetto consisterà in superfici abitative, mentre al massimo due terzi della superficie totale saranno c La qualità di vita sarà garantita da spazi di passaggio accuratamente progettati e provvisti di percorsi pedonali e ciclabili verdi, come quelli che fiancheggeranno la futura «Avenue de la Praille». next floor 19

20 Sviluppo del centro «Densificazione e qualità di vita ottimale» L opinione dell architetto Pierre-Alain Dupraz Pierre-Alain Dupraz, l architetto responsabile del team vincitore del concorso di architettura, di cui hanno fatto parte anche lo studio Gonçalo Byrne, gli architetti del paesaggio di Proap (entrambi di Lisbona), Ingeni SA (Ginevra) e Swisstraffic SA (Losanna). Come spiega il concetto di «densificazione urbana»? Pierre-Alain Dupraz: Densificazione urbana significa usare le aree edificabili di una città in modo che i progetti desiderati possano essere realizzati in maniera ottimale. Per raggiungere un determinato grado di densificazione si deve, di norma, costruire in altezza. La sfida consiste nel garantire comunque una elevata qualità di vita per i residenti, creando un buon equilibrio tra superfici edificate e aree libere o spazi verdi. Che cos è invece la riqualificazione? La riqualificazione è un lungo processo durante il quale una città si espande soprattutto ridestinando singole aree urbane o declassando determinate zone. Per esempio aree commerciali o industriali che prima si trovavano ai margini della città oggi sono nuovi quartieri, collegati con l esistente nucleo cittadino dai trasporti pubblici locali o da nuovi percorsi per il traffico lento. Come crede si svilupperanno le città svizzere nei prossimi decenni, in base alla legge sulla pianificazione del territorio? Densificazione urbana e riqualificazione sono risposte efficaci, accettate e sensate. Sono convinto che, per evitare l ulteriore dispersione degli insediamenti, la prima cosa da fare sia costruire la «città nella città». Se vogliamo preservare la periferia e la qualità del paesaggio, dobbiamo aumentare la densità edilizia delle città ed essere più flessibili nell applicazione di alcune norme. c riservati a uffici, negozi, servizi locali e strutture pubbliche. Nella progettazione delle aree e strutture pubbliche l architettura del paesaggio ha un ruolo determinante. I piani terra delle torri devono essere in stretta comunicazione con lo spazio pubblico, in modo che il quartiere acquisisca un carattere culturale e sociale. Mezzi pubblici e traffico lento Il settore Etoile sorgerà poco distante dalla futura stazione Lancy-Pont-Rouge della CEVA e sarà direttamente raggiungibile dai percorsi ciclabili. Questo permetterà agli abitanti del quartiere di raggiungere velocemente Ginevra centro, la stazione di Cornavin e l aeroporto internazionale di Ginevra servendosi del CEVA. Naturalmente ci saranno anche spazi verdi. Il progetto di Pierre-Alain Dupraz prevede quattro grandi isole e un area verde centrale. Nel quartiere residenziale sono previsti percorsi pedonali e parchi giochi. «Place de l Etoile» sarà il cuore verde pulsante del quartiere. Le due grandi aree pubbliche saranno collegate da percorsi pedonali e ciclabili. La Drize, il corso d acqua ora coperto, sarà rinaturalizzato. Per lo scorrimento del traffico lento saranno realizzati due assi. Al momento la sfida principale del progetto Etoile è l integrazione del nuovo Palazzo di Giustizia del Cantone di Ginevra. n 20

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