DONAZIONE e TRAPIANTO di ORGANI e di TESSUTI

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1 DONAZIONE e TRAPIANTO di ORGANI e di TESSUTI A cura del Coordinatore Locale Donazione e Trapianti Asl 1 dott. Ezio Szorenyi I TRAPIANTI NON ESISTONO SENZA DONAZIONI Ad oggi non è possibile sostituire un organo o un tessuto malato se non si dispone dell organo o tessuto sano. L atto di donazione è spontaneo, volontario e gratuito, non altrettanto invece può essere l atto, anzi gli atti sanitari che lo devono supportare fin dall inizio. In altre parole: i pazienti che oggi vivono con un trapianto sono il risultato, da una parte, di un atto di generosità di un individuo, dall altra di un grande e complesso lavoro di centinaia (tanti sono quelli implicati in ogni processo donazione-trapianto) operatori della sanità, e non solo, che preliminarmente rendono operative strutture, attrezzature, mezzi, persone, affinché si possa donare e successivamente, quando nonostante tutti gli sforzi sanitari, un paziente decede avendo espresso la sua volontà di donare i propri organi e tessuti, continuano il loro lavoro per: - Assistere i familiari in lutto, offrendogli una vera e propria relazione di aiuto. - Documentare e certificare il decesso. - Escludere che l organo o/e il tessuto donato presenti patologie trasmissibili al ricevente. - Rispettare le norme giuridiche in materia. - Ottenere l autorizzazione al prelievo del magistrato. - Individuare le caratteristiche immunologiche del potenziale donatore. - Confrontare queste caratteristiche con quelle di tutti i riceventi in lista di attesa. - Allertare i Centri di Trapianto perché avvisino i pazienti da trapiantare. - Allertare il personale delle Sale operatorie del Centro Prelevatore. 1

2 - Allestire con mezzi idonei l arrivo delle équipes chirurgiche di prelievo dalla città sede del Centro Trapianti alla città, sede del Centro Prelievo. - Allestire il trasferimento, spesso anche a molta distanza, degli organi e i tessuti prelevati, fino al Centro Trapianti dove è in attesa ed in preparazione il paziente che riceverà l organo. - Compilare, raccogliere e conservare in archivi ufficiali tutti i documenti relativi a quanto accaduto. Tutto questo accade sempre prima del Trapianto, inteso come atto chirurgico, ed è definito come Processo della donazione e prelievo di organi e tessuti. Questo complesso processo socio-sanitario che parte dall atto libero del donare e continua in tanti e così diversi atti tecnici professionali, deve essere supportato da un organizzazione efficiente e ben strutturata che possa avviare di nuovo il processo donazione e trapianto che tante e tante volte si interrompe, poiché tante sono le persone e gli operatori che a vario titolo vi sono coinvolti e tante sono le funzioni da svolgere, di natura spesso tanto diversa. Nei Paesi, Regioni ed Ospedali nei quali non esiste programmazione, organizzazione ed investimento in questo processo, i trapianti saranno ancora per molto tempo una terapia per pochi. UN GRANDE MODELLO ORGANIZZATIVO La Spagna ormai da anni detiene il primato di Nazione con il più alto tasso di donazione (p.m.p) ed il più alto tasso di trapianti (p.m.p); essa possiede oggi uno dei più efficienti Sistemi Organizzativi Sanitari a sostegno del processo di donazione e trapianto, l Organizacion Nacional de Trasplantes (ONT). L ONT è una struttura organizzativa a rete nella quale lavorano a tre livelli (Nazionale, Regionale e Ospedaliero) professionisti sanitari che, formati specificamente a tal fine, controllano totalmente tutte le fasi tecniche che costituiscono il processo 2

3 donazione-trapianto, essendone responsabili di fronte all autorità sanitarie e garanti di fronte al cittadino (donatore e ricevente). L operatore che in Spagna lavora a livello ospedaliero in questo campo è il Coordinatore Ospedaliero dei Trapianti che ha il compito di semplificare e facilitare il lavoro di più di 100 operatori implicati in ogni singolo processo di donazione (che talvolta può durare anche 20 ore) con il fine di permettere il corretto svolgimento di ogni fase di cui esso è composto. Dal giorno in cui questo nuovo aspetto organizzativo della donazione e del trapianto fu varato in seno al Ministero della Sanità Spagnolo, era il 1989, la Spagna non ha mai smesso di crescere come numero di organi donati e come numero di cittadini trapiantati. Il cittadino spagnolo che oggi necessita di un trapianto per sopravvivere ha oggi la maggiore possibilità di riceverlo di ogni altro cittadino al mondo. L IMPEGNO DELL ITALIA NELLE DONAZIONI In Italia, dal 1990 ad oggi, il numero di donatori di organi per milione di popolazione è cresciuto in modo continuativo tanto che nel 1999 si è avuto un incremento delle donazioni superiore al 10% rispetto all anno precedente. Nell anno 2004 abbiamo raggiunto i 21,6 donatori p.m.p, contro 17,1 donatori p.m.p della media europea. La Toscana è tra le prime Regioni in Italia e nel 2004 ha ottenuto il più alto tasso di donatori pma 31,6 nella sua storia, basta pensare che nel 1997 anno di inizio della nuova organizzazione voluta dalla Regione era di appena 10 pma..come abbiamo già detto tutti i programmi di trapianto devono poter contare su un supporto tecnico, un supporto legislativo ed un supporto organizzativo. La normativa a livello nazionale ha subito via via un adeguamento sempre costante che ha curato sia gli aspetti tecnici dell Accertamento legale della morte di un individuo da una parte, sia quelli del prelievo di organi e del trapianto dall altra. 3

4 Nel 1999 infine è stata approvata la legge 91 Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e tessuti con la quale si sono date disposizioni in merito: 1. all organizzazione a livello nazionale, regionale ed ospedaliera di tutte le attività che, insieme al trapianto, costituiscono il processi di donazionetrapianto; 2. alle funzioni del Coordinatore Locale, figura istituita precedentemente, con funzioni clinico-organizzative a livello Ospedaliero; 3. alla formazione professionale specifica degli operatori sanitari ed amministrativi coinvolti nelle attività connesse all effettuazione delle donazioni e dei trapianti; 4. la dichiarazione di volontà in ordine al prelievo di organi e tessuti. A questo riguardo, ognuno di noi, correttamente informato ha il diritto: 1) di essere informato adeguatamente a riguardo delle possibilità terapeutiche offerte dal trapianto; 2) di decidere se donare o meno i propri organi dopo la morte e di esprimere tale volontà nei modi previsti dalla legge, affinché questa venga rispettata; 3) di cambiare la propria decisione, precedentemente espressa, in qualsiasi momento lo ritenga opportuno. Presupposto indispensabile all attuazione della Legge 91/99 è appunto la preliminare ed accurata informazione di tutti i cittadini maggiorenni sulla donazione, prelievo e trapianto di organi, attraverso l invio di materiale specifico. L esistenza di grandi competenze tecniche, l adeguamento normativo ed organizzativo avvenuto nel nostro Paese hanno creato un valido presupposto per un rapido sviluppo dei programmi di trapianto in tutta l Italia. LA DONAZIONE REALTA DIVERSA Per il momento sono ancora però troppo evidenti le differenze tra i livelli di donazione delle varie zone geografiche dell Italia. Queste possono essere interpretate, 4

5 sulla base di quanto esposto fino ad adesso, come un diverso adempimento da parte delle amministrazioni pubbliche delle singole regioni, di quei doveri programmatori, organizzativi ed informativi nel settore. A conferma di ciò il rapido sviluppo dei programmi di donazione e trapianto che si è verificato nella Regione Toscana. Nell anno 1997 le basse capacità assistenziali della regione nei confronti dei pazienti in lista di attesa di un organo o di un tessuto spinsero l Amministrazione Regionale a varare una Nuova Normativa che realizzò ed applicò in tempi brevissimi in tutti gli ospedali toscani un sistema organizzativo innovativo, ispirato ai grandi principi del sistema organizzativo spagnolo, con alcune scelte peculiari, rivelatesi da subito vincenti, tanto da poter parlare di Modello organizzativo Toscano. Ecco i punti fondamentali: - Grande investimento di risorse nel settore donazioni e prelievi (come abbiamo detto precedentemente, tutto quello che accade prima del trapianto). - Nomina del Coordinatore Ospedaliero della donazione, un medico che lavora a tempo pieno negli ospedali e gestisce tutte le fasi del processo di donazione-prelievo, curando con particolare attenzione, da una parte, il rapporto e la relazione di aiuto con i familiari del donatore, dall altra i rapporti con il settore dell informazione: stampa, TV, Radio, la cui collaborazione è da sempre indispensabile. - Grande attenzione alla donazione dei tessuti (cornee, valvole cardiache, tessuto osseo, tessuto cutaneo) i cui programmi di donazione sono stati attivati progressivamente man mano che il sistema si andava consolidando. - Successiva applicazione del modello organizzativo al programma donazione di organi. REALTA DELLA REGIONE TOSCANA Oggi la Toscana è la prima regione in Italia per donazione di Cornee, Valvole Cardiache, Tessuto Osseo e Tessuto Cutaneo ed una delle prime regioni per donazioni di Organi; oggi i cittadini toscani sono tra quelli che hanno più possibilità di essere trapiantati se ne avessero bisogno. 5

6 Questo, oltre a permetterci di assistere quantitativamente un grande numero di pazienti in lista di attesa, ci ha anche permesso di fare una scelta qualitativa, istituendo in poco tempo una Banca Regionale dei Tessuti, cioè una serie di laboratori dove sanitari con specifica professionalità valutano e certificano tutti i tessuti donati e prelevati negli ospedali toscani, per poi distribuirli, secondo criteri di necessità, ai Centri di Trapianto toscani e non, e quindi ai cittadini che ne hanno bisogno. 6

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