Kygyzistan - Politica: Jeenbekov accelera sul fronte estero

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1 Mensile d informazione per operare nelle Repubbliche dell'eaec A cura di Intesa Sanpaolo con la collaborazione de Il Sole 24 ORE 14 marzo N. 16 Kygyzistan - Politica: Jeenbekov accelera sul fronte estero Kyrgyzstan - Finanza: Mosca abbuona altri 240 milioni di dollari di debito estero Kazakhstan - Metallurgia: la filiera siderurgica cresce anche con gli acciai speciali Bierlorussia - Finanza: Minsk prepara emissione di eurobond Kyrgyzstan - Politica estera: procede trattativa per nuovo trattato di cooperazione economica con Unione Europea Bieloussia - Filiera Forestale: bene l export, migliorano i conti delle imprese Kyrgyzistan Telefonia: ripartono le gare per Alfa Telecom

2 EDITORIALE N.16 Kygyzistan - Politica: Jeenbekov accelera sul fronte estero I primi 100 giorni della sua presidenza si sono svolti sotto il segno di un rilancio delle relazioni con gli Stati confinanti. L obiettivo è di chiudere vertenze che nella Regione Centroasiatica si trascinano da anni. Mentre, sul fronte interno, l obiettivo prioritario è la difficile sfida contro criminalità e corruzione In marzo il nuovo presidente del Kyrgyzistan (ex Primo Ministro) Sooronbai Jeenbekov, ha tagliato il traguardo simbolico dei primi 100 giorni di governo. Il bilancio viene generalmente considerato come positivo. Sia per quanto riguarda la stabilità politica acquisita dal Paese e confermata dopo le ultime elezioni, giudicate quasi unanimemente come eque e corrette. Sia per quanto riguarda la diplomazia con cui si è mosso su diversi fronti. Grazie (ex) Presidente ma ora tocca a me Il primo passo simbolico si è svolto nel segno della continuità, con il conferimento della medaglia di Eroe della Repubblica al presidente uscente (e suo principale sponsor) Almazbek Atambayev. Dopodiché però lo stesso Atambayev ha evitato qualsiasi eccesso di presenzialismo politico. Ed è un segnale positivo. Immediatamente dopo, si è svolta la visita d obbligo a Mosca dove Jeenbekov si è incontrato sia con il presidente Putin che con il primo ministro Medvedev, a conferma che la Russia è il partner economico e politico di riferimento del Paese. Dopodiché il neopresidente si è impegnato in una serie di trasferte all estero con l obiettivo di accelerare la soluzione dei principali problemi rimasti aperti con gli altri Stati confinanti. Sono questioni che riguardano la delimitazione dei confini, la gestione dei bacini idrici, le procedure doganali e commerciali. Lite con Nazarbayev è acqua passata... Con il Kazakhstan innanzitutto. Jeenbekov si è incontrato con il presidente Nursultan Nazarbayev sia in occasione di un summit sulla sicurezza dell area tenutosi a Minsk, sia in un successivo viaggio ad Astana, sia in occasione di un incontro informale tenutosi a Dushanbe e promosso dallo stesso Valdimir Putin. E i flussi tra i due Paesi, che erano stati in parte bloccati nel quarto trimestre 2017 a causa dell interferenza di Nazarbayev nelle presidenziali tagike, con un visibile sostegno al candidato Omurbek Babanov, avversario di Jeenbekov, sono ripresi regolarmente. Sgarbo perdonato e pace fatta. In realtà la vicenda era nata da un classico conflitto tra leader un po autocratici. Nazarbayev da un lato, intenzionato da sempre a consolidare il ruolo suo e del Kazakhstan nella determinazione degli equilibri politici della Regione. E Atambayev dall altro, poco disposto ad accettare intromissioni esterne in casa sua. Nel caso specifico Babanov, che è un personaggio dotato di una ricchezza personale molto consistente (cementifici in Russia, commercio di petrolio e auto, attività televisive) era stato accusato di corruzione e di aver fomentato le manifestazione dei cittadini di origine uzbeka a Osh, tanto da essere allontanato dallo stesso ex presidente Atambayev, di cui era stato, per breve tempo, Primo Ministro. 1 / 16

3 Con Tashkent si prosegue sulle basi poste nel 2017 Clima distensivo anche dopo il viaggio di Jeenbekov a Tashkent dove il compito più immediato riguardava l effettiva implementazione di quanto già previsto sulla carta a seguito degli accordi siglati nel 2017 dal nuovo presidente uzbeko Shavkat Mirziyoev (molto più flessibile del suo predecessore, Karimov) con l ex presidente kyrgyso Atambayez. Gli accordi coprono buona parte dei chilometri di frontiera comune tra i due Paesi. Resta però da definire, e la cosa si spiega in quanto la questione è oggettivamente complessa, la situazione di alcune enclave in territorio tagiko abitate in prevalenza da uzbeki. La principale è Sokh dove in passato sono avvenuti anche diversi scontri della popolazione con Autorità e forze di polizia locali. Ma oggi appare probabile che il problema si stemperi, grazie a nuove misure di liberalizzazione dei transiti e di agevolazione dell interscambio tra i due Paesi, definite in occasione della visita di Jeenbekov Tashkent. Infine con un viaggio del neopresidente kyrgyso a Dushanbe, avvenuto agli inizi di febbraio, è stato rilanciato anche il dialogo con il Tajikystan, dove il problema fondamentale è la delimitazione di una settantina di aree situate al confine dei due Paesi, che si estende per 970 chilometri. In realtà per una parte (700 chilometri) la questione è stata risolta da un accordo siglato tre anni fa. Ma per i 270 chilometri restanti, che coprono aree popolate e importanti infrastrutture (strade, irrigazione) costruite prevalentemente dal Kyrgyzstan, il problema è più complesso. Anche per l esistenza di importanti enclave tagyke in territorio kyrgyso come Borukh. In questo caso la soluzione è stata identificata prevalentemente da una serie di accordi che agevolano movimenti e permanenze dei cittadini dei rispettivi Paesi da entrambi i lati delle frontiere. Accanto a iniziative collaterali che riguardano principalmente formazione e ricerca, salute e lotta al crimine e contrabbando. Lotta alla corruzione e criminalità: saltano le prime teste Sul fronte interno, invece, il neopresidente sta prendendo le misure per accelerare la lotta alla criminalità e alla corruzione. In questo contesto vanno lette anche le sue inattese critiche all inefficacia dell azione del Consiglio Nazionale di Sicurezza, sulla base del fatto che solo un terzo dei crimini registrati riesce a essere trattato dai Tribunali del Paese, dove peraltro la metà degli accusati viene poi assolta. Analoghe osservazioni per l operato del Dipartimento di controllo della corruzione della Procura Generale della Repubblica, il cui direttore è stato dimesso assieme a una dozzina di quadri. Tutti accusati di svolgere la propria attività con l obiettivo di consolidare un proprio potere autonomo, indipendentemente dal ruolo funzionale a cui invece erano preposti. Del nuovo presidente sono stati apprezzati infine alcuni segnali di correttezza formale con particolare riguardo al non coinvolgimento della famiglia in attività ufficiali e anche a dettagli minori come la discrezione con cui si muove, riducendo al minimo l apparato cerimoniale in occasione dei suoi spostamenti. 2 / 16

4 FINANZA E MERCATI N.16 Bierlorussia - Finanza: Minsk prepara emissione di eurobond L operazione è stata preceduta da un roadshow di presentazione organizzato da Citi e Reiffeisen. L ammontare previsto è attorno ai 600 milioni di dollari. E il Ministero delle Finanze sta valutando anche il mercato dei Panda Bond in Cina. La Bielorussia intende effettuare entro la prima metà dell anno un emissione da 600 milioni di dollari con scadenze a 10 e 12 anni. L annuncio è stato dato in occasione di una serie di incontri coi potenziali investitori nelle principali piazze europee e in Usa, organizzato da Reiffeisen International e Citi che saranno anche i co-manager dell operazione, accanto alla Development Bank bielorussa. Obiettivo: cogliere il momento favorevole di mercato (incluso il recente upgrading del debito in valuta) per consolidare la posizione esterna del Paese. In parallelo il Ministero delle Finanze di Minsk sta valutando un analoga operazione sui mercati asiatici, incluso quello dei cosiddetti Panda Bond cinesi (bond denominati in yuan di entità non cinesi) seguendo il recente esempio della Polonia. Nel 2017 la Bielorussia ha emesso due bond con rendimenti del 7,125% (800 milioni di dollari con scadenza 2023) e al 7,625% (600 milioni con scadenza 2027). E nel mese di dicembre il Ministro delle Finanze Vladimir Amarin, in occasione di un vertice ministeriale dell Unione governativa che lega Minsk a Mosca, ha ipotizzato anche una possibile operazione sul mercato russo. 3 / 16

5 FINANZA E MERCATI N.16 Kyrgyzstan - Finanza: Mosca abbuona altri 240 milioni di dollari di debito estero Fanno parte del finanziamento di oltre 2 miliardi di dollari erogato nove anni fa per finanziare la costruzione della centrale di Kambar Ata e la chiusura della base militare statunitense di Manas Il Governo russo ha ufficialmente cancellato altri 240 milioni di dollari di debito del Kyrgyzstan nei propri confronti. L operazione era stata peraltro già preannunciata nel maggio del 2017, in occasione di una visita di Stato a Mosca in cui erano stati immediatamente abbuonati 60 milioni. In tutto, sommando le due cifre, sono 300 milioni. Che fanno parte di un operazione nata 9 anni fa, sotto la presidenza di Kurmanbek Bakiyev (poi deposto) con un pacchetto di oltre due miliardi di dollari con cui il Governo russo aveva sostanzialmente finanziato la chiusura della base aerea statunitense di Manas, nei pressi di Bishek. Di questi, milioni erano ufficialmente destinati a finanziare la costruzione del complesso idroelettrico di Kambar Ata (1.900 Megawatt), che in realtà non è proseguita, in aggiunta ad altri 300 milioni a un tasso ridotto dello 0,75% e a 150 milioni a dono. Attualmente il maggior creditore del Kyrgyzstan (circa 41%) il cui debito estero complessivo, alla data del 30 settembre 2017, ammontava a 8,1 miliardi di dollari, è lo Stato cinese, principalmente attraverso la Eximbank, che ha iniziato a finanziare in modo consistente il Paese a partire dal 2010, principalmente per la costruzione di strade e per iniziative nel settore energia. I prestiti di Pechino hanno generalmente durata ventennale e tassi attorno al 2% annuo. La parte restante del debito, che attualmente dovrebbe coprire una quota pari al 60% del Pil e il cui servizio assorbe circa il 6% delle entrate dello Stato, è nei confronti delle Istituzioni Finanziarie internazionali: principalmente Banca Mondiale e Banca di Sviluppo Asiatica (ADB). La quota della Banca di Ricostruzione e Sviluppo Europea (Bers) è invece quasi irrilevante. 4 / 16

6 SETTORI DELL'ECONOMIA N.16 Kyrgyzstan - Politica estera: procede trattativa per nuovo trattato di cooperazione economica con Unione Europea In gennaio prima riunione a Bihek con Luc Devigne, responsabile dei rapporti UE con i Paesi dell area. Tra le questioni economiche sul tappeto rientrano l esenzione dai dazi di ingresso in Europa su oltre 6 mila voci doganali e il supporto allo sviluppo dell economia rurale e dei servizi idrici. Agli inizi di marzo si è tenuta a Bishek la seconda sessione operativa per il nuovo accordo di Partnership Avanzata del Kyrgyzstan con l Unione Europea, che era stata annunciato nel dicembre dello scorso anno. Presente il capo negoziatore della UE, Luc Devigne, responsabile anche per i rapporti con la Russia e con i Paesi della Eastern Partnership. I principali interventi di cooperazione previsti (con relativi budget di supporto da parte di Bruxelles) riguardano i seguenti temi rientranti in un generale criterio di sviluppo sostenibile: - reti idriche e acqua potabile - sviluppo integrato dell economia rurale - formazione - rafforzamento delle istituzioni (principalmente nel settore della Giustizia) Nell immediato le Autorità di Bishek portano a casa un generoso elenco di voci doganali (oltre 6.000) che saranno esenti da dazi di ingresso nella UE ma a condizione che il Paese si adegui a un consistente numero di accordi internazionali. In occasione dell incontro di marzo sono stati affrontati anche aspetti operativi quali ad esempio l identificazione degli enti che dovranno gestire le procedure di certificazione dei prodotti. 5 / 16

7 SETTORI DELL'ECONOMIA N.16 Kazakhstan - Metallurgia: la filiera siderurgica cresce anche con gli acciai speciali Nuovi investimenti nel ferrosilicio. Ust-Kamenogorsk- Titanium and Magnesium Plant avvia joint venture con Eramet nel tantalio. E Tau Ken Samruk è in trattativa con Pechino per valorizzare il sito di Massalsky Yerlan Nigmatulin, uno degli esponenti più quotati della Nomenklatura e attuale presidente della Camera e capo della segreteria del presidente Nazarbayev, ha annunciato la realizzazione di un impianto per la produzione di ferrosilicio a Karaganda, di cui è stato akim (governatore). Avrà una capacità di 96 mila tonnellate anno e sfrutterà l energia prodotta dalla centrale a ciclo combinato N 3 del polo energetico di Karaganda recentemente rimodernata, con una potenza di 670 MW elettrici e una produzione oraria di calore pari a gigacalorie. L investimento previsto dalla società a cui fa capo il progetto (YDD Corporation LLP) e di cui Nigmatulin è azionista, è di 34,1 miliardi di tenge (106 milioni di dollari) di cui 24,1 saranno messi a disposizione dalla Banca di Sviluppo kazaka. Il Kazakhstan si prepara così a diventare uno dei grandi produttori mondiali di ferrosilicio, ha sottolineato Nigmatulin. Attualmente l altro produttore in Kazakhstan è Tau-Ken Samruk llp, società che fa capo al Fondo Sovrano Samruk Kazyna, con un impianto basato su due fornaci da 30 MW che è stato recentemente oggetto di aggiornamento tecnologico e ha una capacità di 23 mila tonnellate anno. E alimentato da giacimenti della vicina regione di Karaganda. Ma non si tratta soltanto di ferrosilicio. Vanadio ecologico Nel settore delle ferroleghe un altra recente operazione di notevole interesse strategico è stata messa a punto anche da UKTMP (Ust-Kamenogorsk- Titanium and Magnesium Plant), un altra società statale controllata da Samruk Kazyna, congiuntamente al gruppo francese Eramet, uno dei leader mondiali nel settore degli acciai speciali con particolare riguardo alle leghe di nickel e manganese. Si tratta della creazione di un sito in Francia localizzato in Alvernia per la produzione di acciaio al titanio con utilizzo sia della spugna di titanio prodotta a Ust -Kamenogorsk sia di rottame. Sarà gestito da una nuova società, EcoTitanium a cui UKTMP partecipa direttamente attraverso la controllata Ukad che ha una quota del 43,5%. Le quote restanti sono suddivise tra Eramet (41,3%) e Crédit Agricole (15,2%). Al finanziamento partecipano sia la banca Europea di Sviluppo sia diversi Enti regionali francesi. In realtà le prospettive di crescita nei prossimi investono l intera filiera siderurgica. Il Paese (che è anche un importante produttore di zinco, piombo, oro, rame) dispone di consistenti giacimenti e riserve di manganese, silicio, cromo, molibdeno, niobio, nickel, titanio, boro accanto al minerale di ferro e al carbone. Di seguito sono indicati i principali player della filiera: Le aziende leader MITTAL ARCELOR TEMIRTAU E il primo produttore siderurgico del Paese con una capacità complessiva di 4 milioni 6 / 16

8 di tonnellate annue di acciaio e una catena produttiva fortemente integrata. L acciaieria che è stata inaugurata nel 1960 in epoca sovietica e poi gradualmente ampliata e modernizzata con successiva cessione nel 1996 al gruppo Ispat e nel 2004 a Mittal Arcelor, è localizzata a Temirtau. Il tubificio è invece localizzato ad Aktau - estrazione di minerale di ferro dalle miniere delle regioni centrali e settentrionali del Paese - produzione di coke (3,5 milioni di tonnellate anno) a partire dal minerale (carbone) estratto dalle miniere della Regione di Karaganda - preparazione del minerale - produzione di acciaio per riduzione - colata continua - laminatoi a caldo e a freddo (prodotti lunghi e piani) - ricopertura (lamiere zincate, banda stagnata, lamiere impregnate di polimeri, lamiere in zinco alluminio) - produzione di tubi senza saldatura prevalentemente per l industria petrolifera. EURASIAN RESOURCES GROUP Con 61 mila dipendenti controlla una quota rilevante delle risorse minerarie del Paese. Opera sia nella filiera siderurgica che nel settore dell alluminio con giacimenti anche all estero: ematite nello Stato di Bahia in Brasile e bauxite nei pressi di Bamaco in Mali. Ferrocromo La controllata KazChrom (18 mila dipendenti) è il secondo produttore mondiale di ferrocromo. Opera in modo integrato. Il principale giacimento è situato a Donskoy nella Provincia di Aktobhe da cui estrae 3,4 milioni di tonnellate di minerale anno. Il 30% è esportato. La quota restante è trasformata negli impianti del gruppo situati sia nella stessa Donskoy, sia ad Aksu e Aktobe in aggiunta a Serov che però è situata in Russia. Ha avviato nel 2017 lo sfruttamento di un nuovo giacimento localizzato a Pervomayskoye nella regione di Kostanai. Minerale di ferro (concentrato e pellet) Eurasian opera nel settore attraverso la congtrollata SSGOPO ( Sokolov- Sarybai Mining Production Association). Estrae 40 milioni di tonnellate di minerale da giacimenti a cielo aperto localizzati a Sarbaisky, Kacharsky, Korzhinkolsky e Sokolovsky (quest ultima con attività anche sotterranee) da cui ricava 8 milioni di tonnellate anno di concentrato e 7 milioni di tonnellate di pellet. Occupa 20 mila dipendenti. Manganese Il gruppo produce 360 mila tonnellate anno di concentrato con tenore dal 20 al 40 per cento attraverso la controllata Kazmarganets Mining Enterprise. SAT&CO E coinvolta in un lungo processo di riconversione verso produzioni metallurgiche del polo chimico di Taraz (Khimprom) e di quello di Temirtau, che era uno dei principali centri di produzione di carburo di calcio dell ex URSS, con rinnovo e trasformazione di una parte degli altiforni. In aggiunta a impianti diversi: frammentazione, trattamento dei gas. Produce ferroleghe: ferromanganese, silicomanganese, ferronickel. Il manganese proviene dai giacimenti di Zapadniy Kamys (260 mila tonnellate anno di minerale) e Bogach nel distretto di Karaganda. Il nickel del giacimento di nickel e cobalto di Gornostayevskoye nel Kazakhstan Orientale che fa capo alle controllate KazNickel ed Ertis. UKTMP (UST-KAMENOGORSK TITAN -MAGNESIUM PLANT) E l unico produttore kazako di spugna di titanio settore in cui il Kazakhstan si colloca dopo Cina, Giappone, Russia con il 9% della produzione mondiale. Produce anche magnesio in forma di polveri e lingotti e pentossido di vanadio. TAU KEN SAMRUK Controllata dal fondo nazionale Samruk Kazyna e quindi con un ampio potenziale finanziario è investita dal Governo di Astana del ruolo politico strategico di rilanciare l intero settore minerario. E coinvolta in numerose iniziative early stage (mappatura ed esplorazione geologica) che cerca di gestire in collaborazione con partner stranieri e potenziali investitori. Nel settore della metallurgia ferrosa l operazione attualmente più rilevante è lo sviluppo del sito di Massalsky con 940 milioni di tonnellate di riserve di minerale di ferroso, per il quale sono in corso negoziati con partner cinesi. Gli sviluppi previsti sono l eventuale costruzione di un acciaieria da 940 mila tonnellate anno. Oppure, in sottordine, di un impianto per la produzione di concentrato. E inoltre alla ricerca di partner anche per sviluppare un giacimento localizzato Kayraktyi con riserve pari a 1,2 milioni tonnellate di tungsteno e 40 mila tonnellate di molibdeno in aggiunta a terre rare, e uno di dimensioni molto più contenute (14 mila tonnellate di molibdeno) a Katpar. Entrambi i siti sono nella regione di Karaganda. 7 / 16

9 VOSHKOD CHROME Controllata dal gruppo turco Yldirim estrae 1,3 milioni di tonnellate anno di minerale da un giacimento localizzato nella regione di Aktobe che trasforma in concentrato di cromo sia localmente sia in uno stabilimento localizzato a Tikhvin in Russia. Nella Tabella 1 sono indicati i dati della produzione mineraria del Kazakhstan riportati dal servizio geologico statunitense (USGS Minerals) relativi però al Per alcune voci possono essere alquanto differenti da quelli più recenti. Prodotto Tonnellate anno Ferro (minerale) Contenuto in ferro Ghisa Acciaio grezzo Laminati (lunghi e piani) Cromo Ferrocromo Ferrocormosilicio Silicomanganese Spugna di titanio Nella Tabella 2 sono indicate le riserve kazake dei principali minerali utilizzati nella metallurgia ferrosa e la 8 / 16

10 posizione nella classifica mondiale in termini di prodotto estraibile che dipende evidentemente dal tenore dei minerali estratti. Ad esempio per il cromo il tenore è decisamente elevato rispetto alla media mondiale. L opposto avviene per il manganese. La fonte è il 2017 Mineral Report del Servizio Geologico USA (USGS) Tabella 2. Le riserve minerarie Minerale Kazakhstan Mondo Rango mondiale Ferro (contenuto metallico) 900 milioni 82 miliardi 8 Cromo (ossido 40/45%) 230 milioni 500 milioni 1 Manganese (Contenuto metallico) 5 milioni 690 milioni 10 9 / 16

11 SETTORI DELL'ECONOMIA N.16 Bieloussia - Filiera Forestale: bene l export, migliorano i conti delle imprese Secondo i dati forniti da Bellesbumprom le vendite all estero nel 2017 hanno totalizzato 447 milioni di dollari. Il principale mercato di riferimento, soprattutto per il settore del mobile, è la Russia mentre per tronchi e semilavorati assumono importanza anche i Paesi UE. Kronospan, già fortemente insediata nel Paese, prevede ulteriori investimenti per oltre 200 milioni di dollari. E anche Schweighofer sta valutando l opportunità di una presenza diretta. La filiera forestale bielorussa appare in ripresa. Le imprese affiliate a Bellesbumprom, la holding di Stato (dipende direttamente dal Consiglio dei Ministri) che controlla i maggiori player del settore, hanno chiuso i conti del 2017 con esportazioni aggregate pari 427 milioni di dollari in crescita del 42% rispetto al Le vendite all estero coprono il 67% del fatturato del settore. La quota restante è venduta sul mercato interno. Per l economia bielorussa, dove l intera filiera forestale copre una quota pari al 4,7% del PIL, è un eccellente notizia. Il Paese infatti dispone di importanti risorse forestali (oltre 8 milioni di ettari) ma le imprese che operano in attività di trasformazione lungo la filiera (semilavorati, cellulosa e carta, mobili) presentano performance molto differenziate. Alcune sono riuscite a posizionarsi in modo competitivo sui mercati e hanno livelli di redditività superiori al 10%. Molte però sono appesantite da un massiccio ammontare di debiti, mancanza di liquidità e redditività negativa. Tanto da provocare a metà del 2017 un vero e proprio scontro tra la Banca di Sviluppo bielorussa, obbligata a tamponare le falle nei bilanci (e a prendere il controllo di una decina di aziende) e la stessa Bellesbumprom. Apparentemente la situazione sta migliorando. Bellesbumprom infatti ha fornito una serie di dati consuntivi relativi al 2017 da cui risulterebbe una redditività media ponderata delle aziende affiliate pari al 5,6%. Dai conti aggregati emerge anche che in alcune importanti aziende c è stato un taglio di costi e che il volume delle scorte (sostanzialmente materiale e prodotti invenduti a magazzino) si è stabilizzato. Più valore aggiunto e diversificazione dei mercati All estero i principali mercati di riferimento della filiera forestale bielorussa sono la Russia e i Paesi della Confederazione degli Stati indipendenti con una quota che supera il 55%. Cresce però, sia pure in modo graduale (+ 2% nel 2017), la quota dei mercati esterni con un ventaglio molto diversificato: sono grandi Paesi che già dispongono di risorse forestali proprie come Canada e Brasile ma anche Siria, Iraq, Giordania. E poi l Unione Europea: Germania, Polonia, Francia, Estonia, Lettonia ed altri dove nel 2017 l export è cresciuto del 24% su base annua. Nel 2018 la tendenza non dovrebbe cambiare. Il momento è favorevole. Ci siamo posti un target di crescita all estero del 10% ma i risultati potrebbero essere anche superiori ha affermato il presidente di Bellesbumprom, 10 / 16

12 Yuri Nazarov. Gli obiettivi sono anche di proseguire nella diversificazione dei mercati e nell allungamento della catena del valore. Ad esempio per prodotti come i mobili le vendite restano tuttora fortemente concentrate (61%) in Russia. In particolare ci sono aziende come ad esempio Pinskdrev (mobili in stile tradizionale, inclusi imbottiti) con forti reti commerciali diffuse in tutte le Regioni russe. Ma Nazarov vorrebbe incrementare la quota dell Unione Europea. E in effetti in gennaio è stato siglato un accordo con il gruppo tedesco Polipol che prevede la realizzazione a Ivatsevichdrev di una fabbrica di imbottiti da esportare negli altri Paesi della UE. L investimento è rilevante: 20 milioni di euro. Ad oggi, comunque, il principale investitore estero nella filiera forestale bielorussa è il gruppo Kronospan, con una presenza concentrata sulla prima trasformazione del prodotto. L attività, avviata nel 2012 con una prima unità per la produzione di tavole (750 mila m3 anno), si è poi allargata ai pannelli in fibra (250 mila m3 anno) e anche a un unità per la produzione di resine (colle ureiche) localizzata a Mogilev. Nel biennio 2017/2018 sono avviati ulteriori investimenti per 120 milioni di dollari. Un accordo preliminare per avviare uno stabilimento a Grodno è stato siglato anche dal gruppo Schweighofer, una delle grandi aziende famigliari austriache nel settore, che è fortemente presente anche in Romania. Nella strategia di razionalizzazione/ottimizzazione della filiera rientra la valorizzazione dei residui di lavorazione del legno. In quest area l iniziativa più recente è una joint venture con il gruppo polacco Multon Sp. z o.o. per la produzione di pellet da esportare sui mercati europei. Multon, specializzata in forniture di legname per le industrie della cellulosa e per la produzione di energia, in realtà già collaborava da anni con Vitebskles OJSC per l importazione di scarti destinati alla combustione. BELLESBUMPROM La principale organizzazione del settore controlla oltre quaranta imprese che operano nelle varie fasi della filiera forestale. 1. Coltivazione e taglio (5 imprese) 2. Produzione di cellulosa, carte diverse, cartone (13 imprese) 3. Lavorazione e trasformazione (24 imprese), molte delle quali operano in modo integrato lungo tutta la filiera: -produzione di tavole, truciolati, lastre in fibra, compensati, impiallacciati - produzione di infissi e pannelli - produzione di mobili (inclusi imbottiti) 4. Servizi diversi (4 imprese) di consulenza, formazione, trading ecc Tra le attività complementari e di supporto della capogruppo o di alcune controllate sono incluse la produzione di resine e di stampi. Sul sito sono riportate informazioni e rimandi relativi a tutto il settore, inclusi i siti delle principali aziende con relativi cataloghi FILIERA FORESTALE: FATTI E CIFRE Le foreste in Bielorussia coprono ettari di cui il 56% effettivamente sfruttabili mentre la quota rimanente è in qualche modo vincolata a protezione del territorio. Sono di proprietà statale e la quota preponderante ( ettari) è gestita dal Ministero delle Foreste che opera con sei direzioni regionali e 95 distretti locali. Si aggiungono in dotazione alla Presidenza della Repubblica e il resto suddiviso tra 11 / 16

13 organizzazioni pubbliche minori: Ministeri, Accademia delle Scienze, Enti locali. Le superfici sono suddivise in due grandi categorie: aree protette a salvaguardia del territorio, e aree coltivabili. Queste ultime coprono circa il 56% del totale. Lo stock complessivo di legname è valutato in 1,3 miliardi di m3. Più del 60% sono pini e abeti. La gestione di queste risorse è regolamentata da una Legge Forestale varata nel duemila e aggiornata nel Sempre nel duemila è stata introdotta per la prima volta la certificazione PEFC e l ultimo rapporto (positivo) di verifica di accreditamento di questa organizzazione è del dicembre L ente responsabile nel Paese per questa attività è la Belarusian Association of the Forest Certification System (BAFCS). Tipologia delle risorse di legname in Bielorussa Pino 51% Betulla 22% Abete rosso 10% Ontano 10% Querce 3% Pioppi 2% Diversi 2% Le forme associate coinvolte, incluse cooperative, attività artigianali sono circa 5 mila di cui però solo 470 possono essere considerate aziende con una consistente configurazione industriale e un occupazione di circa 150 mila persone. Indirizzi web Associazione delle aziende operanti nei settori arredo e lavorazione del legno Elenco di oltre 900 società bielorusse della filiera del legno Report di certificazione PEFC 12 / 16

14 SETTORI DELL'ECONOMIA N.16 Kyrgyzistan Telefonia: ripartono le gare per Alfa Telecom Servono capitali per investire e lo Stato cerca un partner estero a cui cederebbe l intero capitale. Ma i candidati che si sono presentati fino a oggi danno poche garanzie. La partita comunque è ancora aperta. In attesa di una conclusione sul terreno si rafforza Veon. In Kyrgyzistan sono ripartite le procedure avviata dallo State Property Management Fund per la cessione a un investitore (possibilmente estero) di Alfa Telecom e più precisamente della controllante MegaCom. Si sono presentati all appello per una manifestazione di interesse diverse società finanziarie, peraltro poco conosciute e apparentemente estranee all attività tlc. - il gruppo coreano Goldenkey Asset Investment & Management - il gruppo svizzero ALF Consulting S.A. probabilmente sulla base di un mandato fiduciario di un investitore che allo stadio attuale non vuole apparire - l australiana Aka Minerals and Mining coinvolta in progetti estrattivi che ad oggi non hanno avuto seguito operativo Siamo ormai al quinto tentativo. L ultimo in ordine di tempo è stata la trattativa avviata con l imprenditrice russa Elena Nagornaya sulla base del prezzo indicativo stabilito dal Fondo, pari a 14,45 miliardi di som (211 milioni di dollari) che però non è andata in porto per le insufficienti garanzie fornite e i lunghi tempi di pagamento (5 anni) proposti dalla Nagornaya. Mentre è sempre pendente la causa per danni intentata dal precedente proprietario di MegaCom, la Penwell, controllata dal finanziere russo Gleb Ognyannikov, che si ritiene vittima di un vero e proprio esproprio da parte dello Stato. Che dopo aver ripreso il controllo della società è tornato a premere per una privatizzazione, sulla base della seguente considerazione: per garantire un adeguata crescita della rete e dei servizi anche sotto il profilo tecnologico occorre investire. E lo Stato, questi soldi, non li ha. In mancanza, il rischio per Alfa Telecom è di lasciare sempre più spazio alla concorrenza. Nell attesa, comunque, la National Communications Agency, che presiede alla regolamentazione del settore, ha assegnato in dicembre a MegaCom la licenza per l utilizzo di una fascia da 2x10MHz nelle frequenze a Megahertz, a seguito di una gara con un prezzo di base molto basso equivalente a 3 milioni di dollari. MegaCom ne ha offerti 6,2 battendo l altro concorrente locale, Beeline che fa capo al gruppo Veon presente in Russia e in quasi tutti i Paesi della Confederazione degli Stati Indipendenti oltre a Pakistan, Bangladesh, Laos, Algeria, Zimbabwe e che in Italia controlla al 50% Wind Tre. MegaCom Opera nella telefonia cellulare coprendo quasi tutto il territorio con servizi in standard diversi: GSM (2G), WCDMA/UMTS (3G) e LTE (4G). Ha 3 milioni di utenti. E anche impegnata nella costruzione di una rete nazionale di trasporto in fibra ottica per poter supportare servizi Internet ad alta velocità. Beeline Fondata come Bitel 20 anni fa, dopo vicende diverse è stata acquistata da Sky Mobile (oggi integrata nel gruppo Veon) nel Fornisce servizi di telefonia mobile 2G e 3G in standard UMTS e per la telefonia 4G in 14 / 16

15 tecnologia LTE, usando frequenze nelle bande a 800, 900, e Megahertz. Si calcola che controlli una quota pari al 36% del mercato con una copertura limitata alle maggiori concentrazioni urbane. O! E il più piccolo dei gestori con copertura limitata a Bishkek, Osh and Jalal-Abad ma è stata la prima (2014) a offrire servizi 4 G nella fascia a 800 MHz (analogamente a Beeline). 15 / 16