Gli organismi vegetali come bioindicatori dei cambiamenti climatici: il progetto GLORIA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Gli organismi vegetali come bioindicatori dei cambiamenti climatici: il progetto GLORIA"

Transcript

1 Gli organismi vegetali come bioindicatori dei cambiamenti climatici: il progetto GLORIA Graziano Rossi, Gilberto Parolo, Roberto Dellavedova. Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri, Università degli Studi di Pavia, Via S. Epifanio 14, I Pavia. Tel Riassunto Il progetto GLORIA ( Iniziativa di ricerca a livello globale in ambiente alpino ) mira ad istituire una rete mondiale di ricerca al fine di valutare le potenziali minacce dei cambiamenti climatici sulla biodiversità delle aree d alta montagna. Lo scopo del presente contributo è quello di presentare i risultati preliminari dell analisi della biodiversità ottenuti nell ambito del progetto GLORIA-EUROPE ( ), nato come studio pilota per la realizzazione di una prima rete europea di raccolta di dati floristici e climatici. Le aree campione, localizzate all interno delle principali regioni montuose europee, sono 18 e per ognuna di esse è previsto lo studio di 4 vette, per un totale di 71 1 cime indagate ed un totale di 13 nazioni coinvolte. Le Università di Pavia e di Parma sono responsabili della target region Appennino settentrionale (TR 5), che comprende quattro vette montuose di diversa quota: Alpe di Mommio (1855 m), M. Casarola (1978 m), M. Foce a Giovo (1722 m) e M. Pian Cavallaro (1815 m). I risultati relativi a questa zona saranno qui analizzati con particolare risalto. Nell ottica di tutelare le specie minacciate dai cambiamenti climatici si propongono strategie preventive di conservazione ex situ, azioni nelle quali il Laboratorio di Ecologia Vegetale e Conservazione delle Piante (Università di Pavia) è da alcuni anni coinvolto, grazie ai contatti con la Millennium Seed Bank dei Giardini Botanici Reali di Kew (UK). Parole chiave: GLORIA, Appennino settentrionale, biomonitoraggio, cambiamenti climatici, alta montagna, specie vegetali. Summary Plants as biomonitors of climatic changes: the GLORIA project. GLORIA (Global Observation Research Initiative in Alpine Environments) project aims to establish a wordwide observation network to detect climate-induced threats on high mountain biodiversity. The aim of this paper is to show preliminary biodiversity analysis, evaluated in the project GLORIA EUROPE ( ), that started as a pilot study to establish a long-term observation network to detect floristic and climatic data. 18 target regions, located in the most important mountain areas of Europe, were studied, each one including a set of 4 summits at different altitude; in total 71 1 peaks located in 13 different european nations were studied. Universities of Pavia and Parma (Italy) are responsible for the Northern Apennine Target Region (TR 5), which includes four summits located at different altitudes: Alpe di Mommio (1855 m), M. Casarola (1978 m), M. Foce a Giovo (1722 m) e M. Pian Cavallaro (1815 m). Data here collected will be deeply discussed. In order to preserve threatened species from climatic changes, we propose preventive strategies of species conservation (ex situ conservation); the Laboratory of Plant Ecology and Conservation (University of Pavia) has been involved in seed collection and conservation since some years, thanks to the collaboration set up with the Millennium Seed Bank of the Royal Botanic Garden of Kew (UK). Key words: GLORIA, Northern Apennines, biomonitoring, climate changes, high mountain, plant species. Introduzione La flora e la vegetazione di un territorio sono in equilibrio con i fattori ambientali che agiscono su di esso; fluttuazioni o variazioni dei parametri chimico-fisici dell ambiente, indotti da cause naturali oppure antropiche, innescano risposte nella composizione floristica delle comunità vegetali. Tali modificazioni possono manifestarsi in modo drastico con l alterazione più o meno spinta degli ecotopi oppure possono avvenire in modo graduale, quando graduali e lenti sono i processi di trasformazione, quali ad esempio i cambiamenti climatici globali (Global Changes) attualmente in corso (Carbonara 2004; Easterling et al. 1 Il numero totale delle aree sommitali esaminate è 71 invece di 72, poiché per una delle 18 target region sono state rilevate soltanto 3 cime.

2 2000; IPCC 2001). Da circa un ventennio si assiste, a livello planetario, ad un progressivo riscaldamento climatico (Global Warming), che in ambito alpino si manifesta con il ritiro dei ghiacciai, la diminuzione delle precipitazioni nevose, la minor permanenza della neve al suolo, l aumento della franosità e, conseguentemente, con cambiamenti nella distribuzione delle specie vegetali (Walther et al. 2001; Diaz 2003; Halloy & Mark 2003; Maugeri & Mazzucchelli 2001; Medail & Quezel 2003; Grabherr et al. 1994; Pauli et al. 1999; Woodward & Cramer 1996). L ambiente di vita alpino costituisce, per diversi motivi, un area particolarmente sensibile per l osservazione in tempi medi degli effetti dei cambiamenti climatici (Pauli et al. 2001). Ci si attende che specie e comunità microterme, la cui espressione e distribuzione sono fortemente determinate da fattori climatici estremi, mostrino delle risposte, in media, più rapide rispetto alle specie mesofile, contraddistinte invece da una maggiore ampiezza ecologica. La capacità indicatrice di una specie vegetale è infatti tanto più precisa quanto più ristretta è la sua ampiezza ecologica; un bioindicatore può essere considerato un organismo o sistema biologico che presenti un accertata sensibilità nei confronti di un azione perturbatrice, come ad es. le variazioni di temperatura (Sartori 1998). L utilizzo di specie vegetali per il monitoraggio di cambiamenti ambientali è una tecnica vantaggiosa per alcuni lati, svantaggiosa per altri. Il biomonitoraggio è un processo di analisi ambientale che adotta metodi non distruttivi per osservazioni a lungo termine, con costi bassi; le conseguenze del fenomeno si possono osservare direttamente sugli organismi considerati (effetto a livello biologico) e possono essere abbinati a misure con strumenti, per una migliore comprensione delle risposte biologiche. In ultimo, non necessitano di figure professionali specializzate nell utilizzo delle varie strumentazioni atte alla raccolta dei dati ambientali, la cui espressione viene invece rilevata in modo sintetico dalla presenza/assenza e/o densità dei bioindicatori. Tra gli svantaggi si annoverano tempi spesso lunghi per avere risposte chiare e scientificamente generalizzabili. Il biomonitoraggio effettuato utilizzando piante vascolari è un sistema di analisi di variazioni ambientali in realtà ancora poco utilizzato, nonostante la sua efficacia sia stata rivelata da vari autori (Grabherr 2001, Hofer 1992, Pauli et al. 2001a, Rossi et al. 2000, Valcuvia Passatore et al. 1998). In quest ottica, utilizzando le specie vegetali come bioindicatori, è nato il progetto GLORIA (Global Observation Research Initiative in Alpine Environments; Pauli et al. 2001b). Diversi sono i motivi che rendono l ambiente alpino un ottimo candidato per studiare l impatto del riscaldamento terrestre; tra questi la sua distribuzione a livello globale, la sua sensibilità all aumento di temperatura e un azione antropica ancora contenuta rispetto alle aree situate a quote inferiori. Lo scopo è quello di istituire una rete mondiale di ricerca al fine di valutare le potenziali minacce dei cambiamenti climatici sulla biodiversità vegetale nelle aree d alta montagna, lungo i principali gradienti climatici (altitudine, latitudine e longitudine). Il progetto prevede inoltre di elaborare degli scenari futuri sull andamento nel tempo di tali cambiamenti. Nel 2001 è stato avviato il progetto GLORIA EUROPE, come studio pilota europeo per la successiva implementazione del progetto a livello mondiale, focalizzando l attenzione sulle piante vascolari dell ambiente alpino (V Programma quadro di attività di ricerca dell Unione Europea). Nella presente nota vengono illustrati sia il metodo utilizzato che i principali risultati raggiunti al termine del progetto (2003), questi ultimi attualmente registrati nel database TEMS (Terrestrial Ecosystem Monitoring Sites) sul sito GTOS (Global Terrestrial Observation) della FAO 2 (http://www.fao.org/gtos/tems). Ulteriori informazioni e aggiornamenti saranno disponibili sui siti internet riportati. Metodi Il metodo adottato dal progetto GLORIA è basato su una metodologia denominata approccio a più vette (Multi-Summit Approach, Pauli et al. 2001b), i cui scopi sono: quantificare i cambiamenti nella biodiversità vascolare lungo il gradiente altitudinale e la loro relazione con i gradienti ambientali (temperatura, copertura nevosa) nei sistemi montuosi dei principali biomi; valutare il rischio potenziale di perdita di biodiversità dovuta ai cambiamenti climatici attraverso la comparazione di modelli di distribuzione attuale delle specie, delle comunità vegetali e dei fattori ambientali lungo i gradienti biogeografici verticali ed orizzontali; quantificare i cambiamenti di biodiversità nel tempo attraverso il monitoraggio dei dati sulle vette studiate ad intervalli appropriati di 5-10 anni o più a seconda dei casi; proporre una quantificazione del rischio comparando i dati monitorati. 2 TEMS è una rete internazionale di ambienti terrestri (chiamati T.Sites) nei quali vengono effettuati studi di monitoraggio a lungo termine ed attività di ricerca legate ai cambiamenti ambientali globali.

3 In corrispondenza di ogni vetta viene rilevata la flora e la vegetazione della parte sommitale compresa tra il punto più alto e una linea posta a 10 m sul livello del mare (Fig. 1). Viene inoltre registrata in modo continuo la temperatura, utilizzando data loggers posti a 10 cm di profondità nel suolo. In totale vengono studiati 16 quadrati di 1m 2 di estensione per ogni vetta, disposti lungo le principali direzioni geografiche; in ognuno di essi si rilevano, in dettaglio, le specie vegetali presenti e la loro frequenza, valutata secondo una scala qualitativa di abbondanza. In ogni vetta l area sommitale, dalla cima fino a 10 m verticali di altitudine, viene divisa in 2 superfici corrispondenti a fasce da 10 m a 5 e da 5 alla cima. In seguito queste due superfici vengono a dividersi in otto zone con linee che partono dalla sommità e decorrono lungo le quattro direzioni geografiche di secondo ordine (NE, SE, SW, NW). Infine, per studiare l effetto dell esposizione sulla biodiversità vascolare, viene compilata una lista completa delle piante vascolari presenti in ognuna delle otto superfici ottenute e stimata la rispettiva copertura vegetale. Fig. 1 Esemplificazione della metodologia di rilevamento dei dati floristici sulla parte sommitale di una vetta. L area di indagine è compresa tra il punto più alto della vetta e una linea posta a 10 m s.l.m.; altre spiegazioni nel testo (tratto da Per ulteriori informazioni sulla metodologia adottata si rimanda a Bertin et al. (2001) oppure al sito ufficiale di GLORIA dove in lingua inglese e spagnola è riportato il manuale ufficiale utilizzato. I risultati di GLORIA EUROPE ( ) I dati raccolti nella prima fase del progetto sono stati prima archiviati in un apposito database centralizzato, poi rielaborati dal gruppo di coordinamento (Università di Vienna), con l intento di valutare lo stato attuale della flora delle 18 target region coinvolte, per un totale di 71 vette montuose studiate.

4 Sulla base di una interpretazione corologica dei dati, le target region sono risultate appartenere a cinque zone biogeografiche, così disposte da sud a nord: mediterranea, submediterranea, a cui è risultata appartenere la target region numero 5 (Appennino settentrionale), temperata, boreale e artica. Un secondo interessante risultato è stato ottenuto valutando la variazione nella ricchezza in specie per ciascuna target region, in relazione alla quota delle quattro cime studiate (individuate in contesto nivale, ecotonale alpino-nivale, alpino e alpino inferiore); la ricchezza floristica, calcolata semplicemente come numero di specie vascolari per vetta, è risultata, in accordo con le attese (Virtanen et al. 2002), decrescere con l innalzarsi della quota; passando dalla fascia alpina a quella nivale l intensificarsi dei rigori ambientali provoca, infatti, un forte processo di selezione dei vegetali ed un numero sempre minore di essi riesce ad accrescersi ed a riprodursi nel breve periodo estivo. Nonostante si noti, in generale, una tendenza alla diminuzione dei taxa con l aumento di altitudine, in alcune target region la presenza di contesti microecologici locali determina delle anomalie rispetto all andamento atteso. In particolare la target region dell Appennino settentrionale mostra un trend crescente di ricchezza floristica, apparentemente anomalo, che può essere spiegato considerando che le brughiere a Vaccinium sp. pl. (Ferrari & Piccoli 1997) vengono sostituite con l aumentare dell altitudine da comunità ecotonali, in cui rientrano anche specie tipiche di ambiti altitudinali più elevati (Körner 1999; Agakhanjanz & Brekle 2002). Il valore biogeografico della flora delle 18 target region studiate è stato anche valutato considerando per ogni target region il numero di specie endemiche in senso stretto (stenoendemiche) e in senso lato, rapportato al numero totale di taxa rilevati. Queste elaborazioni, riportate in Fig. 2, mostrano elevati valori in percentuale nelle aree mediterranee ed alpine, mentre i valori più bassi si riscontrano nelle regioni artiche e boreali; se da un lato le aree mediterranea ed alpina hanno avuto la possibilità di sviluppare propri endemismi, questo è accaduto soltanto in misura minore nelle regioni fredde nordiche, evidentemente in relazione ai rigori climatici che hanno inibito i processi di speciazione e alla bassa diversità di habitat presenti; inoltre molte delle specie tipiche di queste regioni (specie artico-alpine) spesso hanno areali disgiunti con presenze sulla catena alpina, dovute alle migrazioni di massa innescate dalle glaciazioni pleistoceniche (Pignatti 1994; Zumino & Zullini 1995). Fig. 2 Ricchezza in specie e valore biogeografico della flora delle 18 target region europee (tratto da Per le 71 vette di GLORIA è stato valutato il gradiente di ricchezza in specie in relazione all esposizione (N, E, S, W). Questa analisi è risultata quindi interessante, dal momento che ha messo in evidenza una preponderante ricchezza di specie sul versante E, seguito dal S, dal N ed infine dall W. La causa di tale comportamento sarebbe da imputare alla provenienza dei fronti di perturbazione, che in Europa giungono in

5 prevalenza da W e N-W, esponendo quindi tali versanti a condizioni ambientali più severe; al contrario le esposizioni ad est risultano più favorevoli sia perché più protette e meno esposte ai venti e alle precipitazioni sia perché l insolazione perdura sin dall alba. Il periodo di attività per le piante durante il giorno risulta essere più lungo ad E, se comparato con S, W e N, e gli effetti di tale diversità sarebbero più evidenti in ambienti caratterizzati da basse temperature. La target region dell Appennino settentrionale. Le indagini floristiche condotte sulle 4 cime dell Appennino settentrionale (Bertin et al. 2001) hanno portato al riconoscimento di 169 taxa (Tab. 1) tra specie e sottospecie, corrispondenti a circa 1/3 della flora totale delle aree extrasilvatiche dell Appennino tosco-emiliano (Alessandrini et al. 2003). Dopo aver analizzato i risultati generali relativi a tutte le 71 aree sommitali di GLORIA EUROPE, vediamo ora più in dettaglio le elaborazioni relative alle quattro vette della target region dell Appennino settentrionale. Le quattro vette studiate hanno altitudini di 1722 m (Monte Foce a Giovo), 1815 m (Monte Pian Cavallaro), 1855 m (Monte Alpe di Mommio) e 1978 m (Monte Casarola). Come prima ricordato il numero di specie in queste quattro vette aumenta con l altitudine, poiché le brughiere a Vaccinium sp pl. (Vaccinium myrtillus, V. gaultherioides, V. vitis-idaea) sono progressivamente sostituite da numerose specie di prateria sommitale ed ecotonali (Fig. 3). Fig. 3 La ricchezza specifica delle 4 vette dell Appennino settentrionale aumenta con l altitudine, in controtendenza rispetto a quanto normalmente osservato salendo in quota in montagna. Ponderando la ricchezza specifica in relazione alle superfici delle 4 vette (Fig. 4), variabili in base all inclinazione dei versanti, si ottengono valori solo sensibilmente diversi rispetto a quanto osservato in Fig. 3. La più alta densità in specie (n taxa/superficie) si riscontra sulla cima più bassa (M. Foce a Giovo), dove la copertura vegetale è omogenea e dove mancano gli affioramenti rocciosi; sulle altre vette la densità specifica aumenta con la quota.

6 Fig. 4 Valutazione della densità specifica delle 4 vette dell Appennino settentrionale, espressa come n taxa/superficie. La ricchezza specifica, valutata per ogni vetta nelle principali direzioni geografiche (Fig. 5), mostra i valori più elevati sui versanti esposti a ovest, ad eccezione del M. Pian Cavallaro, in accordo con la loro maggiore estensione areale (Fig. 6); i pendii esposti a N mostrano la più bassa ricchezza in specie al M. Pian Cavallaro e all Alpe di Mommio, mentre i pendii esposti a S mostrano la più bassa ricchezza in specie al M. Foce a Giovo e al M. Casarola (Fig. 5). Fig. 5 Ricchezza in specie vegetali nelle principali direzioni geografiche.

7 Fig. 6 Estensione areale dei versanti N, E, S e W nella target region dell Appennino settentrionale. La copertura vegetale (Fig. 7) è piuttosto elevata in tutte le vette, con una media pari all 83%; il valore massimo si registra al M. Casarola (91%), il minimo al M. Pian Cavallaro (76%). Relazionando, per ogni vetta, l andamento della copertura vegetazionale con l esposizione (Fig. 8) si evince che i pendii esposti a N hanno, in generale, un elevata copertura vegetazionale, mentre pendii esposti a E hanno una copertura vegetazionale bassa; fa eccezione il M. Casarola, per il quale i valori risultano invertiti. La correlazione tra numero di specie e superficie areale delle 4 vette è stata analizzata statisticamente (Bertin et al. 2001). Per tutte le cime la correlazione è risultata essere alta (min. 0,81 max. 0,95), ma significativa soltanto per M. Foce a Giovo (t test: 4,15) and M. Casarola (t: 3,38). Questo risultato può essere correlato con la presenza di affioramenti rocciosi, limitanti l incremento della ricchezza specifica con l aumento della superficie. In effetti al M. Foce a Giovo e M. Casarola, dove la correlazione è significativa, la presenza di substrati rocciosi è limitata. Al contrario, l Alpe di Mommio, che ha la maggiore estensione di rocce affioranti, mostra il più basso valore di correlazione. Fig. 7 Copertura vegetale delle 4 vette dell Appennino settentrionale.

8 Fig. 8 - Copertura vegetale valutata nelle quatto vette appenniniche in base all esposizione. Conclusioni La prima fase di raccolta dati del progetto GLORIA EUROPE ha portato ad una dettagliata descrizione dello stato floristico e vegetazionale delle 71 vette appartenenti alle 18 target region europee coinvolte, relativamente al periodo Il progetto raggiungerà soltanto in futuro il suo scopo principale, quando verrà attuata una nuova campagna generale di raccolta dati, prevista tra circa 10 anni, per il monitoraggio delle variazioni floristiche occorse nel lasso di tempo trascorso. La metodologia di raccolta dei dati floristici, effettuata con la mappatura dei singoli individui vegetali e la scelta oculata delle aree d indagine, soggette a basso determinismo antropico, porterà con certezza ad evidenziare soltanto le variazioni di composizione floristica indotte dai cambiamenti climatici. Per le specie endemiche presenti, ma anche per i taxa considerati rari, minacciati o vulnerabili, a fini conservazionistici preventivi sarebbe opportuno effettuare fin d ora una raccolta dei loro semi e lo stoccaggio in banche del germoplasma. Il patrimonio genetico delle piante più a rischio sarebbe quindi messo in salvo per essere impiegato in futuro in eventuali operazioni di ripopolamento o di reintroduzione. Per quanto riguarda la situazione dell Appennino tosco-emiliano, una prima campagna di raccolta e stoccaggio dei semi è già stata effettuata nel periodo nel territorio del Parco del Gigante (Alto Appennino reggiano), limitatamente a quindici specie ritenute rare e/o minacciate. Tra queste si ricordano: Salix herbacea L., Salix hastata L., Salix breviserrata B.Flod., Senecio incanus L., Leucanthemopsis alpina (L.) Heyw., Vicia cusnae Foggi et Ricceri, Linum capitatum Kit., Carex foetida All., Alopecurus alpinus Vill., Primula apennina Widmer, Silene suecica (Loddiges) Greuter et Burdet. Quale ente responsabile della conservazione del materiale raccolto in campo è stata designata la Millenium Seed Bank dei Royal Botanic Gardens di Kew (U.K.), la più autorevole banca del germoplasma su scala mondiale. Un ulteriore e più estesa azione di conservazione potrebbe in futuro riguardare i semi delle specie che costituiscono le comunità vegetali di vetta dell Appennino tosco-emiliano, indipendentemente dalla loro rarità fitogeografica. Tra gli sviluppi futuri del progetto GLORIA, si può ricordare che il Dipartimento di Ecologia del Territorio dell Università degli Studi di Pavia è attualmente impegnato nel monitoraggio dei siti presenti nel Parco dell Alto Appennino Reggiano-Parco Nazionale dell Appennino Tosco-Emiliano. Grazie ad un finanziamento concesso dall Istituto Nazionale di Ricerca sulla Montagna (INRM) nel 2004 verrà realizzata la prima verifica delle variazioni floristiche avvenute, a tre anni dall avvio del progetto.

9 Bibliografia AGAKHANJANZ O. & BREKLE S.W., 2002 Plant diversity and endemism in high mountains of Centrl Asia, the Caucasus and Siberia. pp ; in Korner & Spehn Mountain Biodiversity. The Partenon Publishing Group. ALESSANDRINI A., FOGGI B., ROSSI G. & TOMASELLI M., La flora di altitudine dell Appennino tosco-emiliano. Regione Emilia-Romagna, Bologna. BERTIN L., DELLAVEDOVA R., GUALMINI M., ROSSI G. & TOMASELLI M., Monitoring plant diversity in the Northern Apennines, Italy. The GLORIA project. Arch. Geobot. 7 (1): (2001). CARBONARA S., 2004 IX Conferenza delle Parti: gli accordi per combattere i cambiamenti climatici. Genio Rurale 3: 3-7. DIAZ H.F. (ed.), 2003 Climate variability and change in high elevation regions: past, present & future. Kluwer Academic Publ., New York: pp EASTERLING D.R., MEEHL G.A., PARMESAN C, CHANGNON S.A., KARL T.R. & MEARNS L.O., 2000 Climate Extremes: Observations, Modeling, and Impacts. Science, vol. 289: ERSCHBAMER B., Climate warming and plant growth on glacial retreats. Rev. Vald. Hist. Nat 51 (suppl.): (1999). FERRARI C. & PICCOLI F., 1997 The ericaceous dwarf shrublands above the Northern Apennine timberline (Italy). Phytocoenologia, 27 (1): FERRARI C. & ROSSI G., Relationships between plant communities and late snow melting on Mount Prado (Northern Apennines, Italy). Vegetatio 120: GOTTFRIED M., PAULI H., REITER K. & GRABHERR G., Microclimatic gradients controlling alpine plant distribution patterns. Int. Conf. On Global changes and protected areas. L Aquila (Italy) September 8-13, Abstract. GRABHERR G., GOTTFRIED M., GRUBER A. & PAULI H., Patterns and current changes in alpine plant diversity. In Stuart Chapin III F. & Körner C. (eds.), Arctic and alpine biodiversity: Ecological studies 113. Springer. GRABHERR G., GOTTFRIED M., GRUBER A. & PAULI H., Aspects of global change in the Alps and in the high arctic region. Long-term monitoring of mountain peaks in the Alps. In: (Burga & Kratochwil eds.). Biomonitoring: Kluwer Academic Publishers. GRABHERR G., GOTTFRIED M. & PAULI H., 1994 Climate effects on mountain plants. Nature, vol. 369: 448. GUISAN A. & THEURILLAT J.P., Equilibrium modelling of alpine plant distribution: how far can we go? Phytocoenologia 30 (3-4): GUISAN A., Alpland: évaluer la réponse des plantes alpines aux changements climatiques à travers la modélisation des distributions actuelles et future de leur habitat potentiel. Bull. Murithienne 114 : GUISAN A., HOLTEN J.I., SPICHIGER R. & TESSIER L., Potential ecological impacts of climate change in the Alps and Fennoscandian mountains (20 contributions). Conservatoir Jardin Botaniques (Genève), Publ. Hors-série 8, pp GUISAN A., THEURILLAT J.P. & KIENAST F., Predicting the potential distribution of plants species in an alpine environment. J. Veg. Sci. 9: HALLOY S.R.P. & MARK A.F., 2003 Climate-Change Effects on Alpine Plant Biodiversity: A New Zeland Perspective on Quantifying the Threat. Artic, Antarctic, and Alpine Research, Vol. 35, n. 2: HEEGAARD E., A model of alpine species distribution in relation to snowmelt time and altitude. J. Veg. Science 13: HOFER H.R., Veränderungen in der vegetations von 14 gipfeln des Berninagebietes zwischen 1905 und Ber. Geobot. Inst. ETH, Stiftung Rübel, Zürich 58:

10 IPCC, 2001 Summary for Policymakers: A Report of Working Group I of the Intergovernamental Panel on Climate Change. Intergovernamental Panel on Climate Change, 20 pp. KENNEDY A. D., Antarctic terrestrial ecosystem response to global environmental change. Annual review of ecology and systematics 26: KÖRNER C., Alpine plant diversity: a global survey and functional interpretations. In Stuart Chapin III F. & Körner C. (eds.), Arctic and alpine biodiversity: Ecological studies 113. Springer. KÖRNER C., Global change at high elevation. In: Alpine plant life. Functional plant ecology of high mountain ecosystems: Springer. MAUGERI M. & MAZZUCCHELLI E., 2001 Il global warming. Circolo Culturale Carlo Perini. Milano MEDAIL F. & QUEZEL P., 2003 Conséquences écologiques possibles des changements climatiques sur la flore et la végétation du bassin méditerranéen. Bocconea 16 (1): PAULI H., GOTTFRIED M. & GRABHERR G., Vascular plant distribution patterns at the lowtemperature limits of plant life. The alpine-nival ecotone of Mount Schrankogel (Tyrol, Austria). Phytocoenologia 29 (3): PAULI H., GOTTFRIED M. & GRABHERR G., 2001a - High summits of the Alps in a changing climate. In: G.-R. Walther et al. (eds.) Fingerprints of climate change. Kluwer Academic Publ., New York: PAULI H., GOTTFRIED M., HOHENWALLNER D., HULBER K., REITER K. & GRABHERR G. (eds.), 2001b GLORIA Global Observation Research Initiative in Alpine Environments. The Multi-Summit Approach. Field Manual. Third Version, Inst. of Ecol. and Conserv. Boil., Univ. of Vienna, Dept. of Conserv. Biol., Veg. and Landscape Ecol., Vienna, pp PIGNATTI S., 1994 Ecologia del paesaggio. UTET, Torino. PRIMAK R.B. & CAROTENUTO L., 2003 Conservazione della natura. Zanichelli, Bologna. ROSSI G., LEONARDI A. & BERTIN L., Rare species as bio-monitor of climatic changes in high mountain areas. First Int. Conf. on Mountain Biodiversity, Rigi Kalt-Bad, CH, 7-10 September Abstract (www.unipv.it/labecove) SARTORI F. (a cura di), 1998 Bioindicatori ambientali. Fondazione Lombardia per l Ambiente. Pavia. TUTIN T.G., HEYWOOD V.H., BURGES N.A., VALENTINE D.H., WALTERS S.M., WEBB D.A., THE FLORA EUROPAEA EDITORIAL COMMITTEE, 1980 Flora Europaea. Cambridge University Press. VALCUVIA PASSADORE M., ALEFFI M., ASSINI S., NOLA P., BUSSOTTI F., COZZI A., FERRETTI M., PUPPI BRANZI G., BELLI G. & VIOLINI G., 1998 Bioindicatori a livello di organismi vegetali. In: SARTORI F. (a cura di), 1998 Bioindicatori ambientali. Fondazione Lombardia per l Ambiente. Pavia. pp: VIRTANEN R., DIRNBOCK T., DULLINGER S., PAULI H., STAUDINGER M. & GRABHERR G., 2002 Multi-scale Patterns in Plant Species Richness of European High Mountain Vegetation. in Korner & Spehn Mountain Biodiversity. The Partenon Publishing Group. WALKER D.A., HALFPENNY J.C., WALKER M.D. & WESSMAN C.A., Long-term studies of snow-vegetation interactions. Bioscience 43: WALTHER G.-R., BURGA C.A. & EDWARDS P.J. (eds.), Fingerprints of climate change. Kluwer Academic Publ., New York: pp WOODWARD F.I. & CRAMER W. (eds), 1996 Plant functional types and climatic change. J. Veg. Sci. 7: ZUNINO M. & ZULLINI A., 1995 Biogeografia. Casa Editrice Ambrosiana, Milano. Siti internet di riferimento Sito ufficiale del progetto GLORIA: Sito GTOS della FAO: Sito del Dipartimento di Ecologia del Territorio dell Università di Pavia:

11 Sito del Laboratorio di Ecologia Vegetale e Conservazione delle Piante dell Università di Pavia: Sito ARPA Emilia-Romagna, Servizio Idro-Meteorologico: Sito dell Intergovernmental Panel on Climate Change-UNEP: Sito della Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA): Sito della Convenzione Quadro dell ONU sui Cambiamenti Climatici: Allegati Tab. 1 Elenco dei 169 taxa (specie e sottospecie) rilevati nelle 4 vette della target region Appennino Settentrionale. La nomenclatura delle specie è riferita a Flora Europea (Tutin et al., 1980). 1 Achillea collina Becker ex Rchb. 2 Acinos alpinus (L.) Moench subsp. alpinus 3 Agrostis capillaris L. 4 Agrostis rupestris All. 5 Agrostis vinealis Schreb. 6 Alchemilla alpina L. 7 Alchemilla flabellata Buser 8 Alchemilla saxatilis Buser 9 Allium senescens subsp. montanum (F.W.Schmidt) Holub 10 Anemone narcissifolia L. subsp. narcissifolia 11 Anemone nemorosa L. 12 Antennaria carpatica (Wahlenb.) Bluff & Fingerh. 13 Antennaria dioica (L.) Gaertn. 14 Anthoxanthum odoratum L. subsp. alpinum (Á. & D.Löve) Jones & Melderis 15 Anthyllis vulneraria L. 16 Aquilegia alpina L. 17 Arenaria moehringioides Murr 18 Armeria marginata (Levier) Bianchini 19 Asperula aristata subsp. oreophila (Briq.) Hayek 20 Asperula purpurea (L.) Ehrend. subsp. purpurea 21 Asplenium trichomanes-ramosum L. 22 Aster alpinus L. 23 Aster bellidiastrum (L.) Scop. 24 Astragalus purpureus Lam. 25 Avenula versicolor subsp. pretutiana (Parl. ex Arcang.) Holub 26 Biscutella laevigata L. subsp. laevigata 27 Botrychium lunaria (L.) Sw. 28 Brachypodium genuense (DC.) Roemer & Schultes 29 Bupleurum ranunculoides L. subsp. ranunculoides 30 Bupleurum ranunculoides subsp. gramineum (Vill.) Hayek 31 Calluna vulgaris (L.) Hull 32 Campanula scheuchzeri Vill. 33 Cardamine resedifolia L. 34 Carduus carlinifolius Lam. 35 Carex ovalis Gooden. 36 Carex sempervirens Vill. 37 Carlina acaulis L. 38 Carum heldreichii Boiss. 39 Centaurea uniflora subsp. nervosa (Willd.) Bonnier & Layens

12 40 Cerastium arvense subsp. suffruticosum (L.) Hegi 41 Cerastium holeostoides Fries subsp. triviale (Link) Möschl 42 Chaerophyllum hirsutum L. 43 Chenopodium bonus-henricus L. 44 Coeloglossum viride (L.) Hartm. 45 Cotoneaster integerrimus Medik. 46 Crepis aurea subsp. glabrescens (Caruel) Arcang. 47 Crocus vernus (L.) Hill subsp. vernus 48 Cruciata glabra (L.) Ehrend. 49 Cuscuta epithymum (L.) L. subsp. epithymum 50 Cystopteris fragilis (L.) Bernh. 51 Danthonia decumbens (L.) DC. 52 Daphne mezereum L. 53 Deschampsia cespitosa (L.) P.Beauv. subsp. cespitosa 54 Deschampsia flexuosa (L.) Trin. 55 Dianthus deltoides L. subsp. deltoides 56 Dianthus monspessulanus L. subsp. monspessulanus 57 Draba aizoides L. 58 Dryopteris filix-mas (L.) Schott 59 Empetrum nigrum subsp. hermaphroditum (Hagerup) Böcher 60 Erigeron alpinus L. 61 Euphrasia alpina Lam. 62 Euphrasia minima Jacq. ex DC. subsp. minima 63 Festuca billyi Kerguélen & Plonka 64 Festuca nigrescens Lam. 65 Festuca paniculata (L.) Schinz & Thell. subsp. paniculata 66 Festuca riccerii Foggi & Graz. Rossi 67 Festuca rubra L. subsp. rubra 68 Festuca rubra subsp. juncea (Hack.) Soò 69 Festuca trichophylla subsp. asperifolia (St.-Yves) Al-Bermani 70 Festuca violacea Gaudin subsp. puccinellii (Parl.) Foggi, Rossi Graz. & Signorini 71 Galium album Mill. subsp. album 72 Galium anisophyllon Vill. 73 Galium obliquum Vill. 74 Galium x centroniae Cariot 75 Genista tinctoria L. 76 Gentiana acaulis L. 77 Gentiana purpurea L. 78 Gentiana verna L. subsp. verna 79 Gentianella campestris (L.) Borner subsp. campestris 80 Geranium sylvaticum L. subsp. sylvaticum 81 Geum montanum L. 82 Hieracium amplexicaule L. 83 Hieracium lactucella Wallr. 84 Hieracium pilosella L. 85 Hieracium villosum Jacq. 86 Hippocrepis comosa L. 87 Homogyne alpina (L.) Cass. 88 Huperzia selago (L.) Bernh. ex Schrank & Mart. subsp. selago 89 Hypericum richeri Vill. subsp. richeri 90 Juncus trifidus L. subsp. trifidus 91 Juniperus communis subsp. alpina (Suter) Celak.

13 92 Knautia purpurea (Vill.) Borbas var. calabrica Szabo 93 Leontodon hispidus L. 94 Leontodon pyrenaicus subsp. helveticus (Merat) Finch & P.D.Sell 95 Lilium bulbiferum L. 96 Lilium martagon L. 97 Linum alpinum Jacq. subsp. gracilius (Bertol.) Pignatti 98 Lotus alpinus (DC.) Schleich. ex Ramond 99 Lotus corniculatus L. 100 Luzula alpinopilosa (Chaix) Breistr. subsp. alpinopilosa 101 Luzula lutea (All.) DC. 102 Luzula luzuloides subsp. cuprina (Rochel ex Asch. & Graebn.) Chrtek & Krisa 103 Luzula multiflora (Retz.) Lej. 104 Luzula nivea (L.) DC. 105 Luzula pedemontana Boiss. & Reut. 106 Luzula sieberi Tausch 107 Luzula spicata subsp. mutabilis Chrtek & Krisa 108 Maianthemum bifolium (L.) F.W.Schmidt 109 Minuartia verna (L.) Hiern subsp. verna 110 Myosotis alpestris F.W.Schmidt 111 Nardus stricta L. 112 Pedicularis cenisia Gaudin 113 Pedicularis tuberosa L. 114 Phleum alpinum L. subsp. alpinum 115 Phyteuma hemisphaericum L. 116 Phyteuma orbiculare L. 117 Pimpinella saxifraga L. 118 Plantago alpina L. 119 Plantago atrata Hoppe 120 Plantago maritima subsp. serpentina (All.) Arcang. 121 Poa alpina L. 122 Polygala alpestris Rchb. subsp. alpestris 123 Polygonatum verticillatum (L.) All. 124 Polygonum bistorta L. 125 Potentilla aurea L. subsp. aurea 126 Potentilla crantzii (Crantz) Beck ex Fritsch 127 Potentilla erecta (L.) Raeusch. 128 Primula apennina Widmer 129 Primula veris L. subsp. veris 130 Primula veris subsp. columnae (Ten.) Luedi 131 Pulsatilla alpina (L.) Delarbre subsp. alpina 132 Pyrola minor L. 133 Ranunculus apenninus (Chiov.) Pignatti 134 Rhinanthus minor L. 135 Rosa pendulina L. 136 Rubus idaeus L. 137 Rumex acetosella L. 138 Sagina glabra (Willd.) Fenzl 139 Saxifraga exarata subsp. moschata (Wulfen) Cavill. 140 Saxifraga paniculata Mill. 141 Saxifraga rotundifolia L. subsp. rotundifolia 142 Scabiosa lucida Vill. 143 Sedum alpestre Vill.

14 144 Sedum monregalense Balb. 145 Sempervivum arachnoideum L. subsp. arachnoideum 146 Sempervivum montanum L. subsp. montanum 147 Sempervivum tectorum L. 148 Senecio doronicum (L.) L. subsp. doronicum 149 Seseli libanotis (L.) W.D.J.Koch subsp. libanotis 150 Silene acaulis subsp. bryoides (Jord.) Nyman 151 Silene italica (L.) Pers. subsp. italica 152 Silene nutans L. subsp. nutans 153 Silene rupestris L. 154 Soldanella alpina L. 155 Stachys pradica (Zanted.) Greuter et Pign. 156 Taraxacum officinale Weber agg. 157 Thesium alpinum L. 158 Thymus praecox subsp. polytrichus (A.Kern. ex Borb s) Jalas 159 Trifolium alpinum L. 160 Trifolium pratense L. 161 Trifolium thalii Vill. 162 Urtica dioica L. 163 Vaccinium myrtillus L. 164 Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum Lange 165 Vaccinium vitis-idaea L. subsp. vitis-idaea 166 Veratrum lobelianum Bernh. 167 Veronica fruticans Jacq. 168 Viola biflora L. 169 Viola calcarata L. subsp. cavillieri (W. Becker) Merxm. & Lippert

Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Monte Castellino Le Forbici SIC IT5120002

Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Monte Castellino Le Forbici SIC IT5120002 Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Monte Castellino Le Forbici SIC IT5120002 PROGETTO LIFE00 NAT/IT/7239 "CONSERVAZIONE DELLE PRATERIE MONTANE DELL APPENNINO TOSCANO" PROVINCIA DI LUCCA

Dettagli

LE BANCHE SEMI PER LA CONSERVAZIONE DELLA FLORA SPONTANEA

LE BANCHE SEMI PER LA CONSERVAZIONE DELLA FLORA SPONTANEA LE BANCHE SEMI PER LA CONSERVAZIONE DELLA FLORA SPONTANEA Graziano Rossi Università di Pavia, Dip. Ecologia del Territorio CFA-Centro regionale per la tutela della Flora Autoctona della Regione Lombardia

Dettagli

Analisi fitosociologica dei vaccinieti del Parco del Frignano

Analisi fitosociologica dei vaccinieti del Parco del Frignano Premessa Viene in questa relazione proposta la caratterizzazione ecologica dei vaccinieti del crinale modenese, analizzandone sia gli aspetti composizionali e interspecifici mediante uno studio fitosociologico,

Dettagli

I tipi pastorali degli areali alpini piemontesi

I tipi pastorali degli areali alpini piemontesi I tipi pastorali degli areali alpini piemontesi Andrea Cavallero 1, Marco Corgnati 2, Mauro Piazzi 3, Moreno Soster 4 Premessa La combinazione di differenti situazioni ecologiche e stazionali, di un accentuato

Dettagli

Giuseppe Oriolo. Foto M. Cassol

Giuseppe Oriolo. Foto M. Cassol Relazione tecnica sulla metodologia e il primo anno di rilevamento relativo ai monitoraggio e all analisi dell impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane

Dettagli

Cambiamenti climatici: Cause, effetti, rimedi (?) Maria Letizia Filippi. Il geologo e i cambiamenti climatici 29 marzo 2010

Cambiamenti climatici: Cause, effetti, rimedi (?) Maria Letizia Filippi. Il geologo e i cambiamenti climatici 29 marzo 2010 Cambiamenti climatici:, effetti, rimedi (?) Maria Letizia Filippi Il geologo e i cambiamenti climatici 29 marzo 2010 Organizzato da In collaborazione con Schema presentazione 1. Il clima 2. Il clima cambia:

Dettagli

Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale. Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano

Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale. Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano Le evidenze scientifiche del Cambiamento Climatico Globale Marino Gatto Professore di Ecologia Politecnico di Milano L effetto serra I principali gas serra (oltre al vapore acqueo) Gas serra Anidride carbonica

Dettagli

Analisi ecologica territoriale

Analisi ecologica territoriale Come si distribuiscono gli ecosistemi nello spazio e come si possono delimitare? GEOGRAFIA DEGLI ECOSISTEMI ed ECOLOGIA DEL PAESAGGIO Sono tra le scienze che analizzano la distribuzione spaziale degli

Dettagli

Maurizia Gandini Curriculum Vitae

Maurizia Gandini Curriculum Vitae Maurizia Gandini Curriculum Vitae INFORMAZIONI PERSONALI Cognome e Nome Indirizzo di Domicilio GANDINI, MAURIZIA 173, VIA CADUTI, 27030 SAIRANO (PV) Telefono Cellulare 3381036976 Indirizzo di Residenza

Dettagli

STUDI DELLA VEGETAZIONE (Graziano Rossi, Pavia) Studio della vegetazione: significato e modalità

STUDI DELLA VEGETAZIONE (Graziano Rossi, Pavia) Studio della vegetazione: significato e modalità STUDI DELLA VEGETAZIONE (Graziano Rossi, Pavia) Studio della vegetazione: significato e modalità Lo studio della flora può essere considerato un primo livello per acquisire conoscenze sulla componente

Dettagli

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA

LA DIVERSITÀ BIOLOGICA LA DIVERSITÀ BIOLOGICA Partiamo da noi Cosa conosco di questo argomento? Cosa si intende con biodiversità? Ma quante sono le specie viventi sul pianeta? ancora domande Come mai esistono tante diverse specie

Dettagli

Comune di San Marcello Pistoiese. Piano Strutturale Comunale Studio di incidenza ambientale (L.R.T. 56/2000 - Dir.CEE 92/43)

Comune di San Marcello Pistoiese. Piano Strutturale Comunale Studio di incidenza ambientale (L.R.T. 56/2000 - Dir.CEE 92/43) Comune di San Marcello Pistoiese Provincia di Pistoia Piano Strutturale Comunale Studio di incidenza ambientale (L.R.T. 56/2000 - Dir.CEE 92/43) Il Tecnico incaricato Dr. For. Edoardo Viti Il Responsabile

Dettagli

47.1.1 All. Caricion curvulae Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny 1926

47.1.1 All. Caricion curvulae Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny 1926 47.1.1 All. Caricion curvulae Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny 1926 Sinonimi [Juncion trifidi Krajina 1933] Riferimento del Tipo (holotypus e diagnosi) Definizione e descrizione (declaratoria) Praterie climatofile,

Dettagli

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA UNITA N 10 I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA Quali sono i fattori che influenzano il clima? Si chiamano fattori climatici le condizioni che producono variazioni negli elementi del clima. Molto importante

Dettagli

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI

La vegetazione dei Monti Simbruini APPUNTI La vegetazione dei Monti Simbruini FOTO VEGETAZIONE MONTI SIMBRUINI APPUNTI Il massiccio calcareo dei Monti Simbruini presenta una ben conservata copertura forestale, che occupa il 75% dell intero areale

Dettagli

La protezione delle piante officinali in Italia (1 a parte)

La protezione delle piante officinali in Italia (1 a parte) La protezione delle piante officinali in Italia (1 a parte) di Carla Vender e Pietro Fusani Istituto Sperimentale per l Assestamento Forestale e per l Alpicoltura Trento ERBORISTERIA DOMANI 266 GENNAIO

Dettagli

L Alpeggio nell Altopiano dei Sette Comuni: azioni gestionali a difesa delle produzioni

L Alpeggio nell Altopiano dei Sette Comuni: azioni gestionali a difesa delle produzioni L Alpeggio nell Altopiano dei Sette Comuni: azioni gestionali a difesa delle produzioni Gianbattista Rigoni Stern Fonte Cerreto- L Aquila 10 ottobre 2012 Uso del suolo nell'altopiano dei Sette Comuni 11,40%

Dettagli

Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma

Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma Proposte metodologiche per la raccolta, conservazione e gestione del germoplasma G. Bacchetta 1, V. Carasso 2, A. Congiu 1, G. Fenu 1, E. Mattana 1 1 Dipartimento di Scienze Botaniche, Università degli

Dettagli

Erickson. Le carte geografiche, il tempo e il clima, il paesaggio italiano. Scuola primaria. Carlo Scataglini. Collana diretta da Dario Ianes

Erickson. Le carte geografiche, il tempo e il clima, il paesaggio italiano. Scuola primaria. Carlo Scataglini. Collana diretta da Dario Ianes Strumenti per la didattica, l educazione, la riabilitazione, il recupero e il sostegno Collana diretta da Dario Ianes Carlo Scataglini GEOGRAFIA facile per la classe quarta Le carte geografiche, il tempo

Dettagli

Fenologia nelle Alpi occidentali: il Progetto PhenoALP

Fenologia nelle Alpi occidentali: il Progetto PhenoALP MONITORAGGIO DELLA FENOLOGIA VEGETATIVA E RIPRODUTTIVA E SUE APPLICAZIONI Torino 28 Giugno 2010 Fenologia nelle Alpi occidentali: il Progetto PhenoALP The PhenoALP team: E. Cremonese(1), A. Delestrade

Dettagli

Parole chiave: conservazione ex situ, banche del germoplasma, semi, piante minacciate, biodiversità

Parole chiave: conservazione ex situ, banche del germoplasma, semi, piante minacciate, biodiversità In stampa su: Atti del Convegno della Rete Italiana Banche del Germoplasma per la Conservazione delle Piante Spontanee Minacciate, Trento 1-2 Aprile 2004. La Banca dei semi delle piante autoctone lombarde

Dettagli

Il Golfo di Trieste: un sito di ricerche oceanografiche inserito nella rete LTER (Long Term Ecological Research)

Il Golfo di Trieste: un sito di ricerche oceanografiche inserito nella rete LTER (Long Term Ecological Research) Dipartimento di Oceanografia Biologica BiO Il Golfo di Trieste: un sito di ricerche oceanografiche inserito nella rete LTER (Long Term Ecological Research) B. Cataletto*, A. Pugnetti +, M. Ravaioli +,

Dettagli

Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia Sintesi a cura dell Osservatorio Comunicazione e Informazione Ambientale Iefe

Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia Sintesi a cura dell Osservatorio Comunicazione e Informazione Ambientale Iefe Research Report Series ISSN 2036 1785 Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia Sintesi a cura dell Osservatorio Comunicazione e Informazione Ambientale Iefe Research Report n. 10 March 2012 Studio

Dettagli

NextSnow: stima delle risorse nivali e dei loro cambiamenti sulle Alpi. Umberto Morra di Cella

NextSnow: stima delle risorse nivali e dei loro cambiamenti sulle Alpi. Umberto Morra di Cella NextSnow: stima delle risorse nivali e dei loro cambiamenti sulle Alpi Contributi ARPA Valle d Aosta - E. Cremonese, G. Filippa, F. Diotri, P. Pogliotti Fondazione CIMA - S. Gabellani e R. Rudari CNR -

Dettagli

Piano d'azione per l'ambiente roccioso montano, collinare e insulare

Piano d'azione per l'ambiente roccioso montano, collinare e insulare Piano d'azione della per la biodiversità Piano d'azione per l'ambiente roccioso montano, collinare e insulare Descrizione Gli habitat rocciosi a causa dell'acclività, di elementi e fattori climatici proibitivi,

Dettagli

Impatti dei cambiamenti climatici globali sulla biodiversità e gli ecosistemi

Impatti dei cambiamenti climatici globali sulla biodiversità e gli ecosistemi Impatti dei cambiamenti climatici globali sulla biodiversità e gli ecosistemi Marino Gatto Introduzione: CCG e biodiversità Gli impatti dei CCG I modelli di predizione degli impatti La situazione in Italia:

Dettagli

Scheda 2 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO E CAMBIAMENTO CLIMATICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 2 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO E CAMBIAMENTO CLIMATICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 2 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO E CAMBIAMENTO CLIMATICO GREEN JOBS Formazione e Orientamento LE 10 CATASTROFI NATURALI PIU SCONVOLGENTI DELL ULTIMO DECENNIO 1. Inondazioni

Dettagli

LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI

LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE DEI SISTEMI NATURALI Allegato 1 ORGANIZZAZIONE GENERALE: Ai sensi del vigente ordinamento, le attività formative che dovranno essere acquisite dagli studenti sono distinte

Dettagli

La connettività ecologica e la sua importanza per le popolazioni animali e l uomo

La connettività ecologica e la sua importanza per le popolazioni animali e l uomo Torino, 24 settembre 2010 ECONNECT. Le connessioni ecologiche sulle Alpi occidentali: opportunità, problematiche, iniziative integrate con il territorio Parco Naturale delle Alpi marittime Direzione regionale

Dettagli

La Banca del germoplasma delle piante lombarde (LSB)

La Banca del germoplasma delle piante lombarde (LSB) La Banca del germoplasma delle piante lombarde (LSB) Un impegno per la salvaguardia della biodiversità Viola comollia [foto P. Arrigoni] GALBIATE LECCO VALMADRERA OGGIONO MALGRATE GARLATE PESCATE COMUNITÀ

Dettagli

Distribuzione dei bombi in alta montagna e cambiamenti climatici

Distribuzione dei bombi in alta montagna e cambiamenti climatici Distribuzione dei bombi in alta montagna e cambiamenti climatici M. Porporato, A. Manino, A. Patetta, P. J. Mazzoglio Dipartimento di Protezione e Valorizzazione delle Risorse Agroforestali restali Università

Dettagli

BIODIVERSITA` VEGETALE

BIODIVERSITA` VEGETALE BIODIVERSITA` VEGETALE Lino Zubani Dipartimento di Scienze della Terra e dell Ambiente Via S. Epifanio, 14-27100 Pavia Università degli Studi di Pavia lino.zubani@unipv.it SOMMARIO Biodiversità concetti

Dettagli

GLOBAL WARMING. Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo

GLOBAL WARMING. Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo GLOBAL WARMING certezze, quasi certezze e dubbi Mario Giuliacci - Centro Epson Meteo Non è tutto chiaro Le certezze Le quasi certezze I dubbi Il catastrofismo Il ruolo dell IPCC Le certezze Global Warming

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

Clima e parametri climatici 1

Clima e parametri climatici 1 Corso di Fisica Tecnica Ambientale Architettura-energia-ambiente: introduzione alla sostenibilità Laboratorio Integrato 1 anno CLASARCH indirizzo sostenibilità Clima e parametri climatici 1 Università

Dettagli

L Herbarium Alpium Occidentalium di Bruno Peyronel e Giovanna Dal Vesco: il Catalogo della collezione

L Herbarium Alpium Occidentalium di Bruno Peyronel e Giovanna Dal Vesco: il Catalogo della collezione MUSEOLOGIA SCIENTIFICA nuova serie 4(1-2): 93-97 2010 Lavori - Museologia descrittiva e storica L Herbarium Alpium Occidentalium di Bruno Peyronel e Giovanna Dal Vesco: il Catalogo della collezione Annalaura

Dettagli

GLI AMBIENTI L Antartide L Antartide è un continente, sepolto sotto una calotta di ghiaccio Dai suoi bordi si staccano degli iceberg Dalla calotta di ghiaccio emergono cime di montagne fra cui un grande

Dettagli

CREAZIONE DELLA BANCA DEL GERMOPLASMA DELLA VALLE D AOSTA, CON IL SUPPORTO DELLA

CREAZIONE DELLA BANCA DEL GERMOPLASMA DELLA VALLE D AOSTA, CON IL SUPPORTO DELLA CREAZIONE DELLA BANCA DEL GERMOPLASMA DELLA VALLE D AOSTA, CON IL SUPPORTO DELLA CARATTERIZZAZIONE GENETICA DI SPECIE VEGETALI DI INTERESSE REGIONALE RICERCATORE TEAM LEADER: FABIO GUGLIELMO INTRODUZIONE:

Dettagli

NEWSLETTER. O1 maggio 2010. La gestione sostenibile delle aree protette: il Delta del Po come laboratorio di pianificazione interregionale

NEWSLETTER. O1 maggio 2010. La gestione sostenibile delle aree protette: il Delta del Po come laboratorio di pianificazione interregionale NEWSLETTER O1 maggio 2010 in questo numero: 1. development with nature : gli obiettivi del progetto NATREG 2. verso una strategia transnazionale per la conservazione attiva delle aree protette 3. NATREG

Dettagli

CONVENZIONE DELLE ALPI Trattato internazionale per lo sviluppo sostenibile del territorio alpino

CONVENZIONE DELLE ALPI Trattato internazionale per lo sviluppo sostenibile del territorio alpino CONVENZIONE DELLE ALPI Trattato internazionale per lo sviluppo sostenibile del territorio alpino Un trattato per il territorio 1.Ambito di applicazione geografico* 2.Partecipazione attiva degli enti territoriali

Dettagli

RIPRISTINO E MANTENIMENTO DELLE PRATERIE MONTANE. L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

RIPRISTINO E MANTENIMENTO DELLE PRATERIE MONTANE. L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi RIPRISTINO E MANTENIMENTO DELLE PRATERIE MONTANE L esperienza del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Monitoraggio della biodiversità animale in ambiente alpino Monitoraggio Biodiversità Obiettivi 1. Descrivere

Dettagli

NOTE FLORISTICHE TOSCO-LIGURI-EMILIANE. VII. DATI SU ALCUNE FANEROGAME INTERESSANTI RACCOLTE NELL APPENNINO LUCCHESE (TOSCANA)

NOTE FLORISTICHE TOSCO-LIGURI-EMILIANE. VII. DATI SU ALCUNE FANEROGAME INTERESSANTI RACCOLTE NELL APPENNINO LUCCHESE (TOSCANA) Ann. Mus. civ. Rovereto Sez.: Arch., St., Sc. nat. Vol. 25 (2009) 127-139 2010 DINO MARCHETTI NOTE FLORISTICHE TOSCO-LIGURI-EMILIANE. VII. DATI SU ALCUNE FANEROGAME INTERESSANTI RACCOLTE NELL APPENNINO

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 maggio 2014, n. 943

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 maggio 2014, n. 943 19287 DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 maggio 2014, n. 943 P.C.T.E. Grecia Italia 2007/2013 Progetto BIG. Accordo con il Dipartimento di Biologia ed il Museo Orto Botanico dell Università degli

Dettagli

Azione A5 Impianto di una rete di monitoraggio naturalistico Sintesi dei deliverables di chiusura dell azione

Azione A5 Impianto di una rete di monitoraggio naturalistico Sintesi dei deliverables di chiusura dell azione LIFE12 NAT/IT/000818 Conservazione e recupero delle praterie xero-termiche della Valle di Susa mediante la gestione pastorale Azione A5 Impianto di una rete di monitoraggio naturalistico Sintesi dei deliverables

Dettagli

RELAZIONE VEGETAZIONALE

RELAZIONE VEGETAZIONALE COMUNE DI GARESSIO Committente: Simic s.p.a. Camerana (CN) via Vittorio Veneto P.iva 02121640045 Costruzione ed esercizio di un impianto eolico in località Bric Meriano, Garessio ( CN) RELAZIONE VEGETAZIONALE

Dettagli

Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri

Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri Franca Marchesi Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri Franca Marchesi Conoscere e studiare l Italia Piccola guida per studenti stranieri È vietata la riproduzione, anche parziale,

Dettagli

APPLICAZIONI E MODELLI GIS IN CAMPO ECOLOGICO

APPLICAZIONI E MODELLI GIS IN CAMPO ECOLOGICO APPLICAZIONI E MODELLI IN CAMPO ECOLOGICO Marcella ALIBRANDO (*), Massimiliano CARRINO (*), Luciano CRUA (**), Massimiliano FERRARATO (**), Barbara LORUSSO (*), Davide VIETTI (**) (*) ARPA Piemonte Centro

Dettagli

OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI

OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI OMBREGGIATURA CON LE PIANTE PER IL CONTROLLO SOLARE DEGLI EDIFICI G. Papadakis, P. Tsamis, S. Kyritsis Department of Agricultural Engineering, Agricultural University of Athens, Greece Data: 13 gennaio

Dettagli

FLORINTESA. Potenziamento, promozione e divulgazione della rete degli Orti Botanici e dei Giardini Storici d Italia

FLORINTESA. Potenziamento, promozione e divulgazione della rete degli Orti Botanici e dei Giardini Storici d Italia FLORINTESA Potenziamento, promozione e divulgazione della rete degli Orti Botanici e dei Giardini Storici d Italia Un progetto a cura di : ENEA Laboratorio per la Gestione Sostenibile degli Agroecosistemi

Dettagli

Rapporto sullo stato di conservazione della biodiversità in Sardegna: dalla conoscenza alla programmazione

Rapporto sullo stato di conservazione della biodiversità in Sardegna: dalla conoscenza alla programmazione Rapporto sullo stato di conservazione della biodiversità in Sardegna: dalla conoscenza alla programmazione Servizio Tutela della Natura Assessorato Difesa Ambiente Roma, 28 febbraio 2014 SOMMARIO: Il monitoraggio

Dettagli

Climate Change 2014 Impatti, Adattamento e Vulnerabilità. I contenuti principali della

Climate Change 2014 Impatti, Adattamento e Vulnerabilità. I contenuti principali della IPCC AR5 Quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici Working Group II Climate Change 2014 Impatti, Adattamento e Vulnerabilità I contenuti principali della Sintesi per i Decisori Politici

Dettagli

La flora apistica locale

La flora apistica locale APAS Ass. Apicoltori CCIAA Camera di Commercio Fondazione Fojanini Interreg II Italia Svizzera, Asse 2 Misura 2.1: Valorizzazione e tipicizzazione delle produzioni agricole 1999 La flora apistica locale

Dettagli

Dipartimento di Energia Sezione Elettrica. Grande Capannone 2 Piano Via La Masa 34 20156 Milano Tel: +39.02.2399.8506 Fax: +39.02.2399.

Dipartimento di Energia Sezione Elettrica. Grande Capannone 2 Piano Via La Masa 34 20156 Milano Tel: +39.02.2399.8506 Fax: +39.02.2399. Dipartimento di Energia Sezione Elettrica Grande Capannone 2 Piano Via La Masa 34 20156 Milano Tel: +39.02.2399.8506 Fax: +39.02.2399.8566 CALCOLO DEL PERFORMANCE RATIO E DEL FATTORE DI TRASPOSIZIONE DELL

Dettagli

Daniela Gigante, Roberto Venanzoni

Daniela Gigante, Roberto Venanzoni Il declino della popolazione di Phragmites australis (Cav.) Trin. ex Steud. al Lago Trasimeno Daniela Gigante, Roberto Venanzoni Università degli Studi di Perugia, Dip. Biologia Applicata conoscenze, valutazioni,

Dettagli

I processi fondamentali negli ecosistemi: produzione e decomposizione

I processi fondamentali negli ecosistemi: produzione e decomposizione I processi fondamentali negli ecosistemi: produzione e decomposizione La produzione primaria l attività degli organismi fotosintetici è la porta di ingresso dell energia nell ecosistema essi sono in grado

Dettagli

HIGH RESOLUTION CLIMATE INFORMATION FOR MOUNTAIN AREAS (HR-CIMA)

HIGH RESOLUTION CLIMATE INFORMATION FOR MOUNTAIN AREAS (HR-CIMA) HIGH RESOLUTION CLIMATE INFORMATION FOR MOUNTAIN AREAS (HR-CIMA) Michele Brunetti m.brunetti@isac.cnr.it Istituto di Scienze dell Atmosfera e del Clima Consiglio Nazionale delle Ricerche 12 Novembre 2013

Dettagli

Il Geodatabase del Sistema Informativo Vegetazionale delle Marche

Il Geodatabase del Sistema Informativo Vegetazionale delle Marche Fitosociologia vol. 44 (2) suppl. 1: 95-101, 2007 95 Il Geodatabase del Sistema Informativo Vegetazionale delle Marche S. Pesaresi 1, E. Biondi 1, S. Casavecchia 1, A. Catorci 2 & M. Foglia 2 1 Dipartimento

Dettagli

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI

BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Università degli Studi di Siena Dipartimento di Biologia Evolutiva BIODIVERSITÀ DEI SUOLI ITALIANI: IL CONTRIBUTO DEGLI ACARI ORIBATEI Massimo MIGLIORINI, Fabio BERNINI Gli Acari sono un gruppo di aracnidi

Dettagli

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4:

Amministrazione Provinciale di Siena - Ufficio di Piano per il PTCP ALLEGATO 4: ALLEGATO 4: STABILITÀ DEI VERSANTI: METODOLOGIA DA ADOTTARE COME STANDARD PROVINCIALE PER LA REALIZZAZIONE DELLA CARTA DELLA STABILITÀ POTENZIALE INTEGRATA DEI VERSANTI AI SENSI DELLA DCR 94/85. Allegato

Dettagli

UNIVERSITÀ DI PISA FACOLTÀ DI INGEGNERIA

UNIVERSITÀ DI PISA FACOLTÀ DI INGEGNERIA UNIVERSITÀ DI PISA FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA DELLE TELECOMUNICAZIONI Tesi di Laurea Analisi statistica di propagazione di campo elettromagnetico in ambiente urbano. Relatori:

Dettagli

la posizione della Terra rispetto al Sole, che trova espressione fisica nella porzione di terra esposta alla radiazione variabile a ritmo stagionale

la posizione della Terra rispetto al Sole, che trova espressione fisica nella porzione di terra esposta alla radiazione variabile a ritmo stagionale RADIAZIONE SOLARE ENERGIA SOLARE Per energia solare si intende l'energia emessa dal Sole con continuità, sotto forma di energia raggiante. L'energia viene irraggiata nello spazio sottoforma di radiazione

Dettagli

Le problematiche del turismo: uno sguardo interdisciplinare. Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo

Le problematiche del turismo: uno sguardo interdisciplinare. Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo Roberto Furlani WWF Italia Ufficio Turismo Secondo l Organizzazione Mondiale per il Turismo, le Alpi accolgono ogni anno il 12% circa del turismo mondiale. Parallelamente le Alpi rappresentano anche uno

Dettagli

Newsletter n 1/2009. Gentili lettori,

Newsletter n 1/2009. Gentili lettori, Programma Spazio Alpino 2007-20132013 REGIONE LOMBARDIA DG TERRITORIO e URBANISTICA Via Sassetti, 32/2-20124 Milano Tel. +39 02 6765 5356 fax +39 02 6765 6716 e-mail: spazio_alpino@regione.lombardia.it

Dettagli

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici

Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici Recupero, esame critico, omogeneizzazione ed analisi di serie storiche secolari italiane di dati meteorologici M. Maugeri 1, M. Brunetti 2, L. Buffoni 3, F. Mangianti 4, F. Monti 1, T. Nanni 2, R. Pastorelli

Dettagli

Metodi innovativi per il controllo e la gestione dei fenomeni franosi

Metodi innovativi per il controllo e la gestione dei fenomeni franosi Saie Built Academy: scienze e tecnologie per costruire città e territorio Bologna 22 Ottobre 2014 Metodi innovativi per il controllo e la gestione dei fenomeni franosi Matteo Berti Dipartimento BIGEA -

Dettagli

UN DISPLAY GRAFICO PER IL MAGNETOMETRO GEOMETRICS G856

UN DISPLAY GRAFICO PER IL MAGNETOMETRO GEOMETRICS G856 GNGTS Atti del 17 Convegno Nazionale 06.01 A. Zirizzotti e M. Marchetti Istituto Nazionale di Geofisica, Roma UN DISPLAY GRAFICO PER IL MAGNETOMETRO GEOMETRICS G856 Riassunto. Le tecniche magnetometriche

Dettagli

I Biomi. Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN

I Biomi. Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN I Biomi Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN La vita delle piante e degli animali delle comunità naturali è determinata principalmente dal clima

Dettagli

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE

Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Cognome... Nome... LE CORRENTI MARINE Le correnti marine sono masse d acqua che si spostano in superficie o in profondità negli oceani: sono paragonabili a enormi fiumi che scorrono lentamente (in media

Dettagli

Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia

Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia Rapporto sulla pubblicità ambientale in Italia Sintesi Osservatorio Comunicazione e Informazione Ambientale (CIA) in collaborazione con Introduzione L attenzione verso l ambiente non è mai stata così alta

Dettagli

Il calore del sole e le fasce climatiche della terra

Il calore del sole e le fasce climatiche della terra Il calore del sole e le fasce climatiche della terra 1 Il sole trasmette energia e calore alla terra. Ma, dato che la terra ha una forma simile a quella di una sfera, che ruota su se stessa attorno a un

Dettagli

LA SOSTENIBILITÀ: VERSO UNA NUOVA PROSPETTIVA DELLA RESPONSABILITA SOCIALE

LA SOSTENIBILITÀ: VERSO UNA NUOVA PROSPETTIVA DELLA RESPONSABILITA SOCIALE LA SOSTENIBILITÀ: VERSO UNA NUOVA PROSPETTIVA DELLA RESPONSABILITA SOCIALE Marina Migliorato Responsabile CSR e Rapporti con le Associazioni Relazioni Esterne Enel Roma, 21 giugno 2011 LUISS Business School

Dettagli

Note per la compilazione del modulo per la richiesta di autorizzazione all'intervento di reintroduzione di specie vegetali

Note per la compilazione del modulo per la richiesta di autorizzazione all'intervento di reintroduzione di specie vegetali Note per la compilazione del modulo per la richiesta di autorizzazione all'intervento di reintroduzione di specie vegetali Come evidenziato in testa al documento, il modulo raccoglie e schematizza le informazioni

Dettagli

Direzione Ambiente. Guida tecnica

Direzione Ambiente. Guida tecnica Direzione Ambiente Guida tecnica Procedimento di verifica di assoggettabilita alla VAS dei Programmi di interventi di sistemazione idrogeologica e manutenzione montana (PISIMM) ( art. 12 d. lgs. 152/2006

Dettagli

Innovating in not metropolitan area C2C Final Conference Potsdam, 25/03/2014

Innovating in not metropolitan area C2C Final Conference Potsdam, 25/03/2014 Impact Hub Rovereto Innovating in not metropolitan area C2C Final Conference Potsdam, 25/03/2014 Impact Hub believes in power of innovation through collaboration Impact'Hub'is'a'global'network'of' people'and'spaces'enabling'social'

Dettagli

PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA TRA I FIORI DELLA MAJELLA: ESPERIENZE DI BOTANICA NEL PARCO CAMPO DI VOLONTARIATO DESCRIZIONE PROGETTO Il Parco Nazionale della Majella (Abruzzo) è uno dei 24 parchi nazionali

Dettagli

silvia cama emanuela cuneo marco di crescenzo beatrice traspedini stefano zarba

silvia cama emanuela cuneo marco di crescenzo beatrice traspedini stefano zarba silvia cama emanuela cuneo marco di crescenzo beatrice traspedini stefano zarba Via Picardi FILANTROPIA È SESTO SAN GIOVANNI interventi proposti: spostamento e ricollocazione in altra area della giostra

Dettagli

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello

SISMO. Storia sismica di sito di ManOppello SISMO Storia sismica di sito di ManOppello Rapporto tecnico per conto del: Dr. Luciano D Alfonso, Sindaco Comune di Pescara (PE) Eseguito da: Umberto Fracassi Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Dettagli

LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: DALLO SVILUPPO ALL IMPLEMENTAZIONE

LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: DALLO SVILUPPO ALL IMPLEMENTAZIONE LA VALUTAZIONE E GESTIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-CORRELATO: DALLO SVILUPPO ALL IMPLEMENTAZIONE Sergio Iavicoli INAIL Dipartimento Medicina del Lavoro Roma 12 ottobre 2011 IMPLEMENTAZIONE DELL ACCORDO

Dettagli

CAPITOLO 8 CERTIFICAZIONI

CAPITOLO 8 CERTIFICAZIONI CAPITOLO 8 CERTIFICAZIONI Autori: Antonio Notaro, Salvatore Caldara, Salvatore Giarratana, Giuseppina Pizzo. L impatto delle attività produttive dell uomo sull ambiente sono sempre più evidenti e disastrose,

Dettagli

L AMERICA ANGLOSASSONE

L AMERICA ANGLOSASSONE L AMERICA ANGLOSASSONE Scuola Media Pio X Artigianelli - Classe III A L America anglosassone si estende per migliaia di Km dal Mar Glaciale Artico fino al confine con il Messico. Questa porzione di continente

Dettagli

Progetto GRASTEPP AZIONI PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA IN DUE AREE PROTETTE DELLA REGIONE PUGLIA

Progetto GRASTEPP AZIONI PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA IN DUE AREE PROTETTE DELLA REGIONE PUGLIA Comune di Laterza Provincia di Taranto I.N.F.S. Comune di Gravina in Puglia Progetto GRASTEPP AZIONI PER LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA IN DUE AREE PROTETTE DELLA REGIONE PUGLIA Delibera Cipe 19/2004

Dettagli

Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance

Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance CONVEGNO INTERNAZIONALE DARE VALORE ALLA NATURA I Servizi ecosistemici per nutrire il pianeta venerdì 12 giugno 2015 EXPO 2015 - MILANO Il progetto LIFE+ MGN: dal Modello alla Governance Prof. GIUSEPPE

Dettagli

EISRIESENWELT Scienza

EISRIESENWELT Scienza EISRIESENWELT Scienza 1. Come si è formata la grotta Eisriesenwelt La maggioranza delle grotte presenti nella regione alpina si trovano nelle montagne calcaree, a differenza delle grotte formatesi tramite

Dettagli

Consiglio Nazionale delle Ricerche. Report di approfondimento relativo all attuale stato di attività del fenomeno franoso di Montaguto febbraio 2011

Consiglio Nazionale delle Ricerche. Report di approfondimento relativo all attuale stato di attività del fenomeno franoso di Montaguto febbraio 2011 Consiglio Nazionale delle Ricerche ISTITUTO DI RICERCA PER LA PROTEZIONE IDROGEOLOGICA CENTRO DI COMPETENZA DEL DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Report di approfondimento

Dettagli

PIENO DI VITA, PIENO DI NATURA.

PIENO DI VITA, PIENO DI NATURA. PIENO DI VITA, PIENO DI NATURA. Lavatera triloba. Foto: Gianluigi Bacchetta Gipetus barbatus. Foto: Domenico Ruiu Il bioparco rappresenta l evoluzione culturale del giardino zoologico e dell orto botanico.

Dettagli

L ATMOSFERA. IL CLIMA Capitolo 1 elementi e fattori del clima.

L ATMOSFERA. IL CLIMA Capitolo 1 elementi e fattori del clima. 1 L ATMOSFERA IL CLIMA Capitolo 1 elementi e fattori del clima. Cosa è il clima Sempre più spesso alla televisione, e non solo nei programmi scientifici, sui giornali e durante le conferenze politiche

Dettagli

NORME PER LA TUTELA DI ALCUNE SPECIE DELLA FAUNA INFERIORE E DELLA FLORA. (1)

NORME PER LA TUTELA DI ALCUNE SPECIE DELLA FAUNA INFERIORE E DELLA FLORA. (1) Legge regionale 15 novembre 1974, n. 53 (BUR n. 47/1974) NORME PER LA TUTELA DI ALCUNE SPECIE DELLA FAUNA INFERIORE E DELLA FLORA. (1) Titolo I Disposizioni generali Art. 1 (2) La presente legge detta

Dettagli

PRESEMINATO CARATTERISTICHE COMUNI

PRESEMINATO CARATTERISTICHE COMUNI PRESEMINATO è il biotessile preseminato, interamente biodegradabile, contenente sementi di prima qualità, fornito in rotoli, che consente la realizzazione di inerbimenti in varie situazioni a seguito della

Dettagli

Impresa e innovazione nel settore energetico europeo: il contributo della conoscenza alla creazione di valore Silvia Bruzzi

Impresa e innovazione nel settore energetico europeo: il contributo della conoscenza alla creazione di valore Silvia Bruzzi ÉTUDES - STUDIES Impresa e innovazione nel settore energetico europeo: il contributo della conoscenza alla creazione di valore Silvia Bruzzi Polo Interregionale di Eccellenza Jean Monnet - Pavia Jean Monnet

Dettagli

Questa miscela è composta da 24 specie di fiori selvatici tra Cardamine pratensis, Polemonium caeruleum, Centaurea

Questa miscela è composta da 24 specie di fiori selvatici tra Cardamine pratensis, Polemonium caeruleum, Centaurea Sementi di fiori selvatici Tutti i nostri fiori selvatici derivano da ceppi selvatici autoctoni La semente viene prodotta secondo il protocollo di Bio Suisse o Demeter La raccolta si effettua a mano per

Dettagli

RADIAZIONE SOLARE. 99% dell energia compresa in λ 0.15 4 µ: 9% nell uv (λ < 0.4µ) 49% nel visibile (0.4 < λ < 0.8µ) 42% nell IR (λ > 0.

RADIAZIONE SOLARE. 99% dell energia compresa in λ 0.15 4 µ: 9% nell uv (λ < 0.4µ) 49% nel visibile (0.4 < λ < 0.8µ) 42% nell IR (λ > 0. BILANCIO AL TOP DELL ATMOSFERA RADIAZIONE SOLARE 99% dell energia compresa in λ 0.15 4 µ: 9% nell uv (λ < 0.4µ) 49% nel visibile (0.4 < λ < 0.8µ) 42% nell IR (λ > 0.8µ) L intensità della radiazione solare

Dettagli

Impatti su ciclo idrologico e risorse idriche

Impatti su ciclo idrologico e risorse idriche Impatti su ciclo idrologico e risorse idriche Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Università di Trento Alcune domande Che effetto avranno le variazioni climatiche sulla disponibilita futura

Dettagli

Progetto per un paesaggio sostenibile. Design of a Sustainable Landscape Plan

Progetto per un paesaggio sostenibile. Design of a Sustainable Landscape Plan Progetto per un paesaggio sostenibile dal parco Roncajette ad Agripolis Design of a Sustainable Landscape Plan from the Roncajette park to Agripolis Comune di Padova Zona Industriale Padova Harvard Design

Dettagli

Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno SIC - ZPS IT5180011

Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno SIC - ZPS IT5180011 PROGETTO LIFE00 NAT/IT/7239 "CONSERVAZIONE DELLE PRATERIE MONTANE DELL APPENNINO TOSCANO" Piano di gestione del Sito di Importanza Regionale Pascoli montani e cespuglieti del Pratomagno SIC - ZPS IT5180011

Dettagli

Quindici anni di servizio informazione pollinica retrospettiva e novità

Quindici anni di servizio informazione pollinica retrospettiva e novità Newsletter n. 15-2009 Quindici anni di servizio informazione pollinica retrospettiva e novità La tanto attesa edizione della newsletter info pollini n. 15, esce ora in occasione del quindicesimo anniversario

Dettagli

Manuale degli habitat del Friuli Venezia Giulia e valutazioni su qualità ambientale e rischi: aspetti teorici

Manuale degli habitat del Friuli Venezia Giulia e valutazioni su qualità ambientale e rischi: aspetti teorici Fitosociologia vol. 44 (2) suppl. 1: 67-72, 2007 67 Manuale degli habitat del Friuli Venezia Giulia e valutazioni su qualità ambientale e rischi: aspetti teorici L. Poldini 1, M. Vidali 1, G. Oriolo 2

Dettagli

Allegato A: Disciplinare di produzione Denominazione d Origine Protetta (DOP) SILTER Articolo 1 - DENOMINAZIONE

Allegato A: Disciplinare di produzione Denominazione d Origine Protetta (DOP) SILTER Articolo 1 - DENOMINAZIONE Allegato A: Disciplinare di produzione Denominazione d Origine Protetta (DOP) SILTER Articolo 1 - DENOMINAZIONE La Denominazione di Origine Protetta (DOP) Silter è riservata esclusivamente al formaggio

Dettagli

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza

GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza GUIDA NATURALISTICA La Lomellina, agricoltura e natura come conoscenza ECOLOGIA I 9 marzo 2013 Mariella Nicastro Parco Regionale della Valle del Lambro CHE COS E L ECOLOGIA Se lo chiedete a tre professori,

Dettagli

Bianca Francesca Berardi Classe 1^ Liceo Esposizione di Geostoria a.s. 2012-2013 AL CENTRO DEL MEDITERRANEO

Bianca Francesca Berardi Classe 1^ Liceo Esposizione di Geostoria a.s. 2012-2013 AL CENTRO DEL MEDITERRANEO Bianca Francesca Berardi Classe 1^ Liceo Esposizione di Geostoria a.s. 2012-2013 AL CENTRO DEL MEDITERRANEO LA POSIZIONE E IL MARE La POSIZIONE al centro del Mediterraneo e la forma peninsulare rendono

Dettagli

LE LINEE GUIDA DEL PROGETTO ACT ADAPTING TO CLIMATE CHANGE IN TIME

LE LINEE GUIDA DEL PROGETTO ACT ADAPTING TO CLIMATE CHANGE IN TIME PLANNING FOR ADAPTATION TO CLIMATE CHANGE Guidelines for municipalities No LIFE08 ENV/IT/000436 With the contribution of the LIFE financial instruments of the European Community LINEE GUIDA PER I PIANI

Dettagli