M&A VALUE P/E. R/i LBO PERFORMANCE OTATE IN BORSA LE LOCAL UTILITIES ITALIANE QU ANALISI DEI RISULTATI % 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "M&A VALUE P/E. R/i LBO PERFORMANCE OTATE IN BORSA LE LOCAL UTILITIES ITALIANE QU ANALISI DEI RISULTATI 2003 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0%"

Transcript

1 COLLANA STUDI DI SETTORE M&A VALUE LE LOCAL UTILITIES ITALIANE QU 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% OTATE IN BORSA P/E ANALISI DEI RISULTATI 2003 R/i LBO PERFORMANCE

2 COLLANA STUDI DI SETTORE L editoria libraria nel processo di globalizzazione dei media, 1999 Il settore immobiliare quotato alla Borsa Italiana, 2000 Le alleanze nelle Utilities: tipologie e problematiche attuative, Rapporto annuale, 2001 Le alleanze nelle utilities: strategie di integrazione e player emergenti, Rapporto annuale, 2002 Strategie e gestione delle imprese di igiene urbana, 2002 Le alleanze nelle utilities: strategie di integrazione e player emergenti, Rapporto annuale, 2003 Il settore idrico internazionale, 2003 Alleanze e strategie delle utilities; dalla dimensione locale a quella europea, Rapporto annuale, 2004 Le local utilities italiane quotate in Borsa, 2004 AGICI FINANZA D IMPRESA AGICI Finanza d Impresa è una società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e finanziaria. La società è attiva nelle aree della finanza straordinaria e dell analisi e pianificazione strategica, assistendo le imprese, anche di piccole e medie dimensioni, in operazioni di acquisizione, fusione, cessione, quotazione in Borsa e joint-venture. AGICI Finanza d Impresa si avvale di un team di professionisti specializzati nelle diverse aree di intervento, coordinato e diretto da: Andrea Gilardoni - Presidente - Alessandro Marangoni - Consigliere Delegato -

3 INDICE 1. Sintesi dei risultati 2. Le utilities italiane quotate in Borsa 3. I risultati economico-finanziari 4. Le tendenze strategiche in atto 5. Scenari ed opportunità future TEAM DEL PROGETTO Responsabile scientifico Andrea Gilardoni Direttore del progetto Alessandro Marangoni Analisti Alfonso Ardolino Christian Brambilla 3

4 SINTESI DEI RISULTATI Obiettivo dello studio è delineare in breve le dinamiche industriali delle local utilities italiane quotate in Borsa alla luce dei dati economico-finanziari dell esercizio 2003, individuando le tendenze strategiche in atto e le opportunità di crescita future. Pur considerando del fatto che la situazione delle nove aziende possa variare in modo significativo, emergono alcune indicazioni di carattere generale, in sintesi: l elevato, e crescente, peso delle imprese quotate rispetto all intero settore dei servizi pubblici locali, non solo per dimensione ma anche per efficienza e redditività; il deciso miglioramento in termini di redditività, efficienza e liquidità, cui consegue un certo ottimismo nella realizzazione dei futuri piani di sviluppo, anche ricorrendo a politiche di leva finanziaria finora molto contenuta; il rilancio dei core-business, attuato sia mediante crescita interna (riorganizzazione aziendale, investimenti tecnologici, miglioramenti nei margini e nella produttività), che attraverso linee esterne (accordi, joint-venture e consorzi, così come acquisizioni di piccoli e medi gestori locali e di reti distributive); il rafforzamento in ciascuno dei comparti analizzati, con una logica mirata per la singola impresa e con il progressivo emergere di leader di settore oltre che territoriali. Si confermano, comunque, preponderanti i comparti energetici, ove paiono emergere alcune energy company leader; la precisa volontà di presidiare le fasi a monte e a valle nella filiera del gas e dell elettricità in vista di una liberalizzazione più spinta, migliorando condizioni di approvvigionamento e conquistando ulteriori anelli nella catena del valore. Dopo gli anni della diversificazione e della multiutility, le local utilities quotate appaiono, quindi, decise nel ritenere che la vera fonte del valore stia nei business storici. Come emerge dai risultati di seguito illustrati, non solo vi sono evidenti opportunità di crescita, ma queste appaiono sostenibili alla luce dei più recenti risultati operativi, della solidità patrimoniale e dalla capacità di generare cassa. Tutto ciò nonostante la storia delle local utilities a Piazza Affari sia relativamente re- 4

5 cente. Il primo ingresso risale infatti all ottobre del 1996 con Amga Genova. Da allora altre otto società si sono aperte al mercato e tale processo è stato chiaramente spinto dalla liberalizzazione dei settori di attività, primo fra tutti quello energetico. E stato, dunque positivo tale processo? Quali effetti ha avuto sul percorso di modernizzazione dell intero sistema? Il modello della proprietà condivisa tra Ente Locale e investitori rappresenta una soluzione interessante nella gestione di servizi essenziali per l economia e il territorio locale. Esso mira ad un equilibrio virtuoso tra soggetti portatori di interessi differenti: crescita economica, spinta all efficienza dal mercato (visione di breve periodo); attenzione ad aspetti socio-ambientali dal lato pubblico (visione di lungo periodo). In questo modo si evitano gestioni dalle caratteristiche distorsive, quali il controllo a fini politico-partitici o la profittabilità di breve periodo senza un preciso disegno strategico di fondo. In tale direzione si inseriscono le solide performance economiche e finanziarie di queste società, in particolare quelle dell ultimo anno, realizzate grazie ad un equilibrio, per definizione difficile ed instabile, tra gli obiettivi economico-finanziari imposti dal mercato, e le esigenze di interesse collettivo proprie dei servizi di pubblica utilità. Milano, 23 aprile

6 LE UTILITIES ITALIANE QUOTATE IN BORSA Al 31 dicembre 2003, con una capitalizzazione totale di mercato di 7,7 Md di euro, le nove local utilities quotate rappresentano l 1,6% della capitalizzazione totale di Borsa italiana. Rispetto al valore di Borsa delle nove società, la sola Aem Milano pesa il 34,4%, seguita da Asm Brescia, Acea, Hera e Aem Torino, che vanno dal 16,7% al 10,6%. Le ultime quattro si posizionano intorno al 3,5%, ad eccezione di Acsm che ha poco meno dell 1%. Grazie alla quotazione, sono stati collocati titoli per 3,275 Md di euro, di cui 665 Ml sono confluiti nelle casse dei società per sostenere programmi di sviluppo mentre il restante è stato incassato dai Comuni (1). Il livello del flottante si attesta, però, al 35,5% del capitale contro una media europea del 47% circa. Fig. 1 Contributo alla capitalizzazione totale delle Local Utilities Asm 16,7% Hera 12,8% Meta 3,6% Acea 14,2% Acegas-Aps 3,7% Acsm 0,8% Amga 3,2% Aem To 10,6% Fonte: Borsa Italiana S.p.A Aem Mi 34,4% Riguardo al mercato azionario di riferimento, quattro aziende si inseriscono nel segmento Blue Chips (capitalizzazione superiore a 800 Ml di euro), altre quattro nel segmento Ordinario ed una, Amga Genova, nel segmento Star. Delle nove società attualmente quotate, due di queste hanno fatto il loro ingresso durante il 2003, ovvero Meta Modena (28 marzo) ed Hera Bologna (26 giugno). Le motivazioni principali alla base della scelta di quotarsi sono riassumibili nei seguenti punti: mantenimento della proprietà delle reti di distribuzione, secondo quanto previsto (1) Il dato comprende anche l aumento di capitale di Aem Torino (luglio 2003). 6

7 dall art. 35 della Legge Finanziaria 2002; nuove risorse e maggior flessibilità nel finanziare progetti di sviluppo, in presenza di vincoli di finanza locale e di esigenze degli enti proprietari di fare cassa; conferire liquidabilità all investimento di operatori finanziari e istituzionali; apportare maggior managerialità alla gestione aziendale, incentivando i manager e attraendo le migliori professionalità sul mercato attraverso più chiara visibilità, anche internazionale; consentire l ingresso nell azionariato a dipendenti, cittadini ed operatori economici locali interessati a contribuire con le proprie competenze alla crescita aziendale. Un primo, evidente, elemento caratterizzante le local utilities quotate, è il significativo peso che ricoprono all interno del sistema dei servizi pubblici locali italiano. Fig. 2 Il peso delle local utilities quotate sul settore SPL (Confservizi anno 2002) (1) 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 60% Ml di 48% 596 Ml di 75% 40% 52% Ml di 643 Ml di 25% Fatturato Reddito operativo Addetti Local Utilities quotate" Altre local utilities (1) dai dati sono stati esclusi i TPL, le Farmacie e Casa Fonte: elaborazione Agici su dati Confservizi Dal confronto tra i dati generali delle società in esame e quelli delle aziende appartenenti a Confservizi -9 su più di 450 società di capitali- (Figura 2), nel 2002, risulta che, a fronte di un fatturato complessivo di Ml di euro, il volume d affari delle aziende quotate si è attestato a Ml di euro, che in termini percentuali significa il 40%. I valori riferiti al reddito operativo (52%) e agli addetti (25%) sono ancor più e- 7

8 spressivi perché non solo mostrano il forte peso relativo, ma sono altresì sinonimo di maggior efficienza e redditività delle società di Piazza Affari. E probabile che nel corso del 2003 tale incidenza, già rilevante nel 2002, si sia ulteriormente incrementata (2). All interno del gruppo delle aziende quotate esistono, poi, numerose differenze. Prendendo come riferimento il volume d affari e il capitale investito netto si ottengono tre raggruppamenti (Figura 3): le Grandi imprese, Acea Roma, Aem Milano e Hera Bologna (le prime tre local utilities italiane); il Gruppo delle Medie, Asm Brescia e Aem Torino; il Gruppo Piccole, Acegas-Aps, Amga Genova, Meta Modena e Acsm Como. Fig. 3 Raggruppamenti Local Utilities quotate - volume di attività (anno 2003) Aem Mi Acea Aem To Asm Hera Amga 500 Acsm Meta Acegas-Aps 0 Capitale investito netto Volume d'affari Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro Se l origine di questa differenza era da imputare alle dimensioni delle città di riferimento, oggi sempre più il dato dipende da altri fattori, ossia: la crescita dei processi aggregativi (ad esempio, la costrizione del gruppo Hera e la recente fusione di Acegas-Aps); l acquisizione di nuovi ambiti competitivi (ad esempio, gestioni idriche tirreniche di Acea Roma); i forti investimenti industriali nei core business (ad esempio, acquisizione delle reti Enel, delle Gen.Co., ripotenziamento di termovalorizzatori e centrali a turbogas). (2) Il confronto per il 2003 non è possibile poiché non sono ancora disponibili i dati aggregati del 2003 di Conservizi. 8

9 L andamento in Borsa (anno 2003) Il mercato azionario italiano a fine 2003 chiude con una performance positiva, con l indice Mibtel posizionato a quota , con un +13,9% dall inizio dell anno. Un risultato migliore rispetto a quello del 2002 (-23,5%) specialmente se si considera che l anno appena concluso è stato caratterizzato da avvenimenti quali la guerra in Iraq, i timori legati al terrorismo e la crisi di alcuni gruppi industriali italiani. Fig. 4 Andamento in Borsa Local Utilities (anno 2003) 35% 32,4% 30% 27,8% 29,0% 25% 20% 19,7% 22,2% 15% 13,0% 13,9% 13,7% 13,3% 10% 5% 0% -5% -0,3% Ipu Mibtel Acea Acegas Acsm Aem Mi Aem to Amga Asm Hera Meta -4,1% -10% Fonte: Borsa Italiana S.p.A. Anche le utilities locali hanno risentito di tale situazione, evidenziando forti cali nei primi tre mesi del 2003 (ad esempio, Acea -23,7% e Acegas -13,7%). Dopo questo periodo negativo, gli indici di sei delle nove aziende quotate hanno decisamente invertito il trend, chiudendo con un risultato medio sostanzialmente superiore sia all'indice Mibtel (+13,9%) che allo specifico indice di comparto Ipu, l Italian Public Utilities Index (+13,0%). Fanno eccezione Asm, Hera e Meta. Un risultato complessivo che permette di recuperare le forti perdite del 2002, sebbene per alcune aziende i prezzi siano ancora 9

10 lontani da quelli di collocamento (Acsm 1,63 contro 1,94 Ipo e Acegas-Aps 5,14 contro i 10,5 Ipo). Come si può vedere dalla Figura 4, solo le matricole Hera e Meta hanno segnato performance negative, comunque di entità contenute (-0,3% e 4,1%). Il titolo di Hera ha scontato più di altri lo scarso interesse per i titoli utilities mostrato dalla comunità finanziaria nella seconda parte dell esercizio 2003, mentre quello dell azienda emiliana ha subito i limiti di un flottante contenuto e di una ridotta copertura del titolo da parte degli analisti. La modeste performance di Asm risentono, invece, del calo delle quotazioni del periodo estivo (Luglio-Agosto) oltre che di un limitato flottante. Come si vedrà di seguito, il buon risultato delle altre sei aziende è invece collegabile ai risultati economico-finanziari ampiamente positivi, comunicati nel corso delle seconde e terze trimestrali, ed ai processi di crescita industriale (esterna ed interna) nei tradizionali business societari. 10

11 I RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI L apertura del mercato alla concorrenza ha generato, negli ultimi anni, una serie di minacce ed opportunità per gli operatori del settore. Le ex-municipalizzate hanno così dovuto avviare un processo di radicale cambiamento, pena l esclusione dal mercato. Focalizzando l attenzione sulle local utilities quotate in Borsa, le più attive in questa fase di discontinuità, si può osservare una generale validità delle scelte strategiche poste in essere negli ultimi anni. La più precisa definizione delle competenze e delle responsabilità della aziende pubbliche locali e la loro separazione da quelle degli enti locali ha consentito, infatti, lo sviluppo di un management più attento ai risultati operativi ed economici e meno soggetto ad interferenze in campo gestionale. Questo processo di cambiamento si è tradotto in un significativo miglioramento dei risultati economico-finanziari dell intero settore, e in particolare di quelle imprese che hanno saputo affrontare in modo più dinamico il mutato contesto ambientale, giungendo anche alla quotazione in Borsa. Questa tendenza è ancora più evidente se si fa riferimento ai dati dell ultimo biennio, dove i recenti processi di riorganizzazione aziendale e rifocalizzazione sul corebusiness hanno cominciato a mostrare tutta la propria validità industriale e reddituale. Tab. 1 I risultati economici aggregati delle local utilities quotate ( ) VOCI 2003 % 2002 % Variaz. VALORE DELLA PRODUZIONE 7.148,9 100% 5.768,8 100% 23,9% VALORE AGGIUNTO 2.522,4 35% 2.125,2 37% 18,7% MOL 1.629,1 23% 1.295,7 22% 25,7% RISULTATO OPERATIVO 834,4 12% 643,1 11% 29,7% UTILE ANTE IMPOSTE 939,9 13% 291,4 5% 222,5% UTILE NETTO 609,6 9% 172,1 3% 254,2% Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro Dai dati del biennio si nota un generale miglioramento dei conti economici ai diversi livelli. Le scelte strategiche poste in essere fanno ipotizzare che il livello raggiunto dal MOL possa essere sostenuto anche nei prossimi anni. Considerazioni parti- 11

12 colari richiedono, invece, le voci dal Risultato Operativo in giù, in quanto condizionate da eventi difficilmente ripetibili. Si nota, innanzitutto, un considerevole aumento del Valore della Produzione nel biennio (+23,9%); di questo incremento il 4% circa è dovuto all operazione di incorporazione di Aps in Acegas. Fig. 5 Valore della Produzione ,9% 7.148, , Fonte: eleborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro L incremento del Valore della Produzione è dovuto, in particolare, ad: 1. un aumento delle quantità vendute nei settori energetici, grazie a nuovi clienti idonei (ad esempio, Aem To è passata dai 784 GWh del 2002 ai GWh del 2003 nel mercato libero) ed alla crescita delle attività di trading ed in quello idrico, conseguente alla piena operatività di alcuni ambiti territoriali (ad esempio, Ato 2 Acea); 2. l acquisto, da parte di alcune società, dei rami d azienda di Enel relativi alla distribuzione locale di energia elettrica (Aem Milano, Asm Brescia, Acegas-Aps); 3. alcune acquisizioni, per esempio, nella distribuzione e nella vendita di gas, di importanti gestori locali (ad esempio, Asm clienti e Km di rete gas ). 4. un incremento dei prezzi imputabile al passaggio da tassa a tariffa nel settore ambientale, dalla revisione delle tariffe idriche degli Ato (progressiva copertura integrale dei costi d esercizio e d investimento) ed al maggior costo delle materie prime, ribaltato nelle tariffe, nell energia. 12

13 La crescita del giro d affari è sintomatica di chiare scelte strategiche poste in essere negli ultimi anni. Dal Rapporto 2004 dell Osservatorio sulle alleanze e aggregazioni delle Local Utilities italiane curato da AGICI (3) emerge innanzitutto un generale rafforzamento dimensionale di queste aziende ottenuto, oltre che da un aumento della domanda in tutti i comparti considerati attraverso strategie di crescita esterna, per mezzo di accordi ed aggregazioni, o di acquisizioni. La spinta alla crescita dimensionale deriva dalla consapevolezza di dover recuperare margini di redditività, sia per affrontare la maggiore concorrenza e offrire un servizio migliore ai clienti, sia per garantire un adeguata remunerazione agli azionisti. I drivers principali di questo processo di aggregazione sono perciò: la ricerca di economie di scala; il rafforzamento del potere contrattuale, in particolare nei confronti dei fornitori di materie prime come gas o energia elettrica. I vantaggi dovrebbero emergere principalmente a livello di Valore Aggiunto e di Margine Operativo Lordo dove, per il 2003, si è registrata una crescita rispettivamente del 18,7% e del 25,7%.. Fig. 6 Valore aggiunto ,2 +18,7% 2.522, Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro (3) Si veda: Alleanze e strategie delle utilities: dalla dimensione locale a quella europea, Agici Finanza d Impresa, Pubblicazione riservata, 13

14 Il Valore Aggiunto, però, è cresciuto meno del Valore della Produzione (+23,9%), sorretto solo in parte da attività con margini maggiori, quali lo smaltimento dei rifiuti (termovalorizzazione), che non ha richiesto un aumento degli occupati. La generazione di energia da termovalorizzazione si dimostra, infatti, un attività molto redditizia, in particolare per i contributi alle fonti rinnovabili e assimilate (CIP6). Sul Valore Aggiunto hanno pesato soprattutto i costi delle materie prime, che hanno fatto lievitare i costi esterni del 27%, a causa di due fattori principali: la crescita delle quantità acquistate e l aumento dei prezzi sui mercati internazionali. La scelta strategica della crescita non ha, quindi, ancora mostrato tutti i suoi benefici. Una decisione, questa, attuata non solo con integrazioni orizzontali, ma anche attraverso l ingresso nelle fasi a monte delle filiere (in particolare dell energia). Aziende storicamente presenti nelle fasi di distribuzione e vendita, hanno posto in essere strategie di integrazione a monte, legate a differenti necessità: nel settore elettrico le utilities hanno l esigenza di rendere più sicuro l approvvigionamento e l opportunità di lucrare i margini della fase di produzione; nel comparto gas vi è soprattutto la necessità di stipulare contratti di fornitura a prezzi più bassi. In questa direzione si sono mosse tutte le società analizzate attraverso: la costituzione di consorzi d acquisto nelle filiere del gas e dell Energia elettrica; l aumento della capacità di generazione mediante: la partecipazione all acquisizione delle tre Gen.co. cedute da ENEL ; il repowering di vecchie centrali già possedute; la realizzazione di nuove centrali a ciclo combinato; forti investimenti nella realizzazione di impianti di termovalorizzazione. A livello di Margine Operativo Lordo, invece, si osservano degli ottimi risultati. L aumento del 25,7% si può spiegare nell ottimizzazione nell utilizzo delle risorse, in molti casi, attraverso politiche di razionalizzazione del personale e di processi di rior- 14

15 ganizzazione aziendale. Il 2003 fa registrare, infatti, un incremento del costo del personale del 7,7%, posizionandosi ad un livello di 893,3 Ml di euro. L incremento è piuttosto basso se si considera che queste società sono cresciute per vie esterne. Fig. 7 Margine Operativo Lordo ,7% 1.629, , Fonte: elaborazioni Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro Dall analisi per società possiamo vedere il contributo di ciascuna alla formazione del valore aggiunto e del MOL. Escludendo Acegas-Aps, per quanto riguarda il Valore Aggiunto fanno meglio della media (+18,7%) Aem Milano e Asm Brescia, a cui si aggiunge Hera guardando al MOL medio (+25,7% ). Fig. 8 Confronto della crescita del valore aggiunto e del MOL tra le singole società 40,0% 37,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 32,2% 28,5% 26,4% MOL (media):+25,7% 22,0% 23,1% 23,4% 22,0% V.A. (media): +18,7% 14,0% 13,2% 14,7% 16,3% 10,0% 5,0% 6,7% 2,4% 7,7% 5,9% 0,0% Acea Aem MI Hera Asm Aem TO AMGA Meta Acsm Fonte: eleborazione Agici su bilanci societari valore aggiunto MOL 15

16 Se si guarda ai bilanci pro-forma, Acegas-Aps ha fatto registrare nel biennio una crescita del Valore Aggiunto del 17,8% e un incremento del MOL pari al 29,9%. Se per il 2002, invece, si tenesse conto del bilancio Acegas, e non del proforma, la crescita del Valore Aggiunto e del MOL per il 2003 risulterebbe rispettivamente del +122% e del +149,7%. Spostandosi verso la bottom line del conto economico, gli incrementi percentuali ottenuti dalle imprese si fanno sempre più evidenti. Il risultato operativo segna un +29,7%, l utile ante imposte un +222,5% e l utile netto un +254,2%, passando dai 172,1 Ml di euro del 2002 ai 609,6 Ml del L incremento del Risultato Operativo del 29,7% evidenzia la validità degli investimenti realizzati negli anni precedenti. Il buon risultato raggiunto dimostra come le politiche di rilancio del core-business siano state piuttosto redditizie. Fig. 9 I risultati economici finali aggregati , ,7% 834, ,1 +222,5% +254,2% 609, , , Risultato Operativo Utile Ante Imposte Utile Netto Fonte: eleborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro L Utile Ante Imposte e l Utile Netto mostrano una crescita notevole (rispettivamente +222,5% e +254,2%). Questi valori sono però determinati, oltre che da una generale 16

17 diminuzione degli oneri finanziari, da due operazioni straordinarie di forte rilevanza: nel 2003, la plusvalenza derivante dalla cessione da parte di Aem della partecipazione in Fastweb (277,2 Ml di euro) con il contestuale acquisto della totalità del capitale di Metroweb (37,2 Ml di euro); nel 2002, il write-off da parte di Acea del valore della partecipazione in Atlanet, a seguito della decisione di uscire completamente dalle telecomunicazioni, con una svalutazione di 47 Ml di euro e un accantonamento al Fondo Rischi ed Oneri di 180 Ml di euro. L analisi dei principali indicatori Redditività ed efficienza Il confronto dei principali indicatori di redditività ed efficienza mostra un sostanziale miglioramento nell economicità delle nove aziende quotate (Tabella 2). Il dato che esprime meglio quest andamento è la variazione della redditività del capitale investito, in quanto il Roe del biennio (+217,3%) è fortemente influenzato dalle operazioni straordinarie Atlanet e Fastweb. Il Roi passa dal 7,1% del 2002 al 8,0% del 2003 (+13,5%), evidenziando un trend positivo nel ritorno dell attività caratteristica. Viene così premiata la decisione di rifocalizzare gli sforzi aziendali sui core-business attraverso il presidio diretto dell intera filiera e di nuove aree territoriali. Tab. 2 Indicatori di redditività ed efficienza ( ) INDICATORI Variaz. ROE 9,5% 3,0% +217,3% ROI 8,0% 7,1% +13,5% RO/FATTURATO 12,5% 11,9% +4,7% ROTAZIONE CIN 0,64 0,59 +8,4% RO/DIPENDENTI (1) 4,6 3,4 +38,4% (1) Dati Amga Genova non disponibili Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro 17

18 Il miglioramento è principalmente riferibile a due fattori: crescita delle redditività delle vendite (Roi/fatturato) +4,7%, ottenuta per mezzo di un contenimento nei costi di produzione (ad esempio, lavoro ed alcuni costi esterni) e dell acquisizione del margine relativo alla fase di produzione dell energia ed alla termovalorizzazione dei rifiuti; aumento dell efficienza interna (Rotazione Cin) +8,4, conseguita attraverso una gestione oculata degli investimenti in attività fisse effettivamente capaci di generare alti volumi di liquidità (Free Cash Flow operativo +67,2%). Solidità, liquidità e struttura finanziaria Dall esame dei principali indicatori di solidità, liquidità e struttura finanziarie delle local utilities di Piazza Affari emerge ancora un elevato grado di patrimonializzazione (indice di copertura immobilizzazioni 0,56 nel 2003) con un rapporto debt/equity piuttosto basso (0,62 nel 2003). Questi due fattori, se da un lato garantiscono una buona solidità, dall altro mostrano come sia tuttora poco sfruttato il potenziale di crescita collegato all utilizzo dei mezzi finanziari di terzi. Tab. 3 Indicatori di solidità, liquidità e struttura finanziaria ( ) INDICATORI Variaz. COPERT. IMMOBILIZZAZ. 0,56 0,57-2,2% LIQUIDITA PRIMARIA 0,83 0,82 +0,9% PFN ,4% FCF OPERATIVO (1) ,2% INVESTIMENTI NETTI (1) ,8% CIN ,3% DEBT/EQUITY 0,62 0,58 +6,9% (1) Dati Amga Genova non disponibili Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro Motivo per cui nell ultimo anno le società hanno aumentato il peso dell esposizione finanziaria netta (crescita del 19,4%) ricorrendo a diversi strumenti di indebitamento 18

19 come l emissione di prestiti obbligazionari (Aem Milano, valore nominale di 500 Ml di euro), l accensione di debiti verso istituti creditizi (Asm Brescia, valore a breve +330 Ml di euro nel 2003 rispetto al 2002) o il project finance (Hera, valore complessivo di 48 Ml di euro). Un ulteriore dato interessante emerge dall analisi del Free Cash Flow operativo, passato da 673,8 Ml di euro (2002) a 1.126,5 Ml di euro (2003) in relazione al volume degli investimenti effettuati nel biennio, passati da 2.229,1 Ml di euro (2002) a Ml di euro (2003). Da ciò emergono chiaramente due considerazioni: la crescita delle risorse prodotte dalla gestione caratteristica dopo un periodo di e- levati investimenti come il Escludendo l operazione Acegas-Aps e l acquisizione del 40% di Agea da parte di Hera, il 2003 è da considerarsi come un anno di crescita industriale ordinaria ; la possibilità di utilizzare queste risorse, proprio perché derivanti dall attività tipica, in ulteriori operazioni di crescita sia interna (ad esempio, repowering o costruzione di nuove centrali, investimenti nella struttura commerciale) che esterna (ad esempio, partecipazioni a consorzi, costituzione di nuove aggregazioni o acquisizioni strategiche). E infine da rilevare il valore sotto l unità dell indice di liquidità primaria (0,83 nel 2003 e 0,82 nel 2002). Due possono essere ritenute le cause di questo andamento: il momento di forte espansione dell attività industriale registrato nel biennio; l assorbimento di ingenti disponibilità liquide da parte delle infelici esperienze, del recente passato, legate alle telecomunicazioni. 19

20 LE TENDENZE STRATEGICHE IN ATTO Dall analisi dei bilanci delle società quotate e dalle dichiarazioni del management appaiono chiare le tendenze in atto. Dopo l euforia della net-economy, tutte le società continuano a puntare sulla crescita dimensionale, ma focalizzandosi sul rilancio del core-business, più funzionale all incremento di efficienza imposto dallo scenario di liberalizzazione. Schematizzando, le tendenze strategiche del 2003 sono state: la conferma della necessità di crescere in termini dimensionali (ad esempio, jointventure con partner di rilievo nel settore elettrico); il rilancio del core-business; la riorganizzazione finalizzata a recuperi di efficienza (in particolare quella del personale); l integrazione a monte e a valle della filiera (ad esempio, nuove centrali a ciclo combinato e reti Enel). Le prime due strategie sono visibili nell evoluzione dei fatturati per singoli comparti. Il peso del settore energetico sul totale si rafforza ancora, passando dal 67,6% del 2002 al 69,8% del Ciò non significa che gli altri comparti non crescano. Variazioni positive segnano l idrico (+18,6%) e l igiene ambientale (+8,7%). Considerazioni particolari meritano il calore e le altre attività. Nel complesso, quindi, le nove utilities quotate possono essere definite energy company, visti anche i maggiori tassi di crescita registrati nel gas (+29,6%) e nell energia elettrica (+27,2%). Ciò conferma la maggiore redditività del business energetico rispetto agli altri comparti. Le strategie applicate nel gas e nell elettricità sono simili: nelle fasi di distribuzione e vendita si è cercato di crescere attraverso acquisizioni; nelle fasi a monte, invece, si è cercato di ottenere migliori costi di approvvigiona- 20

21 mento attraverso integrazioni verticali. Nel gas, attraverso la costituzione di consorzi di acquisto mirati ad aumentare il potere contrattuale sui mercati internazionali ed evitare di avere solo Snam come controparte. Nell energia elettrica, aumentando la propria capacità di generazione, puntando soprattutto sugli impianti a ciclo combinato e anche sui termovalorizzatori (il cui utilizzo, allo stato, sta facendo della fase di smaltimento dei rifiuti un business piuttosto redditizio). Tab. 4 Andamento del fatturato e peso relativo singolo comparto ( ) BUSINESS % Fatturato Variaz Fatturato Variaz Gas 29,6% 28,4% 4,4% 1.987, ,7 29,6% Teleriscaldamento 3,2% 3,5% -8,8% 215,3 190,2 13,2% Energia Elettrica (1) 40,2% 39,2% 2,4% 2.695, ,5 27,2% Idrico 11,3% 11,8% -4,4% 756,0 637,4 18,6% Igiene Ambientale 7,7% 8,8% -12,4% 516,0 474,6 8,7% Altro 8,0% 8,3% -3,5% 537,3 448,6 19,8% Totale 100,0% 100,0% 6.707, ,0 24,1% (1) ll business Energia Elettrica include i ricavi della vendita di energia da impianti di termovalorizzazione Fonte: elaborazione Agici su bilanci societari, dati in Ml di euro La crescita parallela di questi due comparti dimostra: da un lato, la possibilità di ottenere forti sinergie: si pensi, ad esempio, che le nuove centrali di produzione elettrica a ciclo combinato necessitano di grossi quantitativi di gas naturale. Aumentando le quantità acquistate, queste società riescono a rivendere il gas a prezzi più bassi ed anche a produrre elettricità a costi minori. È questo un passaggio fondamentale per competere nel nuovo contesto, in particolare nel trading; dall altro, vi è la possibilità per le utilities di attuare strategie dual-fuel, attraverso le quali realizzare anche politiche di retention. Hera, ad esempio, propone condizioni favorevoli nella fornitura di elettricità ai propri clienti gas al fine di difendere la propria quota di mercato. 21

Conference Call, 21 Marzo 2005. Risultati 2004 e Q4 04

Conference Call, 21 Marzo 2005. Risultati 2004 e Q4 04 Conference Call, 21 Marzo 2005 e Q4 04 Presidente Renzo Capra Il flottante a seguito della fusione con BAS è circa il 18% Azionariato A seguito della programmata fusione con BAS Bergamo, il Comune di Brescia

Dettagli

La gestione del valore in un mercato in sviluppo e regolamentato

La gestione del valore in un mercato in sviluppo e regolamentato La gestione del valore in un mercato in sviluppo e regolamentato Massimo Levrino CFO Gruppo IREN Torino, 28 ottobre 2011 0 Diffusione territoriale delle local utilities A S P S.P.A. Pordenone AMPS Parma

Dettagli

Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali.

Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali. Seminario sui processi di aggregazione delle aziende dei servizi pubblici locali. Bologna, 10 giugno 2008 Relazione introduttiva di Renato Matteucci Dip. Reti-Terziario Cgil nazionale Premessa Fin dall

Dettagli

VII - LE SOCIETÀ QUOTATE IN BORSA

VII - LE SOCIETÀ QUOTATE IN BORSA VII - LE SOCIETÀ QUOTATE IN BORSA A fine 2008 le utilities partecipate dai comuni e quotate presso la Borsa Italiana erano 13, così come nel 2003. Nel periodo, è avvenuta la prima quotazione di 4 società

Dettagli

comunicato stampa Bologna, 24 marzo 2015

comunicato stampa Bologna, 24 marzo 2015 comunicato stampa Bologna, 24 marzo 2015 Il Gruppo Hera approva i risultati al 31/12/2014 L anno si chiude con tutti i principali valori in crescita, migliorando la performance positiva dei trimestri precedenti.

Dettagli

STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES. Francesca Lecci

STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES. Francesca Lecci STRATEGIE DI CRESCITA DELLE PUBLIC UTILITIES Francesca Lecci Agenda Le dimensioni del comparto delle public utilities: fabbisogno di crescita Le strategie di crescita Le alleanze strategiche Definizione

Dettagli

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI

NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI NOTE METODOLOGICHE PRINCIPALI MARGINI ECONOMICI - SOCIETA INDUSTRIALI, COMMERCIALI E PLURIENNALI Valore aggiunto Valore della produzione - Consumi di materie - Spese generali + Accantonamenti Mol (Valore

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Il Gruppo Iren presenta l aggiornamento del Piano Industriale al 2015.

COMUNICATO STAMPA. Il Gruppo Iren presenta l aggiornamento del Piano Industriale al 2015. COMUNICATO STAMPA Il Gruppo Iren presenta l aggiornamento del Piano Industriale al 2015. Ebitda al 2015 di circa 670 milioni di euro, con una crescita media annua del 3,2%. Posizione finanziaria netta

Dettagli

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A.

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. 1. PREMESSE La presente politica di investimento è stata approvata dall assemblea

Dettagli

Cartella stampa. Sommario. Enìa pag. 2. La struttura pag. 5. Azionariato pag. 7. Informazioni finanziarie del Gruppo pag. 7. La storia pag.

Cartella stampa. Sommario. Enìa pag. 2. La struttura pag. 5. Azionariato pag. 7. Informazioni finanziarie del Gruppo pag. 7. La storia pag. Cartella stampa Sommario Enìa pag. 2 La struttura pag. 5 Azionariato pag. 7 Informazioni finanziarie del Gruppo pag. 7 La storia pag. 8 Scheda di sintesi pag. 11 Contact: Ufficio Stampa Enìa SpA Selina

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Turnaround. Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Ferrara ed il caso Sedie Italiane Srl. di Massimo Lazzari (*)

Turnaround. Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Ferrara ed il caso Sedie Italiane Srl. di Massimo Lazzari (*) Turnaround Tecniche Turnaround e ritorno al valore: la provincia di Ferrara ed il caso Sedie Italiane Srl di Massimo Lazzari (*) In questo sesto contributo verranno pubblicati i risultati di un osservatorio

Dettagli

Il ruolo del credito per favorire l integrazione

Il ruolo del credito per favorire l integrazione Il ruolo del credito per favorire l integrazione Corrado Piazzalunga Direttore Regione Commerciale Ovest Forte di Bard, 26 settembre 2008 AGENDA Le caratteristiche delle imprese italiane: struttura finanziaria

Dettagli

Gruppo IRIDE Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2009

Gruppo IRIDE Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2009 Gruppo IRIDE Il Consiglio di Amministrazione ha approvato i risultati dei primi nove mesi del RISULTATI OPERATIVI IN FORTE CRESCITA: - RICAVI: 1.625 MILIONI (1.740 NEI 9 MESI, -7%) - MARGINE OPERATIVO

Dettagli

Milano 30.10.2008. Presentazione del progetto di fusione alla comunità finanziaria

Milano 30.10.2008. Presentazione del progetto di fusione alla comunità finanziaria Milano 30.10.2008 Presentazione del progetto di fusione alla comunità finanziaria Agenda Razionali del progetto di fusione Struttura ed elementi principali dell operazione Posizionamento e vantaggi competitivi

Dettagli

Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys

Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys Le local italiane e il settore idrico. Gli investimenti e le performance delle imprese Alessandro Marangoni Chief Executive Officer Althesys Audizione nella 2 Conferenza Nazionale sulla Regolazione dei

Dettagli

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia

Le società non finanziarie III. 1 La rilevanza del settore industriale nell economia III 1 La rilevanza del settore industriale nell economia Il peso del settore industriale nell economia risulta eterogeneo nei principali paesi europei. In particolare, nell ultimo decennio la Germania

Dettagli

AEM E ASM APPROVANO IL PROGETTO DI FUSIONE

AEM E ASM APPROVANO IL PROGETTO DI FUSIONE AEM E ASM APPROVANO IL PROGETTO DI FUSIONE Nasce un importante operatore energetico, primo tra le local utilities italiane e con dimensioni di rilevanza europea. L incorporazione di ASM in AEM s inquadra

Dettagli

Hera Amga: approvato il progetto di fusione

Hera Amga: approvato il progetto di fusione comunicato stampa Bologna, Udine 23 gennaio 2014 Hera Amga: approvato il progetto di fusione I Consigli di Amministrazione di Hera e di Amga riuniti oggi pomeriggio hanno approvato e sottoscritto l accordo

Dettagli

Aprile 2006: Numero 7

Aprile 2006: Numero 7 Aprile 2006: Numero 7 NEWSLETTER FINANZIARIA POLIGRAFICA SAN FAUSTINO La Newsletter è disponibile online all indirizzo www.psf.it Alberto Frigoli In questo numero: - Lettera del Presidente - Evoluzione

Dettagli

Progetto Rilancio: il caso Costruzioni SpA

Progetto Rilancio: il caso Costruzioni SpA Progetto Rilancio: il caso Costruzioni SpA di Massimo Lazzari, Davide Mondaini e Violante Battistella (*) In questo contributo verrà illustrato il caso di un impresa che, aderendo al Progetto Ri-Lancio,

Dettagli

Evoluzione del business del gas

Evoluzione del business del gas The Adam Smith Society: REGULATORY LECTURES 2002 AMPS SpA Evoluzione del business del gas Ing. Giovanni ALIBONI Direttore Generale Milano, 18 marzo 2002 0 Confronto fra Multiutility AMPS è una Multiutility

Dettagli

Principali indici di bilancio

Principali indici di bilancio Principali indici di bilancio Descrizione Il processo di valutazione del merito creditizio tiene conto di una serie di indici economici e patrimoniali. L analisi deve sempre essere effettuata su un arco

Dettagli

LE SOCIETÀ KINEXIA E BIANCAMANO APPROVANO UN OPERAZIONE DI INTEGRAZIONE DA REALIZZARSI TRAMITE LA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI BIANCAMANO IN KINEXIA.

LE SOCIETÀ KINEXIA E BIANCAMANO APPROVANO UN OPERAZIONE DI INTEGRAZIONE DA REALIZZARSI TRAMITE LA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI BIANCAMANO IN KINEXIA. LE SOCIETÀ KINEXIA E BIANCAMANO APPROVANO UN OPERAZIONE DI INTEGRAZIONE DA REALIZZARSI TRAMITE LA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI BIANCAMANO IN KINEXIA. IL NUOVO GRUPPO A SEGUITO DELLA FUSIONE SARA LEADER

Dettagli

Il Consiglio d'amministrazione approva i risultati al 31 dicembre 2009. Risultati industriali in crescita e dividendo confermato a 8 centesimi di Euro

Il Consiglio d'amministrazione approva i risultati al 31 dicembre 2009. Risultati industriali in crescita e dividendo confermato a 8 centesimi di Euro comunicato stampa Bologna, 29 marzo 2010 Il Consiglio d'amministrazione approva i risultati al 31 dicembre 2009 Risultati industriali in crescita e dividendo confermato a 8 centesimi di Euro Ricavi a 4.204,2

Dettagli

IL BUDGET: STRUMENTO DI CONTROLLO DI GESTIONE

IL BUDGET: STRUMENTO DI CONTROLLO DI GESTIONE IL BUDGET: STRUMENTO DI CONTROLLO DI GESTIONE Dott.ssa Giovanna Castelli 1 Quanti si pongono queste domande: Quali sono i miei obiettivi di vendita? Li sto raggiungendo? Quali margini conseguo? I costi

Dettagli

Loan Capital Union Merger & Acquisition

Loan Capital Union Merger & Acquisition Regulated by UIC n 37740 M&A L.BO M.BO FAMILY.BO VENTURE CAPITAL FIN.POOL-MUTUI-LEASING FAMILY OFFICE IPO-PRIVATE EQUITY APF-FINANZIAMENTI DESTINATI CASH & RISK MANGEMENT TRUST PRIVATE EQUITY START UP

Dettagli

Finanza straordinaria & Strategie aziendali

Finanza straordinaria & Strategie aziendali FINSTRATEGY.AVI srl Via Campania, 86-63039 San Benedetto del Tronto (AP) Tel. e Fax 0735 783020 3387417429 E-mail: finstrategy@tin.it Web: www.finstrategy.it Mettiamo in pratica idee di valore FinStrategy.Avi

Dettagli

L ECONOMICITÀ AZIENDALE

L ECONOMICITÀ AZIENDALE L ECONOMICITÀ AZIENDALE IMPRESA tende alla sopravvivenza (autonoma) nel tempo 1 a condizione: Equilibrio economico Risorse consumo (utilizzazione) Collocamento l azienda deve conseguire in volume di ricavi

Dettagli

Introduzione. La parte introduttiva affronta gli obiettivi della funzione finanza dal punto di vista teorico.

Introduzione. La parte introduttiva affronta gli obiettivi della funzione finanza dal punto di vista teorico. Introduzione L aspetto finanziario della gestione aziendale riveste un ruolo strategico nella conduzione della moderna impresa ed è argomento di rilevante interesse anche dal punto di vista scolastico.

Dettagli

Azionisti. AZIONISTI Investitori Istituzionali Piccoli Investitori Fondazioni Mercato. Azionisti

Azionisti. AZIONISTI Investitori Istituzionali Piccoli Investitori Fondazioni Mercato. Azionisti 118 Bilancio Sociale 2009 La Relazione Sociale Azionisti Azionisti AZIONISTI Investitori Istituzionali Piccoli Investitori Fondazioni Mercato Azionisti Azionisti La Relazione Sociale Bilancio Sociale 2009

Dettagli

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA.

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. MC2 Impresa è un Fondo Comune d Investimento Mobiliare chiuso e riservato (ex testo unico D.Lgs 58/98) costituito per iniziativa di

Dettagli

BVA&PARTNERS Crescere nel tuo Business, insieme &PARTNERS

BVA&PARTNERS Crescere nel tuo Business, insieme &PARTNERS BVA&PARTNERS Crescere nel tuo Business, insieme VA &PARTNERS L attività di investimento istituzionale nel capitale di rischio Con il termine investimento istituzionale nel capitale di rischio si intende

Dettagli

di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management www.intesasanpaoloimprese.com

di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management www.intesasanpaoloimprese.com IL VALORE DELLA SINERGIA di Giampaolo Calori Produzione e logistica >> Sistemi di management Sommario Le fonti di sinergia...3 La valutazione delle sinergie operative...4 La valutazione delle sinergie

Dettagli

l evoluzione del listino: societa e titoli quotati

l evoluzione del listino: societa e titoli quotati L Evoluzione del Listino: società e titoli quotati Nel biennio 1997-98 la Borsa italiana ha compiuto importanti progressi, in termini sia di dimensione complessiva che di livello qualitativo del listino.

Dettagli

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2013. Performance in netto miglioramento nel 3Q2013

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2013. Performance in netto miglioramento nel 3Q2013 Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati al 30 settembre 2013. Performance in netto miglioramento nel 3Q2013 Cagliari, 14 novembre 2013 Il Consiglio di Amministrazione di ha approvato

Dettagli

Il mondo del Private Equity

Il mondo del Private Equity Pietro Busnardo Il mondo del Private Equity Obiettivi e modalità di intervento Reggio Emilia, 11 marzo 2014 Cosa si intende per Private Equity Finanza Debito Equity Mercati Corporate Il Private Equity

Dettagli

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010 COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2010 Combined Ratio a 103,5%, in miglioramento rispetto al 108% di fine 2009 ed al 105% del primo trimestre 2010 Raccolta Danni

Dettagli

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive

Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Advisory Bilanci dei gruppi bancari italiani: trend e prospettive Ricerca di efficienza, gestione del capitale e dei crediti non performing Esercizio kpmg.com/it Indice Executive Summary 4 Approccio metodologico

Dettagli

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica:

Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano. Audizione dell Istituto nazionale di statistica: VERSIONE PROVVISORIA Indagine conoscitiva sui rapporti di lavoro presso i call center presenti sul territorio italiano Audizione dell Istituto nazionale di statistica: Dott. Roberto Monducci Direttore

Dettagli

Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI

Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI Divisione Ricerche Claudio Dematté Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI 10 luglio 2014 Premessa L Osservatorio OPMI, promosso dal Knowledge Center di SDA

Dettagli

Le banche e le assicurazioni

Le banche e le assicurazioni IV 1 La redditività delle banche quotate Nei primi nove mesi del 213 la redditività delle principali banche quotate, misurata rispetto agli attivi ponderati per il rischio (RWA), è stata connotata da andamenti

Dettagli

4. SERVIZI E REDDITIVITÀ DELLE BANCHE ITALIANE *

4. SERVIZI E REDDITIVITÀ DELLE BANCHE ITALIANE * 65 4. SERVIZI E REDDITIVITÀ DELLE BANCHE ITALIANE * In un precedente numero di Osservatorio Monetario (n. 1-2000) ci eravamo proposti di verificare il grado di diversificazione produttiva, misurata in

Dettagli

RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006

RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006 RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006 Azienda Energetica Metropolitana Torino S.p.A. Sommario > Cariche sociali............................................................ 1 > Missione del Gruppo AEM

Dettagli

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013

Relazione sulla gestione al bilancio chiuso al 31.12.2013 AZIENDA SERVIZI STRUMENTALI S.r.l. Sede in Via della Resistenza n. 4-45100 ROVIGO Capitale sociale Euro 215.600 i.v. Codice Fiscale 01396160291 Reg.Imp. 01396160291 Rea 152660 RO Relazione sulla gestione

Dettagli

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico

I.2 L analisi economico-finanziaria: redditività conseguita, redditività attesa e creazione di valore economico Introduzione I.1 Premessa Analizzare la situazione economico-finanziaria di un impresa significa poter affrontare alcune questioni critiche della gestione dell azienda e cioè essere in grado di poter rispondere

Dettagli

LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE

LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE LE DECISIONI STRATEGICHE DI ACQUISIZIONE- CESSIONE AZIENDALE Prof. Massimo Saita Direttore Istituto Economia, Amministrazione e Politica Aziendale Università degli Studi di Milano Bicocca Professore ordinario

Dettagli

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE

GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO PER LE ANALISI FINANZIARIE GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie contenute nello stato patrimoniale e nel conto economico

Dettagli

Indice. pagina 2 di 8

Indice. pagina 2 di 8 LEZIONE SOURCING, PROCUREMENT E METODOLOGIE PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1 Catena del valore e creazione del valore --------------------------------------------------------------

Dettagli

La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni

La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni La gestione finanziaria delle Pmi: criticità e possibili soluzioni di Antonio Ricciardi (*) Nell attuale scenario competitivo, caratterizzato da una profonda crisi strutturale, dalla globalizzazione dei

Dettagli

CHI SIAMO ATTIVITÀ LA STORIA

CHI SIAMO ATTIVITÀ LA STORIA CHI SIAMO ATTIVITÀ LA STORIA STRUTTURA AZIONARIA RISORSE UMANE VALORE AGGIUNTO ENERGIA ELETTRICA STRUTTURA SOCIETARIA RISULTATI FINANZIARI IGIENE URBANA E CICLO IDRICO GAS E COGENERAZIONE Chi siamo Il

Dettagli

COMUNICATO STAMPA 30 Luglio 2015

COMUNICATO STAMPA 30 Luglio 2015 COMUNICATO STAMPA 30 Luglio 2015 Il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. ha esaminato e approvato la Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2015 Margine Operativo Lordo, a 562 milioni di euro,

Dettagli

Il Piano Industriale

Il Piano Industriale LE CARATTERISTICHE DEL PIANO INDUSTRIALE 1.1. Definizione e obiettivi del piano industriale 1.2. Requisiti del piano industriale 1.3. I contenuti del piano industriale 1.3.1. La strategia realizzata e

Dettagli

La gestione del credito: un approccio analitico al rating

La gestione del credito: un approccio analitico al rating La gestione del credito: un approccio analitico al rating di Giuseppe R. Grasso (*) Oggi le aziende sono chiamate a farsi carico del rischio finanziario associato al proprio portafoglio crediti, rischio

Dettagli

Risultati ed andamento della gestione

Risultati ed andamento della gestione Risultati ed andamento della gestione L esercizio 2011 si chiude con un risultato economico positivo, in quanto la distribuzione dei dividendi di Equitalia Nord ha consentito - insieme ai benefici fiscali

Dettagli

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010

Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 Poligrafici Printing RELAZIONE TRIMESTRALE AL 31 MARZO 2010 18 CARICHE SOCIALI Consiglio di Amministrazione: (per l esercizio 2010) Presidente Consiglieri Giovanni TOSO Nicola NATALI Sergio VITELLI * *

Dettagli

Bilancio Consolidato e Separato

Bilancio Consolidato e Separato Bilancio Consolidato e Separato 9 Gruppo Hera il Bilancio consolidato e d esercizio Introduzione Relazione sulla gestione capitolo 1 RELAZIONE SULLA GESTIONE Gruppo Hera Bilancio Consolidato e Separato

Dettagli

AcegasAps e le sfide della Green Economy

AcegasAps e le sfide della Green Economy AcegasAps e le sfide della Green Economy Il programma INDICE Il Gruppo AcegasAps Spa L economia Green AcegasAps le attività AcegasAps l Efficienza energetica Il Gruppo Hera Il Gruppo AcegasAps La Capogruppo,

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. MILANO ASSICURAZIONI S.p.A.: APPROVATI IL PROGETTO DI BILANCIO D ESERCIZIO ED IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ESERCIZIO 2011.

COMUNICATO STAMPA. MILANO ASSICURAZIONI S.p.A.: APPROVATI IL PROGETTO DI BILANCIO D ESERCIZIO ED IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ESERCIZIO 2011. COMUNICATO STAMPA MILANO ASSICURAZIONI S.p.A.: APPROVATI IL PROGETTO DI BILANCIO D ESERCIZIO ED IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ESERCIZIO 2011. ESERCIZIO FORTEMENTE INFLUENZATO DA POSTE STRAORDINARIE NON

Dettagli

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2009 FORTE CRESCITA DELLA RACCOLTA DIRETTA VITA A 2.772 MILIONI DI EURO (+71,2%)

COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2009 FORTE CRESCITA DELLA RACCOLTA DIRETTA VITA A 2.772 MILIONI DI EURO (+71,2%) COMUNICATO STAMPA APPROVATA LA RELAZIONE SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2009 FORTE CRESCITA DELLA RACCOLTA DIRETTA VITA A 2.772 MILIONI DI EURO (+71,2%) RACCOLTA DIRETTA DANNI IN ASSESTAMENTO A 2.163 MILIONI

Dettagli

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING

L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING L EVOLUZIONE DEL RAPPORTO BANCA - IMPRESA CON BASILEA II E IL RUOLO DEL FACTORING Relatore : Marino Baratti Credemfactor spa Pag. 1/8 Il rapporto tra PMI e Sistema creditizio L applicazione della nuova

Dettagli

LOMBARDA BOLLITORI srl. Piano economico e finanziario

LOMBARDA BOLLITORI srl. Piano economico e finanziario LOMBARDA BOLLITORI srl Piano economico e finanziario 1 Sintesi del documento Lombarda Bollitori srl è un operatore di nicchia nel mercato delle apparecchiature per il riscaldamento dell acqua, segmento

Dettagli

DATI DI SINTESI BILANCIO ACEA SPA BILANCIO CONSOLIDATO GRUPPO ACEA

DATI DI SINTESI BILANCIO ACEA SPA BILANCIO CONSOLIDATO GRUPPO ACEA 2014 DATI DI SINTESI BILANCIO ACEA SPA BILANCIO CONSOLIDATO GRUPPO ACEA LETTERA AGLI AZIONISTI Signori Azionisti, il 2014 è stato un anno di cambiamenti per la Vostra società. Il Consiglio di Amministrazione,

Dettagli

La società e le sue attività Pag. 1. I servizi offerti e le aziende clienti Pag. 3

La società e le sue attività Pag. 1. I servizi offerti e le aziende clienti Pag. 3 DOCUMENTAZIONE CONTENUTA NELLA CARTELLA La società e le sue attività Pag. 1 I servizi offerti e le aziende clienti Pag. 3 I fattori critici di successo e le linee strategiche di sviluppo Pag. 8 La quotazione

Dettagli

Il mercato primario ha assistito per il secondo anno consecutivo a una flessione di attività.

Il mercato primario ha assistito per il secondo anno consecutivo a una flessione di attività. La Raccolta di capitale e le Offerte pubbliche di acquisto La Raccolta di capitale e le Offerte Pubbliche di Acquisto Il mercato primario ha assistito per il secondo anno consecutivo a una flessione di

Dettagli

L equilibrio finanziario

L equilibrio finanziario L equilibrio finanziario Gli indici di bilancio Prof. Andrea Calabrò E-mail: andrea.calabro@uniroma2.it GLI INDICI DI BILANCIO Gli indici sono rapporti tra grandezze economiche, patrimoniali e finanziarie

Dettagli

POSTE ITALIANE: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA I RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2015 RICAVI E RISULTATO OPERATIVO IN CRESCITA

POSTE ITALIANE: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA I RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2015 RICAVI E RISULTATO OPERATIVO IN CRESCITA POSTE ITALIANE: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVA I RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2015 RICAVI E RISULTATO OPERATIVO IN CRESCITA Ricavi totali: 23,9 miliardi, +6,0% ( 22,6 miliardi al 30.09.2014) Risultato

Dettagli

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

MERCATI DELL ENERGIA E TUTELA DEI CONSUMATORI

MERCATI DELL ENERGIA E TUTELA DEI CONSUMATORI MERCATI DELL ENERGIA E TUTELA DEI CONSUMATORI Dott. Marco Merler, Presidente Trenta S.p.A. Trento, Lunedì 4 giugno 2007 Sala Conferenze, Facoltà di Economia INDICE Il Gruppo Trentino Servizi Struttura

Dettagli

IL GRUPPO TELECOM ITALIA MEDIA

IL GRUPPO TELECOM ITALIA MEDIA highlights >> bilancio highlights IL GRUPPO TELECOM ITALIA MEDIA Ricavi ricostruiti MOL ricostruito 75 15 11,6 577,4 594,6 5 5-5 25-15 -25-27,9-35 Personale (n teste) 2.7 2.284 1.8 2.29 Risultato operativo

Dettagli

Primi sui Motori: il CDA approva il bilancio 2013 e il Piano Industriale 2014-2016

Primi sui Motori: il CDA approva il bilancio 2013 e il Piano Industriale 2014-2016 Primi sui Motori: il CDA approva il bilancio 2013 e il Piano Industriale 2014-2016 Valore della produzione di Primi sui Motori SpA 2013 pari a Euro 11,5 milioni, +9,4% rispetto al 2012 (Euro 10,5 milioni)

Dettagli

26 gennaio 2014 Roberto Russo

26 gennaio 2014 Roberto Russo Nota sull aumento di capitale del gruppo Banco Popolare 26 gennaio 2014 Roberto Russo www.assitecasim.it Lo scorso 24 gennaio si è riunito il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Banco Popolare per

Dettagli

RELAZIONI E BILANCI AL 31 DICEMBRE 2005

RELAZIONI E BILANCI AL 31 DICEMBRE 2005 RELAZIONI E BILANCI AL 31 DICEMBRE 2005 Azienda Energetica Metropolitana Torino S.p.A. Sommario > Avviso di Convocazione di Assemblea Ordinaria 2 > Bilancio dell'energia elettrica 4 > Cariche sociali 5

Dettagli

TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA

TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA TERNIENERGIA: UTILI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 IN FORTE CRESCITA E POTENZA INSTALLATA RADDOPPIATA Ricavi pari a Euro 36,3 milioni: +76% rispetto al I semestre 2009 EBITDA pari a Euro 5,9 milioni: +109% rispetto

Dettagli

La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli. Carlo Savazzi

La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli. Carlo Savazzi La valutazione d azienda i metodi finanziari e dei multipli Agenda Metodi di valutazione in generale Il metodo dei multipli Il DCF (Discounted Cash Flow) Un esempio concreto Gli elementi extra-contabili

Dettagli

Gruppo AIM Vicenza S.p.A. Piano Industriale 2014-2018

Gruppo AIM Vicenza S.p.A. Piano Industriale 2014-2018 Gruppo AIM Vicenza S.p.A. Piano Industriale 2014-2018 1. Posizionamento Competitivo 2. Performance Storiche 3. Strategia Futura 4. Piano Industriale 2014-2018 Piano Industriale 2014-2018 2 1. Posizionamento

Dettagli

Trigenerazione, Fonti rinnovabili ed E.S.Co. contracting:

Trigenerazione, Fonti rinnovabili ed E.S.Co. contracting: Il caso «Centro Commerciale ZERO CENTER» Trigenerazione, Fonti rinnovabili ed E.S.Co. contracting: vantaggi economici, energetici e ambientali nel settore terziario. Nicola Miola Divisione Cogenerazione

Dettagli

Chi siamo. vettori energetici (elettrico, termico ed energia prodotta da fonti tradizionali e rinnovabili) presenti nelle aziende pubbliche e private.

Chi siamo. vettori energetici (elettrico, termico ed energia prodotta da fonti tradizionali e rinnovabili) presenti nelle aziende pubbliche e private. Chi siamo Nata nel 1999, Energy Consulting si è affermata sul territorio nazionale fra i protagonisti della consulenza strategica integrata nel settore delle energie con servizi di Strategic Energy Management

Dettagli

Rapporto sull industria italiana 2013

Rapporto sull industria italiana 2013 KF Economics - K Finance Rapporto sull industria italiana 2013 Analisi dei bilanci 2005-2011 Maggio 2013 Rapporto sull industria italiana 2013 1/35 Disclaimer La presente ricerca Rapporto sull industria

Dettagli

L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA

L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA L IMPRESA PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA a cura di Roberto Cafferata Saggi di Gianpaolo Abatecola, Alessandro Giosi, Sara Poggesi, Francesco Scafarto, Silvia Testarmata ARACNE Copyright MMVIII ARACNE editrice

Dettagli

IL BUSINESS PLAN. Il Business Plan - definizioni

IL BUSINESS PLAN. Il Business Plan - definizioni IL BUSINESS PLAN Il Business Plan definizioni Il business plan, o piano di impresa, riassume i contenuti, le caratteristiche e le aspettative future di un iniziativa, di un progetto o di un attività Può

Dettagli

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009

ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 ANALISI PER INDICI BILANCIO CONSOLIDATO CDC ESERCIZI ANNI 2010 E 2009 1. PREMESSA: ANALISI DEGLI SCHEMI Il gruppo CDC redige il proprio bilancio consolidato, in migliaia di euro, in conformità agli IAS/IFRS

Dettagli

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati del primo trimestre 2006 e un nuovo finanziamento

Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati del primo trimestre 2006 e un nuovo finanziamento Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali approva i risultati del primo trimestre 2006 e un nuovo finanziamento Ricavi nel trimestre a 202,7 milioni di Euro, in crescita del 17% su base annua EBITDA nel

Dettagli

Eni 2015-2018 Strategic Plan Trasformare Eni per creare valore

Eni 2015-2018 Strategic Plan Trasformare Eni per creare valore Eni 2015-2018 Strategic Plan Trasformare Eni per creare valore Principali obiettivi del quadriennio E&P: produzione in costante crescita sostenuta dalle ingenti scoperte fatte o Produzione in crescita

Dettagli

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE

ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE ECONOMIA DEI GRUPPI DELLE IMPRESE TURISTICHE Dott.ssa Francesca Picciaia Università di Perugia Facoltà di Economia LE FORME AGGREGATIVE NELLE IMPRESE TURISTICHE 2 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Globalizzazione

Dettagli

Indice di rischio globale

Indice di rischio globale Indice di rischio globale Di Pietro Bottani Dottore Commercialista in Prato Introduzione Con tale studio abbiamo cercato di creare un indice generale capace di valutare il rischio economico-finanziario

Dettagli

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2

INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 INDIRIZZO ECONOMICO GIURIDICO CLASSE A017 - n. 2 l) Le riserve di capitale: a) costituiscono autofinanziamento per l impresa b) derivano da sottovalutazione di elementi dell attivo c) costituiscono una

Dettagli

Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale

Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale Allegato D Demo a supporto della produzione delle informazioni relative al progetto imprenditoriale Documento di supporto alla presentazione dell idea imprenditoriale Milano, 18/12/2009 2 Indice 1 Premessa...

Dettagli

STRUMENTI FINANZIARI PER LA CRESCITA DELLE PMI

STRUMENTI FINANZIARI PER LA CRESCITA DELLE PMI STRUMENTI FINANZIARI PER LA CRESCITA DELLE PMI dott. ssa Francesca Bianchi Responsabile Quotazioni Direzione Advisory & Corporate Finance -Banca Finnat Euramerica SpA Genova, 10 dicembre 2008 1 AGENDA

Dettagli

Comunicato Stampa 12 novembre 2015

Comunicato Stampa 12 novembre 2015 Landi Renzo: il CDA approva i risultati al 30 settembre 2015 Fatturato pari a Euro 145,6 mln (Euro 173,9 mln al 30 settembre 2014) EBITDA pari a Euro 1,9 mln (Euro 14,1 mln al 30 settembre 2014) EBIT pari

Dettagli

Il Roe è il migliore indicatore di performance? Il Roe è il migliore indicatore di performance? Le alternative al reddito sono molto significative.

Il Roe è il migliore indicatore di performance? Il Roe è il migliore indicatore di performance? Le alternative al reddito sono molto significative. Il Roe è il migliore indicatore di performance? Gli schemi di analisi si basano sull assunto che il Roe sia un valido indicatore sintetico della performance. In realtà, il Roe è solamente uno degli indicatori

Dettagli

Milano, 30 marzo 2004

Milano, 30 marzo 2004 Milano, 30 marzo 2004 Gruppo TOD S: crescita del fatturato (+8.1% a cambi costanti). Continua la politica di forte sviluppo degli investimenti. 24 nuovi punti vendita nel 2003. TOD S Il Consiglio di Amministrazione

Dettagli

IMPEGNI DI MIGLIORAMENTO

IMPEGNI DI MIGLIORAMENTO IMPEGNI DI MIGLIORAMENTO Le ipotesi di miglioramento individuate lo scorso anno nel nostro primo Bilancio Sociale tracciano le linee di un percorso che abbiamo intrapreso nel 2002 e che intendiamo proseguire

Dettagli

UNIPOLSAI: APPROVATI I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2015. Utile netto consolidato a 455 milioni di euro (+27,4% rispetto al primo semestre 2014)

UNIPOLSAI: APPROVATI I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2015. Utile netto consolidato a 455 milioni di euro (+27,4% rispetto al primo semestre 2014) Bologna, 7 agosto 2015 UNIPOLSAI: APPROVATI I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2015 Utile netto consolidato a 455 milioni di euro (+27,4% rispetto al primo semestre 2014) Raccolta diretta assicurativa a 7.284

Dettagli

FINPESCA S.R.L. Relazione sulla Gestione al Bilancio chiuso il 31/12/2008

FINPESCA S.R.L. Relazione sulla Gestione al Bilancio chiuso il 31/12/2008 Sede in Via delle Industrie, 7-45014 Porto Viro (RO) Capitale sociale di euro 1.000.000 i.v. Registro delle imprese di Rovigo e codice fiscale: 01025200294 REA di Rovigo: 110161 Relazione sulla Gestione

Dettagli

Consiglio di Sorveglianza Consiglio di Gestione Mediobanca

Consiglio di Sorveglianza Consiglio di Gestione Mediobanca Consiglio di Sorveglianza Consiglio di Gestione Mediobanca Milano, 7 marzo 2008 Approvato il Piano 2009-2011 del Gruppo Mediobanca p Crescita trainata da nuove iniziative strategiche: Posizionamento europeo

Dettagli

Valutazione d azienda con il metodo dei multipli: analisi di un caso

Valutazione d azienda con il metodo dei multipli: analisi di un caso Valutazione d azienda con il metodo dei multipli: analisi di un caso responsabile operazioni di merchant banking DALLA TEORIA ALLA PRASSI LA VALUTAZIONE AL SERVIZIO DEL PROCESSO NEGOZIALE COMPRATORE VENDITORE

Dettagli

Comunicato Stampa 28 agosto 2014

Comunicato Stampa 28 agosto 2014 Landi Renzo: marginalità e flussi finanziari di cassa in miglioramento al 30 giugno 2014; secondo trimestre 2014 caratterizzato da significativa crescita di fatturato e ritorno all utile Fatturato al 30

Dettagli

Il Factoring nelle piccole e medie imprese

Il Factoring nelle piccole e medie imprese Il Factoring nelle piccole e medie imprese Il contesto macroeconomico Il Sistema Bancario e le PMI L intervento del Factoring, 25 Gennaio 2010 1 Credemfactor Spa 2 2 Lo scenario Macroeconomico 3 3 Lo scenario

Dettagli

Un impegno comune per la crescita

Un impegno comune per la crescita Un impegno comune per la crescita Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria proseguono la collaborazione avviata con l Accordo del luglio 2009, rinnovata nel 2010, e condividono una linea d azione

Dettagli