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1 In una zona di espansione della cittadina toscana (oltre abitanti in un territorio collinare, dove il torrente Pesa confluisce nell Arno), l edificio del nuovo Distretto socio sanitario locale sorge accanto al Palazzo del Comune di recente realizzazione e si dispone a L, in posizione arretrata, rispetto all'attuale tracciato stradale, per lasciare spazio all'antistante ampio parcheggio. È stato concepito al centro di una vasta area marginale, che ruota attorno al campo sportivo, e a suo tempo diede inizio al processo di riqualificazione previsto nella zona dal PRG. La sua forma si dispone planimetricamente come una freccia a due ali: da una parte, il distretto, che dispone di 690 m 2 ; dall altra,il corpo di 807 m 2,affacciato su una strada di nuova apertura, che contiene un gruppo di dodici miniappartamenti per anziani e di uno spazio comune. L edificio, su un lotto originario di m 2, ha raccolto così, in un unica sede, tutti i servizi socio sanitari che erano dispersi in punti diversi del territorio comunale. Frutto di un disegno di forte carica evocativa, è evidente il suo essere un organismo articolato: si mostra come un baluardo tagliente, una breve cortina bastionata, con corpi di fabbrica all esterno intessuti di mattoni; come una sorta di inedita cittadella, o castello, posta figurativamente a difesa della Salute. L impatto espressionista della sua architettura si pone in un rapporto dialettico e visivo con la emergente vicina Villa Medicea dell Ambrosiana e con la chiesa ed il borgo sulla collina antistante. Manifesta la sua rappresentatività di sede asl e residenze per anziani a montelupo fiorentino (fi), Dettaglio della tessitura a rilievo in mattoni. Scorcio del nodo di spigolo e di una sua parte semicilindrica. FOTOGRAFIE Václav S edý edificio destinato al pubblico con dei caratteri che la critica di Roberto Gabetti ha definito di maturo eclettismo, conseguito secondando linee congeniali alla natura dei materiali e all indole trasmutante dell Autore. Sia a nord-est che a nord-ovest, oltre che al centro, i corpi si presentano spezzati ad angolo acuto. Il nodo di partenza è un cilindro sformato, su cui fanno perno due ali di fabbrica non lineari, caratterizzate da elementi definibili a mezza strada tra l architettura e la scultura: sono creste, bow window, superfici lievemente bombate, decori, svariate geometrie di finestre, che si alternano come per dipingere una favola fatta di personaggi e situazioni eroiche. Il rivestimento esterno in mattoni faccia a vista, che sottolinea e scandisce l articolazione volumetrica, è impreziosito dall incastonatura di formelle di ceramica policrome (raffiguranti i segni zodiacali e le costellazioni), in modo da valorizzare la tradizione dell artigianato artistico locale. Ma anche le incorniciature dei vani finestra, che sono appunto disegni variati di cerchi, rombi, archi a tutto 14 CIL 118

2

3 Le formelle di ceramica policroma a coronamento del corpo di spigolo. Pianta piano 1 e 2. Pianta piano terra. 16 CIL 118

4 Disegni di dettaglio. Il corpo di spigolo concepito come un bastione tagliente.

5 sesto, o ribassati, insieme a merlature, spigoli, lesene, pareti concave, vedono il mattone protagonista e materia ideale per ricreare il componimento favolistico. Inoltre, lungo il perimetro esterno, la zoccolatura semplice del corpo di fabbrica del distretto è separata dalla parte muraria superiore da una singola modanatura semicircolare cementizia, così da accentuare, soprattutto nella parte a sperone, l inclinazione del basamento precisando la citazione rievocativa dell architettura delle fortificazioni medioevali. Il trattamento e la disposizione dei tessuti in laterizio, qust ultima alternata in toni chiari e scuri, genera dunque, con l utilizzo quasi esclusivo di elementi standard, risalti, decorazioni, merlettature. All interno, lo sperone centrale contiene il corpo scale principale, a doppia rampa, affacciato su un pozzo con pianta a forma di petalo ellittico regolare, reso più accogliente a ogni piano da un ampia superficie di disimpegno. Sulla copertura, si leggono i lucernari di coronamento degli spazi comuni e delle scale: il maggiore è una cupola a guscio di barca rovesciata; un altro ha la forma di cono sfaccettato. Fra le varie forme dei camini in laterizio, svettano quelli a tronco di cono ribaltato. Roberto Gamba Il corpo scale ricavato nel nodo angolare del complesso, con la copertura a lucernario. Schizzo assonometrico. Scheda tecnica Progetto e D.L.: Marco Dezzi Bardeschi Collaboratori: Laura Gioeni, Ekaterine Cardarelli Strutture: Alessandro Melani Impianti: Dante Di Carlo Impresa: Edil Pa. Co. (Castellammare di Stabia, Na) Cronologia: 1991, progetto; 1993, realizzazione Nella pagina a fianco: sulle coperture spiccano la cupola del grande lucernario del corpo scale e i camini in laterizio, a cono tronco rovesciato. Disegno del fronte a corpi spezzati e angoli acuti. 18 CIL 118

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