alcun modo la posizione sulle questioni trattate, né la preannuncia.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "alcun modo la posizione sulle questioni trattate, né la preannuncia."

Transcript

1 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE: COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SUI DIRITTI DEI MINORI ( ) 1 I diritti dei minori. Secondo l'articolo 3 del trattato sull'unione europea, l'unione promuove i diritti del minore. I diritti dei minori sono diritti fondamentali dell'ue e gli Stati membri hanno l obbligo di rispettarli. L'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea stabilisce che i bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere, che possono esprimere liberamente la propria opinione e che questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità. La Carta stabilisce poi che in tutti gli atti relativi ai bambini l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente. La tutela internazionale dei diritti dei minori affonda le radici nei valori e nei principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata da tutti gli Stati membri dell'ue. Attività della Commissione europea nel settore dei diritti dei minori. Nel 2006 la Commissione ha adottato una Comunicazione "Verso una strategia dell Unione europea sui diritti dei minori" intesa a sviluppare una base comune per garantire una tutela efficace dei diritti dei minori nelle politiche interne ed esterne dell'ue. Approfondimenti sulla comunicazione e sulle attività della Commissione in questo ambito sono disponibili al seguente indirizzo web: Scopo della presente consultazione. Per dare impulso alla strategia dell Unione europea sui diritti dei minori, alla fine del 2010 la Commissione intende adottare una comunicazione sui diritti dei minori ( ). Con questa consultazione le parti interessate hanno l opportunità di rivolgere alla Commissione un proprio parere sulle azioni concrete che, sviluppate a livello dell'unione, potrebbero fornire un apporto decisivo. La Commissione intende anche raccogliere le esperienze concrete di quanti lavorano con i minori, specie con riguardo alle difficoltà nel promuoverne e tutelarne i diritti. La Commissione è in particolar modo interessata a raccogliere dati attendibili, informazioni fattuali e esempi concreti della situazione sul campo, sia sotto il profilo delle problematiche che delle soluzioni. Questioni affrontate dal questionario. Le domande della prima sezione intendono valutare le iniziative precedentemente adottate dalla Commissione nel settore dei diritti dei minori; quelle della seconda si concentrano sugli ambiti che richiedono particolare attenzione. A chi si rivolge il questionario. Si rivolge a singoli individui, a organizzazioni, associazioni, organi e istituzioni che tutelano e promuovono i diritti dei minori a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale. Non occorre rispondere a tutte le domande; ognuno potrà rispondere a quelle pertinenti per la propria attività in funzione della propria esperienza. 1 Il presente documento, elaborato dai servizi della Commissione a fini consultivi, non ne pregiudica in alcun modo la posizione sulle questioni trattate, né la preannuncia.

2 Domande di base I. Precedenti iniziative della Commissione 1. La comunicazione della Commissione del 2006 "Verso una strategia dell Unione europea sui diritti dei minori" propone di elaborare una strategia globale dell UE per promuovere e salvaguardare efficacemente i diritti dei minori nelle politiche interne ed esterne dell'unione europea e di sostenere gli sforzi degli Stati membri in questo settore. Come è valutata nell'insieme questa iniziativa? 2. L'UE ha il dovere generale di astenersi da qualsiasi atto che possa comportare la violazione dei diritti dei minori e di tenerne conto, se necessario, nelle politiche di sua competenza (cosiddetto mainstreaming). La Commissione ha introdotto una serie di dispositivi atti legislativi, soft law, assistenza finanziaria, scambio di migliori pratiche che consentono di adottare azioni mirate a tutelare e promuovere i diritti dei minori, in linea con i trattati e nel rispetto dei principi della sussidiarietà e della proporzionalità. Come sono valutati nell'insieme questi dispositivi? II. La situazione sul campo Seguendo l'orientamento della comunicazione del 2006, il Consiglio europeo si è espresso a favore dell'elaborazione di un'ambiziosa strategia UE sui diritti dei minori e ha chiesto alla Commissione di individuare quali misure, adottate a livello dell'unione, potrebbero incidere decisivamente sulla tutela e sulla promozione dei diritti dei minori, soprattutto per quelli in condizioni particolarmente vulnerabili. Una giustizia a misura di minore 3. Per quanto riguarda i sistemi giudiziari (diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, ecc.), quali sono gli ostacoli e i problemi principali che incontrano i minori? In particolare, quali sono le problematiche e le sfide con cui si confrontano i minori che partecipano come vittime o imputati a un procedimento giudiziario di diritto penale, a procedimenti civili o a procedimenti riguardanti questioni di asilo e migrazione? 4. Quali iniziative concrete potrebbero rendere i sistemi giudiziari più a misura di minore? Si ritiene che l'unione possa contribuire a queste iniziative e se sì, come? Come può contribuire l'ue a garantire che le decisioni giudiziarie riguardanti i minori ne tutelino i diritti e ne rispettino in particolare l'interesse superiore? 5. Si prega di segnalare le buone pratiche, le iniziative, i programmi (anche di formazione) o i dispositivi che già consentono ai sistemi giudiziari di tener conto dei diritti, delle esigenze e degli interessi specifici dei minori. Esistono iniziative transfrontaliere in questo settore (progetti comuni condotti in cooperazione o con la partecipazione di organizzazioni di altri Stati membri, scambi di buone pratiche, ecc.)? 2

3 6. Un minore può essere chiamato a partecipare ai procedimenti giudiziari in veste di testimone vulnerabile o di vittima. Si ritiene che sia necessario fare di più per tener conto delle esigenze e dei diritti dei minori in queste circostanze? Si prega di indicare i dispositivi giuridici e gli accorgimenti pratici esistenti in grado di evitare gli interrogatori multipli e di rendere meno negativa l'esperienza di un procedimento giudiziario. 7. Qual è l'importanza dei mezzi tecnologici (videoconferenze, registrazioni video, denunce online, ecc.) per fare in modo che i minori possano accedere più facilmente alla giustizia o siano meglio tutelati durante il processo? Si prega di fornire esempi di buone pratiche. 8. Si ritiene che il personale giudiziario degli Stati membri sia adeguatamente formato per tener conto dei diritti e delle esigenze dei minori nei procedimenti giudiziari e nel processo decisionale? In caso negativo, indicare e descrivere eventuali esigenze specifiche. Le politiche della giustizia a tutela dei diritti dei minori 9. Giudicando dall'esperienza acquisita, in che modo la mediazione familiare tiene conto dell'interesse superiore del minore? Che tipo di iniziative dovrebbe adottare l'unione per sostenere il ricorso alla mediazione familiare tra gli Stati membri? 10. L'Unione sta valutando come risolvere i problemi di certificazione dello stato civile (nascita, nome, filiazione, adozione, ecc.) con cui si scontrano i cittadini dell'ue in altri Stati membri. Il cittadino che deve produrre atti di stato civile in un altro Stato membro si trova spesso a sostenere costi e lungaggini per far tradurre o autenticare i documenti. In che modo può essere migliorata la situazione? 11. Nel lungo periodo, potrebbe essere affrontato il problema del reciproco riconoscimento degli atti di stato civile, per cui, ad esempio, il legame di filiazione, per nascita o adozione, attestato in modo legale e valido in un Stato membro sarà riconosciuto anche in un altro Stato membro. Si ritiene che l'unione debba adottare misure in tal senso? 12. In vista della revisione del regolamento Bruxelles II bis (relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale), la Commissione sta valutando la necessità di stabilire norme minime per le decisioni sulla responsabilità genitoriale. Se saranno introdotte norme minime comuni, gli Stati membri potranno riconoscere e dare esecuzione alle decisioni di affidamento prese in un altro Stato membro senza ulteriori adempimenti, il che permetterebbe di velocizzare la composizione delle controversie in materia di affidamento. Giudicando dall'esperienza, si ritiene che l'unione debba stabilire norme minime per le decisioni sulla responsabilità genitoriale? Quali sarebbero le norme minime da prevedere? 13. Quali sono i problemi e le difficoltà incontrati sul campo (in quanto singolo o organizzazione) nell'affrontare casi di adozione internazionale (tra Stati membri dell'ue e paesi terzi)? Molti enti autorizzati per l adozione internazionale operano nel medesimo Paese di origine, riversando così nella stessa realtà la pressione esercitata dalle migliaia di domande di adozione. Ciò provoca, spesso, una sorta di 3

4 condizionamento molto forte su tutti i soggetti coinvolti nel procedimento adottivo: dalle istituzioni alle organizzazioni, dai rappresentanti degli enti autorizzati ai direttori degli istituti e ai funzionari preposti al rilascio dei documenti. In questo clima può accadere che vengano operate forzature affinché siano resi disponibili all adozione sempre più bambini con le caratteristiche gradite dalle coppie. Il fenomeno del child laundering - denunciato anche dai rappresentanti della Conferenza de L Aja (J. Degelling, Com è cambiato lo scenario internazionale dell adozione dopo la ratifica della Convenzione de L Aja in Scenari e sfide dell adozione internazionale, CIAI, 2009) - descrive la pratica illegale di sottrarre i bambini ai genitori biologici per inserirli nel circuito delle adozioni legali. Negli ultimi anni, le segnalazioni di adozione riguardano sempre più bambini già grandi, con problemi sanitari e con storie drammatiche alle spalle (di incuria e malnutrizione ma anche di violenza e abuso). Sono invece molto scarse le informazioni relative alla storia pregressa e allo stato di salute del bambino adottabile che ci arrivano dai referenti istituzionali in particolare di Etiopia, Cambogia, Vietnam, Thailandia e India. I bambini in attesa di essere adottati non sono quasi mai preparati adeguatamente al significato dell adozione e ai radicali cambiamenti che ciò comporta. Questa poca attenzione alla preparazione del bambino, che spesso è già grande, rende più complesso il suo inserimento all interno del nucleo familiare e poi nella nuova realtà sociale. Alcune adozioni pronunciate all estero, ad esempio in Etiopia, hanno gli effetti della open adoption, cioè di adozioni che consentono il mantenimento dei rapporti con la famiglia biologica, mentre in Italia esiste solo la close adoption. Questo divario giuridico crea enormi difficoltà non solo di tipo procedurale e di gestione dei rapporti nel corso del tempo ma anche relativamente alla possibile frustrazione delle aspettative del bambino di mantenere contatti e rivedere la famiglia d origine. Permangono problematiche di procedura internazionale con i Paesi non ratificanti la Convenzione de L Aja del 1993 e con i quali non sono stati siglati accordi bilaterali specifici. Quali sono i problemi e le difficoltà incontrati sul campo (in quanto singolo o organizzazione) nel trattare le decisioni di adozione tra Stati membri dell'ue? La scarsa regolamentazione degli affidi internazionali fa sì che spesso questa procedura venga seguita da chi desidera adottare un bambino aggirando le procedure sull adozione internazionale. Alcuni accordi bilaterali sono stati siglati ma comunque questi affidi dovrebbero essere soggetti a maggiori controlli e soprattutto non riguardare bambini orfani o in stato di abbandono. Riportiamo due questioni condivise da oltre 80 associazioni italiane facenti parte del Gruppo di Lavoro per la Convezione sui diritti dell Infanzia e dell Adolescenza e riportate all interno del 2 Rapporto Supplementare 4

5 alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell Infanzia e dell Adolescenza in Italia, Save the Children 2009 : 1. La preoccupazione circa l operatività della Convenzione Europea sull adozione di minori del 2008 di riforma alla precedente Convenzione del 1967, attualmente non firmata dall Italia. Se venisse introdotta nel nostro Paese stravolgerebbe i principi su cui si fonda l adozione in Italia che è invece basata sull accertamento preventivo dello stato di adottabilità del minore e non sul consenso del genitore di origine. La Convenzione Europea del 2008 inoltre, nonostante si richiami al superiore interesse del minore, nei fatti prevede l adozione in funzione del diritto degli aspiranti genitori adottivi, allargando alle coppie conviventi e ai single la possibilità di adottare e definendo solo la differenza di età minima e non massima. In Italia non è riconosciuto il diritto ad adottare ma solo il diritto ad essere adottato del minore in stato di abbandono. In Italia, per ogni minore italiano o straniero dichiarato adottabile, vi è un esubero di coppie sposate disponibili ad adottarlo: nel 2005 hanno adottato un minore italiano solo il 7,7% delle coppie disponibili e hanno adottato un minore straniero solo il 37% di quelle dichiarate idonee all adozione internazionale. Rispetto alla Convenzione Europea del 2008, inoltre, preoccupano le disposizioni che riguardano la revocabilità dell adozione; la possibilità di prevedere forme di adozione meno tutelanti per i minori e la possibilità di accesso all identità dei genitori biologici da parte dell adottato anche nei casi di non riconoscimento alla nascita. 2. L auspicio affinché venga introdotto giuridicamente l istituto dell adozione europea, così come già dibattuto all interno del Parlamento Europeo nel 2006 e sollecitato nella Risoluzione Europea del 16 gennaio 2008 (2007/2013 INI). Tale adozione potrebbe ottenere il risultato di definire una forma di adozione che possa garantire uguali diritti e la medesima tutela per tutti i minori cittadini europei in stato di adottabilità. Si potrebbero infatti creare regole uniforme e omogenee in tutti i Paesi europei sul rilascio dell idoneità dei genitori adottanti, l istituzione di una Banca dati europea dei minori adottabili e delle coppie adottanti; un Albo europeo degli enti autorizzati; un Autorità centrale europea con il compito di predisporre e vigilare sugli strumenti di attuazione e applicazione dell adozione internazionale. Categorie vulnerabili di minori 14. Giudicando dall'esperienza, quali sono le categorie di minori che versano in situazioni particolarmente vulnerabili? Si prega di fornire i dati e le cifre eventualmente disponibili. I minori italiani e stranieri che continuano a vivere in Istituto, in comunità o case famiglia. In Italia i dati disponibili risalgono al 31 dicembre 2005 in cui i minori presenti nei servizi residenziali erano In Romania, dopo la quasi totale chiusura alle adozioni internazionali, vengono da molti enti segnalate situazioni di sovraffollamento negli istituti di bambini orfani o in stato di abbandono e che quindi potrebbero essere adottati. 5

6 I minori italiani in affido sine die, cioè in affido familiare per un periodo di tempo superiore ai due anni stabilito per legge e molto spesso prorogato per un tempo illimitato. I minori affidati da oltre 2 anni, in Italia, al 31 dicembre 2005 erano il 60% del totale nazionale degli affidi che riguardava minori. I minori che vivono al di fuori della famiglia, italiani e stranieri, con special needs perché sono grandi (pre-adolescenti e adolescenti), appartengono a fratrie, hanno problematiche di salute, disabilità fisica o mentale o storie pregresse di violenza e abuso. In questi casi, anche se adottabili, difficilmente riescono a trovare una famiglia che li adotti e, comunque, gli esiti di queste adozioni sono di grande complessità e problematicità. Nel 2008 erano 191 i minori dichiarati adottabili e non adottati a causa dello stato grave di salute e/o dell età adolescenziale. In Italia la presenza di minori stranieri non accompagnati è monitorata dal Comitato Minori Stranieri (organo interministeriale presso il Ministero del Lavoro e della Solidarietà Sociale). Il Comitato monitora la presenza dei minori stranieri non accompagnati in quanto è l organo deputato ad accertarne lo status attraverso le segnalazioni delle istituzioni competenti (servizi sociali e forze dell ordine). Da tale conteggio sono quindi esclusi i minori che non entrano in contatto con tali istituzioni e coloro che pur essendo minori hanno presentato richiesta di asilo o provenendo da un paese dell Unione Europea non sono segnalati al Comitato Minori Stranieri. La vulnerabilità per questo gruppo di minori è rappresentata prima di tutto dalla mancanza di conoscenza reale del fenomeno che interessa minori al di fuori della famiglia. Inoltre, in questa occasione, si vuole segnalare ciò che accade a questi minori al compimento della maggiore età. La legislazione italiana prevede varie forme di tutela per cui i minori non accompagnati devono essere accolti in comunità di accoglienza e ottenere un permesso di soggiorno. Tuttavia al compimento del 18 anno di età tutte queste tutele decadono: il minore per ottenere un permesso di soggiorno deve dimostrare di essere inserito in un progetto di integrazione da almeno 2 anni, deve avere disponibilità di un alloggio e iscritto a un corso di studio o svolgere attività lavorative. I Comuni italiani in qualità di tutori dei minori hanno la tendenza a non concedere il proseguo amministrativo che permette la permanenza in Comunità (quindi un alloggio sicuro e un progetto di inserimento sociale), vengono quindi meno le condizioni per ottenere un permesso di soggiorno. Tale condizione impone a questi minori di attivarsi immediatamente dopo l uscita dalla Comunità per trovare un lavoro e un abitazione che permetta loro di poter soggiornare legalmente sul territorio italiano. E quindi necessario che siano previste procedure omogenee e che misure tutelanti siano predisposte e attivate a partire dalla minore età. Sul territorio italiano soggiornano numerosi nuclei familiari irregolari con minori, di cui non è possibile conoscere l entità numerica proprio a causa dello status familiare. Ai nuclei familiari irregolari non è riconosciuto alcun diritto all assistenza sociale, tale condizione genera gravi conseguenze per i minori. Nel solo caso di segnalazione al Tribunale dei Minori il minore è accolto, con conseguente possibile preclusione della potestà genitoriale. E garantito ai minori stranieri appartenenti a nuclei irregolari la possibilità di usufruire di alcuni sevizi sanitari, non è consentita però l iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, precludendo così la possibilità di accedere al pediatra di base e creando un forte 6

7 pregiudizio per salvaguardare il diritto alla salute del minore. Inoltre, la recente normativa italiana inserendo l aggravante di reato per ingresso e soggiorno irregolare e il conseguente obbligo di segnalazione da parte dei pubblici ufficiali o incaricati di servizio pubblico comporta notevoli rischi per la tutela del minore. E forte la preoccupazione che i nuclei familiari irregolari evitino di accedere ai servizi pubblici per timore di essere segnalati e quindi denunciati. Inoltre si sono verificate situazioni di grave violazione dei diritti dei minori, risulta infatti che in occasione di sgomberi abitativi alla presenza di minori non siano state garantite le condizioni di tutela del minore attraverso la presenza dei servizi sociali, sia stato quindi gravemente negata la protezione dei diritti del minore. Il fenomeno migratorio ha avuto nei paesi di origine gravi conseguenze dal punto di vista sociale. In Romania si parla di abbandono de facto, in Ucraina di orfani sociali, ci si riferisce alla realtà di numerosi minori le cui madri e/o padri hanno deciso di migrare per migliorare la propria condizione e hanno lasciato i propri figli nel paese di origine. Tale realtà oltre a suscitare riflessioni sull aspetto del care drain, e quindi della privazione di cure da parte dei genitori a cui questi minori sono esposti, conduce ad una riflessione sulle difficoltà connesse ai procedimenti di ricongiungimento volti a garantire l unità familiare. Molti minori infatti sono impossibilitati a ricongiungersi con i propri genitori per normative nazionali restrittive. La situazione italiana è preoccupante in quanto la legislazione predilige la tutela della sicurezza pubblica e quindi pone notevoli ostacoli ai procedimenti volti a garantire il ricongiungimento familiare. 15. Quali attività rivolge la sua organizzazione a beneficio di categorie vulnerabili di minori? Quali sono le difficoltà e i problemi incontrati sul campo nell'approntare iniziative a favore di tali categorie? Realizzazione di corsi di preparazione per aspiranti genitori adottivi pre e postidoneità. In Italia questi corsi sono obbligatori e devono essere effettuati sia presso i Servizi sociali pubblici, dove sono gratuiti, che presso gli enti autorizzati, dove sono a pagamento. Alcune Regioni rimborsano questi corsi ai genitori ma nella maggior parte dei casi la preparazione, benché obbligatoria, rimane a carico delle coppie. Colloqui di verifica delle concrete possibilità di adozione e colloqui abbinamento per un ulteriore verifica della reale accoglienza del bambino da parte della coppia. Questa importante fase viene invece da alcuni enti autorizzati italiani espletata via telefono o addirittura via posta inoltrando le carte di adozione alla coppia. Preparazione del minore adottabile all adozione, attraverso la formazione di operatori nei Paesi di origine dei bambini e la realizzazione di strumenti, quali racconti in lingua e album fotografici, per la preparazione del bambino. Adozioni di special needs children. Nel 2009 le famiglie che hanno adottato attraverso CIAI sono state 95 ma i bambini che sono arrivati sono stati 138 in quanto vi erano 19 nuclei di due fratelli, 9 nuclei di tre e 2 di quattro. Dei 138 bambini arrivati, 81 avevano più di 5 anni. I bambini più piccoli presentavano 7

8 frequentemente problemi di salute. Le principali patologie riscontrare sono state: malnutrizione, cardiopatia, epatite B e C, sierpositività, labbro leporino e palatoschisi, ritardo psico-motorio. Riscontriamo numerose difficoltà ad avere tutte le informazioni sanitarie in sede di proposta di abbinamento, sia per mancanza di strutture diagnostiche adeguate sia perché questo aspetto viene spesso sottovalutato. Interventi di sostegno nel post-adozione per genitori e figli adottivi. In Italia i servizi sociali pubblici sono preposti a garantire il sostegno alla famiglia adottiva nei primi 2 anni dall arrivo del bambino in adozione. I maggiori problemi insorgono invece durante l adolescenza del figlio adottivo, quando le famiglie spesso non vengono più supportate e devono ricorrere a costosi interventi psicologici di sostegno da parte di strutture private. Gli interventi realizzati da CIAI vanno dal sostegno alla famiglia adottiva per l inserimento sociale e scolastico del bambino, spesso già in età scolare, alla realizzazione di attività, anche di gruppo, specifiche per adolescenti adottivi e per genitori di adolescenti adottivi, a gruppi di confronto degli adottati e dei genitori su come affrontare la storia pregressa e il ritorno alle origini, all organizzazione di viaggi veri e propri di ritorno nel Paese di nascita a interventi psicologici e di terapia individuale e familiare. Attività di ricerca per studiare gli esiti dell adozione internazionale. Attualmente gli studi portati avanti anche a livello internazionale si sono rivolti a studiare gli esiti delle adozioni internazionali di bambini molto piccoli o comunque in età scolare. Alla luce della realtà italiana e internazionale sarebbe utile portare avanti ricerche riguardanti l adozione di minori in età scolare e pre-adolescenti per avere anche un riscontro oggettivo circa la praticabilità di queste adozioni, che ultimamente vengono sempre più realizzate in Italia. In un ottica di intervento che promuova una crescita nella comunità locale sulle problematiche degli adolescenti stranieri non accompagnati è stato messo a punto un percorso per la ricerca e formazione di adulti guida, con la funzione di tutelare il cammino verso l autonomia degli adolescenti senza riferimenti familiari presenti/affidabili. L adulto svolge una funzione fiduciaria verso l adolescente sostenendolo/a nelle decisioni/azioni importanti per la sua vita futura. Si pone come punto cardine della rete del ragazzo/a e usufruisce di percorsi di formazione. Si è trattato di attivare funzioni di tutoring per sostenere la formazione del giovane all adultità. Questo ruolo è stato pensato per consentire un confronto nel quale l adulto di fiducia si pone verso il ragazzo come persona disponibile all ascolto, all accompagnamento, alla condivisione e al trasferimento dell esperienza della sua vita adulta. L adulto guida non svolge un ruolo di tutela giuridica, ma nei fatti esercita una funzione di decodifica delle regole e di supporto adulto che permetta al giovane di muoversi con fiducia nel suo nuovo mondo di appartenenza. La funzione di garanzia può avere una doppia valenza: può essere esercitata in situazioni in cui è necessario prendere decisioni impegnative (firmare un contratto di lavoro, accedere ad un finanziamento, attivare una locazione) al fine di dare al ragazzo la consulenza necessaria affinché si protegga da scelte inopportune, e contemporaneamente costituirsi come soggetto affidabile per la controparte. 8

9 16. Si prega di indicare le buone pratiche, le iniziative o i programmi che già contribuiscono a tutelare meglio le categorie di minori più vulnerabili. Esistono iniziative transfrontaliere in questo ambito (progetti comuni condotti in cooperazione o con la partecipazione di organizzazioni di altri Stati membri, scambi di buone pratiche, ecc.)? 17. Quali iniziative concrete potrebbero garantire una maggiore tutela dei diritti dei minori vulnerabili e promuoverne meglio l interesse superiore? Si ritiene che l'unione possa contribuire a queste iniziative e se sì, come? Violenza contro i minori 18. Si prega di fornire dati e cifre eventualmente disponibili sui casi di violenza contro i minori e sulle decisioni giudiziarie in questo ambito. 19. Quali sono le attività della sua organizzazione in tema di tutela dei minori dagli atti di violenza? Quali sono le difficoltà e i problemi riscontrati sul campo nel dar corso ad iniziative di contrasto della violenza contro i minori? 20. Si prega di indicare le buone pratiche, le iniziative o i programmi che già possono contribuire a tutelare meglio i minori dagli atti di violenza. Esistono iniziative transfrontaliere in questo ambito (progetti comuni condotti in cooperazione o con la partecipazione di organizzazioni di altri Stati membri, scambi di buone pratiche, scambi tra giudici dei minori, ecc.)? 21. Quali iniziative concrete potrebbero tutelare meglio i minori dagli atti di violenza? Si ritiene che l'unione possa contribuire a queste iniziative e se sì, come? 22. Quali iniziative concrete potrebbero tutelare meglio i minori da forme di violenza tra pari (come il bullismo o il cyberbullismo)? Si ritiene che l'unione possa contribuire a queste iniziative e se sì, come? 23. Si ritiene che l'ue debba fare di più per promuovere il sistema di allerta per i minori e garantire l'interoperabilità tra gli Stati membri? Se sì, in che modo? 24. In che modo la Commissione può prestare sostegno alla messa in opera effettiva della linea telefonica diretta per i minori scomparsi negli Stati membri? Si ritiene che l'ue possa contribuire? Povertà minorile 25. Quali attività svolge la sua organizzazione in tema di lotta contro la povertà minorile? Quali sono le difficoltà e i problemi riscontrati sul campo nel dar corso ad iniziative per combattere la povertà minorile? 26. Si prega di indicare le buone pratiche, le iniziative o i programmi che già contribuiscono a ridurre la povertà minorile. Esistono iniziative transfrontaliere in 9

10 questo ambito (progetti comuni condotti in cooperazione o con la partecipazione di organizzazioni di altri Stati membri, scambi di buone pratiche, ecc.)? 27. Quali iniziative concrete potrebbero aiutare a ridurre la povertà minorile? Si ritiene che l'unione possa contribuire a queste iniziative e se sì, come? III. Altre domande Comunicazione 28. Quali sono i modi per comunicare efficacemente i diritti dei minori ad un pubblico di minori e di adulti? Si prega di indicare eventuali buone pratiche o iniziative di informazione o di sensibilizzazione sui diritti dei minori. Esistono iniziative transfrontaliere in questo ambito (progetti comuni condotti in cooperazione o con la partecipazione di organizzazioni di altri Stati membri, scambi di buone pratiche, ecc.)? Partecipazione dei minori 29. Si prega di indicare eventuali buone pratiche o iniziative esistenti sulla partecipazione dei minori allo sviluppo di politiche che li riguardano. 30. Come si può garantire una maggiore partecipazione dei minori alla strategia dell'unione sui diritti dei minori? Nella Convenzione sui Diritti dell Infanzia e dell Adolescenza è riconosciuto al minore il diritto di esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che lo interessa. E quindi necessario garantire la partecipazione dei minori in tutte le occasioni in cui si affrontino i temi dell infanzia. Particolare attenzione deve essere garantita quando si affrontano i temi della violazione dei diritti o della condizione dei gruppi vulnerabili, questo nella convinzione che i minori stessi possano essere parte della soluzione e siano quindi messi in condizione di far sentire la propria voce. Ad esempio è fondamentale la costante partecipazione di rappresentanti dei minori all interno dei fora internazionali, nazionali, regionali e locali in cui si affrontano tematiche che li vedono protagonisti. Un recente caso in cui questo approccio è mancato è stato la Conferenza Internazionale sul Lavoro Minorile in cui i movimenti e i gruppi di bambini e adolescenti lavoratori non hanno avuto la possibilità di esprimersi liberamente e di confrontarsi con gli altri attori presenti, oppure, a livello nazionale, l ultima Conferenza Nazionale Infanzia e Adolescenza, organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, realizzata a Napoli nel novembre 2009, in cui politici, istituzioni e rappresentanti del terzo settore hanno discusso di temi e prospettive legate all infanzia, senza prevedere il coinvolgimento di rappresentanti di bambini e ragazzi che potessero esprimere il loro punto di vista al riguardo. Altre questioni 31. Si prega di indicare, motivandole, eventuali altre questioni che andrebbero trattate dalla strategia dell'ue sui diritti dei minori. 10

I TEMPI DELL ADOZIONE

I TEMPI DELL ADOZIONE 58 CAPITOLO 4 I TEMPI DELL ADOZIONE 4.1 IL PERCORSO DEL BAMBINO: DALL ABBANDONO ALL ADOZIONE UNA DELLE NOVITÀ SALIENTI del rapporto 2008 è rappresentata dal monitoraggio sui dati che permettono di tracciare

Dettagli

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare

Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare Corso di aggiornamento Inserimento scolastico dei minori adottati o in affidamento familiare 1 incontro 11 aprile 2011 Assistente sociale Maria Grazia Pensabene Servizio politiche sociali e abitative -

Dettagli

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando.

i limiti di età dei coniugi adottanti L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e di non più di 45 l età dell'adottando. CHE COS' E' L'ADOZIONE? E' l'istituto giuridico che tende a garantire al bambino in stato di abbandono il diritto a vivere serenamente all'interno di una famiglia. La legge n. 476 del 31 dicembre 1998

Dettagli

ASS. INMEDIA ONLUS VILLAFRANCA TIRRENA (ME)

ASS. INMEDIA ONLUS VILLAFRANCA TIRRENA (ME) ASS. INMEDIA ONLUS VILLAFRANCA TIRRENA (ME) Anno scolastico 2013/2014 Proponente: Associazione INMEDIA ONLUS Sede legale: Via Consortile, 32 - Villafranca Tirrena (ME) Tel. 3480457173 e-mail: inmediaonlus@libero.it

Dettagli

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO

L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO L istruttoria per il decreto di idoneità genitoriale nei casi di adozione. Il ruolo del G.O. Dott.ssa Germana Ajraldi 5 maggio 2014 2 ANNO LA PSICOLOGIA GIURIDICA Funzione diagnostica conoscitiva e di

Dettagli

Carta dei Servizi. Carta dei Servizi - Sezione IV: Adozione Internazionale. Adozione Internazionale. Chi Siamo. Che cosa facciamo

Carta dei Servizi. Carta dei Servizi - Sezione IV: Adozione Internazionale. Adozione Internazionale. Chi Siamo. Che cosa facciamo Carta dei Servizi Chi Siamo Che cosa facciamo Come Lavoriamo Cooperazione allo Sviluppo Dove Siamo Centro Studi Adozione Internazionale Ultimo aggiornamento Marzo 2014 Sez.IV - 1 /21 Indice Indice... 2

Dettagli

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali

REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali Il presente allegato è composto di n. 14 pagine Allegato 1 REGIONE LAZIO Assessorato alle Politiche Sociali SCHEMA DI PROTOCOLLO OPERATIVO PER LA COLLABORAZIONE TRA SERVIZI TERRITORIALI, ENTI AUTORIZZATI

Dettagli

Manifesto dei diritti dell infanzia

Manifesto dei diritti dell infanzia Manifesto dei diritti dell infanzia I bambini costituiscono la metà della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Circa 100 milioni di bambini vivono nell Unione europea. Le politiche, la legislazione

Dettagli

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO

UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO UNA VISIONE DELL ADOZIONE E DELL AFFIDAMENTO Benedetta Baquè Psicologa - Psicoterapeuta I BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI Ogni bambino ha diritto a crescere in una famiglia, la propria o se questa non

Dettagli

Intervento dott.ssa Luz Carmenza Gomez Lopez Referente Nova in Colombia dal 2010 Bologna, 9 settembre 2011. Gentilissimi Assistenti al Convegno.

Intervento dott.ssa Luz Carmenza Gomez Lopez Referente Nova in Colombia dal 2010 Bologna, 9 settembre 2011. Gentilissimi Assistenti al Convegno. Intervento dott.ssa Luz Carmenza Gomez Lopez Referente Nova in Colombia dal 2010 Bologna, 9 settembre 2011 Gentilissimi Assistenti al Convegno. Vi presento un cordiale e sentito saluto a nome proprio e

Dettagli

Carta dei Servizi. Carta dei Servizi - Sezione IV: Adozione Internazionale. Adozione Internazionale. Chi Siamo. Che cosa facciamo

Carta dei Servizi. Carta dei Servizi - Sezione IV: Adozione Internazionale. Adozione Internazionale. Chi Siamo. Che cosa facciamo Carta dei Servizi Chi Siamo Che cosa facciamo Come Lavoriamo Cooperazione allo Sviluppo Dove Siamo Servizi alle Famiglie Adozione Internazionale Ultimo aggiornamento Novembre 2015 Sez.IV - 1 /22 Indice

Dettagli

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino

Consulta DS per l infanzia e l adolescenza Gianni Rodari. Adozione e Affido Familiare Una famiglia per ogni bambino I figli non sono vostri figli. Sono i figli e le figlie della sete che di sé stessa ha la vita... Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L'Arciere vede il bersaglio

Dettagli

Dott.ssa Graziana Campanato

Dott.ssa Graziana Campanato ,UHTXLVLWLGHOODIDPLJOLDDGRWWLYDQHOO DGR]LRQHLQWHUQD]LRQDOH Dott.ssa Graziana Campanato / LGRQHLWjGHOODIDPLJOLDVRVWLWXWLYDQHOO $, I requisiti richiesti dalla legge per l adozione internazionale sono gli

Dettagli

REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE Allegato sub lettera A) alla delibera di CC. N COMUNE DI MIRA (Provincia di Venezia) REGOLAMENTO SULL AFFIDO FAMILIARE 1 Art. 1 IL VALORE DELLA FAMIGLIA 1. La famiglia viene riconosciuta come l unità fondamentale

Dettagli

"IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO"

IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO Intervento al Convegno organizzato dall associazione assistenti sociali il 3 dicembre 2011 sul tema "IL CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI NELLA COSTRUZIONE DELLO STATO DI DIRITTO" Titolo dell intervento:

Dettagli

Documento alla Commissione di studio in tema di adozioni internazionali

Documento alla Commissione di studio in tema di adozioni internazionali Documento alla Commissione di studio in tema di adozioni internazionali Relativamente alle Considerazioni del Decreto del 26/7/2013 di Costituzione della commissione di studio in tema di adozioni internazionali

Dettagli

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014

Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Star bene a scuola. L adozione come risorsa Poppi, 31 ottobre 2014 Adozioni nazionali e internazionali in Toscana: il quadro complessivo e i percorsi in atto per favorire l'inserimento scolastico dei bambini

Dettagli

L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA

L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA L AFFIDO: RISORSA PREZIOSA PER LA COMUNITA Testi Barbara Raffaeli - Provincia di Rimini, Servizio Politiche Sociali Micaela Donnini e Tamara Zangheri - Azienda Usl di Rimini, S.S. Responsabilità genitoriale

Dettagli

Provincia di Bologna Coordinamento Adozione. Adottiamoci un percorso per futuri genitori

Provincia di Bologna Coordinamento Adozione. Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento Adozione Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento Adozione Adottiamoci un percorso per futuri genitori Provincia di Bologna Coordinamento

Dettagli

REGOLAMENTO CONSORTILE PER GLI AFFIDAMENTI FAMILIARI

REGOLAMENTO CONSORTILE PER GLI AFFIDAMENTI FAMILIARI Approvato con Deliberazione C.d.A. N. 12 del 31/05/2004 REGOLAMENTO CONSORTILE PER GLI AFFIDAMENTI FAMILIARI PREMESSA La legge n.184 del 4 maggio 1983, così come modificata dalla Legge n.149 del 28 marzo

Dettagli

FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI

FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI FALLIMENTI ADOTTIVI ASPETTI DECISORI E GIURIDICI Angelo Vernillo Firenze 17.12.2013 FALLIMENTO ADOTTIVO? CHE DEFINIZIONE SCEGLIERE???? E l interruzione definitiva o transitoria di un rapporto difficile

Dettagli

RISOLUZIONE - AGENZIA ENTRATE - 28 maggio 2004, n. 77/E

RISOLUZIONE - AGENZIA ENTRATE - 28 maggio 2004, n. 77/E RISOLUZIONE - AGENZIA ENTRATE - 28 maggio 2004, n. 77/E Oggetto: Istanza d interpello XY- Art. 10, comma 1, lett. l-bis), del Tuir Con l istanza di interpello di cui all oggetto, concernente l esatta applicazione

Dettagli

Crescere i figli degli altri

Crescere i figli degli altri Crescere i figli degli altri 9 novembre 2011, Incontro di formazione FormAzione Joseph Moyersoen, esperto di programmi di cooperazione allo sviluppo in materia di giustizia minorile, giudice onorario presso

Dettagli

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO

ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO 1 ENTI AUTORIZZATI PER L ADOZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L USO Premessa La Convenzione dell Aja (1993) riconosce che l adozione internazionale può offrire l'opportunità di dare una famiglia permanente

Dettagli

COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA

COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA CRC/C/OPAC/ITA/1 Quarantaduesima sessione 15 maggio 2 giugno 2006 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE Analisi dei Rapporti presentati dall Italia ai sensi dell art. 8 del Protocollo

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO E PRINCIPI GENERALI L affidamento familiare, rappresenta uno strumento prioritario di aiuto al minore e alla sua famiglia,

Dettagli

Ricostruire le fondamenta giuridiche, definire i confini e separare il grano dal loglio

Ricostruire le fondamenta giuridiche, definire i confini e separare il grano dal loglio Milano, 12 giugno 2014 Gent.mo Presidente del Consiglio, siamo molto contenti che il Governo abbia deciso di intraprendere la strada delle riforme anche nell ambito del terzo settore, riconoscendone ricchezza

Dettagli

Il contributo delle associazioni familiari all affermazione dei diritti dei minori

Il contributo delle associazioni familiari all affermazione dei diritti dei minori Il contributo delle associazioni familiari all affermazione dei diritti dei minori Annamaria Columbu, UBI MINOR 1994 alcune associazioni operanti in Toscana si incontrano per preparare la Conferenza Nazionale

Dettagli

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Elisa Ceccarelli, già Presidente del Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Destano particolare allarme e doloroso

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

Per ognuna di queste funzioni è presente nella S.C. SMRIA un modulo funzionale in staff con il responsabile.

Per ognuna di queste funzioni è presente nella S.C. SMRIA un modulo funzionale in staff con il responsabile. PROCEDURA UNIFICATA E CONDIVISA DEI RAPPORTI TRA SERVIZI SOCIALI DELLA PROVINCIA E LA S.C. SMRIA (DSM) AUSL DI FERRARA PER L ATTIVITA SOCIO SANITARIA INTEGRATA PER MINORI. La mancanza di una procedura

Dettagli

PROTOCOLLI TRA REGIONE LAZIO E TRIBUNALE DEI MINORENNI A TUTELA DEI MINORI

PROTOCOLLI TRA REGIONE LAZIO E TRIBUNALE DEI MINORENNI A TUTELA DEI MINORI PROTOCOLLI TRA REGIONE LAZIO E TRIBUNALE DEI MINORENNI A TUTELA DEI MINORI ASSESSORATO POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA Con i protocolli contenuti in questa pubblicazione intendiamo formulare risposte innovative

Dettagli

Co.r.re.l.a.re: consolidare reti regionali e locali per un accoglienza responsabile

Co.r.re.l.a.re: consolidare reti regionali e locali per un accoglienza responsabile Co.r.re.l.a.re: consolidare reti regionali e locali per un accoglienza responsabile Convenzione di Sovvenzione n. 2011/FEI/PROG-100781 CUP ASSEGNATO AL PROGETTO B53I12000030003 Articolo curato da Patrizia

Dettagli

TRA PREMESSO TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO OBIETTIVI DEL PROTOCOLLO:

TRA PREMESSO TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO OBIETTIVI DEL PROTOCOLLO: PROTOCOLLO D INTESA PER LA PROMOZIONE DI STRATEGIE CONDIVISE FINALIZZATE ALLA PREVENZIONE ED AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE. TRA La Prefettura di Modena, l Amministrazione

Dettagli

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 2003

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 2003 COMITATO SUI DIRITTI DELL INFANZIA OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 2003 analisi del Rapporto presentato dall Italia ai sensi dell art. 44 della Convenzione sui diritti dell infanzia COMITATO SUI DIRITTI DELL

Dettagli

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DELLE RELAZIONI FAMILIARI, DELLE PERSONE E DEI MINORI

SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DELLE RELAZIONI FAMILIARI, DELLE PERSONE E DEI MINORI SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE AIAF IN DIRITTO DELLE RELAZIONI FAMILIARI, DELLE PERSONE E DEI MINORI PROGRAMMA DIDATTICO 2015/2016 ORE ARGOMENTO NOTE DOCENTI 1 6 ore PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA E DEL PROGRAMMA

Dettagli

I MINORI PRIVI DI UN AMBIENTE FAMILIARE IN ITALIA: SERVE UNA RIFORMA DELL AFFIDO E DELL ADOZIONE?

I MINORI PRIVI DI UN AMBIENTE FAMILIARE IN ITALIA: SERVE UNA RIFORMA DELL AFFIDO E DELL ADOZIONE? I MINORI PRIVI DI UN AMBIENTE FAMILIARE IN ITALIA: SERVE UNA RIFORMA DELL AFFIDO E DELL ADOZIONE? Questo documento intende approfondire la realtà dei minori che, in Italia, vivono al di fuori del proprio

Dettagli

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA

L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA L ISTITUTO DELL AFFIDAMENTO AL SERVIZIO SOCIALE. ESPERIENZE E RAPPRESENTAZIONI DEGLI ATTORI UNA RIFLESSIONE DALL ESPERIENZA TOSCANA DONATA BIANCHI, SILVIA MAMMINI, ROSA DI GIOIA ...FINALITÀ verificare

Dettagli

Premessa. Servizio programmazione interventi sociali testo esito dell incontro del tavolo tecnico del 15 dicembre 2009. 1

Premessa. Servizio programmazione interventi sociali testo esito dell incontro del tavolo tecnico del 15 dicembre 2009. 1 Protocollo regionale di intesa in materia di adozione internazionale tra Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Aziende per i Servizi sanitari, Enti autorizzati di cui all articolo 39 ter della legge

Dettagli

Accordo di Integrazione La nuova procedura per ottenere il Permesso di soggiorno.

Accordo di Integrazione La nuova procedura per ottenere il Permesso di soggiorno. Progetto cofinanziato da UNIONE EUROPEA FONDO EUROPEO PER L INTEGRAZIONE DI CITTADINI DI PAESI TERZI 2007-2013 ANNUALITÀ 2010 - AZIONE 1 PROGETTO ABC: DALLA LINGUA ALLA CITTADINANZA ATTIVA Accordo di Integrazione

Dettagli

Pechino 15 anni dopo - Piattaforma delle Nazioni Unite per la parità di genere

Pechino 15 anni dopo - Piattaforma delle Nazioni Unite per la parità di genere P7_TA-PROV(2010)0037 Pechino 15 anni dopo - Piattaforma delle Nazioni Unite per la parità di genere Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbaio 2010 su Pechino +15: Piattaforma d'azione delle Nazioni

Dettagli

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA NELLA TUTELA DEI MINORI: IL TRATTATO DI LANZAROTE ED IL PROGETTO CURE

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA NELLA TUTELA DEI MINORI: IL TRATTATO DI LANZAROTE ED IL PROGETTO CURE LA RIVOLUZIONE COPERNICANA NELLA TUTELA DEI MINORI: IL TRATTATO DI LANZAROTE ED IL PROGETTO CURE Piero Forno Procuratore Aggiunto Milano Nel dicembre 2009 l Italia ha partecipato, a Stoccolma, insieme

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDAMENTO FAMILIARE DEL COMUNE DI FIRENZE Premessa normativa Art.1 - Principi generali Art.2 - Tipologia e modalità di affidamento Art.3 - Durata dell affidamento Art.4 - Come

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO. Regolamento sull Affido Familiare CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO VISTI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE di CASARANO Regolamento sull Affido Familiare la L.184/1983 Disciplina dell'adozione e dell'affidamento

Dettagli

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido.

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. Torino 16 ottobre 2013 Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. CENTRO ACCOGLIENZA LA RUPE Dott.ssa Piera Poli Pubblico, privato

Dettagli

L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI. Regolamento

L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI. Regolamento L AFFIDAMENTO FAMILIARE DEI MINORI Regolamento Art. 1 Oggetto di regolamentazione e fonti normative 1. Il presente Regolamento disciplina i procedimenti, le modalità di organizzazione e la natura degli

Dettagli

Atto di Programmazione sullo sviluppo dei servizi di protezione e cura e delle risorse accoglienti. D.G.R.V. 8 AGOSTO 2008 n. 2416

Atto di Programmazione sullo sviluppo dei servizi di protezione e cura e delle risorse accoglienti. D.G.R.V. 8 AGOSTO 2008 n. 2416 Atto di Programmazione sullo sviluppo dei servizi di protezione e cura e delle risorse accoglienti D.G.R.V. 8 AGOSTO 2008 n. 2416 Biennio 2009-2010 Atto di programmazione sullo sviluppo dei servizi di

Dettagli

CONTRATTO DI PRESTAZIONE DI SERVIZI FINALIZZATI ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE IN INDIA

CONTRATTO DI PRESTAZIONE DI SERVIZI FINALIZZATI ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE IN INDIA CONTRATTO DI PRESTAZIONE DI SERVIZI FINALIZZATI ALL ADOZIONE INTERNAZIONALE IN INDIA (Art.31 della legge 4 maggio 1983. n.184) INTERNATIONAL ADOPTION - Associazione per la Famiglia, con sede legale e operativa

Dettagli

Centro donna CGIL Cagliari. Servizi offerti

Centro donna CGIL Cagliari. Servizi offerti Centro donna CGIL Cagliari - Ascolto e accoglienza per le donne in stato di disagio o con difficoltà di vario genere (personali, familiari, relative ad abusi, maltrattamenti e violenza fisica e psicologica)

Dettagli

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana

Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo in Toscana L impegno per le famiglie adottive in Toscana. Lavorare insieme per favorire l inserimento e l accoglienza a scuola Firenze 23 gennaio 2014 Contesto, dati, caratteristiche e tendenze del fenomeno adottivo

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI La carta dei servizi è un utile strumento volto a fornire

CARTA DEI SERVIZI La carta dei servizi è un utile strumento volto a fornire ENTE AUTORIZZATO ASSOCIAZIONE MEHALA ONLUS CARTA DEI SERVIZI La carta dei servizi è un utile strumento volto a fornire informazioni dettagliate circa gli interventi offerti dall ente. L obiettivo della

Dettagli

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010

ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE. Rimini 13 ottobre 2010 Servizio Polifunzionale per l Adozione Internazionale ATTI DEL CONVEGNO LA FAMIGLIA ADOTTIVA : LA DIMENSIONE GIURIDICA E QUELLA AFFETTIVA RELAZIONALE Rimini 13 ottobre 2010 Intervento dell Ente Autorizzato

Dettagli

IL PERCORSO DELL ADOZIONE

IL PERCORSO DELL ADOZIONE Dipartimento Tutela Materno Infantile e della Genitorialità U.O.C. Procreazione Cosciente ------ Municipi ex V VII VIII - X IL PERCORSO DELL ADOZIONE note di informazione ed orientamento per le coppie

Dettagli

Un servizio per la famiglia, la coppia e la persona

Un servizio per la famiglia, la coppia e la persona SEDI E ORARI FELTRE - SEDE CENTRALE Via Marconi, 7 Nel Consultorio Familiare sono presenti le seguenti figure professionali: Amministrativo Tel. 0439 883170 Fax 0439 883172 Indirizzo e-mail: consultorio.familiare@ulssfeltre.veneto.i

Dettagli

La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel

La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel Il Tutore volontario... quasi un Microgarante Tutela e protezione La parola tutela è molto ricca di significati, e ha una storia molto lunga che affonda le sue radici nel diritto romano. In generale, nella

Dettagli

L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE. Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo

L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE. Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo L ADOZIONE. DA LEGGERE CAPIRE Pubblicazioni ed articoli online sull adozione, a misura di genitore adottivo PERCORSI PROBLEMATICI DELL ADOZIONE INTERNAZIONALE AA.VV Istituto Degli Innocenti, 2003 Questo

Dettagli

Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto

Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto Dall osservazione al fronteggia mento nei processi di impoverimento: metodologia e strumenti per un efficace contrasto R. Orlich - Gli interventi economici dei Comuni La legge regionale n. 6/06, relativa

Dettagli

Sull adozione internazionale

Sull adozione internazionale I vostri figli non sono figli vostri: sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi e tuttavia non vi appartengono Dimorano con voi e tuttavia non Vi appartengono. Potete

Dettagli

C A R T A D E I S E R V I Z I

C A R T A D E I S E R V I Z I ENTE AUTORIZZATO ASSOCIAZIONE MEHALA ONLUS C A R T A D E I S E R V I Z I La carta dei servizi è un utile strumento volto a fornire informazioni dettagliate circa gli interventi che vengono realizzati dall

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI ADOZIONI INTERNAZIONALI PERCHÈ LA CARTA DEI SERVIZI PRESENTAZIONE DELL ENTE. (aggiornamento 28.10.2011)

CARTA DEI SERVIZI ADOZIONI INTERNAZIONALI PERCHÈ LA CARTA DEI SERVIZI PRESENTAZIONE DELL ENTE. (aggiornamento 28.10.2011) CARTA DEI SERVIZI ADOZIONI INTERNAZIONALI (aggiornamento 28.10.2011) PERCHÈ LA CARTA DEI SERVIZI La Carta dei Servizi è lo strumento che fornisce le informazioni fondamentali per le coppie che si rivolgono

Dettagli

Psicologia e Giustizia Anno VI, numero 2 Luglio Dicembre 2005 IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

Psicologia e Giustizia Anno VI, numero 2 Luglio Dicembre 2005 IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO SCIENZE PSICO-SOCIALI E AFFIDAMENTO DEI FIGLI IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO GIUDICE DEL TRIBUNALE DI MILANO SILVANA D ANTONA Pur avendo maturato esperienza in materia di diritto di famiglia solo da

Dettagli

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia ABSTRACT PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia La riforma del sistema scolastico ha delineato nuovi possibili scenari all interno dei quali devono

Dettagli

Tabella di marcia per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016

Tabella di marcia per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 Tabella di marcia per eliminare le peggiori forme di lavoro minorile entro il 2016 Documento finale Conferenza mondiale de L Aia sul lavoro minorile 2010 Verso un mondo senza lavoro minorile Tabella di

Dettagli

Indagine conoscitiva sull attuazione della normativa in materia di adozione e di affido DOCUMENTO CONCLUSIVO

Indagine conoscitiva sull attuazione della normativa in materia di adozione e di affido DOCUMENTO CONCLUSIVO PAGINA BIANCA Camera dei Deputati 3 Senato della Repubblica Indagine conoscitiva sull attuazione della normativa in materia di adozione e di affido DOCUMENTO CONCLUSIVO I N D I C E Finalità e svolgimento

Dettagli

Questo opuscolo è una guida sintetica per tutti coloro che si avvicinano al mondo dell adozione.

Questo opuscolo è una guida sintetica per tutti coloro che si avvicinano al mondo dell adozione. Premessa Questo opuscolo è una guida sintetica per tutti coloro che si avvicinano al mondo dell adozione. Il testo fornisce le principali indicazioni relative al procedimento di adozione nazionale ed internazionale

Dettagli

PROMUOVERE LE COMPETENZE GENITORIALI: DALLA VALUTAZIONE INIZIALE AL SOSTEGNO POST-ADOZIONE. Jesús Palacios Università di Siviglia, Spagna

PROMUOVERE LE COMPETENZE GENITORIALI: DALLA VALUTAZIONE INIZIALE AL SOSTEGNO POST-ADOZIONE. Jesús Palacios Università di Siviglia, Spagna PROMUOVERE LE COMPETENZE GENITORIALI: DALLA VALUTAZIONE INIZIALE AL SOSTEGNO POST-ADOZIONE Jesús Palacios Università di Siviglia, Spagna Milano, 10 giugno, 2011 Genitorialità adottiva Bambini e bambine

Dettagli

ROBERTA CAPPONI Presidente della Commissione per le adozioni internazionali

ROBERTA CAPPONI Presidente della Commissione per le adozioni internazionali ROBERTA CAPPONI Presidente della Commissione per le adozioni internazionali Ritengo che un approfondita riflessione sulla situazione e sulle prospettive dell adozione internazionale non possa, oggi, prescindere

Dettagli

convegno/incontro i MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI a NAPOLI dopo la riforma della L. 94/09 30 Aprile 2010

convegno/incontro i MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI a NAPOLI dopo la riforma della L. 94/09 30 Aprile 2010 convegno/incontro i MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI a NAPOLI dopo la riforma della L. 94/09 30 Aprile 2010 Relatore GIOVANNI ATTADEMO Dirigente del Comune di Napoli Servizio Politiche per i Minori, l

Dettagli

Un anno straordinario

Un anno straordinario Un anno straordinario L Albero della Vita L Albero della Vita è un organizzazione umanitaria che opera dal 1997 a sostegno dell infanzia in Italia e in alcuni Paesi in Via di Sviluppo, realizzando attività

Dettagli

Comune di Bologna. Servizio Sociale Minori IL SISTEMA ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI ASP IRIDES COMUNE DI BOLOGNA

Comune di Bologna. Servizio Sociale Minori IL SISTEMA ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI ASP IRIDES COMUNE DI BOLOGNA Comune di Bologna IL SISTEMA ACCOGLIENZA DEI MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI ASP IRIDES COMUNE DI BOLOGNA Riferimenti normativi Il minore straniero non accompagnato è il minore di età che non ha la cittadinanza

Dettagli

I MINORI E LE FAMIGLIE. Educativa. Educativa

I MINORI E LE FAMIGLIE. Educativa. Educativa BISOGNI BISOGNI I MINORI E LE FAMIGLIE I MINORI E LE FAMIGLIE Educativa Educativa Avere un supporto educativo quando si hanno difficoltà nella famiglia, nella vita di relazione, nell'apprendimento e nei

Dettagli

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di "gradualità" e "continuità".

L'approccio iniziale all esperienza nella struttura educativa sarà quindi interpretato nel rispetto dei principi di gradualità e continuità. 1 Accogliere un bambino in un servizio educativo per la prima infanzia, significa accogliere tutta la sua famiglia, individuando tutta una serie di strategie di rapporto fra nido/centro gioco e casa, volte

Dettagli

INDICE INTRODUZIONE. Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE. di GILDA FERRANDO

INDICE INTRODUZIONE. Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE. di GILDA FERRANDO INDICE XV Aggiornamento. Disegno di legge delega sullo status giuridico dei figli INTRODUZIONE Capitolo 1 LA FILIAZIONE NOTE INTRODUTTIVE di GILDA FERRANDO 3 1. Le linee evolutive 7 2. I diritti del bambino

Dettagli

Disegni e proposte di legge in tema di adozione e affido. appunti del dott Garau, Presidente Ordine Psicologi della Sardegna

Disegni e proposte di legge in tema di adozione e affido. appunti del dott Garau, Presidente Ordine Psicologi della Sardegna Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza Affi damento, accoglienza dei minori in strutture, soggiorni solidaristici e cooperazione internazionale: proposte a confronto appunti del dott Garau, Presidente

Dettagli

PARTE PRIMA. Art. 2 Definizioni

PARTE PRIMA. Art. 2 Definizioni 23414 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 92 dell 11 07 2014 PARTE PRIMA Leggi e regolamenti regionali LEGGE REGIONALE 4 luglio 2014, n. 29 Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato

Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato Il progetto Educare alla solidarietà, scoprire il volontariato è nato in seguito ad un progetto pilota avviato durante l anno scolastico 1999/2000 e presentato

Dettagli

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Giancarlo Galardi. Decreto N 1165 del 26 Marzo 2012

Il Dirigente Responsabile/ Il Responsabile di P.O. delegato: Giancarlo Galardi. Decreto N 1165 del 26 Marzo 2012 REGIONE TOSCANA-GIUNTA REGIONALE DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE AREA DI COORDINAMENTO INCLUSIONE SOCIALE SETTORE POLITICHE PER IL CONTRASTO AL DISAGIO SOCIALE. Il Dirigente

Dettagli

CapitoloIV 4. L ADOZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE

CapitoloIV 4. L ADOZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE Ambiente familiare e misure alternative CapitoloIV 4. L ADOZIONE NAZIONALE E INTERNAZIONALE 42. Il Comitato raccomanda che l Italia: a) introduca il principio dell interesse superiore del bambino come

Dettagli

Relativamente alle premesse contenute in:

Relativamente alle premesse contenute in: Relativamente alle premesse contenute in:. Proposta di legge n. 653 di iniziativa degli onorevoli Caruso e Chaouky, Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n.184, concernenti la riforma della disciplina in

Dettagli

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1

Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 Relazione Incontro del 30 Settembre 2008 BAMBINI ADOTTIVI E BIOLOGICI INSIEME IN FAMIGLIA Introduzione A cura del Dott. Cravero, psicologo de Il Cerchio - Centro Adozioni ASL Milano 1 La genitorialità

Dettagli

Proposta congressuale. VOLO...UT SIS I Pediatri Italiani per il minore migrante e la sua famiglia. Tavola Rotonda

Proposta congressuale. VOLO...UT SIS I Pediatri Italiani per il minore migrante e la sua famiglia. Tavola Rotonda Proposta congressuale VOLO...UT SIS I Pediatri Italiani per il minore migrante e la sua famiglia Tavola Rotonda Introduce Maria Rosaria Sisto Una Rete Europea per i Minori Migranti: in volo verso il futuro.

Dettagli

Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta

Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta Convenzione dell ONU sui Diritti dell Infanzia Versione ridotta Un impegno totale per l infanzia. Preambolo Nel preambolo, vengono ricordati i principî fondamentali delle Nazioni Unite e le disposizioni

Dettagli

Piano Regionale per il sostegno al percorso di adozione nazionale e internazionale dei minori

Piano Regionale per il sostegno al percorso di adozione nazionale e internazionale dei minori R E G I O N E P U G L I A Area Politiche per la Promozione della Salute, delle Persone e delle Pari Opportunità Servizi Sistema Integrato Servizi Sociali Via Caduti di Tutte le Guerre, 15-70123 Bari Tel.0805403562

Dettagli

COOPERAZIONEFAMIGLIE

COOPERAZIONEFAMIGLIE COOPERAZIONEFAMIGLIE Chi siamo La Cooperativa Sociale CAF nasce nel 2011 a Romano di Lombardia ( BG ) dalla filiazione dell Associazione di Volontariato Sociale CAF Centro Aiuto Famiglia, sorta nel 1986,

Dettagli

CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D'EUROPA SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA

CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D'EUROPA SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D'EUROPA SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE E LA VIOLENZA DOMESTICA Preambolo Istanbul, 11 maggio 2011 Gli Stati membri del Consiglio d

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

La tutela dei minori. Milano, 19 aprile 2013. Rebecca Zanuso (Synergia)

La tutela dei minori. Milano, 19 aprile 2013. Rebecca Zanuso (Synergia) La tutela dei minori Milano, 19 aprile 2013 Rebecca Zanuso (Synergia) Il sistema della tutela Gli attori principali del sistema della tutela sono: i servizi (il sistema di welfare), la famiglia, la magistratura.

Dettagli

L.R. 07 Dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia (1) Art. 1 (Finalità)

L.R. 07 Dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia (1) Art. 1 (Finalità) L.R. 07 Dicembre 2001, n. 32 Interventi a sostegno della famiglia (1) Art. 1 (Finalità) 1. La Regione, in conformità alle disposizioni sancite dagli articoli 2, 3, 29, 30, 31, 36, 37, 38, 47 e 53 della

Dettagli

I MINORI STRANIERI Introduzione. Divieti di espulsione e di respingimento. Diritto alla salute

I MINORI STRANIERI Introduzione. Divieti di espulsione e di respingimento. Diritto alla salute I MINORI STRANIERI Introduzione. I minori stranieri presenti in territorio italiano possono trovarsi in diverse condizioni giuridiche: alcuni di essi, infatti, sono entrati beneficiando delle disposizioni

Dettagli

PRIMAVERA ROMANÌ MANIFESTO POLITICO

PRIMAVERA ROMANÌ MANIFESTO POLITICO PRIMAVERA ROMANÌ MANIFESTO POLITICO Siamo giovani rom, sinti e non rom, italiani e stranieri. Molti di noi vengono da una storia di disagio, soprusi ed esclusione, ma non ci siamo fermati e non ci fermeremo.

Dettagli

Politiche sociali per le famiglie Stefania Mazza 6 novembre2013

Politiche sociali per le famiglie Stefania Mazza 6 novembre2013 Politiche sociali per le famiglie Stefania Mazza 6 novembre2013 Le Adozioni Affinchè si possa dar luogo all adozione è necessaria: la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore l'idoneità dei

Dettagli

L 180/96 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.6.2013

L 180/96 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.6.2013 L 180/96 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 29.6.2013 DIRETTIVA 2013/33/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013 recante norme relative all accoglienza dei richiedenti protezione

Dettagli

CAMERA MINORILE DI LECCE. In merito alle aree tematiche individuate nel Direttivo dell Unione Nazionale Camere

CAMERA MINORILE DI LECCE. In merito alle aree tematiche individuate nel Direttivo dell Unione Nazionale Camere CAMERA MINORILE DI LECCE In merito alle aree tematiche individuate nel Direttivo dell Unione Nazionale Camere Minorili del 29 gennaio 2005, ed in vista del congresso dell Unione che si terrà a Gallipoli

Dettagli

L applicazione della legge sull affidamento condiviso a sette anni dalla sua approvazione

L applicazione della legge sull affidamento condiviso a sette anni dalla sua approvazione L applicazione della legge sull affidamento condiviso a sette anni dalla sua approvazione Cinque dei principi basilari introdotti analizzati secondo quattro chiavi di lettura: 1) il dettato normativo,

Dettagli

I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI

I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI I DIRITTI DELLE DONNE DAL 1900 AD OGGI TUTELA DELLA DONNA E DEL FANCIULLO: LEGGE 242/1902 CARCANO Riveste un importanza notevole per aver introdotto il congedo di maternità di un mese dopo il parto, riducibile

Dettagli

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS

Protocollo d intesa. tra. Ministero della Giustizia. Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza. Bambinisenzasbarre ONLUS Protocollo d intesa tra Ministero della Giustizia Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Bambinisenzasbarre ONLUS IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA L'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L ADOLESCENZA

Dettagli

Anna Maria Colella 1

Anna Maria Colella 1 Anna Maria Colella 1 L Agenzia regionale per le adozioni internazionali Regione Piemonte: Il primo servizio pubblico iscritto nell albo degli enti autorizzati (Legge N. 476/98, Art. 39 bis) Sommario: 1.

Dettagli

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare

Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Adozione e Affidamento: storie di integrazione famigliare Indice Affidamento familiare Più forme di accoglienza I veri protagonisti dell affidamento: i bambini La Famiglia del bambino La Famiglia affidataria

Dettagli

1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione

1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione REGOLAMENTO PER IL LIVELLO ASSOCIATO DELL AFFIDO FAMILIARE Articolo 1 - Oggetto 1. Le Amministrazioni Comunali dell Ambito distrettuale di Cremona (di seguito denominati Enti per la gestione associata

Dettagli