Un modello di sviluppo territoriale turistico e culturale: dall'analisi strategica al modello operativo. Fabio Guerra. Roma, 27 febbraio 2015

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1 Un modello di sviluppo territoriale turistico e culturale: dall'analisi strategica al modello operativo Fabio Guerra Roma, 27 febbraio 2015

2 Argomenti trattati: Programmazione strategica: - La definizione della stratgia per lo sviluppo culturale e turistico di un area territoriale Programmazione operativa: - La definizione degli strumenti per l attuazione degli interventi: Focus sulla programmazione comunitaria: - Le principali criticità incontrate fin ora - Alcune novità introdotte nel ciclo I programmi sui beni culturali

3 - Tipologia di studi di fattibilità secondo l oggetto e la sua collocazione nello spazio - Le componenti dello studio di fattibilità - Il ciclo progettuale - Differenze con il marketing territoriale e i distretti culturali

4 L approccio strategico allo sviluppo del territorio si struttura in 3 fasi di analisi FASE I FASE II FASE III Audit del territorio e analisi del portafoglio progettuale Identificazione della matrice di sviluppo e definizione del portafoglio progettuale Definizione degli strumenti operativi e del master plan Diagnosi strategica del territorio relativamente allo sviluppo turistico, culturale, economico e sociale Definizione del quadro strategico che fornisce gli obiettivi di sviluppo e permette la selezione dei progetti Identificazione degli strumenti per la realizzazione dei progetti e dei piani

5 Le analisi consentono di definire il concept strategico del territorio PORTAFOGLIO PROGETTUALE FASE II FASE I MERCATO DI RIFERIMENTO MAGLIA INFRASTRUTTURALE TERRITORIALE Obiettivo generale Mappa opportunità e criticità territoriali CONCEPT STRATEGICO Obiettivi di sviluppo CONTESTO SOCIO-ECONOMICO E RISORSE TERRITORIALI STRUMENTI DI PROGRAMMAZIONE OPERANTI SUL TERRITORIO Obiettivi specifici

6 e in base agli obiettivi individuati strutturare la matrice di sviluppo e specificare le caratteristiche operative dei relativi cluster progettuali CONCEPT STRATEGICO Obiettivo generale Obiettivi di sviluppo Obiettivi specifici FASE II MATRICE DI SVILUPPO..... FILIERE PROGETTUALI FASE III Sviluppo del sistema della cultura e dell'arte e dello spettacolo Fruizione del territorio e dell'ambiente Sviluppo di un sistema integrato per lo sport e il tempo libero Sviluppo della ricettività e delle infrastrutture turistiche Sviluppo della qualità dell'offerta turistica

7 Programmazione operativa: focus sulla programmazione comunitaria 7

8 Alcune criticità delle precedenti programmazioni: Quarto ciclo di programmazione (94-99; 00-06; 07-13; 14-20); Cofinanziamento, addizionalità, spesa in conto capitale; Complessità della programmazione: Macro obiettivi, obiettivi generali, obiettivi specifici, obiettivi operativi; Scarsa percezione dei risultati, difficoltà nel valutare impatti e risultati delle azioni messe in campo; Forte accento alle valutazioni contabili; 8

9 A fronte delle basse performance di spesa del QSN, hanno preso forma importanti cambiamenti nella gestione delle risorse e post 2013 Programmazione fondi strutturali Riprogrammazione e accelerazione della spesa delle risorse comunitarie: Del. CIPE 11 gennaio 2011 Piano di Azione sulla Coesione Nuova Programmazione fondi strutturali Documento: Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari (dicembre 2012) Accordo di partenariato (maggio 2014 ) 9

10 Nuova Programmazione fondi strutturali La nuova programmazione definisce programmi a livello regionale complementari e specializzati su settori specifici, evitando la coesistenza di programmi spesso ripetitivi e sovrapponibili e che rispondono a regole diverse; Per questo motivo la Commissione ha adottato un comune Strategic Framework che traduce gli obiettivi di Europa 2020 in investimenti prioritari; Questo framework supera il vecchio approccio di definire linee strategiche per le singole policy, e assicura un coordinamento stretto tra gli strumenti, integrando le azioni del Fondo di Coesione, del FESR, del FSE, dei fondi per la pesca e l agricoltura; Sulla base di questo Strategic Framework, gli stati membri dovranno presentare le loro strategie nei PNR. Il risultato di questo processo con la Commissione, sarà la definizione per ogni Stato Membro di un Development and Investiment Partnership Contract (Contratto di Partenariato per lo Sviluppo e gli Investimenti); 10

11 Nuova Programmazione fondi strutturali Il Contratto contiene gli obiettivi, gli strumenti, i tempi le allocazioni di risorse nazionali e UE. Il contratto prevede un limitato numero di condizionalità al fine di assicurare l effettivo conseguimento degli obiettivi. Dove necessario potranno essere identificati i progetti strategici da includere (es. le interconnessioni sui trasporti e l energia); Gli obiettivi tematici sono 11, quello per i beni culturali è l OT 6: OT 6: Tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse; Al fine di rendere efficace il nuovo meccanismo, dovranno essere assicurati strumenti amministrativi adatti, si potrà prevedere di assicurare una riserva finanziaria legata a indicatori di performance dei programmi in modo da metterli in competizione tra loro a livello di Stati membri e Regioni; Agenzia per la coesione territoriale: avrà tra le sue competenze il monitoraggio sistematico degli interventi, l accompagnamento e supporto delle amministrazioni centrali e regionali titolari degli interventi finanziati dai fondi strutturali e dal Fondo sviluppo e coesione; potrà, infine, assumere poteri sostitutivi nel caso in cui si verifichino gravi inadempienze o ritardi ingiustificati nella gestione degli interventi. è Operativa da luglio

12 Contratto di partenariato Discontinuità rispetto alle modalità di attuazione sperimentate con il ciclo di programmazione condizionata da: - una cooperazione istituzionale e tecnica inefficace, - forte frammentazione degli interventi, - carenza generalizzata di progetti di qualità, difficoltà ed eccessiva lentezza nelle realizzazioni, mancata pianificazione, sin dall inizio, della puntuale destinazione d uso del patrimonio oggetto di intervento e del necessario corredo di piani di gestione e manutenzione in termini di costi e responsabilità. Pertanto: - la semplificazione delle governance, - l identificazione a monte delle priorità strategiche e territoriali, la sostenibilità gestionale e finanziaria, - I Programmi Operativi dovranno contenere un esplicita indicazione delle scelte territoriali, l identificazione dei sistemi di attrattori da valorizzare e la definizione di una chiara strategia competitiva delle aree con maggiore capacità di attrazione. 12

13 Contratto di partenariato - si terrà conto della concentrazione di attrattori culturali e naturali (aree protette e paesaggi tutelati), delle condizioni di contesto relative all accessibilità e fruibilità dei luoghi, nonché della capacità di attivare integrazioni e sinergie tra il tessuto culturale e sociale e il sistema economico. - Per le aree di attrazione culturale di rilevanza strategica nazionale interverrà, nelle regioni meno sviluppate, il Programma Operativo Nazionale Cultura che affiancherà l intervento dei Programmi Operativi Regionali assicurando una piena complementarietà sulla base di un criterio territoriale. - All approccio di sistema corrisponde una strategia coerente con il principio di specializzazione intelligente (Smart Specialisation Strategy - S3). Circa la metà delle Regioni italiane, nell ambito del processo di definizione delle priorità per la S3, sta valutando i beni culturali e il turismo come settori ad alto potenziale innovativo per sfruttare le potenzialità delle Key Enabling Techonologies (KETs): fruizione delle risorse, accessibilità dei servizi; 13

14 Contratto di partenariato Settore turistico: stretta relazione e complementarietà tra le risorse del territorio e il sistema delle imprese. L industria turistica è, inoltre, largamente dominata da piccole e medie imprese che devono puntare su innovazione ed economie di sistema realizzabili attraverso la creazione e il consolidamento di reti. processi di aggregazione e integrazione tra imprese nella costruzione di un prodotto turistico unitario e nella sperimentazione di modelli innovativi (come, ad esempio, dynamic packaging, marketing networking, tourism information system, customer relationship management). Prevedere attività di marketing strategico abbandonando la logica della promozione unidirezionale e di massa. La destination marketing si compie identificando i target di riferimento, i bisogni dei potenziali utenti, un offerta integrata di un prodotto-destinazione associato alla costruzione di una campagna di comunicazione mirata. Il risultato atteso, verrà perseguito anche con azioni dedicate nell ambito dell Obiettivo Tematico 3 per quanto concerne il sostegno alla competitività delle imprese del settore. 14

15 PON Cultura e Sviluppo Regioni interessate: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia Obiettivi primari quelli di preservare e valorizzare i principali siti culturali, di promuoverne un uso efficiente e di consolidare il settore produttivo collegato all utilizzazione del patrimonio culturale, favorendo l imprenditorialità e supportando le piccole e medie imprese nei settori del turismo, della cultura e della creatività. Il programma disporrà di un budget complessivo di 490,9 milioni, di cui 368,2 milioni (pari al 75%) stanziati dall'ue attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il restante derivante dal cofinanziamento nazionale. Risultati attesi sono importanti: nuove visite l'anno ai siti culturali che beneficeranno dei fondi UE, per un totale di 4,4 milioni di nuovi visitatori l'anno; lavori di restauro e ristrutturazione su una superficie pari a m²; sostegno a piccole e medie imprese; aumento degli investimenti privati nel settore culturale dal 6,9 % al 7,1 % del PIL. 15

16 PON Cultura e Sviluppo Asse1: Rafforzare le aree di attrazione culturale di rilevanza strategica nazionale mediante interventi di miglioramento della fruizione del patrimonio culturale e di riposizionamento delle destinazioni; Asse 2: Attivare le filiere economiche collegate al sistema culturale e turisticoculturale; Asse 3: Rafforzare le capacità tecniche e di coordinamento istituzionale in particolare ai fini dell offerta di servizi ai cittadini e dei servizi nei luoghi di cultura; Asse 4: Garantire l assistenza tecnica per ottenere il miglioramento delle capacità operative dei soggetti coinvolti nel programma. 16

17 PON Cultura e Sviluppo Asse1: Rafforzare le aree di attrazione culturale di rilevanza strategica nazionale mediante interventi di miglioramento della fruizione del patrimonio culturale e di riposizionamento delle destinazioni; Azione 1.1: Interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica Azione 1.2: Sostegno alla diffusione della conoscenza ed alla fruizione del patrimonio culturale; Azione 1.3: Sostegno alla fruizione integrata delle risorse culturali e naturali 17

18 PON Cultura e Sviluppo Asse 2: Attivare le filiere economiche collegate al sistema culturale e turistico-culturale; Azione 2.1: Supporto allo sviluppo di prodotti e servizi complementari alla valorizzazione di identificati attrattori culturali e naturali del territorio; Azione 2.2: Sostegno all avvio e al rafforzamento di attività imprenditoriali che producono effetti socialmente desiderabili e beni pubblici; Azione 2.3: Fornitura di servizi di supporto ed accompagnamento alla nascita e consolidamento di imprese sociali; 18

19 PON Cultura e Sviluppo Asse 3: Rafforzare le capacità tecniche e di coordinamento istituzionale in particolare ai fini dell offerta di servizi ai cittadini e dei servizi nei luoghi di cultura; Azione 3.1:Soluzioni tecnologiche e la digitalizzazione per l innovazione dei processi interni dei vari ambiti della PA; Azione 3.2: Sviluppo delle competenze per assicurare qualità, accessibilità, fruibilità, rilascio, riutilizzabilità di dati pubblici; Azione 3.3: Azioni di qualificazione ed empowerment delle istituzioni, degli operatori e degli stakholders; Azione 3.4: Attiviazione di modalità di reclutamento per il rafforzamento tecnico delle strutture impegnate nella programmazione, attuazione e gestione degli investimenti pubblici; Azione 3.5: Produzioni di informazioni statistiche con elevato grado di disaggregazione territoriale e di dati di dettaglio collegati ai Programmi; 19

20 PON Cultura e Sviluppo Asse 4: Garantire l assistenza tecnica per ottenere il miglioramento delle capacità operative dei soggetti coinvolti nel programma; Azione 4.1: Assistenza e supporto alle autorità e a tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella gestione e attuazione del programma; Azione 4.2: Valutazione on going del PON; Azione 4.3: Elaborazione e realizzazione della strategia e della pianificazione delle attività di comunicazione del PON e di animazione e informazione del partenariato economico sociale; 20

21 PON Cultura e Sviluppo Dotazione finanziaria Assi % Quota FESR (75%) Quota Nazionale (25%) Totale Asse 1 68% 250,376 83,5 333,8 Asse 2 20% 73,64 24,5 98,2 Asse 3 9% 33,138 11,0 44,2 Asse 4 3% 11,046 3,7 14,7 Tot 100% 368,2 122,7 490,9 Dati in milioni di 21

22 PON metro Azione : Adozione di tecnologie per migliorare i servizi urbani della smart city I processi di digitalizzazione possono riguardare un differenziato set di servizi erogati dagli enti (ad esempio edilizia, attività produttive, scuola e formazione, monitoraggio del territorio, sviluppo urbano, sicurezza urbana, beni culturali, turismo, sanità e servizi sociali, giustizia, ecc). Allo scopo di massimizzare l accessibilità ai servizi digitali e consentire il trasferimento di dati all interno di sistemi di tele-controllo l Azione può sostenere il rafforzamento delle infrastrutture per la connettività Wi-Fi, con particolare riferimento al potenziamento di servizi o di area vasta e/o in quartieri e territorio marginali e disagiati. 22

23 Comunity Led Local Development (CLLD) - Il Community-led local development (CLLD) è uno strumento normato dai regolamenti comunitari per perseguire finalità di sviluppo locale integrato su scala sub-regionale con il contributo prioritario delle forze locali. - Si basa su una progettazione e gestione degli interventi per lo sviluppo da parte degli attori locali che si associano in una partnership di natura mista (pubblico-privata) e affidano un ruolo operativo (gestionale e amministrativo) al Gruppo di Azione Locale, il quale deve elaborare un Piano di Azione Locale per tradurre gli obiettivi in azioni concrete dotandosi di una struttura tecnica in grado di effettuare tali compiti; - I Piani di Azione dovranno concentrarsi su un esiguo numero di ambiti di intervento, non superiore a tre, su cui impostare la progettazione locale. I GAL sceglieranno gli ambiti tematici di intervento per i rispettivi piani di azione da una lista definita all interno dei programmi regionali; - All interno degli ambiti tematici, competerà ai GAL scegliere le azioni/misure da attivare in funzione dei risultati attesi individuati nel Piano d Azione. La concentrazione su risultati ben specificati non implica l elaborazione di una strategia mono-tematica, quanto piuttosto di una strategia che ricerchi e valorizzi i legami tra gli interventi proposti (es. turismo-beni culturali-prodotti tipici). 23

24 Comunity Led Local Development (CLLD) La lista degli ambiti tematici di intervento, integrabile dai programmi operativi regionali all atto del suo recepimento, comprende i seguenti: - Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali (agroalimentari, artigianali e manifatturieri, produzioni ittiche); - Sviluppo della filiera dell energia rinnovabile (produzione e risparmio energia); - Turismo sostenibile; - Cura e tutela del paesaggio, dell uso del suolo e della biodiversità (animale e vegetale); - Valorizzazione e gestione delle risorse ambientali e naturali; - Valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio; - Accesso ai servizi pubblici essenziali; - Inclusione sociale di specifici gruppi svantaggiati e/o marginali; - Legalità e promozione sociale nelle aree ad alta esclusione sociale ; - Riqualificazione urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi per la comunità; - Reti e comunità intelligenti; Azioni Trasversali : ad esempio la formazione del capitale umano, la diffusione delle ICT, ecc. possono rivelarsi funzionali al raggiungimento dei risultati negli ambiti di cui sopra e, come tali, dovrebbero essere inclusi, laddove necessario, nel Piano di Azione. 24

25 Investimenti territoriali integrati (ITI) - L ITI è uno strumento di programmazione cui le Amministrazioni titolari di programmi potranno ricorrere ogni volta che intendono affrontare esplicitamente, attraverso l utilizzo della capacità programmatoria, le esigenze di uno specifico territorio, facendo leva sull integrazione di interventi di tipo differente utilizzando combinazioni di assi prioritari di un unico o di più programmi; - l ITI permette l integrazione tra priorità appartenenti a obiettivi strategici di diversa natura, facendo leva possibilmente anche su fondi differenti, e incrociando le potenzialità di più di un programma. - Potrà interessare ad esempio la valorizzazione di uno specifico attrattore culturale, di una strategia d area costruita tra gli attori esistenti lungo le rive di un fiume, o dell esigenza di migliorare le relazioni di una città di media dimensione con le aree peri-urbane circondanti, valorizzandone i legami funzionali, - In qualità di strumento eminentemente di programmazione territoriale specifica, l ITI non prevede necessariamente anche la definizione di una delega di attuazione e tale decisione rimane nella disponibilità dei titolari dei programmi. Non si esclude che ente attuatore e delegato possano anche essere Enti intermedi (Comuni, Associazioni di Comuni, altri). 25

26 Letture consigliate: Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari (dicembre 2012): Accordo di Partenariato: Barca, F. McCann, P. : Outcome and indicators, towards a new system of monitoring and evaluation in EU cohesion policy, febbraio (2011) Istat Nuovi Indicatori Accordo di Partenariato : Regolamenti Comunitari: Regolamento (UE) n. 1303/ Regolamento recante disposizioni comuni Regolamento (UE) n. 1301/ Regolamento FESR Regolamento (UE) n. 1304/ Regolamento FSE Regolamento (UE) n. 1305/ Regolamento FEASR 26

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