Comune di Seravezza Provincia di Lucca

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1 Ing. Renato Tofanelli Via Illica Capezzano Pianore (Lu) Tel/Fax 0584/ RELAZIONE SPECIALISTICA 2 Stralcio PROGETTO ESECUTIVO Comune di Seravezza Provincia di Lucca PROGETTO GENERALE DELLE OPERE DI ADEGUAMENTO ALLE NORME DI PREVENZIONE INCENDI AL FINE DI RICHIEDERE IL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI PER LE SCUOLE DI PROPRIETA COMUNALE 2 Stralcio Sono stati presi in esame le scuole di proprietà comunale e per le norme di prevenzione incendi devono rispettare il D.M. 26 agosto 1992 Norme di Prevenzione Incendi per l Edilizia Scolastica. In particolare le scuole con oltre 100 presenze, ricadono tra le attività soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco e quindi al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi. Le scuole che ricadono sotto questa condizione sono: - SCUOLA ELEMENTARE FRASSO - SCUOLA MEDIA E PALESTRA MAROCCHINO - Per le suddette scuole sono stati presentate al Comando Vigili del Fuoco di Lucca le richieste di parere di conformità antincendio allegando relazioni ed Elaborati Grafici. Il Comando VV.F. ha dato parre favorevole su tutti i progetti di adeguamento presentati. Siamo quindi nella fase di eseguire i lavori progettati al fine di richiedere il rilascio del certificato di Prevenzione Incendi. Si riporta l elenco dei lavori da eseguire: - 1 -

2 Ing. Renato Tofanelli Via Illica Capezzano Pianore (Lu) Tel/Fax 0584/ RELAZIONE TECNICA Relativa alla richiesta per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi da parte del Comando provinciale dei VV.F. di Lucca. Attività primaria: "Scuola di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti". Attività N.ro 85 dell'allegato B al decreto Ministeriale 16/02/1982. Attività secondarie: "Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile gassoso con potenzialità superiore a kcal/h". Attività N.ro 91 dell'allegato B al decreto Ministeriale 16/02/1982. Denominazione: Scuola Elementare Frasso Ubicazione: Via Cugina, SERAVEZZA Proprietario: Comune di Seravezza Si tratta di una scuola elementare per la quale non esiste presso il Comando dei VV.F. di Lucca nessuna pratica. Per l'adeguamento sono state tenute presenti le Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica Decreto del Ministero dell'interno 26 agosto

3 0 PREMESSA La Scuola Elementare in oggetto è esistente e intende aumentare il numero delle persone presenti oltre GENERALITA' 1.2 CLASSIFICAZIONE Nella scuola, le presenze effettive contemporanee massima prevedibile di alunni e personale docente e non docente è di 125 alunni max, 5 insegnanti, 1 bidelli. Quindi la scuola è classificata di Tipo 1. 2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 2.1 UBICAZIONE L'edificio in oggetto è utilizzato esclusivamente per la scuola in oggetto. L edificio è indipendente e isolato da altri, ed è costituito dal solo piano terra come riportato nella tavola N.ro

4 2.2 ACCESSO ALL'AREA Per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco è previsto un accesso carrabile all area da Via Cugnia di larghezza superiore a 3,5 metri, senza nessuna pendenza, con altezza completamente libera e con portata non inferiore a 20 tonnellate (8 sull asse anteriore e 12 sull asse posteriore)

5 2.3 ACCOSTAMENTO AUTOSCALE L altezza è inferiore a 12 metri e l edificio è ad unico piano. In ogni caso dall interno dell area, è possibile l'accostamento all'edificio in ogni lato. 2.4 SEPARAZIONE L'attività scolastica in oggetto è ubicata in un edificio dove non sono presenti altre attività non scolastiche o ad esse pertinenti. 3 COMPORTAMENTO AL FUOCO 3.0 RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE Le strutture portanti del fabbricato sono costituite da muratura di spessore maggiore di cm 30 intonacate da entrambe le parti. Le tramezzature interne sono costituite da muratura di spessore maggiore di cm 15 intonacate da entrambe le parti. I solai sono del tipo travetti e pignatte spessore medio maggiore di cm 30. Seguendo la Circolare del Ministero dell'interno N.ro 91 del 14 settembre 1961, la struttura portante ha sicuramente una resistenza al fuoco di almeno R60 come richiesti dal DM 26 Agosto 1992 e REI 60 per le strutture separanti. Il carico d'incendio è espresso dalla quantità equivalente di legno per metro quadrato di superficie; tale valore si ottiene dividendo per (Potere calorifico superiore della legna) il numero di calorie per unità di superficie orizzontale del locale, o del piano considerato, che al massimo si possono sviluppare per effetto della combustione di tutti i materiali presenti. I materiali combustibili presenti sono le scaffalature, gli armadi, le scrivanie, i banchi, le sedie, le porte, i libri e piccole altre minuterie. Si prendono in esame tutti i locali interni alla scuola contenenti materiali combustibili, per la determinazione del carico di incendio presente: - 5 -

6 AULA PIÙ SFAVORITA Banchi alunni 26* 200 MJ = MJ Sedie 27 * 59 MJ = MJ Cattedra 425 MJ Libri e varie kg 300 * MJ 17 = MJ TOTALE = MJ Area del locale: 36 mq Q = : 36 = 379 MJ/mq 342 : 18,48 = 18,5 Kg legna standard per metro quadrato Considerando il coefficiente di riduzione K = 1, si ha: C = K * Q = 18,5 * 1 = 18,5 Classe 30 Tutti gli altri ambienti avranno una carico di incendio non superiore e quindi la classe può essere assunta pari a 30. Essendo le strutture dell'edificio di classe superiore a quella calcolata, si ritiene il comportamento delle stesse rispondente ai requisiti della Circolare 91 sopra richiamata. 3.1 REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI La classe dei materiali impiegati sono tali da rispettare quanto richiesto dal D.M. 26 agosto 1992 punto 3.1 a) e b). In particolare nei corridoi, nelle scale, negli atri e nei disimpegni si sono utilizzati materiali di classe 0 ad eccezione degli infissi trattati con prodotti vernicianti omologati di classe 1. Per ogni eventuale variazione sarà rispettato quanto segue: Negli atrii, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, nei passaggi in genere, saranno impiegati materiali di classe 1 al massimo in ragione del 50% della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezione orizzontale delle scale). Per le restanti parti saranno impiegati materiali di classe 0. In tutti gli ambienti la pavimentazione è di classe 0 e i rivestimenti al massimo saranno di classe 1. Se venissero installati rivestimenti lignei, escluso sulle vie di esodo e nei - 6 -

7 laboratori, saranno opportunamente trattati con prodotti vernicianti omologati di classe 1. I rivestimenti saranno posti in aderenza agli elementi costruttivi di classe 0 escludendo spazi vuoti o intercapedini. Nel caso venissero installati materiali che possono prendere fuoco su entrambe le facce, come tendaggi, questi saranno di classe di reazione al fuoco non superiore a 1. 4 COMPARTIMENTAZIONE 4.0 COMPARTIMENTAZIONE Essendo la scuola di altezza antincendio inferiore a 12 metri e di superficie inferiore a 6000 mq, secondo il punto 4.0 del Decreto 26/08/1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica non esiste la necessità di suddividere la scuola in compartimenti. Solo la parte relativa alla civile abitazione sarà separata con una compartimentazione REI SCALE Non ci sono scale interne. 4.2 ASCENSORI E MONTACARICHI Non ci sono Ascensori e Montacarichi

8 5 MISURE PER L'EVACUAZIONE IN CASO DI INCENDIO 5.0 AFFOLLAMENTO La scuola è costituita da N.ro 5 aule poste al piano terra. Al piano terra è presente anche: la mensa ed un locale sporzionamento senza utilizzo di impianti a limentati a gas. Per determinare il massimo affollamento ipotizzabile, abbiamo considerato, quanto dichiarato dall ufficio responsabile: - per le aule: 125 alunni e 5 insegnati - per aree destinate a servizi: persone effettivamente presenti + 20% - per la mensa: 0,4 persone/mq Nelle peggiori condizioni, le persone presenti al massimo sono: Alunni = 125 persone Insegnanti = 5 persone Bidelli = 1 persone ======== TOTALE PRESENZE MAX 131 persone 5.1 CAPACITA' DI DEFLUSSO Si è considerato una capacità di deflusso non superiore a 60 per ogni piano. 5.2 SISTEMA DI VIA DI USCITA La scuola è provvista di tre uscite verso luogo sicuro

9 5.3 LARGHEZZA DELLE VIE DI USCITA La larghezza delle vie di uscita non è inferiore a due moduli (1,2 metri). Anche le porte dei locali frequentati dagli alunni, hanno una larghezza non inferiore a 1,2 metri. Le misurazioni delle larghezze si sono intese quelle nel punto più stretto della luce. 5.4 LUNGHEZZA DELLE VIE DI USCITA La lunghezza delle vie di uscita non è superiore a 60 metri, misurata dal luogo sicuro alla porta più vicina allo stesso di ogni locale frequentato dagli studenti o dal personale docente e non docente. 5.5 LARGHEZZA TOTALE DELLE VIE DI USCITA DI OGNI PIANO La larghezza totale delle uscite dal piano sarà determinata dal rapporto fra il massimo affollamento ipotizzabile e la capacità di deflusso. Al piano Terra si ha: Massimo affollamento Capacità di deflusso Numero delle uscite... 3 Numero moduli calcolati... 3 Numero moduli effettivi... 6 Per quanto sopra riportato: La larghezza reale delle uscite dalla scuola sono sufficienti per il massimo affollamento ipotizzabile. 5.6 NUMERO DELLE USCITE Il numero di uscite al piano terra sono oltre due e sono poste in modo contrapposto. La mensa ha più uscite di cui una verso l esterno diretta. Le uscite di sicurezza sono realizzate con porte apribili nel senso del deflusso e sono dotate di maniglione antipanico

10 Le porte di uscita dalle aule didattiche sono di larghezza pari a 1,2 metri e solo una si apre verso l esterno, in quanto le altre se apribili verso l estero tenderebbero ad ostruire il passaggio nelle vie di esodo. Per queste abbiamo limitato la presenza non oltre 25 alunni

11 6 SPAZI A RISCHIO SPECIFICO 6.1 SPAZI PER ESERCITAZIONI Non ci sono aule per esercitazioni. 6.2 SPAZI PER DEPOSITI Non esistono locali con destinazione specifica di deposito. Nel caso che una delle aule speciali fossero utilizzate come deposito di materiale didattico, si provvederà affinché le strutture siano REI 60 e le porte di accesso realizzate mediante porte almeno REI60 dotate di congegno di autochiusura. Il suddetto locale sarà aerato con superficie non inferiore a 1/40 della superficie in pianta e il carico di incendio di ogni singolo deposito sarà inferiore a 30 kg/mq. Ad uso di tale locale sarà previsto almeno un estintore, di tipo approvato, di capacità estinguente non inferiore a 21A, ogni 200mq. Non ci sono depositi di materiali infiammabili liquidi e gassosi, solo per esigenze didattiche ed igienico-sanitarie sarà detenuto complessivamente, all'interno del volume dell'edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, 20 l di liquidi infiammabili. 6.3 SERVIZI TECNOLOGICI Nell attività è presente la Centrale Termica con apparecchiature alimentate a gas metano con potenzialità complessiva superiore a kcal/h. Per questi impianti si prevede il rispetto del Decreto 12 aprile 1996 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi

12 LUOGHI DI ISTALLAZIONE DEGLI APPARECCHI (Punto 1.2 D.M. 12/04/1996) La centrale Termica il locale è esterno. UBICAZIONE (Punto D.M. 12/04/1996) a) Il piano di calpestio della centrale termica si trova a una quota uguale o superiore al piano di riferimento esterno. b) Il locale in oggetto, ha due pareti confinanti con spazio scoperto di lunghezza non inferiore al 15% del perimetro. APERTURE DI AEREAZIONE (Punto D.M. 12/04/1996) Il locale centrale termica ha una apertura con superficie di aerazione superiore a cmq. Le aperture sono collocate a filo soffitto, in modo da evitare la formazione di sacche di gas. DISPOSIZIONE DEGLI APPARECCHI (Punto D.M. 12/04/1996) Le distanze tra un qualsiasi punto esterno degli apparecchi e le pareti verticali e orizzontali del locale, nonché le distanze fra gli apparecchi istallati nello stesso locale permettono l accessibilità agli organi di regolazione, sicurezza e controllo nonché la manutenzione ordinaria

13 UBICAZIONE LOCALE CENTRALE TERMICA (Punto D.M. 12/04/1996) Il locale ad uso esclusivo, si trova esterno al fabbricato principale. Non è sottostante o contiguo a locali di pubblico spettacolo o ad ambienti con densità di affollamento superiore a 0,4 persone per mq. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE C.LE TERMICA (Punto D.M. 12/04/1996) Le strutture portanti e di separazione avranno caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiore a REI 120. Le strutture saranno realizzate con materiale di classe 0 di reazione al fuoco. L altezza del locale sarà superiore a 2,30 metri. APERTURE DI AEREAZIONE CENTRALE TERMICA (Punto D.M. 12/04/1996) Vedi punto ACCESSO LOCALE CENTRALE TERMICA (Punto D.M. 12/04/1996) L accesso avviene direttamente dall esterno. PORTA LOCALE CENTRALE TERMICA (Punto D.M. 12/04/1996) La porta di chiusura della centrale termica sarà di classe 0 di reazione al fuoco, aprirà verso l esterno ed avrà dimensioni superiori o uguali a 2 ml di altezza e 0,6 ml di larghezza. MATERIALI DELLE TUBAZIONI (Punto 5.2 D.M. 12/04/1996) Il materiale utilizzato per le tubazioni, sarà l acciaio. I tubi saranno senza saldature ed avranno caratteristiche qualitative e dimensionali non inferiori a quelle indicate dalla norma UNI GIUNZIONI, PEZZI SPECIALI, VALVOLE (Punto 5.3 D.M. 12/04/1996) Le giunzioni dei tubi in acciaio saranno realizzate mediante raccordi con filettature e saranno impiegati mezzi di tenuta, quali ad esempio canapa con mastici adatti, nastro di tetrafluoroetilene. I raccordi o i pezzi speciali saranno realizzati in acciaio oppure di ghisa malleabile con estremità unicamente filettate

14 Le valvole saranno di facile manovrabilità e manutenzione e con la possibilità di rilevare facilmente le posizioni di aperto e di chiuso. Saranno in acciaio o di ottone con sezione libera di passaggio non minore del 75% di quella del tubo sul quale vengono inserite. POSA IN OPERA (Punto 5.4 D.M. 12/04/1996) Le tubazioni sono completamente a vista e per la posa sarà rispettato quanto richiesto al punto 5.4 D.M. 12/04/1996 GRUPPO DI MISURAZIONE (Punto 5.5 D.M. 12/04/1996) Il contatore del gas sarà posto all esterno in contenitore o nicchia aerata. PROVA DI TENUTA DELL IMPIANTO INTERNO (Punto 5.6 D.M. 12/04/1996) Prima di mettere in servizio l impianto saranno eseguite le prove riportate al Punto 5.6 D.M. 12/04/1996. IMPIANTO ELETTRICO (Punto 6.1 D.M. 12/04/1996) Gli Impianti Elettrici saranno realizzati in conformità delle Normative CEI con particolare riferimento alle Norme CEI 64.8/7 Ambienti a maggior rischio in caso di incendio e alle Norme CEI Costruzioni elettriche per atmosfera esplosiva per la presenza di gas. L'alimentazione avviene da una fornitura in B.T. di tipo 3F+N con tensione di 380 V (Sistema TT). E' stato prevista una illuminazione di sicurezza atta a illuminare le vie di esodo e a segnalare le uscite e i percorsi che garantisca un livello di illuminamento non inferiore a 5 lux. Le plafoniere saranno del tipo autoalimentate con autonomia superiore a 60 minuti e con dispositivo di ricarica degli accumulatori automatico con tempo di ricarica completa entro 12 ore. L impianto elettrico sarà completo di Progetto, Dichiarazione di Conformità secondo L.46/

15 MEZZI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI (Punto 6.2 D.M. 12/04/1996) Nella Centrale Termica, saranno installati estintori a polvere di classe 34A233BC e/o estintore a CO2 di classe 89BC. Gli estintori saranno posizionati e segnalati in posizione ben visibile. ESERCIZIO E MANUTENZIONE (Punto 6.4 D.M. 12/04/1996) Saranno rispettati gli obblighi di cui all art. 11 del D.P.R. 26 agosto n. 412 (S.O.G.U. n. 242 del 14 ottobre 1993). Nella Centrale Termica si eviterà di depositare sostanze infiammabili o tossiche e materiali non attinenti all impianto. Saranno adottate adeguate precauzioni, affinché, durante qualunque tipo di lavoro, l eventuale uso di fiamme libere non costituisca fonte di innesco. 6.4 SPAZI PER L'INFORMAZIONE E LE ATTIVITA' PARASCOLASTICHE Non esistono. 6.5 AUTORIMESSE Non ci sono autorimesse 6.6 CUCINA Si prevede un locale mensa destinato alla distribuzione e consumazione dei pasti. Non si prevedono apparecchi alimentati a gas. Gli alimenti vengono portati dall esterno già cotti e pronti per la consumazione

16 7 IMPIANTI ELETTRICI Gli Impianti Elettrici sono stati già realizzati in conformità delle Normative CEI con particolare riferimento alle Norme CEI 64.8 III edizione e alle Norme per la Centrale Termica. L'alimentazione avviene da una fornitura in B.T. di tipo 3F+N con tensione di 380 V (Sistema TT). Immediatamente a valle del Gruppo di Misura ENEL è presente un interruttore generale, manovrabile sotto carico, dimensionato per sovraccarichi e corto circuiti atto a mettere fuori tensione tutto l'impianto elettrico. La fornitura ENEL, si trova esternamente alla scuola come riportato negli elaborati grafici. E' stato previsto un impianto di illuminazione di sicurezza atta a illuminare le vie di esodo e a segnalare le uscite e i percorsi che garantisca un livello di illuminamento non inferiore a 5 lux. Le plafoniere sono del tipo autoalimentate con autonomia superiore a 30 minuti e con dispositivo di ricarica degli accumulatori automatico con tempo di ricarica completa entro 12 ore. La scuola è dotata di un impianto di diffusione sonora, con gli altoparlanti in tutte le aule e nei corridoi. E' stato previsto un soccorritore con autonomia di 30 minuti, per l'alimentazione dei circuiti di sicurezza: - Suonerie di fine lezione - Amplificatore per la diffusione sonora L impianto elettrico è completo di Progetto, Dichiarazione di Conformità secondo L.46/90 e da recente verifica USL

17 8 SISTEMA DI ALLARME Si è previsto un impianto di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo, mediante l'utilizzo di una campana ad uso specifico. 9 MEZZI E IMPIANTI FISSI DI PROTEZIONE ED ESTINZIONE INCENDI 9.1 RETE IDRANTI Sarà realizzato un impianto idrico antincendio con tubazioni in acciaio zincato interrate da 2 1/2. La rete alimenta le cassette con idranti con attacco UNI45 poste come riportato negli elaborati grafici. Dalla rete si sono derivate due colonne montanti, una per ogni vano scala. Le due colonne montanti alimenteranno delle cassette con attacchi UNI 45 poste ad ogni piano. Le caratteristiche idrauliche saranno tali da garantire 360 l/min per ogni colonna montante con il funzionamento contemporaneo delle due colonne montanti. L alimentazione idrica sarà in grado di assicurare l erogazione ai 3 idranti più sfavoriti di 120l/min cad. con una pressione residua al bocchello di 1,5 bar per un tempo di almeno 60 minuti. Per l alimentazione dell impianto si prevede una riserva idrica alimentata dall acquedotto comunale e l elettropompe alimentate da una propria linea preferenziale direttamente dalla fornitura ENEL. L avviamento del gruppo di pompaggio sarà automatico. Le tubazioni saranno protette dal gelo, dagli urti e dal fuoco. RISERVA IDRICA

18 Si prevede la realizzazione di N.ro 1 Cisterna in Cemento Armato Vibrato a blocco unico con armature e rete elettrosaldata diametro 10 mm, con passo d'uomo in cemento dalla capacità di litri. Tale vasca sarà interrata. L'alimentazione avverrà dall'acquedotto comunale con una tubazione e gli apparecchi idraulici riportati nel disegno esecutivo. GRUPPO POMPE Si tratta di un gruppo pompe dotato di dispositivo automatico per l'inserimento e per il controllo della funzionalità di ogni singola elettropompa. Il quadro di comando e protezione verrà predisposto con apposito interruttore ciclico ad inserzione a tempo, opportunamente collegato ad elettrovalvola di scarico e relativo flussostato di consenso. Un ulteriore controllo della pressione in rete sarà rappresentato dal pressostato di minima, collegato al dispositivo di allarme acustico. L'invertitore di inserzione assicurerà la verifica periodica di tutte le elettropompe costituenti il gruppo. Sul gruppo antincendio sarà presente anche una elettropompa ausiliaria che consentirà di mantenere stabile automaticamente la pressione del circuito, senza l'intervento di una delle elettropompe principali con evidente risparmio sui consumi energetici. In caso di emergenza, in modo manuale, si potrà immettere direttamente dall'acquedotto, acqua nell'anello dell'impianto idrico antincendio. IDRANTI Per l'interno, saranno installati Idranti UNI 45 completi di cassetta di protezione con pellicola trasparente facilmente frangibile di colore rosso, all'interno della quale saranno installate la lancia rompigetto e la manichetta flessibile di 20 metri. Per l'esterno saranno installati degli idranti soprasuolo a colonna con scarico automatico di svuotamento antigelo, con due bocce di uscita UNI 70 e attacco per motopompe VV.F. UNI 70, con profondità sottosuolo di circa 70 cm e altezza soprasuolo di circa 90 cm. Ogni idrante dovrà essere ben segnalato. 9.2 ESTINTORI

19 Sono stati installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore a 13A, 89B, C di tipo approvato dal Ministero dell'interno. Gli Estintori installati saranno in ragione di almeno un estintore ogni 200 mq di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due per ogni piano ed in modo contrapposto. 10 SEGNALETICA DI SICUREZZA In tutta l'attività in oggetto sono stati installati cartelli segnaletici, espressamente finalizzati alla sicurezza antincendo, secondo il DPR 493/96. Sono stati segnalati tutti gli Estintori e gli Idranti, in particolare le Uscite sono state segnalate anche in assenza di energia elettrica, mediante plafoniere di tipo autoalimentate con autonomia superiore a 30 minuti. 12 NORME DI ESERCIZIO A cura del titolare dell'attività, dovrà essere predisposto un registro dei controlli periodici, ove saranno annotati tutti gli interventi ed i controlli relativi all'efficienza degli impianti elettrici, dell'illuminazione di sicurezza, dei presidi antincendio, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, delle aree a rischio specifico e dell'osservanza delle limitazioni dei carichi di incendio nei vari ambienti dell'attività. Tale registro sarà mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per i controlli da parte dell'autorità competente. - Sarà predisposto un piano di emergenza e saranno fatte prove di evacuazione, almeno due volte nel corso dell'anno scolastico. - Le vie di uscita saranno tenute costantemente sgombre da qualsiasi materiale

20 - Sarà fatto divieto di compromettere la agevole apertura e funzionalità dei serramenti delle uscite di sicurezza, durante i periodi di attività della scuola, verificandone l'efficienza prima dell'inizio delle lezioni. - Le attrezzature e gli impianti di sicurezza saranno controllati periodicamente in modo da assicurarne la costante efficienza. - Nei locali dove verranno depositate o utilizzate sostanze infiammabili o facilmente combustibili, sarà fatto divieto di fumare o fare uso di fiamme libere. - I travasi di liquidi infiammabili, non saranno effettuati se non in locali appositi e con recipienti e o apparecchiature di tipo autorizzato. - Nei locali della scuola, non appositamente all'uopo destinati, non saranno depositati e/o utilizzati recipienti contenenti gas compressi e/o liquefatti. I liquidi infiammabili o facilmente combustibili e/o le sostanze che possono comunque emettere vapori o gas infiammabili, possono essere tenuti in quantità strettamente necessarie per esigenze igienico-sanitarie e per l'attività didattica e di ricerca in corso. - Al termine dell'attività didattica o di ricerca, l'alimentazione centralizzata di apparecchiature o utensili con combustibili liquidi o gassosi sarà interrotta azionando la saracinesca di intercettazione del combustibile, la cui ubicazione sarà indicata mediante cartelli segnaletici facilmente visibili. - Negli archivi e depositi i materiali saranno depositati in modo da consentire una facile ispezionabilità, lasciando corridoi e passaggi di larghezza non inferiore a 0,90 metri. - Eventuali scaffalature risulteranno a distanza non inferiore a 0,60 metri dall'intradosso del solaio di copertura. - Il titolare dell'attività provvederà affinché nel corso della gestione non venga alterata le condizioni di sicurezza. Camaiore 31/08/2004 Ing. Renato Tofanelli

21 Ing. Renato Tofanelli Via Illica Capezzano Pianore (Lu) Tel/Fax 0584/ RELAZIONE TECNICA Relativa alla richiesta per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi da parte del Comando provinciale dei VV.F. di Lucca. Attività primaria: "Scuola di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti". Attività N.ro 85 dell'allegato B al decreto Ministeriale 16/02/1982. Attività secondarie: "Impianti per la produzione del calore alimentati a combustibile gassoso con potenzialità superiore a kcal/h". Attività N.ro 91 dell'allegato B al decreto Ministeriale 16/02/1982. Denominazione: Ubicazione: Proprietario: Scuola Media Enrico Pea Via Menchini Loc. Marzocchino - SERAVEZZA Comune di Seravezza Si tratta di una scuola elementare per la quale esiste presso il Comando dei VV.F. di Lucca una pratica N.ro Associata alla scuola elementare del Marocchino, ma in realtà sono due fabbricati distinti e distanti. Per l'adeguamento sono state tenute presenti le Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica Decreto del Ministero dell'interno 26 agosto

22 0 PREMESSA La Scuola Media in oggetto è stata interessata ad una pratica per il rilascio del NOP. Da una verifica effettuata, si è notato che la pratica riporta lo stesso numero della Scuola Elementare MARZOCCHINO. In realtà sono scuole distinte e distanti. La scuola Media si trova in aera con la palestra completamente distaccata dalla scuola, come riportato nella Tavola GENERALITA' 1.2 CLASSIFICAZIONE Nella scuola, le presenze effettive contemporanee massima prevedibile di alunni e personale docente e non docente è di 416 alunni max, 20 insegnanti, 4 bidelli. Quindi la scuola è classificata di Tipo 2. 2 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE 2.1 UBICAZIONE L'edificio in oggetto è utilizzato esclusivamente per la scuola in oggetto, ad eccezione di un parte del piano terra dove è stata ricavata una scuola materna. Tale scuola ha un ingresso e gli impianti completamente separati. La parete di separazione è REI 120. L edificio è indipendente e isolato da altri, ed è costituito dal piano terra, dal piano primo come riportato negli elaborati grafici

23 2.2 ACCESSO ALL'AREA Per consentire l'intervento dei mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco è previsto un accesso carrabile all area da Via Meschini e da Via Catena di larghezza superiore a 3,5 metri, senza nessuna pendenza, con altezza completamente libera e con portata non inferiore a 20 tonnellate (8 sull asse anteriore e 12 sull asse posteriore). 2.3 ACCOSTAMENTO AUTOSCALE L altezza è inferiore a 12 metri. In ogni caso è possibile l'accostamento con autoscala, all'edificio per raggiungere una finestra del piano primo

24 2.4 SEPARAZIONE L'attività scolastica in oggetto è ubicata in un edificio isolato, non ci sono quindi comunicazioni con altri locali a diversa destinazione. La parete tra la scuola media e la scuola materna al piano terra è REI COMPORTAMENTO AL FUOCO 3.0 RESISTENZA AL FUOCO DELLE STRUTTURE Le strutture portanti del fabbricato sono costituite da muratura di spessore maggiore di cm 30 intonacate da entrambe le parti. Le tramezzature interne sono costituite da muratura di spessore maggiore di cm 15 intonacate da entrambe le parti. I solai sono del tipo travetti e pignatte spessore medio maggiore di cm 30. Seguendo la Circolare del Ministero dell'interno N.ro 91 del 14 settembre 1961, la struttura portante ha sicuramente una resistenza al fuoco di almeno R60 come richiesti dal DM 26 Agosto 1992 e REI 60 per le strutture separanti. Il carico d'incendio è espresso dalla quantità equivalente di legno per metro quadrato di superficie; tale valore si ottiene dividendo per (Potere calorifico superiore della legna) il numero di calorie per unità di superficie orizzontale del locale, o del piano considerato, che al massimo si possono sviluppare per effetto della combustione di tutti i materiali presenti. I materiali combustibili presenti sono le scaffalature, gli armadi, le scrivanie, i banchi, le sedie, le porte, i libri e piccole altre minuterie. Si prendono in esame tutti i locali interni alla scuola contenenti materiali combustibili, per la determinazione del carico di incendio presente: AULA PIÙ SFAVORITA Banchi alunni 26* 200 MJ = MJ Sedie 27 * 59 MJ = MJ

25 Cattedra 425 MJ Libri e varie kg 300 * MJ 17 = MJ TOTALE = MJ Area del locale: 36 mq Q = : 36 = 379 MJ/mq 342 : 18,48 = 18,5 Kg legna standard per metro quadrato Considerando il coefficiente di riduzione K = 1, si ha: C = K * Q = 18,5 * 1 = 18,5 Classe 30 BIBLIOTECA ARCHIVIO - RIPOSTIGLIO più sfavorito Scaffali 400 MJ Libri mc 3 * MJ/mc 2100= MJ Varie kg 60 * MJ/kg 21 = MJ TOTALE = MJ Area del locale: 16mq Q = : 16 = 497,5 MJ/mq 497,5 : 18,48 = 26,92 Kg legna standard per metro quadrato Considerando il coefficiente di riduzione K = 1, si ha: C = K * Q = 26,92* 1 = 26,92 Tutti gli altri ambienti avranno una carico di incendio non superiore e quindi la classe può essere assunta pari a 30. Essendo le strutture dell'edificio di classe superiore a quella calcolata, si ritiene il comportamento delle stesse rispondente ai requisiti della Circolare 91 sopra richiamata. 3.1 REAZIONE AL FUOCO DEI MATERIALI La classe dei materiali impiegati sono tali da rispettare quanto richiesto dal D.M. 26 agosto 1992 punto 3.1 a) e b). In particolare nei corridoi, nelle scale, negli atri e nei

Il D.M. 16 maggio 1987, n 246. Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

Il D.M. 16 maggio 1987, n 246. Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. Il D.M. 16 maggio 1987, n 246 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione. 1 1.0. Scopo Le presenti norme hanno per oggetto i criteri di sicurezza antincendi da applicare agli edifici

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