WINDOW ON EUROPE SPORTELLO EUROPEO AGENZIA PER LO SVILUPPO E INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE PMI

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1 CONSULENZA E STRATEGIE 1. BASILEA 2 2. Revisioni e Supervisioni Contabili 3. Valutazioni Finanziarie Economiche Patrimoniali 4. Risanamento di Aziende in Crisi 5. Project Financing 6. Merger & Acquisition 7. Private Equity BASILEA 2 BASILEA 2: COS'È E COSA CAMBIA PER LE IMPRESE Introduzione "Basilea 2" è il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. In base ad esso le banche dei paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti, valutato attraverso lo strumento del rating. In questa sezione del sito diamo una breve, ma, ci auguriamo, esaustiva informazione sulla storia dell'accordo, sui suoi autori e sui soggetti interessati, sugli scopi e sulle attese conseguenze dell'accordo stesso. I soggetti Gli Accordi di Basilea sui requisiti patrimoniali delle banche sono il frutto del lavoro del Comitato di Basilea, istituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati (G10) alla fine del I membri attuali del Comitato provengono da Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Il Comitato opera in seno alla BRI, Banca dei Regolamenti Internazionali, con sede a Basilea, un'organizzazione internazionale che ha lo scopo di promuove la cooperazione fra le banche centrali ed altre agenzie equivalenti allo scopo di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. Il Comitato non possiede alcuna autorità sovranazionale e le sue conclusioni non hanno alcuna forza legale. Le linee guida, gli standard, le raccomandazioni del Comitato sono formulati nell'aspettativa che le singole autorità nazionali possano redigere disposizioni operative che tengano conto delle realtà dei singoli stati. In questo modo il Comitato incoraggia la convergenza verso approcci comuni e comuni standard. Il primo Accordo di Basilea Nel 1988 il Comitato di Basilea introduce il sistema di misurazione del capitale comunemente chiamato Accordo di Basilea sul Capitale. E' il primo Accordo di Basilea. Ad esso hanno aderito, fino ad oggi, le autorità centrali di oltre 100 paesi. In sintesi, tale documento definiva l'obbligo per le banche di accantona- 1

2 re capitale nella misura dell'8% del capitale erogato, allo scopo di garantire solidità alla loro attività. L'accordo del 1988 presentava dei limiti di particolare rilevanza. L'8% di accantonamento può essere giudicato troppo per una controparte poco rischiosa e troppo poco per una controparte giudicata rischiosa: la quantità di capitale assorbito era giudicata troppo poco sensibile al rischio, e ciò nonostante alcuni correttivi introdotti negli anni successivi. Basilea 2 - Il Nuovo Accordo di Basilea Nel gennaio 2001 il Comitato di Basilea ha pubblicato il documento "The New Basel Capital Accord" (si veda la sezione "documenti ufficiali"), un documento di consultazione per definire la nuova regolamentazione in materia di requisiti patrimoniali delle banche. L'obiettivo è quello di giungere, attraverso il confronto con le autorità di vigilanza dei vari paesi ed una serie di indagini quantitative, ad un testo definitivo entro la fine del 2003, mentre l'attuazione dell'accordo è prevista per la fine del I tre pilastri di Basilea 2 Il contenuto del Nuovo Accordo si articola su tre pilastri: 1. I Requisiti patrimoniali minimi E', in sostanza, un affinamento della misura prevista dall'accordo del 1988 che richiedeva un requisito di accantonamento dell'8%. In primo luogo ora si tiene conto del rischio operativo (frodi, caduta dei sistemi; misura in parte riveduta nel giugno 2002) e del rischio di mercato. In secondo luogo, per il rischio di credito, le banche potranno utilizzare metodologie diverse di calcolo dei requisiti. Le metodologie più avanzate permettono di utilizzare sistemi di internal rating, con l'obiettivo di garantire una maggior sensibilità ai rischi senza innalzare né abbassare, in media, il requisito complessivo. La differenziazione dei requisiti in funzione della probabilità d'insolvenza è particolarmente ampia, soprattutto per le banche che adotteranno le metodologie più avanzate. 2. Il controllo delle Banche Centrali Tenendo conto delle strategie aziendali in materia di patrimonializzazione e di assunzione di rischi, le Banche Centrali avranno una maggiore discrezionalità nel valutare l'adeguatezza patrimoniale delle banche, potendo imporre una copertura superiore ai requisiti minimi. 3. Disciplina del Mercato e Trasparenza Sono previste regole di trasparenza per l'informazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione. Gli aspetti "critici" di Basilea 2 Sul documento originario di Basilea 2 sono state formulate numerose critiche che hanno portato a modifiche che, pur non cancellando i dubbi, dovrebbero attenuare le conseguenze negative attese dall'applicazione dell'accordo. Quali sono queste conseguenze negative? Sono almeno tre: 2

3 1. La discriminazione tra banche (quelle piccole non potranno utilizzare le metodologie più avanzate, quindi subiranno un onere patrimoniale maggiore rispetto ai grandi gruppi); 2. La penalizzazione del finanziamento alle piccole e medie imprese (PMI) indotto dal sistema dei rating interni; 3. Il problema della prociclicità finanziaria (nei periodi di rallentamento economico, l'accordo avrebbe l'effetto di indurre le banche a ridurre gli impieghi, causa il crescere del rischio, con la potenziale conseguenza di inasprire la crisi stessa). In questa sede non approfondiamo le problematiche di cui a i punti 1 e 3, ma concentriamo l'attenzione sulle problematiche riguardanti le PMI legate all'introduzione dell'accordo. Basilea 2 e le piccole e medie imprese Legare con maggiore aderenza il fabbisogno di capitale al rischio sottostante a un finanziamento o a un investimento implica inevitabilmente che il prezzo di quel finanziamento o di quell'investimento divengano maggiormente sensibili al rischio implicitamente contenuto. In seguito al recepimento delle nuove disposizioni regolamentare il legame fra rating interno e pricing si farà più solido, più strutturato e più trasparente. Ciò potrà indurre un effetto di carattere restrittivo nei confronti delle imprese, in particolare le PMI, in quanto i prenditori di minore qualità creditizia (tipicamente le piccole e medie imprese) vedrebbero peggiorare le condizioni loro praticate con un effetto di compressione della loro capacità di indebitamento e di revisione delle opportunità di indebitamento. In pratica, secondo una larga parte degli osservatori, le banche sarebbero indotte a ridurre il credito destinato alle PMI e ad aumentare al contempo i tassi di interesse. Le pressioni di Banca d'italia e della Bundesbank, volte a difendere la specificità dei rispettivi sistemi economici caratterizzati dalla presenza di migliaia di piccole imprese, hanno portato ad una parziale revisione della bozza di accordo che prevede ora requisiti minimi patrimoniali ridotti per l'esposizione delle banche verso le piccole e medie imprese. Queste misure potranno ridurre, ma non eliminare l'impatto di Basilea 2 sulle PMI. Il calendario di Basilea 2 Quando comincerà tutto questo? E' già cominciato. Il calendario dell'accordo è stato fissato lo scorso luglio (2002). il 20/12/02 si è conclusa la terza ed ultima indagine sull'impatto del Nuovo Accordo; il 29 aprile 2003 il Comitato ha pubblicato il terzo documento consultivo (la terza bozza dell'accordo) e attenderà le osservazioni delle banche centrali fino al 31 luglio; il 5 maggio 2003 il Comitato ha pubblicato i risultati del terzo studio d'impatto; 3

4 entro i primi sei mesi del 2004 il Comitato di Basilea rilascerà il testo definitivo di Basilea2; nel 2006 verranno testati i risultati e per fine anno il nuovo accordo verrà definitivamente attivato.(*) Le imprese hanno dunque tre anni per adeguarsi? Assolutamente no! I gruppi bancari che ambiscono al riconoscimento più avanzato dell'accordo (cd. Advanced Approach, che dovrebbe consentire i più rilevanti vantaggi sul piano regolamentare ed operativo, nonché i maggiori benefici patrimoniali) dovranno adottare il conteggio "parallelo" del nuovo e del vecchio Accordo a partire da fine 2005; per fare ciò dovranno dimostrare di avere adottato l'uso interno dei modelli da almeno tre anni, secondo le indicazioni previste dall'accordo stesso. Di fatto l'accordo, per i Gruppi bancari che ambiscono alle versioni più sofisticate, è già entrato in vigore nel corso del 2003, dovendo rispettare almeno tre anni di conformità operativa, strumentale, organizzativa per potersi qualificare per gli approcci più avanzati. La Banca d'italia ha indicato di attendersi che tutti i gruppi bancari italiani con patrimonio tier 1 consolidato superiore a. 3/mld. adottino gli approcci basati sui modelli interni. Sono previste regole di trasparenza per l'informazione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e sulla loro gestione. Il RATING, questo sconosciuto... "Rating" significa semplicemente "valutazione": valutazione dell'impresa e della sua attitudine a generare nel tempo le risorse necessarie al pagamento dei debiti contratti per l'acquisizione dei fattori produttivi. E' la valutazione di sintesi forse più attesa da parte di chi utilizza i nostri strumenti di autovalutazione online. La scala ordinale qui utilizzata è suddivisa in 11 classi (di merito creditizio, dal punto di vista di chi fa credito all'impresa). Un rating di tipo "A" o superiore implica una valutazione di ottima solvibilità, mentre un rating di tipo "CC" o inferiore implica una valutazione di elevata probabilità di insolvenza. Nel riquadro qui accanto viene illustrata la rappresentazione grafica del rating riportata dall'output del servizio e Rating. Nella tabella in basso riportiamo la classificazione utilizzata da Standard & Poor's. Per "spiegare" il rating abbiamo deciso di rappresentare graficamente una valutazione delle sue principali componenti. 4

5 Il "5 Stars Rating " è la rappresentazione grafica della valutazione delle più significative entità oggetto di analisi: l'aspetto patrimoniale, l'aspetto finanziario e di liquidità, l'aspetto economico e reddituale, i dati qualitativi, i dati sul rapporto dell'impresa con il sistema creditizio, la performance (se sono stati forniti i dati di più di un esercizio). Il Rating secondo Standard & Poor's Ecco, secondo la classificazione di Standard & Poor's, cosa significano le "lettere": AAA : Extremely strong capacity to meet financial commitments. Highest rating. AA : Very strong capacity to meet financial commitments. A : Strong capacity to meet financial commitments, but somewhat susceptible to adverse economic conditions and changes in circumstances. BBB : Adequate capacity to meet financial commitments, but more subject to adverse economic conditions BBB- this is the lowest rating before noninvestment grade. BB : Less vulnerable in the near-term but faces major ongoing uncertainties to adverse business, financial and economic conditions. B : More vulnerable to adverse business, financial and economic conditions but currently has the capacity to meet financial commitments. CCC : Currently vulnerable and dependent on favorable business, financial and economic conditions to meet financial commitments. CC : Currently highly vulnerable. C : A bankruptcy petition has been filed or similar action taken but payments or financial commitments are continued. D : Payment default on financial commitments. Nota (1) Ratings in the 'AAA,' 'AA,' 'A' and 'BBB' categories are regarded by the market as investment grade. Ratings in the 'BB,' 'B,' 'CCC,' 'CC' and 'C' categories are regarded as having significant speculative characteristics. Nota (2) Ratings from 'AA' to 'CCC' may be modified by the addition of a plus (+) or minus (-) sign to show relative standing within the major rating categories. 5

6 REVISIONI E SUPERVISIONI CONTABILI Come gestire con successo il "patrimonio" umano ed analizzare gli a- spetti organizzativi Individuare le potenzialità individuali Valutare i percorsi formativi ed il training "interno" Definire i criteri di funzionamento dell ufficio ed analizzare gli aspetti organizzativi Individuare i punti di forza e di debolezza Assegnare i compiti Definire il processo di condivisione degli obiettivi e la gestione del processo di delega Come gestire le scadenze Individuare le scadenze e le procedure ottimali per garantirne il rispetto Classificazione: Istituzionali - Interne ripetitive - Interne non ripetitive Definire le risorse e gli strumenti più appropriati per la loro gestione Fissare i tempi e gli strumenti di controllo Analizzare l impatto sulla gestione dell area Come pianificare e controllare i costi dell area amministrativa Analizzare i costi generati dell ufficio contabilità Prevenire i costi attraverso il sistema di controllo interno La qualità nell ufficio contabilità: come ottenerla Garantire l affidabilità dei dati Impostare un processo di internal audit come difesa dai reati amministrativi Stendere procedure interne di supporto al lavoro operativo Definire tecniche di campionamento adottabili per la revisione della contabilità Analizzare le attività (Indispensabili Necessarie Consolidate ma soggette a possibile revisione) Come gestire l archivio L utilizzo dei Sistemi informativi Analizzare i fabbisogni informativi in classifica ABC Definire le risorse interne (team) di riferimento e loro coinvolgimento Definire l inquadramento nel contesto aziendale, soprattutto in presenza di sistemi ERP Analizzare l eventuale coinvolgimento di altri Enti aziendali Analizzare le implementazioni da apportare al sistema informativo per soddisfare specifiche esigenze Casi concreti Definire il budget di spesa e della tempistica Controllare lo stato avanzamento lavori Come gestire il raggiungimento degli obiettivi Come gestire i rapporti con gli altri Enti aziendali e con le Istituzioni 6

7 Il concetto di "Azienda" Percepire la necessità di "pensare" alla propria attività inserita in una struttura organizzativa articolata e complessa Il concetto di "Servizio" Imparare a proporsi come un Servizio utile all intero contesto aziendale Adeguare i propri comportamenti e la struttura organizzativa alle esigenze emergenti Rimettere in discussione scelte consolidate, se questo comporta miglioramenti dell efficienza Creare contatti e collaborazioni sia con Enti interni che esterni all Azienda Valutazioni Finanziarie Economiche Patrimoniali E il complesso di principi, metodi e tecniche che consentono di definire il valore dell azienda. Una distinzione di valutazione va fatta tra la valutazione del capitale economico e la valutazione del capitale di funzionamento. Il valore, per quanto scrupolosamente stimato, non è mai determinabile in modo oggettivo ed assoluto, ma ha sempre una connotazione relativa. Il valore NON è un dato oggettivo, in quanto scaturisce da un processo di stima che è, di per sé, di tipo soggettivo. L esigenza di procedere ad una valutazione del capitale economico può essere legata a diverse circostanze: Cessione/Acquisto Fusioni Scorporazioni Scissioni Aumenti di capitale con emissione di azioni a pagamento Riduzioni del capitale per recesso dei soci Ammissione alla quotazione di borsa Emissione di obbligazioni convertibili in azioni Il valore del capitale economico deriva da tutte le condizioni e potenzialità di produzione sia tangibili che intangibili. Alla sua determinazione concorre sia la quantificazione del valore patrimoniale della società sia la sua capacità reddituale prospettica. Il Capitale di funzionamento deriva dalle stime di bilancio che sono riferite ai singoli beni che compongono il patrimonio. Da tale processo di valutazione analitica scaturisce il capitale di funzionamento ed il reddito dell esercizio. Nella determinazione del capitale di bilancio la valutazione è svolta in modo analitico. Non è cioè svolta una valutazione di tipo sistemico. Il capitale economico rappresenta l insieme delle relazioni dinamiche che si istituiscono tra il valore del capitale proprio, coincidente con il fondo di valori che esprime il netto patrimoniale, e la redditività dell impresa. Il valore del capitale economico di un azienda esprime una combinazione tra valore patrimoniale e valore reddituale. 7

8 Risanamento di Aziende in Crisi Non importa se l Azienda sia grande o piccola e in quale mercato operi la strategia di salvataggio è simile. L attività consulenziale è rivolta sia alle aziende che hanno necessità di risanamento, sia a quelle che intendono riposizionarsi sul mercato, si attua attraverso una approfondita analisi e con l utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla legge per il rilancio aziendale. Studio dell'azienda in crisi analisi della crisi aziendale e verifica del futuro eutanasia di un'azienda decotta eventuali conseguenze patrimoniali problema delle fideiussioni personali chi è interessato al risanamento? scelta dello strumento di intervento analisi del rischio di insuccesso Il risanamento dell'azienda dotazione finanziaria dell'azienda verifica delle potenzialità aziendali Business Plan reddituale e finanziario la credibilità per arrivare al risanamento PROJECT FINANCING L attività di project financing o finanza di progetto si traduce in operazioni di finanziamento inerenti un iniziativa economica (o progetto) che viene realizzata dai promotori attraverso una società veicolo per determinarne la separazione economica e giuridica rispetto ai promotori stessi. Tale operazione trova la fonte primaria per il rimborso del debito e la remunerazione del capitale nei futuri cash-flow generati dall iniziativa finanziata; le garanzie acquisibili sono prevalentemente di natura contrattuale. SETTORI ECONOMICI ED INVESTIMENTI FINANZIABILI La finanza di progetto può essere applicata ad iniziative d investimento e gestione realizzabili in tutti i settori di attività economica, purché l iniziativa da finanziare risponda alle caratteristiche definite sopra. A titolo esemplificativo si possono ricordare come particolarmente adatti ad operazioni di project finance i seguenti settori: energia elettrica (sia da fonti convenzionali che da rinnovabili); gas; ambiente (raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti); distribuzione acqua; sanità (costruzione e gestione di ospedali); infrastrutture ed opere pubbliche che prevedano possibilità di gestione con tariffe o ricavi adeguati al rimborso del finanziamento (parcheggi, porti turistici, strade a pedaggio, ecc.) Nel settore delle opere pubbliche si segnalano le ampie opportunità di investimenti del capitale privato con la tecnica del project financing prevista dall art 37-bis della Legge 109/94 e successive modifiche. 8

9 SOGGETTI RICHIEDENTI Imprese di qualunque dimensione e forma giuridica sia singolarmente che in raggruppamenti (ATI o società progetto) che abbiano le seguenti caratteristiche: 1. Esperienza e capacità tecnica di realizzare l opera; 2. Capacità di gestire l iniziativa connessa all opera; 3. Capacità di apportare i capitali di rischio nella misura ritenuta ottimale per attivare i capitali di debito e per raggiungere l equilibrio economicofinanziario della gestione RUOLO DEL PROFESSIONISTA Il Professionista nell ambito della finanza di progetto può assistere globalmente i promotori per gli aspetti finanziari del progetto, svolgendo i seguenti ruoli: 1. Advisor (consulenza per fattibilità su basi project financing) 2. Arranger (consulenza per bancabilità del progetto e sindacazione) Nell ambito di tali attività il Professionista può assistere i promotori per la elaborazione del piano economico finanziario (business plan), per la definizione del mix ottimale delle fonti di finanziamento (sia ordinarie che agevolate e sia a titolo di debito che di equity) e per la predisposizione dei presupposti di bancabilità (finanziabilità) definendo il sistema delle garanzie (tradizionali e contrattuali) costituenti il security package dell operazione, ed infine fornendo direttamente e/o ricercando i finanziamenti necessari e previsti dal piano. Tra i diversi documenti che costituiscono la proposta (studio d inquadramento territoriale e ambientale, studio di fattibilità, progetto preliminare, bozza di convenzione di gestione, specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione, garanzie offerte dal promotore all Amministrazione, ecc) la legge richiede la presentazione di un piano economico e finanziario (business plan) asseverato da una banca. L asseverazione ha lo scopo di attestare all Amministrazione aggiudicatrice (sulla base delle ipotesi di costi, ricavi ed investimenti formulate dai promotori): La coerenza economico finanziaria del piano; La sussistenza delle necessarie condizioni per il raggiungimento dell equilibrio; La capacità del progetto di generare adeguati flussi, tali da garantire il rimborso del servizio del debito e la remunerazione del capitale di rischio; La possibilità di realizzare un opera col ricorso al capitale privato. ASSEVERAZIONE EX ART 37-BIS (MERLONI TER) Occorre formulare le ipotesi poste alla base del business plan e trasferirle su un piano che simuli l evoluzione economica, finanziaria e patrimoniale della società di progetto (S.P.V.). Le ipotesi devono riguardare: 9

10 Gli investimenti (importo complessivo, periodo di realizzazione e ripartizione temporale); La gestione (dinamica dei costi e dei ricavi espressi in modo dettagliato ed analitico); I flussi di cassa (giorni di pagamento e incasso, IVA sui ricavi, acquisti ed investimenti); La copertura finanziaria dell investimento (apporto di mezzi propri, rapporto debt/equity, eventuali contributi pubblici, canoni attivi o passivi). MERGER & ACQUISITION L attività di M&A o Merger and Acquisition consiste in un servizio di consulenza che viene svolta a favore delle imprese e degli imprenditori, per lo studio e la realizzazione di operazioni di finanza straordinaria d impresa. Letteralmente Merger and Acquisition significa fusioni ed acquisizioni e ben rappresenta il tipo di attività svolta per disegnare e perseguire processi di crescita esterna delle imprese e per ridefinire la struttura di gruppi societari in occasione di processi di sviluppo dell impresa oppure in relazione di modifiche degli assetti proprietari. L attività di M&A consiste principalmente nella: 1. Ricerca di partner industriali o finanziari per l imprenditore; 2. Acquisizione di mandati diretti alla vendita o all acquisto di aziende; 3. Valutazioni aziendali per: Acquisizione/ vendita di aziende e/o di partecipazioni societarie; Aumenti di capitale sociale; Ingresso di nuovi soci (scambio di partecipazioni tra partner industriali, ecc); Operazioni di fusione, anche successive all acquisto di una azienda; Ridefinizione degli assetti proprietari per passaggi generazionali; 4. Definizione di strutture societarie-finanziarie di gruppo, inerenti a processi di internazionalizzazione dell impresa. PRIVATE EQUITY Per PRIVATE EQUITY si intende la individuazione e definizione delle opportunità di investimento di importanti fondi di investimento mobiliare di tipo chiuso di diritto italiano, promossi nell ambito di alcuni Gruppi Bancari. Attraverso tali fondi chiusi si offre la possibilità alle imprese di finanziare le proprie strategie ricorrendo ad un partner finanziario o investitore istituzionale che intervenga apportando capitali in qualità di azionista. Requisiti per l intervento nell equity 1. La società deve essere una Piccola e Media Impresa (PMI) con sede legale, preferibilmente sul territorio nazionale; 10

11 2. Condivisione degli obiettivi strategici aziendali (sviluppo, quotazione, cessione ecc ); 3. Condivisione, fin dal momento dell ingresso, delle modalità d uscita dal capitale da parte del Fondo Chiuso, dopo il raggiungimento degli obiettivi concordati (quotazione, vendita ad un partner industriale o finanziario, riacquisto quote, ecc ). Il Fondo chiuso interviene nel capitale sociale di aziende operanti in tutti i settori di attività economica eccetto il settore finanziario, al fine di: A. Apportare capitali per lo sviluppo (investimenti industriali; acquisto di società/aziende); B. Apportare capitali di sostituzione (cessione parziale di quote o del 100% del capitale della società); C. Acquistare quote in occasione di passaggi generazionali e/o ridefinizioni di assetti proprietari; D. Intervenire nel capitale sociale al fine di svolgere un importante ruolo nel processo di accompagnamento della società partecipata all ingresso in Borsa. 11

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