Studio generale della condizione degli alberi Raccomandazioni per la loro salvaguardia e gestione

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1 Associazione Amici di Villa Borghese - Roma Isola di Antichi platani orientali di Villa Borghese Studio generale della condizione degli alberi Raccomandazioni per la loro salvaguardia e gestione Pascal Genoyer-Pousse Conseil Giugno 2011

2 Introduzione Questo studio è stato commissionato dall Associazione Amici di Villa Borghese, preoccupata dello stato attuale degli alberi, in particolare dopo la perdita del fogliame nell agosto In più, il Comune di Roma ha intenzione di potare gli alberi, perciò gli Amici di Villa Borghese, nel timore che la potatura si riveli troppo drastica e mutilante, si sono rivolti a un consulente indipendente, esperto in arboricoltura, per chiedere un parere: - sullo stato degli alberi in generale - sull opportunità di una potatura sotto il profilo sanitario 10 e della sopravvivenza a lungo termine degli alberi L indagine sul campo è stata condotta il 28 e 29 marzo Nella tarda mattinata del 29 marzo, si è svolto un incontro sul posto fra esperti del Comune di Roma, rappresentanti dell Associazione Amici di Villa Borghese e Pascal Genoyer Questo documento è redatto per conto dell Associazione Amici di villa Borghese. Contiene il resoconto dei più importanti risultati, tratti dalle osservazioni e dalle misurazioni effettuate sul campo; presenta un quadro degli alberi sotto il profilo del loro sviluppo, e fornisce un parere sulle principali cure, indispensabili o utili per la loro salvaguardia Disposizione degli alberi Gli antichi platani sono, in totale, undici. Facevano tutti parte di un sesto di impianto lungo due filari, orientati in parallelo al Viale dell Uccelliera, ai due lati del fondo della valle. I filari sono orientati da Sud-Est verso Nord-Ovest; la distanza iniziale della piantagione probabilmente era di 9 metri circa. Oggi sopravvivono lungo il filare Nord 9 alberi, numerati da 1 a 9, partendo da Est verso Ovest. Del filare Sud restano soltanto 2 alberi: i platani n. 10 e 11. 2

3 1. Architettura e stato di sviluppo degli alberi 1.1. Forma I platani presentano tutti una forma mutilata. La loro forma originale, molto probabilmente, era semilibera. Della corona originaria restano solo una parte del tronco, e una o più parti di rami principali. Le attuali corone sono costituite soltanto da polloni, diventati branche madri di rimpiazzo, e che hanno circa 40 anni d età, comparsi dopo una mutilazione estremamente severa, impietosa Dimensioni T utti gli alberi, tranne due (il n. 6 e 7), misurano tra i 20 e i 30 metri di altezza, mentre ne misuravano probabilmente più di 30 nel Settecento e nell Ottocento. Albero n Altezza (m) 26,1 27,2 26,6 20,7 24,7 Albero n Altezza (m) 15,5 26,7 22,1 20,7 29,4 La circonferenza degli alberi non è stata oggetto di misurazione sistematica. Ma il n.1, che è uno degli esemplari più grossi, misura circa 6 m (598 cm) di circonferenza, a 1,3 metri di altezza: un valore eccezionale per un platano orientale in Europa occidentale Architettura Gli alberi sono delle colonie di rami principali. La loro corona, cioè, è formata da «alberelli» all interno dell albero. Ogni alberello a sua volta è un pollone, nato in seguito all ultima potatura di riduzione degli alberi, circa 35 anni fa, e diventato ramo principale. 3 platano n. 8

4 Variazioni nella geometria e nella struttura delle corone Le corone di questi platani sono molto diverse l una dall altra: ognuna testimonia la storia specifica dell albero. Tre variabili permettono di spiegare le principali variazioni della loro architettura: il numero e il vigore dei nuovi rami principali lo stato e le dimensioni della struttura originaria l abbondanza di risorse dello spazio aereo (spazio disponibile e luce diretta). platano n. 7 platano n. 9 I platani n. 7 (sopra, a sinistra) e 9 (sopra, a destra) differiscono fra di loro soprattutto per il numero di «nuovi» rami principali, e per le dimensioni della struttura originaria ancora viva. 4

5 Variazioni nella geometria e nella struttura delle corone (segue). platano n. 6 platano n. 4 Queste due corone sono fortemente deformate, anzi degradate, a causa dell ombra creata dai platani ibridi limitrofi, i quali sovrastano i platani antichi, superandoli in altezza a sud; lo stesso vale per le corone di gran parte degli altri antichi platani. Solo il. n. 9 (foto pag. precedente) e 10 risentono poco o nulla l effetto dell ombra. 5

6 1.4. Storia probabile dello sviluppo degli alberi nel tempo 2 1 1: una forma probabile dei platani n. 1, 9 e 10 tra il 1700 e il : dopo il 1970, in seguito a un grave trauma (un deperimento oppure una potatura mutilante), si è formata una nuova corona sulla vecchia struttura , 4 e 5: a causa di un eccesso d ombra, di nuovi traumi, o di infezioni parassitarie, l ultima corona di rimpiazzo si degrada (5) o è molto incompleta (3 e 4).

7 In base alla morfologia e all architettura attuale degli antichi platani, a una foto risalente circa al 1900, all ambiente in cui sorgono e al piano dell impianto originario, è possibile immaginare la storia del loro sviluppo. Periodo n. 1: sviluppo normale (dal Seicento al Settecento) Durante i primi cento-duecento anni di vita, questi platani probabilmente si sono sviluppati normalmente, raggiungendo un altezza di oltre 30 metri, e ingrandendosi notevolmente grazie all abbondanza d acqua a disposizione vicino alla base degli alberi. È altrettanto probabile, tuttavia, che dopo qualche tempo, la riserva d acqua ai loro piedi si sia ridotta. Perciò gli alberi hanno avuto una quantità minore d acqua facilmente disponibile, e si sono indeboliti, in certi casi sono deperiti. È altrettanto certo che molti di questi alberi nel Settecento sono stati potati in modo estremamente drastico e irregolare, ad es. con capitozzature, forse per usi agricoli. Questa potrebbe essere la ragione principale della scomparsa di 29 dei 40 platani originari (nota: la vasca d acqua attorno a cui sorgevano è stata interrata nel 1790). La foto n. 1 raffigura un platano orientale, vecchio di quattrocento anni e isolato, che si trova in Francia, a Lamanon (dipartimento Bocche del Rodano). È probabile che l architettura di molti dei platani orientali sopravvissuti a Villa Borghese assomigliasse a questa tra il 1700 e il 1900 circa. La corona, invece, probabilmente era più alta e meno larga di quella del platano orientale di Lamanon mostrato nella foto (1). Periodo n. 2: incidente (o traumi) e reazioni nel Novecento I platani sopravvissuti hanno subìto certamente, nel corso degli anni 70, un grave trauma che si è tradotto in una potatura totale. Ogni albero si è rigenerato in funzione delle potenzialità e del vigore che aveva al momento del trauma, ma anche in funzione delle risorse di luce a propria disposizione. Gli alberi n. 1, 2, 3, 4, 9, 10 e 11 sono riusciti a ricostruire una corona relativamente completa, e a isolare per compartimentazione l «albero nuovo» da quello «vecchio». Gli altri sono riusciti a ricostruire solo una corona molto incompleta e deformata poiché (i n. 5, 6 e 7) hanno risentito dell ombra proiettata su di essi dai platani comuni impiantati a Sud, allora già alti circa 20 metri; oppure poiché (i n. 7 e 8) il loro stato era particolarmente degradato. Inoltre, gli alberi più fragili perché troppo in ombra (i n. 4, 7 e 11) sono stati infettati da parassiti, probabilmente fungini, installatisi grazie alle enormi ferite inferte dalla severissima potatura. Periodo n. 3: sviluppo attuale Sviluppo attuale normale: Gli alberi n. 1, 3, 5 e 10 continuano a costruire la loro corona di rimpiazzo, che ha un età di anni soltanto. I fattori limitanti (ombra, siccità, pressione dei parassiti), cui devono far fronte queste nuove corone, sono relativamente modesti e hanno effetti negativi limitati: queste corone sono più o meno simmetriche e regolari, e presentano un equilibrio gradevole alla vista. La struttura di questi alberi, dopo una fase di forte degradazione, si va rafforzando un po di più ogni anno. Sviluppo fortemente ostacolato: La nuova corona degli alberi n. 5, 6 e 7 è fortemente ostacolata e deformata dall eccessivo ombreggiamento. Piuttosto che una degradazione, si osserva una difficoltà da parte della corona a trovare il suo spazio, oltre un indebolimento lento e progressivo delle risorse interne dell albero. Nuova degradazione (iniziata meno di 10 anni fa): 7

8 Per via di un attacco di parassiti e/o di una carenza d acqua, le corone degli alberi n. 2, 4, 8, 9 e 11 hanno ricominciato lentamente a degradarsi, dopo essersi ricostruite durante oltre 25 anni. A destra: visione d insieme del platano n. 8, che sta subendo una degradazione dei nuovi rami apicali Qui accanto, a destra: dettaglio del ramo apicale sinistro, in via di deperimento, del platano n. 8 Nel platano n. 7 (qui accanto, a destra) il deperimento è molto accentuato, ma lascia spazio da diversi anni alla rigenerazione sul tronco. È d importanza vitale preservare questi polloni, che possono diventare nuovi «alberelli» della colonia, e consentirle di vivere ancora per un secolo o più. A destra: visione d insieme del platano n. 7, che deperisce dalla cima, mentre il tronco da almeno 10 anni produce dei polloni promettenti ( ) da preservare assolutamente (nell angolo a destra) 8

9 2. Vigore attuale degli alberi e anomalie della crescita o dello sviluppo 2.1. Anomalie dello sviluppo legate all ombreggiamento Uno o due degli 11 platani orientali, tra cui il n. 9, non sono affatto disturbati dall ombra dei platani ibridi più recenti. Tutti gli altri sì, ma non nella stessa misura: In certi platani (n. 1, 3, 10) l effetto dell ombra è ancora minimo: solo alcuni frammenti dei rami principali bassi sono deformati o deperiscono perché soprastati dagli altri alberi. In altri (n. 4, 5, 6 foto in basso a sinistra), che sono sottoposti all ombreggiamento da anni, è l insieme della corona a essersi completamente deformata. In alcuni casi (n. 2, 4 foto qui sotto a destra 7, 11), è probabile che l azione dell ombra si abbini a quella di uno o più agenti patogeni, e amplifichi il deperimento da questi provocato. 9

10 2.2.Risultati complessivi riguardo al vigore e al deperimento Vitalità dei rami principali, ed evoluzione nel tempo di ciascun albero (vigore dell allungamento delle principali branche madri) Albero n Allungamento (cm/anno) Evoluzione nel stabile diminuisce stabile diminuisce stabile stabile aumenta diminuisce diminuisce stabile diminuisce tempo Intensità relativa del deperimento molto debole forte molto debole forte molto debole nulla molto forte moderata nulla molto debole moderata Età del deperimento (in anni) Degradazione della nuova corona Cause possibili > 15 < < 10% 30% < 5% 25% < 10% 80 % 25% < 5% 25% ombra agente ombra agente ombra agente agente ombra agente 2.3. Elenco dei fattori limitanti al corretto sviluppo degli alberi Prendendo in considerazione gli 11 alberi nel loro insieme, vi sono tre categorie di fattori che ostacolano attualmente lo sviluppo e la crescita degli alberi: la presenza di agenti patogeni l ombreggiamento causato da altri alberi la carenza relativa di acqua in certi periodi dell anno È possibile che il calpestio umano, al di sotto delle chiome di alcuni esemplari, ne ostacoli la crescita, poiché riduce la fertilità fisica del suolo, ma l effetto non sembra eclatante. Per appurarlo, servirebbero dei sondaggi pedologici sommari. 10

11 Classificazione approssimativa dell importanza relativa dei 3 maggiori ostacoli alla crescita di ciascun esemplare: Albero n Ostacolo principale alla crescita nessuno nessuno carenza d acqua carenza d acqua carenza d acqua Ostacolo secondario ombra agente o ombra carenza d acqua ombra agente e ombra carenza d acqua ombra ombra agente e/o carenza agente d acqua ombra ombra? ombra o carenza d acqua 3. Raccomandazioni: le cure 3.1. Esposizione alla luce Principio T utti questi platani antichi possono trarre beneficio da un maggiore apporto di luce. Ma l opera va fatta con cautela: ad es. iniziando, alla fine del 2011, dagli alberi n. 1, 3, 5, 6, 8 e 10, che sono i più robusti e ne trarranno beneficio entro qualche anno: i primi risultati, infatti, si vedranno dai 2 ai 4 anni dopo l intervento. Gli alberi più fragili (n. 2, 4, 7 e 11) potranno in seguito essere esposti a maggiore luce, 2o 3 anni dopo i primi. Considerato che questi alberi sono in difficoltà, l esposizione alla luce nel loro caso dovrà avvenire in modo ancora più graduale rispetto ai primi Modalità pratiche L operazione dev essere compiuta tassativamente in modo progressivo, e non brusco. I platani orientali, infatti, anche in età adulta hanno una corteccia sottile, e i loro rami sono molto sensibili ai colpi di sole, che provocano il deperimento e spesso la morte dell albero. I rami da sopprimere sono le branche madri dei platani ibridi (Platanus X acerifolia), situati a Sud di ciascun platano antico da esporre alla luce. La maggior parte dei platani ibridi dovrà essere infine abbattuta, 5 o 6 anni dopo l inizio dell operazione complessiva, ma soltanto a patto che si siano verificate le seguenti condizioni: - che i platani orientali siano del tutto immuni da bruciature dopo 3 anni di nuova esposizione al sole - che la messa in luce abbia provocato un vero miglioramento della ramificazione e dell accrescimento dei rami principali 11

12 - che l apporto d acqua supplementare, necessario ad ogni platano orientale esposto alla luce, sia effettivamente disponibile nel terreno: e cioè, che nessun albero abbia patito la siccità, o abbia subito una diminuzione della superficiefogliare dal momento dell esposizione alla luce. Nota: volendo, è probabile che si possano anche conservare uno o due dei platani ibridi più grandi, limitandosi a eliminare soltanto una parte dei loro rami, poiché parecchi di essi sono già alberi molto belli, avviati verso un futuro promettente Apporto d acqua I platani antichi hanno probabilmente a disposizione, almeno durante il periodo estivo, meno acqua di quanta ne avessero all origine, in seguito alla scomparsa dell opera (invaso, bacino idrico?) ai bordi della quale erano stati piantati. È perciò probabile che un apporto d acqua rechi loro un beneficio. La caduta accidentale del fogliame nell agosto del 2010 sembra indicare che gli alberi abbiano patito di una carenza d acqua alla loro base, in un momento in cui l umidità dell aria era molto forte, il che ha favorito lo sviluppo dell oidio delle foglie. Tuttavia, dalle osservazioni eseguite nell aprile 2001, non è emerso che la carenza d acqua provochi un deperimento dei platani antichi. Il deperimento accentuato degli alberi n. 2, 4, 7, 8 e 11 può derivare da una relativa carenza d acqua in certi periodi dell anno, ma molto probabilmente, in molti casi, è conseguenza dell azione di funghi patogeni. Per sapere se questi alberi patiscono o no la mancanza d acqua in certi periodi dell anno, sono necessarie delle osservazioni complementari ( ad esempio attraverso delle sonde) sull umidità del suolo nel corso dell anno. È importante riflettere fin da subito sulle eventuali modalità per apportare acqua agli alberi, attraverso il suolo in profondità, in modo analogo al sistema con cui gli alberi sono stati alimentati d acqua all inizio della loro vita. Naturalmente è del tutto da escludere, per il momento, l esecuzione di lavori di muratura, di scavo o d altro genere in prossimità della base degli alberi Interventi sulla fertilità del suolo È molto possibile, anzi probabile, che la frequentazione del sito abbia progressivamente compattato il suolo, riducendone la fertilità fisica. In effetti, quando il suolo è molto umido, come succede per diversi mesi l anno, il suolo è sensibile alla compattazione. Al momento, però, nessuno dei sintomi di deperimento osservati sugli 11 platani sembra rilevare specificamente la compattazione del suolo come fattore limitante. Questo risultato, però, non indica che il suolo non sia compattato. È infatti molto possibile che la compattazione del suolo favorisca il deperimento di alcuni platani orientali. Al momento, ogni intervento sul terreno appare prematuro. Invece, varrebbe la pena di eseguire un controllo dello stato di fertilità del suolo, per essere in grado di interpretare le reazioni degli alberi in futuro, e utilizzare il suolo per effettuare alcune cure, se necessario. 12

13 3.4. Potature Potatura e cura Solo in rarissimi casi la potatura può essere considerata un intervento di cura. In realtà, nella maggior parte dei casi, le potature non aiutano gli alberi a svilupparsi. C è un solo caso conosciuto, in cui la potatura ha un effetto positivo sullo sviluppo: è quando gli alberi cominciano a rigenerarsi dopo un periodo di deperimento. È appunto il caso del platano n. 7: i suoi rami principali bassi si stanno deperendo, e vale la pena ridurli sopra il tiralinfa, come i rami di un albero in sofferenza che sia appena stato piantato (potatura di accompagnamento all impianto 1 ). Piuttosto, è di estrema importanza lasciare che i polloni del tronco si sviluppino, poiché possono diventare grosse branche madri Potatura e messa in sicurezza Si può ricorrere alla potatura su molti alberi, come mezzo per mettere in sicurezza alcuni rami principali e la struttura. È normale e abituale eliminare i rami secondari morti della corona, come anche i rami secondari giudicati troppo fragili. Quando si tratta, però, di un patrimonio arboreo antico, di enorme valore storico, come lo sono questi platani orientali, i risultati dello studio meccanico devono indicare con estrema chiarezza, per ciascun ramo da togliere o da ridurre: - la ragione dell operazione che si intende effettuare (carie, cancro, fungo xilofago responsabile e tipo di marciume riscontrato) - l intensità della potatura da effettuare (proporzione del ramo da togliere, lunghezza da decurtare, punto di taglio, eventuale localizzazione del tiralinfa). Il signor Burini del Comune di Roma mi ha segnalato il 29 marzo che era stato effettuato uno studio meccanico sui platani orientali. Lo studio ha concluso che gli alberi sono solidi. Per questa ragione, e se ho ben capito il signor Burini, le potature di messa in sicurezza da realizzare sarebbero di modesta portata, e limitate essenzialmente al legno morto. Se invece il Comune di Roma ha in programma potature di messa in sicurezza dall entità media o elevata, deve poterle giustificare, esibendo i risultati di una perizia, il cui resoconto dovrebbe essere comunicato al pubblico parecchie settimane prima di realizzare le opere di potatura. Del resto, in diversi Paesi europei, esiste una tecnica di salvaguardia, molto usata, degli alberi monumentali fragili: il consolidamento attraverso l ancoraggio dei rami principali tra di loro (in francese: haubanage). Questa soluzione tecnica mi sembra molto adatta per un sito come questo, previa consulenza di un arboricoltore esperto nelle tecniche di ancoraggio. Infine, se dopo aver eliminato i rami secondari morti, il Comune di Roma è preoccupato per la sicurezza dei frequentatori del sito, si può, più semplicemente, proibire il passaggio pedonale sotto le corone ipotizzate pericolose, per qualche settimana o per alcuni mesi, e cioè finché i rami pericolosi non siano diventati più sicuri (attraverso le tecniche descritte più sopra): Questa soluzione di messa in sicurezza è la migliore per questi platani, infatti evita di eliminare o ridurre dei rami vivi Riduzione moderata dei rami (10-20% della lunghezza), preferibilmente sopra il tiralinfa, o eliminazione di un ramo ogni 4 o 5.

14 Potatura sanitaria Le potature sanitarie hanno lo scopo di eliminare dei focolai infettivi per evitare che essi contaminino le parti sane di un albero. Non possono essere considerate alla stregua delle cure per gli esseri umani, poiché non consentono di guarire le parti infettate. Perciò sono mirate e devono essere giustificate punto per punto, in seguito a quello che in Francia definiamo uno studio sanitario. La potatura sanitaria può condurre anche a una messa in sicurezza, per esempio quando i focolai infettivi patogeni riducono la solidità dell ancoraggio o dei rami secondari. La potatura di messa in sicurezza (soppressione o riduzione dei rami secondari fragili) può anche eliminare accessoriamente dei focolai infettivi. Nel quadro dei rapporti tra l Associazione Amici di Villa Borghese e il Comune di Roma, è importante che la potatura di messa in sicurezza sia distinta in modo nettissimo dalla potatura sanitaria, quando il Comune ha in progetto degli interventi, e questo allo scopo di eliminare ogni dubbio o ambiguità riguardo alla natura, allo scopo e all impatto degli interventi che il Comune intende far eseguire. 4. BILANCIO DELLO STUDIO 1 ) Questa isola di platani orientali costituisce un insieme straordinario dal punto di vista storico e monumentale. Alcuni platani mostrano anche tracce di potature antiche, legate forse all allevamento del bestiame nel XVII, XVIII e forse XIX secolo. Dal punto di vista architettonico e botanico, questi alberi sono vestigia di quel che erano nei primi 100 o 150 anni di vita. Oggi si sviluppano come colonie, i cui elementi si rinnovano in modo irregolare, a seconda dei traumi subiti durante lo sviluppo. 2 ) Il presente studio non è né meccanico né sanitario in senso stretto: questi due aspetti sono già stati affrontati dagli esperti incaricati dal Comune di Roma. 3 ) Cinque degli undici platani sono attualmente in una situazione di difficoltà; fra di essi, uno (il n. 7) si sta rigenerando. 4 ) Sono stati individuati tre fattori limitanti, determinanti per la salute e lo sviluppo degli alberi: una relativa carenza d acqua in alcuni periodi dell anno, la pressione da parte dei parassiti, e l ombreggiamento eccessivo. 5 ) È necessario, anzi indispensabile, se si vuole conservare questi alberi il più a lungo possibile, provvedere per ogni albero in difficoltà a: - accertare la causa esatta del deperimento per poterlo curare, se possibile - seguire l evoluzione del deperimento nel corso degli anni futuri, per essere in grado di intervenire nel caso di un aggravamento o di una perpetuazione del problema. 14

15 6 ) Il signor Burini del Comune di Roma, responsabile in fine delle cure a questi alberi, mi ha dato l impressione di essere un arboricoltore competente, accorto e interessato alla preservazione di questi alberi, e in grado, probabilmente, di mobilitare i mezzi di studio e di cura necessari. Questa persona merita a mio avviso la fiducia degli Amici di Villa Borghese, i quali farebbero bene tuttavia continuare a vigilare su alcuni aspetti importanti della gestione, poiché certi errori relativi alla cura o alla gestione, potrebbero provocare la morte di alcuni platani. A mio avviso sarebbe perciò molto positivo se il Comune di Roma comunicasse alla cittadinanza compresi gli Amici di Villa Borghese gli esiti degli studi fitosanitari, commissionati sugli alberi. Questo consentirebbe di ripristinare la fiducia tra l Associazione e i rappresentanti del Comune di Roma incaricati della gestione, i quali avrebbero tutto da guadagnare, lavorando in un clima notevolmente più sereno e confortevole. Pascal Genoyer, docteur ès sciences, Lattes (Francia) 2 giugno 2011 Terminologia Bibliografia La maggior parte dei termini arboricoli usati nelle descrizioni sono presi da Drénou, La taille des arbres d ornement Du pourquoi au comment, IDF, Paris In caso di dubbi su alcuni termini, contattare Pascal Genoyer all indirizzo di posta elettronica 15

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