BCC. Monterenzio CREDITO COOPERATIVO. Bilancio Sociale. e di Missione

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "BCC. Monterenzio CREDITO COOPERATIVO. Bilancio Sociale. e di Missione"

Transcript

1 BCC CREDITO COOPERATIVO Monterenzio Bilancio Sociale e di Missione 2010

2 Bilancio Sociale e di Missione 2010 BCC CREDITO COOPERATIVO Monterenzio

3 Sommario Il bilancio sociale e di missione 2010 Differenti per valori Il credito cooperativo: Una storia differente Gli organi deliberanti La nuova filiale di San Lazzaro di Savena La carta dei valori La carta della coesione Il personale Revisione cooperativa B.C.C., la banca con i giovani B.C.C., la banca dei soci Il notiziario Soci B.C.C., a sostegno dell ambiente Il sussidio alle comunità locali Il servizio di banca virtuale è una realtà I nostri prodotti e servizi La distribuzione del valore aggiunto Reclami e contenziosi Bilancio d esercizio

4 il Bilancio Sociale e di Missione 2010 B.C.C., mutualità e sostenibilità a vantaggio dei soci e del territorio. Il Bilancio Sociale e di Missione è uno strumento per misurare e verificare gli effetti che l agire mutualistico ha nel territorio locale in cui opera la Banca di Credito Cooperativo. E quindi uno strumento di gestione, e di miglioramento, della dimensione mutualistica della nostra Banca. La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio, come banca realmente mutualistica, si impegna da sempre a favorire l inclusione finanziaria perché dare credito significa includere, dare possibilità di cambiamento. Il nostro Istituto di Credito attento alla tutela ambientale, al risparmio energetico e, in generale, all utilizzo consapevole delle risorse ambientali, collabora attivamente anche, e soprattutto con le Istituzioni non-profit e con i soggetti che operano nell ambito dei servizi alla persona, dei beni relazionali, del miglioramento della qualità della vita. La specifica vocazione ad operare nei mercati locali, unita ad un assetto istituzionale che implica i principi cooperativistici ed il vincolo della mutualità, caratterizza l essenza della nostra Banca. L ispirazione mutualistica è principalmente riconducibile al limite posto all operatività con i soci e al principio degli utili capitalizzati. La nostra vocazione locale è sancita dalla specializzazione territoriale acquisita nel corso di oltre un secolo di storia delle Banche di Credito Cooperativo e da precisi vincoli amministrativi all estensione delle aree di competenza. Anche quest anno il Bilancio Sociale si presenta perciò come esempio del nostro orientamento alla sostenibilità, al legame totale e permanente con il territorio. Emblema del nostro principale obiettivo che è quello di unire le forze al fine di costruire capitale sociale ed instaurare relazioni basate sulla reciprocità. Monterenzio, 14 maggio 2011 Il Consiglio di amministrazione Bilancio Sociale e di Missione

5 BCC CREDITO COOPERATIVO Differenti per valori Le Banche di Credito Cooperativo sono banche locali, radicate sul territorio. Questo vuol dire che le loro radici e la loro vitalità nascono dal territorio e al territorio ritornano. La vocazione ad operare nei mercati locali, i principi cooperativistici ed il vincolo della mutualità, ispirano e contraddistinguono da sempre le Banche di Credito Cooperativo. Caratteristiche distintive Le BCC sono dunque banche particolari, differenti, originali a partire dall obiettivo stesso che si prefiggono. Obiettivo che non si limita alla massimizzazione dei profitti perseguito dalle banche commerciali, ma può essere sostanzialmente individuato nell assicurare un vantaggio ai soci e alle comunità locali. Le Banche di Credito Cooperativo sono banche con una doppia anima: svolgono la funzione di intermediari creditizi con la fondamentale attività di raccolta di risparmio e di finanziamento e di imprese a responsabilità sociale. Questo significa che offrono tutti i servizi bancari tipici del mercato creditizio e delle altre banche, ma presentano, rispetto ad esse, alcune specificità. L attività economica Le Banche di Credito Cooperativo offrono ai propri soci servizi creditizi e finanziari a condizioni vantaggiose, rendono cioè più facile l accesso all offerta anche agli operatori minori, che notoriamente incontrano maggiori difficoltà nell ottenere ascolto. In quanto Banche a carattere locale, si rivolgono soprattutto alla comunità in cui sono insediate e impiegano le risorse laddove le raccolgono, creando così un circolo economico virtuoso in cui si possono inserire anche i piccoli e piccolissimi operatori. IL fondo di Garanzia dei Depositanti e il fondo di Garanzia degli Obbligazionisti Le Banche di Credito Cooperativo in quanto banche del territorio, appartengono ad un contesto sociale al quale sono legate da un rapporto di reciprocità. Lo Statuto della Banca prevede infatti che all operatività fuori dalla zona di competenza territoriale sia destinata una quota non superiore al 5% del totale delle attività di rischio (art. 18 S.S.) Oggi il modello organizzativo del Credito Cooperativo ruota intorno a ben 415 BCC complessivamente presenti sul territorio nazionale con sportelli (il 13% degli sportelli bancari italiani), attraverso una presenza diretta in Comuni (in 550 Comuni rappresentano l unica realtà bancaria) ed in 101 Province. Le Banche di Credito Cooperativo sono dotate di due strumenti fondamentali di tutela dei propri clienti in caso di default di una Banca consociata: il Fondo di Garanzia dei Depositanti (FGD) e il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti (FGO). Il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, per quanto sia uno strumento obbligatorio, presenta caratteristiche peculiari. Effettua infatti non solo interventi di ultima istanza, ossia 4 Bilancio Sociale e di Missione 2010

6 finalizzati a rimborsare i depositanti delle banche che versano in una situazione di crisi, ma anche interventi di sostegno orientati a prevenire situazioni di crisi delle banche e quindi nell interesse dei clienti. La garanzia per i depositanti consiste, in via preventiva, nell attività di controllo esercitata dal Fondo sulle BCC e, in determinati casi, nel rimborso dei depositi fino al massimo consentito dalla legge ( euro). Il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti rappresenta un iniziativa esclusiva del Credito Cooperativo, espressamente rivolta alla tutela dei piccoli risparmiatori; costituito nel 2004, sotto forma di consorzio volontario, ha infatti la finalità di intervenire nel caso in cui una Banca non sia in grado di rimborsare le obbligazioni da essa emesse. Il Fondo ha ottenuto notevole successo ed ha prestato garanzie a fronte dell emissione di obbligazioni per un valore nominale ad oggi, di oltre 43 miliardi di euro. L adesione a tale fondo è facoltativa per le BCC ed assicura (con importo fino a euro) il rimborso delle obbligazioni in caso di difficoltà della Banca emittente; caso, comunque, mai verificatosi. La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio al fine di tutelare maggiormente i propri clienti, ha aderito ad entrambi i fondi, di conseguenza un cliente della BCC Monterenzio che abbia depositi e sia portatore di obbligazioni può contare su una garanzia complessiva fino a euro. Struttura e organizzazione Le Banche di Credito Cooperativo sono supportate da un lato dal sistema associativo e dall altro dal sistema imprenditoriale. Il primo, composto dalle Federazioni Regionali e dalla Federazione Nazionale (Federcasse), svolge funzioni di coordinamento, assistenza tecnica, consulenza ed erogazione di servizi Bilancio Sociale e di Missione

7 BCC CREDITO COOPERATIVO a favore delle banche associate. Il secondo si configura come complemento operativo della BCC per quanto riguarda la fornitura di servizi e prodotti. I due principi che garantiscono l efficienza del sistema sono la sussidiarietà e la solidarietà. La sussidiarietà si esercita dalle strutture nazionali e regionali alle banche: le prime svolgono in modo consortile quelle funzioni che sarebbe meno efficiente realizzare sul territorio. La solidarietà riguarda i rapporti di collaborazione e di corresponsabilità che legano le BCC tra loro. Sistema associativo Le Federazioni locali, società cooperative con funzione consortile senza scopo di lucro, sono gli organismi associativi delle BCC-CR che aderiscono ad esse volontariamente e ne rappresentano la diretta espressione sul territorio. Costituiscono il punto di snodo del sistema del Credito Cooperativo, in quanto, da un lato, raccolgono le istanze ed i segnali provenienti dalle banche e li filtrano verso gli organismi nazionali; dall altro, sintetizzano le informazioni e le indicazioni provenienti da questi ultimi e le trasmettono alle BCC-CR. Sono inoltre strumento di governo delle strategie locali-regionali per una serie di funzioni fondamentali: rappresentanza, tutela della qualità ed efficienza della gestione delle BCC, supporto associativo e consulenziale. L operatività si articola su diverse tipologie di attività: rappresentanza e promozione; assistenza e consulenza; verifica e revisione; attività di tipo informatico ed economico utili ai fini consortili. Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo - Casse Rurali ed Artigiane, è la Federazione delle Federazioni locali, anche se ad essa aderiscono oltre quaranta tra società ed enti del Credito Cooperativo. Rappresenta il sistema del Credito Cooperativo e ha l obiettivo di determinare gli indirizzi politico-strategici della cooperazione di credito per realizzarne le finalità morali, culturali, sociali ed economiche. Rete internazionale Il Credito Cooperativo italiano è parte del più grande sistema della cooperazione italiana e internazionale. A livello nazionale, aderisce alla Confcooperative, associazione di rappresentanza e tutela del movimento cooperativo di ispirazione cattolica. In Europa la cooperazione di credito conta più di banche locali, 65 mila sportelli, 50 milioni di soci, 176 milioni di clienti, 782 mila dipendenti. Gli istituti cooperativi di credito europei sono raggruppati nell Associazione delle Banche Cooperative Europee, la Eacb-Groupement con sede a Bruxelles, che rappresenta e difende presso le istituzioni dell Unione europea gli interessi e le esigenze delle cooperative socie e ne promuove la collaborazione attraverso il coordinamento delle differenti istanze nazionali. Nel 1977 le otto maggiori organizzazioni europee di credito cooperativo hanno fondato l Unico Banking Group, una ulteriore associazione con sede a Bruxelles che si propone di acquisire maggior peso nel panorama bancario internazionale stimolando la collaborazione operativa tra i membri ed unendo know how (conoscenze e abilità operative necessarie per svolgere una determinata attività lavorativa) e servizi integrati. Il Credito Cooperativo italiano vi partecipa attraverso il Gruppo Bancario Iccrea. Negli ultimi anni la cooperazione ha riscosso, a livello internazionale, un rinnovato interesse in quanto forma societaria in grado di conciliare lo spirito imprenditoriale con quello etico e valoriale, tanto che sia la Commissione europea sia l Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) stanno attivamente promuovendo la formula cooperativa. Nel 2003, per esempio, è stato definito il regolamento della Società Cooperativa Europea (Sce), destinato alle cooperative che, operando in più stati membri, potranno acquisire personalità giuridica, struttura e regolamentazioni appropriate. 6 Bilancio Sociale e di Missione 2010

8 Il Credito Cooperativo Una storia differente La prima Cassa Rurale viene istituita da F.W. Raiffeisen ad Anhausen, nella valle del Reno intorno al Attraverso l erogazione del credito esclusivamente ai soci e l applicazione di un tasso di interesse contenuto, la banca si propone di favorire gli investimenti e la modernizzazione del settore agricolo, caratterizzato dalla presenza di imprese di piccole e talvolta piccolissime dimensioni. In Italia la prima Cassa Rurale, sul modello Raiffeisen, nasce il 20 giugno 1883 a Loreggia, in provincia di Padova, ad opera di Leone Wollemborg. I soci fondatori sono soprattutto contadini e piccoli proprietari terrieri. L ufficiale affermazione delle Casse Rurali avviene nel periodo repubblicano con l emanazione della Carta Costituzionale che, all articolo 45, riconosce il ruolo della cooperazione con finalità mutualistiche. La legge n.707 del 1955 stabilì che i servizi dovevano essere rivolti prevalentemente ai soci. Nel 1963 viene fondato l Iccrea, Istituto di Credito delle Casse Rurali e Artigiane, con il compito di agevolare, coordinare e incrementare l azione delle singole Casse attraverso lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione bancaria e assistenza finanziaria. Il Testo Unico Bancario del 1993 sancisce, in corrispondenza di un cambiamento nella denominazione da Casse Rurali a Banche di Credito Cooperativo che le BCC possono offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche e possono estendere la compagine sociale a tutti coloro che operano o risiedono nel territorio di operatività. Nel 1995, diventa operativa Iccrea Holding, capogruppo del Gruppo Bancario Iccrea e dal 1999 è in corso l attuazione del disegno strategico per rendere il Credito Cooperativo un sistema a rete sempre più efficiente. LA BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI MONTERENZIO La nostra Banca è stata fondata come Cassa Rurale dei Depositi e Prestiti di San Benedetto del Querceto, all epoca facente parte del comune di Loiano. I soci fondatori: Minarini Giustiniano, Giovannini Pietro, Brilli Giuseppe, Tattini Giuseppe, Caselli Ermeti, Bigondi Luigi, Lazzaroni Luigi, Gasperini Raffaele, Volta Luigi, Monti Fortunato, Bigondi Ludovico, Naldi Angelo, Caselli Augusto, Baldassarri Paolo, Naldi Cesare, Panzacchi Domenico, Barbieri Alessandro e Bigondi Vincenzo, sotto la guida del Parroco di San Benedetto del Querceto don Pietro Fagioli, gettarono le fondamenta di quella che oggi è la Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio. Grazie all appoggio della popolazione locale, seguì un arco temporale di circa 40 anni di custodia in vita presso la parrocchia di San Benedetto del Querceto. Il 5 marzo del 1967 l assemblea dei soci prese la decisione di aprire un vero e proprio sportello in grado di svolgere la propria attività a vantaggio di quanti operavano nel comune di Monterenzio. Agli inizi degli anni 80 la ragione sociale fu modificata in Cassa Rurale ed Artigiana di Monterenzio scrl, e nel 1994, seguendo l indicazione degli organismi nazionali prese il nome di Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio scrl, diventata successivamente nel 2005 Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio società cooperativa. Bilancio Sociale e di Missione

9 La dislocazione nel territorio Risale al 1983 l inaugurazione della prima filiale a Monghidoro, che, per i primi due anni operò solo nel periodo estivo, seguita, nel 1990, dalla filiale di Pizzano, nel 1993 da quella di San Benedetto Val di Sambro e nel 1996 dalla filiale di Castiglione dei Pepoli. Nel 2000 nacque la filiale in Rastignano di Pianoro, cui seguì l apertura dello sportello di Monterenzio centro, già operativo dal 2003 come servizio di Tesoreria per conto del Comune di Monterenzio. Nel 2009 fu inaugurata la nuova filiale di Pizzano, trasferita in locale di proprietà. Dal 01 marzo 2010, contestualmente al trasferimento della filiale di Monterenzio centro, è divenuta operativa la nuova filiale di San Lazzaro di Savena. In Monterenzio centro è rimasto attivo lo sportello bancomat. SEDE SPORTELLI sportello Bancomat CASTENASO 8 Bilancio Sociale e di Missione 2010

10 Gli organi delideranti ASSEMBLEA DEI SOCI (Titolo VI Statuto sociale) Rappresenta l universalità dei soci e le sue deliberazioni obbligano i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti. Alla riunione assembleare del 15 maggio 2010 hanno partecipato n. 148 soci in proprio e n. 6 per delega. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (Titolo VII Statuto sociale) Eletto dall assembla dei soci, è formato da 7 amministratori, compreso il Presidente. Il Consiglio di amministrazione si avvale di un Vicepresidente Vicario e di un Vicepresidente ed espleta funzioni di ordinaria e straordinaria amministrazione. Nel 2010, il Consiglio di amministrazione si è riunito 30 volte. Composizione del Consiglio di amministrazione Qualifica Cognome Nome Comune Presidente Rizzoli Celestino S. Lazzaro di Savena Vicepresidente vicario Salomoni Andrea Monghidoro Vicepresidente Scala Alessandro Monterenzio Consigliere Panzacchi Paolo Pianoro Consigliere Naldi Giorgio Monterenzio Consigliere Monti Alessandro Monterenzio Consigliere Stefanini Massimiliano S.Benedetto Val di Sambro COMITATO ESECUTIVO (Titolo VIII Statuto sociale) E composto dal Presidente e da 2 componenti del Consiglio di amministrazione, nominati con cadenza triennale dal Consiglio stesso. Il Comitato concede affidamenti, assume impegni di spesa per la gestione ordinaria ed esamina le posizioni dei clienti con andamento anomalo stabilendone le opportune decisioni di rientro. Nel 2010, il Comitato esecutivo si è riunito 16 volte. Composizione del Comitato esecutivo Qualifica Cognome Nome Comune Presidente Rizzoli Celestino S. Lazzaro di Savena Vicepresidente vicario Salomoni Andrea Monghidoro Consigliere Panzacchi Paolo Pianoro Come previsto dall art.41 dello Statuto sociale vigente, alle riunioni del Comitato esecutivo assistono i sindaci. COLLEGIO SINDACALE (Titolo IX Statuto sociale) E composto da 5 membri (3 effettivi e 2 supplenti) nominati dall assemblea per un triennio e rieleggibili. Svolge funzioni di controllo sull amministrazione della società. Nel 2010 ha eseguito 16 verifiche, compreso il controllo contabile. Composizione del Collegio sindacale Qualifica Cognome Nome Comune Presidente Vacirca Claudio Monghidoro Sindaco effettivo Biagi Leonardo Bologna Sindaco effettivo Borri Claudio S. Benedetto Val di Sembro Sindaco supplente Burzi Gloria Casalecchio di Reno Sindaco supplente Franchi Stefano Vergato Bilancio Sociale e di Missione

11 COLLEGIO PROBIVIRI (Titolo XI Statuto sociale) Ha la funzione di risolvere le controversie tra i soci e la Banca o tra i suoi organi. Il Presidente è designato dalla Federazione Regionale, mentre gli altri membri sono nominati dall assemblea; la carica dura un triennio con possibilità di rinnovo. Per questo organo non è prevista alcuna remunerazione, ma solo il rimborso delle spese e comunque non è mai stato effettuato alcun intervento Composizione del Collegio dei Probiviri Qualifica Cognome Nome Comune Presidente Bolelli Valerio Bologna Probiviro effettivo Giorgi Giuseppe Bologna Probiviro effettivo Vanti Giovanni Monghidoro Probiviro supplente Baldi Angelo S. Benedetto Val di Sambro Probiviro supplente Salomoni Giuseppe Monghidoro DIRETTORE (Titolo XII Statuto sociale) Il Direttore è il capo del personale. Esso prende parte, con parere consultivo, alle adunanze del Consiglio di amministrazione e a quelle del Comitato esecutivo; ha potere di proposta in materia di erogazione del credito; dà esecuzione alle delibere degli organi sociali, secondo le previsoni statuarie; persegue gli obiettivi gestionali e sovraintende allo svolgimento delle operazioni ed al funzionamento dei servizi secondo le indicazioni del Consiglio di amministrazione. In caso di assenza o impedimento, il Direttore è sostituito dal Vicedirettore. Qualifica Cognome Nome Comune Direttore Alpi Andrea S. Benedetto Val di Sambro Vicedirettore Lanzoni Myrio Monghidoro IL NOSTRO ASSETTO STRUTTURALE FUNZIONIGRAMMA 10 Bilancio Sociale e di Missione 2010

12 Nuova filiale a San Lazzaro di Savena La nuova Filiale di San Lazzaro di Savena, già operativa dal 01 marzo 2010, è stata ufficialmente inaugurata la sera del 23 aprile L inaugurazione si è svolta in una cornice particolare ed inusuale, con la contestuale manifestazione a scopo benefico, che ha contribuito alla migliore riuscita dell evento. La filiale ha ricevuto la benedizione del Monsignor Domenico Nucci al termine di un suggestivo concerto dell Orchestra I Musici dell Accademia Filarmonica di Bologna avuto luogo nella Chiesa di San Lazzaro di Savena in Piazza Bracci, organizzato dall Associazione Bimbo Tu e interamente sponsorizzato dalla nostra BCC. Dopo il concerto, i partecipanti hanno visitato i locali della nuova filiale accolti dai rappresentanti della Banca e da un ricco buffet. La cospicua presenza di pubblico è stata determinata anche dalla partecipazione del Sindaco del comune di San Lazzaro di Savena Marco Macciantelli, del Direttore della Federazione regionale delle Banche di Credito Cooperativo Daniele Quadrelli e del Sindaco di Monterenzio Giuseppe Venturi. Toccante il discorso del Sindaco di San Lazzaro di Savena che non ha mancato di rimarcare la scelta fatta dalla nostra Banca di insediarsi in un nuovo Comune, portando anche in questa comunità i valori che contraddistinguono il nostro fare banca nel territorio e con il territorio. Le motivazioni che hanno portato la Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio ad espandersi su San Lazzaro di Savena sono state essenzialmente l intento di favorire la clientela sempre più sovente pendolare verso la città per motivi di lavoro e la volontà di intercettare le tantissime imprese che hanno sede nella fascia sud-est dell hinterland Bolognese, che la BCC di Monterenzio è certa di poter servire nel modo migliore. Bilancio Sociale e di Missione

13 La Carta dei Valori del Credito Cooperativo Approvata dalle componenti del Movimento del Credito Cooperativo nel dicembre 1999 Testo disponibile sul sito internet della Banca. La carta dei valori scrive un Patto tra Credito Cooperativo e comunità locali. Esprime i valori sui quali si fonda l azione della nostra Banca, la sua strategia e la sua prassi. Racchiude le nostre regole di comportamento e rappresenta i nostri impegni. 1. Primato e centralità della persona Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all attenzione e alla promozione della persona. Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone. Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori per valorizzarlo stabilmente. 2. L impegno L impegno del Credito Cooperativo si concentra, in particolare, nel soddisfare i bisogni finanziari dei soci e dei clienti, ricercando il miglioramento continuo della qualità e della convenienza dei prodotti e dei servizi offerti. Obiettivo del Credito Cooperativo è produrre utilità e vantaggi, è creare valore economico, sociale e culturale a beneficio dei soci e della comunità locale e fabbricare fiducia. Lo stile di servizio, la buona conoscenza del territorio, l eccellenza nella relazione con soci e clienti, l approccio solidale, la cura della professionalità costituiscono lo stimolo costante per chi amministra le aziende del Credito Cooperativo e per chi vi presta la propria attività professionale. 3. Autonomia L autonomia è uno dei principi fondamentali del Credito Cooperativo. Tale principio è vitale e fecondo solo se coordinato, collegato e integrato nel sistema del Credito Cooperativo. 4. Promozione della partecipazione Il Credito Cooperativo promuove la partecipazione al proprio interno e in particolare quella dei soci alla vita cooperativa. Il Credito Cooperativo favorisce la partecipazione degli operatori locali alla vita economica, privilegiando le famiglie e le piccole imprese; promuove l accesso al credito, contribuisce alla parificazione delle opportunità. 5. Cooperazione Lo stile cooperativo è il segreto del successo. L unione delle forze, il lavoro di gruppo, la condivisione leale degli obiettivi sono il futuro della cooperazione di credito. La cooperazione tra le banche cooperative attraverso le strutture locali, regionali, nazionali e internazionali è condizione per conservarne l autonomia e migliorarne il servizio a soci e clienti. 6. Utilità, servizio e benefici Il Credito Cooperativo non ha scopo di lucro. Il conseguimento di un equo risultato, e non la distribuzione del profitto, è la meta che guida la gestione del Credito Cooperativo. Il risultato utile della gestione è strumento per perpetuare la promozione del benessere dei soci e del territorio di riferimento, al servizio dei quali si pone il Credito Cooperativo. Esso è altresì testimonianza di capacità imprenditoriale e misura dell efficienza organizzativa, nonché condizione indispensabile per l autofinanziamento e lo sviluppo della singola banca cooperativa. Il Credito Cooperativo continuerà a destinare tale utile al rafforzamento delle riserve in misura almeno pari a quella indicata dalla legge e ad altre attività di utilità sociale condivise dai soci. Il patrimonio accumulato è un bene prezioso da preservare e da difendere nel rispetto dei fondatori e nell interesse delle generazioni future. I soci del Credito Cooperativo possono, con le modalità più opportune, ottenere benefici in proporzione all attività finanziaria singolarmente svolta con la propria banca cooperativa. 7. Promozione dello sviluppo locale Il Credito Cooperativo è legato alla comunità locale che lo esprime da un alleanza durevole per lo sviluppo. Attraverso la propria attività creditizia e mediante la destinazione annuale di una parte degli utili della gestione promuove il benessere della comunità locale, il suo sviluppo economico, sociale e culturale. Il Credito Cooperativo esplica un attività imprenditoriale a responsabilità sociale, non soltanto finanziaria, ed al servizio dell economia civile. 8. Formazione permanente Il Credito Cooperativo si impegna a favorire la crescita delle competenze e della professionalità degli amministratori, dirigenti, collaboratori e la crescita e la diffusione della cultura economica, sociale, civile nei soci e nelle comunità locali. 9. Soci I soci del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a contribuire allo sviluppo della banca lavorando intensamente con essa, promuovendone lo spirito e l adesione presso la comunità locale e dando chiaro esempio di controllo democratico, eguaglianza di diritti, equità e solidarietà tra i componenti la base sociale. Fedeli allo spirito dei fondatori, i soci credono ed aderiscono ad un codice etico fondato sull onestà, la trasparenza, la responsabilità sociale e l altruismo. 10. Amministratori Gli amministratori del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a partecipare alle decisioni in coscienza e autonomia, a creare valore economico e sociale per i soci e la comunità, a dedicare il tempo necessario a tale incarico, a curare personalmente la propria qualificazione professionale e formazione permanente. 11. Dipendenti I dipendenti del Credito Cooperativo si impegnano sul proprio onore a coltivare la propria capacità di relazione orientata al riconoscimento della singolarità della persona e a dedicare intelligenza, impegno qualificato, tempo alla formazione permanente e spirito cooperativo al raggiungimento degli obiettivi economici e sociali della banca per la quale lavorano. Riva del Garda, dicembre Bilancio Sociale e di Missione 2010

14 La Carta della Coesione del Credito Cooperativo Strumento di riferimento per la gestione del rafforzamento del sistema a rete è la Carta della Coesione del Credito Cooperativo. Una cornice valoriale che fissa i principi che orienteranno gli accordi collaborativi tra ciascuna BCC-CR quindi anche la nostra e gli altri soggetti del sistema del Credito Cooperativo. La Carta della Coesione è, dunque, in un certo senso la logica prosecuzione della Carta dei Valori, in quanto declina i valori cooperativi nelle relazioni interne al sistema BCC. Perché la BCC possa continuare a contribuire allo sviluppo durevole e partecipato delle comunità locali, infatti, è necessario che le BCC siano sempre più incisivamente ed efficacemente un sistema. Dunque che la rete sia sempre più una rete di qualità per accrescere ulteriormente la qualità del servizio ai portatori di interessi della singola Banca di Credito Cooperativo (Cassa Rurale). 1. Principio di autonomia L autonomia della singola Banca di Credito Cooperativo-Cassa Rurale è uno dei principi fondamentali del Movimento del Credito Cooperativo. L autonomia si esprime in modo pieno e fecondo se si sviluppa nell ambito del sistema del Credito Cooperativo. Tutti i soggetti del sistema propongono e gestiscono le proprie iniziative nel rispetto dell autonomia della singola cooperativa. L autonomia della singola BCC-CR deve essere compatibile con la stabilità della stessa e con l interesse generale. Le BCC- CR custodiscono la propria indipendenza giuridica e la propria sostanziale autonomia imprenditoriale impegnandosi in una gestione sana, prudente e coerente con la propria missione. Esse sono accomunate da una forte omogeneità statutaria e culturale. Il sistema considera un valore prezioso l esistenza del numero più ampio possibile di BCC-CR e ne assicura lo sviluppo nel segno della stabilità, della coerenza e della competitività. 2. Principio di cooperazione La cooperazione tra banche cooperative mutualistiche mediante le strutture locali, regionali, nazionali e internazionali è condizione per conservarne l autonomia e la stabilità e migliorare la loro capacità di servizio ai soci e ai clienti. Il sistema del Credito Cooperativo costituisce un fattore competitivo indispensabile per le BCC-CR e consente di ottenere e mantenere un posizionamento istituzionale, concorrenziale e reputazionale altrimenti irraggiungibili. 3. Principio di mutualità La mutualità di sistema è condizione per realizzare al meglio le forme di mutualità interna (con e verso i soci) ed esterna (con e verso il territorio) previste dalla normativa bancaria e dallo Statuto della BCC-CR. Lo sviluppo di rapporti collaborativi tra le BCC-CR è finalizzato al perseguimento di vantaggi bancari e non-bancari a favore della base sociale, della clientela finale e del territorio*. (* Art. 45 della Costituzione Italiana e art. 2 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo). 4. Principio di solidarietà La solidarietà all interno delle BCC-CR e fra le BCC-CR è un principio irrinunciabile del Movimento. Contribuire a creare le condizioni migliori per la nascita, l operatività e lo sviluppo durevole delle BCC-CR rappresenta un valore prioritario e costituisce interesse primario di ciascuna BCC-CR e dell intero sistema del quale essa fa parte. La solidarietà si esprime anche attraverso la condivisione di principi e idee, l elaborazione e la partecipazione a progetti e iniziative comuni, l aiuto vicendevole nei casi di necessità. 5. Principio di legame col territorio La BCC-CR nasce, vive e si sviluppa nel territorio. Di esso è espressione e al suo servizio si dedica completamente, in modo indiretto (favorendo i soci e gli appartenenti alla comunità locale nelle operazioni di banca) e in modo diretto (favorendo la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio). 6. Principio di unità L unità del sistema rappresenta un bene irrinunciabile per ciascuna BCC-CR. La convinta adesione delle BCC-CR alle Federazioni Locali e di queste alla Federazione Italiana va perseguita costantemente, pur nel rispetto della volontarietà delle scelte. 7. Principio di democrazia Il principio di democrazia regola sia le relazioni tra i soci della singola BCC-CR sia le relazioni tra le BCC-CR all interno delle strutture di natura associativa consortile che nel tempo esse si sono date e si danno. 8. Principio di sussidiarietà Il sistema del Credito Cooperativo si fonda sul principio di sussidiarietà e si presenta come un sistema coordinato di autonomie basato su strutture operanti a vari livelli con funzioni distinte ma tra loro complementari. 9. Principio di efficienza Tutte le iniziative e le forme organizzative del sistema di volta in volta adottate dovranno essere caratterizzate da efficienza. L efficienza dovrà essere valutata in termini economici, qualitativi, relazionali, di stabilità e di coerenza rispetto alla previsione normativa e statutaria. 10. Principio di trasparenza e reciprocità Le iniziative e le relazioni all interno del sistema del Credito Cooperativo sono improntate al principio di trasparenza e di reciprocità. Trasparenza significa stabilire relazioni ispirate alla chiarezza e favorire l accessibilità e la circolazione delle informazioni a tutti i livelli. Reciprocità significa che ciascuna componente si impegna, concordemente alle altre, a contribuire alle attività comuni, nella consapevolezza della responsabilità congiunta e nella prospettiva di un mutuo beneficio. Parma, dicembre 2005 Art. 3 della Carta dei Valori del Credito Cooperativo Art. 34 del Testo Unico Bancario e art. 2 dello Statuto tipo delle BCC-CR del Definizione di sistema a rete varata in occasione del 12 Convegno Nazionale del Credito Cooperativo, Riva del Garda Bilancio Sociale e di Missione

15 Il personale La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio ha scelto di investire sul capitale umano costituito dai soci, dai clienti e dal personale dipendente, per valorizzarlo stabilmente. Da sempre i collaboratori rivestono un ruolo di significativo rilievo. La nostra banca mostra impegno costante nello svolgimento di un lavoro volto a creare e mantenere un livello di professionalità adeguato ed al passo con lo sviluppo ed il cambiamento dello scenario economico e bancario, questo perché l obiettivo principale della Banca di Credito Cooperativo è, e vuole essere, quello di promuovere la persona al fine di avvalersi di personale competente e motivato a crescere. A fine 2010 l organico della nostra Banca era composto da 46 dipendenti, di cui 19 presenze femminili (41%) e 27 presenze maschili (59%), dei quali 42 con contratto a tempo indeterminato e 4 con contratto a tempo determinato, due dei quali, ora confermati a tempo indeterminato. N. 2 impiegati hanno un contratto part-time, su loro richiesta. Attualmente una dipendente è assente per maternità. Il numero di dipendenti appartenenti a categorie protette è pari a 2 unità per regolare assolvimento dell obbligo di legge. Accanto ai suddetti dipendenti impieghiamo n.1 collaboratore a progetto, con compiti di sviluppo commerciale. Composizione Organico Personale a tempo indeterminato Personale a tempo determinato Collaboratori a progetto Totale Anche nell anno 2010 è stata posta scrupolosa attenzione alla formazione e crescita professionale del personale dipendente. Si contano n.8 incontri formativi interni, oltre a n.149 fra giornate di corso e incontri di aggiornamento presso la Federazione regionale e/o in modalità videoconferenza. Il personale ha effettuato i corsi di autoformazione sulla normativa che regola la nuova trasparenza bancaria, sulla privacy e sulla PSD (Payment Services Directive). Inoltre il personale che si occupa di prodotti assicurativi, ha effettuato formazione ai sensi della normativa ISVAP, per un totale di 660 ore. La Direzione Generale organizza periodicamente incontri, anche in modalità videoconferenza, con i responsabili delle unità organizzative per offrire supporto nelle scelte operative e gestionali. Ai dipendenti sono riservate condizioni agevolate per tassi e spese e per la stipula di mutui prima casa in base a quanto stabilito da accordo sindacale. Nel corso dell anno 2010 non è emerso alcun contenzioso con i dipendenti. Particolare importanza riveste la tutela della sicurezza e della salute dei collaboratori. I sopralluoghi nelle filiali e nella sede per aggiornare il documento di valutazione dei rischi avvengono da parte della società Sicurcenter Srl responsabile della sicurezza aziendale. In azienda non si è mai verificato alcun infortunio; come pure nessun infortunio stradale nel percorso per missione o di raggiungimento della sede di lavoro, ha prodotto conseguenze durature. 14 Bilancio Sociale e di Missione 2010

16 Organigramma del personale al Direzione Direttore Vicedirettore Andrea Alpi Myrio Lanzoni Controllo e auditing e controlli di secondo livello e sull intermediazione mobiliare, compliance Internal audit Federazione delle B.C.C. dell Emilia Romagna Controllo rischi/compliance Barbara Pagani Fidi Responsabile Addetti n. 3 Controllo rischi/contenzioso Titoli/Tesoreria Responsabile Area Commerciale Responsabile Marketing e sviluppo/ufficio Soci Responsabile Addetti n.1 Sportello Sede San Benedetto del Querceto Responsabile Addetti n. 3 Sportello Pizzano Responsabile Addetti n. 4 Sportello Monghidoro Responsabile Addetti n. 5 Salvatore Pagani Chiara Pungetti Cristina Neri Giorgia Nanni Barbara Vanti Andrea Bassi Myrio Lanzoni Myrio Lanzoni Emanuele Coviello Riccardo Selleri Amedeo Albertazzi Carla Minghetti Luca Commissari Davide Lelli Cesare Biondi Marcello Capirossi Manuel Gabrielli Samuele Negrini Paolo Grillini Marco Fabbri Giuliano Alvisi Lorenzo Marchioni Eleonora Benassi Stefano Berti Organigramma Sportello San Benedetto Val di Sambro Responsabile Addetti n.1 Angelo Lumini Mara Salomoni Sportello Castiglione dei Pepoli Responsabile Addetti n.3 Gabriele Boschi Mara Giannerini Andrea Santi Giuseppe Beccaglia Sportello Rastignano Responsabile Addetti n. 4 Sportello San Lazzaro di Savena Responsabile Addetti n. 2 Stefano Monari Daniele Baldini Claudia Mazzanti Debora Zironi Alan Magri Alberto Savoia Simona Canzini Laura Gentile Area Amministrativa Responsabile Carla Sazzini Contabilità/Segreteria/Bilancio/Vigilanza/Personale/Portafoglio /Banche corrispondenti/pianificazione/organizzazione/sicurezza Responsabile Carla Sazzini Addetti n. 6 Daniela Monti Elisa Baldassarri Silvia Gigli Jessica Romagnoli Michele Chelli Francesca Gabriele Bilancio Sociale e di Missione

17 BCC CREDITO COOPERATIVO B.C.C. di Monterenzio: banca mutualistica a tutti gli effetti La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio è stata sottoposta alla revisione cooperativa finalizzata all accertamento dei requisiti mutualistici. Il Decreto Legislativo n.220/2002 stabilisce, infatti, che le Banche di Credito Cooperativo sono assoggettate alla revisione cooperativa per quanto riguarda i rapporti mutualistici ed il funzionamento degli organi sociali. La revisione cooperativa ha due finalità fondamentali: - - accertare, anche attraverso la verifica della gestione amministrativa e contabile, la natura mutualistica, riscontrando l effettività della base sociale, la partecipazione dei soci alla vita sociale e allo scambio mutualistico con l ente, la qualità di tale partecipazione, l assenza di scopi di lucro nei limiti della legislazione vigente e la legittimazione a fruire del peculiare regime fiscale; fornire, agli organi di direzione e amministrazione degli enti suggerimenti e consigli per migliorare la gestione a livello di democrazia interna, al fine di promuovere la reale partecipazione dei soci alla vita sociale. La verifica, anche questa volta ha avuto esito positivo, pertanto, la nostra Banca ha ottenuto l attestazione di revisione per il biennio E previsto, nel corso del primo semestre 2011, lo svolgimento della revisione cooperativa, per il biennio 2011/2012. Addio carte a banda magnetica Per garantire una maggiore sicurezza, ed accrescere la qualità del servizio, sono state sostituite tutte le vecchie carte bancomat a banda magnetica con le nuove carte microchip, strumenti più evoluti in grado di contrastare la clonazione o la contraffazione delle carte. La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio attenta alle esigenze ed alla tutela della clientela, si è preoccupata di fornire ai propri correntisti le nuove carte microchip senza alcun costo aggiuntivo. 16 Bilancio Sociale e di Missione 2010

18 B.C.C., la banca con i giovani Partendo dal presupposto che conoscere le idee, le opinioni, le attese e i bisogni dei giovani è necessario e funzionale a costruire il futuro delle Banche di Credito Cooperativo, Federcasse ha avviato un Progetto Giovani incentrato sull analisi delle problematiche e delle aspettative del mondo giovanile, sia in termini generali, che con riferimento alle esigenze di carattere bancario. Attraverso il Progetto Giovani è stato realizzato un set di strumenti e servizi volti a favorire il coinvolgimento dei più giovani nel contesto della cooperazione attiva del territorio e, soprattutto, all interno delle basi sociali delle Banche di Credito Cooperativo. La Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio per seguire attivamente i giovani, ha scelto di essere parte del progetto nazionale del Credito Cooperativo. La nostra Banca partecipa con entusiasmo a questa iniziativa, ponendosi l obiettivo di accompagnare i giovani nella cultura del risparmio, fornendo una consulenza sempre più personalizzata, iniziative volte a rafforzare l informazione ai giovani soci e clienti, promovendo processi culturali volti ad accrescere la cooperazione e la formazione in campo bancario. A tal fine è stato creato un prodotto volto ad affrontare le piccole e grandi necessità dei giovani. Conto Anch io è il conto corrente appositamente creato per i giovani, è un prodotto facile, flessibile, trasparente, ricco di servizi, con soluzioni mirate e tante opportunità per soddisfare le diverse ambizioni, lo strumento necessario nell attività lavorativa, nel percorso scolastico, nella creazione e gestione della famiglia. E un conto rivolto ai giovani in età compresa tra i 18 e i 30 anni, non ha canone e nessun costo di gestione, la BCC di Monterenzio si fa carico anche del bollo da riconoscere allo Stato. Senza spese anche i servizi collegati: home banking e carta bancomat utilizzabile in tutta Italia, con prelievi gratuiti. Inoltre, ai titolari di Conto Anch io è riservata la possibilità di inoltrare domanda di ammissione a socio della Banca attraverso la sottoscrizione di una sola azione oltre al sovrapprezzo e alla tassa di ammissione. La nostra Banca, certa di riuscire a trovare spazio trai i più giovani per il radicamento e lo sviluppo del concetto di cooperazione, accetta con stimolo la sfida di porsi come punto di riferimento nell educazione finanziaria della classe giovanile. Trasparenza: vantaggio per i clienti La Banca di Credito di Monterenzio ha dotato tutte le filiali di nuovi dispositivi che permettono alla clientela di ottenere un informazione rapida e trasparente su tutti i prodotti e i servizi in collocamento. Grazie ai totem presenti in tutte le nostre filiali è, infatti, possibile un immediata consultazione a video e la stampa dei fogli informativi prima accessibili solo attraverso libri cartacei. Lo strumento utilizza la modalità touch screen, modalità pratica, moderna e di semplice utilizzo che la nostra Banca può vantare di essere tra le prime nel panorama bancario ad avere installato. Bilancio Sociale e di Missione

19 Più del 50% dell attività di credito con i soci Una testa un voto Partecipazione al capitale non superiore a 50 mila euro Almeno il 95% dei crediti erogati nell area di competenza Almeno il 70% degli utili a riserva indivisibile 3% degli utili ai fondi mutualistici per la promozione delle imprese cooperative B.C.C., la Banca dei soci ìil socio di una Banca di Credito Cooperativo ha una funzione centrale all interno della sua banca. I soci sono il primo focus dell attività imprenditoriale e sociale delle BCC, i primi beneficiari dei vantaggi, bancari ed extrabancari che esse generano. Essi sono, infatti, parte (non controparte ) della banca. Da sempre, gli statuti delle BCC censiscono come obiettivo dell impresa quello di migliorare la condizione materiale e morale dei soci. I nostri dati: Al la compagine sociale risulta composta da n soci, di cui persone fisiche n e rappresentano il 96% del totale e persone giuridiche n. 74 e rappresentano. il 4%. Il numero di azioni sociali detenute mediamente da ogni socio è di 32,43, mentre il capitale sociale al ammonta ad euro ,92 per un totale di azioni sottoscritte. L ammontare del capitale sociale versato dai soci a titolo di aumento, nel corso del 2010, ammonta ad euro ,56 per un totale di n azioni sottoscritte. Il sovrapprezzo pagato dai nuovi soci è pari ad euro 8,00 per ogni azione sottoscritta. I soci entrati a far parte della compagine sociale da oltre un anno possono sottoscrivere ulteriori azioni sociali senza dover versare alcun sovrapprezzo. 18 Bilancio Sociale e di Missione 2010

20 Compagine sociale suddivisa per comuni COMUNE Monterenzio Monghidoro S. Benedetto Val di Sambro Castiglione dei Pepoli Pianoro Altri Comuni TOTALE Capitale medio sottoscritto Valore unitario azione 51,64 Quota azionaria minima sottoscritta 51,64 Quota azionaria massima posseduta ,44 L Assemblea dei Soci è, anche quest anno, occasione per la presentazione del bilancio d esercizio che ha nel tempo ampliato sempre più la propria funzionalità a livello strategico - gestionale. Bilancio Sociale e di Missione

PRENDI E LEGGI. Vademecum. Socio. Vantaggi e convenienza

PRENDI E LEGGI. Vademecum. Socio. Vantaggi e convenienza PRENDI E LEGGI Vademecum Socio Vantaggi e convenienza Vademecum Soci LA MIA BANCA È DIFFERENTE. DAL 1893. Perchè la BCC è una banca differente? Perchè è una banca cooperativa, mutualistica, locale. Società

Dettagli

DOMANDA DI AMMISSIONE A SOCIO

DOMANDA DI AMMISSIONE A SOCIO 1.. MORTIS CAUSA 2.. INTER VIVOS NOMINATIVO: NDG RICHIEDENTE: C/C N AGENZIA DI APPARTENENZA: DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE PER IL COMPLETAMENTO DELLA PRATICA MORTIS CAUSA: 1) CERTIFICATO DI MORTE; 2) CERTIFICATO

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO DI BANCA SELLA HOLDING S.P.A. 22 giugno 2015 Circolare Banca d Italia n. 285 del 17.12.2013, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo I, Sezione VII 1 Aggiornamento

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DELTA CHIAMA DELTA

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DELTA CHIAMA DELTA STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DELTA CHIAMA DELTA ASSOCIAZIONE DELTA CHIAMA DELTA STATUTO Art. 1 Origine e sede Su iniziativa del Parco Regionale del Delta del Po Emilia Romagna, con la collaborazione della

Dettagli

Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009)

Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009) Legge Regionale 13 novembre 2009 n. 40 Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale ( B. U. REGIONE BASILICATA N. 51 bis del 16 novembre 2009) Articolo 1 Finalità e oggetto della legge 1. La Regione,

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI. Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito

PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI. Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito PROPOSTA DI LEGGE D iniziativa dei Deputati PEZZOTTA, BARETTA, BERNINI Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito Onorevoli Colleghi! - Negli ultimi anni il settore della microfinanza

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ASSOCIAZIONE INTERCOMUNALE ALTA VAL TAGLIAMENTO (Comuni di: Ampezzo, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Preone, Sauris, Socchieve) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane

Codice Etico del Gruppo Poste Italiane Codice Etico del Gruppo Poste Italiane 28 settembre 2009 Approvato nell adunanza del 28 settembre 2009 del Consiglio di Amministrazione Indice 1. PREMESSA E OBIETTIVI............................. 2 2.

Dettagli

Programma triennale per l trasparenza e l integrità Istituto Comprensivo di S. Vito al T.

Programma triennale per l trasparenza e l integrità Istituto Comprensivo di S. Vito al T. 2014-16 Programma triennale per l trasparenza e l integrità Istituto Comprensivo di S. Vito al T. la trasparenza nei confronti dei cittadini e dell intera collettività, poiché rappresenta uno strumento

Dettagli

Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo)

Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo) Regolamento nazionale ANPI (in attuazione dell art. 5 comma 2 lettera f dello Statuto associativo) Art. 1 L iscrizione 1. Tutti possono chiedere l iscrizione all ANPI, alle condizioni previste dallo Statuto

Dettagli

Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative

Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative Tutto quello che c è da sapere sulle società cooperative lo scopo mutualistico cioè non perseguono (o non dovrebbero perseguire) il lucro o profitto come tutte le altre società/imprese, ma hanno l obiettivo

Dettagli

Statuto dell Associazione LAUS Vol. LAUS Volontariato della Provincia di Lodi

Statuto dell Associazione LAUS Vol. LAUS Volontariato della Provincia di Lodi Statuto dell Associazione LAUS Vol. LAUS Volontariato della Provincia di Lodi Art.1 - Costituzione e sede E costituita, con sede legale a Lodi, l Associazione denominata: LAUS Volontariato della Provincia

Dettagli

STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) Articolo 2 (Scopo) Articolo 3 (Competenze)

STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) Articolo 2 (Scopo) Articolo 3 (Competenze) STATUTO FeBAF Articolo 1 (Natura, soci e sede) É costituita una Federazione tra l Associazione bancaria italiana (ABI), l Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA) e le Associazioni rappresentative

Dettagli

Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale

Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT Modello di statuto per i musei di ente locale e di interesse locale Articolo 1 Istituzione...

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE PER IL FUNZIONAMENTO DELL UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO DEL COMUNE DELLA SPEZIA Deliberato dalla Giunta Comunale con atto n. 177 del 11.05.2001 Modificato ed integrato

Dettagli

1 Associazione Internazionale delle Carità fondate da San Vincenzo dè Paoli.

1 Associazione Internazionale delle Carità fondate da San Vincenzo dè Paoli. STATUTO GRUPPI DI VOLONTARIATO VINCENZIANO AIC ITALIA Approvato dal Comitato di Presidenza nazionale il 10 maggio 2007 Approvato dal Consiglio nazionale il 10 maggio 2007 Art. 1 - Costituzione I Gruppi

Dettagli

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO AMICI DI LOLA

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO AMICI DI LOLA STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO AMICI DI LOLA ART. 1- l Associazione di volontariato AMICI DI LOLA più avanti chiamata per brevità associazione, con sede in _Cava dei Tirreni Via O. di Giordano

Dettagli

Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione

Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione ALLEGATO 2 (SCHEMA TIPO) Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione Art. 1 Costituzione e Sede E costituita ai sensi dell art. 36 e seguenti del C.C., l Organizzazione di Volontariato denominata,

Dettagli

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Art.1- Costituzione E istituito, ai sensi dell art. 3 lettera J dello Statuto della Provincia, un Comitato di Coordinamento denominato CONSULTA

Dettagli

STATUTO ASSOCIAZIONE VOLONTARI LA REALTÀ

STATUTO ASSOCIAZIONE VOLONTARI LA REALTÀ ASSOCIAZIONE VOLONTARI LA REALTÀ Via Contea, 1 31055 QUINTO DI TREVISO Cod. Fisc. 94020520261 Iscritta al registro regionale delle Associazioni di Volontariato al n. TV/0130 ONLUS STATUTO ASSOCIAZIONE

Dettagli

Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo. Piano strategico 2012-2014

Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo. Piano strategico 2012-2014 Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo Piano strategico 2012-2014 Delibera del Consiglio di Amministrazione del 17 gennaio 2012 1 POLITICHE DI SVILUPPO GENERALE

Dettagli

Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato: Regolamento per l istituzione e la tenuta

Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato: Regolamento per l istituzione e la tenuta Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato: Regolamento per l istituzione e la tenuta Approvato con delibera C.C. n. 61 del 17.12.2004 Art. 1 - Finalità 1. Il presente regolamento disciplina la

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE

FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE Statuto STATUTO FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE Articolo 1 È costituita ai sensi dell art. 12 e seguenti del Codice Civile per volontà del CREDITO VALTELLINESE

Dettagli

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO. Donatori di sangue liceo A.Vallisneri

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO. Donatori di sangue liceo A.Vallisneri STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO Donatori di sangue liceo A.Vallisneri ART. 1- l Associazione di volontariato donatori di sangue liceo A.Vallisneri più avanti chiamata per brevità associazione,

Dettagli

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO

INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO INFORMATIVA AL PUBBLICO IN MATERIA DI GOVERNO SOCIETARIO DI BANCA SELLA S.p.A. 22 giugno 2015 Circolare Banca d Italia n. 285 del 17.12.2013, Parte Prima, Titolo IV, Capitolo I, Sezione VII 1 Aggiornamento

Dettagli

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO 1 01.00 PREMESSA Recordati è un gruppo farmaceutico europeo fondato nel 1926, quotato alla Borsa Italiana, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione

Dettagli

COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro

COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro COMUNE DI SAN MANGO D AQUINO Provincia di Catanzaro Regolamento per l istituzione e la tenuta dell Albo Comunale delle Associazioni e del Volontariato approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 30

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO. Premesso che

REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO. Premesso che REGOLAMENTO RISTORNO COOPERATIVO L Assemblea della Banca di Credito Cooperativo di Barlassina Premesso che La BCC ispira la propria attività ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione

Dettagli

STATUTO ASSOCIAZIONE SOCI GIOVANI BCC DON RIZZO CAPO I - PRINCIPI FONDAMENTALI

STATUTO ASSOCIAZIONE SOCI GIOVANI BCC DON RIZZO CAPO I - PRINCIPI FONDAMENTALI STATUTO ASSOCIAZIONE SOCI GIOVANI BCC DON RIZZO CAPO I - PRINCIPI FONDAMENTALI Art. 1 Costituzione e sede L Associazione SOCI GIOVANI BCC Don Rizzo costituitasi in Alcamo per volere di un gruppo di giovani

Dettagli

Banca Popolare Etica. L interesse più alto è quello di tutti. Roberto Marino Area Territoriale Centro Banca popolare Etica

Banca Popolare Etica. L interesse più alto è quello di tutti. Roberto Marino Area Territoriale Centro Banca popolare Etica Banca Popolare Etica L interesse più alto è quello di tutti Roberto Marino Area Territoriale Centro Banca popolare Etica Banca popolare Etica È punto di incontro tra: risparmiatori che condividono l esigenza

Dettagli

IL SEGNO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE

IL SEGNO SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE COOPERATIVA SOCIALE IL SEGNO PIANO STRATEGICO 2009-2012 INDICE Premessa 1) BASE SOCIALE Partecipazione Capitalizzazione 2) SEDE 3) BILANCIO SOCIALE 4) COMUNICAZIONE 5) SOSTENIBILITA E SVILUPPO PIANO STRATEGICO

Dettagli

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico 1. Principi generali La Sispi S.p.A., persegue la sua missione aziendale attraverso lo svolgimento di attività che hanno impatto sulla vita della collettività oltreché dei singoli. In tale percorso l esigenza

Dettagli

Associazione Nazionale Scuola Italiana STATUTO

Associazione Nazionale Scuola Italiana STATUTO Associazione Nazionale Scuola Italiana STATUTO 3 4 Capo I Natura e scopi dell A.N.S.I. Art. 1 È costituita l Associazione Nazionale Scuola Italiana (A.N.S.I.) con sede centrale in Roma. Art. 2 L A.N.S.I.

Dettagli

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili

1 La nuova revisione legale di Giorgio Gentili di Giorgio Gentili 1.1 Novità introdotte dal d.lgs. n. 39/2010 Il d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo 2010, n. 68, recepisce la direttiva n. 2006/43/Ce, relativa

Dettagli

TITOLO PRIMO: COSTITUZIONE TITOLO SECONDO: FINALITA

TITOLO PRIMO: COSTITUZIONE TITOLO SECONDO: FINALITA STATUTO Coordinamento Nazionale per la tutela dai campi elettromagnetici CO.NA.CEM. ONLUS TITOLO PRIMO: COSTITUZIONE Art. 1 - Costituzione e denominazione. 1 E costituita l Associazione denominata «Coordinamento

Dettagli

ATTO NORMATIVO DELL ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI VERONA

ATTO NORMATIVO DELL ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI VERONA AZIONE CATTOLICA ITALIANA ATTO NORMATIVO DELL ASSOCIAZIONE DIOCESANA DI VERONA Approvato dall assemblea diocesana del 1 aprile 2006 Dichiarato conforme dal consiglio nazionale del 10-11 giugno 2006 Integrato

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

MEDIFUTURO ASSOCIAZIONE CULTURALE Via E. A. Mario n. 10 80021 AFRAGOLA (NA) Cell. 320/ 7221687 e-mail: asso.medifuturo@libero.

MEDIFUTURO ASSOCIAZIONE CULTURALE Via E. A. Mario n. 10 80021 AFRAGOLA (NA) Cell. 320/ 7221687 e-mail: asso.medifuturo@libero. STATUTO Art. 1 - Costituzione, denominazione e durata È costituita, nel rispetto degli artt. 36 e seguenti del Codice Civile, l Associazione denominata MEDIFUTURO L Associazione ha durata illimitata, salvo

Dettagli

Versione del gennaio 2012 DEFINIZIONE DEI COMPITI DEI COMPONENTI DELLA PRESIDENZA DEL CIRCOLO A GRANDI

Versione del gennaio 2012 DEFINIZIONE DEI COMPITI DEI COMPONENTI DELLA PRESIDENZA DEL CIRCOLO A GRANDI Versione del gennaio 2012 DEFINIZIONE DEI COMPITI DEI COMPONENTI DELLA PRESIDENZA DEL CIRCOLO A GRANDI PRESIDENTE: (Art. 22 del Regolamento della Struttura di Base) 1. convoca la Presidenza almeno una

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO;

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL ALBO COMUNALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO; Approvato con deliberazione di G.M. n. 57 del 24/03/2003 REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA TENUTA DELL

Dettagli

IL CONSORZIO STABILE. Consorzio Valori Servizi Vantaggi Adesione Certificazioni. Agoraa.it

IL CONSORZIO STABILE. Consorzio Valori Servizi Vantaggi Adesione Certificazioni. Agoraa.it IL CONSORZIO STABILE Consorzio Valori Servizi Vantaggi Adesione Certificazioni Agoraa.it indice Cos è un consorzio pag. 4 Il Consorzio Stabile Agoraa pag. 5 Valori pag. 6 Servizi pag. 8 Vantaggi pag.

Dettagli

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale

STATUTO. dell Associazione di associazioni Volontà Solidale STATUTO dell Associazione di associazioni Volontà Solidale Art. 1 COSTITUZIONE E' costituita con sede legale a Cosenza l'associazione Volontà Solidale, di seguito denominata Associazione. Volontà Solidale

Dettagli

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA COMUNITA' ROTALIANA KÖNIGSBERG

ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA COMUNITA' ROTALIANA KÖNIGSBERG ACCORDO VOLONTARIO DI AREA PER FAVORIRE LO SVILUPPO DEL DISTRETTO FAMIGLIA NELLA ROTALIANA KÖNIGSBERG TRA LA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, LA COMUNITA ROTALIANA KÖNIGSBERG, IL COMUNE DI LAVIS, IL COMUNE

Dettagli

ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE

ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE ARTICOLO 1 = COSTITUZIONE E' costituita, senza scopo di lucro, tra 48 soci promotori un'associazione sotto la denominazione: PROCOSTA- Associazione per lo sviluppo e la

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE

REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Approvato con delibera assembleare nr. 10 del 11.02.2014 REGOLAMENTO PER IL CONTROLLO ANALOGO DELLE SOCIETA CONTROLLATE O PARTECIPATE Art. 1 - Ambito di applicazione e modalità di controllo Le disposizioni

Dettagli

Atto costitutivo dell associazione - organizzazione di volontariato. Il giorno, alle ore, nel Comune di

Atto costitutivo dell associazione - organizzazione di volontariato. Il giorno, alle ore, nel Comune di Atto costitutivo dell associazione - organizzazione di volontariato Il giorno, alle ore, nel Comune di Via n. con la presente scrittura privata si sono riuniti i sig.ri (1): per costituire l organizzazione

Dettagli

«Onu 2012: anno internazionale delle imprese cooperative, un mondo da conoscere «

«Onu 2012: anno internazionale delle imprese cooperative, un mondo da conoscere « «Onu 2012: anno internazionale delle imprese cooperative, un mondo da conoscere «ROTARY IMPERIA 28 febbraio 2012 Paolo Dr. Michelis La Cooperazione nella Costituzione Italiana La cooperativa è l unica

Dettagli

COMUNE DI BUDRIO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA (in attuazione del D. Leg.vo 33/2013)

COMUNE DI BUDRIO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA (in attuazione del D. Leg.vo 33/2013) All.B) COMUNE DI BUDRIO PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA (in attuazione del D. Leg.vo 33/2013) PREMESSA Con la redazione dell aggiornamento del Programma Triennale per la trasparenza

Dettagli

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010)

INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) REGIONE LIGURIA LEGGE REGIONALE 7 DICEMBRE 2010 N. 19 INTERVENTI PER LA PROMOZIONE E LO SVILUPPO DELLA COOPERAZIONE (BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA n. 16 del 9 dicembre 2010) Il Consiglio regionale

Dettagli

CONVENZIONE PREMESSO CHE TRA

CONVENZIONE PREMESSO CHE TRA CONVENZIONE CONVENZIONE TRA - l Associazione ItaliaCamp, con sede in viale Pola, 12, 00198 Roma (di seguito, ItaliaCamp ), nella persona del Presidente Pier Luigi Celli, nato a Verucchio (Rimini) l 8 luglio

Dettagli

Assifact. Annuario 2012 del Factoring

Assifact. Annuario 2012 del Factoring Assifact Annuario 2012 del Factoring Assifact, Annuario 2012 del Factoring Copyright 2013 Edizioni del Faro Gruppo Editoriale Tangram Srl Via Verdi, 9/A 38122 Trento www.edizionidelfaro.it info@edizionidelfaro.it

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE DELLA CISL PUGLIA SICUREZZA QUALITÀ E BENESSERE LAVORATIVO 1 OGGI IL LAVORO ANCORA UCCIDE 2 AL FINE DI SVILUPPARE IN PUGLIA UN APPROCCIO NUOVO AL PROBLEMA

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA 2015-2017

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA 2015-2017 (allegato Delibera Giunta n. 4 del 02.02.2015) PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA 2015-2017 (in attuazione del D. Leg.vo 33/2013) PREMESSA Con la redazione del Programma Triennale per la

Dettagli

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE ROMANDANDO - Associazione senza scopo di lucro

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE ROMANDANDO - Associazione senza scopo di lucro STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE ROMANDANDO - Associazione senza scopo di lucro ARTICOLO 1. E costituita l Associazione "ROMANDANDO Associazione senza scopo di lucro", in forma abbreviata: "ROMANDANDO". La durata

Dettagli

PROPOSTA ORGANIZZATIVA E INDICAZIONE DELLE COMPETENZE

PROPOSTA ORGANIZZATIVA E INDICAZIONE DELLE COMPETENZE Circolo 25 Aprile del Partito Democratico di Bareggio INDICE PROPOSTA ORGANIZZATIVA E INDICAZIONE DELLE COMPETENZE (approvato nella seduta del coordinamento del Giorno 14-11.2013) 1. Oggetto 2. Funzioni

Dettagli

CODICE ETICO DI COMPORTAMENTO MAS S.R.L.

CODICE ETICO DI COMPORTAMENTO MAS S.R.L. CODICE ETICO DI COMPORTAMENTO MAS S.R.L. Codice Etico Indice 1. Missione e valori...1-2 2. Regole generali...3 2.1 Osservanza delle regole generali e comportamento etico.3 2.2 Esclusività...4 3. Responsabilità...4

Dettagli

Checklist per la preparazione alla revisione cooperativa ex art. 27 L.R. 9 luglio 2008, n. 5

Checklist per la preparazione alla revisione cooperativa ex art. 27 L.R. 9 luglio 2008, n. 5 Checklist per la preparazione alla revisione cooperativa ex art. 27 L.R. 9 luglio 2008, n. 5 La checklist fornisce utili indicazioni per agevolare il lavoro del revisore cooperativo, nell'ottica di una

Dettagli

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL

CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL CODICE ETICO di FORTES Impresa Sociale SRL SOMMARIO PREMESSA: PERCHÉ UN CODICE ETICO 1. I VALORI DI RIFERIMENTO A. Responsabilità di rendere conto dell impatto delle nostre attività sulla società, ambiente,

Dettagli

L Associazione ha sede in Favria, Via Canavere 19D.

L Associazione ha sede in Favria, Via Canavere 19D. ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO BUONI AMICI STATUTO Art. 1 - Costituzione, denominazione, sede e durata. a - E costituita l Associazione di Volontariato BUONI AMICI. L Associazione ha sede in Favria, Via

Dettagli

La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.

La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. Cooperativa è... COOPERATIVA è... Art. 45 della Costituzione Italiana La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge

Dettagli

MASTER POST DIPLOMA IN ESPERTO DI CREDITO COOPERATIVO GLOCALE PRESENTAZIONE

MASTER POST DIPLOMA IN ESPERTO DI CREDITO COOPERATIVO GLOCALE PRESENTAZIONE PRESENTAZIONE MASTER POST DIPLOMA IN Biennio scolastico 2012-2014 Indice Art.1 - Premessa...2 Art.2 - Contenuti del corso...4 Art.3 - Organizzazione...7 1 Art.1 - Premessa 1.1 Obiettivo generale del corso

Dettagli

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto

(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza

Dettagli

STATUTO UNIONE APPENNINO E VERDE TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE- OGGETTO

STATUTO UNIONE APPENNINO E VERDE TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE- OGGETTO STATUTO UNIONE APPENNINO E VERDE TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE- OGGETTO Art. 1 Denominazione E costituita, anche ai sensi dell art. 13 della L.R. 7/98, una associazione, senza scopo di lucro, denominata

Dettagli

INSIEME PER LIMANA Gruppo d'acquisto Solidale

INSIEME PER LIMANA Gruppo d'acquisto Solidale Statuto INSIEME PER LIMANA Gruppo d'acquisto Solidale 1 E costituita una Associazione denominata GAS INSIEME PER LIMANA L Associazione è costituita in conformità al dettato della L. 383/2000, pertanto

Dettagli

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE F.I.S.M. - VICENZA

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE F.I.S.M. - VICENZA F.I.S.M. - VICENZA FEDERAZIONE ITALIANA SCUOLE MATERNE C.Fiscale 80025120249 P.Iva 01922310246 Viale Verona, 108 36100 Vicenza tel. 0444/291.360 fax 0444/291.448 e-mail segreteria@fismvicenza.it STATUTO

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ART. 1 ART. 2

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ART. 1 ART. 2 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO A.V.G. FANCONI ART. 1 1. È costituita ai sensi della legge n. 266 del 1991 l organizzazione di volontariato, denominata: «A.V.G. Fanconi» 2. L organizzazione ha

Dettagli

Il presente documento informativo è redatto ai sensi dell articolo 84 bis del Regolamento

Il presente documento informativo è redatto ai sensi dell articolo 84 bis del Regolamento PUNTO 6 DELIBERA PIANO DI ATTRIBUZIONE DI AZIONI RIVOLTO AI DIPENDENTI E AI PROMOTORI FINANZIARI NELL AMBITO DEL PREMIO AZIENDALE 2012 DOCUMENTO INFORMATIVO Ex art. 84-bis del Regolamento CONSOB n. 11971/99

Dettagli

COMITATO GENITORI MONTE OLIMPINO DEL PLESSO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI COMO-MONTE OLIMPINO

COMITATO GENITORI MONTE OLIMPINO DEL PLESSO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI COMO-MONTE OLIMPINO COMITATO GENITORI MONTE OLIMPINO DEL PLESSO DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI COMO-MONTE OLIMPINO STATUTO ART. 1 - COSTITUZIONE E FINALITA Il COMITATO GENITORI MONTEOLIMPINO dei PLESSI

Dettagli

RACCOMANDAZIONE RELATIVA ALLA PROMOZIONE DELLE COOPERATIVE, 2002 1

RACCOMANDAZIONE RELATIVA ALLA PROMOZIONE DELLE COOPERATIVE, 2002 1 Raccomandazione 193 RACCOMANDAZIONE RELATIVA ALLA PROMOZIONE DELLE COOPERATIVE, 2002 1 La Conferenza generale dell Organizzazione internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio di amministrazione

Dettagli

STATUTO TIPO PROMOZIONE SOCIALE. Articolo 1 (Denominazione e sede)

STATUTO TIPO PROMOZIONE SOCIALE. Articolo 1 (Denominazione e sede) STATUTO TIPO PROMOZIONE SOCIALE Articolo 1 (Denominazione e sede) E costituita, ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n.383 e della legge regionale 6 dicembre 2012, n.42, l Associazione di Promozione Sociale

Dettagli

Policy La sostenibilità

Policy La sostenibilità Policy La sostenibilità Approvato dal Consiglio di Amministrazione di eni spa il 27 aprile 2011. 1. Il modello di sostenibilità di eni 3 2. La relazione con gli Stakeholder 4 3. I Diritti Umani 5 4. La

Dettagli

Consiglio regionale della Toscana

Consiglio regionale della Toscana Consiglio regionale della Toscana LEGGE REGIONALE N. 54/2008 (Atti del Consiglio) Norme in materia di sostegno alla innovazione delle attività professionali intellettuali. *************** Approvata dal

Dettagli

STATUTO DI ASSOCIAZIONE

STATUTO DI ASSOCIAZIONE STATUTO DI ASSOCIAZIONE ART 1 DENOMINAZIONE, SEDE E DURATA È costituita l Associazione Centro Europeo Formazione e Orientamento, da ora definita Associazione. L Associazione ha sede in Roma. L Associazione

Dettagli

IL CONSIGLIO REGIONALE

IL CONSIGLIO REGIONALE 16 LEGGE REGIONALE 18 dicembre 2007, n. 39 Norme di attuazione della legge 7 dicembre 2007, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale). IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE

Dettagli

WELFARE AZIENDALE. Ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale

WELFARE AZIENDALE. Ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale WELFARE AZIENDALE Ottimizzare il costo del lavoro migliorando il clima aziendale L esperienza di Muoversi nella gestione di piani benefit e work life balance: il caso concreto di BPER Milano, 15 Aprile

Dettagli

COMUNE DI CESENA. Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO

COMUNE DI CESENA. Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO COMUNE DI CESENA Settore Servizi Sociali COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO STATUTO TITOLO I PRINCIPI E FINALITÀ 2 Art. 1 - Principi 2 Art. 2 - Istituzione 2 Art. 3 Finalità 2 TITOLO II ORGANI E FUNZIONI 3

Dettagli

D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M I C O F I N A N Z I A R I O L E G A C O O P R E G G I O E M I L I A

D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M I C O F I N A N Z I A R I O L E G A C O O P R E G G I O E M I L I A E LEMENTI D ISTINTIVI E FONDANTI D ELLA S OCIETÀ COOPERATIVA: D AL D IRITTO S OCIETARIO A LLE PECULIARITÀ F ISCALI E GESTIONALI D A N I E L A C E R V I R E S P O N S A B I L E U F F I C I O E C O N O M

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri.

STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI. 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. Articolo 1 COSTITUZIONE SEDE STATUTO DELLA FONDAZIONE TEATRO BESOSTRI 1) Per iniziativa del Comune di Mede, è costituita la Fondazione Teatro Besostri. 2) La Fondazione ha sede in Mede, Piazza della Repubblica

Dettagli

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010

Introduzione. Introduzione. 1. I contenuti del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana 2. Le modifiche approvate nel marzo 2010 Oggetto: Sintetica descrizione del contenuto del Codice di Autodisciplina, promosso da Borsa Italiana S.p.A., approvato dal Comitato per la corporate governance nel marzo 2006 e successivamente modificato

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

Associazione Un Teatro a Rose

Associazione Un Teatro a Rose STATUTO DEL COORDINAMENTO TEATRALE MUSICALE CULTURALE Associazione Un Teatro a Rose ART. 1 DICHIARAZIONE COSTITUTIVA E costituito in data 31 Ottobre 2014 un coordinamento no profit, denominato Associazione

Dettagli

REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE. TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore)

REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE. TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore) REGOLAMENTO DEL REGISTRO PROVINCIALE E DELLA CONSULTA DEI SERVIZI SOCIALI E DEL TERZO SETTORE TITOLO I (Registro Provinciale del Terzo Settore) ART. 1 (Principi fondamentali) La Provincia Regionale di

Dettagli

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE

CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE CONSULTA D AMBITO DELL ATO OCCIDENTALE PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ ANNI 2015 2016 2017 1 allegato a) deliberazione del Consiglio di Amministrazione. n. /2015 PROGRAMMA TRIENNALE

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO Art. 1 Finalità Il presente Regolamento ha per oggetto le norme di funzionamento del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia. Art. 2 Il Comitato Esecutivo.

Dettagli

CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO

CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO CODICE TRASPARENZA PARQUET GRUPPO PAVIMENTI DI LEGNO Premessa Nella vigenza di leggi e di norme tecniche che fissano limiti al di sotto dei quali le caratteristiche qualitative e tecniche dei prodotti

Dettagli

Autoimprenditorialità

Autoimprenditorialità Autoimprenditorialità Aspetti giuridici e burocratici dell impresa Febbraio 2012 La figura giuridica dell imprenditore L art. 2082 del Codice Civile definisce imprenditore chi esercita professionalmente

Dettagli

Revisione Legale dei conti

Revisione Legale dei conti Revisione Legale dei conti L attuale normativa in tema di revisione legale (e problemi non ancora risolti) D.Lgs. 39/2010 Studio Duodo & Associati 1 Agenda: L attuale normativa in tema di revisione legale

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 STRUMENTI FINANZIARI DELLA POLITICA DI COESIONE PER IL PERIODO 2014-2020 POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le

Dettagli

specialisti ALMAS RETE MUTUI E PRESTITI

specialisti ALMAS RETE MUTUI E PRESTITI specialisti ALMAS RETE MUTUI E PRESTITI ALMAS, anima, cuore, passione: un gruppo di lavoro che ha scelto la lealtà come obbligo primario nei confronti dei partner e dei clienti, in un momento in cui la

Dettagli

CREDITO ALLE INDUSTRIE

CREDITO ALLE INDUSTRIE CREDITO ALLE INDUSTRIE COFIRE: CONSORZIO FIDI DELL INDUSTRIA DI REGGIO EMILIA ASSEMBLEA DI BILANCIO 2015. OLTRE 36 MILIONI DI EURO EROGATI NELL ESERCIZIO NETTA CRESCITA SU ANNO PASSATO. RIPRESI GLI INVESTIMENTI

Dettagli

STATUTO DI ASSOCIAZIONE

STATUTO DI ASSOCIAZIONE STATUTO DI ASSOCIAZIONE ART 1 DENOMINAZIONE, SEDE E DURATA È costituita l Associazione Centro Europeo Formazione e Orientamento, da ora definita Associazione. L Associazione ha sede in Roma, Largo Jacobini,

Dettagli

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE CULTURALE PICCOLI CANTORI DI TORRESPACCATA STATUTO

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE CULTURALE PICCOLI CANTORI DI TORRESPACCATA STATUTO STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE CULTURALE PICCOLI CANTORI DI TORRESPACCATA STATUTO ART. l DENOMINAZIONE E SEDE È costituita l Associazione culturale denominata ASSOCIAZIONE PICCOLI CANTORI DI TORRESPACCATA,

Dettagli

Fondazione Istituto Andrea Devoto

Fondazione Istituto Andrea Devoto Fondazione Istituto Andrea Devoto Istituto di ricerca sulle marginalità e polidipendenze ONLUS Allegato al verbale del Consiglio di Amministrazione del Preambolo. Ai sensi dell articolo 11, lettera m e

Dettagli

PROPOSTA DI PATTO ASSOCIATIVO CONSORTILE

PROPOSTA DI PATTO ASSOCIATIVO CONSORTILE Premessa Nell aderire ad un Consorzio, fondamentale appare l investimento in fiducia che i partecipanti devono mettere in campo. Ciò comporta naturalmente un assunzione di rischio, nella misura in cui

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015 Via Guido Rossa, 1 40033 Casalecchio di Reno (BO) Tel 051.598364 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA ANNI 2013-2014-2015 Approvato con determinazione Amministratore Unico n. 20 del 20/12/2013

Dettagli