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1 NEWSLETTER CISL FUNZIONE PUBBLICA - BOLLETTINO DI INFORMAZIONE E DI APPROFONDIMENTO DELLA CISL FP NAZIONALE S ono trascorsi tre anni dalla prima ondata di misure decise da vari governi nazionali che, nel tentativo di contenere il debito individuato come una delle cause principali della sfiducia dei mercati finanziari, hanno colpito pesantemente i settori pubblici. Per i sindacati, messi sotto pressione prima dall emergenza finanziaria e poi dalla formulazione di rigidi parametri di stabilità nel quadro della governance europea, oltre che dal perdurare della stagnazione economica, è stato spesso difficile trattare in modo da mitigare l impatto di queste misure e mantenere un ruolo propositivo nel governo dei processi di riforma. Vari governi europei, in luogo di riorganizzazioni condivise in grado di assicurare la sostenibilità di lungo periodo delle reti amministrative e del welfare, hanno privilegiato l opzione più facile, ma molto più distruttiva, dei tagli orizzontali imposti scavalcando la contrattazione. Una tendenza che, come illustriamo di seguito, in diversi paesi continua a prevalere. Tre anni fa, nonostante l emergenza di bilancio che minacciava anche il nostro paese, la Cisl Fp è riuscita - insistendo sulla volontà di confronto e sulla concretezza delle proposte ad evitare misure di durezza paragonabile a quelle subite dai colleghi di altri paesi. E si è impegnata a costruire un percorso che permettesse di sostenere le retribuzioni facendo leva sul secondo livello e di consolidare gli spazi della partecipazione sui temi della riorganizzazione degli enti, dell innovazione e della produttività. Puntando cioè a recuperare risorse per la contrattazione non stressando le finanze pubbliche, ma anzi contribuendo a raddrizzarle. È un cammino impegnativo, proprio perché propone una risposta non estemporanea ma strutturale al problema della cattiva spesa pubblica. Il cammino che proseguiremo con decisione in autunno, per dire no all ennesimo ricorso ad una non-soluzione come i tagli lineari, e ribadire al governo e agli amministratori pubblici che un vero rinnovamento della pubblica amministrazione è possibile solo insieme ai lavoratori, ai cittadini, al sindacato.

2 GRECIA: PARTITO A LUGLIO L ENNESIMO ROUND DI TAGLI AGLI ORGANICI PUBBLICI Il governo greco ha approvato a luglio una pesante riduzione degli organici pubblici, necessaria per ottenere lo sblocco dell ennesimo round di aiuti dai prestatori internazionali. Il piano interessa 25 mila dipendenti pubblici che, entro il 2013, dovranno essere trasferiti passando attraverso uno speciale bacino di mobilità a stipendio ridotto, e licenziati nel caso in cui non fosse possibile ricollocarli entro 8 mesi o il lavoratore interessato rifiutasse la ricollocazione. Per una parte del personale a rischio è prevista la possibilità di reinserimento in settori pubblici considerati sottodimensionati, come la guardia costiera per il contrasto dell immigrazione clandestina. Questo cuscinetto peraltro, ha puntualizzato il titolare del dicastero della Pubblica amministrazione, sarà garantito in via prioritaria a coloro che sono entrati attraverso regolari concorsi pubblici e non per vie clientelari, situazione diffusa negli apparati pubblici greci e considerata una delle cause del suo eccessivo peso. Per poter dare il definitivo via libera alla misura, il parlamento greco ha dovuto inoltre approvare un emendamento al piano originale, che aveva suscitato dubbi tra i partner europei per via delle troppe eccezioni ammesse: le restrizioni alla collocazione in mobilità avrebbero garantito ad esempio i lavoratori in possesso di un titolo di studio post-laurea, oltre a categorie socialmente deboli come i disabili, e questo secondo la Ue avrebbe impedito di raggiungere l entità di tagli richiesti già a partire da luglio: 4200, soprattutto personale scolastico e dipendenti ministeriali. Per la fine di settembre il numero di dipendenti messi in mobilità deve arrivare a , includendo anche agenti della polizia municipale. I sindacati, alla vigilia della discussione dell emendamento poi approvato, hanno organizzato congiuntamente uno sciopero generale e massicce manifestazioni ad Atene e in diverse altre città greche. L accusa che anche parte della stampa nazionale muove al governo è di aver puntato tutto sui sacrifici imposti ai cittadini e ai dipendenti pubblici, mentre i partiti politici hanno continuato a fomentare il populismo e bloccare ogni vero tentativo di riorganizzazione. Questo piano di mobilità è distinto dagli impegni concordati con il FMI, la BCE e la Commissione europea nel febbraio 2012 che prevedeva uscite obbligatorie dal settore pubblico, ovvero licenziamenti a titolo definitivo per persone entro il 2013 e per altri nel Per ogni cinque dipendenti pubblici che vanno in pensione, ne verrà assunto solo uno. I dipendenti della pubblica amministrazione 2 CISL FP

3 greca sono, secondo dati OCSE, circa (7,9% della forza lavoro) di cui lavoro nei Ministeri e nelle amministrazioni centrali. I dipendenti delle aziende di Stato sono Dall inizio della crisi ad oggi il tasso di disoccupazione è schizzato da 9,6 a 27%, pari a un milione e mezzo di persone, con il 35% degli occupati che risulta comunque non in grado di ripagare debiti e mutui contratti. L altro versante sul quale la Ue ha chiesto al governo greco di intervenire in via prioritaria è quello fiscale, compreso l efficientamento delle amministrazioni delle Entrate per contrastare l altissimo tasso di evasione. Sul fronte delle imposte l ultimo pacchetto approvato introduce nuove tasse su abitazioni e auto di lusso, ma abbassa drasticamente (da 23 a 13%) l aliquota Iva sulle attività di ristorazione nel tentativo di rilanciare uno dei pochi settori dell economia rimasti dinamici dopo quasi sei anni di recessione. Taglio che però sarebbe annullato nel caso in cui gli obiettivi di raccolta erariale fissati per quest anno non venissero raggiunti; secondo un rapporto recente, nel primo semestre di attività del 2013 solo sei dei 35 uffici principali, responsabili in tutto del 75% degli introiti attesi, sono riusciti a centrare il risultato. SPAGNA: TENSIONI SULLA RIFORMA DELLE AUTONOMIE LOCALI S econdo un recente studio condotto dal Ministero delle finanze e della pubblica amministrazione, più di due terzi delle amministrazioni comunali spagnole risultano inefficienti. Il motivo sarebbe il costo dei servizi più alto del normale soprattutto nei piccoli Comuni: se la spesa annua per abitante è euro nelle città con meno di abitanti, in quelle con più di abitanti scende a 445,44 per abitante. E la maggior parte delle municipalità spagnole (5.583) contano appunto meno di abitanti. Questi dati sono apparsi alla vigilia della presentazione di una legge di riforma delle amministrazioni locali che avrebbe prodotto, insieme ai tagli già applicati dal 2011, risparmi per oltre 17 miliardi di euro entro il Nelle raccomandazioni per paese dell ultimo semestre europeo, la Ue esigeva dalla Spagna un rialzo dell Iva e una riforma più incisiva sul mercato del lavoro in cambio di una dilazione sui tempi di riduzione del deficit pubblico. La Spagna aveva rifiutato, ma ciò imponeva in maniera tanto più stringente al premier Rajoy di presentarsi al Consiglio europeo di fine giugno potendo esibire una riforma altrettanto corposa. Quella della p.a. locale consentirebbe secondo le stime del governo di alleggerire già dal 2013 il deficit di 6,5 miliardi di euro, puntando sull introduzione di servizi amministrativi elettronici, sulla semplificazione burocratica e su quella che viene definita nuova filosofia di cooperazione fra livelli amministrativi: 3 CISL FP

4 condivisione di servizi, eliminazione dei doppioni amministrativi fra Stato e regioni, creazione di una piattaforma centralizzata per l acquisto di forniture, soppressione di organismi pubblici. Inoltre, a partire dal 2014 saranno introdotti costi standard per i servizi. I consigli comunali avranno 5 anni di tempo per rivedere i propri servizi in collaborazione con il ministero. Oltre 15 mila immobili, molti appartenenti alla Difesa, potrebbero essere messi in vendita. Il governo assicura che l obiettivo della riforma è ridurre la burocrazia e non il personale, ma i sindacati sono in allarme perché, già con le precedenti, in un anno e mezzo sono stati eliminati 377 mila posti pubblici. Oltre 52 mila sarebbero quelli persi nella sanità pubblica, di cui temporanei. E altri 300 mila posti di lavoro pubblici sarebbero a rischio. Il sindacato auspica un ampio patto sociale con istituzioni territoriali e movimenti dei cittadini per contrastare il progetto, che potrebbe incidere sulla funzionalità dei servizi locali e in particolare su quelli di sostegno alla non autosufficienza. Il Tesoro ipotizza poi l introduzione di una nuova scala salariale quando dal 2010 gli stipendi pubblici sono già stati decurtati dal 5 al 10 per cento, e il recupero della quattordicesima sospesa sempre nel 2010 è ancora in stallo nonostante i pronunciamenti di vari tribunali sull incostituzionalità della misura. Questo fronte di tensione si intreccia con quello provocato dall implementazione di una legge del 2012, in forza della quale i contratti collettivi delle aa.ll. non rinnovati entro il 7 luglio scorso perdono validità. I sindacati stanno premendo sulla controparte FEMP (Federazione spagnola dei Comuni e delle Province) per intensificare i negoziati e concordare nel frattempo clausole di prolungamento dei contratti scaduti. Alle dichiarazioni di impegno della FEMP a sollecitare i propri membri e sostenere presso il governo la richiesta di ritiro della legge che fa decadere i contratti, non hanno finora fatto seguito atti concreti. Nuovi contratti collettivi sono stati sottoscritti entro la scadenza solo nelle regioni di Castiglia, Valencia e la Mancha. IRLANDA: GOVERNO E SINDACATI SIGLANO UN NUOVO ACCORDO DOPO QUELLO DEL 2010 Nel 2010 l Irlanda fu il primo paese europeo nel quale, di fronte all incombere della bancarotta e all inevitabilità di un intervento di salvataggio internazionale, i sindacati del pubblico impiego sottoscrissero con il governo un accordo sulla riforma dei settori pubblici che, insieme a non poche penalizzazioni, conteneva anche una serie di garanzie. A distanza di tre anni l austerity ancora non basta, e il clima si è fatto di nuovo teso. La scorsa primavera, i sindacati hanno respinto la proposta di revisione dell accordo, detto di Croke Park, avanzata dal governo. Croke Park 2 conteneva modifiche significative alle condizioni stabilite tre anni prima taglio del 7,5% agli stipendi seguito da quattro anni di blocco - con 4 CISL FP

5 l intento di abbattere la spesa pubblica di 300 milioni quest anno e di un altro miliardo entro la fine del Al voto indetto dai sindacati del p.i. tra i propri iscritti, il 70% ha risposto no, così come il comitato dei delegati sindacali seppure con un margine più ristretto. Il governo aveva replicato minacciando di intervenire per le vie di legge, imponendo l ennesimo taglio a stipendi e altre remunerazioni accessorie nel caso in cui sindacati e Commissione per le relazioni sindacali non fossero riusciti a raggiungere un compromesso. Anzitutto, i tagli agli stipendi più elevati (tra i 65mila e i 100mila euro annui) sarebbero stati permanenti, senza i meccanismi di recupero previsti nel secondo pacchetto; e sarebbe stata riveduta al ribasso per tutti l entità delle indennità per straordinario e lavoro festivo. Inoltre il governo avrebbe avviato nuove procedure di esternalizzazione di servizi senza garanzie di mantenimento dei posti di lavoro, e cancellato i limiti di distanza per la mobilità (alle condizioni di Croke Park 1 un lavoratore può essere trasferito entro un raggio di 45 km). Di fronte ad una scelta secca - tra nuove penalizzazioni ma con la possibilità di negoziare tutele per i lavoratori più vulnerabili, e tagli orizzontali che sarebbero scattati per tutti in base alle clausole del salvataggio da parte del FMI la maggior parte dei lavoratori ha optato per il sì al nuovo pacchetto. In base alla legge il governo ha facoltà di imporre restrizioni ulteriori agli iscritti alle sigle che avessero rifiutato: stop ai recuperi di salario previsti da questo mese ai successivi tre anni, alle garanzie in caso di esuberi, mobilità obbligatoria e licenziamento in caso di rifiuto. Per molti lavoratori pubblici con retribuzioni basse, questa mossa rappresenta il male minore ; man mano che si sale verso le fasce alte aumentano i sacrifici in busta paga, che per chi percepisce uno stipendio o una pensione dai 65mila euro annui in su ammonteranno al 5% con congelamento di tutti gli incrementi. Anche gli orari settimanali sono stati ritoccati: chi lavorava 35 ore a settimana passerà a 37 ore. Ulteriori incontri tra le segreterie di tutte le sigle sarebbero però in corso, al fine di raccogliere pareri legali e valutare l opportunità di contestare per questa via le prerogative emergenziali grazie alle quali il governo si è di fatto imposto. Prima di questo scontro, l Istituto centrale di statistica irlandese in un rilevamento di fine 2012 parlava di un divario tra stipendi pubblici e privati tra il 6.1% e il 18.9% a vantaggio dei primi nonostante i tagli del Per questa ragione, il fatto che tra le clausole di Croke Park 1 vi fosse la garanzia che non sarebbero stati applicati altri tagli fino al 2014 aveva suscitato critiche da parte dei media di orientamento liberal. Tuttavia, all inizio del 2013, l Istituto di ricerche economiche e sociali ha diffuso una propria ricerca indipendente secondo cui ad un calcolo più accurato il presunto vantaggio dei dipendenti pubblici si riduce di quasi la metà. 5 CISL FP

6 PORTOGALLO: NUOVE MISURE DOPO IL NO DELLA CORTE COSTITUZIONALE ALLA MANOVRA DI AUSTERITY Circa due mesi fa la Corte Costituzionale portoghese ha decretato l incostituzionalità, per violazione del principio di non discriminazione, delle misure di austerity contenute nella finanziaria 2013 approntata dal governo, che avrebbero colpito il pubblico impiego sospendendo le indennità di ferie, introducendo un prelievo forzoso del 5% sull indennità di malattia e riducendo del 6% quella di disoccupazione. Il bilancio avrebbe registrato con la cancellazione di questi provvedimenti un ammanco di circa 1,4 miliardi, pari a più del 20% del totale. Il governo ha risposto annunciando, meno di un mese dopo, un nuovo pacchetto da 3 miliardi di tagli che avrebbe validità fino al Le misure che riguarderanno per lo più, ancora una volta, i dipendenti pubblici e i pensionati, già nel mirino del precedente. Si prevedono esuberi, riduzioni di stipendi e pensioni, orari di lavoro prolungati, aumento della contribuzione sanitaria, innalzamento dell età pensionabile da 65 a 66 anni sia per il pubblico che per il privato. Per quanto riguarda l aumento dell orario di lavoro nel p.i. da 35 a 40 ore settimanali, il governo giustifica la decisione come un allineamento agli orari in vigore nei settori privati; in realtà, la normativa che regolamenta questi ultimi fissa a 40 ore il tetto massimo, ma in base agli accordi collettivi diversi settori di fatto applicano un orario più breve. Dei 580 mila pubblici dipendenti portoghesi dovrebbero essere esonerati circa 30 mila al di sotto dei 59 anni, con una compensazione economica variabile secondo l età ma non superiore a 1,5 retribuzioni mensili per ogni anno di anzianità in servizio. Chi accetterà dovrà dichiararlo entro 3 mesi, perdendo ogni diritto alla riassunzione in un amministrazione, ente o azienda pubblica. Inoltre verrebbe creato un bacino di mobilità formato dai dipendenti dichiarati in esubero per effetto di riorganizzazioni : per questo personale la permanenza nella lista di mobilità non andrebbe comunque oltre i 18 mesi, con riduzione di un terzo della retribuzione per i primi 6 mesi e di un ulteriore terzo nei rimanenti. Le indennità, che attualmente seguono regimi diversi a seconda delle mansioni svolte, verrebbero uniformate. I contributi dei dipendenti pubblici per l assicurazione sanitaria aumenterebbero dello 0,75% a partire dal 2014; sempre entro il 2014, il regime pensionistico del pubblico impiego adotterebbe le stesse regole di calcolo in uso nel privato (non è ancora chiaro se iniziando da chi andrà in pensione dal 2014 in poi o anche con effetto retroattivo) e le ferie si ridurrebbero da 25 a 22 giorni l anno. Sui redditi da pensione superiori a un tetto stabilito verrà applicata una tassa valida per tutti i settori, diversamente dal provvedimento respinto come discriminatorio dalla Corte Costituzionale. Infine, sono attesi tagli ai bilanci dei Ministeri dell istruzione e del welfare. 6 CISL FP

7 FRANCIA: SINDACATI FACCIA A FACCIA CON IL GOVERNO SUL PROGETTO DI RIFORMA DELLE PENSIONI Dopo aver lanciato nel 2012 la prima Conferenza sociale, il governo francese ha dato appuntamento alle parti sociali per il mese di settembre ma i sindacati hanno già fatto l elenco dei punti da considerare intoccabili, a partire dall annuncio del ministro della FP riguardo ad un blocco degli stipendi per il quarto anno consecutivo. Un passaggio particolarmente delicato che attende in autunno le parti sociali d Oltralpe riguarda la riforma delle pensioni allo studio, che non è peraltro rivolta esclusivamente al settore pubblico. L innalzamento graduale dell età pensionabile da 60 a 62 entro il 2018 è iniziato due anni fa, ma il governo ha escluso qualsiasi ulteriore aumento, protestando anche contro la Commissione europea che nelle ultime Raccomandazioni per paese dava indicazioni in questo senso (poi cancellate). La convergenza delle regole di calcolo delle pensioni per il settore statale con quelle del privato è iniziata nel Il periodo di riferimento è attualmente 6 mesi nel settore statale e potrebbe essere progressivamente esteso da 3 a 10 anni: nel settore privato è di 25 anni. La base di calcolo dei contributi previdenziali potrebbe essere estesa ad includere premi e indennità, attualmente esclusi per il settore statale. Da parte sindacale, CGT e Force Ouvriere hanno già dichiarato che ogni proposta di ritocco delle regole attuali rappresenterebbe un casus belli. Meno dura la posizione della Cfdt, che si è detta però pronta a battersi qualora il progetto di legge non tenesse conto di alcuni aspetti come i bassi importi delle pensioni delle donne, le prospettive pensionistiche incerte per i giovani, e le situazioni classificabili come lavoro usurante di alcune categorie di lavoratori pubblici, ad esempio chi svolge turni notturni. La Cfdt, meno pessimista delle altre sigle anche sulle politiche di modernizzazione e riorganizzazione della p.a. territoriale avviate dal precedente esecutivo e sulle sue possibili ricadute occupazionali, è però critica della mancata concertazione con i sindacati che ha caratterizzato fin qui l iter del progetto e che potrebbe compromettere il dialogo anche su altre materie, come percorsi professionali e carriere. Riguardo alle misure prospettate nel quadro della modernizzazione dell azione pubblica, che include alleggerimento degli obblighi amministrativi per le imprese, snellimento dell apparato normativo e miglior accessibilità dei servizi per gli utenti, teme che la smaterializzazione dei servizi possa avere ricadute negative in termini di accessibilità da parte di alcune categorie sociali fragili, e sollecita il governo a dialogare di più a tutti i livelli in tema di riorganizzazione del lavoro e di fabbisogni formativi. 7 CISL FP

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